lunedì 22 novembre 2021

Salutiamo il compagno Paolo Pietrangeli con la tristezza in cuor



Era relativamente giovane essendo nato nel 1945. Il suo nome, e soprattutto la sua voce, resterà per sempre legato a Contessa, il canto di guerra che si intonava spesso nei cortei degli anni Settanta. In realtà Pietrangeli ha scritto tante altre belle canzoni e ha rappresentato una testimonianza civile non secondaria nella nostra musica d'autore. Poi negli anni Novanta era andato a fare il regista al Maurizio Costanzo Show, nella tana del nemico. Mi viene da sorridere a usare parole come nemico, nel momento in cui uno che c'era muore. Così alla fine, come è giusto che sia, svaniscono torti e ragioni e rimangono soltanto le cose belle, i ricordi che ci rappresentano e che, nonostante tutto, continueranno a unirci. (g.m.)

sabato 20 novembre 2021

Salviamo gli alberi: un dialogo fra nonno e nipote raccolto per le strade di Calcinato (parte 3)

Nipote - Ciao, nonno!

Nonno - Ciao, Giosuè!

Nipote - Quando arrivano gli alberi?

Nonno - Non lo so!

Nipote - Non lo so non è una risposta, Sai cosa mi succede se io rispondo cosi quando vengo interrogato dalla maestra? Mi chiede il diario per scrivere una nota che dovrò riportare firmata dai miei genitori.

Nonno - Hai ragione Giosuè, non è una risposta; purtroppo la politica è la burocrazia richiedono tempi lunghi, troppo lunghi.

Nipote - Ha ragione la Greta, tanti bla, bla, bla e pochi fatti.

Nonno - Tu cosa ne sai della Greta?

Nipote - L’ho vista al tg l’altra sera. È forte e dice le cose giuste, ha accusato i capi di governo di tutto il mondo di non pensare al futuro della terra, al nostro futuro.

Nonno - Sì, hai ragione: non hanno avuto il coraggio di guardare in faccia la realtà, il pianeta rischia sconvolgimenti devastanti e a pagare il prezzo della loro incapacità saranno le giovani generazioni.

Nipote - Torniamo ai nostri alberi. Ma tu sai quanti ne sono stati tagliati lungo la via Santa Maria e per le altre vie?

Nonno - No, non lo so!

Nipote - Anch'io non lo so; dobbiamo muoverci!!! Vuoi venire con me a contare gli alberi che si sono ammalati e sono stati tagliati?

Nonno - Va bene. Cammineremo insieme per le vie, faremo un elenco completo e poi lo invieremo al Sindaco chiedendo che vengano ripiantati.

Nipote - Grazie, nonno!

giovedì 18 novembre 2021

Alla ricerca del Bene Comune

Considerando con preoccupazione l’assedio della pandemia che perdura tuttora, l'inarrestabile degrado dell’ambiente in cui viviamo, i disagi creati dai lavori per il Tav che in paese avanzano a spron battuto, la povertà incalzante che dalle nostre parti colpisce ormai una famiglia su quattro, il disorientamento delle nuove generazioni da tempo ormai allo sbando e senza diritti in una società incapace di comprenderle e valorizzarne le potenzialità, il degrado antropologico nel deserto culturale che stiamo penosamente attraversando, ci interroghiamo su quale possa essere il ruolo del nostro movimento in una nuova prospettiva che assomma sfide vecchie e nuove ed è quindi tutta da ricostruire.
Consapevoli che decine di occhi vedono più e meglio della mezza dozzina che si trova ogni tanto a riflettere in piazza sul da farsi, siamo gentilmente a chiedervi lo sforzo di unire le nostre capacità, esperienze e visioni per affrontare insieme le molteplici difficoltà attuali e costruire un territorio e un tempo per lo meno decenti, come ci dicemmo quando nascemmo quasi 40 anni fa.
Proviamo a raccogliere le idee chiedendovi di rispondere via mail entro il 31 dicembre 2021 a un questionario sul nostro Comune:
1) Emergenze ambientali: quali campagne e interlocuzioni intraprendere?
2) Verde pubblico, i parchi, le attrezzature sportive e i luoghi per lo sport: come migliorare l’esistente? che cosa manca?
3) Cultura, Biblioteca, scuole: come migliorare l’esistente? che cosa manca?
4) Servizi comunali, costi e modalità di accesso: sono ottimali e equamente distribuiti? come migliorarli?
5) Giovani: difficoltà di apprendimento, interazione orizzontale e verticale, violenza, vandalismo: che fare?
6) Sicurezza e controllo del territorio: come migliorare l’esistente? che cosa manca?
7) Comunicazione interna: blog, facebook, WhatsApp. Ci date i vostri contatti, per cortesia?
8) Altre idee o suggerimenti?
Attendiamo le vostre riflessioni con fiducia.


mercoledì 17 novembre 2021

Contributi economici del Comune a chi ne ha bisogno

A sostegno della cittadinanza duramente colpita dalla emergenza da Covid-19, a Calcinato il Comune ha emesso un nuovo bando per l'erogazione di buoni alimentari a sostegno delle famiglie, di contributi economici straordinari al fine del pagamento delle utenze domestiche e per il mantenimento della abitazione in locazione.
Per presentare la domanda le famiglie devono essere residenti nel comune e avere un Isee non superiore ai 15 mila euro. Per i buoni alimentari costituisce un criterio preferenziale per la concessione del contributo il verificarsi di una o più condizioni collegate alla crisi dell’emergenza sanitaria. Per ricevere il pagamento delle utenze, le famiglie devono naturalmente essere titolari di utenze di energia elettrica, acqua, gas e Tari per l’abitazione di residenza e il contributo non potrà superare gli 800 euro, a fronte di condizioni collegabili alla pandemia. Il pagamento dell’affitto invece è per le famiglie residenti sul territorio da almeno un anno nell’alloggio per cui presentano la domanda e i richiedenti non devono essere sottoposti a procedure di rilascio dell’abitazione, né essere proprietari di alloggio, né avere una eventuale morosità accertata.
Per accedere ai fondi stanziati per questi obiettivi è possibile presentare domanda in municipio entro venerdì 26 novembre, esclusivamente tramite mail all’indirizzo bandi.sociali@comune.calcinato.bs.it. Informazioni e ragguagli si possono acquisire telefonando all’ufficio dei servizi sociali del Comune allo 030 9989221.

venerdì 12 novembre 2021

Per un'Italia senza atomiche

Si intensifica la mobilitazione della Campagna “Italia, ripensaci” a sostegno del Trattato di proibizione delle armi nucleari. I pacifisti ora hanno inviato a tutti i parlamentari lettere personali con tre proposte concrete per sollecitare passi concreti in favore del disarmo atomico.
Al centro delle richieste ci sono l’adesione all’Ican Parliamentary Pledge (l'intergruppo a sostegno dell'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Premio Nobel per la Pace 2017), la discussione in Parlamento di un documento sul tema e la richiesta al Governo affinché l’Italia partecipi come Stato osservatore alla prima Conferenza degli Stati aderenti al Trattato, in programma a Vienna nel marzo 2022.
Sono oltre 13 mila le testate in tutto il mondo, di cui 2 mila in stato di massima allerta operativa, cioè pronte all’uso. Questa evidenza spinge anche la società civile italiana a lavorare insieme agli hibakusha (i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki) e a tutte le persone che hanno subìto le conseguenze dei test nucleari, per evitare l’uso futuro di queste armi mettendole al bando, con l’obiettivo del loro smantellamento totale e la messa in atto di un sistema fondato su strumenti di verifica e controllo internazionali.
Durante la XVII legislatura oltre 240 eletti avevano aderito all’Ican Parliamentary Pledge. E' ora giunto il momento che anche deputati e senatori della XVIII legislatura facciano sentire la propria voce. Il passo successivo riguarderà la presentazione di un documento che riprenda la mozione – la prima di un Parlamento di un Paese Nato – approvata alla Camera dei Deputati nel settembre 2017 e che già impegnava il Governo a 'perseguire l’obiettivo di un mondo privo di armi nucleari, attraverso un approccio progressivo e inclusivo al disarmo, valutando la possibilità di aderire al trattato giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti alla loro totale eliminazione'.
La partecipazione del Governo italiano come osservatore alla Conferenza di Vienna – secondo i pacifisti – tradurrebbe in un gesto di alto profilo la volontà di centinaia fra Comuni e Province che negli ultimi anni hanno approvato documenti e mozioni a sostegno del disarmo nucleare”.

giovedì 11 novembre 2021

Stasera Giorgio Mora è all'Auditorium Bertini

Stasera alle ore 20.30 all'Auditorium Bertini a Calcinato lo scrittore Giorgio Mora presenta il suo ultimo libro, “Irregolari” (111 pagine, 10 euro), una raccolta di folgoranti racconti da un immaginario – ma poi non tanto - villaggio di nome Belpianto.
In queste pagine scorrono in rapida rassegna le biografie di dieci personaggi inserite nelle vicende di questo strampalato paesino di trecento abitanti, figure che non vengono classificate dalla visione comune come normali perché, a differenza della maggioranza, presentano anomalie, disabilità, menomazioni fisiche oppure peculiari percorsi o accadimenti procurati o subiti.
A unirle nella sventura è una insistita incapacità di comunicare con i propri vicini. Le loro storie si fondono, confondono e rifondano, in giochi di rimandi, incastri, specchi, abilmente orchestrati da un arguto io narrante che riannoda i fili dei loro tormenti, debolezze e virtù, quasi se ne stesse a cavalcioni su una seriola derivata direttamente dal celebre Spoon River.
Di una leggerezza venata di sottile ironia, la prosa di Mora scorre briosa e avvincente, in un corpo a corpo con le sempiterne domande esistenziali che rendon la vita degna di essere vissuta per ciascuno di noi, in attesa di finire - un morto fra i tanti - sul cimitero che giace da sempre in collina. Impreziosisce l’opera la copertina disegnata dall’artista Cecilia Capuana.
A dialogare con l’autore ci sarà Milde Caffetto. Negli intervalli fra le letture di passi sparsi del testo, si esibirà il cantautore Giuseppe Scapellato.

martedì 9 novembre 2021

Ancora fuoco alla Specialrifiuti

Terzo incendio in sei anni alla Specialrifiuti di Calcinato, l'azienda che raccoglie rifiuti speciali ed è situata nella zona sud di Calcinatello al confine con Vighizzolo.
Ieri sera tardi, poco dopo le 23, hanno preso fuoco i depositi di scarti dietro il capannone. In poco tempo sono andate in fiamme tonnellate di rifiuti, analogamente a quanto era accaduto nei roghi verificatisi nel 2015 e nel 2017.
Poco prima della mezzanotte sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato tutta la notte riuscendo a spegnere il rogo dopo sei ore. Non si conoscono le cause dell’incendio ma è assai improbabile possa trattarsi di autocombustione.
Questa frequenza di incendi all'interno del sito solleva inquietanti interrogativi sugli standard di sicurezza nei processi di lavorazione dell’azienda.
Stamattina una nota congiunta di Sos Terra, Comitato Cittadini e Ambiente Futuro Lombardia stigmatizza l'episodio come "l'ennesimo problema ambientale sul territorio calcinatese di una lista che lascia oramai i cittadini locali (e non solo) allibiti sempre di più ogni giorno", esprimendo preoccupazione per "la presenza di discariche  vecchie e nuove, e quindi rifiuti autorizzati tombati sia sul territorio di Calcinatello sia a Vighizzolo (ricordiamo che Specialrifiuti si trova al confine delle due frazioni)".
"Dopo 20 anni di problematiche legate ai miasmi per arrivare a maggio a scoprire della questione dei fanghi tossici, non poteva mancare l'ennesimo incendio (il terzo per la Specialrifiuti, ma non dimentichiamo i casi di Greeen Up ex Faeco)" osservano gli ambientalisti.
"Da quanto abbiamo letto e appreso dalle prime notizie ci lasciano senza parole alcune questioni: il silenzio (come sempre) assordante degli amministratori di Calcinato,  l'arroganza di chi ha deciso di non chiamare Arpa nonostante l'azienda tratti rifiuti anche speciali, la stanchezza di una cittadinanza davvero... stanca".

sabato 6 novembre 2021

Salviamo gli alberi: un dialogo fra nonno e nipote raccolto per le strade di Calcinato (parte 2)

Nipote - Nonnooo! 

Nonno - Giosuè non urlare sono qui. 

Nipote - Sono strafelice!!! Ma hai sentito cosa ha detto Mario al telegiornale? 

Nonno - Quale Mario? 

Nipote - Mario Draghi, il capo del governo. Ha detto che vuole piantare un miliardo di alberi! Ma quanti sono un miliardo di alberi? Quando arriveranno? Ma il sindaco lo sa? Dove li pianteremo? 

Nonno - Piano Giosuè, una cosa alla volta. Prima devono approvare la legge, poi pubblicare la gara per la fornitura delle piante e poi inviarle in tutta Italia. 

Nipote - Ho capito, forse è meglio andare a comprare i semi. 

Nonno - Ma come, non ti fidi del Mario? 

Nipote - Sì, ma i politici la fanno troppo lunga, rischiamo di soffocare prima di vedere un miglioramento del clima e  dell'aria che respiriamo.

Nonno - Giosuè, che cosa possiamo fare per farli arrivare alla svelta? 

Nipote - Gli scriviamo una lettera per chiedere quando arriveranno a Calcinato?

venerdì 5 novembre 2021

Ancora problemi di viabilità in via Berlinguer

Ancora problemi di viabilità in via Berlinguer, la strada interna fra Ponte San Marco e Calcinato che da qualche tempo, a causa dei lavori per le opere accessorie alla nuova linea ferroviaria per il passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, si è trovata a diventare la principale arteria di collegamento della frazione con il capoluogo, con la chiusura di un tratto di via Stazione.
Una ennesima, "ulteriore richiesta di azioni tangibili a prevenzione della sicurezza stradale" è stata inoltrata in municipio mercoledì 3 novembre da Rosario Fiorentino, dopo un confronto verbale fra i residenti che si appellano alla petizione depositata il 26 gennaio scorso con ben 142 firme: destinatari l'assessore all’Urbanistica Mirco Cinquetti e il sindaco Nicoletta Maestri.
"A seguito dell’ultima modifica provvisoria della viabilità - scrive Fiorentino - la pericolosità causata dell’eccessiva velocità dei conducenti di autoveicoli e ciclomotori che la percorrono non è mai venuta meno e non sembra essersi palesata l’applicazione di alcuna azione concreta a tutela della vita umana per prevenire o dissuadere tale violazione normata dall’articolo 142 del Codice della Strada".
Sperando "prima del termine dei lavori non si debba assistere a spiacevoli episodi di cronaca - sottolinea - la cittadinanza residente non intende continuare ad assistere indifesa a un 'circuito di corse' e si appella agli organi competenti per trovare adeguate soluzioni già richieste con la petizione".
Poi ribadisce che "la zona in questione è caratterizzata principalmente dalla costante presenza di pedoni in quanto zona residenziale con bambini e ragazzi che frequentano la scuola statale o il parco giochi comunale, nonché da altri numerosi pedoni e ciclisti che percorrono l’unica strada di collegamento fra la frazione ed il comune e per raggiungere la pista ciclopedonale costeggiante il fiume Chiese".
Per Fiorentino "non si è dimostrata adeguata la sola impostazione del limite di velocità segnalata dalla cartellonistica stradale e segnaletica orizzontale sulla pavimentazione di una strada che si continua a prestare ad essere attraversata ad alta velocità.
Ancora, sottolinea che "il volume di traffico di questa strada in questi mesi, da collegamento prettamente residenziale è stato modificato in viabilità urbana onde permettere la realizzazione del nuovo cavalcavia sull’autostrada di via Stazione. La conseguenza rilevata è che oltre alla velocità fuori dai limiti di legge ha reso la struttura dissestata con costante sbriciolamento dell’asfalto e rischio di lancio di brecciolino sui pedoni ad opera dei veicoli in corsa".
Infine, secondo lui, "risulta urgente la collocazione di specchi convessi di sicurezza stradale fronte parcheggio nord per permettere l’immissione in strada in totale sicurezza. Per quest’ultima necessità (molto semplice ma non meno importante) si segnala che occorre solo spostare gli specchi messi a dimora in altri punti critici lo scorso gennaio ma che dal mese di luglio non offrono più l’utilità per cui sono stati installati".

giovedì 4 novembre 2021

Esercitazioni Nato nei cieli bresciani: una lettera al Prefetto

Nei giorni scorsi si sono svolte nei cieli della nostra provincia esercitazioni militari della Nato, con l'impiego di aerei adibiti al trasporto di ordigni nucleari che hanno avuto come base l’aeroporto militare di Ghedi. 
Avutane notizia un variegato cartello di associazioni - Acli, Agesci, Azione Cattolica, Cooperativa Cattolico Democratica di Cultura, Missione Oggi, Movimento dei Focolari, Movimento Nonviolento, Pax Christi e Rosa Bianca - ha scritto al Prefetto Attilio Visconti segnalandogli “l'ennesima conferma della presenza di bombe atomiche sul suolo dello Stato italiano e, in particolare, sul territorio provinciale”. 
“Siamo fermamente convinti che non solo l’uso degli ordigni atomici, ma anche il loro possesso sia fortemente immorale” sottolineano questi gruppi. “Inoltre riteniamo che la presenza di ordigni atomici in Italia confligga pesantemente con l'articolo 11 della nostra Costituzione e con il Trattato ONU contro la proliferazione nucleare ratificato dall'Italia il 2 maggio 1975. Le armi nucleari sono armi di distruzione di massa, che nulla hanno a che vedere con la difesa della patria, che avrebbe bisogno di implementare ben altri sistemi di difesa (dal 2017 giace in Parlamento la Proposta di legge di iniziativa popolare per una difesa civile non armata e nonviolenta). Invece, queste reali e gravi emergenze sono pregiudicate anche dall’ingente spreco di risorse economiche destinate alle spese militari. 
I pacifisti ribadiscono “netta contrarietà alla presenza di armi di distruzione di massa ed alle esercitazioni nucleari”, informando il Prefetto che “la società bresciana vede 56 enti locali, 170 associazioni, gruppi, parrocchie, e migliaia di cittadini e cittadine a sostegno della Campagna nazionale che chiede al governo la ratifica del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari; istanza ampiamente condivisa, visto che da un sondaggio YouGov del novembre 2020 l'87% della popolazione è favorevole alla ratifica del Trattato”. 
L’auspicio finale è che “anche attraverso una rivisitazione delle destinazioni economiche del Pnrr prevalgano scelte orientate al bene comune e non agli interessi strategici delle grandi potenze, al servizio delle quali si è posta l’industria bellica”.

mercoledì 3 novembre 2021

Salviamo gli alberi: un dialogo fra nonno e nipote raccolto per le strade di Calcinato (parte 1)

Nipote - Nonno, a che cosa serve questo tubicino nero sul ciglio della strada? 

Nonno - Serve ad irrigare le piante e gli arbusti della siepe. 

Nipote -  Ma io vedo solo il tubo, dove sono le piante e gli arbusti? 

Nonno - Sono morte, bruciate dal sole perché l'acqua non usciva dagli ugelli. 

Nipote - Perché non usciva l'acqua? Non avevano pagato la bolletta? 

Nonno - No, l'acqua arriva dall'acquedotto comunale! Il Sindaco non deve pagare la bolletta, lui appalta il servizio di irrigazione e l'acqua arriva… dovrebbe arrivare! Ma non è arrivata, le piante sono morte. Forse aveva finito i soldi. 

Nipote - Facciamo una colletta per comprare nuovi semi da piantare? E questo albero perché l'hanno tagliato? 

Nonno - Perché si era ammalato ed era diventato un pericolo per le persone che passano sulla strada. 

Nipote - Ma non si poteva curare? 

Nonno - No, non si poteva. A Calcinato non esiste una figura competente e autorizzata che si occupi delle piante e del verde. 

Nipote - E quindi lasceremo morire le piante e gli arbusti che ancora sopravvivono lungo le vie del paese fino alla loro scomparsa? Ma lo sai che la maestra mi ha detto che le piante purificano l'aria perché assorbono l'anidride carbonica? Quando loro saranno scomparse, l'aria diventerà irrespirabile e noi soffocheremo. Anche noi abbiamo il diritto di vivere come te, nonno, di giocare, di studiare, di lavorare con i nostri amici e genitori. Dobbiamo fare qualcosa adesso, prima che sia troppo tardi. Aiutami a dare la sveglia a chi non capisce che, dopo le piante, sarà il turno degli animali, degli uccelli e delle api, e poi toccherà a noi. Io domani ne parlerò con la maestra e i miei amici a scuola tu vai a parlare con tutti: il Sindaco, gli assessori e i giornalisti che conosci.

Nonno - Dài, che insieme possiamo fermare questo disastro!

martedì 2 novembre 2021

Ezzelina Chierico chiede al sindaco di Calcinato di sistemare i marciapiedi di via Gramsci

L’ultima battaglia di Ezzelina Chierico in paese è una petizione popolare per chiedere la sistemazione in pieno centro del “tratto di marciapiede che costeggia il Parco Più in via Gramsci, un pericolo per le persone (specialmente anziane) costrette a camminare in quel tratto di strada”.
La nostra combattiva compagna - insieme a una nutrita pattuglia di anziani cittadini - ha inviato l'istanza al sindaco Nicoletta Maestri, depositandola oggi in municipio.
I firmatari si dicono “del parere che i cittadini di Calcinato debbano essere trattati tutti allo stesso modo, non che per qualcuno si spendano soldi e non ci siano invece pochi spiccioli per asfaltare pochi metri di marciapiede”.
93 anni, Ezzelina è una donna energica e fiera che non ha mai smesso di interessarsi al bene della comunità. Alla vigilia del suo compleanno, ha accettato di ripercorrere il suo singolare itinerario esistenziale.
Figlia dell’ultimo capolega dei contadini prima del fascismo, il padre Giuseppe, perito agrario, era stato vicesindaco e fu poi chiamato a seguire le bonifiche a Maccarese (Rm) fino al ’33. “Là trovò lavoro anche per 60 compaesani: i soldi non mancavano, arrivavano dal regime” ricorda. “Tornammo a Calcinato perché i latifondisti di qui erano scesi a proporgli un incarico come fattore; lo svolse per qualche anno, poi ruppe col padrone per divergenze sull’organizzazione: lui, socialista, chiedeva maggiori investimenti e la riduzione dell’orario di lavoro dei braccianti, ma niente da fare”. 
“Nel ’39 - aggiunge - finimmo ad Aosta dove mio fratello dirigeva una impresa edile che costruiva l’Ospedale Mauriziano e il papà ne diventa il magazziniere”. 
Arriva la guerra ed Ezzelina è di nuovo in paese: “Mi sarebbe piaciuto studiare ragioneria, invece ho lavorato prima in filanda e poi come sarta”. 
Cresciuta fra le storie delle violenze subite dai genitori - “nel ’24 i fascisti tennero mio padre 10 giorni in un pagliaio a botte e olio di ricino perché non voleva consegnare la bandiera socialista e lo mollarono solo quando la mamma comprò un drappo rosso e lo diede a quella gentaglia ignorante” - nel ‘46 è fra le prime calcinatesi a iscriversi al Partito comunista: “ero addetta al tesseramento femminile e alla distribuzione della stampa”. 
Quattro anni dopo si sposta a Milano. “Trovai impiego nella sartoria di alta moda che c’era in Piazza Duomo sopra Galtrucco” racconta. “Ci rimasi fino al ‘55, quando sposai Gianfranco De Pedrini, impiegato in Rai, e continuai a confezionare abiti per la sartoria, ma da casa”. Dal matrimonio nasceranno le figlie Tiziana e Alessandra. 
Tornata con la famiglia nel ’70, partecipa come genitore ai primi organi collegiali a scuola, impegnandosi poi nella Commissione comunale dei servizi scolastici. “Conosco bene quel mondo: ho lavorato anche come economa alla scuola materna sperimentale di Calcinatello, prima come volontaria poi come dipendente”. 
Dall’80 al ’90 siede nel consiglio di amministrazione della Casa di Riposo. Alla fine degli anni ’70 è eletta segretaria del Pci locale e ne resta poi dirigente fino allo scioglimento nel ‘91. In seguito è a lungo capolega dello Spi-Cgil, sindacato che tuttora rappresenta nella Consulta degli Esperti in Casa di Riposo. 
“Per il resto leggo, lavoro a maglia, gioco a carte con le amiche, quando mi serve guido l’auto” conclude Ezzelina, con gli occhi brillanti della luce e degli ideali della sua giovinezza.

lunedì 1 novembre 2021

4 Novembre: non festa, ma lutto

La data del 4 novembre viene celebrata con continuità dal fascismo fino ad oggi, per richiamare l'unità dell'Italia sotto il segno della guerra e dell'esercito. "Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate" nell'anniversario della fine di un tragico conflitto che costò al nostro paese un milione e duecentomila morti (600.000 civili e 600.000 militari): per la prima volta nella storia a morire a causa della guerra non furono solo i militari al fronte, ma in pari numero i civili vittime di bombardamenti o di stenti, malattie, epidemie causate dalla guerra stessa.
Vogliamo ricordare e onorare quei morti rinnovando l'impegno contro ogni guerra e la sua preparazione, dunque contro le guerre di oggi, contro le armi costruite per le guerre di domani. Solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise.
Meno armi più salute, ridurre drasticamente le spese militari e devolvere i fondi a sanità, assistenza, ricerca e servizi pubblici.
Per questo chiediamo una drastica riduzione delle spese militari che gravano sul bilancio dello stato italiano.
Per questo sosteniamo la richiesta che l'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la messa al bando delle armi nucleari.
Per questo sosteniamo la Campagna "Un'altra difesa è possibile", che prevede l'istituzione di un Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.
Pace, disarmo, smilitarizzazione. Tutela della salute di tutte e tutti.
Proponiamo che il 4 novembre (nel rispetto delle norme per il contenimento della pandemia) si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente.
Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.
Ed occorre che si svolgano nel modo più austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.
Ovviamente prima e dopo è possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perché le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perché convocano ogni persona di retto sentire e di volontà buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi.
A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.
Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.
Per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani.

sabato 30 ottobre 2021

Promemoria

Un figlio del secolo come me, senza nome né persona, ha visto gli alberi appassire, ha visto il cielo svanire e il mare annerire, ha visto i muri bianchi sporcarsi di catrame e porte scardinate dalle cerniere, ha visto gli orizzonti sgretolarsi e le pianure invase da lamiere di ferro arrugginite, ha visto eserciti bruciare la terra e bambini carbonizzati nei fossi, ha visto donne piangenti e vecchi in fuga, ha visto cose crescergli intorno piano piano, senza capire mai che cosa stava succedendo, riuscendo soltanto a capire, ogni volta che capiva, che certamente era troppo tardi per aver capito, riuscendo caso mai a capire che ogni proposta sarebbe stata distrutta e ogni tentativo sarebbe stato soffocato, che ogni ferita sarebbe rimasta aperta: che ogni morte sarebbe rimasta oscura. 
Un figlio del secolo come me, forse, ha finito per capire soltanto queste cose; capire, forse, che i destini hanno perduto l’antica misura e l’antica forma, non hanno più né misura né forma e i poteri non hanno più nome né faccia, forse perché in questo sacro diritto al possesso, in questa globale corsa alla sopravvivenza, perduti a correre comunque e dovunque tra sterpi e paludi, autostrade e piazze, immagini e suoni, parole e richiamo, allettamenti e disfatte, anche le mete hanno perso la loro figura, sono coperte di nebbia. 
Ettore Sottsass