martedì 24 maggio 2022

Da una guerra all’altra

“Ma non puoi scrivere qualcosa sulla guerra in Ucraina?” Lo farei volentieri, ma bisogna far molta attenzione a quel che scrivi, perché è estremamente facile esser tacciati di “putinismo” o di altre amenità; è successo in questi ultimi mesi a personaggi ben più noti di me, luminari quali il professor Alessandro Orsini, la filosofa Donatella Di Cesare e lo storico Luciano Canfora. Per queste ragioni non ti viene tanto la voglia di scrivere che la guerra è una cosa malsana; questo lo sanno anche i cani, ma tanti padroni questo assunto non lo vogliono recepire. 
Poi, pensi, ‘ma vuoi mettere il tuo articolo pubblicato con sotto tanto di firma in bella mostra’ ed allora cominci a scrivere qualche frase, qualche pensiero. Oggi è il 24 maggio, quello della canzone del Piave, anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915; la guerra dell’inutile strage, come la definì papa Benedetto XV (da non confondere con Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger). 
“Mi sono maritato da pochissimo - disse mio nonno Lorenzo, quando i carabinieri della caserma di Rezzato si presentarono a casa sua per consegnargli la cartolina precetto - e per di più mia moglie Marietta è incinta della prima figlia!”. “Alla patria non interessano i tuoi fatti personali, tua moglie se ne farà una ragione, tu devi partire soldato per conquistare il Trentino”. Tutti gli accordi diplomatici fatti in precedenza per evitare il conflitto armato da parte dell’esercito italiano, non erano serviti a nulla, tanto forte era stata la pressione da parte delle forze interventiste. 
Mi piace sempre ricordare la vigilia del Natale del 1914, le truppe austroungariche di fronte alle francesi e scozzesi erano appostate in trincea per quella che oggi si chiamerebbe guerra di logoramento: ognuno manteneva le proprie posizioni, ogni tanto veniva comandato un tentativo di sfondamento che, immancabilmente, finiva per cozzare mortalmente sui reticolati della trincea nemica. La notte di Natale un cantante lirico, che era stato mandato al fronte per allietare le truppe, intona “Stille Nacht” e subito, dal fronte opposto, un soldato scozzese risponde con le note della sua cornamusa. Il tenore tedesco esce dalla trincea intonando “Adeste Fideles”; seguendone l’esempio, i militari tedeschi, francesi e scozzesi escono allo scoperto incontrandosi nella terra di nessuno, accordandosi per una notte di tregua. I “nemici” festeggiano insieme, si scambiano gli auguri e fraternizzano con una sigaretta, un pezzo di cioccolato assieme ad abbracci e fotografie. I soldati giocano anche una partita di calcio ed ora è davvero difficile pensare di spararsi contro. Il giorno seguente, i comandanti, obbedienti ai loro superiori, sono costretti a riprendere le ostilità. 
Questo fatto avvenne anche la vigilia di Natale dell’anno successivo, sul fronte trentino, dove combatteva nonno Lorenzo; molto probabilmente s’era sparsa la notizia e i militari ne avevano approfittato per una breve pausa di scambio di affetti e di auguri. 
Questa tradizione non accadde mai più; senz’altro le autorità militari avranno preso dei provvedimenti restrittivi nei confronti dei poveri soldati con il cuore tenero ed i piedi buoni, calcisticamente parlando. Voglio pensare che, tra i calciatori di quella sgangherata partita, ci sia stato anche nonno Lorenzo, me lo immagino con una maglia di lana, anche un poco rabberciata, e un paio di brache alla zuava più larghe del dovuto, a correre come una lepre per lanciare il pallone in rete. 
Mio nonno non è più tornato dal fronte, mia madre non ha mai conosciuto suo padre, ma noi in compenso abbiamo ottenuto il Trentino e l’Alto Adige. 
Dopo questa prima guerra mondiale ne è scoppiata un’altra, altrettanto cruenta, forse ancora più bestiale. Dal ’45 ad oggi, sono state decine le guerre combattute in giro per il mondo: da una parte il Patto Atlantico con la Nato, dall'altra il Patto di Varsavia. Ma se, con la caduta del muro di Berlino, il Patto di Varsavia si è dissolto, la Nato ha continuato a “lavorare” underground. 
Alla fine della seconda guerra mondiale, i partigiani che avevano militato nella resistenza italiana, hanno dovuto consegnare le armi che erano state utilizzate. Stranamente un gruppo di persone ben inquadrate e organizzate, tra cui uomini politici del calibro di Francesco Cossiga (sì, quello che è stato poi eletto presidente della Repubblica) e Paolo Emilio Taviani (che non c’entra nulla con i due fratelli Paolo e Vittorio, registi) e militari come l’ammiraglio De Lorenzo, militavano in un’organizzazione segreta ben armata e legata alla Cia americana e ai servizi segreti italiani. Sia Cossiga che Taviani sono stati politici appartenenti allo stesso partito dell’attuale ministro Lorenzo Guerini. 
Ora siamo a Mariupol, presso le acciaierie Azovstal, dove fino a qualche giorno fa erano asserragliati i combattenti del battaglione Azov; chissà, forse tra questi combattenti ci sarà anche il nipote di quel soldato tedesco morto a cui il militare russo aveva sottratto l’orologio da polso, salendo poi sul palazzo del Bundestag a Berlino per issare la bandiera sovietica in segno di vittoria. 
Termino riportando la frase pubblicata da questo blog qualche giorno fa - “ in guerra i soldati obbediscono, gli uomini obiettano” - e uno slogan che a me piace molto: “Ora e sempre renitenza!”.
Giulio Botticini, obiettore di coscienza

lunedì 23 maggio 2022

Obiezione alla guerra: un convegno

A tre mesi dall’invasione russa in Ucraina il movimento per la pace bresciano si dà appuntamento martedì 24 maggio alle 18.30 al Convento dei Missionari Saveriani, in via Piamarta 9 in città per un convegno al quale parteciperanno, fra gli altri, don Renato Sacco (consigliere nazionale di Pax Christi), Mao Valpiana (presidente nazionale del Movimento Nonviolento) e il nostro Flavio Marcolini.
"Oggi la prospettiva di una soluzione diplomatica sembra sempre meno realistica – spiega Marco Maffeis presentando l’iniziativa alla stampa – mentre si sentono sempre più frequentemente le minacce e i proclami di vittoria e sembrano mancare (tranne rare eccezioni, come Papa Francesco) proposte di de-escalation”.
“L'Onu - osserva - è sempre più svuotata dai veti incrociati delle superpotenze Russia e Usa, mentre l'Unione Europea, anziché farsi portatrice di pace osando finalmente una politica estera comune e indipendente, non riesce ad affrancarsi dal pensiero unico bellicista della Nato. L'unica certezza è che, come sempre, a pagare il prezzo della guerra è la popolazione civile: almeno 4 mila i civili morti, circa 5 milioni le persone fuggite all'estero e 7 milioni gli sfollati interni; a questi numeri vanno aggiunti i casi di stupri, torture e sparizioni”.
Secondo lui “c'è poco da stupirsi, le guerre giuste ed intelligenti non esistono. La guerra porta sempre morte e distruzione”.
“In questi mesi – sottolinea - molti media hanno rappresentato in modo grottesco le posizioni di chi da sempre si oppone alla guerra, con accuse di filoputinismo, antiamericanismo ed egoismo. Per liberarci da questa narrazione tossica e raccontare una realtà assai diversa, nel corso della serata illustreremo le proposte concrete della nonviolenza organizzata che da anni anche in Italia cerca di preparare la pace, partendo dalla Campagna nazionale per l'obiezione di coscienza alla guerra. L’unico modo per fermare la guerra è non farla, l’unico modo per cessare il fuoco è non sparare. Anche a Brescia diverse decine di cittadini hanno firmato quindi questa dichiarazione che sarà poi consegnata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, allo Stato Maggiore dell’Esercito, nella quale li pregano di non contare su di loro se vogliono coinvolgerli nella guerra con più armi, più spese militari, più violenza”.
La campagna, partita pochi giorni fa, ha già visto l’adesione di migliaia di italiani. Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sulla serata di martedì può consultare la pagina web https://www.azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra/ oppure scrivere una mail a movimentononviolento.bs@alice.it o ancora telefonare allo 030/3229343.

sabato 21 maggio 2022

Festa interetnica a Bedizzole

Sabato 21 maggio a Bedizzole si celebra la "Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo". A partire dalle ore 16.30 nel cortile della civica biblioteca Primo Levi, in via Alcide De Gasperi 4, la Commissione comunale per le pari opportunità organizza un momento conviviale di scambio e condivisione fra le diverse comunità etniche presenti in paese: chi volesse partecipare portando prodotti culinari per una merenda può contattare l'Ufficio Servizi alla Persona allo 030/6871700. Inoltre ci sarà la possibilità di ballare le danze dei diversi paesi e popoli del mondo con l’animazione del Gruppo folk Girovagando. L’ingresso alla festa è gratuito.

venerdì 20 maggio 2022

Forsu: il Comune non farà ricorso

Ieri a Calcinato un centinaio di cittadini ha manifestato contro la localizzazione a Bedizzole del nuovo impianto A2A per il trattamento della frazione organica dei rifiuti domestici, che dovrebbe essere realizzato in località Fusina, vicino a Ponte San Marco e alla Bettola di Lonato.
Il sito aveva ricevuto il via libera dalla Provincia lo scorso 30 marzo ed è destinato ad accogliere circa 75 mila tonnellate annue di forsu da tutta la provincia per la produzione di compost e biometano.
In piazza si respirava la delusione per la scelta del Comune di non presentare ricorso al Tar contro il provvedimento. In una nota l’amministrazione aveva ricordato che “Calcinato è stato l’unico ente a esprimere il dissenso, portando annotazioni tecniche a sostegno della propria tesi. Abbiamo segnalato le preoccupazioni in merito all’impatto odorigeno che potrebbe avere in una situazione che presenta già criticità. Ma la Provincia, Bedizzole e Lonato hanno dato un parere diverso: le volontà positive espresse da tutti gli altri enti coinvolti, unito all’asserito impatto zero sul piano ambientale dichiarato da A2A, rende praticamente impossibile per Calcinato contrastare il prosieguo dell’iter burocratico. Consultato l’avvocato, è stato fortemente sconsigliato di presentare ricorso al Tar: l’unione delle altre parti a sostegno dell’impianto, la storicità dei risultati negativi di questa tipologia di ricorsi e il conseguente potenziale spreco di risorse economiche fanno propendere per non procedere legalmente”.
Laura Corsini, la portavoce del Comitato Cittadini che mercoledì aveva incontrato sul tema il sindaco Nicoletta Maestri, ha annunciato che “dopo cinque anni di attività di sensibilizzazione sul progetto, resta il rammarico per la scelta del Comune”. “Se verrà realizzato – ha ribadito – costante sarà la nostra sorveglianza attiva sul corretto funzionamento dell’impianto”.

giovedì 19 maggio 2022

Manifestazione no forsu in piazza a Calcinato

Dopo l’assemblea di lunedì scorso contro la localizzazione sul territorio di Bedizzole del nuovo impianto A2A per il trattamento della frazione organica dei rifiuti domestici da raccolta differenziata - che dovrebbe essere realizzato nei prossimi mesi in località Fusina, molto vicino a Ponte San Marco e alla Bettola - a Calcinato il Comitato Cittadini alza il tiro organizzando una manifestazione convocata per stasera a partire dalle ore 17 in Piazza Aldo Moro.
Come si ricorderà, il sito aveva ricevuto il via libera dalla Provincia lo scorso 30 marzo. Destinato ad accogliere circa 75 mila tonnellate all'anno di forsu da tutta la provincia di Brescia e finalizzato alla produzione di compost e biometano, l’impianto sorgerà su di un’area di circa 35 mila metri quadrati, in una fascia già sottoposta a un altissimo indice di pressione, l'indicatore stabilito da una legge regionale, la cui cogenza è stata peraltro ribadita anche dal Consiglio di Stato.
Localizzato in una zona geografica ad altissima densità di discariche e siti potenzialmente inquinanti, questo nuovo impianto andrà ad aggiungersi alla vicinissima discarica che lavora il fluff, a una nutrita serie di allevamenti intensivi, a diverse aziende che utilizzano sui terreni agricoli di gessi di defecazione, ai cantieri per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, a un impianto di cogenerazione a biomassa legnosa e a un impianto di recupero di rottami in alluminio.
Frazione di rifiuto differenziato con un certo valore economico, la forsu è al centro da molto tempo di un vivace dibattito, non solo specialistico, sulle modalità più idonee per affidare la gestione del suo trattamento e sui risvolti che la sua lavorazione può avere per la salute dell’ambiente e la qualità dell’aria.
L’intenzione degli ambientalisti - che hanno chiesto di poter incontrare il sindaco Nicoletta Maestri nel corso della manifestazione - sembra essere quella di presentare un ricorso avverso la decisione della Provincia, impugnando l'autorizzazione.
“In queste ore stiamo sollecitando i cittadini affinché inviino lettere al sindaco pregandola di promuovere il ricorso contro un impianto, l’ennesimo, impattante sul territorio” scrive il Comitato Cittadini che, per sostenere questa azione legale contro quello che definisce “un insulto ambientale irragionevole”, ha promosso anche una raccolta-fondi: gli interessati possono versare un’offerta libera sul conto corrente bancario con IBAN IT87C0867654172000000304501.

martedì 17 maggio 2022

Padroni della guerra

Venite padroni della guerra
voi che costruite i grossi cannoni
voi che costruite gli aeroplani di morte
voi che costruite tutte le bombe
voi che vi nascondete dietro i muri
voi che vi nascondete dietro le scrivanie
voglio solo che sappiate
che posso vedere attraverso le vostre maschere

Voi che non avete mai fatto nulla
se non costruire per distruggere
voi giocate con il mio mondo
come se fosse il vostro piccolo giocattolo
voi mettete un fucile nella mia mano
e vi nascondete dai miei occhi
e vi voltate e correte lontano
quando volano le veloci pallottole

Come Giuda dei tempi antichi
voi mentite e ingannate
una guerra mondiale può essere vinta
voi volete che io creda
ma io vedo attraverso i vostri occhi
e vedo attraverso il vostro cervello
come vedo attraverso l’acqua
che scorre giù nella fogna

Voi caricate le armi
che altri dovranno sparare
e poi vi sedete e guardate
mentre il conto dei morti sale
voi vi nascondete nei vostri palazzi
mentre il sangue dei giovani
scorre dai loro corpi
e viene sepolto nel fango

Avete causato la peggior paura
che mai possa spargersi
paura di portare figli
in questo mondo
poiché minacciate il mio bambino
non nato e senza nome
voi non valete il sangue
che scorre nelle vostre vene.

Che cosa sono io per parlare quando
non è il mio turno?
Direte che sono giovane
direte che non ne so abbastanza.
Ma c’è una cosa che so
anche se sono più giovane di voi:
so che perfino Gesù
non perdonerebbe quello che fate

Voglio farvi una domanda:
il vostro denaro vale così tanto
vi comprerà il perdono
pensate che potrebbe?
Io penso che scoprirete
quando la morte esigerà il pedaggio
che tutti i soldi che avete accumulato
non serviranno a ricomprarvi l’anima

E spero che moriate
e che la vostra morte giunga presto
seguirò la vostra bara
in un pallido pomeriggio
e guarderò mentre
vi calano giù nella fossa
e starò sulla vostra tomba
finché non sarò sicuro che siate morti.

Bob Dylan

lunedì 16 maggio 2022

Il pettirosso prova le sue ali

Il pettirosso prova le sue ali.
Non conosce la via,
ma si mette in viaggio verso una primavera
di cui ha udito parlare.
Emily Dickinson

domenica 15 maggio 2022

Forsu: domani assemblea

Lunedì 16 maggio alle ore 20.30 al Giardino dei Ciliegi di via Statale 2, sul confine fra Calcinato e Bedizzole, un cartello di associazioni - che comprende, fra gli altri, il Comitato Cittadini, il Laboratorio Ambiente, la Rete Ecologica Lombardia e Ambiente Futuro Lombardia - organizza una assemblea pubblica per illustrare i rischi connessi alla localizzazione, sempre sul confine fra i due comuni ma nel territorio di Bedizzole, del nuovo impianto A2A per il trattamento della frazione organica dei rifiuti domestici da raccolta differenziata, che dovrebbe essere realizzato nei prossimi mesi in località Fusina, molto vicino alla frazione Ponte San Marco di Calcinato e alla località Bettola di Lonato del Garda.
Il sito ha ricevuto il via libera dalla Provincia lo scorso 30 marzo. Destinato ad accogliere circa 75 mila tonnellate all'anno di forsu da tutta la provincia di Brescia e finalizzato alla produzione di compost e biometano, l’impianto sorgerà su di un’area di circa 35 mila metri quadrati, in una fascia già sottoposta a un altissimo indice di pressione, l'indicatore stabilito da una legge regionale, la cui cogenza è stata peraltro ribadita anche dal Consiglio di Stato.
Localizzato in una zona geografica ad altissima densità di discariche e siti potenzialmente inquinanti, questo nuovo impianto andrà ad aggiungersi alla vicinissima discarica che lavora il fluff, a una nutrita serie di allevamenti intensivi, a diverse aziende che utilizzano sui terreni agricoli di gessi di defecazione, ai cantieri per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, a un impianto di cogenerazione a biomassa legnosa e a un impianto di recupero di rottami in alluminio.
Frazione di rifiuto differenziato con un certo valore economico, la forsu è al centro da molto tempo di un vivace dibattito, non solo specialistico, sulle modalità più idonee per affidare la gestione del suo trattamento e sui risvolti che la sua lavorazione può avere per la salute dell’ambiente e la qualità dell’aria.
L’intenzione degli ambientalisti sembra essere quella di presentare un ricorso avverso la decisione della Provincia, impugnando l'autorizzazione. “Lunedì sera - scrive il Comitato in una nota - deve essere chiaro a tutti che sarà davvero l'ultima fermata per valutare cosa fare ancora, dopo il grosso impegno che dura da molti anni. Sarà fondamentale contare quanti sono i cittadini consapevoli che si tratta forse della reale ultima opportunità per fermare un impianto che, seppur utile dal punto di vista del recupero, non può essere autorizzato in tale luogo per questioni legate alla compromissione del territorio. Il numero dei partecipanti e la loro sostenibilità sarà il punto fondamentale per le nostre future scelte”.
All’incontro di lunedì parteciperà il pool di tecnici estensori delle osservazioni inviate dagli ambientalisti in Provincia sull'argomento.

sabato 14 maggio 2022

R.I.P. (Requiescant in pace)

Cavalli corpi e lance rotte
Si tingono di rosso,
Lamenti di persone che muoiono da sole
Senza un Cristo che sia là.
Pupille enormi volte al sole
La polvere e la sete
L'affanno della morte lo senti sempre addosso
Anche se non saprai perché.

Requiescant in pace.
Requiescant in pace.
Requiescant in pace.
Requiescant in pace.

Su cumuli di carni morte
Hai eretto la tua gloria
Ma il sangue che hai versato su te è ricaduto
La tua guerra è finita
Vecchio soldato.

Ora si è seduto il vento
Il tuo sguardo è rimasto appeso al cielo
Sugli occhi c'è il sole
Nel petto ti resta un pugnale
E tu no, non scaglierai mai più
La tua lancia per ferire l'orizzonte
Per spingerti al di là
Per scoprire ciò che solo Iddio sa
Ma di te resterà soltanto
Il dolore, il pianto che tu hai regalato
Per spingerti al di là
Per scoprire ciò che solo Iddio sa.

Per spingerti al di là,
Per scoprire ciò che solo Iddio sa...

Francesco Di Giacomo e Vittorio Nocenzi, 1972.

venerdì 13 maggio 2022

La guerra che verrà

La guerra che verrà non è la prima.
Prima ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente faceva la fame.
Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.
Bertolt Brecht

mercoledì 11 maggio 2022

Arriverà la "tampon tax"?

A Calcinato il gruppo consiliare In-Patto 2.0 ha presentato al sindaco Nicoletta Maestri una mozione sulla cosiddetta “tampon tax”.
I consiglieri Alessandro Moratti Freschi, Vincenza Corsini, Annamaria Pennati, Laura Maffazioli e Vania Gobbetto, rifacendosi alla “direttiva europea 2006/12/CE del 28 novembre 2006 relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto che stabilisce per gli Stati membri la possibilità di applicare una o due aliquote ridotte a prodotti farmaceutici normalmente utilizzati per cure mediche, per la prevenzione delle malattie e per trattamenti medici e veterinari, inclusi i prodotti utilizzati per fini di contraccezione e di protezione dell’igiene femminile”, sollecitano una “riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili”.
Chiedono pertanto al primo cittadino di “dare mandato all’Azienda Servizi Comunali di predisporre prezzi particolarmente contenuti e promozionali sui prodotti sanitari e igienici femminili (quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali) e ad assumere ogni altra eventuale iniziativa per migliorare la disponibilità e l’educazione all’uso di questi prodotti da parte delle donne, in particolare delle fasce più svantaggiate”.
Contestualmente la invitano a “sollecitare il Governo ed il Parlamento a prevedere un’immediata riduzione dell’aliquota al 4%, per i prodotti igienico-sanitari femminili, in vista della loro totale detassazione in quanto beni essenziali alla salute ed all’igiene femminile” nonché a “richiedere a Regione Lombardia di affrontare ed approfondire il fenomeno della povertà mestruale, attraverso uno studio qualitativo delle fasce economicamente a rischio, e prevedere un piano di agevolazioni economiche per l’acquisto di prodotti sanitari e igienici femminili da parte delle fasce più deboli”.

martedì 10 maggio 2022

Il Copasì (per i caduti di tutte le guerre)

Ma che belli! Così snelli,

come giovani polli vestiti uguali,

              a condividere tutti i mali,

come bimbi di tre anni

           con le scarpette e le braghette

all’asilo o… 

            .... sotto un telo.


Tutti belli allineati,

giornalisti e stipendiati,

tele-cronisti ben educati,

tutti zitti ed inculcati,

ossequiosi ed inchinati,

          sotto ai diktat incurvati,

in tale tenuta li vuole

il mercante di carne,

il cantante di falsi in faRsetto, il copasì[1]

dagli acuti di petto,

per farli fuori estenuati,

giovani e vecchi suoi….

                           ... insaccati,

già schedati e in ordine tritati,

affettati ed imbustati

nei sacchetti prelibati.


Hì, hunì, purhilì,

che a di’ poc hì pie’ de -ì,

Ó che parlì tròpp mia de fì,

mia cole paròle dî ciapa-puldhì,

mia coi tèrmegn htranier,

coi fa’ forehter

            dî copa-hì.[2]


Maiali all’ingrasso

da vendersi all’ingrosso,

pourcentages en hausse sauvage[3]…


Tutti belli allineati,

coi vestitini ben stirati,

lucidati e ben composti

in buste cerniere ai loro posti,

negli elisi campi verdi,

nelle foto precisi, sorrisi e lesi,

tutti uguali e con gli occhi in basso,

come maiali

molto molto molto...

oltre...

               ...il trapasso.


Mario Pietro Zani, 9 maggio 2022

Note:

[1] = dialetto bresciano “colui che ammazza i maiali”.

[2] Maiali, maialini, porcellini,/ che siete senza esagerare pieni di vino,/ voi che parlate troppo in maniera non curata, non con le parole di quelli che ammazzano i pulcini, non con i termini stranieri,/ con i comportamenti da estranei / degli ammazza-maiali.

[3] (francese) percentuali in selvaggio aumento.

lunedì 9 maggio 2022

Carlo invita all'obiezione contro la guerra

 
Il nostro Carlo Filippini non ha perso la fermezza dei 20 anni, che mezzo secolo fa lo portò a farsi lunghi mesi di carcere militare a Peschiera per aver rifiutato la naia come una quarantina di suoi compagni in lotta per ottener la legge sull’obiezione di coscienza, giunta poi il 15 dicembre 1972.  
Lo andarono a prendere nella comunità dei disabili dove avrebbe voluto senza armi “servire la patria”, che per lui erano gli ultimi, gli svantaggiati. Da allora non ha mai smesso di impegnarsi: è stato consigliere e assessore nel suo paese, ha operato nei gruppi ecologisti, è volontario di Croce Bianca.
“Dopo tutte le immagini e certezze avute su guerre iniziate per motivi poi risultati errati o falsi e terminate con conseguenze assai diverse da quelle che si proponevano i promotori, ancora molti sono convinti che il conflitto armato risolva un dissidio e porti risultati positivi” osserva. “Dopo Gandhi, King, don Milani, Capitini e Pinna, dopo innumerevoli lotte per sostenere diritti che venivano calpestati e per difendersi da soprusi senza armi né morti, ancora c’è chi considera la volontà di pace alla stregua di una resa all’oppressore, chi descrive i ‘pacifisti’ come affabulatori da salotto”.
E ricorda: “Persone che apprezzavo un tempo cantavano le canzoni dei Beatles e di De André e credevano alle parole che cantavano; adesso, chiamate alla prova dei fatti, si lasciano tentare dalla scelta delle armi, parlano di guerra giusta, necessaria e doverosa perché, dicono, ‘un popolo ha il diritto di difendersi e noi abbiamo il dovere di aiutarlo’. E allora si mandano fucili e bombe, e poi cannoni e poi missili. E poi?”
“Come sempre - sottolinea - anche in Ucraina a morire è quasi sempre chi la guerra non l’ha voluta e non è stato nemmeno interpellato. A morire sono per lo più i poveri, siano civili o militari. Ciò che muove una guerra è l’interesse economico di pochi che spingono i molti a combattere, uccidere e farsi uccidere, imbottiti di vuoti ideali”.
“Bistrattata oggi come mai - argomenta - la nostra Costituzione dichiara che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali: non è abbastanza chiaro? La difesa della patria è un dovere di ogni cittadino, ma ci sono molti modi efficaci di difendersi, senza sparare cannonate o lanciare missili. “L’insegnamento dei partigiani celebrati in questi giorni è che non si faccia più la guerra - rammenta - e loro hanno conosciuto fino in fondo le ragioni di tale proposito. Quelli voglio ascoltare. Quando ero giovane c’erano attentati in Alto Adige di cui poco capivo; erano l’espressione armata di un dissidio, c’erano cittadini che avrebbero voluto staccarsi dall’Italia. Che cosa avrebbe dovuto fare l’Italia? Mandare l’esercito a bombardare le sedi dei separatisti? E, se questi avessero chiesto aiuto all’Austria, dichiarare guerra all’Austria? Sono state fatte trattative, si è cercato un accordo, non è stata mossa guerra. Più avanti, se la Lega di Bossi avesse avuto molti più sostenitori che avessero preteso l’indipendenza della Padania, avremmo dichiarato loro guerra?”

“La guerra no, mai” conclude desolato. “Per farla bisogna essere in due: se uno dei due non imbraccia le armi la guerra non c’è. E non significa che chi non spara non lotti, non attacchi, non si difenda. Lo fa con metodi diversi e sarà sicuramente sostenuto da molte altre nazioni”.
50 anni dopo, Carlo Filippini riesclama il suo “Signornò”, invitando ad ascoltare sempre la voce della coscienza. In guerra i soldati obbediscono, gli uomini obiettano.

domenica 8 maggio 2022

Chi vuole la vittoria non vuole la pace

La "pace" che si firma dopo una vittoria in guerra è la volontà del vincitore imposta al vinto, quindi è costrizione e sopraffazione, non è pace.
Ogni guerra è sopraffazione, o vendetta, non porta mai alla pace.
La pace è solo smettere la guerra, incontrarsi a metà strada, è concedere e ottenere qualcosa, non tutte le pretese della volontà di potenza, con l'aiuto di mediatori giusti.
Fare la pace è rinunciare alla guerra, disarmare gli animi e le mani.
Anche oggi, chi vuole la vittoria, vuole la guerra, e vuole prolungare le sofferenze degli innocenti.
Enrico Peyretti

sabato 7 maggio 2022

In piazza a Brescia contro la guerra

Doppio appuntamento anche per sabato 7 maggio contro la guerra in corso in Ucraina, che rischia pericolosamente di estendersi ad altri paesi. 
Alle ore 15 si terrà una manifestazione davanti alla sede della Breda-Leonardo in via Lunga 2, indetto dal Comitato bresciano contro la guerra. “Con cartelli, striscioni e riprese video – spiegano i promotori – denunceremo la presenza di questa azienda che vende sistemi di guerra in ogni parte del mondo. Saremo là per chiedere la riconversione del primo gruppo dell’industria bellica nazionale da produzioni di guerra a produzioni di pace”.
Alle 16 invece in piazza Rovetta ci sarà un presidio contro la repressione del dissenso in Russia, indetto da Amnesty International.
“Dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina - sostiene Amnesty - migliaia di persone, inclusi attivisti della società civile e difensori dei diritti umani, sono scese in piazza in tutta la Russia. Chi manifesta viene spesso disperso con l’uso della forza e perseguito legalmente, insieme ai media indipendenti, che sono stati censurati, chiusi o bloccati, per essersi pubblicamente opposti all'invasione. Secondo la ong russa per i diritti umani Ovd-Info, tra il 24 febbraio e il 7 aprile sarebbero almeno 15.413 i manifestanti pacifici arrestati. Solo il 6 marzo, circa 5.000 persone sono state arrestate in 69 città russe e il 13 marzo oltre 900 persone sono state arrestate in 39 città. Sempre secondo Ovd-Info, dal 24 febbraio la polizia avrebbe arrestato 113 bambini che hanno preso parte a manifestazioni pacifiche in strada. Ad esempio, il 6 marzo la polizia di Arkhangelsk ha arrestato una donna e il suo bambino che trasportavano palloncini gialli e blu, i colori della bandiera dell'Ucraina, presumibilmente per essersi rifiutati di lasciare la piazza. La polizia ha anche arrestato degli anziani durante le proteste pacifiche. È fondamentale che chi ha il coraggio di parlare senta che non è solo!".

venerdì 6 maggio 2022

Obiezione di coscienza contro la guerra

Oggi a partire dalle ore 17 in corso Zanardelli a Brescia ci sarà una manifestazione del Movimento Nonviolento, a cui hanno stanno aderendo diverse altre realtà organizzate cattoliche e laiche – per la promozione della campagna di “obiezione di coscienza alla guerra”.
“Considerato anche lo stato di allerta generale che si respira a oltre due mese dall'invasione russa dell'Ucraina - spiegano i promotori - ripetiamo che in tutto il mondo chi rifiuta le armi parla un’unica lingua, quella della pace: l’unico modo per fermare la guerra è non farla, l’unico modo per cessare il fuoco è non sparare”.
“Le dichiarazioni di obiezione di coscienza raccolte - annunciano - saranno poi consegnate al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, allo Stato Maggiore dell’Esercito, pregandoli di non contare su di noi se vogliono coinvolgerci nella guerra con più armi, più spese militari, più violenza”.
La campagna, partita a marzo, ha già visto l’adesione di migliaia di cittadini in tutta Italia. Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni o aderire all’iniziativa può consultare la pagina web https://www.azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra/ oppure scrivere una mail a movimentononviolento.bs@alice.it o ancora telefonare allo 0303229343.

giovedì 5 maggio 2022

Uranio impoverito: il processo

Stamattina al Tribunale ordinario di via Gambara 40 a Brescia si discuterà del caso del maresciallo dell’Aeronautica Militare Giovanni Luca Lepore, vittima nel 2005 secondo i familiari dell’uranio impoverito, materiale bellico di enorme pericolosità, che secondo molti osservatori sarebbe largamente impiegato anche dai proiettili sparati nella guerra che sta insanguinando l’Ucraina.
A sostegno dei familiari dell’ufficiale deceduto quasi 17 anni fa, dalle ore 9.30 alle 12.30 l’Associazione nazionale vittime uranio impoverito manifesterà con un presidio pacifista davanti al Tribunale in concomitanza con l’udienza.
“La Nato e gli Stati Uniti - scrive l’Anvui in una nota - hanno guidato le principali operazioni militari degli ultimi decenni, con il benestare della maggior parte della comunità internazionale. A tutte queste guerre ha partecipato in modo determinante e attivo anche l'Italia, senza alcuna opposizione, anzi con il mandato, di governi e parlamento. A questo si aggiunge tristemente il conflitto in Ucraina, fortemente voluto e alimentato da ogni paese occidentale pronto a mandare ulteriori soldati a morire alla prima occasione utile a giustificare l’intervento Nato”.
Secondo i promotori della mobilitazione – alla quale hanno aderito anche il cartello antimilitarista bresciano “Donne e uomini contro la guerra” - “negli scorsi conflitti e in quelli ancora in corso, oltre alle vittime morte cruentemente vi sono altre vittime… si tratta delle innumerevoli persone che a distanza di tempo hanno subito gli effetti deleteri per aver avuto contatti o essere state vicine all'uranio impoverito. Le vittime sono principalmente le popolazioni dei territori in cui vi son stati bombardamenti con l'uranio impoverito: ex Jugoslavia, Iraq, Afghanistan e altri teatri di guerra”.
“Oltre ai sacrificati civili delle zone di guerra - sottolineano - vi sono quelli che abitano vicino ai poligoni militari in Sardegna dove sono stoccati e montati gli ordigni all'uranio. Da ultimi, ma non per importanza, vanno ricordati i militari che, inconsapevoli del rischio, hanno dovuto maneggiare e utilizzare l'uranio impoverito e i relativi congegni”.
“Il pericolo del coinvolgimento dell’Italia nel conflitto in corso tra Ucraina e Russia è concreto e aggraverebbe solo la situazione” concludono.

sabato 30 aprile 2022

Domani è il Primo Maggio

Domani dalle ore 9 nel piazzale Garibaldi a Brescia  il Comitato contro la guerra connoterà la propria partecipazione alla manifestazione del Primo Maggio in senso antimilitarista e internazionalista. 
“Noi - ha dichiarato il portavoce Sauro Di Giovambattista - siamo per l’immediato cessate il fuoco e il ritiro delle truppe di occupazione russe dall’Ucraina, ma anche per lo scioglimento di tutte le alleanze militari e per lo stop all’invio di armi e truppe in quel lontano paese europeo (e in tutti gli altri contesti di guerra in giro per il mondo) perché ciò non fa altro che incrementare pericolosamente il rischio di un allargamento del conflitto, con esiti imprevedibili”.
E preannuncia che “il Comitato sta lavorando alla organizzazione di una manifestazione provinciale davanti ai cancelli della Leonardo Breda di via Lunga 2 in città per sabato 7 maggio a partire dalle ore 15. Saremo là per chiedere la riconversione del primo gruppo dell’industria bellica nazionale da produzioni di guerra a produzioni di pace”.

venerdì 29 aprile 2022

Si esternalizzano i servizi cimiteriali

Nel consiglio comunale del 12 aprile scorso con voto unanime è stata adottata la delibera con cui si procederà all’affidamento alla società Garda Uno SPA dei servizi cimiteriali per il periodo I° maggio 2022 – 31 dicembre 2023. 
Garda Uno gestisce sul territorio anche altri servizi, quali la spazzatura delle strade, discussa e approvata nel medesimo Consiglio Comunale, la raccolta dei rifiuti e da ora si occuperà anche dei cimiteri di Calcinato e Calcinatello per quanto riguarda sepolture, estumulazioni ed esumazioni, ma anche del verde, delle pulizie, delle manutenzioni ordinarie, in sintesi, dell’ordine e del decoro dei luoghi e dei servizi necessari per mantenerli. 
Per il gruppo di minoranza In-Patto 2.0 l’affidamento dei servizi cimiteriali costituisce un “cambio di passo” atteso e più volte sollecitato dalla minoranza fin dall’insediamento della Giunta Maestri. 
I consiglieri della lista In-Patto 2.0 avevano, infatti, più volte sollecitato l’Amministrazione guidata dal Sindaco Maestri perché si facesse carico delle segnalazioni e delle preoccupazioni della cittadinanza in materia di cimiteri. 
Vale solo la pena di ricordare che più volte sono stati segnalati lo stato di incuria, gli “ingressi notturni” nel cimitero di Calcinatello dove i cancelli sono più volte rimasti aperti durante la notte, la condizione dei servizi igienici e altre problematiche e disagi segnalati dalla popolazione.
Anche grazie ai solleciti della minoranza, il “caso tombe a piramide” ha trovato soluzione nel settembre 2020 dopo diversi anni di incomprensibile stallo e non poche polemiche, con una modifica del Regolamento di Polizia Mortuaria con il quale le richieste economiche avanzate dall’Amministrazione precedente per la concessione delle “piramidi” si è di fatto ridotta mediamente ad un decimo della cifra inizialmente chiesta. Modifica al regolamento votata all’unanimità dopo un acceso dibattito in consiglio comunale nel quale la minoranza non ha mancato di sottolineare l’inerzia delle precedenti Amministrazioni con le quali l’attuale Giunta si è ripetutamente dichiarata in continuità.
Con interrogazione del maggio 2021 i consiglieri di minoranza riproponevano il tema dei cimiteri chiedendo chiarimenti in merito alla competenza dei geometri nella progettazione di cellette e cinerari e sollecitando l’Amministrazione a una revisione del Piano Regolatore cimiteriale mai più aggiornato dalla fine degli anni ’90. 
Revisione necessaria, ad avviso dei consiglieri di minoranza, viste le mutate sensibilità della popolazione e le evidenti e concrete necessità di rivedere le effettive richieste alla luce delle scelte prevalenti in periodo pandemico che hanno visto molte famiglie optare per la cremazione. 
Ancora, nel consiglio comunale del 23 dicembre 2021 tra le motivazioni del voto contrario alle variazioni di bilancio torna il tema delle opere non eseguite. Tra queste, le estumulazioni per le quali vengono “spostati” sul bilancio 2022 ben 140.000 euro precedentemente destinati alle operazioni cimiteriali del 2019, 2020 e 2021. Se è vero che il 2020 e il 2021 sono stati anni “pandemici” non si è compreso perché nel 2019 non si sia provveduto. 
Secondo la minoranza, a ormai tre anni dall’insediamento, l’Amministrazione Maestri ha promosso una scelta, quella di affidare la gestione dei servizi cimiteriali ad un gestore terzo, che porta in sé le premesse per cambiare in meglio rispondendo, finalmente, ad un bisogno reale e molto sentito su una tematica sensibile, tanto più delicata dopo l’esperienza dell’emergenza sanitaria degli ultimi due anni. 
È nella discussione in consiglio comunale che la minoranza si fa interprete dei cittadini ponendo alcune concrete domande: 
- La Convenzione prevede che Garda 1 prenda in carico la gestione dei servizi cimiteriali dal 1 maggio 2022. Ora, secondo il Regolamento di Polizia Mortuaria le operazioni cimiteriali di esumazione ed estumulazione possono essere fatte entro il mese di maggio previo avviso esposto per almeno una Festività dei Morti. È da intendere che per la primavera 2022 nulla sia possibile e che le prossime estumulazioni vengano rimandate alla primavera 2023?
Presente in sala consigliare, risponde la responsabile dell’Area Tecnica, architetto Bonomelli, precisando che le operazioni di esumazione ed estumulazione sono da farsi preferibilmente in primavera, ma la norma sanitaria le consente anche in autunno e questa, appunto, sarà la scelta dell’Amministrazione che darà avvio a tali operazioni, di concerto con il gestore, dopo le prossime festività dei Morti. 
- nel capitolato si legge che Garda 1 si occuperà del verde dei cimiteri e delle immediate prospicenze, significa che tale attività dal 1 maggio non sarà più competenza del soggetto economico che si occupa del verde pubblico?
-Sempre nel Capitolato si legge che Garda 1 si occuperà, nei cimiteri e nelle immediate prospicenze degli stessi, dello spalamento della neve e di provvedere in modo che vialetti, scale e passaggi non ghiaccino, significa che anche queste competenze saranno tolte dal cosidetto “piano neve”?
Ad entrambe le domande risponde il Sindaco Maestri assicurando che tanto la cura del verde quanto lo spalamento dell’eventuale neve e gestione del ghiaccio saranno in capo al gestore Garda Uno che potrà garantire interventi puntuali efficienti e prestati con professionalità specializzate del settore. 
Preoccupata per il tema comunicazione con i cittadini, la minoranza osserva: 
- È evidente che avere un unico interlocutore per l’intera gestione dei cimiteri può essere molto vantaggioso tanto per l’Amministrazione quanto per la cittadinanza. Solo, leggiamo che Garda 1 mette a disposizione sistemi di comunicazione gratuiti quali l’App, il sito internet e il n. verde. Sappiamo che il ricorso alle nuove tecnologie non è ancora per tutti e di tutti e soprattutto quando si trattano temi delicati molta parte della popolazione preferisce un contatto diretto con un operatore. Si pensa alla popolazione anziana, ma non solo. Il n. verde, poi, è quello generale per tutti i servizi di Garda Uno e potrebbe non essere immediatamente fruibile per tutti. Come consiglieri di minoranza intendiamo richiamare l’attenzione dell’Amministrazione sulla dimensione comunicativa: ci pare importante che la popolazione possa avere un referente certo a cui rivolgersi anche personalmente in aggiunta alle modalità informatizzate. 
Rassicurano tanto il Sindaco quanto la responsabile dell’Area Tecnica che il contatto diretto con i cittadini sarà garantito anche attraverso la presenza di un custode per 4 ore al giorno presso i due cimiteri che potrà far fronte alle prime esigenze fornendo le prime risposte e assicurando i primi interventi necessari. 
- Osservano in chiusura, i consiglieri di minoranza: oggi, finalmente, ci viene sottoposta una soluzione gestionale condivisibile sull’economicità della quale prendiamo atto delle analisi svolte dall’Amministrazione. e lasciamo le responsabilità del controllo a chi governa rinnovando il nostro impegno sul territorio accanto ai cittadini. 
Quanto all’efficacia della soluzione ci pare, però, dover evidenziare che prima di individuare un nuovo gestore che avrà, anche il compito di “assistere l’Amministrazione” nella revisione del piano cimiteriale, sarebbe stato opportuno uno studio sullo stato dell’arte, sui bisogni medi di sepoltura e soprattutto sulle scelte tendenzialmente prevalenti fatte dai cittadini. 
È infatti sotto gli occhi di tutti che nei nostri cimiteri sono molti i loculi vuoti, e guardando le date delle sepolture più recenti, anche comprendendo l’effetto covid, parrebbe esserci la capienza per i prossimi 3 o 4 anni senza dover costruire ulteriormente. A ciò si aggiunge l’osservazione relativa alla presenza, nei nostri cimiteri, di loculi molto datati che nel momento in cui saranno nuovamente disponibili necessiteranno di riqualificazione o diversa destinazione. Sono, infine, molte le salme sepolte la seconda volta poiché all’estumulazione si sono rivelate non completamente mineralizzate, inumazioni fatte a spese del Comune e che forse potrebbero essere evitate–rivedendo gli articoli del regolamento di polizia mortuaria che disciplinano la durata delle sepolture riducendo, di conseguenza, le aree necessarie per l’inumazione delle salme non completamente mineralizzate. 
Osservazioni, crediamo, cheinvitano a mettere mano al piano regolatore cimiteriale come già evidenziato nel maggio 2021. 
Risponde la responsabile dell’Area Tecnica anticipando che l’Amministrazione andrà ad incaricare un professionista altamente qualificato che affiancherà l’Amministrazione nel complesso compito di metter mano al Piano Regolatore dei nostri cimiteri. 
Approvati gli strumenti edichiarate le intenzioni che hanno incontrato il favore della minoranza che nelle scelte dell’Amministrazione Maestri ha visto fiduciosa quel “cambio di passo” atteso e più volte richiesto, resta il dovere e la responsabilità dell’attuazione e del controllo da parte di chi governa. 

Conclusioni 
Il Comune si spoglia di un altro servizio pubblico verso il quale negli ultimi tempi aveva dimostrato scarsa sensibilità ed efficienza. Si ricordano le sepolture esumate per sbaglio sfociate in iniziative legali, la scarsa efficienza nella custodia con casi di sepolcri profanati, la questione delle concessioni inesistenti per le tombe a Piramide e le richieste onerose poi ridimensionate, l’assenza totale di decoro nelle inumazioni ecc.
Pare venuto meno recentemente anche lo stimolo alla gestione di questo servizio da parte dell’Ufficio preposto dopo che la minoranza ha sollevato la non competenza dei geometri per la progettazione di opere all’interno dei cimiteri con il venir meno dei relativi compensi per le funzioni tecniche.
Ora i quesiti rilevanti da chiedere e sottoporre in sede di dibattimento a mio avviso sono 4.
1 – Atteso che la scelta migliore sarebbe stata una gara ad evidenza pubblica, si dovranno confrontare i nuovi costi rapportati ai costi precedenti della gestione in essere fatta dal Comune. Si dovrà dimostrare che la scelta che va effettivamente nel solco dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità e che quindi i nuovi costi dell’affidamento non gravano in misura superiore alle casse del Comune ma soprattutto sulle tasche dei Cittadini, anche se nel Capitolato si lascia spazio a successive modifiche con rialzo o ribasso dei costi. I prezzi elencati nell’Allegato 3 che ricadranno sui cittadini dovranno essere allineati ai precedenti e non superiori .
2 – Chi e come eserciterà una qualsiasi forma di controllo sul Servizio ? Il Comune dirotterà le richieste o lamentele dei cittadini al numero verde di Garda Uno ? Se il numero verde è il contatto generico per tutti i servizi entrano in campo risponditori automatici o segreterie telefoniche ? Come cambia in sostanza il servizio nel rapporto con i Cittadini: migliora o peggiora ? 
3 – Siamo di fronte ad un altro affidamento di un servizio in aggiunta ad altri già esternalizzati ( Raccolta dei Rifiuti, Gestione del verde, Illuminazione Pubblica ecc. ). Come incide e come si coniuga questa scelta sulla pianta organica dell’ Ufficio Tecnico in precedenza preposto alla gestione del servizio ?
4 – Si accenna alla possibilità che “al termine del primo periodo di gestione, Garda Uno S.p.A. avrà acquisito le conoscenze tecniche necessarie a formulare un’eventuale proposta per l’aggiornamento del Piano Cimiteriale e all’eventuale revisione del Regolamento di Polizia Mortuaria.
Il Piano Regolatore Cimiteriale o Piano Cimiteriale è un piano di settore nell’ambito urbanistico in materia igienico sanitaria che, a completamento del Regolamento di Polizia Mortuaria, nell’ambito del territorio di un Comune, regola l’evoluzione nel tempo della domanda di sepolture e gli strumenti per soddisfare a questa domanda, mediante:
1. la previsione delle necessità future di sepolture e loro tipologie
2. le previsioni di ampliamento o ridefinizione delle aree cimiteriali e dei vincoli relativi
3. le norme tecniche di attuazione che regolano gli interventi operativi
È evidente che è il Comune ad avere la conoscenza delle necessità in termini di tipologia di sepoltura in base alla evoluzione della domanda attuale, un ente gestore del Servizio Cimiteriale operativo dal primo di Maggio prossimo e fino a dicembre 2023 non potrà avere sufficienti elementi conoscitivi rispetto al Comune per rivedere tale strumento. Pertanto il Piano Regolatore Cimiteriale non va richiesto al Gestore del Servizio Cimiteriale. (come è accaduto con il PRIC (Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale) che è stato richiesto allo stesso soggetto assegnatario del servizio con il risultato che le strade sono diventate buie perché il gestore aveva pianificato nel Piano Regolatore come risparmiare l’energia elettrica che era a suo carico).

Laura Maffazioli

mercoledì 27 aprile 2022

Da un campo-profughi bosniaco

La salda educazione alla mondialità ha portato ancora una volta Cecilia Spassini lontano da casa.
Dal giugno scorso la 25enne calcinatellese opera nel campo-profughi di Lipa, a 30 km da Bihać, nel nord-ovest della Bosnia-Erzegovina, vicino al confine croato.
Al lavoro con l'Istituto Pace Sviluppo Innovazione delle Acli, la giovane organizza e svolge attività psicosociali per i rifugiati in questa struttura.
“Qui . racconta - siamo in mezzo alle montagne. Fino allo scorso novembre gli abitanti del campo erano uomini soli, poi si è aggiunta una sezione dedicata alle famiglie. Gli uomini rimangono comunque la grande maggioranza, in questo momento sono poco meno di 400”.
Diverse le nazionalità: “prima di tutto Afghanistan, ma anche Pakistan, India, Bangladesh, Nepal, Burkina Faso e ultimamente stanno arrivando anche tanti cubani”.
“Le persone - spiega Cecilia - si trovano qui in attesa di intraprendere il cosiddetto 'game', ovvero l’attraversamento dei confini per arrivare in Europa. Si chiama game perché è proprio come un gioco, una questione di fortuna: nel migliore dei casi, i migranti riescono ad arrivare in Italia, Spagna, Francia o Germania; altrimenti, possono essere intercettati dalla polizia croata che, molto spesso violenta, li costringe a tornare indietro. Si tratta di “un’esperienza molto traumatica per loro: spesso camminano per chilometri con poco cibo, si feriscono e, se incontrano le polizia, vengono picchiati, vengono rubati loro soldi, telefoni, vestiti o le poche cose con cui viaggiano”.
“Una ragazza nepalese - ricorda - mi ha raccontato che la polizia le aveva rubato delle medicine che prendeva da anni per i suoi problemi alla tiroide; un altro ragazzo, un pakistano di nome Kamal, mi ha detto che gli agenti gli avevano preso e bruciato il passaporto. 'Li ho implorati di non farlo, erano i miei documenti. Ora è come se non avessi identità, non sono nessuno', mi ha detto. E tante altre sono storie simili”.
“Molti fuggono da persecuzioni religiose o etniche, da violenze familiari, oppure da situazioni di estrema povertà” informa. “Quelli invece che si trovano nella situazione 'migliore' partono con un sogno in mente, come succede per tanti giovani italiani. La differenza è che noi abbiamo la possibilità di partire e andare in Australia, in Inghilterra, in Germania con il nostro passaporto. Per i pakistani, gli afghani, gli indiani, i cubani questo è impensabile; non c’è altra possibilità che viaggiare illegalmente e subire violenze”.
“Nonostante ciò - sottolinea – i profughi che vivono nel campo sono sempre contenti di parlare con chiunque li ascolti; hanno molto da raccontare e tante storie diverse da condividere”.
“Le attività che preparo - spiega - hanno l'obiettivo di permettere a queste persone un momento di svago, nel quale non pensare ai loro drammi. Ogni giorno riusciamo a coinvolgerle in tornei sportivi, laboratori di pittura e cucito, lezioni di inglese e italiano, cineforum. C’è tantissima partecipazione e a sera siamo soddisfatti, anche perché riceviamo l'apprezzamento dei nostri beneficiari”.
“Le persone che passano dal campo di Lipa sono le stesse che arrivano in Italia, e che ci capiterà, prima o poi, di incontrare” aggiunge. “Dobbiamo quindi cercare di essere sempre accoglienti, ascoltare e provare a comprendere quello che può aver trascorso dopo aver lasciato il proprio paese e i propri affetti”.
E conclude con una riflessione sull'attualità: “E' sicuramente giusto recare aiuti ai rifugiati ucraini che stanno scappando in questo momento dalla guerra, ma ricordiamoci anche di tutte le persone che fuggono da altri conflitti o da tante situazioni drammatiche e che non vengono trattate come esseri umani: nessuno va dimenticato".

martedì 26 aprile 2022

35 rifugiati ucraini a Calcinato

A coordinare le 14 famiglie ucraine ospitate a Calcinato da quando è scoppiata la guerra è la signora Svitlana Mitkyeyva, originaria di Kharkhiv.
Da oltre vent’anni in Italia, abita qui da noi dal 2007 e dopo l’invasione si è subito messa in moto col marito e le due figlie per creare e organizzare una rete di ospitalità.
“Il mio Paese è sotto le bombe, la mia città ora è completamente distrutta da questa terribile guerra e noi non potevamo rimanere inerti. Nel nostro appartamento di 80 mq inizialmente avevamo ospitato due famiglie, per un totale di sette persone, Poi, grazie al Comune, una di esse era stata sistemata in una casa di Ponte San Marco ed è era rimasta una mamma con due gemelle, atlete della nazionale ucraina di nuoto sincronizzato. Il loro impegno sportivo ha suscitato l’attenzione della società Russian Synchro di Brescia, che gratuitamente consente alle ragazze di allenarsi e ha messo per tutte e tre a disposizione un appartamento in centro, dal quale le due giovani possono recarsi al liceo che frequentano da marzo. Subito dopo abbiamo ospitato, per una settimana, il cugino di mio marito giunto da Kiev con la moglie e tre figli; dopo un successivo periodo in un agriturismo di Desenzano, ora abitano a Toscolano, ospitati da una signora 70enne nella propria villa sul lago”.
In queste 14 famiglie di profughi c'è un totale di 35 persone, tutte mamme con i loro figli minorenni; i ragazzi sono ben inseriti a scuola e nel tempo libero vanno in palestra e svolgono attività sportive.
“Ma ora che si va verso l’estate - osserva Svitlana - non avendo nessuna possibilità economiche, stiamo studiando come garantire che i bambini trascorrano serenamente con i loro coetanei la bella stagione. Inoltre, molte fra le loro mamme desidererebbero trovare una occupazione, svolgendo lavori anche umili. Per loro è importante guadagnarsi da vivere; sono consapevoli che gli aiuti non possono durare più di tanto ed è necessario puntare all’autonomia economica”.
E lancia un appello: “al di là delle medicine, degli alimenti e dei vestiti che numerosi di questi profughi hanno ricevuto, siamo in cerca di strumenti, sussidi e materiale didattici che i ragazzi italiani non utilizzano più: astucci, quaderni, matite, penne, ma anche testi di alfabetizzazione e libri di facile lettura”.
Infine - propone - “dal momento che alcune mamme parlano inglese, ma pochissimi sanno l’italiano, sarebbe bello attivare corsi in italiano per chi pensa di fermarsi per un periodo lungo, considerato che non si sa quando la guerra terminerà”.
Già, la guerra, un immane macello che non accenna ad attenuarsi. “I miei anziani genitori - conclude Svetlana - vivono a Ruska Lozova, a 15 km da Kharkhiv: la loro dacia è stata bombardata e abitano in un appartamento senza più finestre. Ci sentiamo poco, solo con i messaggi, perché non hanno più la linea telefonica. Mi sembra tutto un incubo… spero finisca al più presto. Con mio marito avevo acquistato due appartamenti là, pensando un giorno di tornare in patria. Ora… chissà?”.

lunedì 25 aprile 2022

Oggi celebriamo la Liberazione

Il 77esimo anniversario della Liberazione del paese dalla nazifascismo viene celebrato stamattina anche a Calcinato con una manifestazione promossa dall’amministrazione comunale.
L’appuntamento è alle ore 9.30 in Piazza della Repubblica per l’alzabandiera e la deposizione di una corona al monumento dei caduti. Dopo la commemorazione del sindaco Nicoletta Maestri, alle ore 10 nella chiesa parrocchiale verrà celebrata una messa di suffragio per i caduti di tutte le guerre.
Al termine della cerimonia religiosa il corteo, accompagnato dalla Banda musicale “Elia Marini”, si snoderà per le vie Don Vincenzo Bertini, Garibaldi, Roma, Vittorio Emanuele II, Matteotti e Marconi, per giungere nella centralissima piazza Aldo Moro dove verrà deposta una corona al monumento dedicato alla Resistenza.

domenica 24 aprile 2022

Contro la guerra, assemblea a Brescia

Assemblea pubblica del “Comitato bresciano contro la guerra” martedì 26 aprile alle ore 20.30 alla Casa della Sinistra, in via Eritrea 20 a Brescia.
Allo studio diverse iniziative per fermare il tragico conflitto armato che da due mesi insanguina l’Ucraina e sensibilizzare i bresciani sui pericoli connessi allo stato di allerta militare in cui anche il nostro paese è precipitato, in collegamento con la mobilitazione pacifista in corso a livello nazionale e internazionale.

sabato 23 aprile 2022

Giovedì il bilancio arriva in consiglio comunale

Giovedì 28 aprile alle ore 20.30 a Calcinato si terrà la prossima seduta del consiglio comunale. Numerosi come di consueto gli argomenti posti all’ordine del giorno dal sindaco Nicoletta Maestri, tutti di natura economico-finanziaria.
Dopo l’esame del rendiconto generale della gestione dell’anno scorso, saranno approvate le nuove aliquote e detrazioni per l’applicazione dell’Imu e verrà modificato il Regolamento per l' addizionale comunale sul reddito delle persone fisiche.
Nella seconda parte della seduta verranno analizzati la Nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione per il triennio, il bilancio di previsione, lo schema per la regolazione della qualità, il Piano economico finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Infine sono previsti la determinazione delle tariffe per le utenze domestiche e non della Tari e il riconoscimento della legittimità di un debito fuori bilancio conseguente all’intervento per la sostituzione della centrale della scuola elementare "Pedrini e Carloni" e della scuola dell'infanzia comunale "Bianchi" a Ponte San Marco.

venerdì 22 aprile 2022

Doppio appuntamento con il mito dei fratelli Cervi

Domani sarà a Montichiari Adelmo Cervi, figlio terzogenito di uno dei sette fratelli partigiani fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 a Reggio Emilia.
Quest’uomo di 78 anni che ha speso l’intera sua esistenza a mantenere viva la memoria dei tragici eventi che dopo l'8 settembre 1943 insanguinarono la penisola fino al 25 aprile 1945, giorno della riconquistata libertà, alle ore 11 nel giardino dell’Istituto statale Don Milani incontrerà gli studenti per la manifestazione “Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi”, organizzata dalla scuola di via Marconi in collaborazione con l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia nel 77esimo anniversario della Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo.
Dopo i saluti della dirigente scolastica Claudia Covri e della presidente dell’Anpi locale Ida Lucia Tonti, Adelmo Cervi ripercorrerà con i giovani le gesta dei sette leggendari fratelli e il loro sacrificio, noti in tutto il mondo a quanti hanno a cuore la lotta per la giustizia e la libertà, inquadrate nel più ampio contesto della Resistenza italiana e della sua attualità.
In serata alle ore 18 Cervi sarà con l’Anpi, l’Arci e la Cgil al Green Park Villa Boschetti, in via Mantova, per la presentazione del suo libro “Io che conosco il tuo cuore”, uscito per le edizioni Piemme e dedicato alla esemplare vicenda della sua famiglia. Al termine dell’incontro - che ha ricevuto il patrocinio dell’amministrazione comunale - è previsto un momento conviviale. Per informazioni e ragguagli sulle due iniziative si può chiamare il 347.0739090.

mercoledì 20 aprile 2022

“La Resistenza spiegata ai bambini”

Francesca Parmigiani ha presentato il suo ultimo volume “La Resistenza spiegata ai bambini” (53 pagine, 14 euro), appena uscito per le edizioni Becco Giallo con le illustrazioni di Shu Garbuglia.
L’opera si configura come un affascinante (non solo per i più piccoli) viaggio alla scoperta delle radici della nostra democrazia custodita nella Carta Costituzionale, che necessita dell’impegno di tutti - anche delle nuove generazioni - per essere mantenuta.
“Rappresenta infatti il secondo atto del progetto iniziato nel 2020 con la pubblicazione de ‘La Costituzione spiegata ai bambini’, proposto in tante classi della scuola primaria - ha spiegato l’autrice - e prende le mosse dove quel libro si era interrotto con la domanda: ‘Ma chi ha scritto la Costituzione?’”.
“L’intento - ha sottolineato - è far comprendere ai più piccoli dove affondano le radici della Carta costituzionale, per rimarcare il legame genetico tra lotta di liberazione del nostro Paese dal nazifascismo e nascita della legge fondamentale. I valori di libertà, democrazia, solidarietà, eguaglianza, giustizia sociale e pace, per l’affermazione dei quali i partigiani e le partigiane hanno lottato, sono infatti divenuti – all’indomani della Liberazione – principi costituzionali”.
Nel racconto si intrecciano due piani narrativi: da un lato il presente, animato dalla maestra Anna e dai suoi giovani alunni (protagonisti anche del primo libro), dall’altro il passato, dal quale emergono alcune figure di costituenti (da Piero Calamandrei a Sandro Pertini, da Nilde Iotti a Teresa Mattei), di cui i primi portano i nomi, in un intreccio che rimarca l’importanza della memoria e della conoscenza della storia per orientarsi nell’oggi.
“Il testo - ha osservato - pone l’accento sul carattere etico della scelta resistenziale, come atto di disobbedienza di fronte alla barbarie fascista, una scelta costata cara a chi ha avuto il coraggio di compierla e che continua a interrogarci sul valore dell’impegno civile e politico, contro ogni forma di indifferenza: le figure dei Padri e delle Madri Costituenti consentono di parlare di Resistenza, partendo dalle biografie di coloro che l’hanno animata”.
“Se Calamandrei diviene, con la sua sottoscrizione del Manifesto degli intellettuali antifascisti, simbolo della scelta di difendere la libertà di manifestazione del pensiero - ha esemplificato - la figura di Pertini consente di toccare i temi del confino, del carcere, della violenza fascista, della lotta per la libertà. Emergono così le diverse anime della Resistenza, quella armata e quella civile, animata in particolare dalle donne. Nilde Iotti incarna l’impegno per l’emancipazione femminile, che prosegue anche dopo la stesura della Costituzione, per tradurne in leggi i principi. Teresa Mattei è colei che da bambina si oppone alle diseguaglianze e alle ingiustizie, criticando una lezione di propaganda razzista ed essendo per questo espulsa da tutte le scuole del Regno; sarà eletta giovanissima alla Costituente e le sarà affidato il compito di consegnare nelle mani del capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola il testo della neonata Costituzione”.

domenica 17 aprile 2022

I giorni dell'orco

Quando la guerra comincia
forse i vostri fratelli si trasformeranno
e i loro volti saranno irriconoscibili.
Ma voi dovete rimanere eguali.

Andranno in guerra, non
come ad un massacro, ma
ad un serio lavoro. Tutto
avranno dimenticato.
Ma voi nulla dovete dimenticare.

Vi verseranno grappa nella gola
come a tutti gli altri.
Ma voi dovete rimanere lucidi.

Bertolt Brecht

venerdì 15 aprile 2022

No war: tregua pasquale subito!

“Nessuna giustificazione alla guerra: si fermino le armi, subito la tregua di Pasqua”. E' l'appello che il Movimento Nonviolento di Brescia sottoscrive con i pacifisti russi e ucraini impegnati a porre fine alle ostilità.
"I nostri tre popoli sono contro la guerra perché la conoscono - spiega Adriano Moratto dallo storico Centro per la nonviolenza di via Milano 65. “Con i rappresentanti del Movimento pacifista ucraino e del Movimento degli obiettori di coscienza russi lavoriamo da tempo e ci siamo uniti per una dichiarazione congiunta, che è stata diffusa in ucraino, russo, italiano e inglese nei tre paesi".
"L’obiezione di coscienza e la resistenza nonviolenta sono le armi incruente che possono segnare una svolta" sottolinea. "Per questo sosteniamo la tregua di Pasqua proposta da papa Francesco. La guerra, di aggressione e di difesa, sta distruggendo città e annientando vite, sta rendendo incerto il futuro dell’intera area, indebolendo l’Europa, spaccando l’opinione pubblica, impoverendo i popoli e arricchendo le industrie belliche".
I tre movimenti pacifisti lanciano l’indicazione di "una strategia comune, come primo elemento per costruire la Conferenza di Pace che dovrà sancire la fine della guerra e mettere le basi per un processo di ricostruzione e riconciliazione".
“Siamo obiettori di coscienza, rifiutiamo le armi e gli eserciti che sono gli strumenti che rendono possibili le guerre” si legge nella dichiarazione sottoscritta anche dall’ucraino Yurii Sheliazhenko a Kiev e da Elena Popova da San Pietroburgo (dove è stata appena rilasciata dalla polizia che l’aveva fermata a una manifestazione contro la ormai famigerata “operazione speciale”.
“L'invasione russa in corso in Ucraina viola il diritto internazionale e l'Ucraina ha il diritto di difendersi dall'aggressione armata, ma non possiamo accettare alcuna giustificazione della guerra, perché siamo persuasi che l'azione nonviolenta sia la migliore forma di autodifesa. Non possiamo accettare le narrazioni russe e ucraine che ritraggono questi due popoli come nemici esistenziali che devono essere fermati con la forza militare. Le vittime di questo conflitto, civili di diverse nazionalità, muoiono e soffrono a causa delle azioni militari di tutti i combattenti. Ecco perché le armi e le voci dell'odio devono essere messe a tacere per cedere il passo alla verità e alla riconciliazione”.
L’appello ai tre è governi - ucraino, russo, italiano - affinché “attivino subito ogni strada diplomatica possibile per un tavolo delle trattative per il cessate il fuoco”.
Si moltiplicano intanto anche nel Bresciano le dichiarazioni di “obiezione di coscienza alla guerra”, nell’ambito della campagna nazionale che ha già superato le mille adesioni in tutta Italia. Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni o aderire all’iniziativa può consultare la pagina web https://www.azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra/ oppure scrivere una mail a movimentononviolento.bs@alice.it o ancora telefonare allo 0303229343.

lunedì 11 aprile 2022

Domani a Brescia il lancio della campagna di obiezione di coscienza alla guerra

All’Angelus di ieri papa Francesco l’ha ripetuto chiaramente: "Si ripongano le armi, si inizi una tregua pasquale. Ma non per ricaricare le armi e riprendere a combattere, no. Una tregua per arrivare alla pace, attraverso un vero negoziato, disposti anche a qualche sacrificio per il bene della gente. Infatti che vittoria sarà quella che pianterà una bandiera su un cumulo di macerie?".
E in Piazza San Pietro c’erano anche i compagni bresciani del Movimento Nonviolento. “Siamo qui per confermare concretamente il nostro impegno a sostenere il pontefice in questo suo ennesimo accorato appello a cessare subito la guerra in Ucraina e in tutte le zone di conflitto nel mondo” dichiara Guido Cangianiello, che spiega come questa sia “una delle tante forme in cui la nonviolenza organizzata si sta mobilitando in queste settimane per esprimere la nostra contrarietà alla guerra come crimine contro l’umanità. La guerra non aiuta a risolvere i conflitti; stabilisce solo chi è più forte imponendo sofferenza, morte e distruzione alle popolazioni coinvolte”.
Maria Navoni osserva che “la tregua proposta dal papa è un presupposto per aprire la strada alla diplomazia che deve fare cessare la guerra. Se la guerra però riprende non vince nessuno perdono tutti. Tutti devono essere disposti a sacrificare qualcosa”.
E Alma Paghera ricorda: “Per fermare la guerra bisogna non farla. Per cessare il fuoco bisogna non sparare. Per questo siamo impegnati contro le spese militari, contro il traffico d’armi, contro tutti gli strumenti, compresi gli eserciti, che la guerra rendono possibile”.
”Chi rifiuta le armi parla un’unica lingua, quella della pace” riflette Tiziano Di Marco. “Tutte le guerre hanno lo stesso volto di distruzione e morte, in Ucraina come in Afghanistan, nello Yemen come in Siria, in Palestina come in Congo. Torti e ragioni, aggressori e aggrediti, si mescolano e precipitano insieme nel baratro”.
“Consapevoli che l’unico modo per fermare la guerra è non farla, l’unico modo per cessare il fuoco è non sparare - informa Guido - anche a Brescia diverse decine di cittadini hanno già firmato una dichiarazione di obiezione di coscienza che sarà poi consegnata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, allo Stato Maggiore dell’Esercito, nella quale li pregano di non contare su di loro se vogliono coinvolgerli nella guerra con più armi, più spese militari, più violenza”.
La campagna, partita pochi giorni fa, ha già visto l’adesione di oltre 800 persone in tutta Italia. Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni o aderire all’iniziativa può partecipare all’assemblea di martedì 12 aprile alle ore 20.30 allo storico Centro per la nonviolenza di via Milano 65 in città oppure consultare la pagina web https://www.azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra/ o scrivere una mail a movimentononviolento.bs@alice.it o ancora telefonare allo 0303229343.

sabato 9 aprile 2022

Martedì c'è il consiglio comunale

Martedì 12 aprile a partire dalle ore 20.30 in municipio a Calcinato è convocata la seduta del consiglio comunale che sarà chiamata ad affidare a Garda Uno il servizio di spazzamento meccanizzato delle strade e la gestione delle aree cimiteriali di Calcinatello e del capoluogo.
In apertura ci sarà spazio anche per il dibattito intorno a due interrogazioni a risposta scritta presentate dal gruppo consiliare "Calcinato In-Patto 2.0": la prima sulla situazione del parco di via Privata del Colle a Ponte San Marco, la seconda sull’area del canile San Rocco a Calcinatello.
Al termine della serata è prevista l’approvazione del Piano triennale per l’attuazione della pratica sportiva.

venerdì 8 aprile 2022

Domani torna in piazza al movimento contro la guerra

Si intitola “Voci contro la guerra“ la manifestazione provinciale in programma sabato 9 aprile a partire dalle ore 16 in Piazza Paolo VI a Brescia.
L'iniziativa è promossa dal Comitato bresciano contro la guerra e intende protestare "contro l’aumento delle spese militarie il finanziamento alla guerra delle multinazionali e degli affaristi“. “Nessun invio di armi e soldati in Ucraina, ritiro delle truppe russe di invasione e scioglimento della Nato” si legge nell’appello di convocazione, che estende la richiesta anche al “ritiro delle spedizioni militari italiani da ogni paese del mondo, contro la speculazione finanziaria e il carovita”.
Tutti coloro che desiderano partecipare sono invitati a portare un testo da leggere o proporre dal palco della iniziativa.

lunedì 4 aprile 2022

Forsu a Bedizzole: le prime reazioni

Mercoledì scorso la Conferenza di Servizi ha dato il via libera al progetto di A2A di un ennesimo impianto per il trattamento della forsu (cioè la frazione umida dei rifiuti domestici) della nostra provincia di Brescia, finalizzato alla produzione di biometano, decisione che non è piaciuta al Comitato Cittadini, ad Ambiente Futuro Lombardia e al Laboratorio Ambiente, i quali ricordano il “permanere di tutte le criticità che portarono alla prima bocciatura del progetto”.
Gli ecologisti si soffermano poi sulle prescrizioni richieste dalla Provincia che - spiegano – “riguarderanno la viabilità, totalmente non idonea a sostenere il nuovo ennesimo impianto e le espropriazioni dei terreni, non ancora effettuate”.
Secondo loro “non si è tenuto conto del parere molto critico di Arpa, che evidenzia come l’atteggiamento cautelativo avrebbe dovuto essere prioritario per la valutazione della sostenibilità del nuovo impianto. Nemmeno sono state tenute conte dalle indicazioni resa da Ats, in cui si legge che ‘si ritiene necessario che codesta spettabile Amministrazione tenga in debito conto le osservazioni presentate dai singoli cittadini, dai Comitati di Cittadini, dalle Associazioni ambientaliste, dal Comune di Calcinato in merito all’Impatto Cumulativo delle emissioni in atmosfera e delle emissioni odorigene derivanti dall’attività oggetto della presente pratica e dalle attività in essere e già autorizzate in zona’”.
Non sembra inoltre aver pesato “né la severa compromissione del territorio sotto diversi punti di vista rispetto ad altri, né le palesi contraddizioni nello studio di localizzazione presentato da A2A”.
Nei prossimi giorni i tre comitati ambientalisti - che si dicono “pronti al ricorso al Tar e a denunce alle Autority e alla magistratura” - chiederanno un incontro al sindaco di Calcinato Nicoletta Maestri, l’unica ad esprimere in Conferenza dei Servizi un parere contrario al progetto autorizzato dalla Provincia.

domenica 3 aprile 2022

Stop the war now: conclusa l'operazione di pace

Rientrano domani a Brescia i due compagni che hanno partecipato alla spedizione umanitaria “Stop the war now” a Leopoli, dove si sono recati oltre 65 automezzi con 220 persone, per iniziativa di una novantina di associazioni, fra cui Comunità Papa Giovanni XXIII, il Movimento Nonviolento, la Rete Disarmo, la Focsiv, Pax Christi, Arci, Libera, Cgil, Nuovi Orizzonti, Mediterranea Saving Humans e Legambiente.
Lunga un km, la carovana ha distribuito più di 20 tonnellate di materiali fra generi alimentari e medicinali (di cui molta parte acquistata, per un valore di oltre 500 mila euro) e ha caricato per il ritorno quasi 300 rifugiati, per lo più persone in stato di fragilità come mamme con i loro bambini, anziani e disabili, tutti in fuga dalla guerra.
Partiti da Gorizia venerdì, Pedro Bonometti e Cristiana Manenti, entrambi dell’associazione Mediterranea, dopo più di mille km di pioggia e neve, varcato a Medyka il confine fra Polonia e Ucraina, erano giunti sabato con i compagni a Leopoli, una splendida città che ha un centro storico patrimonio dell'umanità Unesco ma che da un mese vive sospesa tra la vita e la morte.
“In mattinata - racconta Cristiana - abbiamo consegnato i beni alle associazioni che assistono gli sfollati, poi siamo sfilati in un corteo silenzioso per il centro, con striscioni bianchi e senza simboli vistosi per non attirare l’attenzione e diventare bersagli. Al termine del corteo hanno preso la parola le diverse organizzazioni pacifiste per chiedere l’immediata fine delle ostilità (la barba di Pedro Bonometti ha fatto il giro delle tv perché era lui a reggere lo striscione principale – nda), mentre nel pomeriggio c’è stata una sfilata dei gruppi religiosi alla presenza del nostro ambasciatore Pier Francesco Zazo”.
“La tensione in città è evidente - sottolinea – anche se la gente ci è parsa molto accogliente. Nei pressi della stazione, davanti a una mensa per i poveri, mi è capitato di incontrare un signore che, avendo capito che non parlavo la sua lingua, è subito andato a cercare qualcuno che parlasse inglese, il quale mi ha chiesto se io avessi bisogno di aiuto”.
Verso le 18 le sirene d’allarme sono risuonate a più riprese costringendo anche i due pacifisti bresciani a rifugiarsi nella hall della stazione, visto che i bunker antiaerei erano sovraffollati. “Qui capita ogni giorno, ormai da oltre un mese come in tutta l’Ucraina” osserva.
Domenica la giornata più impegnativa. Brusco risveglio alle 4 e mezza al suono delle sirene e poi il viaggio di ritorno. “Alle 11 parte della carovana è stata bloccata al varco di Korczowa, sul confine con la Polonia, dalle autorità militari ucraine, poiché in mezzo a centinaia di cittadini ucraini provenienti soprattutto da Mariupol e Donetsk, città ormai distrutte dalla guerra, sul van di Mediterranea Saving Humans hanno identificato fra i volontari italiani un uomo di 58 anni con doppio passaporto - italiano e ucraino - residente in Veneto da oltre 30 anni e tornato nel suo paese natale per il funerale: rischia un accusa di diserzione pur essendo residente in Italia dagli anni ‘90”.
Dopo cinque ore di stop, al confine resta solo il van con il volontario trattenuto per chiarimenti dalle autorità con un team di Mediterranea, gli altri vengono fatti passare in Polonia.
Cristiana e Pedro guideranno tutta la notte. Hanno a bordo due giovani mamme ciascuna con il loro figlio: lunedì saranno al sicuro in Italia.