mercoledì 28 settembre 2022

Puliamo Calcinato

Anche quest'anno il Comune di Calcinato prenderà parte alla più grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia, “Puliamo il Mondo”, promossa da Legambiente. Venerdì 30 settembre, sabato 1 e domenica 2 ottobre i cittadini che vi aderiranno renderanno migliore il paese. Informazioni e adesioni scrivendo a ecologia-lavoripubblici@comune.calcinato.bs.it oppure telefonando all’Ufficio Ecologia e Ambiente in municipio allo 030/9989225.

martedì 27 settembre 2022

Votanti e non votanti

Una parte significativa di quel 40% che non ha votato è composta certamente da persone povere, uomini e donne ai margini, persone che da decenni hanno bisogno d'aiuto, di un investimento forte per cambiare radicalmente la loro inaccettabile condizione, persone che avrebbero anche molte cose da dirci e da darci, da insegnarci.
Una parte di queste persone, invece ha votato: a destra! Lo hanno fatto perché si è giocato, vergognosamente, sulla loro - sacrosanta - rabbia. La si è sobillata, attizzata, fatta crescere. Queste persone, questa rabbia, avrebbero bisogno di cura e di ascolto, non di un "se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te". E lo stesso vale per i tanti immigrati, per i detenuti, per i rom e per tutte le minoranze di cui non oso immaginare il disgraziato destino che il prossimo governo riserverà loro.
Poi c'è l'altra ossessione. L'ossessione della, e per, la middle class è stato un altro dei punti principali di questa sconfitta. C'è una parte ampia di questa classe sociale che non vuole vedere intaccati i propri minuscoli vantaggi, il proprio piccoloborghese "stile di vita", che nemmeno negli incubi più oscuri può immaginare di stare attenta a sprechi di ogni tipo, a un dovere civico che contribuisca a migliorare la collettività, e men che meno a sacrifici da fare per il bene comune, che sia economico, sociale o per l'ambiente, per il pianeta. Perché la sua esistenza si fonda, anche culturalmente, sulla sussistenza delle disuguaglianze. Titillare questa classe, inseguirla su questa strada, è stata un'altra scelta perdente. Hanno votato a destra o per quelli che stanno già dicendo "vedremo come si comporterà il nuovo governo", per dare appoggi, o stringere parziali accordi.
Mimmo Cortese

lunedì 26 settembre 2022

Tutto nero

Come ampiamente previsto da tutti i pronostici, la coalizione (post?)fascista ha stravinto le elezioni italiane di ieri.
Ciò è avvenuto grazie a una legge elettorale scellerata e incostituzionale, grazie a una massiva operazione di propaganda con tutti i mezzi possibili, grazie soprattutto all'astensione di milioni di sfruttate e sfruttati che non hanno voluto utilizzare l'arma nobile e incruenta del voto di cui disponevano per difendere i diritti propri e altrui.
Sia il Pd e soci che i Cinque Stelle che l'autoproclamato "terzo polo" - tutti colpevolmente andati al massacro in ordine sparso - sono stati schiacciati e marginalizzati dalla loro stessa arroganza e improntitudine, dopo aver presentato ricette e programmi molto simili a quelle dei vincitori, solo un po' più sbiaditi: fra l'originale e le fotocopie, gli italiani hanno scelto l'originale.
Oggi tutto quello per cui ci battiamo da oltre 40 anni è sconfitto e vilipeso, ovunque si volga lo sguardo.
Se esiste ancora un movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell'umanità e la salvezza del mondo, se c'è ancora qualcuno che intende lavorare per edificare la società della giustizia, della solidarietà, della condivisione di tutto il bene e di tutti i beni, è ora che rialzi la testa.
Altrimenti il rischio è che a prevalere definitivamente sia la follia assassina e rapinatrice degli sfruttatori e degli oppressori, che trascinerà l'umanità e il mondo nell'abisso dell'apocalisse atomica, dell'avvelenamento totale, dell'annientamento di ogni vita.

giovedì 22 settembre 2022

Sciopero globale per il clima

Torna l’appuntamento internazionale lanciato dal movimento per la giustizia climatica Fridays For Future, che si terrà venerdì 23 settembre in decine di città di tutto il mondo.
A Brescia l'appuntamento è alle ore 9 del mattino in Piazzale Arnaldo. Non mancate!

mercoledì 21 settembre 2022

Domenica 25 settembre votiamo per fermare il fascismo, la guerra e l’inquinamento

Non abbiamo mai pensato che la partecipazione politica si esaurisca nella espressione di un voto alle elezioni. Lavoriamo da 40 anni ogni giorno per migliorare la qualità dell'ambiente, del lavoro, della salute e della vita delle persone che abitano il pianeta.
Preoccupati dalla crescente sfiducia nell'impegno e dalla forte inclinazione ad astenersi, invitiamo però tutte e tutti a recarsi alle urne il 25 settembre, compiendo un piccolo atto di resistenza umana contro il progressivo affermarsi di un fascismo nuovo e drammatico, che non ha più bisogno del manganello per imporre la propria dittatura, che cresce nell’indifferenza e coniuga l’intolleranza con lo sfruttamento.
Anche nelle urne è necessario rafforzare la voce di chi in Parlamento ha lavorato con serietà e coerenza contro la guerra, per la tutela del territorio, per la fuoriuscita dal sistema capitalista e dai suoi progetti di oppressione e di morte, per la difesa delle pensioni, della scuola e della sanità per tutti, per la liberazione del lavoro dallo sfruttamento e per la valorizzazione della cultura.
Insomma, posti di fronte al diritto-dovere del voto, crediamo sia giusto affrontarlo con serietà, coraggio e determinazione. Consapevoli che il 26 settembre riparte entusiasmante il viaggio lungo le imprevedibili strade del mondo, per accrescervi in letizia pace, giustizia e libertà.

martedì 20 settembre 2022

Ciao, Franco!

Quando Alexander Langer ci parlava di Hoffnungsträger noi pensavamo istintivamente al compagno Franco Stuani, per oltre mezzo secolo infaticabile animatore di speranze collettive, con centinaia di attività e iniziative in difesa della povera gente, dei diritti civili e dell'ambiente.
Stanotte Franco è morto improvvisamente per un aneurisma: non mangeremo più il suo pane buono, non sentiremo più ragionare la sua voce, non vedremo più il suo timido sorriso. 
La salma riposa nella sua casa di via De Gasperi 46 a Lonato, dove giovedì 22 settembre alle ore 14.30 si svolgerà il rito civile.
Lo ricordiamo pubblicando un suo breve testo, ospitato  nel volume di Carlo Susara Genova per noi, recentemente uscito per le edizioni PresentArtSì.
Nel luglio 2001 andai a manifestare al G8 di Genova per lottare a favore di un altro mondo. Aspiravo ad altre possibilità, in linea con l’adesione all’area dell’antagonismo sociale, che non esiste più. Nonostante quell’area sia in sostanza sparita, non mi è possibile abbandonare gli ideali in cui credevo allora e in cui credo ancora oggi: sono come l'aria per respirare.
Dei vari eventi tragici di quei giorni (la morte di Carlo, Bolzaneto, gli assalti alla scuola Diaz e al Media Center, etc.), mi è rimasta l’idea di una reazione che era consuetudine: lo Stato reagiva alle lotte. Quella volta in maniera più tragica e violenta del normale.
Fu così consueto il modo di reagire dello Stato, che ricordo le sensazioni dei giorni successivi al ritorno: un vuoto assoluto, misto allo slancio nella preparazione, mentre c’era chi ci preannunciava che sarebbe stato un massacro, al ricordo del caos a Genova. Tornammo un po’ tutti leccandoci le ferite.
Partecipare era una sorta di necessità per chi aveva una sensibilità a contrasto dell’appuntamento che vedeva protagonisti loro (i capi di Stato) e noi (trecentomila persone). Andammo nonostante qualcuno ci avvisasse del pericolo e della repressione preparata, immancabile del resto per il ruolo del fascista Gianfranco Fini dentro al Governo. Era chiaro che c’era chi voleva chiudere una fase facendo capire chi comandava.
Oggi non so se tornerei: non ho risposte rispetto all’utilità di manifestare.
Sono per mia natura un movimentista, ma sta proprio nel movimento il limite: nasce, cresce e si disperde nel processo che trasforma la realtà, poi trova altre forme. Il nostro ha segnato un periodo di cambiamento del quale la società aveva bisogno. Penso questo da figlio di un comunista, dato che ritengo che anche il PCI fosse una Chiesa e noi lo consideravamo un avversario politico, nonostante alcune personalità significative che lo componevano e che oggi non ci sono più.
Militavo in Rifondazione Comunista, ma il partito non ha più seguito. Non ho mai assunto impegni istituzionali, locali e\o regionali, ma da tempo faccio parte del “mondo biologico” e opero per diffondere sul territorio un minimo di attività. Sono un po' più saggio, studio un po' di più e credo che l'orizzonte politico sia legato alla vita della Terra. Insomma, cerco ancora strade per dare corso ai miei ideali socio-politici perché non è possibile ritirarsi!
Dicevo che non so se tornerei a manifestare a Genova: i tempi sono profondamente cambiati: anche ieri le decisioni venivano prese da pochi, ma oggi in numero ancora più ristretto. Bisogna studiare ancora tanto per dare gambe a quelle istanze.
Gli stimoli che cerco di dare a mio figlio, che oggi ha 21 anni, riguardano la necessità di avere autonomia di pensiero, capacità operativa e che se sbagli devi imparare e pagare. Questi i contenuti che mi porto dietro da sempre, quelli del tempo che mi ha visto crescere.

lunedì 5 settembre 2022

Al Civile protesta contro la Moratti

Flashmob del personale medico e infermieristico stamattina agli Spedali Civili di Brescia. L’iniziativa – che ha riproposto nelle modalità le ripetute proteste nei mesi più duri della pandemia da Covid 19 – è avvenuta in risposta alla visita all’ospedale della vicepresidente di Regione Lombardia Letizia Moratti e ha visto la partecipazione di decine di lavoratori, che recavano in mano cartelli con scritto “No alle prestazioni, sì alla cura. Noi siamo tutti Ippocrate”.

venerdì 2 settembre 2022

Ucraina: un'occasione per approfondire

𝘊𝘰𝘯𝘷𝘦𝘨𝘯𝘰
𝗚𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗨𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗮: 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼, 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼. 
𝗣𝗲𝗿 𝘂𝗻’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗰𝗲
Sabato 3 settembre 2022 - ore 9.30-18.00
Auditorium San Barnaba - Corso Magenta, 44 - Brescia

Il convegno si svilupperà in un’intera giornata divisa in due parti: la prima di approfondimento sul conflitto in Ucraina in riferimento anche ad altri conflitti nel mondo e alle tensioni internazionali; la seconda per dare spazio e rilevanza alle numerose iniziative delle associazioni della società civile e della cooperazione internazionale.
Studiosi ed esperti approfondiranno i vari aspetti che riguardano il conflitto in Ucraina, gli scenari geopolitici, le dinamiche interne al mondo russo e ucraino, le sfide che questo conflitto pone all’Europa e alla galassia pacifista.
🕤 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 | 𝗼𝗿𝗲 𝟵.𝟯𝟬 – 𝟭𝟮.𝟰𝟱
📂 𝗨𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗮: 𝗶𝗹 𝗳𝗹𝗮𝗴𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗲 𝗹𝗲 𝘃𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲. 𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮?
▪ 9.30-9.45 Saluti istituzionali Sindaco Brescia o delegato
▪ 9.45-10.00 Introduzione Coordinatore 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶 Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e la Cooperazione Internazionale Brescia
▪ 10.00-10.20 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗤𝘂𝗶𝗿𝗶𝗰𝗼 (Giornalista La Stampa).

𝘓𝘢 𝘨𝘶𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘪𝘯 𝘜𝘤𝘳𝘢𝘪𝘯𝘢 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘭𝘪𝘵𝘵𝘪: 𝘳𝘦𝘴𝘱𝘰𝘯𝘴𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘳𝘶𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘌𝘶𝘳𝘰𝘱𝘢

▪ 10.20-10.40 𝗠𝗶𝗿𝗸𝗼 𝗠𝘂𝘀𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶 (Analista della rivista Limes) 

𝘜𝘤𝘳𝘢𝘪𝘯𝘢-𝘙𝘶𝘴𝘴𝘪𝘢, 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘦 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘭𝘪𝘵𝘵𝘰
▪ 10.40-11.00 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 (Analista ISPI)
𝘊’𝘦̀ 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘭’𝘌𝘶𝘳𝘰𝘱𝘢? 𝘌 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘌𝘶𝘳𝘰𝘱𝘢?
▪ 11.10-11-30 𝗙𝗮𝗯𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗼𝘁𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮 (Università di Genova) 

𝘊𝘰𝘯𝘧𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘜𝘤𝘳𝘢𝘪𝘯𝘢: 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘌𝘶𝘳𝘰𝘱𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘋𝘪𝘧𝘦𝘴𝘢?
▪ 11.30-11.50 𝗗𝘂𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗙𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗶 (Altreconomia e Rete Rivolti ai Balcani)
𝘊𝘰𝘴𝘢 𝘦̀ 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘌𝘶𝘳𝘰𝘱𝘢 𝘪𝘯 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘨𝘭𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘳𝘪𝘧𝘶𝘨𝘪𝘢𝘵𝘪 𝘢 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘭𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘙𝘶𝘴𝘴𝘰-𝘜𝘤𝘳𝘢𝘪𝘯𝘰?
▪ 11.50-12.10 𝗘𝗺𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗲 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗱𝗮𝗻𝗮 (Atlante delle guerre)

𝘊𝘢𝘳𝘰𝘷𝘢𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘱𝘢𝘤𝘦: 𝘭𝘦 𝘥𝘶𝘦 𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘰𝘱𝘵𝘩𝘦𝘸𝘢𝘳𝘯𝘰𝘸 𝘢 𝘓𝘦𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪 𝘦 𝘖𝘥𝘦𝘴𝘴𝘢.
▪ 12.10-12.30 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗣𝗶𝗴𝗻𝗮𝘁𝘁𝗶 (Un Ponte per)

𝘐𝘭 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘢𝘤𝘪𝘧𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘦𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦
🕒 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 | 𝟭𝟱.𝟬𝟬 – 𝟭𝟴:𝟬𝟬
📂 𝗜𝗹 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗮𝗰𝗶𝗳𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮. 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗿𝗺𝗼
▪ 15.00-15.20 Introduce e coordina 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗩𝗶𝗴𝗻𝗮𝗿𝗰𝗮 (Rete italiana Pace e Disarmo)
▪ 15.20-15.40 𝗠𝗮𝗼 𝗩𝗮𝗹𝗽𝗶𝗮𝗻𝗮 (Presidente del Movimento Nonviolento)

𝘚𝘦 𝘷𝘶𝘰𝘪 𝘭𝘢 𝘗𝘢𝘤𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘱𝘢𝘳𝘢 𝘭𝘢 𝘗𝘢𝘤𝘦
▪ 15.40-16.00 𝗩𝗲𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗔𝘁𝗶𝘁𝘀𝗼𝗴𝗯𝗲 (Consigliera Comunale di Verona) 

𝘜𝘯𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘨𝘶𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘪𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪
▪ 16.00-16.40 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗽𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗖𝗼𝗳𝗮𝗻𝗼 (direttore della Papa Giovanni XXIII)

𝘓𝘦 𝘊𝘢𝘳𝘰𝘷𝘢𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘗𝘢𝘤𝘦 𝘪𝘯 𝘜𝘊𝘙𝘈𝘐𝘕𝘈 𝘦𝘥 𝘦𝘷𝘦𝘯𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘦𝘨𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘖𝘥𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘢𝘳𝘰𝘷𝘢𝘯𝘢
▪ 16.40-17.00 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗩𝗲𝗻𝘁𝘂𝗿𝗶 (Direttore e Co-Fondatore della Agency for Peacebuilding AP) 

𝘊𝘰𝘮𝘦 𝘦 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘱𝘰𝘴𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘰 𝘱𝘢𝘤𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘦𝘧𝘧𝘪𝘤𝘢𝘤𝘪
▪ 17.00-17.20 𝗦𝗮𝗿𝗮 𝗚𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 (Associazione Nazionale Vittime Civile di Guerra)

𝘓’𝘶𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘢𝘳𝘮𝘪 𝘦𝘴𝘱𝘭𝘰𝘴𝘪𝘷𝘦 𝘪𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘢𝘵𝘪 𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘢 𝘚𝘵𝘰𝘱 𝘉𝘰𝘮𝘣𝘦 𝘴𝘶𝘪 𝘊𝘪𝘷𝘪𝘭𝘪
▪. 17.20-18.00 Interventi dal pubblico e conclusioni di 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗩𝗶𝗴𝗻𝗮𝗿𝗰𝗮
✅ 𝗜𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗼
🖊 𝙀𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙤𝙧𝙜𝙖𝙣𝙞𝙯𝙯𝙖𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙡𝙡𝙖𝙗𝙤𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞: 
Comune di Brescia, Coordinamento SAI Provincia di Brescia, Coordinamento provinciale degli Enti locali per la pace e la cooperazione internazionale, Io Accolgo Brescia, Campagna Italia Ripensaci, Festival della Pace Brescia, OPAL, Rete Italiana Pace e Disarmo, Consulta per la cooperazione e la pace del Comune di Brescia, Socie e soci di Banca Etica Brescia, Altreconomia. 

martedì 30 agosto 2022

“Il fascismo è finito il 25 aprile 1945”

È una lettura necessaria, per chi ha a cuore le sorti del nostro paese, il saggio dello storico camuno Mimmo Franzinelli dall’antifrastico titolo “Il fascismo è finito il 25 aprile 1945” (Laterza, 176 pagine, 14 euro).
Fra i maggiori studiosi del regime, autorevole membro del comitato scientifico dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione "Ferruccio Pari", l’autore smonta rigorosamente tutta una serie di luoghi comuni per i quali il fascismo sarebbe un fenomeno consegnato dal giorno della Liberazione alla polvere dei libri e dei musei, i fascisti di oggi folcloristici e irrilevanti, l’Italia democratica priva di continuità con il ventennio più buio della storia patria.
Non è così. Franzinelli documenta bene come a partire dall’immediato dopoguerra esecrabili esigenze legate alla ragion di Stato riportarono o mantennero ai vertici - non solo di prefetture e polizia ma anche di apparati burocratici come carceri, ospedali e scuole - loschi figuri e personaggi ambigui che erano stati, e lo rimasero anche nell’Italia repubblicana, di schietta fede fascista, riciclandosi solo apparentemente. Inoltre si consentì presto la ricostituzione di un partito che nel fascismo affondava le proprie radici - simboliche, fattuali e di apparato - suscitando violenti scontri nelle piazze e contribuendo in Parlamento all'elezione di due presidenti della Repubblica, Antonio Segni e Giovanni Leone: lo studioso non fa sconti alla storia del Movimento sociale italiano, barcamenatosi a lungo fra manganello e doppiopetto.
Né tace su quella che fu definita negli anni Settanta la “strategia della tensione”, abilmente sviluppata con trame nere e stragi più o meno di Stato, sui treni e nelle piazze, sulle quali la magistratura non ha ancora fatto chiarezza, lasciando impuniti i responsabili delle sanguinose attività terroristiche che miravano a un rovesciamento della democrazia. A ricordare a tutti i gravi pericoli corsi dalle istituzioni repubblicane in quel periodo c'è stata lo scorso 6 aprile la sentenza della Corte di Assise di Bologna sulla strage alla stazione del 1980.
Chiusa quella tragica stagione, non sono cessati i rigurgiti e soprassalti della destra radicale, tesi a glorificare la dittatura mussoliniana e a minacciare o praticare sempre più spesso l’autoritarismo, l’uso politico della violenza e la trasformazione della dialettica politica in scontro fisico (non si può non ricordare l’assalto alla sede nazionale della Cgil del 9 ottobre 2021).
Insomma, a cento anni dalla marcia su Roma, il fascismo continua a inquietare la società italiana con una presenza che non si può e non si deve ignorare.
Flavio Marcolini

lunedì 29 agosto 2022

Anna Maria Morelli, magnifica ragazza del secolo scorso

Cento anni fa nasceva Anna Maria Morelli, una fra le più fulgide figure del Novecento calcinatese, scomparsa il 30 giugno 2020.
Originaria a Montecatini Terme, figlia del noto generale di corpo d'armata Antonio, la Morelli era cresciuta con la famiglia in diverse città del Nord, fino ad approdare a Calcinato alla vigilia della guerra. A Brescia durante il secondo conflitto mondiale si formò, non solo culturalmente, presso i Padri della Pace, realtà che animò la feconda fucina dell'antifascismo bresciano.
Durissimo il prezzo pagato dalla sua famiglia per l’impegno in difesa della libertà. Per aver nascosto armi nel brolo di casa, il fratello Giovanni verrà catturato dai nazisti e deportato a Mauthausen, lager dove morirà di stenti e sevizie l'11 febbraio 1945; nello stesso campo di concentramento fu internato anche il padre, che riuscì a sopravvivere a quella tragedia. Nel corso di una perquisizione dell'abitazione l'altro fratello Giulio si dette alla fuga, mentre lei stessa con la madre fu arrestata e imprigionata nel novembre 1944: prima a Villa Feltrinelli (in via Panoramica), poi nel carcere di Canton Mombello (dopo una sentenza del Tribunale Speciale di Bergamo), dal quale uscirà il 25 aprile 1945. Fiera e indomita, mai ebbe parole di rancore per i suoi aguzzini.
Sposatasi in paese con l'imprenditore Santo Mendini, dal quale avrà i tre figli Gianni, Antonio e Maria, Anna Maria Morelli nel dopoguerra lavorò come maestra elementare a Calcinato, fino al raggiungimento della pensione a metà degli anni Settanta. La sua qualità principale era l’intelligenza: la possedeva, la usava, la generava, con tenerezza e grazia commoventi. Con lei a scuola ci fu una rivoluzione gentile e risoluta: in aula e sul territorio anticipò con notevolissimi risultati i contenuti e le tecniche della pedagogia moderna, introducendo in classe strumenti e metodi di insegnamento all’avanguardia per quegli anni, dalla scrittura collettiva all’inchiesta giornalistica, dall’educazione ambientale all’insiemistica.
Fra i suoi incarichi istituzionali si segnala la presidenza della Casa di riposo dal 1966 al 1972, periodo in cui fu realizzata la nuova ala nord che lei stessa inaugurò il 4 gennaio 1970. Dopo la scomparsa del marito aveva lasciato la casa di famiglia in via Garibaldi per ritirarsi in una piccola abitazione attigua alla chiesa parrocchiale, dove sino alla fine dei suoi giorni coltivò con saggezza la memoria storica leggendo, studiando e scrivendo assiduamente.

sabato 27 agosto 2022

Il male

Mentre gli sputi rossi della mitraglia
sibilano senza posa nel cielo blu infinito;
scarlatti o verdi, accanto al re che li schernisce
crollano i battaglioni in massa in mezzo al fuoco,

mentre un'orrenda follia, una poltiglia
fumante fa di centomila uomini,
- Poveri morti! Nell'estate, nell'erba e nella gioia
tua, o natura! tu che santamente li creasti!

- C'è un dio che ride sulle tovaglie di damasco
degli altari, nell'incenso e nei grandi calici d'oro,
che s'addormenta cullato dagli osanna,

- e si risveglia, quando madri chine
sulla loro angoscia, piangendo sotto i vecchi cappelli neri
gli danno un soldo legato nel loro fazzoletto.

Arthur Rimbaud 

lunedì 15 agosto 2022

Ferragosto

Conosco un bambino così povero

che non ha mai veduto il mare:

a Ferragosto lo vado a prendere

in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda, gli dirò

questo è il mare, pigliane un po’!”

Col suo secchiello, fra tanta gente,

potrà rubarne poco o niente:

ma con gli occhi che sbarrerà

il mare intero si prenderà."


Gianni Rodari