giovedì 30 dicembre 2021

Vietati a Calcinato i botti di Capodanno

Considerati gli scoppi che sempre più spesso squarciano le notti e i giorni dei calcinatesi, giunge quanto mai opportuna dal palazzo municipale l'Ordinanza Sindacale n. 7 del 28/12/2021 con la quale "è fatto divieto di far esplodere artifici pirotecnici che abbiano effetto scoppiettante, crepitante o fischiante, quali ad esempio 'raudi', petardi e simili, in luogo pubblico o di uso pubblico, coperto o scoperto, dove transitino o siano presenti persone (ad es. parchi pubblici, piazze, vie e strade pubbliche, parcheggi pubblici o aperti al pubblico), fatti salvi spettacoli di fuochi d’artificio preventivamente autorizzati dalle competenti Autorità, ai sensi e per gli effetti delle norme vigenti".
"Il suddetto divieto - vi si legge - è, altresì, esteso a tutti coloro che, avendo la disponibilità di aree private, ne consentano ad altri l’uso per effettuare gli spari/esplosioni vietati nella presente ordinanza",
E’ fatto poi divieto "di raccogliere artifici inesplosi" e di "affidare ai minori artifici pirotecnici che, anche se non espressamente vietati ai minori, possano comportare (se usati maldestramente) situazioni di pericolo".
Il sindaco ricorda che "la violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dall’art. 7 bis del D.Lgs. 267/2000, di importo compreso tra 25 e 500 euro, nonché il sequestro del materiale utilizzato o illecitamente detenuto ai sensi dell’art. 20 comma 5 della predetta legge, fatte salve, inoltre, eventuali e ulteriori sanzioni penali e amministrative disposte dalla Legge 689/1981".
L'Ordinanza ha effetto a partire dalle ore 00:00 del 30 dicembre 2021 fino alle ore 24:00 del 2 gennaio 2022.

mercoledì 29 dicembre 2021

La mia patria

Ovunque dove ci sono le nuvole, uccelli e lacrime umane, vi è la mia patria; la mia patria è la solidarietà internazionale di tutti gli sfruttati e gli oppressi della terra.
Rosa Luxemburg

martedì 28 dicembre 2021

Il Milite Ignoto e il noto sindaco

Sull'ultimo numero del notiziario comunale di Calcinato leggiamo che per il IV Novembre, ricordando il Milite Ignoto, il sindaco Nicoletta Maestri ha solennemente dichiarato: "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria”.
Vorremmo proprio chiederlo a lui se sia andata davvero così. Studiando la storia di quell'orribile carneficina chiamata prima guerra mondiale (651 mila i soldati italiani morti) abbiamo imparato che "quando lo Stato si prepara ad uccidere si fa chiamare patria" e che a credere nella "vittoria" e nella  "grandezza della patria" dal 1915 al 1918 sono stati, non quelli che andavano, ma quelli che li mandavano, a morire.
Sappiamo bene che la dichiarazione del sindaco non è altro che una citazione dalle motivazioni per le quali nel 1921 il re Vittorio Emanuele III (quello che l'anno dopo aprì le porte al fascismo) concesse la medaglia d’oro a quell'anonimo soldato. Se andassimo a (ri?)leggere le migliaia di lettere dei nostri soldati morti ammazzati per casa Savoia (ce ne sono diverse anche qui a Calcinato), impareremmo tutta un'altra storia, fatta di terrore, ignoranza, violenza, gelo, fame e volontà di farla finita, una volta per tutte, con tutte quante le guerre.    

lunedì 27 dicembre 2021

Calcinato ha un nuovo baby-sindaco

Calcinato ha un nuovo sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Si tratta dello studente Eros Giaffreda, che frequenta in paese la classe terza D della scuola media Dante Alighieri di via Arnaldo. Di rilievo il fatto che l'abbiano votato all'unanimità tutti i compagni consiglieri: Marta Metelli, Giulia Caldera, Luca De Cortes, Elisabetta Bertagna, Elisa Micheletti, Aurora Ferrari, Irene Marchetto, Paolo Bravo, Federica Tavelli, Davis Paci, Stella Lodi Rizzini, Viola Mattei, Elisabetta Pera, Auron Bushi, Amine Dib Mohamad, Ahmad Alpha Bah e Cristian Pascho
E proprio al Sommo Poeta, al quale la scuola è da sempre intitolata, i ragazzi che la frequentano hanno dedicato, nel settimo centenario della morte, un murale realizzato con l’aiuto della professoressa Elisabetta Prinzivalli e dell'associazione Skarti d'Autore.

domenica 26 dicembre 2021

La bella primavera

... Sto anch'io sospirando caldamente la bella primavera come l'unica speranza di medicina che rimanga allo sfinimento dell'animo mio; e poche sere addietro, prima di coricarmi, aperta la finestra della mia stanza, e vedendo un cielo puro e un bel raggio di luna, e sentendo un'aria tepida e certi cani che abbaiavano da lontano, mi si svegliarono alcune immagini antiche, e mi parve di sentire un moto nel cuore, onde mi posi a gridare come un forsennato, domandando misericordia alla natura, la cui voce mi pareva di udire dopo tanto tempo...

Giacomo Leopardi, lettera a Pietro Giordani del 6 marzo 1820.

sabato 25 dicembre 2021

Errata corrige: Bertagna non è stato il primo

Come ci auguravamo, nel post di lunedì 20 ci siamo sbagliati. Stamattina Marina Tonelli ci fa infatti notare che nella storia calcinatese ci sono stati almeno altri due consiglieri provinciali prima di Alberto Bertagna, eletto sabato scorso in Broletto.
Prima di lui furono consiglieri provinciali bresciani almeno altri due concittadini, Angelo Romanelli nell'Ottocento e Francesco Bianchi nel Novecento, che peraltro furono entrambi sindaci del nostro Comune. 

giovedì 23 dicembre 2021

Venti del popolo cileno

In questi giorni di gioia e speranza per le notizie che giungono dal Cile, salutiamo fiduciosi la vittoria del compagno Gabriel Boric alle elezioni presidenziali, unendoci alle donne e agli uomini che nelle piazze han ritmato le manifestazioni di esultanza con lo slogan LIBERTAD, VERDAD, NO A LA IMPUNIDAD!
Victor Jara è solo uno delle migliaia di morti ammazzati dalla dittatura di Pinochet: il suo candore ci canta questa canzone, che noi non possiamo dimenticare.


Ancora voglion macchiare
la mia patria di sangue operaio
quelli che parlan di libertà
ed hanno le mani nere.
Quelli che voglion dividere
la madre dai propri figli
e voglion ricostruire
la croce portata da Cristo.

Voglion nascondere l'infamia
che hanno addosso da secoli,
però il colore di assassini
non lo cancelleranno dalla faccia.
E già son stati a migliaia
quelli che hanno dato il sangue
e in torrenti impetuosi
hanno moltiplicato i pani.

Adesso voglio vivere
insieme a mio figlio e mio fratello
la primavera che tutti
costruiamo giorno per giorno.
Non mi spaventano le minacce,
padroni della miseria:
la stella della speranza
continuerà ad esser nostra.

I venti del popolo mi chiamano,
i venti del popolo mi spingono,
mi strappano il cuore a pezzi,
si avventano alla mia gola.
Così canterà il poeta
quando la morte mi porterà
per i sentieri del popolo
da adesso, e per sempre
.

martedì 21 dicembre 2021

Salviamo gli alberi: un dialogo fra nonno e nipote raccolto per le strade di Calcinato (parte 4)

Nipote - Quando arrivano le nostre piante? Ci sono buone notizie?
Nonno - No, non ci sono notizie.
Nipote - chiederò alla mia mamma di acquistare i semi, se le faccio crescere io riusciremo a piantarle prima. A proposito sai che al Tg3 Leonardo dell'altro giorno ho visto che il maestro Vessicchio scrive musica per le piante, i fiori e le viti e dice che fioriscono più velocemente. Ma secondo te come fanno a sentire? Hanno le orecchie?
Nonno - Le orecchie no, ma i rami, le foglie e le radici gli permettono di captare le vibrazioni che i suoni trasmettono.
Nipote - Ma allora gli manca solo la bocca per parlare!
Nonno - In realtà sembra che abbiano un loro linguaggio, che comunichino tra di loro e Stefano Mancuso un ricercatore che da molti anni studia il mondo vegetale ha pubblicato molti libri che dimostrano i risultati delle sue ricerche.
Nipote - Ma veramente? E' fantastico! Me lo prendi uno dei suoi libri, sono curioso, voglio sapere, questa notizia mi interessa molto.
Nonno - Va bene, il tuo entusiasmo mi ha contagiato. Conoscere il mondo vegetale, curarlo e proteggerlo sicuramente ti aiuterà a vivere meglio e in armonia con il nostro pianeta.

lunedì 20 dicembre 2021

I risultati delle elezioni provinciali non mutano il quadro in Broletto

Sabato scorso il voto dei consiglieri comunali bresciani per il consiglio provinciale assegna 8 seggi alla lista "Territorio bene comune" e 8 alla lista "Centrodestra". Al voto ha partecipato il 76,84% degli aventi diritto. In questo quadro determinante è il voto del presidente Samuele Alghisi (Pd), che assicura la maggioranza al centrosinistra.
Alla sua sinistra siederanno i consiglieri Guido Galperti (Civismo), Filippo Ferrari (Partito Democratico), Marco Apostoli (Sinistra), Roberto Bondio (Partito Democratico), Massimo Vizzardi (Civismo), Diletta Scaglia (Partito Democratico), Antonio Bazzani (Partito Democratico) e Giampiero Bressanelli (Brescia per passione). Alla sua destra invece Paolo Fontana (Forza Italia), Daniele Emanuele Mannatrizio (Fratelli d’Italia), Massimo Tacconi (Lega), Roberta Sisti (Lega), Caterina Lovo Gagliardi (Forza Italia), Gianpaolo Natali (Fratelli d’Italia), Alberto Bertagna (Lega) e Giacomo Zobbio (Lega).
A memoria - ma accetteremmo volentieri correzioni - Bertagna ci risulta essere il primo calcinatese a entrare nel consiglio provinciale. A lui e a tutti gli altri eletti auguriamo buon lavoro al servizio della comunità bresciana.

domenica 19 dicembre 2021

Tav: via Berlinguer torna alla normalità

Dopo un anno di disagi, domani verrà riaperto il tratto di strada di via Stazione che, in direzione da Ponte San Marco al capoluogo, dalla intersezione con via Berlinguer, porta alla attuale deviazione sulla bretella del cavalcavia esistente, realizzata nell'ambito dei lavori propedeutici al passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità.
Rosario Fiorentino, che per tutto questo tempo ha coordinato i residenti in via Berlinguer dialogando con il Comune e segnalando le criticità via via emerse, parla della "fine di undici mesi di insicurezza e inquietudine di una strada trasformatasi in un circuito di folli corse dilettantistiche".
"Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta" osserva, sottolineando: "se la cittadinanza non si fosse attivata al fine di tutelare la salute, i diritti e il bene comune a sostegno di tanti soggetti in condizioni di debolezza, non credo si sarebbe potuto ottenere (prima dei previsti diciotto mesi) il 'ritorno alla normalità' di una strada esclusivamente a viabilità residenziale".
E qualcuno in zona fa notare che, nell'ambito dei lavori per il passaggio del Tav, in via Stazione resta da realizzare un nuovo, più ampio, cavalcavia.

sabato 18 dicembre 2021

Sbatti la Lega in prima pagina!

Ancora una volta Calcinato finisce sulle prime pagine dei giornali, questa volta per una ispezione della Polizia Locale in due palazzine abitate da cinesi e italiani di proprietà della famiglia Bertagna, durante le quali sarebbero state riscontrate presunte violazioni in materia edilizia e urbanistica.
In paese, però, che l’assessore alla sicurezza Stefano Vergano (a cui fanno capo i vigili) abbia voluto mettere in difficoltà l’amico e collega in giunta Alberto Bertagna, non ci crede nessuno.
Cresciuti insieme nella Lega Nord sin dalla giovinezza, insieme hanno condotto per decenni mille battaglie sostenendo a spada tratta gli ideali del Carroccio.
"L'indicazione di un giro di vite nei controlli in realtà è dell'intera Giunta" dichiara a Bresciaoggi Bertagna, che parla di una situazione "in fase di accertamento, ci sono verifiche in corso anche da parte dell'Ufficio tecnico: c'è anche l'ipotesi che la presunzione di alcuni abusi sia legata a documenti sbagliati o superati. In altri casi potrebbero esserci delle piccole difformità interne che la legge permette comunque di sanare».
Scontata la difesa d'ufficio del sindaco Nicoletta Maestri - che inquadra l'intervento "nell'ambito di un progetto ad ampio respiro per il contrasto all'immigrazione clandestina che si è reso necessario dopo il deplorevole tentativo di stupro, fortunatamente sventato, sulla pista ciclopedonale in riva al fiume Chiese" - così come la laconica reazione della minoranza consiliare, per la quale Vincenza Corsini afferma: "Non abbiamo elementi certi, corroborati da atti, per poter dare una valutazione. Il nostro gruppo effettuerà una richiesta di accesso agli atti per comprendere gli eventuali contorni dei controlli".
Al di là delle indiscrezioni e delle intenzioni, restano i fatti, che dovrebbero essere sempre il faro illuminante per i cultori della legalità. E intanto oggi si vota per il rinnovo del Consiglio provinciale e Bertagna, segretario provinciale della Lega, è tra i candidati di punta della lista di destra.

venerdì 17 dicembre 2021

Giovedì 23 c'è il consiglio comunale

Giovedì 23 dicembre alle ore 20.30 in municipio a Calcinato è convocata l’ultima seduta del consiglio comunale per quest’anno.
Ben quindici i punti posti all’ordine del giorno dal sindaco Nicoletta Maestri. Si comincia con l’esame di sei interrogazioni a risposta scritta presentate dal gruppo consiliare "Calcinato in-patto 2.0": si va dall’isola ecologica di via Baratello all’utilizzo e detenzione di materiale pirotecnico, dai guasti alle tubazioni dell’impianto idrico comunale alla situazione dell’Ufficio tecnico, da un sito ambientale nei pressi del canile San Rocco alle condizioni della ex cava Lucetti.
Nella seconda parte dell’assise si esaminerà la “individuazione degli ambiti nei quali avviare i processi di rigenerazione urbana e territoriale”, con l’approvazione del relativo regolamento, e si vareranno gli adempimenti comunali previsti dalle misure di semplificazione e incentivazione per tale rigenerazione. Poi si passeranno in rassegna “gli ambiti del territorio comunale esclusi dal recupero di vani posti al piano terra” tenuto conto delle norme per il recupero dei seminterrati.
In chiusura si discuterà il nuovo Piano di intervento per l'attuazione del diritto allo studio, sarà sottoposta a revisione la serie di partecipazioni del Comune (con individuazione di quelle da alienare) e si esamineranno alcune variazioni al bilancio di previsione per l’anno in corso.

giovedì 16 dicembre 2021

Meno spese militari: un appello da 50 Nobel

La spesa militare, a livello globale, e' raddoppiata dal 2000 ad oggi, arrivando a sfiorare i duemila miliardi di dollari statunitensi all'anno. Inoltre, e' in aumento in tutte le aree del mondo. I singoli governi sono sotto pressione e incrementano la spesa militare per stare al passo con gli altri Paesi. Il meccanismo della controreazione alimenta una corsa agli armamenti in crescita esponenziale, il che equivale a un colossale dispendio di risorse che potrebbero essere utilizzate a scopi migliori.

In passato, la corsa agli armamenti ha spesso condotto a un'unica conseguenza: lo scoppio di guerre sanguinose e devastanti. Noi vogliamo presentare una semplice proposta per l'umanita': che i governi di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite si impegnino ad avviare trattative per una riduzione concordata della spesa militare del 2 per cento ogni anno, per cinque anni.

La nostra proposta si basa su una logica elementare:
- Le nazioni nemiche ridurranno la spesa militare, e cosi' facendo rafforzeranno la sicurezza dei rispettivi Paesi, pur conservando l'equilibrio delle forze e dei deterrenti.
- L'accordo siglato servira' a contenere le ostilita', riducendo il rischio di futuri conflitti.
-  Enormi risorse verranno liberate e rese disponibili, il cosiddetto "dividendo della pace", pari a mille miliardi di dollari statunitensi entro il 2030.
La meta' delle risorse sbloccate da questo accordo verra' convogliata in un fondo globale, sotto la vigilanza delle Nazioni Unite, per far fronte alle istanze piu' pressanti dell'umanita': pandemie, cambiamenti climatici e povertà estrema. L'altra meta' restera' a disposizione dei singoli governi. Cosi' facendo, tutti i Paesi potranno attingere a nuove e ingenti risorse, che in parte si potranno utilizzare per reindirizzare le notevoli capacita' di ricerca dell'industria militare verso scopi pacifici nei settori di massima urgenza.
La storia dimostra che e' possibile siglare accordi per limitare la proliferazione degli armamenti: grazie ai trattati Salt e Start, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica hanno ridotto i loro arsenali nucleari del 90 per cento dagli anni Ottanta ad oggi. I negoziati da noi proposti avranno una buona possibilita' di successo, perche' fondati su un ragionamento logico: ciascun attore sara' in grado di beneficiare dalla riduzione degli arsenali del nemico, e cosi' pure l'intera umanita'. In questo momento, il genere umano si ritrova ad affrontare pericoli e minacce che sara' possibile scongiurare solo tramite la collaborazione. Cerchiamo di collaborare tutti insieme, anziche' combatterci.
1. Hiroshi Amano (Nobel per la fisica)
2. Peter Agre (Nobel per la chimica)
3. David Baltimore (Nobel per la medicina)
4. Barry C. Barish (Nobel per la fisica)
5. Steven Chu (Nobel per la fisica)
6. Robert F. Curl Jr. (Nobel per la chimica)
7. Johann Deisenhofer (Nobel per la chimica)
8. Jacques Dubochet (Nobel per la chimica)
9. Gerhard Ertl (Nobel per la chimica)
10. Joachim Frank (Nobel per la chimica)
11. Sir Andre K. Geim (Nobel per la fisica)
12. Sheldon L. Glashow (Nobel per la fisica)
13. Carol Greider (Nobel per la medicina)
14. Harald zur Hausen (Nobel per la medicina)
15. Dudley R. Herschbach (Nobel per la chimica)
16. Avram Hershko (Nobel per la chimica)
17. Roald Hoffmann (Nobel per la chimica)
18. Robert Huber (Nobel per la chimica)
19. Louis J. Ignarro (Nobel per la medicina)
20. Brian Josephson (Nobel per la fisica)
21. Takaaki Kajita (Nobel per la fisica)
22. Tawakkol Karman (Nobel per la pace)
23. Brian K. Kobilka (Nobel per la chimica)
24. Roger D. Kornberg (Nobel per la chimica)
25. Yuan T. Lee (Nobel per la chimica)
26. John C. Mather (Nobel per la fisica)
27. Eric S. Maskin (Nobel per l'economia)
28. May-Britt Moser (Nobel per la medicina)
29. Edvard I. Moser (Nobel per la medicina)
30. Erwin Neher (Nobel per la medicina)
31. Sir Paul Nurse (Nobel per la medicina e presidente emerito della Royal Society)
32. Giorgio Parisi (Nobel per la fisica)
33. Jim Peebles (Nobel per la fisica)
34. Sir Roger Penrose (Nobel per la fisica)
35. Edmund S. Phelps (Nobel per l'economia)
36. John C. Polanyi (Nobel per la chimica)
37. H. David Politzer (Nobel per la fisica)
38. Sir Venki Ramakrishnan (Nobel per la chimica e presidente emerito della Royal Society)
39. Sir Peter Ratcliffe (Nobel per la medicina)
40. Sir Richard J. Roberts (Nobel per la medicina)
41. Michael Rosbash (Nobel per la medicina)
42. Carlo Rubbia (Nobel per la fisica)
43. Randy W. Schekman (Nobel per la medicina)
44. Gregg Semenza (Nobel per la medicina)
45. Robert J. Shiller (Nobel per l'economia)
46. Stephen Smale (Medaglia Fields per la matematica)
47. Sir Fraser Stoddart (Nobel per la chimica)
48. Horst L. Stoermer (Nobel per la fisica)
49. Thomas C. Suedhof (Nobel per la medicina)
50. Jack W. Szostak (Nobel per la medicina)
51. Olga Tokarczuk (Nobel per la letteratura)
52. Srinivasa S. R. Varadhan (Premio Abel per la matematica)
53. Sir John E. Walker (Nobel per la chimica)
54. Torsten Wiesel (Nobel per la medicina)
55. Roberto Antonelli (Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei)
56. Patrick Flandrin (Presidente dell'Academie des Sciences, Francia)
57. Mohamed H.A. Hassan (Presidente della World Academy of Sciences)
58. Annibale Mottana (Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei)
59. Anton Zeilinger (Presidente dell'Academy of Sciences, Austria)
60. Carlo Rovelli and Matteo Smerlak, organizzatori.

mercoledì 15 dicembre 2021

"... e Pinelli cascò".

Oggi, come quel 15 dicembre del '69, non dimenticare significa sapere perché.
Perché la strage.
Perché gli anarchici.
Perché Pinelli.
Perché Valpreda.
Perché oggi è come allora.
Perché la strage ha cambiato volto, ma è ancora con noi: nel lavoro sfruttato, in fondo al mare, alle frontiere di muri e filo spinato, nell’aria marcia che respiriamo, nella sanità svenduta al profitto.

domenica 5 dicembre 2021

SCIOGLIERE SUBITO LE ORGANIZZAZIONI NEOFASCISTE

APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Prima che sia troppo tardi. L'assalto alla sede nazionale della Cgil avvenuto il 9 ottobre 2021 e l'aggressione al pronto soccorso del Policlinico, preceduti da gravi atti riguardanti le sedi periferiche della Cisl e della Uil ci portano a porle un tema, che risulta oramai improcrastinabile: lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste come previsto dalla XII Disposizione finale della Costituzione e prescritto dalla legge Scelba del 1952.

Lo scioglimento è da anni richiesto da un vasto arco di forze, ad oggi senza risultato.

Siamo altresì allarmati dai ripetuti attacchi alla libertà di informazione che sono giunti fino all'aggressione a coloro che esercitano il diritto di cronaca.

Chiediamo il massimo impegno da parte del governo e di tutte le istituzioni della Repubblica, per contrastare fermamente la deriva a cui stiamo assistendo in Italia ed in Europa, dove proliferano movimenti di chiaro stampo fascista, nazista, antisemita, nazionalista e xenofobo. Pensiamo che la nostra azione debba andare a stimolare l'Unione Europea nelle azioni di contrasto più efficaci contro questi comportamenti che tentano di minare alla base i consessi democratici dei singoli Paesi.

Dopo il 9 ottobre Lei ha annunciato la costituzione di un gruppo di studio sulla tematica dello scioglimento delle organizzazioni neofasciste. Non siamo a conoscenza del lavoro svolto da tale gruppo, ma ci teniamo a sottolineare la cristallina chiarezza del secondo comma dell'art. 3 della legge Scelba ove, in merito a tali organizzazioni, si afferma che nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo deve adottare il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge.

Peraltro Camera e Senato nella seconda metà di ottobre hanno approvato due analoghe mozioni in cui si richiede lo scioglimento.

Siamo certi di trovare in Lei un sostenitore, attento e sensibile ai valori dell'antifascismo. Siamo però allarmati, visto il grave disagio sociale che attraversa il Paese, dall'aumento della povertà, economica, educativa, abitativa, dalle opportunità di lavoro troppo sporadiche rispetto alle legittime aspirazioni dei giovani e più in generale dei cittadini tutti: quando le persone si sentono sole, senza risposte sui temi caldi della vita di tutti i giorni, possono essere preda degli slogan vuoti e semplicistici; siamo allarmati dalla spavalda arroganza, dalla violenza verbale e materiale dei gruppi neofascisti. Servono risposte che aiutino le persone a sentirsi parte integrante della società, a sentirsi incluse. La democrazia è sorgente di libertà, solidarietà, eguaglianza. E la storia dimostra che la democrazia si conquista ogni giorno ed “insieme”: non è mai conquistata una volta per tutte. La democrazia sarà più forte se si difende sia attraverso la conoscenza, la cultura, la formazione, sia con la rigorosa applicazione della Costituzione e delle sue leggi di attuazione.

Per queste ragioni Le rivolgiamo un accorato appello: il governo proceda immediatamente allo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste ed avvii contestualmente una forte politica di contrasto ai nazismi, ai fascismi ed ai razzismi.

Prima che sia troppo tardi.

ANPI • ACLI • ANED • ANPPIA • ARCI • Articolo 1 • Articolo 21 • ARS • CGIL • CISL • Comitati Dossetti • CDC • CUS • Federazione dei Verdi • FIAP • FIVL • Fondazione CVL • Istituto Alcide Cervi • Legambiente • Libera • Libertà e Giustizia • M5S • PD • PRC • Rete della Conoscenza • 6000sardine • Sinistra Italiana • UIL • UDU

1 dicembre 2021

venerdì 3 dicembre 2021

Fogliazza stasera è a Desenzano

Stasera alle ore 21 sarà all’Auditorium Celesti di Desenzano del Garda l'Anpi propone l'appuntamento con l’attore Gianluca Foglia, detto Fogliazza, che presenterà lo spettacolo “Officine Libertà. L'onda della Madonnina”, atto unico concepito come una narrazione per immagini disegnate dal vivo con musica e voce. La storia racconta il grande sciopero dei tranvieri di Milano che nel marzo del 1944 travolse la città come un'onda, segnando l'inizio della rivolta contro l'occupazione nazifascista. L’ingresso è gratuito.

lunedì 22 novembre 2021

Salutiamo il compagno Paolo Pietrangeli con la tristezza in cuor



Era relativamente giovane essendo nato nel 1945. Il suo nome, e soprattutto la sua voce, resterà per sempre legato a Contessa, il canto di guerra che si intonava spesso nei cortei degli anni Settanta. In realtà Pietrangeli ha scritto tante altre belle canzoni e ha rappresentato una testimonianza civile non secondaria nella nostra musica d'autore. Poi negli anni Novanta era andato a fare il regista al Maurizio Costanzo Show, nella tana del nemico. Mi viene da sorridere a usare parole come nemico, nel momento in cui uno che c'era muore. Così alla fine, come è giusto che sia, svaniscono torti e ragioni e rimangono soltanto le cose belle, i ricordi che ci rappresentano e che, nonostante tutto, continueranno a unirci. (g.m.)

sabato 20 novembre 2021

Salviamo gli alberi: un dialogo fra nonno e nipote raccolto per le strade di Calcinato (parte 3)

Nipote - Ciao, nonno!

Nonno - Ciao, Giosuè!

Nipote - Quando arrivano gli alberi?

Nonno - Non lo so!

Nipote - Non lo so non è una risposta, Sai cosa mi succede se io rispondo cosi quando vengo interrogato dalla maestra? Mi chiede il diario per scrivere una nota che dovrò riportare firmata dai miei genitori.

Nonno - Hai ragione Giosuè, non è una risposta; purtroppo la politica è la burocrazia richiedono tempi lunghi, troppo lunghi.

Nipote - Ha ragione la Greta, tanti bla, bla, bla e pochi fatti.

Nonno - Tu cosa ne sai della Greta?

Nipote - L’ho vista al tg l’altra sera. È forte e dice le cose giuste, ha accusato i capi di governo di tutto il mondo di non pensare al futuro della terra, al nostro futuro.

Nonno - Sì, hai ragione: non hanno avuto il coraggio di guardare in faccia la realtà, il pianeta rischia sconvolgimenti devastanti e a pagare il prezzo della loro incapacità saranno le giovani generazioni.

Nipote - Torniamo ai nostri alberi. Ma tu sai quanti ne sono stati tagliati lungo la via Santa Maria e per le altre vie?

Nonno - No, non lo so!

Nipote - Anch'io non lo so; dobbiamo muoverci!!! Vuoi venire con me a contare gli alberi che si sono ammalati e sono stati tagliati?

Nonno - Va bene. Cammineremo insieme per le vie, faremo un elenco completo e poi lo invieremo al Sindaco chiedendo che vengano ripiantati.

Nipote - Grazie, nonno!

giovedì 18 novembre 2021

Alla ricerca del Bene Comune

Considerando con preoccupazione l’assedio della pandemia che perdura tuttora, l'inarrestabile degrado dell’ambiente in cui viviamo, i disagi creati dai lavori per il Tav che in paese avanzano a spron battuto, la povertà incalzante che dalle nostre parti colpisce ormai una famiglia su quattro, il disorientamento delle nuove generazioni da tempo ormai allo sbando e senza diritti in una società incapace di comprenderle e valorizzarne le potenzialità, il degrado antropologico nel deserto culturale che stiamo penosamente attraversando, ci interroghiamo su quale possa essere il ruolo del nostro movimento in una nuova prospettiva che assomma sfide vecchie e nuove ed è quindi tutta da ricostruire.
Consapevoli che decine di occhi vedono più e meglio della mezza dozzina che si trova ogni tanto a riflettere in piazza sul da farsi, siamo gentilmente a chiedervi lo sforzo di unire le nostre capacità, esperienze e visioni per affrontare insieme le molteplici difficoltà attuali e costruire un territorio e un tempo per lo meno decenti, come ci dicemmo quando nascemmo quasi 40 anni fa.
Proviamo a raccogliere le idee chiedendovi di rispondere via mail entro il 31 dicembre 2021 a un questionario sul nostro Comune:
1) Emergenze ambientali: quali campagne e interlocuzioni intraprendere?
2) Verde pubblico, i parchi, le attrezzature sportive e i luoghi per lo sport: come migliorare l’esistente? che cosa manca?
3) Cultura, Biblioteca, scuole: come migliorare l’esistente? che cosa manca?
4) Servizi comunali, costi e modalità di accesso: sono ottimali e equamente distribuiti? come migliorarli?
5) Giovani: difficoltà di apprendimento, interazione orizzontale e verticale, violenza, vandalismo: che fare?
6) Sicurezza e controllo del territorio: come migliorare l’esistente? che cosa manca?
7) Comunicazione interna: blog, facebook, WhatsApp. Ci date i vostri contatti, per cortesia?
8) Altre idee o suggerimenti?
Attendiamo le vostre riflessioni con fiducia.


mercoledì 17 novembre 2021

Contributi economici del Comune a chi ne ha bisogno

A sostegno della cittadinanza duramente colpita dalla emergenza da Covid-19, a Calcinato il Comune ha emesso un nuovo bando per l'erogazione di buoni alimentari a sostegno delle famiglie, di contributi economici straordinari al fine del pagamento delle utenze domestiche e per il mantenimento della abitazione in locazione.
Per presentare la domanda le famiglie devono essere residenti nel comune e avere un Isee non superiore ai 15 mila euro. Per i buoni alimentari costituisce un criterio preferenziale per la concessione del contributo il verificarsi di una o più condizioni collegate alla crisi dell’emergenza sanitaria. Per ricevere il pagamento delle utenze, le famiglie devono naturalmente essere titolari di utenze di energia elettrica, acqua, gas e Tari per l’abitazione di residenza e il contributo non potrà superare gli 800 euro, a fronte di condizioni collegabili alla pandemia. Il pagamento dell’affitto invece è per le famiglie residenti sul territorio da almeno un anno nell’alloggio per cui presentano la domanda e i richiedenti non devono essere sottoposti a procedure di rilascio dell’abitazione, né essere proprietari di alloggio, né avere una eventuale morosità accertata.
Per accedere ai fondi stanziati per questi obiettivi è possibile presentare domanda in municipio entro venerdì 26 novembre, esclusivamente tramite mail all’indirizzo bandi.sociali@comune.calcinato.bs.it. Informazioni e ragguagli si possono acquisire telefonando all’ufficio dei servizi sociali del Comune allo 030 9989221.

venerdì 12 novembre 2021

Per un'Italia senza atomiche

Si intensifica la mobilitazione della Campagna “Italia, ripensaci” a sostegno del Trattato di proibizione delle armi nucleari. I pacifisti ora hanno inviato a tutti i parlamentari lettere personali con tre proposte concrete per sollecitare passi concreti in favore del disarmo atomico.
Al centro delle richieste ci sono l’adesione all’Ican Parliamentary Pledge (l'intergruppo a sostegno dell'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Premio Nobel per la Pace 2017), la discussione in Parlamento di un documento sul tema e la richiesta al Governo affinché l’Italia partecipi come Stato osservatore alla prima Conferenza degli Stati aderenti al Trattato, in programma a Vienna nel marzo 2022.
Sono oltre 13 mila le testate in tutto il mondo, di cui 2 mila in stato di massima allerta operativa, cioè pronte all’uso. Questa evidenza spinge anche la società civile italiana a lavorare insieme agli hibakusha (i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki) e a tutte le persone che hanno subìto le conseguenze dei test nucleari, per evitare l’uso futuro di queste armi mettendole al bando, con l’obiettivo del loro smantellamento totale e la messa in atto di un sistema fondato su strumenti di verifica e controllo internazionali.
Durante la XVII legislatura oltre 240 eletti avevano aderito all’Ican Parliamentary Pledge. E' ora giunto il momento che anche deputati e senatori della XVIII legislatura facciano sentire la propria voce. Il passo successivo riguarderà la presentazione di un documento che riprenda la mozione – la prima di un Parlamento di un Paese Nato – approvata alla Camera dei Deputati nel settembre 2017 e che già impegnava il Governo a 'perseguire l’obiettivo di un mondo privo di armi nucleari, attraverso un approccio progressivo e inclusivo al disarmo, valutando la possibilità di aderire al trattato giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti alla loro totale eliminazione'.
La partecipazione del Governo italiano come osservatore alla Conferenza di Vienna – secondo i pacifisti – tradurrebbe in un gesto di alto profilo la volontà di centinaia fra Comuni e Province che negli ultimi anni hanno approvato documenti e mozioni a sostegno del disarmo nucleare”.

giovedì 11 novembre 2021

Stasera Giorgio Mora è all'Auditorium Bertini

Stasera alle ore 20.30 all'Auditorium Bertini a Calcinato lo scrittore Giorgio Mora presenta il suo ultimo libro, “Irregolari” (111 pagine, 10 euro), una raccolta di folgoranti racconti da un immaginario – ma poi non tanto - villaggio di nome Belpianto.
In queste pagine scorrono in rapida rassegna le biografie di dieci personaggi inserite nelle vicende di questo strampalato paesino di trecento abitanti, figure che non vengono classificate dalla visione comune come normali perché, a differenza della maggioranza, presentano anomalie, disabilità, menomazioni fisiche oppure peculiari percorsi o accadimenti procurati o subiti.
A unirle nella sventura è una insistita incapacità di comunicare con i propri vicini. Le loro storie si fondono, confondono e rifondano, in giochi di rimandi, incastri, specchi, abilmente orchestrati da un arguto io narrante che riannoda i fili dei loro tormenti, debolezze e virtù, quasi se ne stesse a cavalcioni su una seriola derivata direttamente dal celebre Spoon River.
Di una leggerezza venata di sottile ironia, la prosa di Mora scorre briosa e avvincente, in un corpo a corpo con le sempiterne domande esistenziali che rendon la vita degna di essere vissuta per ciascuno di noi, in attesa di finire - un morto fra i tanti - sul cimitero che giace da sempre in collina. Impreziosisce l’opera la copertina disegnata dall’artista Cecilia Capuana.
A dialogare con l’autore ci sarà Milde Caffetto. Negli intervalli fra le letture di passi sparsi del testo, si esibirà il cantautore Giuseppe Scapellato.

martedì 9 novembre 2021

Ancora fuoco alla Specialrifiuti

Terzo incendio in sei anni alla Specialrifiuti di Calcinato, l'azienda che raccoglie rifiuti speciali ed è situata nella zona sud di Calcinatello al confine con Vighizzolo.
Ieri sera tardi, poco dopo le 23, hanno preso fuoco i depositi di scarti dietro il capannone. In poco tempo sono andate in fiamme tonnellate di rifiuti, analogamente a quanto era accaduto nei roghi verificatisi nel 2015 e nel 2017.
Poco prima della mezzanotte sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato tutta la notte riuscendo a spegnere il rogo dopo sei ore. Non si conoscono le cause dell’incendio ma è assai improbabile possa trattarsi di autocombustione.
Questa frequenza di incendi all'interno del sito solleva inquietanti interrogativi sugli standard di sicurezza nei processi di lavorazione dell’azienda.
Stamattina una nota congiunta di Sos Terra, Comitato Cittadini e Ambiente Futuro Lombardia stigmatizza l'episodio come "l'ennesimo problema ambientale sul territorio calcinatese di una lista che lascia oramai i cittadini locali (e non solo) allibiti sempre di più ogni giorno", esprimendo preoccupazione per "la presenza di discariche  vecchie e nuove, e quindi rifiuti autorizzati tombati sia sul territorio di Calcinatello sia a Vighizzolo (ricordiamo che Specialrifiuti si trova al confine delle due frazioni)".
"Dopo 20 anni di problematiche legate ai miasmi per arrivare a maggio a scoprire della questione dei fanghi tossici, non poteva mancare l'ennesimo incendio (il terzo per la Specialrifiuti, ma non dimentichiamo i casi di Greeen Up ex Faeco)" osservano gli ambientalisti.
"Da quanto abbiamo letto e appreso dalle prime notizie ci lasciano senza parole alcune questioni: il silenzio (come sempre) assordante degli amministratori di Calcinato,  l'arroganza di chi ha deciso di non chiamare Arpa nonostante l'azienda tratti rifiuti anche speciali, la stanchezza di una cittadinanza davvero... stanca".

sabato 6 novembre 2021

Salviamo gli alberi: un dialogo fra nonno e nipote raccolto per le strade di Calcinato (parte 2)

Nipote - Nonnooo! 

Nonno - Giosuè non urlare sono qui. 

Nipote - Sono strafelice!!! Ma hai sentito cosa ha detto Mario al telegiornale? 

Nonno - Quale Mario? 

Nipote - Mario Draghi, il capo del governo. Ha detto che vuole piantare un miliardo di alberi! Ma quanti sono un miliardo di alberi? Quando arriveranno? Ma il sindaco lo sa? Dove li pianteremo? 

Nonno - Piano Giosuè, una cosa alla volta. Prima devono approvare la legge, poi pubblicare la gara per la fornitura delle piante e poi inviarle in tutta Italia. 

Nipote - Ho capito, forse è meglio andare a comprare i semi. 

Nonno - Ma come, non ti fidi del Mario? 

Nipote - Sì, ma i politici la fanno troppo lunga, rischiamo di soffocare prima di vedere un miglioramento del clima e  dell'aria che respiriamo.

Nonno - Giosuè, che cosa possiamo fare per farli arrivare alla svelta? 

Nipote - Gli scriviamo una lettera per chiedere quando arriveranno a Calcinato?

venerdì 5 novembre 2021

Ancora problemi di viabilità in via Berlinguer

Ancora problemi di viabilità in via Berlinguer, la strada interna fra Ponte San Marco e Calcinato che da qualche tempo, a causa dei lavori per le opere accessorie alla nuova linea ferroviaria per il passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, si è trovata a diventare la principale arteria di collegamento della frazione con il capoluogo, con la chiusura di un tratto di via Stazione.
Una ennesima, "ulteriore richiesta di azioni tangibili a prevenzione della sicurezza stradale" è stata inoltrata in municipio mercoledì 3 novembre da Rosario Fiorentino, dopo un confronto verbale fra i residenti che si appellano alla petizione depositata il 26 gennaio scorso con ben 142 firme: destinatari l'assessore all’Urbanistica Mirco Cinquetti e il sindaco Nicoletta Maestri.
"A seguito dell’ultima modifica provvisoria della viabilità - scrive Fiorentino - la pericolosità causata dell’eccessiva velocità dei conducenti di autoveicoli e ciclomotori che la percorrono non è mai venuta meno e non sembra essersi palesata l’applicazione di alcuna azione concreta a tutela della vita umana per prevenire o dissuadere tale violazione normata dall’articolo 142 del Codice della Strada".
Sperando "prima del termine dei lavori non si debba assistere a spiacevoli episodi di cronaca - sottolinea - la cittadinanza residente non intende continuare ad assistere indifesa a un 'circuito di corse' e si appella agli organi competenti per trovare adeguate soluzioni già richieste con la petizione".
Poi ribadisce che "la zona in questione è caratterizzata principalmente dalla costante presenza di pedoni in quanto zona residenziale con bambini e ragazzi che frequentano la scuola statale o il parco giochi comunale, nonché da altri numerosi pedoni e ciclisti che percorrono l’unica strada di collegamento fra la frazione ed il comune e per raggiungere la pista ciclopedonale costeggiante il fiume Chiese".
Per Fiorentino "non si è dimostrata adeguata la sola impostazione del limite di velocità segnalata dalla cartellonistica stradale e segnaletica orizzontale sulla pavimentazione di una strada che si continua a prestare ad essere attraversata ad alta velocità.
Ancora, sottolinea che "il volume di traffico di questa strada in questi mesi, da collegamento prettamente residenziale è stato modificato in viabilità urbana onde permettere la realizzazione del nuovo cavalcavia sull’autostrada di via Stazione. La conseguenza rilevata è che oltre alla velocità fuori dai limiti di legge ha reso la struttura dissestata con costante sbriciolamento dell’asfalto e rischio di lancio di brecciolino sui pedoni ad opera dei veicoli in corsa".
Infine, secondo lui, "risulta urgente la collocazione di specchi convessi di sicurezza stradale fronte parcheggio nord per permettere l’immissione in strada in totale sicurezza. Per quest’ultima necessità (molto semplice ma non meno importante) si segnala che occorre solo spostare gli specchi messi a dimora in altri punti critici lo scorso gennaio ma che dal mese di luglio non offrono più l’utilità per cui sono stati installati".

giovedì 4 novembre 2021

Esercitazioni Nato nei cieli bresciani: una lettera al Prefetto

Nei giorni scorsi si sono svolte nei cieli della nostra provincia esercitazioni militari della Nato, con l'impiego di aerei adibiti al trasporto di ordigni nucleari che hanno avuto come base l’aeroporto militare di Ghedi. 
Avutane notizia un variegato cartello di associazioni - Acli, Agesci, Azione Cattolica, Cooperativa Cattolico Democratica di Cultura, Missione Oggi, Movimento dei Focolari, Movimento Nonviolento, Pax Christi e Rosa Bianca - ha scritto al Prefetto Attilio Visconti segnalandogli “l'ennesima conferma della presenza di bombe atomiche sul suolo dello Stato italiano e, in particolare, sul territorio provinciale”. 
“Siamo fermamente convinti che non solo l’uso degli ordigni atomici, ma anche il loro possesso sia fortemente immorale” sottolineano questi gruppi. “Inoltre riteniamo che la presenza di ordigni atomici in Italia confligga pesantemente con l'articolo 11 della nostra Costituzione e con il Trattato ONU contro la proliferazione nucleare ratificato dall'Italia il 2 maggio 1975. Le armi nucleari sono armi di distruzione di massa, che nulla hanno a che vedere con la difesa della patria, che avrebbe bisogno di implementare ben altri sistemi di difesa (dal 2017 giace in Parlamento la Proposta di legge di iniziativa popolare per una difesa civile non armata e nonviolenta). Invece, queste reali e gravi emergenze sono pregiudicate anche dall’ingente spreco di risorse economiche destinate alle spese militari. 
I pacifisti ribadiscono “netta contrarietà alla presenza di armi di distruzione di massa ed alle esercitazioni nucleari”, informando il Prefetto che “la società bresciana vede 56 enti locali, 170 associazioni, gruppi, parrocchie, e migliaia di cittadini e cittadine a sostegno della Campagna nazionale che chiede al governo la ratifica del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari; istanza ampiamente condivisa, visto che da un sondaggio YouGov del novembre 2020 l'87% della popolazione è favorevole alla ratifica del Trattato”. 
L’auspicio finale è che “anche attraverso una rivisitazione delle destinazioni economiche del Pnrr prevalgano scelte orientate al bene comune e non agli interessi strategici delle grandi potenze, al servizio delle quali si è posta l’industria bellica”.

mercoledì 3 novembre 2021

Salviamo gli alberi: un dialogo fra nonno e nipote raccolto per le strade di Calcinato (parte 1)

Nipote - Nonno, a che cosa serve questo tubicino nero sul ciglio della strada? 

Nonno - Serve ad irrigare le piante e gli arbusti della siepe. 

Nipote -  Ma io vedo solo il tubo, dove sono le piante e gli arbusti? 

Nonno - Sono morte, bruciate dal sole perché l'acqua non usciva dagli ugelli. 

Nipote - Perché non usciva l'acqua? Non avevano pagato la bolletta? 

Nonno - No, l'acqua arriva dall'acquedotto comunale! Il Sindaco non deve pagare la bolletta, lui appalta il servizio di irrigazione e l'acqua arriva… dovrebbe arrivare! Ma non è arrivata, le piante sono morte. Forse aveva finito i soldi. 

Nipote - Facciamo una colletta per comprare nuovi semi da piantare? E questo albero perché l'hanno tagliato? 

Nonno - Perché si era ammalato ed era diventato un pericolo per le persone che passano sulla strada. 

Nipote - Ma non si poteva curare? 

Nonno - No, non si poteva. A Calcinato non esiste una figura competente e autorizzata che si occupi delle piante e del verde. 

Nipote - E quindi lasceremo morire le piante e gli arbusti che ancora sopravvivono lungo le vie del paese fino alla loro scomparsa? Ma lo sai che la maestra mi ha detto che le piante purificano l'aria perché assorbono l'anidride carbonica? Quando loro saranno scomparse, l'aria diventerà irrespirabile e noi soffocheremo. Anche noi abbiamo il diritto di vivere come te, nonno, di giocare, di studiare, di lavorare con i nostri amici e genitori. Dobbiamo fare qualcosa adesso, prima che sia troppo tardi. Aiutami a dare la sveglia a chi non capisce che, dopo le piante, sarà il turno degli animali, degli uccelli e delle api, e poi toccherà a noi. Io domani ne parlerò con la maestra e i miei amici a scuola tu vai a parlare con tutti: il Sindaco, gli assessori e i giornalisti che conosci.

Nonno - Dài, che insieme possiamo fermare questo disastro!

martedì 2 novembre 2021

Ezzelina Chierico chiede al sindaco di Calcinato di sistemare i marciapiedi di via Gramsci

L’ultima battaglia di Ezzelina Chierico in paese è una petizione popolare per chiedere la sistemazione in pieno centro del “tratto di marciapiede che costeggia il Parco Più in via Gramsci, un pericolo per le persone (specialmente anziane) costrette a camminare in quel tratto di strada”.
La nostra combattiva compagna - insieme a una nutrita pattuglia di anziani cittadini - ha inviato l'istanza al sindaco Nicoletta Maestri, depositandola oggi in municipio.
I firmatari si dicono “del parere che i cittadini di Calcinato debbano essere trattati tutti allo stesso modo, non che per qualcuno si spendano soldi e non ci siano invece pochi spiccioli per asfaltare pochi metri di marciapiede”.
93 anni, Ezzelina è una donna energica e fiera che non ha mai smesso di interessarsi al bene della comunità. Alla vigilia del suo compleanno, ha accettato di ripercorrere il suo singolare itinerario esistenziale.
Figlia dell’ultimo capolega dei contadini prima del fascismo, il padre Giuseppe, perito agrario, era stato vicesindaco e fu poi chiamato a seguire le bonifiche a Maccarese (Rm) fino al ’33. “Là trovò lavoro anche per 60 compaesani: i soldi non mancavano, arrivavano dal regime” ricorda. “Tornammo a Calcinato perché i latifondisti di qui erano scesi a proporgli un incarico come fattore; lo svolse per qualche anno, poi ruppe col padrone per divergenze sull’organizzazione: lui, socialista, chiedeva maggiori investimenti e la riduzione dell’orario di lavoro dei braccianti, ma niente da fare”. 
“Nel ’39 - aggiunge - finimmo ad Aosta dove mio fratello dirigeva una impresa edile che costruiva l’Ospedale Mauriziano e il papà ne diventa il magazziniere”. 
Arriva la guerra ed Ezzelina è di nuovo in paese: “Mi sarebbe piaciuto studiare ragioneria, invece ho lavorato prima in filanda e poi come sarta”. 
Cresciuta fra le storie delle violenze subite dai genitori - “nel ’24 i fascisti tennero mio padre 10 giorni in un pagliaio a botte e olio di ricino perché non voleva consegnare la bandiera socialista e lo mollarono solo quando la mamma comprò un drappo rosso e lo diede a quella gentaglia ignorante” - nel ‘46 è fra le prime calcinatesi a iscriversi al Partito comunista: “ero addetta al tesseramento femminile e alla distribuzione della stampa”. 
Quattro anni dopo si sposta a Milano. “Trovai impiego nella sartoria di alta moda che c’era in Piazza Duomo sopra Galtrucco” racconta. “Ci rimasi fino al ‘55, quando sposai Gianfranco De Pedrini, impiegato in Rai, e continuai a confezionare abiti per la sartoria, ma da casa”. Dal matrimonio nasceranno le figlie Tiziana e Alessandra. 
Tornata con la famiglia nel ’70, partecipa come genitore ai primi organi collegiali a scuola, impegnandosi poi nella Commissione comunale dei servizi scolastici. “Conosco bene quel mondo: ho lavorato anche come economa alla scuola materna sperimentale di Calcinatello, prima come volontaria poi come dipendente”. 
Dall’80 al ’90 siede nel consiglio di amministrazione della Casa di Riposo. Alla fine degli anni ’70 è eletta segretaria del Pci locale e ne resta poi dirigente fino allo scioglimento nel ‘91. In seguito è a lungo capolega dello Spi-Cgil, sindacato che tuttora rappresenta nella Consulta degli Esperti in Casa di Riposo. 
“Per il resto leggo, lavoro a maglia, gioco a carte con le amiche, quando mi serve guido l’auto” conclude Ezzelina, con gli occhi brillanti della luce e degli ideali della sua giovinezza.

lunedì 1 novembre 2021

4 Novembre: non festa, ma lutto

La data del 4 novembre viene celebrata con continuità dal fascismo fino ad oggi, per richiamare l'unità dell'Italia sotto il segno della guerra e dell'esercito. "Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate" nell'anniversario della fine di un tragico conflitto che costò al nostro paese un milione e duecentomila morti (600.000 civili e 600.000 militari): per la prima volta nella storia a morire a causa della guerra non furono solo i militari al fronte, ma in pari numero i civili vittime di bombardamenti o di stenti, malattie, epidemie causate dalla guerra stessa.
Vogliamo ricordare e onorare quei morti rinnovando l'impegno contro ogni guerra e la sua preparazione, dunque contro le guerre di oggi, contro le armi costruite per le guerre di domani. Solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise.
Meno armi più salute, ridurre drasticamente le spese militari e devolvere i fondi a sanità, assistenza, ricerca e servizi pubblici.
Per questo chiediamo una drastica riduzione delle spese militari che gravano sul bilancio dello stato italiano.
Per questo sosteniamo la richiesta che l'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la messa al bando delle armi nucleari.
Per questo sosteniamo la Campagna "Un'altra difesa è possibile", che prevede l'istituzione di un Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.
Pace, disarmo, smilitarizzazione. Tutela della salute di tutte e tutti.
Proponiamo che il 4 novembre (nel rispetto delle norme per il contenimento della pandemia) si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente.
Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.
Ed occorre che si svolgano nel modo più austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.
Ovviamente prima e dopo è possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perché le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perché convocano ogni persona di retto sentire e di volontà buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi.
A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.
Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.
Per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani.

sabato 30 ottobre 2021

Promemoria

Un figlio del secolo come me, senza nome né persona, ha visto gli alberi appassire, ha visto il cielo svanire e il mare annerire, ha visto i muri bianchi sporcarsi di catrame e porte scardinate dalle cerniere, ha visto gli orizzonti sgretolarsi e le pianure invase da lamiere di ferro arrugginite, ha visto eserciti bruciare la terra e bambini carbonizzati nei fossi, ha visto donne piangenti e vecchi in fuga, ha visto cose crescergli intorno piano piano, senza capire mai che cosa stava succedendo, riuscendo soltanto a capire, ogni volta che capiva, che certamente era troppo tardi per aver capito, riuscendo caso mai a capire che ogni proposta sarebbe stata distrutta e ogni tentativo sarebbe stato soffocato, che ogni ferita sarebbe rimasta aperta: che ogni morte sarebbe rimasta oscura. 
Un figlio del secolo come me, forse, ha finito per capire soltanto queste cose; capire, forse, che i destini hanno perduto l’antica misura e l’antica forma, non hanno più né misura né forma e i poteri non hanno più nome né faccia, forse perché in questo sacro diritto al possesso, in questa globale corsa alla sopravvivenza, perduti a correre comunque e dovunque tra sterpi e paludi, autostrade e piazze, immagini e suoni, parole e richiamo, allettamenti e disfatte, anche le mete hanno perso la loro figura, sono coperte di nebbia. 
Ettore Sottsass

venerdì 29 ottobre 2021

Milite Ignoto: una lettera

"Io sono il Milite Ignoto, e salterei giù dalla grande dentiera in cui mi hanno sepolto a Roma, e gliene direi (non darei) quattro!
Sono diventato nonviolento, con quello che ho visto! E gli farei capire che ci offendono due volte, noi ammazzati e offesi dalla guerra che questi signori ignoranti esaltano! I sapienti siamo noi, vittime del militarismo! I patrioti del mondo siamo noi!
Alcuni di noi hanno preferito morire piuttosto che uccidere. Ci sono anche quelli ammazzati dai nostri stessi capi. Fate per loro un monumento più bello e più serio di questo mio.
Altro che Ignoto! Ora mi conoscete bene, e io conosco voi, perché conosco la guerra, e le mentalità che mi hanno spedito al fronte e dentro questa tomba superba.
Quel re a cavallo sopra di me mi ascolti, e chiami qui alla mia scuola tutti i governanti e i comandanti del mondo! Ignoto a voi, sì, ma non ignorante! Mi fate compassione!
Firmato con una croce IL MILITE IGNOTO, perché non mi avevate dato la scuola, ma il fucile e la guerra!"
Enrico Peyretti

giovedì 28 ottobre 2021

Milite Ignoto: il monumento che vorremmo



A tutti i ragazzi che son partiti con lo zaino in spalla
nella nebbia d’un mattino d’aprile
vorrei fare il monumento
a tutti i ragazzi che hanno pianto con lo zaino in spalla
gli occhi bassi sulla tristezza
vorrei fare il monumento.

Non di marmo, né di cemento, né di bronzo
che si fa verde sotto il morso acuto del tempo
un monumento del loro dolore
un monumento del loro terrore
e del loro stupore.

Ecco il mondo profumato, pieno di risa
pieno di uccelli blu, di colpo cancellato
da uno sparo
un mondo nuovo dove sotto un corpo che cade
s’apre una macchia di sangue.

Ma a tutti quelli che son rimasti coi piedi al caldo
nei loro uffici a calcolare
i profitti della guerra che hanno voluto
a tutti i grossolani, a tutti i cornuti che trascinano la pancia nella via
e contano, contano quei soldi.
A tutti quelli innalzerei il monumento adatto a loro
con le parole che incolleranno alle loro rughe
ai loro doppi menti
un marchio di vergogna e di fango.

Boris Vian, 1954

mercoledì 27 ottobre 2021

Milite Ignoto: venerdì a Calcinato la cittadinanza onoraria in consiglio comunale

Apprendiamo oggi che venerdì 29 ottobre alle ore 20.30 in municipio a Calcinato il consiglio comunale conferirà la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, anonimo soldato morto nella carneficina della prima guerra mondiale, al quale giovedì 4 novembre nel Parco delle Rimembranze sarà anche intitolato un monumento commemorativo.
Come ampiamente documentato dalla storiografia, il 4 novembre di cento anni fa la tomba di quel povero caduto fu inaugurata all'Altare della Patria, dopo la traslazione da Aquileia dei suoi resti con uno speciale viaggio in treno che attraversò diverse città italiane.
Legata alla retorica militarista e nazionalista, fu quella una delle tappe fondamentali dell'ascesa del fascismo, che nel giro di un anno avrebbe preso il potere: il Milite Ignoto divenne poi uno dei simboli principali della propaganda del regime.

lunedì 25 ottobre 2021

Milite Ignoto: una preziosa testimonianza

Cinquant'anni fa, in compagnia di mia nonna e dei miei genitori, andai a visitare il sacrario/ossario di Castel Dante a Rovereto. Mia nonna, classe 1896, è stata sposa a diciott'anni e vedova a venti con due bambine piccolissime da accudire. Il marito, mio nonno Lorenzo, impresario edile con un’impresa già ben avviata, viene spedito in guerra a causa dei balordi guerrafondai, tanto simili a quelli ancora attuali della nostra società contemporanea, che dovevano vendere armi ad ogni costo. 

L’Italia, in cambio della neutralità, avrebbe ricevuto dall'Austria, il tanto desiderato ed agognato Trentino (… e questa tesi la conoscono anche i sassi del Piave), ma ciò non avrebbe comportato un enorme macello di uomini, persone e, alla fine, anche ragazzi. Perciò l’Italia entra in guerra un anno dopo; mio nonno viene ferito una prima volta, ritornato al fronte dopo una breve licenza sanitaria, è mandato a Borgo Tirolo dove è in corso una guerra di posizione: gli italiani da una parte, il “nemico” di fronte. 

A questo punto non è possibile non citare l’episodio struggente della vigilia di Natale del 1914, anche se l’Italia in quel momento era ancora neutrale. In prossimità del 25 dicembre, soldati tedeschi e britannici, abbarbicati nelle proprie posizioni, iniziarono uno scambio reciproco di auguri, di canzoni natalizie cantate da dietro le linee, nelle trincee, da parte degli opposti schieramenti, fino a che i militari, uscendo dai ripari non fraternizzarono, scambiandosi piccoli doni e addirittura iniziarono a giocare a calcio. 

Meno di due anni dopo, mio nonno, nel giugno del 1916 venne colpito a morte e sepolto a nord della chiesetta di Sant’Osvaldo a Borgo Tirolo (come si chiamava prima della guerra mondiale, Borgo Valsugana dopo). Nel 1917 la Segreteria di Stato Vaticana comunica a mia nonna che suo marito è deceduto in combattimento ed il luogo della tumulazione; la Croce Rossa Italiana, attraverso i Regi Carabinieri di Rezzato, fa avere la piastrina di riconoscimento del nonno Lorenzo al bisnonno Giacomo. D’accordo che i carabinieri fanno parte del Ministero della Difesa, ma comunque, quest’ultimo, né tanto meno lo Stato Italiano, hanno avuto la decenza di comunicare alla famiglia che Agliardi Lorenzo era stato ammazzato. Tornando a Rovereto apprendo che tutti i militari sepolti nei vari cimiteri di paese, o in cimiteri appositamente creati per accogliere le spoglie dei combattenti mondiali sono stati traslati e sepolti qui, nell'ossario. Consultati gli elenchi scopro che il nome di mio nonno non si trova, quindi dove sarà? Certo se gli hai tolto la piastrina di riconoscimento e l’hai spedita a casa alla moglie, il soldato sepolto e ritrovato, risulta ignoto. O no? Anni dopo, il ministero della Difesa, su mia richiesta risponde che: “… all'atto delle esumazioni molti resti non furono identificati per assoluta mancanza di elementi idonei al riconoscimento e collocati fra gli ignoti del Sacrario”. Ciò non dirime il dubbio che mio nonno possa essere il milite ignoto, ma questa è un’altra storia. 

Celebrare un “milite ignoto” a ricordo dei milioni di operai, contadini, poveri cristi e proletari in genere che sono stati ammazzati ed immolati sull'altare del capitale è pietas; far assurgere a mito un soldato morto per scagionare e giustificare le nefandezze che sono state commesse prima dello scoppio della guerra mondiale e dopo la fine della stessa per elevare a leggenda la più becera retorica militarista è quanto di più vergognoso si possa immaginare. 

Apprendo con sgomento che il nostro sindaco/la nostra sindaco/la nostra sindaca ha dichiarato, intervistata da una radio locale, che il Comune di Calcinato conferirà la cittadinanza onoraria al milite ignoto. Sono basito, ma neanche troppo. 

Concedere la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto è antistorico, fuori da ogni raziocinio. Personalmente, se mi è umilmente consentito proporrei, per una cosciente e responsabile cittadinanza onoraria, il nome di Franz Jägerstätter, per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta di un contadino cattolico austriaco che rifiutando di indossare la divisa hitleriana, fece la sua obiezione di coscienza e scelse di morire piuttosto di prestare il servizio militare nell'esercito tedesco e di uccidere barbaramente. Nel 2007, sotto il pontificato di Benedetto XVI, Franz venne proclamato beato, un esempio encomiabile di disobbedienza civile contro la barbarie del militarismo e di tutti i fascismi. Persone come Jägerstätter hanno il diritto sacrosanto di essere citate e innalzate ad esempio, nel caso specifico innalzate agli onori degli altari e non a quell'abominio di altare della Patria romano, con tutta la retorica ignorante che sta alle spalle, e che ancora oggi, nel terzo millennio, perdura e dove si mascherano, bluffando, azioni di morte e di offesa per missioni di pace e fratellanza.

Giulio Botticini

Milite Ignoto: che ne pensavano gli anarchici

«Per volontà del governo, della casta militare l'ignoto milite che viene dal popolo non ha ricevuto l'omaggio dal popolo. Grandi ufficiali, nobiloni, arricchiti di guerra hanno imposto che la cerimonia per le onoranze si svolgesse nella loro intimità. [...] I partiti popolari non hanno partecipato a quest'ultimo dramma della guerra spaventosa, mentre fascisti, nazionalisti e altri simili si sono contesi chi forse proveniva dalle nostre file, l'anonimo sul quale han voluto tentare l'ultima speculazione, l'ultimo oltraggio.»
(da “Umanità Nova”, 6 novembre 1921)

domenica 24 ottobre 2021

Milite Ignoto: un manifesto repubblicano

«Possono con cuore sincero glorificare il Milite Ignoto i rappresentanti del militarismo italiano che sulla gloria popolare fanno la più sporca speculazione a beneficio della casta militare; possono glorificarlo i rappresentanti di quel nazionalismo che sogna ancora e armati e guerre e conquiste? No. [...] Perciò la gioventù repubblicana, dalle cui file, volontario, forse uscì l'ignoto che si glorifica e certo uscirono mille ignoti, non si unisce al chiasso che disturba l'austerità del rito.»
(testo trascritto in “Umanità Nova”, 6 novembre 1921)

sabato 23 ottobre 2021

Milite Ignoto: un altro po’ di storia

Sempre su Wikipedia leggiamo queste interessanti noterelle:
“Nel 1922, un anno dopo la traslazione della salma, il Partito Fascista assunse il Milite Ignoto come proprio simbolo, sia tramite un corteo al termine della marcia su Roma sia durante le celebrazioni del 4 novembre con Mussolini appena nominato Presidente del Consiglio.
«Il Presidente del Consiglio ha condotto oggi i ministri ed il popolo di Roma all'Altare della Patria. Erano al suo fianco il generale Diaz e l'ammiraglio Thaon di Revel, i due alti rappresentanti dell'Esercito e della Marina che nell'infausto biennio antinazionale erano stati messi in disparte mentre a rappresentanti della Nazione si accoglievano i varii Misiano. [...] La lotta, perdurata durante sette anni tra lo spirito nazionale e la congiura disfattista antinazionale, ha avuto oggi un sacro epilogo con un rito che celebrava sul Campidoglio la congiunzione spirituale tra i soldati che morirono per la Vittoria e la Nazione che vuole difendere la Vittoria.»
Anche il nome della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, formata nel 1923, appare richiamarsi al Milite Ignoto: «Pensando a tempi lontani, quando la nostra generazione sarà scomparsa, il Milite Ignoto sarà creduto Milite della Milizia attuale e la nascita della Milizia automaticamente retrodatata per lo meno al tempo della guerra.» (Giacomo Devoto, 1935)
Nel 1924 il ministro Giovanni Gentile stabilì di aggiungere alla dotazione delle scuole elementari una raffigurazione simbolica del Milite Ignoto, che «contribuirebbe ad ispirare negli allievi vivo amore e profonda devozione alla Patria».”

venerdì 22 ottobre 2021

Milite Ignoto: briciole di storia

La tomba del Milite Ignoto - come si legge in Wikipedia - “fu inaugurata solennemente il 4 novembre 1921 con la traslazione da Aquileia dei resti di un soldato, dopo un viaggio in treno speciale attraverso varie città italiane. Il lutto per le centinaia di migliaia di caduti fu legato alla retorica militarista e nazionalista della celebrazione per il terzo anniversario della Vittoria. L'anno successivo, con l'assunzione del potere da parte di Benito Mussolini, il Milite Ignoto divenne uno dei simboli principali della propaganda fascista”.

giovedì 21 ottobre 2021

Milite Ignoto: una ballata

Non mi ricordo in quale guerra
in quale cielo in quale mare
o forse era un palmo di terra
che io dovevo conquistare.
Una bandiera sventolava
ma non ricordo più il colore
quel giorno mi toccò morire
non mi ricordo più per chi.
Ricordo solo il mio primo amore
ch'era lontano ad aspettare
e che piangeva lacrime amare
il giorno ch'io partii per non tornare più.

Ero vestito da soldato
ma il resto l'ho dimenticato
non so neppure più il colore
della mia pelle quale fu.
Non so in che tempo son vissuto
non so se ho vinto o se ho perduto
so che ho gridato per l'onore
ma non ricordo più di chi.
Ricordo solo il mio primo amore
ch'era lontano ad aspettare
e che piangeva lacrime amare
il giorno ch'io partii
per non tornare più.

Sulla mia tomba non c'è nome
io stesso l'ho dimenticato
c'è un monumento di granito
ed un elmetto da soldato.
Ci sono scritte tante parole
ma non so più il significato
e c'è una fiaccola che brucia
e che per sempre brucerà.
Che bruci solo per il mio amore
ch'era lontano ad aspettare
e che piangeva lacrime amare
il giorno ch'io partii per non tornare più. 

Lino Patruno e Walter Valdi, 1969

mercoledì 20 ottobre 2021

martedì 19 ottobre 2021

Povero Milite Ignoto…

Da una radio locale il sindaco Nicoletta Maestri informa che presto il Comune di Calcinato conferirà la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Addolorati cantiamo insieme per quel povero soldato questa vecchia ballata di Claudio Lolli:

Io lo so chi ti spinse a partire
e non fu desiderio di gloria,
io lo so non volevi morire,
né lasciare un ricordo alla storia.

Io lo so chi ti venne a cercare,
fin sui campi, fin dentro a un cortile,
io lo so non ci fu da parlare,
con chi aveva in mano un fucile.

Io lo so chi ti guardò partire,
sorseggiando un bicchiere di vino,
fu lo stesso che poi venne a dire,
che eri felice come un bambino.

Ma io lo so che non era affar tuo,
che non era la tua quella guerra
e del resto cos'è che era tuo,
certo neanche quel pezzo di terra.

Hanno scelto la terra più triste,
quella che era costata più cara,
quella in cui a migliaia cadeste,
che vi accolse e vi fece da bara.

Hanno scelto la terra più rossa,
quella che era costata più vite
ed un corpo in cui solo le ossa,
circondassero ormai le ferite.

Lo hanno offerto a una patria impazzita,
che sfogasse così il suo dolore,
han pagato i tuoi anni di vita
con un grande anonimo onore.

Così oggi sei il milite ignoto,
morto in guerra nessuno sa come,
dopo averci lasciato la pelle,
c'hai rimesso per sempre anche il nome.

Ma non sarai certo ignoto ai compagni,
che con te avran lavorato,
non sarai certo ignoto alla donna,
che ti avrà ogni notte aspettato.

Non sarai certo ignoto agli amici,
che ti avran dedicato le sere,
nel ricordo dei tempi felici
in cui potevano offrirti da bere.

Come sei invece ignoto a quelli,
per cui tutto ciò è stato un affare,
che cantando siam tutti fratelli,
ti ricordano intorno a un altare.

Come sei certo ignoto alle mani,
di quel vivo illustre da bene,
che verrà a sputare domani,
altri fiori sulle tue catene.