sabato 30 ottobre 2021

Promemoria

Un figlio del secolo come me, senza nome né persona, ha visto gli alberi appassire, ha visto il cielo svanire e il mare annerire, ha visto i muri bianchi sporcarsi di catrame e porte scardinate dalle cerniere, ha visto gli orizzonti sgretolarsi e le pianure invase da lamiere di ferro arrugginite, ha visto eserciti bruciare la terra e bambini carbonizzati nei fossi, ha visto donne piangenti e vecchi in fuga, ha visto cose crescergli intorno piano piano, senza capire mai che cosa stava succedendo, riuscendo soltanto a capire, ogni volta che capiva, che certamente era troppo tardi per aver capito, riuscendo caso mai a capire che ogni proposta sarebbe stata distrutta e ogni tentativo sarebbe stato soffocato, che ogni ferita sarebbe rimasta aperta: che ogni morte sarebbe rimasta oscura. 
Un figlio del secolo come me, forse, ha finito per capire soltanto queste cose; capire, forse, che i destini hanno perduto l’antica misura e l’antica forma, non hanno più né misura né forma e i poteri non hanno più nome né faccia, forse perché in questo sacro diritto al possesso, in questa globale corsa alla sopravvivenza, perduti a correre comunque e dovunque tra sterpi e paludi, autostrade e piazze, immagini e suoni, parole e richiamo, allettamenti e disfatte, anche le mete hanno perso la loro figura, sono coperte di nebbia. 
Ettore Sottsass

venerdì 29 ottobre 2021

Milite Ignoto: una lettera

"Io sono il Milite Ignoto, e salterei giù dalla grande dentiera in cui mi hanno sepolto a Roma, e gliene direi (non darei) quattro!
Sono diventato nonviolento, con quello che ho visto! E gli farei capire che ci offendono due volte, noi ammazzati e offesi dalla guerra che questi signori ignoranti esaltano! I sapienti siamo noi, vittime del militarismo! I patrioti del mondo siamo noi!
Alcuni di noi hanno preferito morire piuttosto che uccidere. Ci sono anche quelli ammazzati dai nostri stessi capi. Fate per loro un monumento più bello e più serio di questo mio.
Altro che Ignoto! Ora mi conoscete bene, e io conosco voi, perché conosco la guerra, e le mentalità che mi hanno spedito al fronte e dentro questa tomba superba.
Quel re a cavallo sopra di me mi ascolti, e chiami qui alla mia scuola tutti i governanti e i comandanti del mondo! Ignoto a voi, sì, ma non ignorante! Mi fate compassione!
Firmato con una croce IL MILITE IGNOTO, perché non mi avevate dato la scuola, ma il fucile e la guerra!"
Enrico Peyretti

giovedì 28 ottobre 2021

Milite Ignoto: il monumento che vorremmo



A tutti i ragazzi che son partiti con lo zaino in spalla
nella nebbia d’un mattino d’aprile
vorrei fare il monumento
a tutti i ragazzi che hanno pianto con lo zaino in spalla
gli occhi bassi sulla tristezza
vorrei fare il monumento.

Non di marmo, né di cemento, né di bronzo
che si fa verde sotto il morso acuto del tempo
un monumento del loro dolore
un monumento del loro terrore
e del loro stupore.

Ecco il mondo profumato, pieno di risa
pieno di uccelli blu, di colpo cancellato
da uno sparo
un mondo nuovo dove sotto un corpo che cade
s’apre una macchia di sangue.

Ma a tutti quelli che son rimasti coi piedi al caldo
nei loro uffici a calcolare
i profitti della guerra che hanno voluto
a tutti i grossolani, a tutti i cornuti che trascinano la pancia nella via
e contano, contano quei soldi.
A tutti quelli innalzerei il monumento adatto a loro
con le parole che incolleranno alle loro rughe
ai loro doppi menti
un marchio di vergogna e di fango.

Boris Vian, 1954

mercoledì 27 ottobre 2021

Milite Ignoto: venerdì a Calcinato la cittadinanza onoraria in consiglio comunale

Apprendiamo oggi che venerdì 29 ottobre alle ore 20.30 in municipio a Calcinato il consiglio comunale conferirà la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, anonimo soldato morto nella carneficina della prima guerra mondiale, al quale giovedì 4 novembre nel Parco delle Rimembranze sarà anche intitolato un monumento commemorativo.
Come ampiamente documentato dalla storiografia, il 4 novembre di cento anni fa la tomba di quel povero caduto fu inaugurata all'Altare della Patria, dopo la traslazione da Aquileia dei suoi resti con uno speciale viaggio in treno che attraversò diverse città italiane.
Legata alla retorica militarista e nazionalista, fu quella una delle tappe fondamentali dell'ascesa del fascismo, che nel giro di un anno avrebbe preso il potere: il Milite Ignoto divenne poi uno dei simboli principali della propaganda del regime.

lunedì 25 ottobre 2021

Milite Ignoto: una preziosa testimonianza

Cinquant'anni fa, in compagnia di mia nonna e dei miei genitori, andai a visitare il sacrario/ossario di Castel Dante a Rovereto. Mia nonna, classe 1896, è stata sposa a diciott'anni e vedova a venti con due bambine piccolissime da accudire. Il marito, mio nonno Lorenzo, impresario edile con un’impresa già ben avviata, viene spedito in guerra a causa dei balordi guerrafondai, tanto simili a quelli ancora attuali della nostra società contemporanea, che dovevano vendere armi ad ogni costo. 

L’Italia, in cambio della neutralità, avrebbe ricevuto dall'Austria, il tanto desiderato ed agognato Trentino (… e questa tesi la conoscono anche i sassi del Piave), ma ciò non avrebbe comportato un enorme macello di uomini, persone e, alla fine, anche ragazzi. Perciò l’Italia entra in guerra un anno dopo; mio nonno viene ferito una prima volta, ritornato al fronte dopo una breve licenza sanitaria, è mandato a Borgo Tirolo dove è in corso una guerra di posizione: gli italiani da una parte, il “nemico” di fronte. 

A questo punto non è possibile non citare l’episodio struggente della vigilia di Natale del 1914, anche se l’Italia in quel momento era ancora neutrale. In prossimità del 25 dicembre, soldati tedeschi e britannici, abbarbicati nelle proprie posizioni, iniziarono uno scambio reciproco di auguri, di canzoni natalizie cantate da dietro le linee, nelle trincee, da parte degli opposti schieramenti, fino a che i militari, uscendo dai ripari non fraternizzarono, scambiandosi piccoli doni e addirittura iniziarono a giocare a calcio. 

Meno di due anni dopo, mio nonno, nel giugno del 1916 venne colpito a morte e sepolto a nord della chiesetta di Sant’Osvaldo a Borgo Tirolo (come si chiamava prima della guerra mondiale, Borgo Valsugana dopo). Nel 1917 la Segreteria di Stato Vaticana comunica a mia nonna che suo marito è deceduto in combattimento ed il luogo della tumulazione; la Croce Rossa Italiana, attraverso i Regi Carabinieri di Rezzato, fa avere la piastrina di riconoscimento del nonno Lorenzo al bisnonno Giacomo. D’accordo che i carabinieri fanno parte del Ministero della Difesa, ma comunque, quest’ultimo, né tanto meno lo Stato Italiano, hanno avuto la decenza di comunicare alla famiglia che Agliardi Lorenzo era stato ammazzato. Tornando a Rovereto apprendo che tutti i militari sepolti nei vari cimiteri di paese, o in cimiteri appositamente creati per accogliere le spoglie dei combattenti mondiali sono stati traslati e sepolti qui, nell'ossario. Consultati gli elenchi scopro che il nome di mio nonno non si trova, quindi dove sarà? Certo se gli hai tolto la piastrina di riconoscimento e l’hai spedita a casa alla moglie, il soldato sepolto e ritrovato, risulta ignoto. O no? Anni dopo, il ministero della Difesa, su mia richiesta risponde che: “… all'atto delle esumazioni molti resti non furono identificati per assoluta mancanza di elementi idonei al riconoscimento e collocati fra gli ignoti del Sacrario”. Ciò non dirime il dubbio che mio nonno possa essere il milite ignoto, ma questa è un’altra storia. 

Celebrare un “milite ignoto” a ricordo dei milioni di operai, contadini, poveri cristi e proletari in genere che sono stati ammazzati ed immolati sull'altare del capitale è pietas; far assurgere a mito un soldato morto per scagionare e giustificare le nefandezze che sono state commesse prima dello scoppio della guerra mondiale e dopo la fine della stessa per elevare a leggenda la più becera retorica militarista è quanto di più vergognoso si possa immaginare. 

Apprendo con sgomento che il nostro sindaco/la nostra sindaco/la nostra sindaca ha dichiarato, intervistata da una radio locale, che il Comune di Calcinato conferirà la cittadinanza onoraria al milite ignoto. Sono basito, ma neanche troppo. 

Concedere la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto è antistorico, fuori da ogni raziocinio. Personalmente, se mi è umilmente consentito proporrei, per una cosciente e responsabile cittadinanza onoraria, il nome di Franz Jägerstätter, per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta di un contadino cattolico austriaco che rifiutando di indossare la divisa hitleriana, fece la sua obiezione di coscienza e scelse di morire piuttosto di prestare il servizio militare nell'esercito tedesco e di uccidere barbaramente. Nel 2007, sotto il pontificato di Benedetto XVI, Franz venne proclamato beato, un esempio encomiabile di disobbedienza civile contro la barbarie del militarismo e di tutti i fascismi. Persone come Jägerstätter hanno il diritto sacrosanto di essere citate e innalzate ad esempio, nel caso specifico innalzate agli onori degli altari e non a quell'abominio di altare della Patria romano, con tutta la retorica ignorante che sta alle spalle, e che ancora oggi, nel terzo millennio, perdura e dove si mascherano, bluffando, azioni di morte e di offesa per missioni di pace e fratellanza.

Giulio Botticini

Milite Ignoto: che ne pensavano gli anarchici

«Per volontà del governo, della casta militare l'ignoto milite che viene dal popolo non ha ricevuto l'omaggio dal popolo. Grandi ufficiali, nobiloni, arricchiti di guerra hanno imposto che la cerimonia per le onoranze si svolgesse nella loro intimità. [...] I partiti popolari non hanno partecipato a quest'ultimo dramma della guerra spaventosa, mentre fascisti, nazionalisti e altri simili si sono contesi chi forse proveniva dalle nostre file, l'anonimo sul quale han voluto tentare l'ultima speculazione, l'ultimo oltraggio.»
(da “Umanità Nova”, 6 novembre 1921)

domenica 24 ottobre 2021

Milite Ignoto: un manifesto repubblicano

«Possono con cuore sincero glorificare il Milite Ignoto i rappresentanti del militarismo italiano che sulla gloria popolare fanno la più sporca speculazione a beneficio della casta militare; possono glorificarlo i rappresentanti di quel nazionalismo che sogna ancora e armati e guerre e conquiste? No. [...] Perciò la gioventù repubblicana, dalle cui file, volontario, forse uscì l'ignoto che si glorifica e certo uscirono mille ignoti, non si unisce al chiasso che disturba l'austerità del rito.»
(testo trascritto in “Umanità Nova”, 6 novembre 1921)

sabato 23 ottobre 2021

Milite Ignoto: un altro po’ di storia

Sempre su Wikipedia leggiamo queste interessanti noterelle:
“Nel 1922, un anno dopo la traslazione della salma, il Partito Fascista assunse il Milite Ignoto come proprio simbolo, sia tramite un corteo al termine della marcia su Roma sia durante le celebrazioni del 4 novembre con Mussolini appena nominato Presidente del Consiglio.
«Il Presidente del Consiglio ha condotto oggi i ministri ed il popolo di Roma all'Altare della Patria. Erano al suo fianco il generale Diaz e l'ammiraglio Thaon di Revel, i due alti rappresentanti dell'Esercito e della Marina che nell'infausto biennio antinazionale erano stati messi in disparte mentre a rappresentanti della Nazione si accoglievano i varii Misiano. [...] La lotta, perdurata durante sette anni tra lo spirito nazionale e la congiura disfattista antinazionale, ha avuto oggi un sacro epilogo con un rito che celebrava sul Campidoglio la congiunzione spirituale tra i soldati che morirono per la Vittoria e la Nazione che vuole difendere la Vittoria.»
Anche il nome della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, formata nel 1923, appare richiamarsi al Milite Ignoto: «Pensando a tempi lontani, quando la nostra generazione sarà scomparsa, il Milite Ignoto sarà creduto Milite della Milizia attuale e la nascita della Milizia automaticamente retrodatata per lo meno al tempo della guerra.» (Giacomo Devoto, 1935)
Nel 1924 il ministro Giovanni Gentile stabilì di aggiungere alla dotazione delle scuole elementari una raffigurazione simbolica del Milite Ignoto, che «contribuirebbe ad ispirare negli allievi vivo amore e profonda devozione alla Patria».”

venerdì 22 ottobre 2021

Milite Ignoto: briciole di storia

La tomba del Milite Ignoto - come si legge in Wikipedia - “fu inaugurata solennemente il 4 novembre 1921 con la traslazione da Aquileia dei resti di un soldato, dopo un viaggio in treno speciale attraverso varie città italiane. Il lutto per le centinaia di migliaia di caduti fu legato alla retorica militarista e nazionalista della celebrazione per il terzo anniversario della Vittoria. L'anno successivo, con l'assunzione del potere da parte di Benito Mussolini, il Milite Ignoto divenne uno dei simboli principali della propaganda fascista”.

giovedì 21 ottobre 2021

Milite Ignoto: una ballata

Non mi ricordo in quale guerra
in quale cielo in quale mare
o forse era un palmo di terra
che io dovevo conquistare.
Una bandiera sventolava
ma non ricordo più il colore
quel giorno mi toccò morire
non mi ricordo più per chi.
Ricordo solo il mio primo amore
ch'era lontano ad aspettare
e che piangeva lacrime amare
il giorno ch'io partii per non tornare più.

Ero vestito da soldato
ma il resto l'ho dimenticato
non so neppure più il colore
della mia pelle quale fu.
Non so in che tempo son vissuto
non so se ho vinto o se ho perduto
so che ho gridato per l'onore
ma non ricordo più di chi.
Ricordo solo il mio primo amore
ch'era lontano ad aspettare
e che piangeva lacrime amare
il giorno ch'io partii
per non tornare più.

Sulla mia tomba non c'è nome
io stesso l'ho dimenticato
c'è un monumento di granito
ed un elmetto da soldato.
Ci sono scritte tante parole
ma non so più il significato
e c'è una fiaccola che brucia
e che per sempre brucerà.
Che bruci solo per il mio amore
ch'era lontano ad aspettare
e che piangeva lacrime amare
il giorno ch'io partii per non tornare più. 

Lino Patruno e Walter Valdi, 1969

mercoledì 20 ottobre 2021

martedì 19 ottobre 2021

Povero Milite Ignoto…

Da una radio locale il sindaco Nicoletta Maestri informa che presto il Comune di Calcinato conferirà la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Addolorati cantiamo insieme per quel povero soldato questa vecchia ballata di Claudio Lolli:

Io lo so chi ti spinse a partire
e non fu desiderio di gloria,
io lo so non volevi morire,
né lasciare un ricordo alla storia.

Io lo so chi ti venne a cercare,
fin sui campi, fin dentro a un cortile,
io lo so non ci fu da parlare,
con chi aveva in mano un fucile.

Io lo so chi ti guardò partire,
sorseggiando un bicchiere di vino,
fu lo stesso che poi venne a dire,
che eri felice come un bambino.

Ma io lo so che non era affar tuo,
che non era la tua quella guerra
e del resto cos'è che era tuo,
certo neanche quel pezzo di terra.

Hanno scelto la terra più triste,
quella che era costata più cara,
quella in cui a migliaia cadeste,
che vi accolse e vi fece da bara.

Hanno scelto la terra più rossa,
quella che era costata più vite
ed un corpo in cui solo le ossa,
circondassero ormai le ferite.

Lo hanno offerto a una patria impazzita,
che sfogasse così il suo dolore,
han pagato i tuoi anni di vita
con un grande anonimo onore.

Così oggi sei il milite ignoto,
morto in guerra nessuno sa come,
dopo averci lasciato la pelle,
c'hai rimesso per sempre anche il nome.

Ma non sarai certo ignoto ai compagni,
che con te avran lavorato,
non sarai certo ignoto alla donna,
che ti avrà ogni notte aspettato.

Non sarai certo ignoto agli amici,
che ti avran dedicato le sere,
nel ricordo dei tempi felici
in cui potevano offrirti da bere.

Come sei invece ignoto a quelli,
per cui tutto ciò è stato un affare,
che cantando siam tutti fratelli,
ti ricordano intorno a un altare.

Come sei certo ignoto alle mani,
di quel vivo illustre da bene,
che verrà a sputare domani,
altri fiori sulle tue catene.

giovedì 14 ottobre 2021

Verso la manifestazione antifascista di sabato a Roma

Di fronte al riemergere dello squadrismo eversivo, che nel nostro paese è già stato conosciuto tragicamente negli anni ‘20 e negli anni ‘70 del secolo scorso, facendo da preludio alla dittatura fascista e alla strategia delle tensione, è necessario reagire.
Tacere sarebbe connivenza. Condannare genericamente la violenza “di destra e di sinistra” sarebbe retorica. Serve invece una politica che non lasci spazio alcuno ai disvalori del fascismo: militarismo, menzogna, prevaricazione, privilegio, razzismo, dittatura, forza bruta. La nonviolenza è l’esatto contrario del fascismo: antimilitarismo, solidarietà, antirazzismo, democrazia, forza delle idee.
La devastazione, preannunciata e messa in atto, alla sede nazionale della Cgil, rappresenta un salto di qualità verso la barbarie dell’eversione nera. La Costituzione e la legislazione italiana vietano le organizzazioni con finalità antidemocratiche e che agiscono con metodi violenti. Lo scioglimento di Forza Nuova, e di ogni associazione a delinquere, è un provvedimento necessario, ma tardivo e insufficiente. Il vero antidoto è il sostegno alla politica della nonviolenza.
Siamo al fianco della Cgil. La risposta del sindacato alla violenza fascista deve essere un ancora maggiore impegno per la difesa dei diritti dei lavoratori, per il diritto al lavoro, per tutti, senza discriminazione alcuna.

sabato 9 ottobre 2021

Un assalto intollerabile

“La nostra sede nazionale, la sede delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata attaccata nel pomeriggio. Esponenti di Forza Nuova e del movimento no vax hanno vandalizzato l’ingresso di Corso d’Italia. A loro diciamo che abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. Ma a tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte nel rispetto della Costituzione, nata dalla lotta di Liberazione.”

Confederazione Generale Italiana del Lavoro

sabato 2 ottobre 2021

Giornata Onu della nonviolenza: una proposta per le scuole

In occasione della Giornata Internazionale Onu della Nonviolenza, il Movimento Nonviolento di via Milano 65 a Brescia ha presentato una campagna didattica rivolta agli studenti delle scuole medie e superiori. 
“Nata e sviluppata all'interno del percorso del Manifesto Costituente (che a Brescia sta coinvolgendo oltre 50 associazioni), l’iniziativa intende stimolare i ragazzi a ragionare criticamente su concetti importanti come ‘difesa’, ‘patria’, ‘obiezione di coscienza’ e “difesa civile’ ha spiegato la promotrice Claudia Capra. 
Partendo dall'articolo 52 della Costituzione, i nonviolenti hanno elaborato un ipertesto che ha l'obiettivo di aiutare a porsi domande, conoscere esperienze alternative e cercare risposte senza fermarsi a quelle più immediate. 
“Abbiamo deciso di affrontare questo articolo perché pensiamo sia tornato di stringente attualità” ha sottolineato Capra. “Un anno e mezzo di pandemia ha messo in evidenza tutte le storture di una politica che negli ultimi anni ha inteso il concetto di difesa solo ed esclusivamente come una questione militare, incrementando a dismisura i fondi per gli acquisti di armamenti sempre più nuovi e distruttivi e sottraendo preziose risorse a sanità, scuola e trasporto pubblico”. 
“La politica continua imperterrita a prospettare un ritorno alla normalità - ha osservato - senza rendersi conto che proprio quella presunta normalità è stata la causa della situazione attuale”. 
“La speranza di un futuro diverso siano i giovani che scendono in piazza con Friday For Future per chiedere una inversione di rotta nella sin qui dissennata gestione politiche ambientali” ha dichiarato. “In questo loro agire c'è la dimostrazione di quale pericolo sentano incombente, l'emergenza climatica, e di come sappiano, magari inconsciamente, che non può in alcun modo essere fermata con armi ed eserciti”. 
Gli insegnanti che desiderino avere maggiori informazioni possono scrivere una mail all’indirizzo di posta elettronica articolo52mnbs@gmail.com oppure telefonare allo 030/3229343 il lunedì e mercoledì dalle ore 14 alle 19, il martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 13.

venerdì 1 ottobre 2021

Oggi a Brescia dalla parte di Mimmo Lucano, per la solidarietà internazionalista

Oggi pomeriggio alle 17.30 partecipiamo al presidio di “Restiamo Umani” in Piazza Duomo a Brescia. 

La manifestazione era già stata programmata per ribadire la necessità della lotta contro il razzismo e di una accoglienza solidale dei migranti, ma ora assume un significato ulteriore, in sintonia con la contemporanea mobilitazione nazionale partita da Riace contro la sentenza che ieri ha condannato l’ex sindaco del comune calabrese Mimmo Lucano, fautore di un modello di integrazione interetnica apprezzato in tutto il mondo ma in Italia condannato in primo grado alla pena di 13 anni e 2 mesi di reclusione in quanto colpevole di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa, peculato, concussione, turbativa d’asta, falsità ideologica e abuso d’ufficio.