lunedì 12 ottobre 2026

Giovedì 15 al Marconi arriva Lucia Goracci

Inizia giovedì 15 ottobre alle ore 20:45 la terza stagione di programmazione del Teatro Marconi di Calcinato che, riaperto nel 2023, si sta sempre più caratterizzando per una ampia e diversificata proposta che lo contraddistingue sia come “spazio di comunità” sia come punto di riferimento culturale per il territorio cittadino e circostante. 
Giovedì sarà di scena Lucia Goracci, che con “Assedi: un diario di guerra” propone un racconto dei suoi vent’anni di carriera come giornalista e inviata di RAI3 nei principali teatri di guerra del Medio Oriente: dall’assedio di Kobane all’evacuazione di Kabul, fino ai recenti scenari in Libano e a Gaza. 
In un’epoca segnata da ferite geopolitiche sempre più profonde, il reading con Lucia Goracci si configura come un’esperienza multimediale, fatta di storie e filmati raccolti e documentati con rigore e passione, dove immagini esclusive catturate sui fronti più caldi del globo fungono da vero e proprio canto parallelo alla parola. Al centro della scena c’è il corpo vivo di un’umanità calpestata: uomini, donne, bambini e anziani che non hanno scelto la guerra, ma che vi si trovano immersi, dentro la polvere e le macerie di Baghouz, Mosul, Raqqa, Damasco, ed Aleppo. È un diario che vede trasformare la fame e la scarsità degli aiuti umanitari in un gioco dei desideri e che celebra, ad esempio, il sacrificio delle combattenti curde, abbandonate da quell’Occidente che prima le ha illuse e poi dimenticate. Una forma di preghiera laica per chi continua a consegnare alle stelle il proprio diritto di esistere.
I biglietti interi a 22 euro sono disponibili on-line su www.vivaticket.com digitando Calcinato nella barra di ricerca “eventi, luoghi, artisti” oppure alla biglietteria del Teatro (dove è possibile avere anche il ridotto a 18 euro) martedì 13 ottobre dalle 18 alle 19 e giovedì 15 dalle 18 alle 19 e dalle 20 in poi.
Ulteriori ragguagli si possono avere scrivendo a infomarconi.calcinato@gmail.com o in WhatsApp al 348.6335290.

domenica 11 ottobre 2026

Borse di studio per alunni meritevoli

Da qualche giorno a Calcinato è aperto il bando per l’assegnazione della borsa di studio per studenti meritevoli per i risultati scolastici conseguiti nell’anno scolastico 2024/2025. La scadenza per la presentazione della domanda è fissata per venerdì 23 ottobre.
Possono accedervi gli alunni del terzo anno della scuola secondaria di primo grado, della scuola secondaria di secondo grado, dei centri di formazione professionale, dei corsi di laurea e dei conservatori.
L'istanza può essere inoltrata on line collegandosi al sito web www.comune.calcinato.bs.it nell'area "Servizi on line". Per ulteriori eventuali chiarimenti si può telefonare all’ufficio pubblica istruzione in municipio allo 030 9989240.

sabato 10 ottobre 2026

Con Valdo di Lione e Francesco d’Assisi oggi apre LUNiCa

Superata ogni più rosea previsione, la campagna di iscrizioni al primo anno accademico della Libera Università di Calcinato, ha costretto l’assessorato alla cultura del Comune a spostare la sede delle lezioni dalla sala di lettura della civica biblioteca di via XX settembre 80 al Teatro Marconi di via Carlo Alberto 1.
Ideato per chi ha voglia di imparare, scoprire e stare insieme, il programma di lezioni si apre con due conferenze di Ennio Ferraglio, operatore culturale che si occupa della gestione dei fondi antichi della Biblioteca Queriniana di Brescia: sabato 10 parla di “Valdo di Lione eretico e Francesco d’Assisi santo: due povertà uguali e incompatibili“, mentre il 17 illustrerà la figura di Arnaldo da Brescia “haereticus brixiensis”. Seguirà poi fino a fine maggio una nutrita serie di altri appuntamenti pomeridiani a cadenza quindicinale, dedicati a storia, arte, cultura, letteratura, cinema, ambiente, medicina, scienza e molto altro, concepiti come occasioni per conoscere, approfondire e condividere i saperi.
Le lezioni si terranno nella sala ipogea del Marconi dalle ore 15.30 alle 17.30. Chi desiderasse ulteriori informazioni sul programma completo o preannunciare la propria iscrizione può telefonare in biblioteca al numero 030 963481.

venerdì 9 ottobre 2026

Martedì 13 c'è il consiglio comunale

A Calcinato approda in consiglio comunale martedì 13 ottobre l’esame del Regolamento per l’istituzione e la disciplina del Registro comunale dei volontari civici, che consentirà a tutti di prendersi cura, in forma singola o associata, dei beni e servizi comuni sul territorio e nelle strutture pubbliche.
Tra i diversi argomenti posti all’ordine del giorno dal sindaco Vincenza Corsini si segnalano la discussione su nuovi importanti documenti quali il Piano di protezione civile, il Piano regolatore cimiteriale e il Regolamento di polizia mortuaria.
Sul tappeto anche una variazione del bilancio di previsione finanziario 2026-2028 e la contestuale variazione del Documento unico di programmazione economica per il prossimo triennio.
L’appuntamento per gli interessati è alle ore 18.30 nella sala consiliare del municipio.

domenica 4 ottobre 2026

Perfetta letizia

Venendo una volta santo Francesco da Perugia a Santa Maria degli Angioli con frate Lione a tempo di verno, e ‘l freddo grandissimo fortemente il crucciava, chiamò frate Lione il quale andava innanzi, e disse così: “Frate Lione, avvegnadioché li frati Minori in ogni terra dieno grande esempio di santità e di buona edificazione; nientedimeno scrivi e nota diligentemente che non è quivi perfetta letizia”.
E andando più oltre santo Francesco, il chiamò la seconda volta: “O frate Lione, benché il frate Minore allumini li ciechi e distenda gli attratti, iscacci le dimonia, renda l’udir alli sordi e l’andare alli zoppi, il parlare alli mutoli e, ch’è maggior cosa, risusciti li morti di quattro dì; iscrivi che non è in ciò perfetta letizia”.
E andando un poco, santo Francesco grida forte: “O frate Lione, se ‘l frate Minore sapesse tutte le lingue e tutte le scienze e tutte le scritture, sì che sapesse profetare e rivelare, non solamente le cose future, ma eziandio li segreti delle coscienze e delli uomini; iscrivi che non è in ciò perfetta letizia”.
Andando un poco più oltre, santo Francesco chiamava ancora forte: “O frate Lione, pecorella di Dio, benché il frate Minore parli con lingua d’Agnolo, e sappia i corsi delle istelle e le virtù delle erbe, e fussongli rivelati tutti li tesori della terra, e conoscesse le virtù degli uccelli e de’ pesci e di tutti gli animali e delle pietre e delle acque; iscrivi che non è in ciò perfetta letizia”.
E andando ancora un pezzo, santo Francesco chiamò forte: “O frate Lione, benché ‘l frate Minore sapesse sì bene predicare che convertisse tutti gl’infedeli alla fede di Cristo; iscrivi che non è ivi perfetta letizia”.
E durando questo modo di parlare bene di due miglia, frate Lione, con grande ammirazione il domandò e disse: “Padre, io ti priego dalla parte di Dio che tu mi dica dove è perfetta letizia”.
E santo Francesco sì gli rispuose: “Quando noi saremo a santa Maria degli Agnoli, così bagnati per la piova e agghiacciati per lo freddo e infangati di loto e afflitti di fame, e picchieremo la porta dello luogo, e ‘l portinaio verrà adirato e dirà: Chi siete voi? e noi diremo: Noi siamo due de’ vostri frati; e colui dirà: Voi non dite vero, anzi siete due ribaldi ch’andate ingannando il mondo e rubando le limosine de’ poveri; andate via; e non ci aprirà, e faracci stare di fuori alla neve e all’acqua, col freddo e colla fame infino alla notte.
Allora se noi tanta ingiuria e tanta crudeltà e tanti commiati sosterremo pazientemente sanza turbarcene e sanza mormorare di lui, e penseremo umilmente che quello portinaio veramente ci conosca, che Iddio il fa parlare contra a noi; o frate Lione, iscrivi che qui è perfetta letizia.
E se anzi perseverassimo picchiando, ed egli uscirà fuori turbato, e come gaglioffi importuni ci caccerà con villanie e con gotate dicendo: Partitevi quinci, ladroncelli vilissimi, andate allo spedale, ché qui non mangerete voi, né albergherete; se noi questo sosterremo pazientemente e con allegrezza e con buono amore; o frate Lione, iscrivi che quivi è perfetta letizia.
E se noi pur costretti dalla fame e dal freddo e dalla notte più picchieremo e chiameremo e pregheremo per l’amore di Dio con grande pianto che ci apra e mettaci pure dentro, e quelli più scandolezzato dirà: Costoro sono gaglioffi importuni, io li pagherò bene come son degni; e uscirà fuori con uno bastone nocchieruto, e piglieracci per lo cappuccio e gitteracci in terra e involgeracci nella neve e batteracci a nodo a nodo con quello bastone: se noi tutte queste cose sosterremo pazientemente e con allegrezza, pensando le pene di Cristo benedetto, le quali dobbiamo sostenere per suo amore; o frate Lione, iscrivi che qui e in questo è perfetta letizia.
(dagli Atti del beato Francesco e dei suoi compagni, 1327-1337)

sabato 3 ottobre 2026

Processo Wte: condanna confermata

La Corte d’Appello di Brescia ha confermato la condanna di Giuseppe Giustacchini, amministratore della Wte, l’azienda che con le sue tre sedi operative di Calcinato, Calvisano e Quinzano d'Oglio è oggetto della maxi-inchiesta sulla gestione dei fanghi utilizzati come fertilizzanti agricoli.
Come già nel processo di primo grado conclusosi nel febbraio dello scorso anno, l’imprenditore 56enne - che non era presente in aula al momento della lettura della sentenza - è stato condannato a un anno e quattro mesi, con la sospensione della pena, oltre all’obbligo del ripristino delle condizioni di salubrità dei terreni e alla revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività d’impresa.
Confermate anche le pesanti conseguenze per la sua società, condannata ai sensi della legge 231 e destinata alla chiusura, oltre ai sequestri milionari, a una multa da 77mila euro e a una serie di risarcimenti.
La Corte d’Appello ha riconosciuto anche le provvisionali da 5mila euro ciascuna in favore dei Comuni di Lonato, Visano e Calvisano, delle Province di Brescia e Cremona e del Comitato Cittadini di Calcinato.
Come si ricorderà, la vicenda è relativa alla gestione dei fanghi sul territorio tra il 2018 e il 2019, quando circa 150mila tonnellate di materiale contenente metalli pesanti e idrocarburi, secondo l’accusa, sarebbero state sversate sui terreni di decine di Comuni tra Lombardia e Piemonte, presentandole come prodotti fertilizzanti mediante una modifica dell’etichettatura.
Nel processo di primo grado la gup Angela Corvi aveva giudicato l’imprenditore responsabile di un traffico illecito di rifiuti che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe arrecato alla sua azienda profitti per circa 12 milioni di euro. La solidità dell’impianto accusatorio è stata ribadita nel processo d’appello dal sostituto procuratore generale Umberto Vallerin, il quale nel suo intervento ha fra l’altro sottolineare che avrebbe chiesto una pena più alta se ciò fosse rientrato nelle sue possibilità.
Non è mutata invece la linea della difesa che, contestando la ricostruzione della pubblica accusa, ha dichiarato che la Wte non avrebbe distribuito materiale tossico e che non ci sarebbe stato il citato guadagno di 12 milioni di euro: l’avvocato Luca Patti si è inoltre soffermato sulla complessità della normativa vigente in materia e sulla classificazione giuridica dei materiali come rifiuti.

venerdì 2 ottobre 2026

Visite guidate a San Francesco in Costiolo

A Calcinato riapre le sue porte la chiesetta di San Francesco, un piccolo gioiello situato in località Costiolo, che racchiude in sé oltre quattro secoli di storia, essendo stata costruita alla fine del XVI secolo dalla famiglia Bonacini. 
In occasione dell'ottavo centenario della morte del santo giullare, nel weekend riapre in via straordinaria al pubblico per due visite guidate, durante le quali i partecipanti potranno ammirarne gli elementi architettonici, scoprire i dettagli dell'antico altare ligneo e conoscere le curiosità che ne hanno contrassegnato la storia.
Gli appuntamenti per gli interessati sono sabato 3 e domenica 4 ottobre con inizio alle ore 15, partendo dal cortile adiacente l'edificio sacro.

mercoledì 30 settembre 2026

Tenerci compagnia

“Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Sì bene attendiamo a tenerci compagnia l'un l'altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita. La quale senza alcun fallo sarà breve. E quando la morte verrà, allora non ci dorremo; e anche in quell'ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrerà il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora".
Giacomo Leopardi, Dialogo di Plotino e di Porfirio, 1827

martedì 29 settembre 2026

Giornata internazionale dell’Onu per la nonviolenza

La Giornata internazionale dell’Onu per la nonviolenza verrà celebrata venerdì 2 ottobre, genetliaco del Mahatma Gandhi, anche a Brescia con un happening che si svolgerà nella storica sede del Movimento Nonviolento in via Milano 65.
A partire dalle ore 17 ci sarà la possibilità di fare una visita guidata di questa struttura che da 50 anni lavora in città per la pace, il disarmo e l’ecologia, con particolare attenzione alla biblioteca (una delle più ampie in Italia dedicate a questi temi specifici), all’archivio storico e alla mostra di manifesti antimilitaristi e pacifisti allestita per l’occasione.
Alle 18.30 inizierà poi il concerto “Musica e parole contro la guerra” con la partecipazione dei chitarristi William Tononi e Marco Tufari che si alterneranno sul palco a una nutrita serie di lettori dei testi classici del pensiero nonviolento. Concluderà la serata una ricca apericena per tutti i partecipanti. L’ingresso è a offerta libera.
“Per noi – ha detto la coordinatrice Claudia Capra presentando l’iniziativa – sarà soprattutto l’occasione per festeggiare le 57 mila 136 firme di cittadini che chiedono una legge per la istituzione del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta, riconosciuta come componente a pieno titolo del sistema di difesa e di sicurezza della Repubblica. Dopo sei mesi di mobilitazione - diverse migliaia le adesione anche nella nostra provincia - venerdì scorso le abbiamo depositate in Senato a Roma”.
“Mentre le spese militari toccano vette mai raggiunte - dichiara Capra – con questo provvedimento si potrà invece potenziare il servizio civile, creare i Corpi civili di pace per intervenire nelle crisi prima dell’escalation militare e rafforzare la Protezione civile a difesa del territorio”.

lunedì 28 settembre 2026

Prendersi cura di chi si prende cura

Sì intitola “Cure-giver. Prendersi cura di chi si prende cura” l’incontro formativo che si terrà mercoledì 30 settembre alle ore 18 al Centro Sociale di via Roma a Calcinato.
Dedicato ai caregiver familiari, l’iniziativa offrirà informazione, orientamento e formazione per i cittadini interessati ad affrontare con maggiore consapevolezza il percorso di cura, con informazioni sui servizi e le opportunità del territorio, elementi di orientamento nella rete sociosanitaria e sociale, momenti formativi pratici, spazi di confronto, ascolto e supporto.

domenica 27 settembre 2026

Martedì c'è il consiglio comunale

A Calcinato si terrà martedì 29 settembre la prossima seduta del consiglio comunale.
Tra i diversi argomenti posti all’ordine del giorno dal sindaco Vincenza Corsini si segnalano la discussione sul bilancio consolidato relativo all’esercizio 2025, l’analisi di una variazione al bilancio di previsione per l’anno in corso e l’approvazione del Documento unico di programmazione economica per il prossimo triennio.
L’appuntamento per gli interessati è alle ore 18.30 nella sala consiliare del municipio.

lunedì 21 settembre 2026

Dario Viotti in mostra a Montichiari

Dario è "uno di quelli veri", come si diceva una volta. 
Lui vive da sempre a Calcinato, insegna alla Scuola Internazionale di Comics di corso Matteotti 54 a Brescia ed è noto come illustratore della popolare serie horror «Dampyr», da 25 anni pubblicata mensilmente dalla Sergio Bonelli editore, nonché per il suo libro «Zero - Troppo giovane per morire», realizzato su testi di Leonardo Valenti, sceneggiatore di fortunate serie televisive come «Distretto di polizia». 
Se potete, andate a vederli, questi suoi disegni!

venerdì 18 settembre 2026

Aperitivi letterari da domani in Biblioteca

Sabato 19 settembre tornano a Calcinato gli aperitivi letterari del Teatro dell’Innesto, concepiti stavolta come letture espressive sulla natura, la sua magia, gli animali e il loro impatto sulla vita dell’uomo.Si comincia con un adattamento del memoir “Io e la lepre” della scrittrice inglese Chloe Dalton. Il 26 saranno proposti ampi stralci dal libro “Le vite dell’Altipiano” di Mario Rigoni Stern e il 3 ottobre si resterà in altura con una selezione di brani da “Le otto montagne” di Paolo Cognetti.
Sul palco reciteranno gli attori Marco Brunelli, Michele Manenti, Asia Medeghini e Pietro Pennello, diretti dal regista Luca Bindoni. Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito e si terranno nella sala di lettura della civica biblioteca di via Venti Settembre 80 dalle ore 11.30 alle 12.30. Chi desiderasse acquisire ulteriori informazioni o prenotare un posto può telefonare in orario d’ufficio al numero 030 963481.

giovedì 17 settembre 2026

Ronca espone le sue fotografie in Biblioteca

Sabato 19 settembre alle ore 10.30 alla Civica Biblioteca di via Venti Settembre 80 a Calcinato verrà inaugurata la mostra fotografica di Stefano Ronca “Natura fantasy”, che si configura come un originale viaggio tra acqua, alberi e sabbia, trasformati in immagini astratte attraverso la creatività e le immagini.
63 anni, Ronca fotografa da mezzo secolo e collabora con riviste ed enti pubblici. Diversi sono gli archivi fotografici pubblici da lui allestiti sul territorio, coì come le collaborazioni in volumi di arte e storia locale, le mostre personali e i documentari sui fiumi Chiese e Mincio a scopo didattico e di sensibilizzazione ambientale.
Scorrendo la nutrita serie di opere esposte è possibile porgere uno sguardo affascinato sul mondo naturale, reinterpretato attraverso la lente del fantasy. Il percorso espositivo infatti si articola attraverso una serie di immagini che, pur partendo da elementi naturali concreti, si spingono oltre la loro rappresentazione oggettiva: le fotografie non si limitano a ritrarre alberi, cieli e paesaggi, ma li trasfigurano in scenari evocativi, dove il confine tra realtà e immaginazione si fa labile.
L'uso di diverse tecniche fotografiche, come la manipolazione digitale e l'esposizione multipla, contribuisce a creare un'atmosfera misteriosa: i colori vividi e saturi, i contrasti accesi e le composizioni geometriche conferiscono alle immagini un forte impatto visivo.
In particolare, una serie di scatti dedicati agli alberi li ritrae come creature misteriose, con rami che si intrecciano in forme intricate e radici che affondano profondamente nella terra: Le chiome autunnali, illuminate da una luce dorata, creano un'atmosfera calda e accogliente, mentre gli alberi spogli, stagliati contro un cielo scuro e minaccioso, evocano un senso di solitudine e malinconia.
Altre opere esplorano i temi del cielo e delle nuvole, trasformandoli in paesaggi onirici e astratti, con forme fluide e dinamiche, esaltate dall'uso di colori pastello e sfumature delicate, che creano un senso di leggerezza e libertà.
La mostra propone anche una serie di paesaggi desertici e marini, reinterpretati attraverso una prospettiva surreale e fantastica: le dune di sabbia, illuminate da una luce radente, creano un gioco di ombre e riflessi che esalta la loro forma geometrica, mentre le onde del mare, in un movimento fluido e dinamico, restituiscono un'atmosfera magica e misteriosa.
Ad ingresso gratuito, la mostra sarà poi visitabile di mattina il martedì e il sabato dalle ore 9 alle 13 e al pomeriggio dal martedì al sabato dalle ore 14 alle 18, fino al 3 ottobre. Chi desiderasse ulteriori informazioni o prenotare una visita guidata dall’artista può telefonare in orario di ufficio al numero 030 963481 oppure inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica biblioteca@comune.calcinato.bs.it.

mercoledì 16 settembre 2026

Un nuovo impianto fotovoltaico?

Da Calcinato il Comitato Cittadini segnala i rischi connessi alla ventilata realizzazione di un impianto fotovoltaico a Bedizzole, in prossimità del confine con Calcinato.
Sul tema il sodalizio ambientalista ha presentato alla Provincia una serie di osservazioni, accompagnate da una cartografia che evidenzia le criticità ambientali e infrastrutturali sul territorio.
“Il progetto – racconta la presidente del Comitato, Daria Giacomelli - interesserebbe circa 25 ettari di terreno agricolo, sui quali verrebbero installati oltre 25 mila pannelli.
E chiarisce che “non si tratta di un impianto agrivoltaico: il progetto non prevede infatti la prosecuzione di una vera attività agricola insieme alla produzione di energia, sotto i pannelli verrebbe mantenuto soltanto un manto erboso”.
La preoccupazione precipua del Comitato riguarda il luogo nel quale il nuovo impianto verrebbe inserito.
“A nord dell’area - sottolinea Giacomelli - si trovano già una discarica dalla volumetria superiore a 3,5 milioni di mc nella quale si svolgono anche attività di trattamento dei rifiuti, un impianto per il trattamento della frazione organica e uno per il trattamento dei rifiuti metallici. Il progetto sarebbe inoltre collocato accanto a un progetto fotovoltaico di circa 40 ettari. Si tratta dunque di un nuovo intervento che andrebbe ad aggiungersi a una concentrazione già molto elevata di impianti industriali, attività legate ai rifiuti, infrastrutture e trasformazioni del territorio”.
E ancora: “L’impianto sarebbe collocato proprio sul confine e quasi tutte le opere necessarie per collegarlo alla rete elettrica interesserebbero il territorio calcinatese. Il progetto prevede infatti circa 3,2 chilometri di collegamenti elettrici, con interferenze con la viabilità, i canali, la ferrovia e il sistema del fiume Chiese. Queste opere costituiscono una parte sostanziale dell’intervento e devono essere valutate insieme al campo fotovoltaico, non come elementi secondari”.

martedì 15 settembre 2026

Al via la variante al Piano di Governo del Territorio

A Calcinato l’amministrazione comunale ha deciso di mettere mano al vigente Piano di Governo del Territorio. Con una deliberazione della Giunta municipale nei giorni scorsi ha infatti dato avvio al procedimento di variante generale agli atti costituenti il fondamentale strumento di programmazione urbanistica, unitamente ad un altro procedimento., quello di Valutazione ambientale strategica, ai sensi della normativa vigente in materia.
Pertanto “avvisa che chiunque abbia interesse, anche per la tutela di interessi diffusi, può presentare istanze, suggerimenti e proposte, che dovranno essere redatte in carta semplice ed in duplice copia e presentate all’Ufficio Protocollo del Comune di Calcinato, entro le ore 12.30 di mercoledì 8 ottobre, complete di eventuali documenti allegati a corredo di tutte le copie”.
“I suggerimenti e le proposte – ricordano dal municipio - dovranno pervenire a mezzo cartaceo al protocollo comunale o via pec al seguente indirizzo: protocollo@pec.comune.calcinato.bs.it, nei termini sopra indicati, utilizzando l’allegato modello (scaricabile dal sito internet del comune di Calcinato: www.comune.calcinato.bs.it sezione Notize), corredato dall’individuazione cartografica dell’area interessata (mappa catastale, estratto vigente Pgt ecc…) e dalla eventuale documentazione tecnica necessaria ad illustrare l’istanza”.

lunedì 14 settembre 2026

Nel weekend puliamo Calcinato!

All’insegna dello slogan “Rimbocchiamoci le maniche! Al resto pensano guanti e sacchi” il Comune di Calcinato prenderà parte alla più grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia, “Puliamo il Mondo”, promossa da Legambiente. Nelle giornate di venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre i cittadini che vi aderiranno renderanno migliore il paese. Informazioni e adesioni scrivendo una mail entro martedì 15 a ecologia-lavoripubblici@comune.calcinato.bs.it oppure telefonando all’Ufficio Ecologia e Ambiente in municipio allo 030/9989225.

domenica 13 settembre 2026

Sulla legge regionale a sostegno di «progetti dedicati allo studio e alla valorizzazione della lingua lombarda attraverso le sue varietà locali»

Il finanziamento regionale previsto dalla legge appena varata sarebbe utile per inserire nei programmi scolastici lombardi delle lezioni sulla storia del dialetto e sul suo contributo alla lingua nazionale benché, dal momento che una lingua non va imposta, sarebbe bastato solo non contrastare il dialetto quando ancora era parlato. 
Io non mi so spiegare perché è ben accetto e considerato distintivo e pittoresco quel parlare con accento romano o napoletano o toscano che si ascolta dalla televisione, per bocca di giovani soprattutto, mentre l'accento lombardo è mal tollerato e giudicato una ridicola macchietta in bocca a persone delle valli bergamasche e bresciane. 
È poi vero che il dialetto lombardo è vario e varia da zona a zona, ma è anche vero che due lombardi di zone diverse possono intendersi, con più o meno difficoltà.
A noi da giovani non si chiedeva "parla come mangi"; mangiavamo bresciano e avremmo parlato bresciano. Prendevo in giro un amico di Bedizzole e a mia volta venivo scherzato da un cugino che abitava a Carpenedolo. Ci capivamo comunque, e capivamo quei giovani che dalle valli venivano a scuola o a lavorare in città portando i loro suoni duri e aspirati.
L'idea di insegnare l'amor patrio imponendo una lingua aveva l'errore in sé. Forse la vera patria è la lingua, più che la terra. Te la porti ovunque vai. A San Martino i fittavoli che dovevano cercarsi una nuova sistemazione portavano con sé la parlata oltre alle masserizie. Chi non ha avuto un "veneto" in paese? Era quello sfollato che nel nuovo paese portava il suo idioma, imparava quello del posto e forse lo arricchiva.
La convivenza delle lingue è propria della civiltà, la lingua di Cicerone con quella delle bettole, la lingua dell'altare con quella dei banchi. 
Il nostro dialetto quindi continuerà a essere una lingua viva finché sarà usata, come oggi, in famiglia, tra amici, al mercato. Che vengano ben usati quei soldi perché il dialetto continui a essere parlato.
Carlo Filippini

sabato 12 settembre 2026

Domani festa al Parco della Collina Verde

A Calcinato sta finendo l’estate, ma non la voglia di stare insieme. E così l’amministrazione comunale organizza per domenica 13 settembre una festa comunitaria al Parco della Collina Verde, in via Santi Faustino e Giovita nella frazione di Ponte San Marco
A partire dalle ore 14.30 è in programma un pomeriggio interamente dedicato a bambini e alle famiglie, con un focus sui nuovi nati del 2025 (ai quali verranno consegnati attestati e kit di benvenuto) e una nutrita serie di stand, attività, laboratori e momenti conviviali.
Ad animare l’iniziativa ci saranno anche gli sketch del Carrozzone degli Artisti. La partecipazione è gratuita per tutti gli interessati.

venerdì 11 settembre 2026

Domande di un lettore operaio - 5

Solo io qui in questi giorni a Calcinato trovo dei piccolissimi pallini neri nell’acqua che scende dai rubinetti?

giovedì 10 settembre 2026

La tua firma per una difesa nazionale, civile, disarmata e disarmante: ora!

A Calcinato Paola Abeni, Gianni Alessi, Gianandrea Botticini, Laura Corsini, Annarosa Gavazzi, Monica Maccabiani, Flavio Marcolini, Diego Picenni, Ettore Siverio, Antonella Spagnoli, William Spassini, Dario Zanotti e Danilo Zeni hanno già firmato.
Tu hai ancora 5 giorni per farlo.
A sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Acli, Arci, Auser, Banca Etica, Beati i costruttori di pace, Cgil, Cisl, Mir, Movimento Nonviolento e Pax Christi per una difesa nazionale, civile, disarmata e disarmante, puoi firmare qui:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008?fbclid=IwY2xjawUPEqNwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMHpQV3hOS2RHNUdUd1VkbUhzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeE5qUWqmqoE4giApDshdjKmKk-5oMtyETLctEMLzlHd4tqZe_cYG9HjwOH6w_aem_OWp8WpjpMVy3TB9QLxjUyQ
Grazie per il tuo impegno!

martedì 8 settembre 2026

A Calcinatello un bacino idrico a fini irrigui

Finalmente una buona notizia: una cava dismessa non è diventata discarica, come di consueto dalle nostre parti, ma un grande bacino di accumulo idrico da utilizzare per l’irrigazione dei campi.
E’ quel che è accaduto a Calcinato per iniziativa del Consorzio di Bonifica del Chiese, che in una ex cava nella campagna di Calcinatello ha realizzato un invaso artificiale destinato a entrare in funzione nel 2027 per consentire agli agricoltori di affrontare adeguatamente le sempre più frequenti emergenze legate alla siccità estiva.
Realizzato anche grazie ai 14 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr, l’imponente bacino idrico è già stato già collaudato e in inverno potrà accumulare oltre 700 mila metri cubi d’acqua, sfruttando le piene del fiume e dei canali della zona, da mettere poi a disposizione quando arriverà il caldo.
Nei prossimi mesi verrà inaugurato ufficialmente e presentato alla comunità. Le acque in esso contenute saranno in grado di provvedere al fabbisogno di 180 ettari di terreni, attraverso 15 chilometri di rete, al servizio di 34 aziende agricole disseminate sul territorio.

lunedì 7 settembre 2026

Non solo compiti

Il Comune di Calcinato organizza un incontro pubblico di presentazione del servizio educativo “Non solo compiti”, che avrà inizio entro la fine del mese di settembre.
La serata è in programma martedì 8 settembre alle 20.30 nella sala consiliare in municipio.
“Non solo compiti” è un progetto rivolto agli alunni della scuola primaria e si svolge presso le sedi scolastiche Giulia Ferraboschi di Calcinato e Marco Agosti di Calcinatello. Il servizio nasce con l’obiettivo di offrire ai bambini un tempo di qualità dopo l’orario scolastico e, allo stesso tempo, di supportare le famiglie nella gestione della conciliazione tra vita lavorativa e familiare.
Gli alunni potranno trattenersi a scuola fino alle ore 16, alle 17 oppure alle 17.30 in presenza di comprovate necessità lavorative di entrambi i genitori, con la possibilità di scegliere una frequenza di due, tre o cinque giorni a settimana. È previsto il servizio mensa con pranzo e merenda, preparati secondo le normative vigenti. Saranno naturalmente garantite diete speciali, in caso di necessità sanitarie o motivazioni etico-religiose.
Il pomeriggio sarà scandito da una nutrita serie di iniziative ludico-ricreative, laboratori tematici e uno spazio dedicato allo svolgimento dei compiti scolastici. Tutte le attività saranno curate da educatori qualificati, in un ambiente attento ai bisogni formativi, relazionali e sociali dei bambini.
Per coloro che fossero interessati al servizio è possibile iscriversi fino al 9 ottobre 2026. cliccando in rete il link ttps://www.comune.calcinato.bs.it/it/news/servizio-non-solo-compiti-a-s-2026-2027-riapertura-iscrizioni.
Chi desiderasse acquisire informazioni può telefonare alla segreteria organizzativa all’Ufficio Servizi Scolastici del Comune allo 030 9989240 o inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica istruzione@comune.calcinato.bs.it.

domenica 6 settembre 2026

Dopo i danni della grandine riapre la biblioteca

Martedì 8 settembre riapre a Calcinato la Biblioteca Civica di via XX settembre 80, chiusa da metà luglio per i danni causati dal grandine nel corso dei violenti fenomeni atmosferici di quei giorni, che avevano distrutto tre abbaini collocati sul tetto e causato altri danni all’edificio comunale.
Dopo l’ultimazione degli interventi necessari per ripristinare le condizioni di piena sicurezza e agibilità della struttura, il servizio riprenderà con l’orario consueto: di mattina il martedì e il sabato dalle ore 9 alle 13 e al pomeriggio dal martedì al sabato dalle ore 14 alle 18. Chi desiderasse ulteriori informazioni può telefonare in orario di ufficio al numero 030 963481 oppure inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica biblioteca@comune.calcinato.bs.it.

sabato 5 settembre 2026

CenSsssssssssssssssssss…

Il delicato tema della libertà di espressione nell’era telematica che stiamo vivendo conosce inedite dimensioni e uno dei diritti umani fondamentali sembrerebbe costretto a ridisegnare i propri confini, considerato che in Internet il controllo dell’accesso ai mezzi di comunicazione è nelle mani di gestori non sempre imparziali nel dibattito sociale e culturale, pur assicurando di volerlo agevolare e amplificare.
In queste ore a Brescia si registrano due casi davvero singolari. La mailbox della Libre­ria del Gatto Nero, vivace espressione dell’universo culturale legato a Radio Onda d’Urto, è stata resa inutilizzabile in seguito all’inserimento, da parte del governo statunitense, dal collettivo toscano Auti­stici/Inven­tati (A/I) nell’elenco delle orga­niz­za­zioni sot­to­po­ste a san­zioni anti­ter­ro­ri­smo.
Da tempo Auti­stici/Inven­tati offre i suoi ser­vizi digi­tali indi­pen­denti, dalla posta elet­tro­nica ano­nima al blog­ging attra­verso Noblogs, a numerose realtà associative, fra i quali questa libreria. Ma per gli americani il pro­vi­der è un pre­sunto fian­cheg­gia­tore del ter­ro­ri­smo e quindi ne contrasta l’attività.
Come si ricorderà, mercoledì 26 ago­sto, in virtù dell’exe­cu­tive Order 13224 che con­sente di col­pire chiunque for­nisca “sup­porto mate­riale o tec­no­lo­gico” al ter­ro­ri­smo, il segre­ta­rio di Stato Marco Rubio e quello al Tesoro Scott Bes­sent hanno annun­ciato le san­zioni, che però colpiscono non solo chi com­pie un’azione giudicata pericolosa, ma anche chi mette a dispo­si­zione l’infra­strut­tura attra­verso cui qual­cuno potrebbe com­pierla.
Detto, fatto. La decisione presa a Washington ha avuto effetto immediato anche a Brescia, dove un’altra vicenda emblematica della restrizione degli spazi di libertà sui social è quella accaduta, per la seconda volta in poco tempo, a Giorgio Cremaschi il quale, sempre il 26 agosto, è stato sospeso dai servizi Internet di Meta soltanto un’ora dopo aver pubblicato un post in cui stigmatizzava la decisione dello Stato di Israele di proibire per motivi di sicurezza gli aquiloni ai bambini di Gaza.
Quel giorno Facebook e Instagram lo avvisarono immediatamente che i suoi due account erano sospesi perché non rispettavano gli standard della comunità. A differenza di quella procedente, conclusasi positivamente dopo 18 ore, la vertenza stavolta potrebbe durare settimane poiché non più un algoritmo, ma un pool di revisori umani sta passando al setaccio tutta la sua produzione sui due social, prima di decidere se riammetterlo o meno.
C’è ancora qualcuno in rete disposto a sostenere con Rosa Luxemburg che “la libertà è sempre la libertà di chi la pensa diversamente”?

venerdì 4 settembre 2026

Marciapiedi ammalorati: cosa aspettiamo?

Avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi il brutto incidente occorso stamattina a un'anziana cittadina che va per i 90, inciampata  sul marciapiede ammalorato di via Matteotti a Calcinato.
Grazie alla sua tempra inossidabile, la signora se l'è cavata con qualche botta e sbucciatura, ma il pericolo è serio.
Sostenuti anche da numerose figure apprezzate per le loro attività nelle realtà sociali, nel sindacato e nel mondo politico locale, da diversi anni chiediamo che si intervenga per mettere in sicurezza i marciapiedi del centro: abbiamo avuto incontri con le autorità competenti, raccolto centinaia di firme, sollecitato azioni a tutela degli anziani, delle persone con disabilità, dei genitori con figli piccoli o passeggino e per tutti i pedoni che hanno, anche solo temporaneamente, difficoltà.
Ora è giunto il momento di intervenire, perché sia ridata la possibilità a tutti di passeggiare serenamente.
Torniamo quindi a chiedere alla nostra sindaca - encomiabile negli sforzi che da oltre due anni sta facendo per rimettere a posto il paese - di attivare con urgenza gli uffici competenti affinché i marciapiedi vengano prontamente sistemati e messi in sicurezza.

mercoledì 2 settembre 2026

Wendell Berry se n’è andato

Ci giunge stamattina dagli States la triste notizia della scomparsa lunedì scorso a 92 anni di Wendell Berry, il leggendario scrittore, contadino, ecologista e pacifista che imparammo ad amare nei verdi anni della giovinezza per "Il corpo e la terra", un suo libercolo che circolava per i tipi della Libreria editrice fiorentina - quella di don Milani, per intenderci.
In quel volumetto spiegava con straordinaria chiarezza la necessità di tornare a una stringente evidenza - il nostro habitat è la terra che abitiamo, con tutte le sue particolarità locali - sottolineando che per gran parte della gente, nei millenni, questo habitat è stato il campo sotto casa, che non produce solo cibo, ma nutre il carattere umano, interroga e insegna, è fonte di intelligenza e di virtù.
Da lui imparammo ad amare le comunità rurali americane e a contrastare gli eccessi della nostra società sempre più industrializzata.
Wendell Berry se n’è andato serenamente nella sua fattoria di Port Royal, in Kentucky. Era nato a Louisville il 5 agosto 1934. Dopo aver insegnato Letteratura e scrittura creativa in diverse università statunitensi dal 1957 al 1965, era tornato in campagna per dedicarsi all’agricoltura, coniugando la riflessione spirituale sui valori della vita rurale con i temi di rispetto ambientale. 
In Italia la casa editrice Lindau ha pubblicato i romanzi ambientati a Port William, tra cui “Un posto al mondo”(2015) e “I primi viaggi di Andy Catlett” (2018), la silloge di poesie “Perché l’amore tocchi terra” (2022) e le raccolte di saggi “Mangiare è un atto agricolo” (2015; 2024) e “La strada dell’ignoranza” (2015). Il fuoco della fine del mondo. Meditazioni rurali sulla vita e sull’ambiente è uscito da Aboca nel 2022. Dieci anni fa la regista Laura Dunn gli ha dedicato il commovente film “Look & See”, che vi consigliamo di vedere.

lunedì 31 agosto 2026

Tre visite guidate alla Torre Civica

A settembre il Comune di Calcinato invita gli interessati alla scoperta della Torre Civica di Piazza della Repubblica, offrendo tre opportunità di visite guidate nelle mattinate di sabato 5, 12 e 19 in due turni, alle ore 10 e alle 11.
Di origine medievale, il monumento è fra i pochissimi resti del castello che per lungo tempo aveva dominato la collina sulla quale sorse Calcinato ed è da secoli il simbolo della comunità,
La partecipazione è gratuita, ma è necessario prenotarsi telefonando in orario di ufficio al numero 030 963481 oppure inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica biblioteca@comune.calcinato.bs.it.

martedì 25 agosto 2026

Non si farà l'impianto di recupero dei rifiuti inerti in via Cavicchione di Sopra

Su richiesta della stessa azienda, la Provincia di Brescia ha disposto l'archiviazione del procedimento di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale (Via) relativo al progetto che aveva presentato la ditta Tima srl per la realizzazione di un nuovo impianto di recupero di rifiuti inerti in via Cavicchione di Sopra a Calcinato, con una potenzialità dichiarata di 150 mila tonnellate annue.
Nelle diverse fasi e conferenze dei servizi erano emerse criticità e richieste alla ditta di integrare la documentazione presentata. Ora l’archiviazione della pratica mette la parola fine a questa vicenda che avrebbe potuto concludersi con la realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento e messa in riserva di materiali da scarto. in una zona già martoriata da diverse criticità di carattere ambientale e ad altissima densità di siti potenzialmente inquinanti, con una discarica che lavora il fluff, una nutrita serie di allevamenti intensivi, diverse aziende che utilizzano sui terreni agricoli di gessi di defecazione, i cantieri per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, un impianto di cogenerazione a biomassa legnosa e a un impianto di recupero di rottami in alluminio, per tacere del trafficatissimo contesto di viabilità, già da tempo satura delle presenze di autotreni e autoarticolati.

venerdì 21 agosto 2026

Galgenlieder

Coi calci dei fucili e i manganelli
si sgombrano le piazze e ci si timbra
la zucca dei codardi stenterelli
panciafichisti e ingrati a madre patria.

Ma con le bombe folgori dal cielo
si rende polvere il borgo selvaggio
e imparano a non essere dei nostri
e vedono chi e' qui che comanda.

Se poi venisse l'ora del gran fungo
che ce ne frega a noi che preferiamo
un giorno da leone e quel che segue
(s'intende: se a schiattare sono gli altri).

E' questa l'arte magna del governo
chi muore muore purche' noi si viva
e col saccheggio e colle spoglie opime
magari ci tiriamo su un bel tempio.

Che ce ne puo' fregare a noi dei fessi
che stanno li' sotto i calci e le bombe
s'erano furbi erano qui con noi
a governare il mondo e a farsi i selfie.

Benito d'Ippolito

venerdì 14 agosto 2026

Nella città dolente

I.

Gli amici che muoiono e mi lasciano solo
Le guerre che ancora non finiscono
La nostra sconfitta negli anni migliori
Scoprire che le menzogne hanno gambe lunghissime
Non riuscire a vedere piu' ne' la luna ne' il dito
Non avere mai cantato quando avevi la voce
Il cortisone e l'odio per il cortisone
Sapere che non c'e' ne' il Lete ne' l'Eunoe
Dimenticare le cose belle
Non riuscire a scordare le cose brutte
Non aver studiato abbastanza quando era l'ora di studiare
Non aver saputo fare il salto incatenato dagli scrupoli
Saper fare il gioco delle tre carte e rifiutarsi di farlo
Essere diventato zoppo senza essermene accorto
Non riuscire mai a vedere le cose chiare e distinte
Spaccare il capello in settanta volte sette
Riuscire a scrivere solo cosi' in fretta e furia
Dire le parole di taglio cercando di non ferire nessuno
Non voler comparire nell'ora e nel luogo della gioia
Continuare a non riconoscere la tua maschera
Non essere mai certo della cosa giusta
Preferire subire il male anziche' farlo
Passare quaranta giorni nel deserto e dieci anni sotto le mura
Raccontare dei tempi del cucco e sentirne un'acre nostalgia
Incontrare i tuoi morti nei sogni guardandosi in silenzio

II.
Sarebbe bello
trovare un coccodrillo nel cappello
Sarebbe forte
vincerla 'sta partita a scacchi con la morte
Sarebbe strano
accorgersi di avere un talismano
Sarebbe giusto
aver rispetto dei rami dell'arbusto
Sarebbe ora
di perdere la strada che addolora

III.
Cosa significhino queste parole
io non lo so
Perche' le scrivo queste parole
io non lo so
Quello che so
e' che occorre lottare
per abolire tutte le uccisioni
Quello che so
e' non dimenticare
che ogni persona ha speranze e ragioni
Quello che so
e' che la vita e' troppo bella
per essere triste
Quello che so
e' che la vita e' troppo bella
per toglierla a chicchessia

Simplicio Stratiotessi

mercoledì 12 agosto 2026

Sarebbe ora

Sarebbe ora che tutti riconoscessimo che ogni essere umano è un essere umano, e in quanto tale titolare di diritti, primo fra tutti il diritto alla vita.
Sarebbe ora che tutti riconoscessimo che la guerra, in quanto uccisione massiva di esseri umani, è il crimine più grande e il più inammissibile.
Sarebbe ora che tutti riconoscessimo che sono talune nostre dissennate attività ad avvelenare e devastare quest'unico mondo vivente di cui siamo parte, e che quindi è nostra responsabilità fermare la devastazione ed iniziare il risanamento e l'accudimento, prima che sia troppo tardi.
Sarebbe ora che tutti riconoscessimo che occorre passare dall'insensata adorazione della violenza che ci sta portando alla catastrofe, alla scelta morale e civile della nonviolenza che sola può salvare l'umanità e l'intero mondo vivente.

giovedì 6 agosto 2026

Senza Guccini

Senza Francesco Guccini questo blog non esisterebbe. E non sarebbero esistite nemmeno le giovinezze di chi lo scrive, almeno non sarebbero esistite nel modo entusiasmante in cui le abbiamo vissute. 
Se abbiamo conosciuto la grande letteratura, la storia della povera gente, la strada, Joan Baez e Bob Dylan, la rivolta, l'autostop, è a lui che diciamo grazie. 
Se sin dall'adolescenza abbiamo avuto nel pugno quattro stracci di strumenti per cercare di capire e interpretare il mondo, provando ogni giorno a migliorarlo, è anche merito suo.
Ora desolazione e sconforto pervadono le nostre vite, prede di tutti i colori della nostalgia: eran belli i nostri tempi.
Non verranno più fulgide primavere: lunghi inverni ci attendono per condurci neanche tanto lentamente al dissolvimento.

Nel ricordo di Hiroshima

Nel ricordo delle vittime di Hiroshima facciamo cessare tutte le guerre, che sempre e solo consistono nell’uccisione di esseri umani.
Nel ricordo delle vittime di Hiroshima realizziamo il disarmo, poiche' le armi sempre e solo servono a uccidere.
Nel ricordo delle vittime di Hiroshima aboliamo le organizzazioni armate, che tutti gli esseri umani trasformano in vittime o in carnefici.
Nel ricordo delle vittime di Hiroshima usciamo da questa preistoria dell'umanita' caratterizzata dalla violenza che e' sempre assassina, ed entriamo finalmente nella storia dell'umanita' caratterizzata dalla nonviolenza che sempre salva le vite.
Siamo una sola umana famiglia in quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo insieme parte e custodi.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
Nonviolenza o barbarie.

domenica 2 agosto 2026

In arrivo un impianto agrivoltaico a Bedizzole

Si terrà domattina alle ore 10 la Conferenza dei servizi indetta on line dall’amministrazione provinciale per l’esame del progetto per la costruzione e l'esercizio sul territorio comunale di Bedizzole di un impianto agrivoltaico di potenza pari a 16 mila e 200 kW, con le relative opere di connessione, che interesseranno anche il confinante territorio comunale di Calcinato.
L’area individuata si trova a nord del tracciato della ex strada statale 11 e a sud del sito per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi (in particolare di fluff, il residuo della frantumazione e del trattamento di autoveicoli).
La zona è da tempo disseminata di diverse criticità di carattere ambientale, con una altissima densità di discariche e altri siti potenzialmente inquinanti, una nutrita serie di allevamenti intensivi, diverse aziende che utilizzano sui terreni agricoli di gessi di defecazione, i cantieri per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, un impianto di cogenerazione a biomassa legnosa e a un impianto di recupero di rottami in alluminio, per tacere del trafficatissimo contesto di viabilità.
Già avviato il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione e per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio o asservimento delle diverse aree interessate, il progetto è depositato sul portale Bandi e Servizi della Regione Lombardia.
Come si legge sul sito web istituzionale del Comune di Bedizzole “i proprietari e ogni altro soggetto interessato possono formulare osservazioni al responsabile del procedimento”, nel termine perentorio di trenta giorni a partire dal 29 luglio 2026, presso l’indirizzo di posta elettronica ambiente@pec.provincia.bs.it.
Successivamente le eventuali osservazioni saranno valutate per rispettiva competenza, qualora pertinenti all’oggetto del procedimento espropriativo o asservitivo. Al fine della quantificazione ed attribuzione delle indennità spettanti, gli interessati sono invitati a scrivere sia alla società proponente sia al Comune.

sabato 1 agosto 2026

Antonio Mazzi adolescente a Maguzzano durante la guerra: una storia illuminante

Ieri ci ha lasciato don Antonio Mazzi, che nelle molteplici attività di promozione umana ha legato il suo impegno educativo alla nonviolenza, considerandola non una debolezza ma un'energia vitale utile per migliorare i nostri rapporti umani.
Spirito ribelle e anticonformista, don Mazzi è stato protagonista dalle nostre parti di una storia che pochissimi conoscono. A raccontarla sono stati nel 2019, nel secondo volume dell’opera “Poi scese la notte”, gli storici Morando Perini, Damiano Scalvini e Carlo Susara (edizioni PresentArtSì).
Per gentil concessione degli autori - che ringraziamo - pubblichiamo alcune pagine del testo. 
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Don Antonio Mazzi è nato a Verona nel 1929 nel quartiere di S.Massimo. Rimasto orfano di padre in giovane età, allo scoppio della guerra la madre decise di allontanarlo dalla città di Verona sia per i pericoli della guerra, sia perché non voleva che la retorica fascista con le sue forme di indottrinamento ai ragazzi facesse presa sul figlio. A Verona c’era Don Calabria il quale aveva da pochi anni aperto un collegio scolastico per ragazzi a Maguzzano, nell’antico convento Benedettino dopo che i frati trappisti se ne erano andati. La madre di Antonio scelse di mandarlo li, non sapendo che lo stava comunque mandando in un luogo che, apparentemente isolato, fu comunque al centro di alcune vicende belliche.
Sono arrivato a Lonato nel 1941 come studente delle scuole medie. La disciplina che i frati ci imponevano era ferrea e frequenti erano anche le punizioni: io ero spesso allontanato dall’aula per il mio carattere indisciplinato. Nonostante nei primi tempi la guerra sembrava cosa lontana, ci si accorgeva delle ristrettezze per via del cibo: era poco e monotono. Il cuoco Fratel Savietto preparava spesso, alla sera, polenta e marmellata ma era marmellata ammuffita e io dicevo ai miei compagni di classe che era meglio spegnere la luce per non vedere sul serio quello che si mangiava. Me lo ricorderò sempre!
Eravamo circa 30 studenti e dal convento si usciva davvero poche volte. Ogni tanto mia mamma veniva a trovarmi in bicicletta da Verona e non mancava mai di portarmi qualcosa da mangiare, altre volte ero io ad andare a casa. La nostra fortuna è che i miei zii, i fratelli di mio padre, erano contadini ed erano loro a darci una mano. Ricordo benissimo quando fu proclamato l’armistizio l’8 settembre 1943 perché quella volta, per alcuni giorni, mangiammo tanto e bene: credo che il nostro frate che faceva il cuoco dette fondo alle riserve che teneva da parte. Si sentivano le campane suonare, ma tutto durò poco perché i tedeschi avevano occupato l’Italia e la guerra continuava, forse peggio di prima. Noi a Maguzzano continuammo a restare isolati e tutto sommato al sicuro fino all’estate del 1944 quando i bombardieri cominciarono a sentirsi e vedersi. Un bel giorno arrivarono anche i tedeschi e capimmo subito di che pasta era fatto il parroco di Maguzzano: Don Pietro Giacomini. Era evidente che non gradisse la presenza di soldati nel convento ma credo che non potesse opporsi. Con lui ricordo anche fratel Cornali e fratel Federico Gnesotto. Il grande convento fu così rigidamente diviso: nel primo cortile con l’ingresso carrabile dalla strada, quella che era la parte agricola del complesso, si sistemarono i tedeschi con la loro officina di riparazione; la scuola, gli studenti e… altri ospiti si sistemarono nelle stanze attorno al chiostro. Le porte che mettevano in comunicazione le due parti vennero chiuse e, credo, addirittura sprangate. Non c’era modo di passare da una parte all’altra. Don Pietro temeva che la ricognizione aerea potesse scoprire la presenza dei tedeschi e mandare a bombardare il convento con tutti noi dentro; per questo decise anche che i nostri alloggi e le classi sarebbero state nell’ala del convento verso il lago, cioè la più lontana da dove stavano i tedeschi. Diciamo che erano tedeschi, ma in realtà di tedeschi se ne vedevamo davvero pochi: per lo più erano operai italiani che lavoravano per i tedeschi. Inoltre tutti i lavori erano fatti tenendo sempre i mezzi da riparare nascosti sotto ai portici e non c’erano bandiere o segni che indicassero che quello era un presidio militare. Certo si potevano vedere dei mezzi che ogni tanto entravano e uscivano… ma tutto qui. Solo una attenta osservazione avrebbe fatto capire quello che succedeva li dentro. La mia impressione è addirittura che tutto fosse mimetizzato e forse non c’erano nemmeno sentinelle fuori dalle porte. Nonostante questa calma e la mia curiosità soprattutto per i mezzi blindati, posso dire che il mio sentimento rispetto ai tedeschi era di spavento e paura.
Ma chi osservava attentamente quanto accadeva c’era.
Dentro al convento, con l’appoggio di Don Pietro, si era sistemato un partigiano: Franco Ferlenga. Ufficialmente si trattava di un pittore che doveva dipingere una serie di pareti e di quadri con raffigurazioni religiose, tra cui Don Bosco, volute da Don Calabria ed in effetti Ferlenga era e sarà per tutta la sua vita un apprezzato artista, ma in realtà si trattava di un ex ufficiale del regio esercito che aveva fatto la guerra e che aveva trovato riparo nel convento dopo l’8 settembre 1943. Con se aveva anche una radio trasmittente, non so recuperata dove e come e che io non vidi mai, ma poi ho saputo che la teneva nelle cantine del convento. Io con Ferlenga parlavo spesso perché tutte le volte che venivo allontanato dalla classe per indisciplina andavo da lui e gli facevo da modello per i suoi dipinti: mi metteva mantelli e mi faceva posare per le varie figure di personaggi che stava dipingendo e così passavamo del tempo insieme e lui riusciva a darmi anche qualche cosa da mangiare… Avevo sempre fame. Ricordo che mi parlava delle sue vicende di guerra ma non mi disse mai della sua attività di partigiano; avevo solo capito che i tedeschi non gli piacevano e che li teneva controllati: ogni tanto spariva e non sapevo dove fosse andato ne me lo spiegava. Certo fu grazie a lui che Maguzzano non venne mai bombardato. Fu invece bombardato il viadotto ferroviario di Desenzano, quello me lo ricordo bene e tutti noi si aveva paura che succedesse una cosa simile anche a noi e all’officina dei tedeschi. La notte volava sopra di noi il “pippo” e ogni tanto si sentivano in lontananza gli scoppi delle bombe che lasciava cadere. Per questo motivo si andava a dormire mezzi vestiti e tante volte anche noi ragazzi abbandonavamo il convento per paura di essere bombardati e con i frati ci si andava a mettere in un improvvisato “rifugio” che era stato costruito vicino al cimitero di Maguzzano scavando in un terrapieno e chiudendolo con una tenda. In pratica eravamo all’aperto ma era sempre meglio che non essere vicini ai tedeschi. Nel rifugio qualche volta si restava per poco tempo, altre volete passammo tutta la notte ed il freddo, in quell’inverno tra il 1944 ed il 1945 si faceva sentire.
Oltre ai tedeschi, ai frati, a noi studenti, agli operai italiani ed a Ferlenga, nel convento c’erano anche altri ospiti di cui io, sempre molto attento, sentivo che se ne parlava. Erano dei civili nascosti nell’ala dove stava anche Ferlenga e mi resi conto della loro presenza perché io, appunto, da Ferlenga andavo. Furono li solo per poco tempo, ma erano una donna ebrea ed un medico.
Nell’estate del 1944 io avevo ormai completato i miei tre anni di scuola media ma mia mamma decise che non era il caso di farmi rientrare a Verona per il pericolo delle bombe. Adesso, però, la guerra era ormai anche a Maguzzano tra bombardamenti e tedeschi. Per questo motivo all’inizio del 1945 lasciai il convento e andai a Castel Cerino, una località sopra a Soave che sembrava essere davvero lontana dalla guerra, anche se da li si vedevano i bagliori dei bombardamenti su Verona. Non ricordo se ci spostammo tutti noi studenti o solo qualcuno, comunque era vero: li la guerra era una cosa lontana e me ne accorsi subito da quello che si mangiava: la carne di gallina alla domenica non mancava mai.
Lasciai Maguzzano con un autobus, con tanta paura dei bombardamenti e dunque non ho potuto assistere alle fasi finali della guerra, ma so che Ferlenga, con cui poi rimasi sempre in contatto, si adoperò insieme a Don Pietro perché tutto avvenisse senza pericoli e lutti. Ferlenga tornò a lavorare a Maguzzano ed a dipingere anche dopo la guerra.
Don Antonio Mazzi non dimenticherà mai quel periodo di guerra e pace trascorso a Maguzzano negli anni ’40 e quando, divenuto parroco a Milano, deciderà di impegnarsi per sottrarre alla piaga della droga i tossicomani del parco Lambro, la sua memoria tornerà a Maguzzano. Nel marzo 1985 con 13 ragazzi stipati su dei camper partirà da Milano per le colline di Maguzzano dove, tra la pace e la bellezza dei luoghi trascorrerà 6 mesi recuperandoli alla vita. La Comunità Exodus era nata.

venerdì 31 luglio 2026

“Una scuola che ostacoli i desideri stimola l’aggressività”: ce lo ricorderemo, Raoul

Apprendiamo la triste notizia della scomparsa martedì scorso del compagno anarchico situazionista Raoul Vaneigem, autore del "Trattato di saper vivere ad uso delle giovani generazioni", unanimemente considerato il libro più rubato del '68 francese.
Lo ringraziamo per quanto ci ha insegnato, pubblicando l’indice del suo celebre "Avviso agli studenti".

Capitolo Primo - Avviso Agli Studenti
-- Una scuola dove la vita si annoia insegna solo la barbarie
Capitolo Secondo - Farla finita con l'educazione carceraria e la castrazione del desiderio
-- Una scuola che ostacola i desideri stimola l'aggressività.
-- Come può esserci conoscenza dove c'è oppressione?
-- Imparare senza desiderio vuol dire disimparare a desiderare.
-- Errore non vuol dire colpa.
-- Solo coloro che posseggono la chiave dei campi e la chiave dei sogni apriranno la scuola su una società aperta.
Capitolo Terzo - Smilitarizzare l'insegnamento
-- Ciò che si insegna attraverso la paura rende il sapere timoroso.
-- Liberare dalla costrizione il desiderio di sapere.
Capitolo Quarto - Fare della scuola un centro di creazione di vita, non l'anticamera di una società parassitaria e mercantile
-- Delle nuove leve per gestire il fallimento.
-- La fne del lavoro forzato inaugura l'era della creatività.
-- Privilegiare la qualità.
Capitolo Quinto - Imparare l'autonomia, non la dipendenza
-- L'alleanza con il bambino è un'alleanza con la natura.
-- Sull'aiuto indispensabile al rifiuto dell'assistenza permanente.
-- Il denaro del servizio pubblico non deve più essere al servizio del denaro.

giovedì 30 luglio 2026

Presentato oggi il depuratore del Garda

Stamattina eravamo presenti numerosi alla presentazione del progetto del depuratore del Garda a Lonato.
Un incontro pubblico, non un'assemblea, come precisato dal Commissario-Prefetto, che non ha permesso alcuna interazione da parte del pubblico, sia per quanto riguarda i comitati, sia per quanto riguarda sindaci e tecnici comunali. 
Cosa dire? Alla faccia della tanto decantata democrazia!
In ogni caso si conferma quanto abbiamo sempre detto. Il depuratore di Lonato scaricherà nel Chiese fuori dalla stagione irrigua. Costruire l'impianto a Lonato, vista la vicinanza del fiume, ha sempre e soltanto significato lo sversamento dei reflui nel Chiese.
Da Toscolano Maderno a Salò la condotta sarà sublacuale. Quanto volte abbiamo fatto notare che la posatura delle tubature a terra per quella zona, già un incubo per la viabilità, era una sciagura. Finalmente qualcuno se ne è accorto! Peccato che all'epoca i tecnici ci dicevano "mai più sublacuali", che farle a ridosso delle rive era addirittura peggio.
I costi in parte saranno coperti dai fondi pubblici, in parte finiranno nelle nostre bollette. Il megadepuratore ce lo paghiamo noi. Un'altra ragione per la quale Peschiera rimane la soluzione giusta e ideale.
Inoltre nessuna parola sullo studio ecologico del fiume Chiese di Regione Lombardia, che si vuole volutamente ignorare, e sul problema degli scarichi fognari del Garda, quello che il Prefetto ha chiamato "gioiello di famiglia" (sic!).
Presenti all'incontro gli amministratori di Lonato. Non ha nulla da dire la destra lonatese, che due anni fa era uscita roboante sui giornali contro il megadepuratore, di fronte alla tegola che precipiterà sulla testa delle frazioni lonatesi? Fino adesso silenzio. "I padroni a casa nostra" si sono chiusi nel timido imbarazzo per aspettare le briciole delle compensazioni del Prefetto-Commissario.
Alessandro Scattolo

mercoledì 29 luglio 2026

Disarmare la Difesa: la campagna cresce

Cresce in tutta Italia l’interesse per la campagna nazionale lanciata da Movimento nonviolento, Acli, Cgil, Arci e Pax Christi, a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la «istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta, riconosciuta quale componente a pieno titolo del sistema di difesa e di sicurezza della Repubblica», come spiega la coordinatrice Claudia Capra dal Centro per la nonviolenza di via Milano 65.
I volontari organizzano in queste sere banchetti di raccolta firme un po’ ovunque nelle feste pubbliche, per invitare chi ci governa a “investire per la pace anziché per la guerra”.
“Mentre le spese militari toccano vette mai raggiunte - dichiara Capra - noi chiediamo di invertire la rotta applicando la Costituzione, con il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa della patria, l’istituzione dei Corpi civili di pace formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare per svolgere attività di prevenzione dei conflitti, supporto ai cittadini e costruzione della convivenza, il rafforzamento della Protezione civile a difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica e la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo”.
“La nostra iniziativa - sottolinea - non dimentica la copertura finanziaria e prevede una opzione fiscale del 6×1000 affinché ciascun contribuente nella dichiarazione dei redditi possa scegliere direttamente la via della costruzione di una difesa non armata. Servono almeno 50 mila firme e siamo già a quasi 20 mila, fra cui ci sono figure come Gad Lerner, Moni Ovadia, Marco Damilano, Carlo Rovelli, Alessandro Bergonzoni, Ascanio Celestini, Vinicio Capossela, Mauro Biani, Cecilia Strada e don Luigi Ciotti”.
Per firmare è possibile anche utilizzare l'apposito portale online della Presidenza del Consiglio dei Ministri (al link firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008), autenticandosi con SPID o CIE.

martedì 28 luglio 2026

Giovedì si presenta il progetto del depuratore del Garda

Apprendiamo che per iniziativa del Commissario Straordinario, il Prefetto di Brescia Andrea Polichetti, giovedì 30 luglio alle ore 10 al Brixia Forum, il Centro congressi ed esposizioni di via Caprera 5 a Brescia, verrà presentato il nuovo progetto del depuratore del Garda a Lonato.
Naturalmente è auspicabile la massima partecipazione di tutti coloro che in questi lunghi anni si sono interessati alla localizzazione della grande opera pubblica da tempo al centro del dibattito politico.

lunedì 27 luglio 2026

Un’altra Difesa è possibile: firma anche tu!

La nostra Costituzione nel sancire che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino” (art. 52) vincola questo dovere al ripudio della guerra “come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11). E, soprattutto, non stabilisce che tale difesa debba essere fatta con le armi. 
Per questo è importante sostenere la proposta di legge popolare per la “Difesa civile, non armata e nonviolenta” promossa da decine di associazioni. 
Essa prevede: la costituzione di uno specifico Dipartimento, istituendo i Corpi civili di pace con personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare; il rafforzamento della Protezione civile; la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo. 
Occorrono 50mila firme entro il 15 settembre. Si può firmare facilmente online, partendo dal sito www.difesacivilenonviolenta.org Informazioni e ragguagli al 328.9683409. 

sabato 25 luglio 2026

Tav: Laura Corsini all'esproprio dice no

Sulle implicazioni dei lavori per il Tav, dopo la notizia delle servitù acustiche a Mazzano, interviene da Calcinatello con una lettera aperta Laura Corsini, che è stata per molti anni la pasionaria del Comitato Cittadini e la cui proprietà è soggetta ad esproprio.
“Gli espropri non sono semplici pratiche amministrative” racconta. “Sono tra le esperienze più dure e umilianti che un cittadino possa vivere: ti portano via un terreno, di svalutano una casa, ti umiliano nei tuoi anni di sacrifici e, troppo spesso, cercano di convincerti che non hai alcuna possibilità di far valere i tuoi diritti davanti allo Stato”.
Secondo lei “il Tav non lascerà soltanto binari e cemento, ma anche una ferita ancora più profonda: la perdita di fiducia nelle istituzioni”.
“Per anni - racconta - abbiamo sentito ripetere frasi come: ‘𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨’, ‘𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐚 𝐧𝐨𝐢’, ‘𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞’. Eppure i cittadini si aspettano che chi li rappresenta conosca i progetti, li analizzi, li discuta con gli interessati e difenda il territorio quando è necessario. Quando ciò non accade, è inevitabile che nasca il dubbio che gli interessi delle persone siano stati messi in secondo piano, mentre il dovere delle istituzioni dovrebbe essere proprio quello di garantire imparzialità, tutela e rispetto dei diritti di tutti”.
“𝐈𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐨 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨”” esclama. “L'ho scritto anche all'Amministrazione comunale di Calcinato e lo dico pubblicamente. Eppure, mentre andavo al supermercato, dal fruttivendolo o al mercato, mi veniva chiesto se fossi soddisfatta di quanto avessi ‘incassato’. Voci, supposizioni, maldicenze: tutto, pur di non affrontare il vero problema e, soprattutto, pur di non stare dalla parte di chi chiedeva semplicemente di essere ascoltato. Lo dico anche agli amici di Mazzano: 𝐡𝐨 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐭ù 𝐞 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭à. Avrei dovuto rinunciare a diritti che considero fondamentali. Ho scelto di non farlo, pur sapendo che il prezzo sarebbe stato alto: preoccupazioni, solitudine ed emarginazione”.
“Un'opera pubblica non può essere giudicata soltanto dai tempi di percorrenza o dai numeri di un bilancio” sottolinea. “Deve essere valutata anche per il prezzo umano che impone a chi la subisce”.
“Dietro ogni esproprio ci sono famiglia, una storia, sacrifici. Per me anche il tanto lavoro di un marito che oggi non c'è più e per cui combatterò fino in tribunale se lo dovrò fare”.
“In questi anni - osserva poi - gli accordi di compensazione sono stati presentati dalle amministrazioni come un successo. Nel frattempo, però, molti cittadini hanno avuto la sensazione di essere stati lasciati soli ad affrontare espropri, servitù e conseguenze destinate a durare per decenni. Chi amministrava ieri e chi amministra oggi non può limitarsi a dire che tutto era già deciso. Governare significa assumersi responsabilità, anche quando sono scomode. Il silenzio pesa, anche quello dei documenti richiesti e mai consegnati, forse ancora di più, perché quello non consente di mettere in atto tutto quanto necessario per poterti tutelare. E pesa ancora di più quando dà l'impressione che si siano privilegiate logiche politiche, equilibri amministrativi o interessi diversi rispetto all'ascolto di chi chiedeva solo tutela, trasparenza e rispetto”.
“La fiducia dei cittadini non si compra con le compensazioni” conclude. “Si conquista con il coraggio, con la presenza e con la responsabilità. E quando tutto questo manca, il prezzo più alto non è quello di un'espropriazione ma quello della credibilità delle istituzioni”.

venerdì 24 luglio 2026

Tav: a Mazzano succede anche questo

Mentre procedono con solerzia i lavori per la realizzazione della tratta Brescia-Verona della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, a Mazzano desta forte preoccupazione in diversi cittadini, tutti residenti entro i 300 metri dal tracciato, una lettera-raccomandata da essi ricevuta nei giorni scorsi da Cepav Due, il general contractor che sta realizzando l'importante opera pubblica, al fine di mitigarne l’impatto acustico.
“Siamo stati contattati dai tecnici incaricati delle trattative per espropri e indennizzi a seguito dei rilievi acustici effettuati nel 2023” affermano. “Nel corso di questi colloqui ci viene proposta la firma di un ‘accordo amichevole’ per la imposizione di una servitù acustica, ma le modalità con cui si stanno conducendo le trattative presentano contorni decisamente anomali. Ad esempio, viene fatta leva sul fatto che molti cittadini avrebbero già firmato per spingere ad accettare subito. Poi si rifiutano il rilascio preventivo della documentazione tecnica e della bozza dell'atto notarile, da far visionare ai propri periti. E, in caso di mancato accordo immediato, viene prospettato l'invio unilaterale di un indennizzo fortemente ridotto tramite notifica formale, mantenendo però invariato l'obbligo per i cittadini interessati di eseguire i lavori”.
E ancora: “L’accordo proposto prevede l'obbligo di tenere le finestre sigillate e l'esecuzione di fori in facciata con impianti di aerazione forzata, i cui costi, gestione e responsabilità edilizia vengono addossati direttamente al privato”.
“A rendere la situazione ancora più grave - osservano - è il fatto che molte delle abitazioni coinvolte sono soggette a vincolo storico, paesaggistico o architettonico. Per queste case sventrare le facciate antiche con molteplici carotaggi non significa solo rischiare sanzioni e abusi edilizi da parte della Soprintendenza o del Comune, ma causare danni estetici, strutturali e patrimoniali irreversibili. L'imposizione di questi interventi invasivi svaluta enormemente il valore storico e commerciale dell'immobile, un danno che l'indennizzo standard proposto non copre minimamente”.
I residenti coinvolti hanno subito informato della vicenda anche l’amministrazione comunale di Mazzano, che ha tempestivamente inviato ai vertici di Cepav Due la richiesta scritta di un incontro urgente di chiarimento, impegnandosi successivamente a informare la cittadinanza non appena ci saranno sviluppi.