martedì 31 marzo 2009

A FORZA DI ESSERE VENTO

giovedì 2 aprile alle ore 9 avrà luogo lo sgombero del campo nomadi di via campagna a calcinatello. si tratta di un campo abusivo installato da ormai più di dieci anni, sul quale pendevano 2 ordinanze di sgombero, una del 1999 e una del 2006, mai attuate.
si procede finalmente a dare operatività all'ennesimo voto in consiglio comunale (quello di marzo 2009). il fatto è che ci troviamo a poche settimane dalle elezioni. e la giunta vuole far risaltare fortemente questo evento.
se una soluzione ad una situazione illegale può essere condivisa (benchè l'indirizzo ad altro domicilio sia compito dei carabinieri -inesistenti, nonostante i rinforzi in organico e i miliardi buttati per la nuova caserma a calcinato- non del consiglio comunale), anche se in contrasto coi proclami di sensibilità etica e culturale, perchè non provvedere, come una raccomandazione ministeriale da anni invita, alla realizzazione di un campo attrezzato, gestito e regolamentato per soste temporanee (compatibili con la frequenza scolastica dei minori)?

lunedì 30 marzo 2009

LA VAS

lunedì 6 a Calcinatello viene presentata la VAS [valutazione ambientale strategica], documento componente il pgt.
Da qualche settimana sul sito del comune sono scaricabili alcuni elaborati facenti parte della VAS. non sappiamo se siano definitivi o meno (in ufficio tencico non lo sanno!!!!! o fingono di non saperlo).
fatto sta che la VAS dovrebbe essere composta di: relazione sullo stato dell'ambiente, definizione degli indicatori, valutazione del documento di piano, programma dei monitoraggi, sintesi non tecnica.
è un processo che va di pari passo con la redazione del piano, suo strumento di definizione ed allo stesso tempo di controllo. se la riunione del 6 aprile è finalizzata alla presentazione alla cittadinanza, è logico credere che anche il piano sia terminato. ma il sindaco ha ben evitato di portarlo in discussione prima della sua rielezione. in primo luogo per i consueti problemi che la discussione di un provvedimento tanto delicato può trascinarsi; in secondo luogo per la povertà e vulnerabilità progettuale, tecnica e normativa che il piano porterà con sè.
la VAS, come realizzabile secondo i dettami della regione lombardia, è uno specchietto per le allodole: non è strumento partecipato (specie a calcinato, dove le parti sociali non sono MAI state convocate nè informate); e proprio perchè figlia di un far west normativo, è strumento vuoto realizzato da figure per forza di cose incompetenti, inutilmetne costoso, che vaglia il PGT vero e proprio, definendolo come ambientalmente corretto e migliorativo.
le uniche componenti interessanti (la relazione sullo stato dell'ambiente e il piano dei monitoraggi), che possono diventare taglienti strumenti politici, sono diventati due documenti ridicoli nella versione che pellegrini e soci hanno imbastito. questi luminari vengono infatti a spiegarci che esiste la A4, la ferrovia e la SS11, che cinquant'anni fa la collina di Ponte San Marco è stata tagliata per lasciar spazio all'autostrada e banali ragionamenti di questa stregua.
ritenendo qualsiasi confronto inutile (il processo è concluso e non si è mai potuto intervenire) e improduttivo (i tecnici estensori non sono certo all'atezza del compito di cui sono stati incaricati), lineaindipendente, UNICO GRUPPO POLITICO CHE PARTECIPO' ALLA CONVOCAZIONE PRECEDENTE LA REDAZIONE DEL PGT, e unico gruppo che ha dimostrato una continuità di interesse nel dibattito urbanistico e di gestione del territorio, risponderà ufficialemnte all'amministrazione comunale ed ai tecnici, per mezzo di un comunicato scritto, che provvederemo a pubblicare.

giovedì 26 marzo 2009

IL TEMPO DEI GITANI

Con una delibera approvata dal consiglio comunale Calcinato ha dato il via libera allo sgombero del campo nomadi di via Campagna, in frazione Calcinatello.
La decisione mette la parola fine ad un insediamento al centro di molte polemiche, dislocato da oltre una decina di anni in un’area di 2.400 mq adiacente all’autostrada Serenissima, che ospita appunto alcune famiglie di nomadi.
L’adozione del provvedimento è stata preceduta in consiglio da un acceso dibattito. “Le persone stanziate nel campo di via Campagna sono state incontrate più volte - ha ricordato il sindaco Angiolino Goglioni - ma non siamo mai riusciti a raggiungere un accordo bilaterale. La decisione giunge dopo anni di ordinanze di demolizione non rispettate, una del 1999 emessa dalla precedente amministrazione e una del 2006 emessa dalla nostra”.
Le perplessità del gruppo di minoranza “Per Calcinato” sono state espresse dalla capogruppo Elena Bonacini, la quale ha osservato come sia “accertata la presenza di minori nel campo” stigmatizzando la drasticità della soluzione. “Non voglio giustificare l’abuso - ha sottolineato - ma è inevitabile una riflessione su un’operazione che mette in difficoltà una comunità con sue caratteristiche ben precise. Davvero un provvedimento tanto perentorio era l’unico possibile?”
Non ha dubbi il primo cittadino. “L’azione – per Goglioni - non può essere considerata repentina; sono trascorsi dieci anni dall’avvio del contenzioso. I nomadi insediati nell’area di via Campagna, inoltre, sono stati recentemente coinvolti in fatti criminosi e alcuni di loro sono stati tratti in arresto”.
In sintonia col sindaco Damiano Coccoli, capogruppo della coalizione di maggioranza “Insieme per la libertà”, secondo il quale “il campo è stato coinvolto in attività di spaccio e non solo. Non è possibile intraprendere un percorso d’integrazione senza la collaborazione della controparte”. Sulla stessa linea Riccardo Gobbetto, consigliere del gruppo di maggioranza, che si è detto convinto che si tratti di una decisione “a favore della comunità calcinatese e dei soggetti deboli dell’accampamento rom, cioè donne e bambini; il nostro vuole anche essere un segnale per far comprendere che esistono ottiche diverse di vita». In seguito all’approvazione della delibera, rispetto alla quale i consiglieri di minoranza si sono astenuti, il Comune acquisirà ufficialmente l’area su cui sorge il campo. Si tratta di un passaggio necessario nell’iter amministrativo, al quale farà seguito l’abbattimento delle strutture presenti sulla superficie dal momento che furono realizzate nonostante il vincolo di inedificabilità e all’interno della fascia di rispetto dell’autostrada.

mercoledì 25 marzo 2009

OPERAZIONE PIOMBO FUSO

Israele ha pubblicato i suoi dati sull'operazione piombo fuso. Noi invece ci limitiamo a pubblicare una foto di una delle rappresaglie di quest'inverno. Aggiungiamo però un link, dove si trovano diverse immagini, tra le quali il bombrdamento della scuola sotto il controllo ONU. Sono immagini di estrema violenza.


chi pensa di essere d'accordo con la posizione del nostro governo nei confronti della conferenza di Durban, o non ha le idee chiare sui concetti di sionismo e teocrazia, è meglio che se le vada a vedere.






martedì 24 marzo 2009

LE CENERI DI GRAMSCI



III
(...)

Uno straccetto rosso, come quello
arrotolato al collo ai partigiani
e, presso l'urna, sul terreno cereo,

diversamente rossi, due gerani.
Lì tu stai, bandito e con dura eleganza
non cattolica, elencato tra estranei

morti: Le ceneri di Gramsci... Tra
speranza
e vecchia sfiducia, ti accosto, capitato
per caso in questa magra serra, innanzi

alla tua tomba, al tuo spirito restato
quaggiù tra questi liberi. (O è qualcosa
di diverso, forse, di più estasiato

e anche di più umile, ebbra simbiosi
d'adolescente di sesso con morte...)

(...)

è il mio giorno: mentre sempre più rade
ho di queste vacanze, nel tormento
del mantenermi in vita; e se mi accade

di amare il mondo non è che per violento
e ingenuo amore sensuale
così come, confuso adolescente, un tempo

l'odiai, se in esso mi feriva il male
borghese di me borghese: e ora, scisso
- con te - il mondo, oggetto non appare

di rancore e quasi di mistico
disprezzo, la parte che ne ha il potere?
Eppure senza il tuo rigore, sussisto

perché non scelgo. Vivo nel non volere
del tramontato dopoguerra: amando
il mondo che odio - nella sua miseria

sprezzante e perso - per un oscuro
scandalo della coscienza...

IV

Lo scandalo del contraddirmi,
dell'essere
con te e contro te; con te nel core,
in luce, contro te nelle buie viscere;

del mio paterno stato traditore
- nel pensiero, in un'ombra di azione -
mi so ad esso attaccato nel calore

degli istinti, dell'estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione

la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza: è la forza originaria

dell'uomo, che nell'atto s'è perduta,
a darle l'ebbrezza della nostalgia,
una luce poetica: ed altro più

io non so dirne, che non sia
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia...

Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto

ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed è il più esaltante

dei possessi borghesi, lo stato
più assoluto. Ma come io possiedo la
storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:
ma a che serve la luce?
(P.P.P. 1954)

lunedì 23 marzo 2009

FRATELLO NON TEMERE, CHE CORRO AL MIO DOVERE, TRIONFI LA GIUSTIZIA PROLETARIA

oggi a milano c'erano 40 sindaci, a chiedere ai responsabili di trenitalia e regione lombardia di render conto sullo stato delle linee lombarde e del servizio feroviario per i pendolari.
a quanto ci risulta a ponte san marco c'è una stazione. e a quanto ci risulta la regione e la provincia da tempo prevedono la realizzazione di un sistema di trasporto interurbano ferroviario su brescia ed hinterland, prevedendo il riutilizzo di strutture esitenti.
se ne parla anche in termini di controparte alla realizzazione della linea di alta velocità, oltre che per l'ineluttabile vantaggio ambientale e culturale che conseguirebbe dalla riscoperta dei mezzi pubblici su ferro.
comunque il comune di calcinato non ha partecipato.
e (quasi) sicuramente non ne sapeva nemmeno nulla.

GI QUATTORDICI A ROMA


In occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14 che si terrà a Roma a fine marzo, CUB, CONFEDERAZIONE COBAS e SDL INTERCATEGORIALE, insieme a tutte le forze sociali e di movimento che si battono per non pagare la crisi, hanno organizzato una grande


M A N I F E S T A Z I O N E
N A Z I O N A L E

SABATO 28 MARZO 2009 ROMA - P.zza Repubblica ore 15

Per partecipare alla manifestazione Confederazione Cobas e SdL intercategoriale di Brescia organizzano un pullman che partirà dal piazzale Iveco in via Volturno a Brescia sabato 28 marzo alle ore 6.00 (costo € 10,00)

Per iscriversi telefonare a
333/5773110 (Pino Giampietro)
338/4721505 (Mario Carleschi) oppure allo
030/45670 (Radio Onda d'Urto)

il comunicato con la piattaforma e le rivendicazioni della manifestazione al sito

venerdì 20 marzo 2009

SPORCHÈSS ATÙREN

Foie e spine
söl mür del castel
del me paes.
Ai prim de mars
gh’è amó ‘n giro
i tocch de giass.
Ciapei de laurà
ambiac e mai finic,
udùr de màgher
en de l’erbä bunä.
Loertìss mesciacc
a mucì de sigarete
i ma dis che gh’è riat
l’ura de vegner zó
de chestä piassä
spurcä e ‘ndormétä.
Gh’è riàt l’urä
de scrier söi mür
che la Terä
la gh’à miä padrù!


[calcinato, primo marzo millenovecentottantasette]

giovedì 19 marzo 2009

E LA RACCOLTA PORTA A PORTA?

Abbiamo qui sottomano un progetto preliminare, poi sostanzialemnte solo aggiornato, ma non più modificato nella sostanza, per la raccolta porta a porta, datato 19 novembre 2007. Ottanta pagine a cura di un'importante azienda di consulenza per servizi legati all'ambiente, che ormai sono carta straccia pure loro.
Il progetto non è mai stato approvato definitivamente, solo una volta portato negli organi di discussione, dove è stato validato,per restare nei cassetti del sindaco.
La paura della scadenza elettorale ha forse frenato il porta a porta? Ha contribuito il timore di andare incontro allo scontento della cittadinanza che avrebbe dovuto repentinamente cambiare le sua abitudini (sprecone) nei confronti dello smaltimento dei rifiuti domestici?
In parte; ma anche la sua inesistente progettualità e incapacità gestionale. Le questioni operative non sono mai state affrontate; così come i contratti esistenti con ASM (gestore dello smaltimento). La questione della futura commercializzazione dei rifiuti non è mai stata presa in considerazione, così come i reali vantaggi ambientali provenienti dal porta a porta.
Prevale sicuramente (come per il PGT e mille altri argomenti lasciati nel dimenticatoio) l'interesse personalistico della rielezione, l'esplicità volontà di non esporsi, di non prendere posizione.
Nessun decisionismo, nè volontà nei confronti del cambiamento; è l'identikit di un sindaco buono per tutte le stagioni.

mercoledì 18 marzo 2009

CALCINATO E IL RIPUDIO CULTURALE DI PACHECO

Pubblichiamo con piacere una lettera inviataci dall'ex sindaco Pierangelo Crottogini, sempre disponibile ai chiarimenti ed attento alla vita pubblica del paese. Il riferimento è alla inconsistente risposta che l'assessore alla cultura ha inviato a Bresciaoggi, in reazione al nostro articolo (il cui contenuto era stato anticipato sul blog) del 2 marzo, dove denunciavamo l'assenza dell'amministrazione ed il deliberato oscurantismo di fronte ad un argomento scomodo per la maggioranza di destra.
Ciao Flavio
Ho ricevuto con piacere la tua segnalazione in oggetto e, con qualche giorno di ritardo rispondo.
Grazie per l’informazione e quanto compreso. Non ho avuto la possibilità di leggere il testo dell’intervista citata, comunque ritengo che non sia utile replicare alla posizione espressa per evitare di dare ulteriore e immeritata pubblicità alla scrivente.
La povera, ritenendo di sapere cose che non sa, ricostruisce di conseguenza un progetto che aveva pretese più ambiziose rispetto a quanto richiamato. L’ipotesi, se interessa dovrei avere traccia completa, prevedeva tramite l’Università di Valencia una mostra itinerante europea (Valencia, Parigi, Praga e Lubianca) nella quale volevamo inserire Brescia, dal titolo “L’esilio culturale europeo”. In questa proposta le opere di Paceco rappresentavano solo la prima puntata, lasciando al seguito l’inserimento di altri settori della cultura che pure sono stati oggetto di persecuzioni politiche.
Il contesto si inseriva bene nell’attività del “Patronat Martinez Guerracabeitia” la cui attività si propone di denunciare in particolare alle nuove generazioni le diverse forme di violenza, passate e presenti, che hanno interessato la storia dell’umanità.
Era questo un progetto dove Calcinato, a mio parere, poteva solo essere presente come piccolo contributo e non certo per essere inserito come tappa.
Per questo motivo, a suo tempo, erano stati presi contatti con il direttore Morgano dell’Università Cattolica al quale, essendo anche vice sindaco di Brescia Cattolica, abbiamo chiesto e ottenuto di incontrare i referenti di Brescia Musei per ottenere la disponibilità di una sede adeguata ad ospitare l’esposizione a Brescia.
La nuova amministrazione, non ha mai ritenuto di approfondire l’iniziativa intrapresa e quando ho visto la delibera di ritiro seguito rinuncia, dell’incarico affidato al prof. Tellaroli. L’ho contattato telefonicamente per capire le ragioni della sua decisione. Mi ha detto di avere avuto un incontro con il sindaco e che non aveva sprecato molto tempo per capire le intenzioni. A questo punto la sua decisione è stata solo conseguente.
Per quanto mi risulta, l’esposizione di Valencia, è stata organizzata ed effettuata grazie alla conferma sulla disponibilità dei proprietari ad inviare i quadri già selezionati e con spese a carico della stessa. Il libro-catalogo è stato ovviamente predisposto nelle due lingue spagnole omettendo la versione italiana, francese e/o inglese.

ciao e buon lavoro

il link del Patronat Martinez Guerracabeitia, istituto culturale militante valenciano, è http://www.fguv.org/pmg/presentacio/

martedì 17 marzo 2009

SI RIACCENDONO LE INDUSTRIE


come una danza rossa
le macchine tornano a ordinarsi
in un canto triste
incanto per pochi in grado
di osservare e sentire
che c'è dolore ovunque

quiete di mani che prendono pane
che stringono amate carni o canute
teste ferme in trenta gradi
di fronte a un piatto


appare tutto un carnevale
bella, bellissima eterna giostra

anche io, anche tu sorridiamo

di fronte alla meraviglia del mondo
noi che saremo quelle teste, quelle mani :

avremo sempre il desiderio di un amore perfetto,
di idoli da contestare idee da difendere
realtà da consumare avremo sempre
desiderio di possedere questo reale
così orribile

una casa, un tavolo, un male
dove mangeremo bugie

(bs-mi 2008)


lunedì 16 marzo 2009

LA DISTRUZIONE DEL PATRIMONIO /2 [del peccato originale]

Nel 1972, in pieno fermento culturale, quando il dibattito sull'archeologia industriale era affermato su solide posizioni condivise, la retrogurdia amministrativa della DC Calcinatese decideva che era cosa buona e giusta sbarazzarsi dell'imponente mole della Filanda Liloni, dei suoi stabili e della sua ciminiera, per lasciar spazio a 3 condomini in abuso, parcheggi, stradine, marciapiedi e aiuoline.
Quasi tutto il comparto industriale ai piedi della collina del castello sparisce. Pochi anni dopo la stessa sorte viene riservata alla ex Scattolin, speculare rispetto al canale, oggi interrato e dimenticato. Questa demolizione scardina la logica insediativa dle paese, liberando terreni buoni per un villaggetto di villettine senza qualità e i già citati condomini sui quali la giustizia intervenne a suo tempo.
La memoria collettiva è ancora molto forte sul tema della Filanda, che tra le due guerre offrì imiego a molte donne del paes ee dei dintorni; ma la sua immagine ci è miracolosamente giunta grazie alle fotografie dell'archivio Negri di Brescia.
Mentre la Fondazione Micheletti si batteva (e si batte) per la salvaguardia della storia materiale e locale e una figura come Eugenio Battisti, studioso eclettico e pioniere, in Italia, della salvaguardia del patrimonio diffuso pubblicava i suoi articoli e studi ed aveva visibilità internazionale, Calcinato distrugge l'unica emergenza architettonica di indiscutibile valore sul suo territorio, l'elemento che, tra l'altro, la connotava come comunità.
Unico superstite lo stabile ad est della biblioteca, di recente oggetto di trasformazione sulla testata.
Auspichiamo che il Comune si proponga per l'acquisto dell'immobile, oggetto di inestimabile valore storico e strategico (oltre ad essere in centro al paese e disposto su 3 piani è limitrofo alle attrezature pubbliche e quindi loro naturale ampliamento).
Proviamo solo per un attimo ad immaginarci la Filanda ancora esistente; e non com'era dov'era come stupidamente accuserebbero i falsi progressisti. Ma opportunamente trasformata sede di uffici comunali, che da anni necessitano di ampliamento (scelte che sono costate fior di quattrini alla collettività con l'acquisto dell'albergo adiacente il comune e la concessione di folli diritti edificatori all'area limitrofa), sede di una biblioteca degna di questo nome, con spazi per le associazioni, sale civiche, auditori, piazze pubbliche protette, luoghi di ritrovo per la vita comunitaria. Apriamo gli occhi e guardiamo invece le speculazioni e gli abusi realizzati; dove sta il senso del favorire gli interessi di pochi, specie di fronte ad esiti che manifestano ignoranza, incapacità e senso dell'orrido?
Quello che più fa rabbia è che dietro a tali scelte non c'è un preciso indirizzo culturale o politico (sul quale, benchè distanti potremmo controbattere); in assenza di alternative potremmo anche comprendere (senza giustificare, ovviamente, e gridando a gran voce la nostra) l'interesse nel favorire delle volontà private. Ma evidentemente, visto che le alternative c'erano e ci sono, ci troviamo di fronte a scelte casuali, sommarie, illogiche, ingiustificabili, ignoranti. La linea politica che 35 anni fa decise di demolire la filanda è la stessa di quelli che a metà anni ottanta si facevano belli di aver compromesso l'integrità formale e materica della torre civica e oggi, a suon di varianti al PRG per distruggerlo nella sua componente di tutela, si dicono paladini della storia.

sabato 14 marzo 2009

L'ACQUA E' UN BENE PUBBLICO


A Ponte San Marco il Gruppo libertario Spartaco organizza lunedì 16 marzo un'assemblea pubblica per discutere “il problema dell’acqua potabile", che in questi ultimi tempi ha interessato ed interessa molti comuni della nostra provincia.
All’incontro interverrà Fabrizio Valli, referente bresciano del “Forum italiano dei movimenti per l’acqua”, per il quale “l'acqua è un bene pubblico e i cittadini devono intervenire in prima persona a proporre e discutere nuove soluzioni in merito all' erogazione”.
Al centro del dibattito sarà la necessità di assumere definitivamente l'acqua come un bene primario e la definizione di principi inviolabili con cui deve essere gestito il patrimonio idrico nazionale. La campagna promossa dal “Forum italiano dei movimenti per l’acqua” intende introdurre modifiche alla legge Galli del 1996, quella che ha introdotto il partenariato, le società miste pubblico-privato, che possono condurre alla privatizzazione degli acquedotti. “Chi investe nell'acqua vuole trarre un profitto tramite le tariffe, mentre i costi dell'acqua devono essere garantiti dalla fiscalità generale» sottolinea il Forum. ”E’ necessario pertanto mettere fine al grande inganno sulla divisione tra proprietà e gestione. Chi amministra le reti ne diventa a conti fatti proprietario, per questo devono restare interamente pubbliche”.
L' assemblea si svolgerà al Centro Civico di Piazza della Preistoria alle ore 20.45.

venerdì 13 marzo 2009

GAS [gruppo di acquisto solidale]


Anche nella nostra provincia stiamo assistendo al diffondersi di esperienze che propongono nuove forme di un’economia che ha scelto di chiamarsi solidale ed è basata sul rispetto dell’uomo, che si lega al territorio e dà forte risalto al rapporto tra le persone e la difesa dell’ambiente. E così sorgono un po’ dovunque botteghe del commercio equo, sportelli di banca etica, uffici del turismo responsabile, piccoli produttori di alimenti biologici.
In questa galassia da qualche tempo c’è posto anche per il Gruppo di acquisto solidale (Gas) di Calcinatello, che - nato all’inizio dell’anno - si sta organizzando sul territorio per uscire dalle logiche commerciali tradizionali e orientare il mercato e i consumatori verso un consumo critico e consapevole.
Autogestito con la modalità della partecipazione volontaria e attiva, il sodalizio no profit è coordinato da Alessandro Spassini e Sabrina Marella e raccoglie una decina di famiglie che mediamente coprono quasi metà del loro budget mensile per alimentari e vestiti con questa originale forma di acquisto, basato su alcuni principi fondamentali, “la valorizzazione della dimensione locale, l’economia di giustizia, la sostenibilità sociale ed ecologica dei prodotti, l’eticità della filiera produttiva”, come spiega Spassini.
Sugli scaffali del Gas si trovano un po’ tutti i generi alimentari del commercio equo e solidale con i paesi in via di sviluppo (cacao, caffè, zucchero, miele, frutti esotici, thé, tisane, riso, funghi, succhi di frutta, biscotti, cioccolato, farine) man anche arance siciliane, riso piemontese, formaggi biologici bresciani, e ancora detersivi ecocompatibili, conserve, cereali, legumi che hanno in comune la caratteristica di avere prezzi non determinati dalle multinazionali che troppo spesso monopolizzano i mercati, ma da una rete di produttori e cooperative agroalimentari che garantiscono la qualità sociale e la genuinità dei prodotti.
“Abbiamo creato accordi con produttori locali e nazionali - racconta Spassini - ordinando mensilmente il fabbisogno delle nostre famiglie, per un volume d’acquisti che si aggira sui 3 mila euro”.