venerdì 6 marzo 2026

Le scuole calcinatesi manifestano per la pace

Colori, parole recitate e cantate, gioia e spirito di fratellanza e comunione sono stati alcuni dei principali ingredienti della mattinata di venerdì 6 marzo, dedicata alla pace dall’intero Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Calcinato.
La scelta di individuare orari diversi per i vari plessi, in successione, ha dato l’idea di una staffetta dedicata alla riflessione e alle testimonianze, che hanno voluto in qualche modo coinvolgere anche la comunità. Alcuni genitori e anche passanti, infatti, hanno preso parte ai momenti proposti e questo è stato certamente un segnale importante per il territorio. 
Le poesie e i messaggi di fratellanza della scuola primaria “Ferraboschi”, le lezioni delle diverse materie dell’università della pace per la primaria “Agosti” di Calcinatello, la poesia inedita e il gesto simbolico dei bambini dell’infanzia “Munari” di donare un fiore colorato, simbolo di pace, ad alcuni compagni della primaria, sono stati davvero toccanti. Come filo conduttore per entrambe le scuole la canzone “Esseri Umani” cantata a gran voce e animata in modo colorato. 
E poi il canto personalizzato dei bambini della primaria di Ponte San Marco, rivolto ai genitori giunti ad assistere al cancello della scuola. Infine la passeggiata dalla scuola al Municipio per i bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia “Marini” e per la delegazione dei ragazzi della secondaria, tra cui la sindaca del Consiglio Comunale dei Ragazzi, con l’incontro dal vivo con la Prima cittadina del Comune. Tutti gesti significativi, pensati, non casuali, preparati con linguaggi diversi ( poesie, striscioni, lenzuoli raffiguranti alcuni diritti fondamentali) e parole diverse: già perché nei giorni precedenti il 6 marzo attraverso l’uso di un drone sono state riprese alcune installazioni nei vari edifici scolastici in cui gli alunni hanno ricreato la parola pace in lingue diverse, oppure con i colori della bandiera o un grande paracadute per i più piccoli. E l’uso di altre lingue è proprio per ricordare che, al di là di pregiudizi e barriere, siamo parte di un’unica famiglia, quella umana. 

mercoledì 4 marzo 2026

La Germania sciopera contro la leva militare

Per domani in tutta la Germania è in programma una nuova ondata di scioperi e manifestazioni studentesche contro la leva e contro la deriva di militarizzazione del Paese. È la seconda tappa di una mobilitazione che, a partire dallo sciopero del 5 dicembre 2025, ha costruito comitati nelle scuole e una rete nazionale di presìdi locali, con l’obiettivo dichiarato di bloccare il ritorno della coscrizione. 
Ricordiamo che il 5 dicembre 2025, mentre il Bundestag votava una riforma del “servizio militare”, in circa 90 città oltre 55 mila studenti avevano lasciato le aule per manifestare. 
Una parte rilevante della novità è organizzativa: la preparazione è passata da comitati di sciopero nelle scuole, materiali autoprodotti, coordinamenti locali e una capacità di reggere pressioni e minacce disciplinari da parte di alcune dirigenze scolastiche.
Il 5 marzo 2026 è il passaggio successivo, annunciato esplicitamente già nelle settimane successive allo sciopero di dicembre e rilanciato anche in contesti politici e assembleari: alla Rosa Luxemburg Conference di Berlino, a gennaio, si parlava già di nuove “school walkouts” e di una mobilitazione più ampia contro coscrizione e lo smascheramento dei piani di preparazione della guerra. Come ha gridato il sedicenne Clemens davanti alla folla che ha partecipato alla manifestazione di sciopero a Berlino: “Se il governo ci ama così tanto, perché ci dice quando saremo arruolati ma non ci chiede mai cosa vogliamo fare della nostra vita?”.
Il punto di frizione è la riforma che, pur non ripristinando formalmente la leva, introduce meccanismi obbligatori di registrazione e valutazione per i diciottenni (con obblighi più stringenti per i giovani uomini), a partire dal 1 gennaio 2026, e mantiene sullo sfondo la possibilità di un ritorno alla coscrizione se i numeri del reclutamento volontario non bastassero.
Il quadro politico dichiarato è in linea con il piano di riamo europeo che prevede l’aumento degli organici e della cosiddetta “prontezza” militare: nelle cronache internazionali ricorrono obiettivi di crescita delle forze armate e della riserva; e nel dibattito pubblico tedesco la coscrizione, sospesa nel 2011, torna ciclicamente come opzione di “sicurezza” e “difesa”.
Dalle testimonianze raccolte nelle mobilitazioni emerge un nesso insistito tra militarizzazione e condizioni materiali: scuole in difficoltà, carenza di personale, costo della vita e priorità di spesa pubblica. La critica dei movimenti studenteschi non si limita al “no alla leva”, ma investe l’idea che una generazione già sotto pressione venga chiamata a pagare il prezzo di scelte politiche orientate al riarmo.
La mobilitazione ha un significato europeo immediato: la coscrizione non è un tema “nazionale tedesco”, perché si muove dentro un ciclo continentale di aumento delle spese militari, riforme di reclutamento, normalizzazione del linguaggio bellico. In questo spazio, il diritto all’obiezione di coscienza e la protezione di chi rifiuta di combattere diventano terreno di scontro politico e giuridico, come ricordano reti e organizzazioni europee che lavorano su asilo e tutela dei renitenti e dei disertori.

martedì 3 marzo 2026

Le scuole di Calcinato chiedono la pace

Mente i venti di guerra soffiano sempe più impetuosi insanguinando numerose aree del pianeta, si intitola “Insieme con passi e voci di pace” la giornata di mobilitazione organizzata per venerdì 6 marzo a Calcinato dall’Istituto Comprensivo statale Dante Alighieri per le scuole di ogni ordine e grado. Quattro gli appuntamenti in programma: alle ore 8:30 alla scuola primaria Ferraboschi in Piazza della Repubblica, alle 9.15 alla primaria Agosti e alla scuola dell’infanzia Munari nel Parco dei Cavalieri dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, alle 10:15 alla primaria Pedrini e Carloni di Ponte San Marco nel giardino interno, alle 11:15 per scuola dell’infanzia Marini e per una delegazione della scuola secondaria di primo grado nella centralissima piazza Aldo Moro, gli alunni e gli insegnanti cammineranno “per chiedere a gran voce la pace con canti e riflessioni”, invitando la a cittadinanza a unirsi a loro.

domenica 1 marzo 2026

Ancora un'altra guerra

Ieri scatenando l’operazione militare congiunta denominata “Ruggito del leone”, Israele e gli Stati Uniti hanno scelto, per l’ennesima volta, la guerra, una scelta decisamente grave (anche) perché arriva nel momento peggiore possibile: mentre la diplomazia stava — faticosamente, ma concretamente — cercando una via d’uscita. Solo ieri, il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi — il principale mediatore nei negoziati tra Washington e Teheran — aveva dichiarato che l’Iran era pronto a rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito e aveva definito l’accordo di pace “alla nostra portata”. Dopo tre round di colloqui a Ginevra, con l’AIEA direttamente coinvolta come osservatore tecnico, si intravedevano per la prima volta le condizioni per un’intesa: zero accumulo, zero stoccaggio, piena verifica internazionale. La questione del controllo del programma nucleare iraniano stava trovando uno spazio negoziale reale.
Nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili. L’attacco missilistico di Usa e Israele contro l’Iran non aiuterà le società civile iraniana a liberarsi del regime teocratico ma darà nuove motivazioni a Teheran per accelerare ed avviare in modo più esteso il proprio riarmo ed rafforzare la repressione interna.
Siamo con il popolo iraniano che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini. A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La loro richiesta di libertà, diritti, giustizia, democrazia è la nostra stessa richiesta, comune a tutti i popoli che lottano per rompere le catene dell’oppressione e dell’ingiustizia, in ogni parte del mondo. Conquiste che si ottengono con la forza del diritto e non le operazioni militari e nuove forme di colonialismo. Il futuro dell’Iran appartiene solo al suo popolo: non a Netanyahu; non a Trump.
Nel condannare con forza l’ennesimo passo verso il baratro chiediamo al Governo italiano e a quelli della Unione Europea di dissociarsi da questa follia, di richiedere la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra illegale.
In particolare chiediamo:
· l’immediata cessazione delle operazioni militari da parte di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran, nuovamente in aperta violazione del diritto internazionale;
· il ritorno urgente alla diplomazia, ripristinando i canali negoziali che erano in corso;
· un impegno dell’Unione Europea affinché assuma un ruolo attivo e autonomo nel promuovere la de-escalation e nel sostenere un accordo negoziale sul nucleare basato su verifiche internazionali credibili;
· la protezione delle popolazioni civili;
· l’impegno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a verificare e denunciare la repressione e la violazione dei diritti umani nei confronti di chi manifesta pacificamente in Iran.
Mobilitiamoci nelle piazze con chiunque sostenga la popolazione iraniana e il movimento “Donne Vita Libertà” per il loro diritto all’autodeterminazione e alla pace. Le guerre si portano dietro altre guerre, in una spirale infinita di odio, morte e distruzione.
Le armi non danno nessuna sicurezza ma stanno destabilizzando l’intero pianeta.
Il tempo della pace è adesso!
Movimento Nonviolento - Infoline 346 2141589

venerdì 27 febbraio 2026

Tre martedì al mercato per il NO al referendum

In vista del referendum confermativo della riforma costituzionale sulla giustizia voluta dal governo, per cui gli italiani saranno chiamati a votare domenica 22 e lunedì 23 marzo, nelle mattinate di martedì 3, 10 e 17 marzo dalle ore 9 alle 12 a Calcinato i volontari del Comitato per il NO organizzano un presidio informativo al mercato settimanale di Piazza Aldo Moro.
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sull’iniziativa può telefonare alla segreteria organizzativa al numero 340 2712285.

giovedì 26 febbraio 2026

Corda Molle: iniziativa della sindaca Corsini

In merito all’introduzione del pedaggio sulla Strada Provinciale 19 Corda Molle e alle misure di esenzione previste, il Comune di Calcinato ha formalmente richiesto alla Provincia di Brescia, tramite una lettera a firma della sindaca Vincenza Corsini, un chiarimento istituzionale sui criteri adottati per la delimitazione territoriale delle agevolazioni.
Tra i parametri individuati per l’accesso alle esenzioni compare l’inclusione dei territori situati entro un raggio di due chilometri dal tracciato della Corda Molle, criterio applicato al quadrante sud della città di Brescia.
Da una verifica oggettiva delle distanze emerge tuttavia che il confine del Comune di Calcinato dista circa 1.800 metri dal tracciato, rientrando quindi nella soglia chilometrica indicata. Nonostante ciò, Calcinato risulta escluso da qualsiasi forma di esenzione o riduzione tariffaria.
«Non si tratta di rivendicare privilegi – sottolinea la sindaca Vincenza Corsini – ma di chiedere uniformità e trasparenza nell’applicazione di parametri tecnici, che dovrebbero valere in modo omogeneo per tutti i territori che vi rientrano».
L’Amministrazione comunale calcinatese evidenzia come le risorse destinate alle agevolazioni provengano dal bilancio provinciale e quindi dall’intera collettività. Per questo motivo, la mancata inclusione di Calcinato, pur nel rispetto del parametro tecnico dichiarato, solleva una questione di coerenza e di equità tra cittadini della stessa provincia.
Nel documento trasmesso al Presidente e al Consiglio provinciale, il Comune chiede in particolare: chiarimenti sulle modalità di calcolo e applicazione del parametro dei 2 km; le motivazioni dell’esclusione di Calcinato dai territori beneficiari, nonostante la distanza inferiore alla soglia indicata; la valutazione di un’eventuale revisione del perimetro delle esenzioni, al fine di garantire coerenza tecnica ed equità.
È stata inoltre richiesta la disponibilità a un incontro istituzionale di approfondimento per esaminare congiuntamente i dati tecnici e le valutazioni adottate, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise.
«La Provincia è la casa comune dei suoi territori – conclude la sindaca Corsini –. Quando vengono definiti criteri oggettivi, essi devono essere applicati in modo uniforme e verificabile. Il confronto istituzionale è lo strumento più corretto per garantire trasparenza, equilibrio e pari dignità tra le comunità».

martedì 24 febbraio 2026

Al referendum votiamo NO

La Legge Nordio non e' una vera riforma della Giustizia. Non migliora il servizio ai cittadini, non riduce i tempi dei processi, non aumenta il personale e non regolarizza i precari, non rafforza le garanzie, non assicura la rieducazione del condannato ne' la certezza della pena.
E' inutile, perche' la separazione tra PM e giudici c'e' gia' dopo la riforma Cartabia del 2022, le due funzioni sono separate: meno dell'1% dei magistrati passa dall'una all'altra.
Al contrario, la Legge Nordio stravolge la Costituzione e mette a rischio l'autonomia della magistratura, compromettendo l'equilibrio tra i poteri dello Stato.
Con un obiettivo preciso: sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere.
La legge Nordio, con Autonomia differenziata e Premierato, e' parte di un disegno piu' ampio di profondo e radicale cambiamento della nostra Repubblica democratica.
Il risultato e' una Giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti.
L'autonomia della magistratura non e' un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti.
Per difendere la Costituzione e una Giustizia imparziale votiamo NO al referendum sulla Legge Nordio.

lunedì 16 febbraio 2026

M’illumino di meno

Oggi aderiamo volentieri alla campagna M'illumino di meno, un'iniziativa simbolica finalizzata alla sensibilizzazione verso il risparmio energetico e lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar.
Invitiamo pertanto a ridurre al minimo il consumo energetico, spegnendo il maggior numero di dispositivi elettrici non indispensabili, anche con segnali singolari che visualizzino ai vicini e ai concittadini il nostro impegno ecologico.

venerdì 13 febbraio 2026

Domani a Brescia le donne in piazza per la pace

Tornano a manifestare contro la guerra nella nostra città sabato 14 febbraio le "Donne in cammino per la pace", che da qualche anno si caratterizzano per manifestazioni rigorosamente nonviolente e silenziose, vestite di nero con uno straccio bianco al braccio. L'appuntamento questa volta è alle ore 9.30 nel piazzale della stazione ferroviaria. Da lì il corteo si snoderà verso il centro attraversando corso Martiri della Libertà, corso Palestro, corso Zanardelli, via Mazzini e via Trieste, per terminare in piazza Paolo VI. 
"siamo corpi di donne, di madri e di figlie in silenzio, ma non arrese di fronte alle guerre, alle violenze, alla prepotenza e alla distruzione" scrivono in un comunicato, sottolineando che "fuori dalla babele di parole bugiarde che stanno occupando la storia, che minano la sopravvivenza in pace e in democrazia e la stessa continuità del pianeta è necessario portare i nostri corpi, pensieri e azioni di convivenza pacifica, perché vivere con amore e in pace è un bisogno vitale per tutti gli esseri umani, mentre vivere con rabbia e minacciati sotto spinte di odio e di violenza è doloroso e pregiudica la speranza di un futuro di pace per tutti i popoli del mondo".

giovedì 12 febbraio 2026

Open day all’asilo nido Magica Bula

Porte aperte sabato 14 febbraio a partire dalle ore 14 all'asilo nido comunale Magica Bula di via Stazione a Ponte San Marco, dove poi fino alla fine del mese di marzo resteranno aperte le iscrizioni per l'anno scolastico 2026/2027.
Il modulo per la richiesta di iscrizione è disponibile in sede oppure è scaricabile on line. Il servizio è rivolto principalmente ai bambini residenti sul territorio di Calcinato di età compresa tra i 3 mesi ed i 3 anni; si svolge dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle ore 16.30 e fino alle 17.45 solo per i bambini con certificate esigenze lavorative da parte dei genitori. È possibile formulare sia la richiesta di frequenza a tempo pieno sia la frequenza part-time.
Per chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni è possibile visitare la struttura prendendo appuntamento telefonando allo 030/9636195 oppure all'Ufficio Servizi Sociali ai numeri 030/9989221 o 030/9989236 oppure via mail all'indirizzo servizi.sociali@comune.calcinato.bs.it.

mercoledì 11 febbraio 2026

Il sindaco incontra la comunità di Ponte San Marco

Giovedì 12 febbraio a Ponte San Marco il circolo Acli organizza il tradizionale incontro con l'amministrazione comunale di Calcinato.
"A quasi due anni dalle elezioni amministrative - spiegano i promotori in una nota - verranno illustrati gli obiettivi raggiunti e le prospettive future nel territorio di Ponte San Marco". Alla serata interverranno il sindaco Vincenza Corsini e gli assessori della giunta municipale. L'appuntamento è alle ore 20:30 nel salone polivalente dell'oratorio.

martedì 10 febbraio 2026

La vita di Liliana Segre stasera al Marconi

Al Teatro Marconi di via Carlo Alberto 1 a Calcinato martedì 10 febbraio alle ore 10:30 per gli alunni della scuola media Dante Alighieri e in serata alle 20.45 per la cittadinanza il Centro di produzione teatrale “M.i.l.k. - La Piccionaia presenta lo spettacolo “Fino a quando la mia stella brillerà”, con Margherita Mannino per la regia di Lorenzo Maragoni.
Realizzata con il patrocinio dell’Associazione Figli della Shoah e della Comunità Ebraica di Venezia, la rappresentazione racconta l’itinerario esistenziale della senatrice a vita Liliana Segre, partendo da una sua semplice domanda da bambina: “Perché non posso più andare a scuola papà?” e da una spiazzante risposta “Perché siamo ebrei, Liliana”.
Una storia dolorosa, indimenticabile, quella della Segre che, dopo un’infanzia felice e spensierata, a soli 13 anni viene deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, in un un viaggio al limite della sopravvivenza e di una drammatica prigionia che si fatica finanche a immaginare.
Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni sulla serata può scrivere un messaggio in WhatsApp al numero 348.6335290 oppure scrivere una mail alla segreteria organizzativa all’indirizzo di posta elettronica infomarconi.calcinato@gmail.com.

lunedì 9 febbraio 2026

Lettera aperta su depuratore e TAV nel Basso Garda

Sono un residente in zona basso Garda e intendo richiamare due argomenti riguardanti questo territorio trattati sui giornali bresciani negli ultimi giorni.
Mi riferisco alla vicenda del depuratore del Garda e la stazione TAV sempre del Garda. Cominciamo dal primo. Dopo più di dieci anni di proclami di avvio di nuovi impianti dettati da urgenze e fantomatici pericoli di cedimento strutture esistenti(come detto dimostrate false) e progetti imposti e imprescindibili siamo ad oggi con ancora nessun progetto approvato, location cambiate almeno 3 volte, costi triplicati, indicazioni tecniche pure contrastanti tra loro. Vari i responsabili di questo, dalla Presidente della Comunità del Garda che ha voluto la figura del commissario/prefetto per gestire l’affare, al commissario/prefetto stesso, dimostratosi evidentemente inutile e mero esecutore, ai vertici Ato e Acque Bresciane con continue contraddizioni nelle modifiche dei progetti (ultima condotta sublacuale) lungo la sponda alto lago a fronte di precedenti “diktat” di pericolosità per quella attuale), ai Sindaci che si “palleggiano” i siti destinati all’impianto. Tutte situazioni da sempre denunciate dai Comitati dedicati e dimostratesi reali. Da ricordare che gli stessi Comitati hanno sempre indicato soluzioni alternative rispettose di cittadini, ambiente e territori, che non li si additi “quelli del no” come al solito. 
Passiamo alla stazione TAV Garda. Oltre a richiamare l’assurdità di una nuova linea TAV con fermate ogni 30 km, in presenza di un ferrovia già esistente ed efficiente, e alla narrazione dell’importanza di una TAV in funzione “ecologica” togliendo traffico dalle strade ma progettando al contempo una 4° corsia per l’A4, oltre alle già Brebemi, ecc..,ora si insiste per una stazione a San Martino d/Battaglia (a 10 km dal lago) raccontata inizialmente come potenziamento a servizio turistico si conferma invece la vera finalità del progetto, come peraltro già dichiarato in un grande convegno dedicato nel 2021 dagli stessi protagonisti, in specie il Presidente di Coldiretti e noti politici della zona, allora insieme ad AIB e Consorzi Albergatori e altri soggetti, ossia un vero e proprio SCALO MERCI con tutte le strutture necessarie, capannoni, magazzini, parcheggi, strade, servizi dedicati, ecc. Anche su questo i Comitati di scopo da sempre evocato tali incongruenze e sempre trattati da “ostacoli”allo “sviluppo” (per chi?). 
Su tutto questo sarebbero chiamati a rispondere gli esponenti politici locali e nazionali rappresentanti dei cittadini locali e nazionali, e non solo dei “poteri forti”, la tutela dei territori anche pregiati e l’attenzione allo spreco di risorse pubbliche per progetti che favoriscono solo e sempre i soliti noti e dedicarli ai servizi e bisogni quotidiani.
Danilo Zeni