Forse giova ripeterlo: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” (articolo 54 della Costituzione).
mercoledì 24 giugno 2026
lunedì 22 giugno 2026
Corta cantata di quelle e quelli che chi governa neppure li vede
Lo so che frequento le persone sbagliate
quelle che quando non stanno morendo di malattia
stanno morendo di schiavitu' e di fame
Come A. che non riesce neppure a farsi ascoltare
da nessun ufficio pubblico
da nessuna istituzione assistenziale
e che ha deciso di restare chiuso nella sua baracca
e lasciarsi morire che tanto
vivere cosi' e morire non vede piu' la differenza
Come B. che ha ripreso a farsi che tanto
erano tutte chiacchiere e gli dispiace per me
che se ero riuscito a fare il comunismo
lui ci stava e ci starebbe ancora
invece hanno vinto i fascisti
e allora chi se ne frega
Come C. che tira avanti a psicofarmaci
e ogni volta si chiede se non e' arrivato il momento
di smetterla di gonfiarsi come un pallone
e di non riuscire a pensare i suoi pensieri
e magari e' arrivato il momento
di vendicarsi una volta per tutte
Come D. che regge l'anima coi denti
quei pochi che gli restano e che per fortuna
che non ci ha la televisione
che se li vedesse tutti quelli che si vedono in televisione
andrebbe a riprendere il mitra che sotterro' nel '45
e stavolta la giustizia la fa lui
Come E. che e' venuto da tanto lontano
che ha attraverso il deserto e il mare
che e' stato nel lager in Libia
e che adesso fa lo schiavo a cinque chilometri da qui
e se non fosse l'uomo piu' buono del mondo
avrebbe gia' preso il marraccio e avrebbe
cominciato a colpire a casaccio chiunque incontra per strada
Come F. che non ci ha piu' un amico
neppure a pagarlo e che continua a cercarmi
sperando che io possa dargli
due baiocchi o un po' di pane e cacio
per cenare stasera la dritta buona
accompagnarlo al Comune
alla Asl all'Inps da un avvocato
all'Arci alla Caritas alla Comune di Parigi
che proprio non ce la fa piu'
ed era forte come un toro
che ha lavorato al mattatoio e ai cantieri
Come G. che lavava le scale
e non gliele fanno lavare piu' perche' ci ha il velo
e ci ha due figli piccoli e il marito chissa' dove
Come H. che ha fatto l'operaio il bracciante il cavallo il mulo
che e' stato piu' dentro che fuori e adesso e' tutto bianco
e prima mi chiama e poi non si presenta
che si vergogna di farsi vedere ridotto cosi'
che era un compagno pure lui
e aveva un cuore grande come il mare oceano
Come I. che m'incontra per strada e mi chiede ancora se ci ho cento lire
che gli dico che adesso c'e' l'euro e lui mi risponde
che la fame pero' e' la stessa di prima e' la stessa di sempre
e si ricorda di quando eravamo in piazza per il Cile
che adesso quel Cile li' e' pure qui e' dappertutto
Come L. che mi dice M. che l'ha visto davanti al supermercato
che chiedeva la carita'
e quando ha visto che M. l'ha visto e' scappato
Come M. che ieri e' venuta a trovarmi
solo per piangere solo per piangere scusa
Come N. che era riuscita a tirarsi su dalla strada
che ci aveva creduto che ci aveva provato
e adesso ci ha un brutto male e dice che aveva fatto meglio
a farla finita quella volta tanti anni fa ti ricordi
Come O. che un po' chiede e un po' ruba
e nessuno lo puo' piu' vedere che e' ladro e insieme spia
ma io lo vidi tanti anni fa
essere benigno e generoso e adesso
neppure se lo ricorda piu'
Come P. che ha chiuso il negozio e adesso spaccia
e la domenica mattina va alla prima messa
che a quella piu' tardi d'incontrare chi lo conosce non se la sente
Come Q. che ha pagato il fatto di essere onesta e coraggiosa
con la miseria con la miseria nera
e adesso e' sola come un cane in una grotta
Come R. che andavamo a scuola insieme
e quando c'incontriamo contiamo gli amici di allora
che sono quasi tutti morti e morti male
e pure noi non stiamo messi tanto bene
Come S. che mi telefona a tutte le ore
e non mi deve dire niente
Come T. che litigavamo sempre
e adesso sappiamo di essere uguali
Come U. che ha venduto ogni suo bene
per aiutare gli altri e adesso e' solo
e nessuno lo aiuta nessuno
Come V. che faceva l'infermiera
e militava nel partito il sindacato il collettivo femminista
e adesso e' vecchia ha l'alzheimer senza parenti e senza un soldo
Come Z. che faceva un lavoro che se lo scrivo non ci credete
e stanotte s'e' impiccato.
Lo so che frequento le persone sbagliate
quelle che solo la liberazione di tutte e di tutti
salvera' e liberera' pure loro
Ed e' perche' frequento le persone sbagliate
che vedo quello che i privilegiati non vedono
che so quello che i sapienti non sanno
che voglio quello che i potenti aborrono
Solo la lotta delle oppresse e degli oppressi
puo' salvare l'umanita' che e' una
solo la condivisione del bene e dei beni
puo' sconfiggere l'orrore presente
solo la nonviolenza
puo' abolire l'ingiustizia
solo la misericordia che lotta e che a tutti gli abusi si oppone
puo' contrastare la morte
puo' far cessare l'epidemia
Salvare le vite e' il primo dovere
soccorrere accogliere assistere ogni persona bisognosa d'aiuto
opporsi al male facendo il bene
combattere il fascismo con la nonviolenza
sii tu l'umanita' come dovrebbe essere
Benito D’Ippolito
domenica 21 giugno 2026
Pensieri sparsi verso un programma costruttivo - 1
Fare della sofferenza insita nella condizione umana uno strumento di comprensione della realtà e un'azione politica di liberazione dell'umanità.
Praticare la virtù dell'attenzione: porsi all'ascolto del dolore delle altre persone fino a sentirlo come il proprio e adoperarsi per affrontarlo insieme.
Aiutare a liberare tutti, operando così la propria liberazione, per provare a dare un senso alla nostra avventura terrena.
giovedì 18 giugno 2026
FereBandAperta domani suona Calcinato
Domani sera a Calcinato saranno le sonorità celtiche della FereBandAperta ad aprire l’edizione 2026 della 21esima edizione del Festival Acque e Terre.
Formato da Carlo Amori (violino e coro), Fabio Belloni (basso elettrico e chitarra acustica), Maurizio Feregalli (voce, chitarra acustica, bouzouki e ghironda), Valerio Meletti (bodhràn, djembè, grancassa e percussioni), Mauro Pievani (voce, fisarmonica e violoncello) e Jean Pierre Toffano (flauti, whistles, cornamuse e coro), l’ensemble presenterà un esilarante concerto che trascinerà molti dei presenti nella esperienza comunitaria delle danze popolari.
Nato nel 1993 come un laboratorio artistico multidisciplinare, il sodalizio artistico è diventata negli anni uno dei gruppi di musica popolare irlandese, scozzese, britannica e folk europea più famosi a livello internazionale. Lo spettacolo sarà arricchito da particolari e insoliti riferimenti storici e culturali, conducendo il pubblico in una dimensione coinvolgente e suggestiva, tra l’antico e il moderno, e dando la possibilità - ai diversi gruppi organizzati o spontanei presenti - di esibirsi con danze antiche sulle loro esuberanti melodie.
L’appuntamento per gli interessati è alle ore 21.15 in Piazza della Repubblica. L’ingresso è gratuito.
mercoledì 17 giugno 2026
Pietà per la nazione
Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore
e i cui pastori sono guide cattive
Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi
i cui saggi sono messi a tacere
Pietà per la nazione che non alza la propria voce
tranne che per lodare i conquistatori
e acclamare i prepotenti come eroi
e che aspira a comandare il mondo
con la forza e la tortura
Pietà per la nazione che non conosce
nessun’altra lingua se non la propria
nessun’altra cultura se non la propria
Pietà per la nazione il cui fiato è denaro
e che dorme il sonno di quelli
con la pancia troppo piena
Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini
che permettono che i propri diritti vengano erosi
e le proprie libertà spazzate via
Patria mia, lacrime di te
dolce terra di libertà!
Lawrence Ferlinghetti
e i cui pastori sono guide cattive
Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi
i cui saggi sono messi a tacere
Pietà per la nazione che non alza la propria voce
tranne che per lodare i conquistatori
e acclamare i prepotenti come eroi
e che aspira a comandare il mondo
con la forza e la tortura
Pietà per la nazione che non conosce
nessun’altra lingua se non la propria
nessun’altra cultura se non la propria
Pietà per la nazione il cui fiato è denaro
e che dorme il sonno di quelli
con la pancia troppo piena
Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini
che permettono che i propri diritti vengano erosi
e le proprie libertà spazzate via
Patria mia, lacrime di te
dolce terra di libertà!
Lawrence Ferlinghetti
sabato 6 giugno 2026
Martedì 9 consiglio comunale
Una importante variazione al bilancio di previsione finanziaria 2026-2028 sarà al centro della seduta del consiglio comunale convocata a Calcinato dal sindaco Vincenza Corsini per martedì 9 giugno.
La variazione si è resa necessaria per consentire lo svolgimento di una nutrita serie di lavori pubblici.
L'appuntamento per gli interessati alle ore 19 nella residenza municipale. Nel corso della serata si procederà anche all’aggiornamento dell'elenco degli immobili facenti parte del patrimonio edilizio dismesso con criticità.
venerdì 5 giugno 2026
Domande di un lettore operaio - 3
A chi bisogna chiedere di mettere i contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti nelle aree e nei parchi pubblici calcinatesi?
giovedì 4 giugno 2026
Senza Ginsberg
Il 3 giugno di cent'anni fa a Newark, negli Stati Uniti d’America, nasceva Allen Ginsberg, il poeta che "ha cambiato il modo di scrivere in tutto il mondo nel nostro secolo, l'uomo che ha cambiato il modo di vedere in tutto il mondo" - così la Pivano.
Da quando se n'è andato siamo tutti molto più soli, senza quei suoi occhiali benedetti per leggere la realtà, senza quella barba che andava e veniva sul male e sul bene del mondo, senza quel suo funambolico, allegro e scanzonato divenire punto d'incontro fra la meditazione poetica e l'azione politica, fra l'arte e la nonviolenza, "la chiave nella finestra".
martedì 2 giugno 2026
Due parole
La prima parola è questa: Repubblica. Cioè uguaglianza di dignità e diritti per tutti gli esseri umani, ed impegno comune per rimuovere tutti gli ostacoli che questo universale riconoscimento e inveramento di dignità e diritti negano.
La seconda parola è questa: pace. Cioè ripudio assoluto della guerra e quindi impegno costante e intransigente contro tutte le guerre; difesa della vita e di tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani; accoglienza di ogni persona nel cui paese di provenienza non siano riconosciuti i diritti che la repubblica italiana riconosce a tutte le persone.
Tre cose utili si possono fare il 2 giugno - ed ogni giorno - per onorare le persone che votando per la Repubblica il 2 giugno 1946 ci liberarono dalla condizione di sudditi, ovvero di persone asservite, e ci donarono la condizione di cittadini, ovvero di persone libere e responsabili.
La prima cosa utile è rileggere la Costituzione della Repubblica italiana, questo grande manifesto morale e politico che chiama tutte e tutti a lottare per la liberazione dell’umanità intera.
La seconda cosa utile è impegnarsi per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione di tutti i conflitti, di tutte le società e le comunità, di tutte le culture e le religioni, dell'intero pianeta: solo la pace salva le vite, e noi tutte e tutti siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo insieme parte e custodi.
La terza cosa utile è la scelta della nonviolenza come unico metodo adeguato di azione sociale, civile e politica, come fondamentale riferimento teorico e pratico per i compiti che tutte e tutti dobbiamo adempiere per il bene comune dell'umanità.
lunedì 1 giugno 2026
Domani in piazza della Repubblica
La Repubblica compie 80 anni e per celebrare la ricorrenza a Calcinato l’amministrazione comunale organizza martedì 2 giugno a partire dalle ore 9.30 una manifestazione in piazza della Repubblica.
La ricorrenza sarà accompagnata da un momento particolarmente significativo: 80 rintocchi delle campane della Torre civica.
Durante la celebrazione il sindaco Vincenza Corsini ricorderà i valori della Repubblica, della democrazia, della libertà e della partecipazione.
sabato 30 maggio 2026
Domande di un lettore operaio - 2
Quando rivedremo i bambini sfrecciare sulla zipline del parco di via Gramsci?
giovedì 28 maggio 2026
42 anni fa la bomba fascista in Piazza Loggia
Il 28 maggio 1974 sull’asfalto di una Piazza della Loggia bagnata di pioggia e di sangue caddero otto compagni ammazzati dalla violenza terrorista.
Per conoscere quella tragedia che ha segnato tutti noi può essere utile la lettura del volume di Paolo Corsini “Una bomba fascista”, appena pubblicato dalla Morcelliana.
Sono molteplici le ragioni che inducono l’autore a ritornare su quella tragedia che segnò inesorabilmente la sua vita. A partire dalla presenza fisica quel mattino: “Raggiunta piazza della Loggia per partecipare alla manifestazione antifascista convocata per denunciare le violenze ripetutamente consumate dagli epigoni del fascismo in città e nel Paese, ho assistito in diretta alla strage, risultandone incolume a motivo di una circostanza del tutto fortuita. Stavo infatti conversando con Alberto Trebeschi, poi una delle vittime – era stato mio insegnante di matematica e fisica al liceo Arnaldo –, quando una collega mi ha fatto segno di raggiungerla, per parlarmi, sotto il lampione a poche decine di metri dalla colonna dei portici che sarebbe stata colpita dall’ordigno. Il tempo per salutarla e l’esplosione della bomba. Lo scenario che si è aperto alla mia vista – corpi dilaniati ed esangui a terra, feriti straziati e sanguinanti che invocavano aiuto, la confusione e lo scompaginamento generale, nonostante l’appello degli organizzatori ad evitare il panico – non mi ha più abbandonato”.
L’ha poi affrontata in numerose occasioni in veste di studioso delle tappe di sviluppo del neofascismo a Brescia, a partire dalla continuità con la presenza a Salò della Repubblica Sociale Italiana, della strategia della tensione, delle acquisizioni storiografiche e giudiziarie. E poi ancora, da parlamentare, come membro della Commissione bicamerale d’inchiesta sul “terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi”. Infine nel ruolo di sindaco – dal 1992 al 1994 e dal 1998 al 2008 – ne ha fissato, attraverso una vasta gamma di iniziative, la sedimentazione nella memoria pubblica come evento decisivo per l’identità della città.
In 192 pagine (le 28 finali occupate da una vastissima bibliografia fatta di quasi 250 lemmi) lo storico ricostruisce accuratamente gli anni della mobilitazione nera tra Giorgio Almirante e Pino Rauti, con particolare attenzione al Movimento sociale italiano nella nostra provincia, passando poi in rassegna il periodo dallo stragismo allo spontaneismo armato, concentrandosi su quella che definisce “la più politica delle stragi” e soffermandosi sul tortuoso iter processuale che ne seguì, fra infiniti “depistaggi e impistaggi”, per concludere con un capitolo indispensabile sulla necessità di “fare memoria” fra verità storico-politica e certezza giudiziaria.
Con parole di monito Corsini ricorda che “a Brescia non cadono vittime innocenti, ma uomini e donne consapevoli, rei di un antifascismo militante, coerente, animato da determinazione che non si arrende, fino a testimoniare col martirio la propria passione civile e fede democratica, il proprio impegno politico. Nel loro caso si può sostenere di essere in presenza di una sorta di utopia delle vittime, cioè l’utopia da loro coltivata che ‘le istituzioni, gli uffici, gli strumenti dell’amministrazione dell’ordine pubblico - così il filosofo Mario Cassa - diventassero autentici, diretti strumenti della volontà popolare’”.
martedì 26 maggio 2026
Una mostra sugli anni Settanta a Montichiari
Stamattina alle ore 11.30 all’Istituto statale Don Milani di Montichiari verrà inaugurata la mostra intitolata “Il Paese di Caino e Abele. Viaggio nelle memorie degli Anni Settanta”, un progetto ideato e realizzato dagli studenti della classe quinta A del Liceo economico-sociale.
”L’esposizione non si configura come una cronaca storica - spiega la docente Laura Butti - bensì come l'atto restitutivo di un viaggio della memoria che ha visto i ragazzi attraversare i luoghi simbolo di quella stagione: Milano, Brescia e Bologna”.
“Il nucleo dell'intera operazione - sottolinea - risiede nella volontà di innescare nel fruitore una riflessione critica e partecipata sul drammatico periodo della strategia della tensione. Attraverso lo sguardo delle nuove generazioni, la complessità di quegli anni viene destrutturata e ricomposta, offrendo una chiave di lettura contemporanea su un passato ancora aperto”.
Visitabile fino a lunedì 8 giugno, il percorso espositivo si articola attraverso una duplice modalità espressiva, in cui la memoria si fa azione e documento attraverso rielaborazioni iconografiche - segni, forme e tensioni visive capaci di tradurre l'impatto emotivo e la complessità dell'epoca - e restituzioni testuali, con frammenti di pensiero che danno voce ai silenzi della storia.
L'efficacia dell'operazione risiede proprio in questo cortocircuito tra memoria storica e interpretazione artistica, dove il dato documentario viene superato a favore di un'autentica urgenza espressiva e civile.
acquisire ulteriori informazioni sulle iniziativa oppure prenotare una visita guidata può scrivere una mail all’indirizzo di posta elettronica butti.laura@iisdonmilanimontichiari.it.
giovedì 21 maggio 2026
Oggi a Brescia con la Global Sumud Flotilla
Anche Brescia si mobilita in solidarietà con i volontari della Global Sumud Flotilla rapiti in acque internazionali e maltrattati dai militari israeliani: la manifestazione è convocata per giovedì 21 maggio alle ore 18.30 in Piazza Duomo all’insegna dello slogan SIAMO TUTTE E TUTTI SULLA STESSA BARCA.
“Come gli equipaggi che attraversano il mare, scegliamo di restare umani, presenti, schierati” spiegano gli organizzatori in una nota. “Scendiamo in piazza insieme, portiamo i nostri corpi dove altri e altre hanno portato i propri: contro l’assedio, contro il silenzio, contro la complicità”.. “Quello che accade alla Flotilla - secondo loro - non è un’eccezione.
È lo stesso dispositivo di violenza che colpisce Gaza, la Cisgiordania, il Libano e tutti i popoli che resistono all’oppressione.
Abbiamo visto fin dove può spingersi l’entità sionista:
fino ad attaccare missioni umanitarie anche nei confini dell’Unione Europea, nel totale disprezzo del diritto internazionale e con la copertura politica dei governi occidentali. Abbiamo visto la complicità dei nostri Stati: il loro silenzio, il loro sconcerto di facciata, la loro incapacità di interrompere massacri, occupazione e apartheid”.
E si chiedono: “Cos’altro dobbiamo vedere? Quanto ancora resteremo fermi?”
“Noi scegliamo di muoverci - sottolineano - e di mettere i nostri corpi nella lotta. Chiediamo azioni immediate e giustizia: per i prigionieri e le prigioniere palestinesi, contro torture, detenzione arbitraria e leggi razziste che trasformano la pena di morte in strumento coloniale; per Gaza, perché entrino subito aiuti umanitari, medici e mediche, psicologi e psicologhe, materiali e persone necessarie a sostenere la vita e la ricostruzione; per le famiglie di Gaza, perché cessino bombardamenti, droni, fame imposta, assedio e violenze quotidiane; per i palestinesi della Cisgiordania, perché possano vivere senza occupazione, colonie, incursioni armate e violenza dei coloni; per il Libano, per l’Iran, per il Venezuela e per tutti i popoli colpiti da guerra, colonialismo, sanzioni e oppressione”.
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