Prima regola dell'antifascismo.
Se uno non si dichiara antifascista, è fascista. Punto. Non esistono zone grigie quando si tratta di scegliere da che parte stare. E allora bisogna affermarlo senza giri di parole.
Seconda regola dell'antifascismo.
Essere antifascisti non è una semplice presa di posizione contro la malvagità del fascismo. È un metodo di interpretazione della Storia intera. È leggere il presente attraverso le ferite del passato.
Terza regola dell'antifascismo.
Essere antifascisti è una forma di gratitudine verso chi ha dato la vita per spazzare via il nazifascismo.
Quarta regola dell'antifascismo.
Il fascismo di oggi ha cambiato faccia. Ma la natura è la stessa. Odia i diversi, detesta gli ultimi, sta sempre dalla parte di chi sfrutta. È il potere che si traveste da popolo mentre schiaccia il popolo.
Quinta regola dell'antifascismo.
Come riconosci un fascista oggi?
E suprematista, classista, sessista, omofobo. E soprattutto sogna una sola persona al comando.
Sesta regola dell'antifascismo.
Non sottovalutare mai chi non si dichiara antifascista. Non è innocuo. Perché l'indifferenza è il fertilizzante più potente che permette ai fascisti di agire indisturbati.
Settima regola dell'antifascismo.
Puoi anche decidere di non occuparti del problema. Puoi girarti dall'altra parte, ma il problema si occuperà di te. Il fascismo non chiede permesso. Si prende tutto.
Ottava regola dell'antifascismo.
L'antifascismo o è militante o non è. Va praticato anche quando costa caro.
Nona regola dell'antifascismo.
L'antifascismo è un impegno che si rinnova ogni giorno, ogni alba. È dirsi: oggi di nuovo. Oggi di nuovo contro quella roba li.
Decima regola, quella che racchiude tutte le altre.
La Resistenza non è finita. La Resistenza siamo noi, quando scegliamo di non voltarci, di non dimenticare. È l'unico modo per restare umani in un mondo che ogni giorno tenta di farci dimenticare cosa significa esserlo.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento