Stasera Bedizzole renderà omaggio al suo scrittore Giorgio Mora con una serata a lui dedicata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco, a partire dalle ore 21 nella sala del Vecchio Mulino di via Garibaldi 14.
57 anni, giornalista di lungo corso (in passato, oltre a collaborare a "Bresciaoggi" è stato fra l'altro una firma di testate quali l' "Avanti!", L'Espresso", "l'Unità" nonché direttore per anni a ReteBrescia), Mora è dotato di uno stile agile e brioso che ha già evidenziato in tre opere narrative folgoranti come il romanzo di formazione "Pablo, Parigi e Alba" (Sacco, 2009), "Gimme five" (Serra Tarantola, 2010), rievocazione della fraternità fra cinque amici sul Garda nei primi anni Settanta, e "Che Giro quel Giro" (Gam, 2011), ove racconta i tragicomici accadimenti di una inebriante "corsa rosa" in giro per la penisola, inventata di sana pianta.
Martedì lo scrittore presenterà la sua ultima fatica, i "Due racconti" che Arduino Sacco Editore manda in questi giorni in libreria (134 pagine, 12 euro). Il primo si intitola "La sera in cui la boxe diventò leggenda. "Narra di un epico incontro di boxe - dichiara l'autore - e mi è piaciuto scriverlo perché racconta di un match leggendario e di fantasia, con tante belle persone meritevoli di stima. A me ha fatto ridere mentre lo scrivevo e mi ha messo malinconia, stati d'animo che vorrei provocare in chi avrà voglia di leggerlo".
Si tratta di un testo di stringente affabulazione, dal ritmo ininterrotto, per amanti delle tinte forti, per sanguinari veri, ma anche per sognatori disincantati o quanto meno disposti a mettere in conto finali non sono sempre edificanti. A prendersi a pugni ci sono come leoni rabbiosi due pugili sfortunati a cui la vita è stata resa difficile da persone e situazioni disparate. Dimentichino pure i lettori il Norman Mailer della "Sfida": qui sul ring combattono ripresa dopo ripresa due uomini della strada che la carriera ha trasformato per una serata speciale in formidabili eroi della mitologia greca, in un susseguirsi di colpi di scena contraddistinti da una ironia neanche troppo velata.
Il secondo racconto, "Un uomo, suo malgrado", ripropone creativamente la vexata quaestio dell'antinomia fra amore e morte, ambientando una storia sentimentale all'ultimo stadio in una casa di riposo di una provincia che potrebbe essere la nostra. Sesso da urlo, volontà di non darsi per vinti o riluttanti, elogi alla potenza della carne pronta a erigersi sulle macerie di un’esistenza tormentata che le ha viste un po’ tutte; insomma, un'altra storia tragica che ci fa però comprendere come non sia la morte ad avere l'ultima parola.
La lettura scenica di alcuni passi dei due racconti sarà a cura di Marusca Leali.
martedì 30 maggio 2017
domenica 28 maggio 2017
domenica 21 maggio 2017
La nonviolenza per la riforestazione
Mercoledì 24 maggio alle ore 20.45 nella Sala Civica di via Santa Maria 28 Calcinatello il Comitato Cittadini, in collaborazione con il coordinamento provinciale di Legambiente, organizza un convegno dedicato alle "tecniche di azione nonviolenta per la riforestazione e rigenerazione del territorio".
Interverranno don Gabriele Scalmana (direttore dell'Ufficio Diocesano per la salvaguardia del Creato), Luciano Gerlegni (presidente del circolo di Legambiente a Montichiari), Gabriele Pellegrini (portavoce di Legambiente Lombardia) e Walter Gorini, guardia ecologica volontaria nella nostra provincia.
Interverranno don Gabriele Scalmana (direttore dell'Ufficio Diocesano per la salvaguardia del Creato), Luciano Gerlegni (presidente del circolo di Legambiente a Montichiari), Gabriele Pellegrini (portavoce di Legambiente Lombardia) e Walter Gorini, guardia ecologica volontaria nella nostra provincia.
martedì 16 maggio 2017
Un manifesto sbilanciato
Domani sera in municipio la maggioranza
presenta il bilancio approvato dal consiglio comunale il 29 marzo. Fino
a poco tempo fa era buona norma illustrarlo alla cittadinanza prima
della approvazione, per raccogliere suggerimenti e proposte; ora si
preferisce arrivare alla gente solo a cose fatte, con manifesti
aggressivi affissi nelle bacheche dei partiti che sostengono la
Giunta.
Bene Comune non è un partito e
non "boccia la persona". Noi non ci stiamo a passare per l'opposizione
ideologica e pregiudizievole che dice sempre "no". Quando
le proposte della maggioranza ci sono parse condivisibili le abbiamo
approvate senza remore: non ci interessa il bene di un parte (che si
chiami Forza Italia, Lega Nord, Pd o M5S), non per niente ci chiamiamo
Bene Comune.
Oltre a cercare di
costruire ponti e non muri fra i diversi gruppi consiliari, facciamo
proposte precise (nell'ultimo consiglio comunale, per esempio, è passata
all'unanimità la nostra mozione per aprire i locali della stazione ai
gruppi di volontariato), lavoriamo pazientemente a fare sintesi delle
varie idee in campo o a migliorare le proposte della maggioranza, cerchiamo la collaborazione di tutti.
Quando in consiglio comunale prendiamo la parola per fare richieste scritte e orali, non lo facciamo per polemizzare, ma per chiarire dubbi o approfondire le informazioni che abbiamo.
Il nostro voto contrario è sempre stato manifestato nel pieno rispetto delle persone e del loro ruolo.
Per quanto riguarda il bilancio comunale, quando ci è stato consentito dalla maggioranza, abbiamo
collaborato alla sua analisi in commissione e in consiglio comunale
abbiamo spiegato chiaramente perché non potevamo approvarlo.
Non
condividiamo il fatto che si applichi l'addizionale Irpef nell'aliquota
massima consentita dalla legge (0,8%); è una imposta gravosa per i
contribuenti onesti, in particolare i lavoratori dipendenti che hanno in
genere salari modesti.
Non abbiamo mai
creduto alla necessità della esternalizzazione dei servizi (Asc e Garda Uno) i cui
effetti devastanti sono tristemente noti a tutti i cittadini; non approviamo poi le
ingenti retribuzioni a sindaco e assessori, né le spese di
rappresentanza eccessive in un momento di crisi come questo.
Ci preoccupa inoltre la continua riproposizione di
interventi e iniziative da realizzarsi in conto capitale, che in seguito non
trovano concretizzazione perché le entrate non sono sufficienti (non si riesce
nemmeno a finire il municipio, fermo da anni in condizioni indecorose!).
Infine,
vi diamo una informazione, signori della maggioranza: il consigliere
comunale di Bene Comune è una donna, si chiama Tiziana Spreafico.
martedì 9 maggio 2017
Tav Brescia-Verona: butta male...
Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dal Coordinamento No Tav Brescia-Verona insieme ad altri 60 soggetti tra associazioni locali e nazionali, aziende e privati cittadini.
Il ricorso era stato depositato contro diversi provvedimenti: dal decreto con cui si dava via libera al Cipe per l’approvazione del progetto definitivo e per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, passando per la delibera per l'ennesima reiterazione del vincolo di esproprio presente sulle proprietà interessate a partire dal 2001, fino ad arrivare al decreto che aveva espresso il parere di compatibilità ambientale (chiamato VAS).
Ora la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità sulla tratta Brescia-Verona sembra più vicina.
sabato 6 maggio 2017
Ampliamento Gedit: il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Comune
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune di Calcinato contro la decisione del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di non sospendere gli effetti del decreto dirigenziale con cui Regione Lombardia il 2 novembre scorso si era pronunciata positivamente sulla compatibilità ambientale dell'ampliamento della discarica di rifiuti non pericolosi della ditta Gedit in via Cavicchione.
Affermando che «l'operazione non presenta pericoli gravi, attuali e concreti», i giudici di Palazzo Spada sostengono che l'«effettivo ampliamento della discarica di rifiuti o il suo eventuale diverso funzionamento dipendono dall'Autorizzazione integrata ambientale», procedura alla quale è demandata una serie di approfondimenti e prescrizioni.
In attesa ora del pronunciamento sul merito da parte del Tar, l'azienda potrebbe - seppur in linea teorica - avviare sin d'ora l'innalzamento della quota delle due vasche presenti nel sito, già colmate, per un ulteriore quantitativo di rifiuti industriali non pericolosi, pari a circa 180 mila metri cubi, e il riempimento di un nuovo bacino con altri 400 mila metri cubi.
Affermando che «l'operazione non presenta pericoli gravi, attuali e concreti», i giudici di Palazzo Spada sostengono che l'«effettivo ampliamento della discarica di rifiuti o il suo eventuale diverso funzionamento dipendono dall'Autorizzazione integrata ambientale», procedura alla quale è demandata una serie di approfondimenti e prescrizioni.
In attesa ora del pronunciamento sul merito da parte del Tar, l'azienda potrebbe - seppur in linea teorica - avviare sin d'ora l'innalzamento della quota delle due vasche presenti nel sito, già colmate, per un ulteriore quantitativo di rifiuti industriali non pericolosi, pari a circa 180 mila metri cubi, e il riempimento di un nuovo bacino con altri 400 mila metri cubi.
venerdì 5 maggio 2017
Due iniziative per ricordare don Milani
Doppio appuntamento per ricordare don Lorenzo Milani a 50 anni dalla morte. Stasera alle ore 20.30 il Centro per la nonviolenza di via Milano 65 a Brescia organizza un incontro pubblico al quale interverrà Edoardo Martinelli, uno degli otto ragazzi della Scuola di Barbiana che parteciparono con il sacerdote fiorentino alla scrittura collettiva della celebre "Lettera a una professoressa", il libro che scatenò una vera e propria rivoluzione nonviolenta nella scuola italiana, portando da un lato a fondamentali innovazioni pedagogiche nei metodi educativi, dall'altro ad una sua radicale riforma approdata alla istituzione degli organi collegiali di partecipazione studentesca nei primi anni '70.
"La comunità pensante di Barbiana" sarà il titolo della conferenza di Martinelli, da anni responsabile dei progetti-scuola al "Centro di Ricerca e Formazione Don Milani e Scuola di Barbiana” di Vicchio. Attivo nelle scuole in qualità di esperto e autore multimediale, l'educatore ha collaborato con diverse università italiane e straniere.
Domani poi Martinelli parteciperà a Montichiari, al Centro Fiera del Garda in via Brescia 129, al convegno di studi “Educare alla libertà: la rivoluzione nonviolenta della Scuola di Barbiana”. A partire dalle ore 9, dopo i saluti del sindaco Mario Fraccaro, del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia Mario Maviglia e della preside Claudia Covri, offriranno testimonianze diretta su quella singolare esperienza pedagogica don Mario Landi (sacerdote fiorentino che collaborò con il priore negli ultimi anni di vita) e, appunto, gli ex allievi Edoardo Martinelli e Nevio Santini.
Nel pomeriggio a partire dalle ore 15 interverranno don Pierluigi Di Piazza (direttore del Centro Balducci di Zugliano), Raffaele Iosa (già dirigente superiore per i servizi ispettivi del Ministero della pubblica istruzione) e Dimitris Argiropoulos (docente di Pedagogia all’Università Statale di Parma). In serata alle 21 concluderà la manifestazione, al Gardaforum di via Trieste 62, lo spettacolo “I care” del Teatro Laboratorio, per la regia e con la partecipazione di Sergio Mascherpa. L'ingresso è gratuito.
Ulteriori informazioni suelle due iniziative si possono acquisire telefonando al 328.9683409.
"La comunità pensante di Barbiana" sarà il titolo della conferenza di Martinelli, da anni responsabile dei progetti-scuola al "Centro di Ricerca e Formazione Don Milani e Scuola di Barbiana” di Vicchio. Attivo nelle scuole in qualità di esperto e autore multimediale, l'educatore ha collaborato con diverse università italiane e straniere.
Domani poi Martinelli parteciperà a Montichiari, al Centro Fiera del Garda in via Brescia 129, al convegno di studi “Educare alla libertà: la rivoluzione nonviolenta della Scuola di Barbiana”. A partire dalle ore 9, dopo i saluti del sindaco Mario Fraccaro, del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia Mario Maviglia e della preside Claudia Covri, offriranno testimonianze diretta su quella singolare esperienza pedagogica don Mario Landi (sacerdote fiorentino che collaborò con il priore negli ultimi anni di vita) e, appunto, gli ex allievi Edoardo Martinelli e Nevio Santini.
Nel pomeriggio a partire dalle ore 15 interverranno don Pierluigi Di Piazza (direttore del Centro Balducci di Zugliano), Raffaele Iosa (già dirigente superiore per i servizi ispettivi del Ministero della pubblica istruzione) e Dimitris Argiropoulos (docente di Pedagogia all’Università Statale di Parma). In serata alle 21 concluderà la manifestazione, al Gardaforum di via Trieste 62, lo spettacolo “I care” del Teatro Laboratorio, per la regia e con la partecipazione di Sergio Mascherpa. L'ingresso è gratuito.
Ulteriori informazioni suelle due iniziative si possono acquisire telefonando al 328.9683409.
giovedì 4 maggio 2017
Bacheche: si va alla Conferenza capigruppo
A Calcinato il pressing di Bene Comune e delle altre forze di opposizione di fine aprile ha indotto il sindaco Marika Legati a rinviare martedì scorso in consiglio comunale l'esame del “Regolamento per la concessione e l’utilizzo delle bacheche di proprietà comunale da parte dei gruppi consiliari”.
Il primo cittadino ha letto e condiviso l'istanza sottoscritta dai cinque consiglieri di minoranza (con in testa la nostra Tiziana Spreafico) per chiedere appunto il rinvio della discussione e la “convocazione urgente di una Conferenza dei capigruppo” sul tema, “utile a considerare un adeguato ed equilibrato utilizzo, nel rispetto del diritto di divulgazione politica di ciascuna forza politica presente sul territorio”.
Con il consenso unanime del consiglio comunale, sarà quindi un vertice in municipio nei prossimi giorni ad affrontare i nodi di un provvedimento che, in luogo della tradizionale assegnazione a chi ne abbia fatto richiesta, proporrebbe di suddividere equamente le bacheche fra maggioranza e minoranza, prevedendone in tutto 14: 2 e 2 a Calcinatello, 2 e 2 a Ponte San Marco e 3 e 3 nel capoluogo.
Il primo cittadino ha letto e condiviso l'istanza sottoscritta dai cinque consiglieri di minoranza (con in testa la nostra Tiziana Spreafico) per chiedere appunto il rinvio della discussione e la “convocazione urgente di una Conferenza dei capigruppo” sul tema, “utile a considerare un adeguato ed equilibrato utilizzo, nel rispetto del diritto di divulgazione politica di ciascuna forza politica presente sul territorio”.
Con il consenso unanime del consiglio comunale, sarà quindi un vertice in municipio nei prossimi giorni ad affrontare i nodi di un provvedimento che, in luogo della tradizionale assegnazione a chi ne abbia fatto richiesta, proporrebbe di suddividere equamente le bacheche fra maggioranza e minoranza, prevedendone in tutto 14: 2 e 2 a Calcinatello, 2 e 2 a Ponte San Marco e 3 e 3 nel capoluogo.
mercoledì 3 maggio 2017
Calcinato chiede di usare la stazione di Ponte
Su
proposta del capogruppo di Bene Comune, Tiziana Spreafico, ieri sera
il consiglio comunale di Calcinato ha approvato all'unanimità la
MOZIONE PER L'ACQUISIZIONE IN COMODATO D'USO GRATUITO DELLA STAZIONE
FERROVIARIA DI PONTE SAN MARCO. Eccone il testo:
Il consiglio comunale di Calcinato, riunito nella seduta del 2 maggio 2017,
Il consiglio comunale di Calcinato, riunito nella seduta del 2 maggio 2017,
PRESO
ATTO
della
presenza sul territorio comunale della stazione ferroviaria di Ponte
San Marco, disabilitata da molti anni;
che
essa costituisce un patrimonio collettivo che può e deve essere al
più presto restituito alla fruizione pubblica;
VENUTO A CONOSCENZA
dalla stampa locale
della presenza di diverse stazioni ferroviarie della nostra provincia
concesse in comodato d’uso gratuito alle amministrazioni comunali
e/o ad enti e associazioni;
RITENUTA
questa opportunità
una valida soluzione alla cronica carenza di spazi sociali a
disposizione dei numerosi enti e associazioni operanti sul
territorio;
IMPEGNA
il Sindaco ad
avviare una vertenza con la proprietà della stazione medesima al
fine di ottenere in comodato d'uso gratuito i locali posti al piano
terra e al primo piano, con la prospettiva immediatamente seguente di
predisporre un piano di intervento per la riqualificazione degli
spazi al fine di metterli a disposizione delle realtà del
volontariato sociale secondo modalità di accesso preventivamente
concordate.
martedì 2 maggio 2017
lunedì 1 maggio 2017
Il Primo Maggio
![]() |
| Pellizza da Volpedo, Il quarto stato, Pinacoteca di Brera, Milano |
Il Primo Maggio significa l’unità dei lavoratori contro le divisioni che i padroni e i loro partiti costruiscono per impedire alla classe lavoratrice di alzare la testa.
Il Primo Maggio proclama l’internazionalismo, per porre fine ad ogni sorta di frontiere e costruire la solidarietà e la fratellanza fra i popoli.
Da decenni in Italia è in atto una politica contro le classi lavoratrici e popolari, che ha generalizzato la precarietà e l’insicurezza, cancellato diritti democratici e sociali essenziali, rubato il futuro ai giovani. Nel mondo gli interventi militari hanno prodotto guerre, tragedie infinite e milioni di migranti che, nel tentativo di sfuggire ai conflitti, si rivolgono all’Europa trovando muri e porte sbarrate, respinti ed uccisi da politiche sempre più spietate.
Come in un terribile passato oggi sull’Europa spira un vento reazionario e risorgono forze neofasciste, che predicano l’odio razzista volendo farci credere che i nostri nemici siano i migranti. Tali forze politiche sono al servizio dei capitalisti, come lo erano i fascisti, per impedire l’unità degli oppressi e la costruzione di un fronte di solidarietà e di lotta comune.
Le direzioni sindacali hanno una gravissima responsabilità per non aver costruito in questi anni un grande movimento di lotta unitario contro gli attacchi della Confindustria e dei vari governi che si sono succeduti nell’opera di distruzione dei diritti del lavoro, di salari adeguati, di una pensione dignitosa, moltiplicando le misure repressive contro tutti coloro che provano a mobilitarsi per la democrazia e la giustizia sociale.
Per questo invitiamo oggi a celebrare nelle piazze il Primo Maggio come una giornata di lotta, per ricostruire la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori contro lo sfruttamento, le guerre, il fascismo e il razzismo, per l’unità dei lavoratori e degli sfruttati, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e l’intervento pubblico per creare occupazione, la difesa dei diritti democratici e sociali scritti nella Costituzione, la fratellanza coi migranti a cui vanno garantiti il diritto di asilo e l'’apertura di corridoi umanitari.
domenica 30 aprile 2017
sabato 29 aprile 2017
Martedì 2 maggio in consiglio comunale si parla di bacheche, Pgt e stazione ferroviaria
Martedì 2 maggio alle ore 20.45 approda in consiglio comunale a Calcinato il “Regolamento comunale per la concessione e l’utilizzo delle bacheche di proprietà comunale da parte dei gruppi consiliari” proposto dal sindaco Marika Legati.
In sostanza, in luogo della tradizionale assegnazione a chi ne abbia fatto richiesta, il regolamento propone di suddividere equamente le bacheche fra maggioranza e minoranza, prevedendone in tutto 14: 2 e 2 a Calcinatello, 2 e 2 a Ponte San Marco e 3 e 3 nel capoluogo.
Già il mattino del 28 aprile sul tavolo del primo cittadino è giunta una istanza sottoscritta dai cinque consiglieri di minoranza (Claudia Rizzi ed Elena Ringhini di Con te per Calcinato, Libero Lorenzoni di M5S, Vania Gobbetto di Sangiorgi Sindaco e Tiziana Spreafico di Bene Comune) per chiedere il rinvio della discussione e la “convocazione urgente di una Conferenza dei capigruppo” sul tema, “utile a considerare un adeguato ed equilibrato utilizzo, nel rispetto del diritto di divulgazione politica di ciascuna forza politica presente sul territorio”.
Poche ore dopo Spreafico ha diffuso in paese una “lettera aperta al sindaco” (il testo integrale è qui: http://lineaindipendente.blogspot.it/2017/04/sulla-bacheca-lettera-aperta-al-sindaco.html) nella quale - ricordando i 40 anni di storia della bacheca del gruppo in via Marconi – spiega che essa “è stata in passato oggetto di attacchi fascisti, vandalismi idioti, incendi di facinorosi, sequestri di manifesti (poi restituiti con tante scuse), ma nessuno ha mai osato porne in discussione l'esistenza, come potrebbe fare ora il Regolamento in esame”.
In attesa di conoscere la risposta del sindaco Legati e del consiglio comunale, ricordiamo che sul tappeto per martedì ci sono altri due atti proposti da Bene Comune: una “interrogazione a risposta scritta sulla seconda variante al Piano di governo del territorio e una mozione che propone la "acquisizione in comodato d’uso gratuito della stazione ferroviaria di Ponte San Marco". In seguito si discuterà anche del “rendiconto generale della gestione dell'anno 2016” e del “Piano comunale delle cessioni a fini solidaristici”.
venerdì 28 aprile 2017
Sulla bacheca, lettera aperta al Sindaco
Egregio Signor Sindaco.
Per noi la bacheca di via Marconi - la prima richiesta e autorizzata su suolo pubblico a Calcinato nel lontano 1977 (alleghiamo la relativa documentazione) ha un valore politico e affettivo straordinario. Per oltre quattro decenni è stata la voce dei compagni del movimento, sotto varie sigle: Circolo di Unità Proletaria, Lega di cultura Arthur Rimbaud, Gruppo Danilo Dolci, Linea Indipendente e, oggi, Bene Comune. Ha dato il via a numerose mobilitazioni, comunicato notizie che hanno poi fatto la storia della nostra comunità, prestato addirittura per qualche anno il suo nome a un bimestrale diffusissimo fra gli anni '80 e '90 in paese.

La nostra bacheca è stata in passato oggetto di attacchi fascisti, vandalismi idioti, incendi di facinorosi, sequestri di manifesti (poi restituiti con tante scuse), ma nessuno ha mai osato porne in discussione l'esistenza, come potrebbe fare ora il REGOLAMENTO da Lei presentato.
E' per questo che è subito partita la mobilitazione per difendere questo spazio autogestito. Noi crediamo che non si possa cancellare un diritto acquisito, peraltro da così tanto tempo, e che, se Lei ritiene necessario procedere a un pur discutibile riordino in materia, lo debba decidere insieme a tutti i soggetti interessati, senza maldestre imposizioni che da un lato contraddirebbero la Sua personale storia amministrativa e dall'altro sarebbero foriere di un possibile futuro disordine qualora cambiassero gli equilibri fra i gruppi consiliari e al loro interno.
Il collegio giuridico che ci offre la sua consulenza in materia ha richiamato una evidenza prevista dalla legge: a ciascun gruppo consiliare va assegnata una bacheca delle medesime dimensioni, analogamente a quanto accade non solo in altri Comuni, ma anche nelle Province e nelle Regioni italiane. Da questa certezza del diritto muoviamo per discutere il problema.
Le chiediamo pertanto gentilmente di convocare quanto prima una Conferenza dei Capigruppo sull'argomento, onde addivenire ad una soluzione di buonsenso, equanime e condivisa.
Certi che non lascerà cadere questa importante occasione di confronto democratico, restiamo a Sua disposizione per ulteriori ragguagli.
Cordialmente.
il capogruppo consiliare
di Bene Comune
Tiziana Spreafico
giovedì 27 aprile 2017
Antonio Gramsci, compagno di classe
Ottant'anni fa Antonio Gramsci moriva sfinito da una vita passata nelle carceri fasciste. Per ricordarlo pubblichiamo un suo tema di quinta elementare. la traccia assegnata era questa: "Se un tuo compagno benestante e molto intelligente ti avesse espresso il proposito di abbandonare gli studi, che cosa gli risponderesti?".
Ghilarza, addì 15 luglio 1903
Carissimo amico,
poco fa ricevetti la tua carissima lettera, e molto mi rallegra il sapere che tu stai bene di salute. Un punto solo mi fa stupire di te; dici che non ripren derai più gli studi, perché ti sono venuti a noia. Come, tu che sei tanto intelli gente, che, grazie a Dio, non ti manca il necessario, tu vuoi abbandonare gli studi? Dici a me di far lo stesso, perché è molto meglio scorrazzare per i campi, andare ai balli e ai pubblici ritrovi, anziché rinchiudersi per quattro ore al giorno in una camera, col maestro che ci predica sempre di studiare perché se no reste remo zucconi. Ma io, caro amico, non potrò mai abbandonare gli studi che sono la mia unica speranza di vivere onoratamente quando sarò adulto, perché come sai, la mia famiglia non è ricca di beni di fortuna.
Quanti ragazzi poveri ti invidiano, loro che avrebbero voglia di studiare, ma a cui Dio non ha dato il necessario, non solo per studiare, ma molte volte, neanche per sfamarsi.
Io li vedo dalla mia finestra, con che occhi guardano i ragazzi che passano con la cartella a tracolla, loro che non possono andare che alla scuola serale.
Tu dici che sei ricco, che non avrai bisogno degli studi per camparti, ma bada al proverbio "l'ozio è il padre dei vizi." Chi non studia in gioventù se ne pentirà amaramente nella vecchiaia. Un rovescio di fortuna, una lite perduta, possono portare alla miseria il più ricco degli uomini. Ricordati del signor Fran cesco; egli era figlio di una famiglia abbastanza ricca; passò una gioventù brillan tissima, andava ai teatri, alle bische, e finì per rovinarsi completamente, ed ora fa lo scrivano presso un avvocato che gli da sessanta lire al mese, tanto per vivacchiare.
Questi esempi dovrebbero bastare a farti dissuadere dal tuo proposito. Torna agli studi, caro Giovanni, e vi troverai tutti i beni possibili.
Non pigliarti a male se ti parlo col cuore alla mano, perché ti voglio bene, e uso dire tutto in faccia, e non adularti come molti.
Addio, saluta i tuoi genitori e ricevi un bacio dal
Tuo aff.mo amico Antonio
Ghilarza, addì 15 luglio 1903
Carissimo amico,
poco fa ricevetti la tua carissima lettera, e molto mi rallegra il sapere che tu stai bene di salute. Un punto solo mi fa stupire di te; dici che non ripren derai più gli studi, perché ti sono venuti a noia. Come, tu che sei tanto intelli gente, che, grazie a Dio, non ti manca il necessario, tu vuoi abbandonare gli studi? Dici a me di far lo stesso, perché è molto meglio scorrazzare per i campi, andare ai balli e ai pubblici ritrovi, anziché rinchiudersi per quattro ore al giorno in una camera, col maestro che ci predica sempre di studiare perché se no reste remo zucconi. Ma io, caro amico, non potrò mai abbandonare gli studi che sono la mia unica speranza di vivere onoratamente quando sarò adulto, perché come sai, la mia famiglia non è ricca di beni di fortuna.
Quanti ragazzi poveri ti invidiano, loro che avrebbero voglia di studiare, ma a cui Dio non ha dato il necessario, non solo per studiare, ma molte volte, neanche per sfamarsi.
Io li vedo dalla mia finestra, con che occhi guardano i ragazzi che passano con la cartella a tracolla, loro che non possono andare che alla scuola serale.
Tu dici che sei ricco, che non avrai bisogno degli studi per camparti, ma bada al proverbio "l'ozio è il padre dei vizi." Chi non studia in gioventù se ne pentirà amaramente nella vecchiaia. Un rovescio di fortuna, una lite perduta, possono portare alla miseria il più ricco degli uomini. Ricordati del signor Fran cesco; egli era figlio di una famiglia abbastanza ricca; passò una gioventù brillan tissima, andava ai teatri, alle bische, e finì per rovinarsi completamente, ed ora fa lo scrivano presso un avvocato che gli da sessanta lire al mese, tanto per vivacchiare.
Questi esempi dovrebbero bastare a farti dissuadere dal tuo proposito. Torna agli studi, caro Giovanni, e vi troverai tutti i beni possibili.
Non pigliarti a male se ti parlo col cuore alla mano, perché ti voglio bene, e uso dire tutto in faccia, e non adularti come molti.
Addio, saluta i tuoi genitori e ricevi un bacio dal
Tuo aff.mo amico Antonio
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