lunedì 16 marzo 2026

Nuovo Regolamento di Polizia mortuaria

Il nuovo Regolamento di Polizia mortuaria arriva in consiglio comunale convocata a Calcinato martedì 17 marzo. Ad illustrare il provvedimento che riordina e norma le attività dei cimiteri di Calcinatello e Calcinato sarà l’assessore all’Urbanistica, Lavori Pubblici ed Ecologia Fabio Quinzani.
L'appuntamento per gli interessati alle ore 18.30 nella residenza municipale.

domenica 15 marzo 2026

Referendum: martedì Ladu è a Calcinato

Si intensifica anche a Calcinato la campagna in vista della consultazione referendaria che il 22 e il 23 marzo prossimi chiamerà i cittadini italiani a confermare o meno la riforma costituzionale della giustizia voluta dal governo. Martedì 17 marzo alle ore 20.30 il Comitato per il No organizza nella sala civica Morelli di via don Minzoni un incontro informativo con la partecipazione di Marco Ladu, docente di diritto costituzionale e pubblico alla Università statale di Brescia.
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sull’iniziativa può telefonare alla segreteria organizzativa al numero 340 2712285.

sabato 14 marzo 2026

Oggi in biblioteca c’è Artemisia Gentileschi

Oggi alle ore 17.30 nella sala di lettura della Biblioteca Comunale di via XX settembre 80 a Calcinato il Teatro dell'Innesto presenterà lo spettacolo "La Pittora", dedicato alla straordinaria figura dell’artista rinascimentale Artemisia Gentileschi, una donna simbolo di resilienza e determinazione.
Nel corso dell’esperienza espressiva - proposta dagli attori Asia Meneghini, Alessandro Quarena e Mattia Albarello per la regia di Luca Bindoni - la narrazione si fonde con il movimento fisico e la musica strumentale per restituire tutta l'energia di un genio che ha saputo sfidare il mondo con la sua arte.
Al termine della rappresentazione ci sarà un momento conviviale con un aperitivo offerto a tutti i presenti.
L'evento è rivolto a tutti, ma per la profondità delle tematiche trattate gli organizzatori ne consigliano la visione a un pubblico di spettatori dai 14 anni in su. L’ingresso è gratuito. Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni o preannunciare la propria partecipazione può telefonare in orario d’ufficio allo 030 963481.

venerdì 13 marzo 2026

Stasera al Marconi c’è Michela Ponzani con le sue «Donne resistenti»

L’insigne storica Michela Ponzani venerdì 13 marzo alle ore 20:45 sarà al Teatro Marconi di via Carlo Alberto 1 a Calcinato per tenere una conferenza sul tema «Donne resistenti», dedicato alla presenza femminile sia nella lotta di liberazione dal nazifascismo sia in epoche più vicine all’attualità.
Autrice e conduttrice televisiva di programmi culturali per Rai Storia e La7, la Ponzani è stata consulente dell’Archivio storico del Senato della Repubblica. Già visiting fellow al Remarque Institute della New York University, ha fatto parte del gruppo di ricerca della Commissione storica bilaterale italo-tedesca. Nel 2024 è stata insignita dell'onorificenza di Ufficiale al merito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Fra le sue pubblicazioni si segnalano “Figli del nemico. Le relazioni d'amore in tempo di guerra 1943-48”, “Guerra alle donne. Partigiane, vittime di stupro, amanti del nemico”, “Processo alla Resistenza. L'eredità della guerra partigiana nella Repubblica”, “Caro presidente, ti scrivo. La Storia degli italiani nelle lettere al Quirinale” e “Donne che resistono Le Fosse Ardeatine dal massacro alla memoria 1944-2025”, tutti usciti per Einaudi.
Venerdì con Ponzani dialogherà Roberto Rossini, presidente del consiglio comunale di Brescia. L’appuntamento è alle ore 20:45. Il biglietto d’ingresso costa 4 euro. Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sulla serata può scrivere un messaggio in WhatsApp al numero 348.6335290 oppure scrivere una mail alla segreteria organizzativa all’indirizzo di posta elettronica infomarconi.calcinato@gmail.com.

martedì 10 marzo 2026

Referendum: gazebo sabato a Calcinatello

In vista del referendum confermativo della riforma costituzionale sulla giustizia voluta dal governo, per cui gli italiani saranno chiamati a votare domenica 22 e lunedì 23 marzo, nella mattinata di sabato 14 marzo dalle ore 9 alle 12 saremo ancora con un gazebo informativo al mercato settimanale in Piazza Pertini a Calcinatello.
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sull’iniziativa oppure darci una mano può telefonare alla segreteria organizzativa al numero 340 2712285.

sabato 7 marzo 2026

Referendum: gazebo al mercato

In vista del referendum confermativo della riforma costituzionale sulla giustizia voluta dal governo, per cui gli italiani saranno chiamati a votare domenica 22 e lunedì 23 marzo, nelle mattinate di martedì 10 e 17 marzo dalle ore 9 alle 12 saremo ancora con un gazebo informativo al mercato settimanale in Piazza Aldo Moro a a Calcinato.
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sull’iniziativa oppure darci una mano può telefonare alla segreteria organizzativa al numero 340 2712285.

 

venerdì 6 marzo 2026

Le scuole calcinatesi manifestano per la pace

Colori, parole recitate e cantate, gioia e spirito di fratellanza e comunione sono stati alcuni dei principali ingredienti della mattinata di venerdì 6 marzo, dedicata alla pace dall’intero Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Calcinato.
La scelta di individuare orari diversi per i vari plessi, in successione, ha dato l’idea di una staffetta dedicata alla riflessione e alle testimonianze, che hanno voluto in qualche modo coinvolgere anche la comunità. Alcuni genitori e anche passanti, infatti, hanno preso parte ai momenti proposti e questo è stato certamente un segnale importante per il territorio. 
Le poesie e i messaggi di fratellanza della scuola primaria “Ferraboschi”, le lezioni delle diverse materie dell’università della pace per la primaria “Agosti” di Calcinatello, la poesia inedita e il gesto simbolico dei bambini dell’infanzia “Munari” di donare un fiore colorato, simbolo di pace, ad alcuni compagni della primaria, sono stati davvero toccanti. Come filo conduttore per entrambe le scuole la canzone “Esseri Umani” cantata a gran voce e animata in modo colorato. 
E poi il canto personalizzato dei bambini della primaria di Ponte San Marco, rivolto ai genitori giunti ad assistere al cancello della scuola. Infine la passeggiata dalla scuola al Municipio per i bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia “Marini” e per la delegazione dei ragazzi della secondaria, tra cui la sindaca del Consiglio Comunale dei Ragazzi, con l’incontro dal vivo con la Prima cittadina del Comune. Tutti gesti significativi, pensati, non casuali, preparati con linguaggi diversi ( poesie, striscioni, lenzuoli raffiguranti alcuni diritti fondamentali) e parole diverse: già perché nei giorni precedenti il 6 marzo attraverso l’uso di un drone sono state riprese alcune installazioni nei vari edifici scolastici in cui gli alunni hanno ricreato la parola pace in lingue diverse, oppure con i colori della bandiera o un grande paracadute per i più piccoli. E l’uso di altre lingue è proprio per ricordare che, al di là di pregiudizi e barriere, siamo parte di un’unica famiglia, quella umana. 

mercoledì 4 marzo 2026

La Germania sciopera contro la leva militare

Per domani in tutta la Germania è in programma una nuova ondata di scioperi e manifestazioni studentesche contro la leva e contro la deriva di militarizzazione del Paese. È la seconda tappa di una mobilitazione che, a partire dallo sciopero del 5 dicembre 2025, ha costruito comitati nelle scuole e una rete nazionale di presìdi locali, con l’obiettivo dichiarato di bloccare il ritorno della coscrizione. 
Ricordiamo che il 5 dicembre 2025, mentre il Bundestag votava una riforma del “servizio militare”, in circa 90 città oltre 55 mila studenti avevano lasciato le aule per manifestare. 
Una parte rilevante della novità è organizzativa: la preparazione è passata da comitati di sciopero nelle scuole, materiali autoprodotti, coordinamenti locali e una capacità di reggere pressioni e minacce disciplinari da parte di alcune dirigenze scolastiche.
Il 5 marzo 2026 è il passaggio successivo, annunciato esplicitamente già nelle settimane successive allo sciopero di dicembre e rilanciato anche in contesti politici e assembleari: alla Rosa Luxemburg Conference di Berlino, a gennaio, si parlava già di nuove “school walkouts” e di una mobilitazione più ampia contro coscrizione e lo smascheramento dei piani di preparazione della guerra. Come ha gridato il sedicenne Clemens davanti alla folla che ha partecipato alla manifestazione di sciopero a Berlino: “Se il governo ci ama così tanto, perché ci dice quando saremo arruolati ma non ci chiede mai cosa vogliamo fare della nostra vita?”.
Il punto di frizione è la riforma che, pur non ripristinando formalmente la leva, introduce meccanismi obbligatori di registrazione e valutazione per i diciottenni (con obblighi più stringenti per i giovani uomini), a partire dal 1 gennaio 2026, e mantiene sullo sfondo la possibilità di un ritorno alla coscrizione se i numeri del reclutamento volontario non bastassero.
Il quadro politico dichiarato è in linea con il piano di riamo europeo che prevede l’aumento degli organici e della cosiddetta “prontezza” militare: nelle cronache internazionali ricorrono obiettivi di crescita delle forze armate e della riserva; e nel dibattito pubblico tedesco la coscrizione, sospesa nel 2011, torna ciclicamente come opzione di “sicurezza” e “difesa”.
Dalle testimonianze raccolte nelle mobilitazioni emerge un nesso insistito tra militarizzazione e condizioni materiali: scuole in difficoltà, carenza di personale, costo della vita e priorità di spesa pubblica. La critica dei movimenti studenteschi non si limita al “no alla leva”, ma investe l’idea che una generazione già sotto pressione venga chiamata a pagare il prezzo di scelte politiche orientate al riarmo.
La mobilitazione ha un significato europeo immediato: la coscrizione non è un tema “nazionale tedesco”, perché si muove dentro un ciclo continentale di aumento delle spese militari, riforme di reclutamento, normalizzazione del linguaggio bellico. In questo spazio, il diritto all’obiezione di coscienza e la protezione di chi rifiuta di combattere diventano terreno di scontro politico e giuridico, come ricordano reti e organizzazioni europee che lavorano su asilo e tutela dei renitenti e dei disertori.

martedì 3 marzo 2026

Le scuole di Calcinato chiedono la pace

Mente i venti di guerra soffiano sempe più impetuosi insanguinando numerose aree del pianeta, si intitola “Insieme con passi e voci di pace” la giornata di mobilitazione organizzata per venerdì 6 marzo a Calcinato dall’Istituto Comprensivo statale Dante Alighieri per le scuole di ogni ordine e grado. Quattro gli appuntamenti in programma: alle ore 8:30 alla scuola primaria Ferraboschi in Piazza della Repubblica, alle 9.15 alla primaria Agosti e alla scuola dell’infanzia Munari nel Parco dei Cavalieri dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, alle 10:15 alla primaria Pedrini e Carloni di Ponte San Marco nel giardino interno, alle 11:15 per scuola dell’infanzia Marini e per una delegazione della scuola secondaria di primo grado nella centralissima piazza Aldo Moro, gli alunni e gli insegnanti cammineranno “per chiedere a gran voce la pace con canti e riflessioni”, invitando la a cittadinanza a unirsi a loro.

domenica 1 marzo 2026

Ancora un'altra guerra

Ieri scatenando l’operazione militare congiunta denominata “Ruggito del leone”, Israele e gli Stati Uniti hanno scelto, per l’ennesima volta, la guerra, una scelta decisamente grave (anche) perché arriva nel momento peggiore possibile: mentre la diplomazia stava — faticosamente, ma concretamente — cercando una via d’uscita. Solo ieri, il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi — il principale mediatore nei negoziati tra Washington e Teheran — aveva dichiarato che l’Iran era pronto a rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito e aveva definito l’accordo di pace “alla nostra portata”. Dopo tre round di colloqui a Ginevra, con l’AIEA direttamente coinvolta come osservatore tecnico, si intravedevano per la prima volta le condizioni per un’intesa: zero accumulo, zero stoccaggio, piena verifica internazionale. La questione del controllo del programma nucleare iraniano stava trovando uno spazio negoziale reale.
Nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili. L’attacco missilistico di Usa e Israele contro l’Iran non aiuterà le società civile iraniana a liberarsi del regime teocratico ma darà nuove motivazioni a Teheran per accelerare ed avviare in modo più esteso il proprio riarmo ed rafforzare la repressione interna.
Siamo con il popolo iraniano che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini. A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La loro richiesta di libertà, diritti, giustizia, democrazia è la nostra stessa richiesta, comune a tutti i popoli che lottano per rompere le catene dell’oppressione e dell’ingiustizia, in ogni parte del mondo. Conquiste che si ottengono con la forza del diritto e non le operazioni militari e nuove forme di colonialismo. Il futuro dell’Iran appartiene solo al suo popolo: non a Netanyahu; non a Trump.
Nel condannare con forza l’ennesimo passo verso il baratro chiediamo al Governo italiano e a quelli della Unione Europea di dissociarsi da questa follia, di richiedere la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra illegale.
In particolare chiediamo:
· l’immediata cessazione delle operazioni militari da parte di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran, nuovamente in aperta violazione del diritto internazionale;
· il ritorno urgente alla diplomazia, ripristinando i canali negoziali che erano in corso;
· un impegno dell’Unione Europea affinché assuma un ruolo attivo e autonomo nel promuovere la de-escalation e nel sostenere un accordo negoziale sul nucleare basato su verifiche internazionali credibili;
· la protezione delle popolazioni civili;
· l’impegno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a verificare e denunciare la repressione e la violazione dei diritti umani nei confronti di chi manifesta pacificamente in Iran.
Mobilitiamoci nelle piazze con chiunque sostenga la popolazione iraniana e il movimento “Donne Vita Libertà” per il loro diritto all’autodeterminazione e alla pace. Le guerre si portano dietro altre guerre, in una spirale infinita di odio, morte e distruzione.
Le armi non danno nessuna sicurezza ma stanno destabilizzando l’intero pianeta.
Il tempo della pace è adesso!
Movimento Nonviolento - Infoline 346 2141589

venerdì 27 febbraio 2026

Tre martedì al mercato per il NO al referendum

In vista del referendum confermativo della riforma costituzionale sulla giustizia voluta dal governo, per cui gli italiani saranno chiamati a votare domenica 22 e lunedì 23 marzo, nelle mattinate di martedì 3, 10 e 17 marzo dalle ore 9 alle 12 a Calcinato i volontari del Comitato per il NO organizzano un presidio informativo al mercato settimanale di Piazza Aldo Moro.
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sull’iniziativa può telefonare alla segreteria organizzativa al numero 340 2712285.