domenica 16 novembre 2014

Tav: dopo Calcinatello, domani tocca a Calcinato

Hanno avuto il loro bel da fare giovedì sera gli amministratori comunali di Calcinato a tener dietro ai numerosi interventi del pubblico accorso all’oratorio di Calcinatello, dove hanno presentato per la prima volta pubblicamente alla cittadinanza il progetto definitivo della nuova linea ferroviaria ad alta velocità che attraverserà da ovest ad est il territorio nei prossimi mesi.
In apertura il vicesindaco Alberto Bertagna ha informato degli esiti della Conferenza dei servizi svoltasi  a Roma il 6 novembre, quando “le autorità preposte e i progettisti hanno assicurato che il progetto partirà a breve”.
“Ma accettare questa situazione non vuol dire subirla” ha osservato. “Dobbiamo cercare il male minore e quindi abbiamo presentato una serie di osservazione costruttive per salvaguardare il nostro territorio, anche se abbiamo dovuto farlo in tempi strettissimi”.
Ha poi preso la parola l’assessore all’urbanistica Mirco Cinquetti, il quale con dovizia di particolari  ha illustrato la procedura di questa grande opera pubblica e ha descritto analiticamente il percorso nel territorio comunale, con l’ausilio di planimetrie in grande scala. La superficie complessiva interessata è di circa 390mila metri quadri, di cui due aree di cantiere (rispettivamente di 75mila e di 50mila metri quadr)i e una cava di prestito di nove ettari, profonda 32 metri per un totale di 2milioni e 200mila metri cubi di ghiaia ricavabile; e, ancora, ci saranno sei cavalcavia, due gallerie, un ponte sul fiume Chiese.
“Ho fatto una 15ina di riunioni per cercare una linea comune con gli altri Comuni toccati dal problema” ha dichiarato l’assessore. “A Roma tutti abbiamo chiesto più tempo, che però non c’è perché le tappe sono dettate dalla legge”.
In seguito Cinquetti ha poi presentato una per una tutte le osservazioni proposte dall’amministrazione comunale alla Conferenza dei servizi.
 Il lungo confronto con il pubblico ha fatto registrare numerose e vivaci contestazioni cittadini, diversi dei quali hanno protestato per “non avere ricevuto informazioni tempestive” (il progetto è giunto sui tavoli del municipio lo scorso 15 settembre) e per “non essere stati coinvolti nella fase di discussione e predisposizione delle osservazioni inoltrate agli organi competenti”.
 Qualche rilievo è stato mosso anche al nuovo assetto viario che l’amministrazione ha prospettato nel corso della serata. E domani sera si replica con un’altra assemblea a Calcinato: l’appuntamento è alle ore 20.30 all’Auditorium Don Bertini.

sabato 15 novembre 2014

No Tav: Cepav 2 nel pomeriggio a Calcinatello

Intorno alle 12 di questa mattina alcuni funzionari e tecnici di Cepav 2 si sono presentati all'ingresso di una proprietà di via Cavour, in località Barconi a Calcinatello, accompagnati da un caterpillar, cui successivamente si è aggiunta una trivella. Questi hanno sostenuto, quando l'abitante affitturario di terreno ed immobile (uno degli immobili che dovranno essere abbattuti per far spazio alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità) ha chiesto spiegazioni ed avvisato la proprietà, di dover cominciare alcuni scavi sul terreno.
Stando alla testimonianza di chi rischiava di subire questo originale esproprio, e di chi, grazie al tam-tam innescatosi all'interno di un vero e proprio "soccorso No Tav", è accorso in aiuto, questo tentativo di avvio degli scavi sarebbe del tutto illegittimo: non preavvisato e precedente a un "via libera" ufficiale ai lavori della tratta in questione.
Cittadini di Calcinato e dei paesi del basso Garda, attiviste e attivisti dei comitati popolari locali, facenti parte del coordinamento No Tav Brescia-Verona, sono tuttora in zona per controllare i movimenti della ruspa e della trivella.

giovedì 13 novembre 2014

Comprate "il manifesto" in edicola almeno oggi! Venti (euro) di riscossa

Chi vive di un magro sti­pen­dio, con venti euro rie­sce a met­tere insieme il pranzo con la cena. Per chi invece non ha ristret­tezze eco­no­mi­che venti euro non fanno la differenza.
Lo scri­veva già Luigi Pin­tor quando nel 1997 il mani­fe­sto uscì a cin­quanta mila lire, che per molti «bastano a vivere una set­ti­mana», per altri «ad accen­dere il sigaro». Pro­ba­bil­mente per buona parte delle let­trici e dei let­tori che ci seguono, da una vita o da pochi anni, venti euro fanno, eccome, la differenza.
Ma adesso vi chie­diamo di pren­dere una deci­sione, di fare un salto con l’asta insieme a noi per riac­qui­stare la testata quando, a fine anno, i liqui­da­tori la met­te­ranno all’asta. Si tratta di sce­gliere se il mani­fe­sto deve vivere, se il gior­nale è un’agorà da difen­dere per­ché ci si rico­no­sce, per­ché inte­res­sante, per­ché sti­mola l’intelligenza indi­vi­duale e col­let­tiva, per­ché pro­duce cul­tura, per­ché è diverso dal resto dell’informazione. E per­ché — e per alcuni soprat­tutto — è un gior­nale utile per una sini­stra che ha biso­gno di ritro­vare la strada per unire le forze e dare battaglia.
Nel breve e nel lungo tempo. E non solo con­tro il governo, ma per un’altra idea di società, di mondo.
Se la rispo­sta è sì, allora è utile ricor­dare che il «mer­cato» (qual­cuno sarà mai per­se­guito per il «reato» di apo­lo­gia di mer­cato?) non solo non tirerà l’Italia e l’Europa fuori dai guai, ma non basterà (come sem­pre) a garan­tire la vita di un’impresa edi­to­riale come questa.
Per­ché il mani­fe­sto non solo non ha un edi­tore alle spalle, né un par­tito o un impren­di­tore: non ha nep­pure una base suf­fi­ciente di pub­bli­cità che, insieme alle ven­dite, è l’unica altra voce d’incasso di una coo­pe­ra­tiva come la nostra. L’editore siete voi, le let­trici e i let­tori più assi­dui insieme a quelli sal­tuari. Vostre le gambe che ogni giorno cam­mi­nano per rin­no­vare un impe­gno, offrendo a noi stessi e alla sini­stra un luogo pub­blico di con­fronto. Senza que­sta rete il mani­fe­sto non esi­ste­rebbe più da gran tempo.
Le dif­fi­coltà eco­no­mi­che che cono­scete sono rese più dif­fi­cili adesso per­ché mai in pas­sato ci siamo tro­vati di fronte a un pro­gres­sivo azze­ra­mento dei fondi dell’editoria. Senza le spalle coperte da qual­cuno, senza fondi pub­blici, con la pub­bli­cità in pic­chiata, un quo­ti­diano potrebbe vivere solo con un prezzo di coper­tina mag­gio­rato. Non da arri­vare fino ai venti euro che vi chie­diamo oggi, ma cer­ta­mente con un prezzo dop­pio o tri­plo rispetto all’attuale.
Poi si può anche soste­nere che i gior­nali è meglio chiu­derli (vedi Libe­ra­zione, l’Unità, Europa, Pada­nia, Pub­blico, il Rifor­mi­sta e decine di testate locali), che è bene lasciare in edi­cola solo quelli che hanno impren­di­tori e finan­zieri nei con­si­gli di ammi­ni­stra­zione, insieme ai blog dei milionari.
Natu­ral­mente noi pen­siamo che senza una libera stampa non c’è demo­cra­zia (né antica, né moderna). E abbiamo la pre­sun­zione di cre­dere che senza il mani­fe­sto una sini­stra uni­ta­ria di alter­na­tiva non avrebbe molte chance, così come i movi­menti di lotta non avreb­bero quella visi­bi­lità che un quo­ti­diano nazio­nale può offrire.
Que­sta è la situa­zione. Che, per for­tuna, non è con­tras­se­gnata solo da brutte noti­zie. Ce n’è anche una buona: il mani­fe­sto, nel mese di set­tem­bre, è l’unico quo­ti­diano ad aver aumen­tato le ven­dite. Un segnale di fidu­cia e di atten­zione nei nostri con­fronti, che cer­chiamo di ricam­biare ogni giorno, met­tendo testa e cuore nel lavoro che facciamo.
E che vale — ogni tanto — venti euro.
                               
Norma Rangeri, il manifesto, 12 novembre 2014

mercoledì 12 novembre 2014

Tav a Calcinato: tre incontri con il Comune

A Calcinato in questi mesi il tema certamente più discusso è quello del passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità sul territorio. Per informare i cittadini sui contenuti del progetto definitivo di questa grande opera pubblica, giunto in municipio lo scorso 15 settembre, l’amministrazione comunale ha programmato tre incontri pubblici. Se ne parlerà giovedì 13 novembre alle ore 20.30 all’oratorio di via Santa Maria a Calcinatello, lunedì 17 all’Auditorium Bertini di Calcinato e martedì 25 all’oratorio di via Don Rovetta  a Ponte San Marco.
 Secondo tale progetto Calcinato sarà fra i comuni maggiormente colpiti dala nuova grande opera pubblica. Il Tav entrerà nel suo territorio dalla frazione Calcinatello, in località Quattro Vie, attraversando l’area dove ora si trova il canile San Rocco. Qui è prevista la confluenza del tratto proveniente da Brescia con quello dall’aeroporto di Montichiari, creando di un enorme incrocio.
  Il sedime interessato al passaggio della ferrovia  avrà una larghezza di alcune decine di metri e oltre ai binari ci saranno anche aree di salvaguardia e opere di contenimento (muri, terrapieni, ecc.).
   Proseguendo, la linea correrà a nord a fianco dell’autostrada A4 Milano-Venezia, quindi passerà appena al di là del cavalcavia di via Stazione (interessando anche la fornace vecchia e l’attiguo deposito edile, con possibili conseguenze per il recente quartiere edificato in via Morti Sant’Amos), attraverserà il monte e, infine, in località Cascina Faccendina (a sud della chiesetta dei Santi Anna e Gioacchino) scenderà in trincea verso il tunnel (con profondità di almeno 40 metri) che porterà il Tav in galleria sotto Lonato per riemergere dopo Desenzano. 
  Per questa imponente opera grande è la preoccupazione in un paese che negli ultimi anni ha subito notevole danni ambientali, con un territorio già colpito da cave, discariche e depositi abusivi di materiali inquinanti.

martedì 11 novembre 2014

A quando un consiglio comunale per discutere del passaggio del Tav a Calcinato?

Il 3 novembre scorso i gruppi consiliari "Con te per Calcinato", "E' tempo di Fiorella Sangiorgi Sindaco" e"Bene Comune" hanno inoltrato al sindaco Marika Legati una "richiesta di convocazione del Consiglio Comunale con il seguente ordine del giorno: Tav, progetto definitivo: impatto ambientale, azioni conseguenti, cave di prestito, aree di cantiere".
L'auspicio è che l'amministrazione comunale ottemperi alla normativa vigente in materia convocando il consiglio comunale con solerzia, per consentire finalmente lo svolgimento di un dibattito pubblico, trasparente, ufficiale sulla nuova linea ferroviaria ad alta velocità.

lunedì 10 novembre 2014

No Tav: sabato 22 novembre corteo a Lonato


Ore 14: raduno e partenza in Piazza Martiri della Libertà - Via Tarello - Corso Garibaldi - Viale Roma - Via Tirale - Via Campagna Sopra (il punto dove sorgerà il cantiere) - Via Tirale - Via Montebello - Via Borgo Clio – Corso Garibaldi -  arrivo in Piazza Martiri della Libertà.
Ore 17: merenda e interventi in Piazza Martiri della Libertà.

Per Calcinato la partenza è fissata alle ore 13.30 dal piazzale del Cinema Marconi.


domenica 9 novembre 2014

Tav a Calcinato: resistere è possibile!

Domani sera alle ore 18 il Comitato No Tav di Calcinato organizza nella sala civica di Piazza Pertini a Calcinatello una assemblea con le centinaia di cittadini proprietari di immobili e fondi espropriabili per il passaggio sul territorio comunale della nuova linea ferroviaria ad alta velocità. Interverranno l’agronomo Massimiliano Perazzoli e l’avvocato Massimo Morelli.

venerdì 7 novembre 2014

Dote Comune: un tirocinio ai servizi sociali

A Calcinato c'è tempo fino a giovedì 20 novembre per gli interessati a partecipare alle selezioni per la Dote Comune, un tirocinio di 12 mesi a supporto dei servizi sociali in municipio.
 Possono prendervi parte giovani inoccupati o disoccupati, di età compresa tra i 18 e 35 anni. All'assegnatario verrà corrisposta una indennità mensile di partecipazione forfettaria pari a 300 euro, fatto salvo il caso di lavoratori sospesi e comunque precettori di forme di sostegno al reddito, in quanto fruitori di
ammortizzatori sociali. La domanda di partecipazione dovrà pervenire entro le ore 18 del 20 novembre all'Ufficio Servizi Sociali (aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12.30 e il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18, ma chiuso il giovedì mattina). Per informazioni si può telefonare ai numeri 030/9989221-236-245 o scrivere a servizi.sociali@comune.calcinato.bs.it.

giovedì 6 novembre 2014

Alcune osservazioni del Comitato No Tav al progetto definitivo dell'Alta Velocità a Calcinato


Dott. Mariano Grillo
Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali
Ing. Antonio Venditti
Divisione II: Sistemi di Valutazione Ambientale
Dott. Gian Luca Galletti
Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare
Via Cristoforo Colombo 44 - 00147 Roma
p.c. Dott.ssa Narcisa Brassesco Pace
Prefetto di Brescia
p.c. Sig.ra Marika Legati
Sindaco di Calcinato

OGGETTO: Osservazioni al progetto LINEA FERROVIARIA AV/AC
MILANO – VERONA: LOTTO FUNZIONALE BRESCIA – VERONA”
(INFRASTRUTTURA STRATEGICA DI INTERESSE NAZIONALE
SECONDO L’ART. 1 DELLA LEGGE 21 DICEMBRE 2001, N. 443 – LEGGE
OBIETTIVO)

Egregi Rappresentanti del Ministero dell’Ambiente,
Premesso che il Comune di Calcinato è già fortemente penalizzato dalla presenza in loco d’infrastrutture; ferrovia, autostrada, Strada Statale 11, tangenziale est Brescia con una forte presenza quotidiana di camion e autovetture;
Premesso che nel Comune di Calcinato sono presenti discariche non solo d’interesse comunale ma anche provinciale e che i comuni limitrofi hanno inoltre posto le loro a confine del nostro territorio;
Premesso che da anni i comitati ambientali e i cittadini di Calcinato hanno richiesto all’Amministrazione Comunale l’urgenza di una rilevazione sanitaria territoriale perché molte sono le malattie collegati a fonti d’inquinamento e che la stessa si è attivava per la rilevazione della qualità dell’aria che sulla base dei dati forniti presenta già delle situazioni di non conformità;
considerato che il progetto definitivo relativo alla costruzione della linea ferroviaria AC/AV tratta Milano-Verona lotto funzionale Brescia-Verona è già vecchio di oltre vent’anni e che la valutazione d’impatto ambientale effettuata dell’opera risale addirittura all’anno 2003;
considerato che il Comune di Calcinato sarà fortemente interessato al passaggio della nuova linea ferroviaria e della Bretella di collegamento con Brescia e che la cittadinanza si è mobilitata più volte contro questa nuova infrastruttura;
Preso atto del RAPPORTO AMBIENTALE VAS DEL PGT il quale prevede che“ il passaggio della TAV nel territorio di Calcinato ha ricadute in molteplici e diverse componenti ambientali.
Corre in gran parte del suo tracciato parallela all’autostrada A4, ma per le sue caratteristiche funzionali non ne segue il profilo altimetrico. Ne risulta una notevole complicazione degli attraversamenti, di una fascia infrastrutturale non solo di ragguardevole ampiezza, ma anche di una certa altezza.
Per quanto i progettisti si siano impegnati a ricucire tutte le connessioni, le
conseguenze sulla mobilità lenta all’interno del comune sono molto più gravi di quanto potrebbe apparire: ponti troppo alti e rampe lunghe e ripide scoraggiano pedoni e ciclisti e comportano di fatto un trasferimento della mobilità da ciclopedonale a automotociclistica.
Il dato acustico ha nelle abituali mitigazioni implicazioni assai gravi sul paesaggio: i pannelli fonoassorbenti, per quanto si cerchi di mimetizzarli con coloriture di dubbio effetto, determinano di fatto l’aggravio dell’impatto visivo dell’infrastruttura.
Andrà valutata con cura l’efficacia delle barriere acustiche, per quanto alte fino a 5 metri sugli edifici posti sulle colline o su terreni comunque rialzati rispetto al piano d‘imposta delle barriere stesse anche tenendo presente le diverse tipologie e velocità dei convogli che percorreranno le linee: un treno passeggeri che transita ad oltre 200km/h ha effetti diversi da un lungo convoglio merci notturno che transita a velocità inferiore, prolungando così il segnale acustico. Infine non sembra corretto utilizzare gli edifici esistenti per ostacolare il diffondersi del rumore.
Non vanno sottostimati gli effetti elettromagnetici (radiazioni ionizzanti e non) che possono avere una fascia di sicurezza anche di 400 metri per lato, le conseguenze di eventuali vibrazioni indotte dal passaggio dei treni e tutte altre componenti ambientali che possano venire sollecitate.
Se il solo rispetto della normativa delle diverse componenti ambientali porta
comunque a risultati nel paesaggio simili alla tratta Novara –Torino della TAV già ultimata, è opportuno in un’area densamente abitata in fregio ad una valle fluviale e ad un sistema di colline moreniche, affrontare l’intera questione dell’attraversamento con un progetto di paesaggio complessivo anziché tentare di risolvere le varie problematiche caso per caso così come si presentano lungo la linea.
Si verrebbe così a ridefinire il margine settentrionale dell’abitato del capoluogo e di Calcinatello razionalizzando gli attraversamenti e ricomponendo le con questi le forme del paesaggio tra urbanizzato, fascia infrastrutturale, area collinare e bassa valle del Chiese. La necessità di un intervento di paesaggismo all’altezza della situazione sembra ancora più urgente tenendo conto delle dinamiche insediative in corso nella metropolitana bresciana e maggior ragione a Calcinato dove l’impatto della TAV si somma a quelli dell’autostrada A4 e delle cave e delle discariche”.
(fonte: http://www.comune.calcinato.bs.it/allegati/allegato%201.pdf)
Esaminati attentamente gli elaborati in nostre mani e tenuto conto di quanto sopra esposto esprimiamo le seguenti osservazioni al fine di mitigare i danni che tale opera comporta nel territorio del Comune di Calcinato.
1)Si richiede l’utilizzo di barriere acustiche naturali in luogo dei pannelli
fonoassorbenti tenendo conto che il fine dovrà essere l’eliminazione
dell’inquinamento acustico che l’infrastruttura in se arrecherà sul nostro territorio.
2)La viabilità nord-sud vedrà la realizzazione dei nuovi cavalcaferrovia di Via
Brescia, Via Cavour, Via Stazione e zona Sant’Anna avranno altezze consistenti e rampe lunghe e ripide. Tali altezze scoraggeranno pedoni e ciclisti, comportando, di fatto, un trasferimento della mobilità da ciclopedonale ad auto-motociclistica con considerevole aumento dell’inquinamento atmosferico. Si pone particolare attenzione alle gravi difficoltà che si arrecheranno alla mobilità dei disabili. Si propone pertanto la revisione di tali collegamenti e la realizzazione sulla sponda ovest del fiume Chiese di un percorso ciclopedonale, con sottopasso all’intersezione dell’autostrada e della linea TAV, che garantirà almeno il collegamento tra i centri abitati di Calcinatello e Ponte San Marco. Si propone altresì che tale tratto sia collegato all’attuale pista ciclopedonale sulla sponda est del fiume tramite la realizzazione di un ponte di collegamento.
3)Si richiede la revisione della viabilità del cavalcaferrovia di via Cavour,
prevedendo che il tratto est di Via Manzoni e il tratto di via Cavour denominato Strada Vicinale dei Barconi siano collegati allo stesso mediante la realizzazione di rampe.
4)Per quanto concerne la realizzazione dell’elettrodotto (linea A.T. 132 Kv
localizzata tra i Comuni di Calcinato e Lonato) al fine di un miglior inserimento ambientale si richiede l’interramento della stessa.
5)Si comunica inoltre che all’altezza del km 100 è presente una cava denominata Cava Signoria, nella quale in anni passati sono stati smaltiti abusivamente prodotti con marchio Bayer; si richiede pertanto attenta verifica dei prodotti in essa depositati e le necessarie procedure di bonifica.
6)All’altezza del km 1+600 della Bretella di collegamento Brescia Est,
all’intersezione tra la stessa e il cavalcavia di Via Brescia, in Via Gavardina vi è la sede del canile San Rocco. Negli anni passati la zona sottostante è stata oggetto di smaltimento abusivo di sostanze derivanti dalla lavorazione di idrocarburi. Anche della presente si evidenzia e si richiede un’attenta bonifica del sito.
7)I sottoscritti chiedono inoltre di minimizzare i danni dell'area di cantiere evitando lo spostamento dell’autostrada A4 durante la realizzazione della Galleria Calcinato1 e l’esecuzione della stessa mediante scavo sotterraneo per i notevoli danni che saranno arrecati.
8)Nel progetto è escluso ogni riferimento alle opere di ripristino della viabilità comunale utilizzata dai mezzi d’opera quando finiranno i lavori. Si richiede che in fase progettuale sia presente un programma di ripristino.
9)Si richiede la valorizzazione del tessuto agricolo adiacente alla linea e la
realizzazione di fasce boschive di 15-30 metri ai lati del tracciato.
10)Si pone inoltre alla vostra attenzione la valutazione della realizzazione delle fermate di Brescia e di Verona che sono non comprensibili al progetto denominato AV/AC. Come ben sapete, considerando che il treno alta velocità richiede più 30 km per raggiungere da fermo, la velocità massima, e che servono almeno altri 15 km per la frenata, NON E’ VANTAGGIOSO realizzare il collegamento ad alta velocità tra le due città. Per questo motivo si chiede tassativamente di valutare la non realizzazione la Bretella di collegamento Brescia Est. Si ricorda che erano state suggerite alternative per la fermata a Brescia tramite la PARMA BRESCIA che dovrà essere ancora realizzata con approvazione di molti enti interessati all’opera.
Egregi Signori, ringraziandovi per l’attenzione che vorrete dare a quanto da noi evidenziato nella presente siamo a chiedere e ci affidiamo al vostro senso di responsabilità per la revisione e rivalutazione urgentissima del progetto in oggetto del quale siamo certi che l’Italia e gli Italiani in questo momento non abbiano necessità. I fondi stanziati per l’opera a nostro parere dovrebbero essere utilizzati per migliorare il servizio della ferrovia esistente la quale secondo studi recenti, consentirebbe ancora un notevole sviluppo ferroviario con possibilità di incremento sia del trasporto merci sia del trasporto passeggeri.
Come cittadini saremo tutti responsabili se ancora una volta per interesse di alcuni acconsentissimo a una nuova devastazione del territorio a scapito delle generazioni future senza aver valutato possibilità e soluzioni migliori.

Cordiali saluti.

Calcinato, 31 ottobre 2014

Daniel Gallina, Chiara Botticini, Laura Corsini, Cristina Tosi

mercoledì 5 novembre 2014

Sabato contro la guerra a Ghedi

NO ALLA GUERRA
NO ALLE SPESE MILITARI
NO ALLE BASI DI MORTE

In questi anni di crisi economica mondiale è di nuovo aumentata la propensione alla guerra, per ridisegnare gli spazi di sfruttamento delle varie potenze sui paesi e sulle popolazioni più deboli.
L'aumento delle spese militari e delle azioni di guerra sono viste dai nostri governi come una soluzione alle difficoltà economiche.
Anche l'Europa e l'Italia stanno intervenendo militarmente in molte parti del mondo per il controllo e la spartizione delle risorse mondiali e il controllo geostrategico, come in Afghanistan, Medio oriente, Ucraina ecc.

Per noi la crisi economica va affrontata con una visione del mondo e delle relazioni internazionali che guardi alla vita delle persone: tagliando tutte le spese di guerra e usando quelle risorse per grandi interventi pubblici che riqualifichino e sviluppino servizi, scuole, sanità, attività produttive ecosostenibili e bonifichino i disastri ambientali creati dal profitto privato e dalle bombe.

A Ghedi vi è la principale base di attacco dell'aviazione italiana. All'interno sono presenti anche bombe atomiche
Da Ghedi sono partite e partono tutte le azioni di guerra dell'aviazione italiana.
A Ghedi saranno dislocati i nuovi inutili e costosissimi cacciabombardieri atomici F35.

NOI CHIEDIAMO:

LA CHIUSURA DELLA BASE DI GHEDI
IL RITIRO DELL'ESERCITO ITALIANO DA TUTTI GLI SCENARI DI GUERRA
AZZERAMENTO DELLE SPESE MILITARI A PARTIRE DAGLI F35
L'USCITA DELL'ITALIA DALLA NATO E DA TUTTE LE ALLEANZE DI GUERRA

8 Novembre 2014
MANIFESTAZIONE
ORE 14,30 PIAZZA ROMA - GHEDI
Al termine convegno in sala consiliare con Giorgio BERETTA (Rete Italiana per il Disarmo)

sabato 1 novembre 2014

4 novembre: non festa, ma lutto!

Anche quest'anno proponiamo ai calcinatesi per il 4 novembre di rendere omaggio alle vittime di tutte le guerre, con commemorazioni individuali o di gruppo che siano anche solenne impegno contro ogni violenza, affinchè l'anniversario della fine dell'"inutile
strage" della prima guerra mondiale cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinchè non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni, mai più persecuzioni.
Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile siano rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne a logiche militariste; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite si svolgano nel modo più austero, severo, solenne: sostando o depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi delle vittime delle guerre e osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.
L'impegno a evitare nuovi e più orribili massacri si afferma anche onorando la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise.