mercoledì 29 aprile 2026

25 Aprile, il discorso in piazza della sindaca Vincenza Corsini

Care cittadine e cari cittadini,
questa mattina abbiamo camminato insieme, attraversando le strade del ricordo, fino a ritrovarci qui, nella nostra piazza Aldo Moro.
E passo dopo passo, avvicinandoci a questo luogo, ho sentito affiorare un pensiero semplice ma forte: quello di quel 25 aprile, delle immagini che ci raccontano piazze piene di gioia, attraversate da una felicità intensa, quasi incontenibile.
Nei volti delle persone c’era la libertà. Una libertà finalmente ritrovata, ma pagata a caro prezzo: con il coraggio, con la sofferenza, con il sacrificio di tante donne e di tanti uomini.
Con la fine della guerra e dell’oppressione fascista, un intero Paese tornava a respirare. E insieme al respiro, tornava la speranza e la voglia di futuro.
E forse è proprio questo che, ogni anno, ci riporta qui: il bisogno di non smarrire quel respiro.
Da quella scelta, da quel sacrificio, è nata la nostra Repubblica.
E con essa l’idea di una comunità fondata sulla dignità, sui diritti, sulla responsabilità condivisa.
Oggi, nel 2026, non possiamo permetterci di ridurre questa giornata a una semplice celebrazione.
Perché quella storia non è chiusa.
E perché, ancora oggi, nel mondo e vicino a noi, la guerra non è un ricordo: è una presenza che non è lontana come vorremmo pensare.
Per questo il 25 Aprile non è passato: è presente.
È una responsabilità che ci riguarda tutti.
E oggi la vera sfida è questa: opporre alla logica della guerra la determinazione quotidiana della pace.
Perché la pace non è una parola buona per i discorsi.
È una scelta concreta, che chiede impegno, coerenza, responsabilità.
È il modo in cui ci guardiamo, ci parliamo, ci rispettiamo.
È il modo in cui teniamo insieme una comunità, soprattutto quando è più difficile.
È la capacità di riconoscere nell’altro non un nemico, ma una persona.
La pace si costruisce qui, nelle nostre comunità, nei gesti di ogni giorno.
E ogni volta che scegliamo il dialogo invece dello scontro, facciamo qualcosa di profondamente politico e profondamente umano.
Questo è il compito che la Liberazione ci consegna.
Non solo ricordare, ma continuare.
Nel nome di chi ci ha restituito la libertà, il modo migliore per onorarli non è solo ricordarli.
È non tradire mai quella libertà con l’indifferenza.
È non abituarci mai alla guerra.
È continuare a scegliere la pace, anche quando costa.
E allora il 25 Aprile non è solo memoria.
È una promessa che ogni generazione è chiamata a rinnovare.
Una promessa semplice e impegnativa insieme: custodire la libertà, praticare la responsabilità, costruire pace.
E farlo qui, ogni giorno, nelle nostre scelte, nei nostri gesti, nel modo in cui teniamo insieme la nostra comunità.
Perché la libertà non è qualcosa che abbiamo ricevuto una volta per tutte.
È qualcosa che continuiamo a meritare, ogni giorno.
E la pace non è un orizzonte lontano.
È una direzione. E dipende anche da noi.
E se oggi siamo qui, non è solo per ricordare chi ha scelto per noi.
È per dimostrare che anche noi siamo capaci di scegliere.
Buon 25 Aprile a tutte e a tutti.

Vincenza Corsini

Nessun commento:

Posta un commento