giovedì 28 maggio 2026

42 anni fa la bomba fascista in Piazza Loggia

Il 28 maggio 1974 sull’asfalto di una Piazza della Loggia bagnata di pioggia e di sangue caddero otto compagni ammazzati dalla violenza terrorista.
Per conoscere quella tragedia che ha segnato tutti noi può essere utile la lettura del volume di Paolo Corsini “Una bomba fascista”, appena pubblicato dalla Morcelliana. 
Sono molteplici le ragioni che inducono l’autore a ritornare su quella tragedia che segnò inesorabilmente la sua vita. A partire dalla presenza fisica quel mattino: “Raggiunta piazza della Loggia per partecipare alla manifestazione antifascista convocata per denunciare le violenze ripetutamente consumate dagli epigoni del fascismo in città e nel Paese, ho assistito in diretta alla strage, risultandone incolume a motivo di una circostanza del tutto fortuita. Stavo infatti conversando con Alberto Trebeschi, poi una delle vittime – era stato mio insegnante di matematica e fisica al liceo Arnaldo –, quando una collega mi ha fatto segno di raggiungerla, per parlarmi, sotto il lampione a poche decine di metri dalla colonna dei portici che sarebbe stata colpita dall’ordigno. Il tempo per salutarla e l’esplosione della bomba. Lo scenario che si è aperto alla mia vista – corpi dilaniati ed esangui a terra, feriti straziati e sanguinanti che invocavano aiuto, la confusione e lo scompaginamento generale, nonostante l’appello degli organizzatori ad evitare il panico – non mi ha più abbandonato”.
L’ha poi affrontata in numerose occasioni in veste di studioso delle tappe di sviluppo del neofascismo a Brescia, a partire dalla continuità con la presenza a Salò della Repubblica Sociale Italiana, della strategia della tensione, delle acquisizioni storiografiche e giudiziarie. E poi ancora, da parlamentare, come membro della Commissione bicamerale d’inchiesta sul “terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi”. Infine nel ruolo di sindaco – dal 1992 al 1994 e dal 1998 al 2008 – ne ha fissato, attraverso una vasta gamma di iniziative, la sedimentazione nella memoria pubblica come evento decisivo per l’identità della città.
In 192 pagine (le 28 finali occupate da una vastissima bibliografia fatta di quasi 250 lemmi) lo storico ricostruisce accuratamente gli anni della mobilitazione nera tra Giorgio Almirante e Pino Rauti, con particolare attenzione al Movimento sociale italiano nella nostra provincia, passando poi in rassegna il periodo dallo stragismo allo spontaneismo armato, concentrandosi su quella che definisce “la più politica delle stragi” e soffermandosi sul tortuoso iter processuale che ne seguì, fra infiniti “depistaggi e impistaggi”, per concludere con un capitolo indispensabile sulla necessità di “fare memoria” fra verità storico-politica e certezza giudiziaria.
Con parole di monito Corsini ricorda che “a Brescia non cadono vittime innocenti, ma uomini e donne consapevoli, rei di un antifascismo militante, coerente, animato da determinazione che non si arrende, fino a testimoniare col martirio la propria passione civile e fede democratica, il proprio impegno politico. Nel loro caso si può sostenere di essere in presenza di una sorta di utopia delle vittime, cioè l’utopia da loro coltivata che ‘le istituzioni, gli uffici, gli strumenti dell’amministrazione dell’ordine pubblico - così il filosofo Mario Cassa - diventassero autentici, diretti strumenti della volontà popolare’”.

martedì 26 maggio 2026

Una mostra sugli anni Settanta a Montichiari

Stamattina alle ore 11.30 all’Istituto statale Don Milani di Montichiari verrà inaugurata la mostra intitolata “Il Paese di Caino e Abele. Viaggio nelle memorie degli Anni Settanta”, un progetto ideato e realizzato dagli studenti della classe quinta A del Liceo economico-sociale.
”L’esposizione non si configura come una cronaca storica - spiega la docente Laura Butti - bensì come l'atto restitutivo di un viaggio della memoria che ha visto i ragazzi attraversare i luoghi simbolo di quella stagione: Milano, Brescia e Bologna”.
“Il nucleo dell'intera operazione - sottolinea - risiede nella volontà di innescare nel fruitore una riflessione critica e partecipata sul drammatico periodo della strategia della tensione. Attraverso lo sguardo delle nuove generazioni, la complessità di quegli anni viene destrutturata e ricomposta, offrendo una chiave di lettura contemporanea su un passato ancora aperto”.
Visitabile fino a lunedì 8 giugno, il percorso espositivo si articola attraverso una duplice modalità espressiva, in cui la memoria si fa azione e documento attraverso rielaborazioni iconografiche - segni, forme e tensioni visive capaci di tradurre l'impatto emotivo e la complessità dell'epoca - e restituzioni testuali, con frammenti di pensiero che danno voce ai silenzi della storia.
L'efficacia dell'operazione risiede proprio in questo cortocircuito tra memoria storica e interpretazione artistica, dove il dato documentario viene superato a favore di un'autentica urgenza espressiva e civile.
acquisire ulteriori informazioni sulle iniziativa oppure prenotare una visita guidata può scrivere una mail all’indirizzo di posta elettronica butti.laura@iisdonmilanimontichiari.it.

giovedì 21 maggio 2026

Oggi a Brescia con la Global Sumud Flotilla

Anche Brescia si mobilita in solidarietà con i volontari della Global Sumud Flotilla rapiti in acque internazionali e maltrattati dai militari israeliani: la manifestazione è convocata per giovedì 21 maggio alle ore 18.30 in Piazza Duomo all’insegna dello slogan SIAMO TUTTE E TUTTI SULLA STESSA BARCA.
“Come gli equipaggi che attraversano il mare, scegliamo di restare umani, presenti, schierati” spiegano gli organizzatori in una nota. “Scendiamo in piazza insieme, portiamo i nostri corpi dove altri e altre hanno portato i propri: contro l’assedio, contro il silenzio, contro la complicità”.. “Quello che accade alla Flotilla - secondo loro - non è un’eccezione.
È lo stesso dispositivo di violenza che colpisce Gaza, la Cisgiordania, il Libano e tutti i popoli che resistono all’oppressione.
Abbiamo visto fin dove può spingersi l’entità sionista:
fino ad attaccare missioni umanitarie anche nei confini dell’Unione Europea, nel totale disprezzo del diritto internazionale e con la copertura politica dei governi occidentali. Abbiamo visto la complicità dei nostri Stati: il loro silenzio, il loro sconcerto di facciata, la loro incapacità di interrompere massacri, occupazione e apartheid”.
E si chiedono: “Cos’altro dobbiamo vedere? Quanto ancora resteremo fermi?”
“Noi scegliamo di muoverci - sottolineano - e di mettere i nostri corpi nella lotta. Chiediamo azioni immediate e giustizia: per i prigionieri e le prigioniere palestinesi, contro torture, detenzione arbitraria e leggi razziste che trasformano la pena di morte in strumento coloniale; per Gaza, perché entrino subito aiuti umanitari, medici e mediche, psicologi e psicologhe, materiali e persone necessarie a sostenere la vita e la ricostruzione; per le famiglie di Gaza, perché cessino bombardamenti, droni, fame imposta, assedio e violenze quotidiane; per i palestinesi della Cisgiordania, perché possano vivere senza occupazione, colonie, incursioni armate e violenza dei coloni; per il Libano, per l’Iran, per il Venezuela e per tutti i popoli colpiti da guerra, colonialismo, sanzioni e oppressione”.

mercoledì 13 maggio 2026

Un convegno sul suffragio universale a Calcinato

A Calcinato l’amministrazione comunale organizza sabato 16 maggio il convegno "Ottant’anni di suffragio universale: le calcinatesi alle urne per la prima volta".
Interverranno l’assessore alla cultura Laura Maffazioli, la giurista Adriana Apostoli (professoressa ordinaria di Diritto costituzionale e pubblico alla Università degli Studi di Brescia) e la storica Marina Tonelli.
L’appuntamento è alle ore 15.30 al Teatro Marconi di via Carlo Alberto 1. Nel corso del pomeriggio sarà presentato anche un documentario in cui un nutrito gruppo di anziane ospiti della Casa di riposo di via Salvo d’Acquisto racconteranno i loro ricordi di quel giorno lontano.
Per l’occasione sarà presentata anche l’iniziativa “21 Madri della Costituzione” che si articola in altrettanti segnalibri realizzati dalla Biblioteca Comunale di via Venti Settembre, uno per ciascuna deputata eletta il 2 giugno 1946 alla Assemblea nazionale costituente: ciascuno di essi racconta l’itinerario esistenziale di una di quelle donne che pionieristicamente hanno scritto il futuro e costituisce quindi una occasione semplice ma concreta per rievocare quella storia gloriosa.
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sulla iniziativa può telefonare al numero 030 963481 oppure scrivere una mail all’indirizzo di posta elettronica biblioteca@comune.calcinato.bs.it.

sabato 9 maggio 2026

La mappa del degrado ambientale

Qui sopra pubblichiamo la mappa delle infrastrutture viarie, delle discariche e degli impianti di trattamento dei rifiuti del territorio di Calcinato e dintorni, gentilmente fornitaci dal Comitato Cittadini.
Giusto per consentire ai lettori di farsi un'idea di che cosa intendiamo quando parliamo di degrado ambientale.

giovedì 7 maggio 2026

Scambio di libri in dono

Re-Book organizza sabato 9 maggio a Calcinato il primo appuntamento per lo “scambio di libri in dono”. 
Dalle ore 9.30 alle 12.30 nel cortile della Biblioteca comunale di via Venti Settembre 80 sarà possibile non solo portare volumi da regalare ma anche curiosare tra i libri, trovare quelli giusti per sé e portarseli a casa gratuitamente.
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sulla iniziativa può telefonare alla segreteria organizzativa in orario d’ufficio al numero 030 963481 oppure inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica biblioteca@comune.calcinato.bs.it.

mercoledì 6 maggio 2026

Un'ora di silenzio contro le guerre e il riarmo

Stasera alle ore 18 torna in Largo Formentone a Brescia il Movimento Nonviolento con l’ora di silenzio contro le guerre e il riarmo crescenti.
All’insegna dello slogan “La guerra ci costa un mondo” i pacifisti bresciani partecipano così alla primavera nazionale di mobilitazione contro le spese militari”, organizzate per “chiedere ai governi di fermare la corsa agli armamenti che ci sta portando verso il baratro”.
I membri del sodalizio di via Milano 65 sosteranno per sessanta minuti per esercitare una forma di pressione pacifica verso i potenti della terra affinché procedano con solerzia "alla riduzione sostanziale delle spese militari orientandole verso i settori sociali e ambientali, alla riduzione degli arsenali nucleari e dei fondi ad essi destinati, all’arresto del commercio delle armi e alla cessazione delle forniture di armamenti alle nazioni coinvolte in conflitti, in situazioni di instabilità o a quelle che violano sistematicamente i diritti umani, nonché alla convocazione urgente di una quarta sessione speciale sul disarmo della Organizzazione delle Nazioni Unite".
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sulla iniziativa oppure aderire alla mobilitazione in corso può scrivere una mail all'indirizzo di posta elettronica movimentononviolento.bs@gmail.com.

domenica 3 maggio 2026

Domani assemblea su ambiente e salute

Lunedì 4 maggio alle ore 20 al Teatro Don Vincenzo Bertini il Comitato Cittadini organizza una assemblea pubblica su ambiente e salute, a sostegno delle proprie richieste di fermare l’autorizzazione per nuovi impianti di trattamento dei rifiuti e di avviare uno studio sanitario-ambientale sul territorio di Calcinato e dei comuni limitrofi, “da decenni interessato da una concentrazione impressionante di attività ad alto impatto ambientale” come osservano i volontari del sodalizio presieduto da Daria Giacomelli.
“Discariche, impianti di trattamento rifiuti, cave e grandi infrastrutture insistono su un’area ristretta, generando una pressione ambientale cumulativa che ha ormai superato, nei fatti, ogni soglia di tollerabilità” sottolineano, preannunciando che “i dati che verranno presentati durante l’assemblea evidenziano criticità diffuse: qualità dell’aria compromessa, consumo di suolo elevato, problematiche legate alle acque superficiali, grandi infrastrutture viarie, oltre a una gestione dei rifiuti che vede Calcinato e limitrofi assumere un ruolo sproporzionato rispetto al resto della Lombardia”.
“In questo contesto - secondo il Comitato - non è assolutamente pensabile proseguire con nuove autorizzazioni ad impianti senza una preventiva e approfondita valutazione degli effetti sulla salute della popolazione. La sospensione di nuovi impatti rappresenta una misura di precauzione, mentre lo studio sanitario-ambientale costituisce lo strumento indispensabile per comprendere gli effetti reali della pressione ambientale sulla salute dei cittadini e per orientare in modo consapevole le future scelte amministrative”.
E ricorda che “dallo studio dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ats di Brescia del 2016 era emerso, per la frazione Calcinatello, un eccesso di mortalità nei maschi per tumori maligni di laringe, trachea, bronchi e polmoni, con un aumento, rispetto alla media di Ats di ben il 55%. E da allora i fattori di inquinamento sono aumentati”.
Durante la serata verrà presentato un quadro complessivo, supportato da dati ufficiali e strumenti di lettura, tra cui una mappa dei principali siti di pressione ambientale. Seguiranno gli interventi dell’avvocato Cristina Mandelli, consulente legale specializzata in diritto ambientale, e del medico Antonino Frustaglia, cardiologo nutrizionista.

sabato 2 maggio 2026

Lavoro e capitale

Un uomo che non dispone di nessun tempo libero, che per tutta la sua vita, all’infuori delle pause puramente fisiche per dormire e per mangiare e così via, è preso dal suo lavoro, è meno di una bestia da soma.
Egli non è che una macchina per la produzione di ricchezza per altri, è fisicamente spezzato e spiritualmente abbrutito.
Eppure tutta la storia dell’industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta l’umanità a questo livello della più profonda degradazione.
Karl Marx

giovedì 30 aprile 2026

Assalita la Global Sumud Flotilla. Manifestazioni in tutta Italia

Con un vero e proprio atto di pirateria nella tarda serata di ieri sono state assalite dall’esercito israeliano numerose imbarcazioni della seconda missione della seconda edizione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. 
Attorno alle ore 22, ora italiana, almeno 22 barche della flotta civile sono state intercettate da droni e esercito israeliano in acque internazionali, a 960 km dalle coste della Striscia di Gaza. Secondo i dati forniti dall’esercito di Tel Aviv, 175 attivisti sono in stato di arresto, con un provvedimento totalmente illegale; tra loro 24 sono italiani.
Le oltre 60 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla si trovavano a 100 miglia a ovest dell’isola di Creta, in pieno Mediterraneo, quando è avvenuto l’abbordaggio illegale da parte della marina israeliana. 
Dopo l’assalto, diverse navi si sono dirette verso la costa meridionale di Creta e hanno raggiunto le acque territoriali greche.
Per la serata vengono organizzate manifestazioni in tutta Italia in solidarietà con i compagni arrestati. A Brescia l’appuntamento alle ore 18 in Piazza Paolo VI davanti alla Prefettura.

mercoledì 29 aprile 2026

25 Aprile, il discorso in piazza della sindaca Vincenza Corsini

Care cittadine e cari cittadini,
questa mattina abbiamo camminato insieme, attraversando le strade del ricordo, fino a ritrovarci qui, nella nostra piazza Aldo Moro.
E passo dopo passo, avvicinandoci a questo luogo, ho sentito affiorare un pensiero semplice ma forte: quello di quel 25 aprile, delle immagini che ci raccontano piazze piene di gioia, attraversate da una felicità intensa, quasi incontenibile.
Nei volti delle persone c’era la libertà. Una libertà finalmente ritrovata, ma pagata a caro prezzo: con il coraggio, con la sofferenza, con il sacrificio di tante donne e di tanti uomini.
Con la fine della guerra e dell’oppressione fascista, un intero Paese tornava a respirare. E insieme al respiro, tornava la speranza e la voglia di futuro.
E forse è proprio questo che, ogni anno, ci riporta qui: il bisogno di non smarrire quel respiro.
Da quella scelta, da quel sacrificio, è nata la nostra Repubblica.
E con essa l’idea di una comunità fondata sulla dignità, sui diritti, sulla responsabilità condivisa.
Oggi, nel 2026, non possiamo permetterci di ridurre questa giornata a una semplice celebrazione.
Perché quella storia non è chiusa.
E perché, ancora oggi, nel mondo e vicino a noi, la guerra non è un ricordo: è una presenza che non è lontana come vorremmo pensare.
Per questo il 25 Aprile non è passato: è presente.
È una responsabilità che ci riguarda tutti.
E oggi la vera sfida è questa: opporre alla logica della guerra la determinazione quotidiana della pace.
Perché la pace non è una parola buona per i discorsi.
È una scelta concreta, che chiede impegno, coerenza, responsabilità.
È il modo in cui ci guardiamo, ci parliamo, ci rispettiamo.
È il modo in cui teniamo insieme una comunità, soprattutto quando è più difficile.
È la capacità di riconoscere nell’altro non un nemico, ma una persona.
La pace si costruisce qui, nelle nostre comunità, nei gesti di ogni giorno.
E ogni volta che scegliamo il dialogo invece dello scontro, facciamo qualcosa di profondamente politico e profondamente umano.
Questo è il compito che la Liberazione ci consegna.
Non solo ricordare, ma continuare.
Nel nome di chi ci ha restituito la libertà, il modo migliore per onorarli non è solo ricordarli.
È non tradire mai quella libertà con l’indifferenza.
È non abituarci mai alla guerra.
È continuare a scegliere la pace, anche quando costa.
E allora il 25 Aprile non è solo memoria.
È una promessa che ogni generazione è chiamata a rinnovare.
Una promessa semplice e impegnativa insieme: custodire la libertà, praticare la responsabilità, costruire pace.
E farlo qui, ogni giorno, nelle nostre scelte, nei nostri gesti, nel modo in cui teniamo insieme la nostra comunità.
Perché la libertà non è qualcosa che abbiamo ricevuto una volta per tutte.
È qualcosa che continuiamo a meritare, ogni giorno.
E la pace non è un orizzonte lontano.
È una direzione. E dipende anche da noi.
E se oggi siamo qui, non è solo per ricordare chi ha scelto per noi.
È per dimostrare che anche noi siamo capaci di scegliere.
Buon 25 Aprile a tutte e a tutti.

Vincenza Corsini

martedì 28 aprile 2026

A Brescia un'ora di silenzio contro le guerre

Mercoledì 29 aprile alle ore 18 torna in Largo Formentone il Movimento Nonviolento con l’ora di silenzio contro le guerre e il riarmo crescenti.
All’insegna dello slogan “La guerra ci costa un mondo” i pacifisti bresciani partecipano così alla primavera nazionale di mobilitazione contro le spese militari”, organizzate per “chiedere ai governi di fermare la corsa agli armamenti che ci sta portando verso il baratro”.
I membri del sodalizio di via Milano 65 sosteranno per sessanta minuti per esercitare una forma di pressione pacifica verso i potenti della terra affinché procedano con solerzia "alla riduzione sostanziale delle spese militari orientandole verso i settori sociali e ambientali, alla riduzione degli arsenali nucleari e dei fondi ad essi destinati, all’arresto del commercio delle armi e alla cessazione delle forniture di armamenti alle nazioni coinvolte in conflitti, in situazioni di instabilità o a quelle che violano sistematicamente i diritti umani, nonché alla convocazione urgente di una quarta sessione speciale sul disarmo della organizzazione delle nazioni unite".
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sulla iniziativa oppure aderire alla mobilitazione in corso può scrivere una mail all'indirizzo di posta elettronica movimentononviolento.bs@gmail.com.