domenica 1 marzo 2026

Ancora un'altra guerra

Ieri scatenando l’operazione militare congiunta denominata “Ruggito del leone”, Israele e gli Stati Uniti hanno scelto, per l’ennesima volta, la guerra, una scelta decisamente grave (anche) perché arriva nel momento peggiore possibile: mentre la diplomazia stava — faticosamente, ma concretamente — cercando una via d’uscita. Solo ieri, il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi — il principale mediatore nei negoziati tra Washington e Teheran — aveva dichiarato che l’Iran era pronto a rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito e aveva definito l’accordo di pace “alla nostra portata”. Dopo tre round di colloqui a Ginevra, con l’AIEA direttamente coinvolta come osservatore tecnico, si intravedevano per la prima volta le condizioni per un’intesa: zero accumulo, zero stoccaggio, piena verifica internazionale. La questione del controllo del programma nucleare iraniano stava trovando uno spazio negoziale reale.
Nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili. L’attacco missilistico di Usa e Israele contro l’Iran non aiuterà le società civile iraniana a liberarsi del regime teocratico ma darà nuove motivazioni a Teheran per accelerare ed avviare in modo più esteso il proprio riarmo ed rafforzare la repressione interna.
Siamo con il popolo iraniano che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini. A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La loro richiesta di libertà, diritti, giustizia, democrazia è la nostra stessa richiesta, comune a tutti i popoli che lottano per rompere le catene dell’oppressione e dell’ingiustizia, in ogni parte del mondo. Conquiste che si ottengono con la forza del diritto e non le operazioni militari e nuove forme di colonialismo. Il futuro dell’Iran appartiene solo al suo popolo: non a Netanyahu; non a Trump.
Nel condannare con forza l’ennesimo passo verso il baratro chiediamo al Governo italiano e a quelli della Unione Europea di dissociarsi da questa follia, di richiedere la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra illegale.
In particolare chiediamo:
· l’immediata cessazione delle operazioni militari da parte di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran, nuovamente in aperta violazione del diritto internazionale;
· il ritorno urgente alla diplomazia, ripristinando i canali negoziali che erano in corso;
· un impegno dell’Unione Europea affinché assuma un ruolo attivo e autonomo nel promuovere la de-escalation e nel sostenere un accordo negoziale sul nucleare basato su verifiche internazionali credibili;
· la protezione delle popolazioni civili;
· l’impegno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a verificare e denunciare la repressione e la violazione dei diritti umani nei confronti di chi manifesta pacificamente in Iran.
Mobilitiamoci nelle piazze con chiunque sostenga la popolazione iraniana e il movimento “Donne Vita Libertà” per il loro diritto all’autodeterminazione e alla pace. Le guerre si portano dietro altre guerre, in una spirale infinita di odio, morte e distruzione.
Le armi non danno nessuna sicurezza ma stanno destabilizzando l’intero pianeta.
Il tempo della pace è adesso!
Movimento Nonviolento - Infoline 346 2141589

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