Stasera
ci sarà un'importante assemblea pubblica della lista Bene Comune:
L'appuntamento è alle ore 20.30 nella sala civica Morelli in Piazza
della Repubblica a Calcinato, per discutere insieme delle iniziative
No Tav, della campagna per l'acqua bene comune, del referendum
costituzionale di ottobre e fare le prime valutazioni sulle prossime
elezioni amministrative.
mercoledì 25 maggio 2016
sabato 21 maggio 2016
Consiglio comunale sulla strage di Piazza Loggia
Lunedì
23 maggio alle ore 20.30 in piazza Aldo Moro a Calcinato si svolgerà
un consiglio comunale aperto, organizzato in collaborazione con la
Casa della Memoria di Brescia.
Al
centro del dibattito ci saranno le “motivazioni della sentenza del
luglio 2015 sullla strage di Piazza della Loggia”. Interverranno
Manlio Milani (presidente dell'Associazione vittime dei familiari
della strage), Andrea Vigani (avvocato di parte civile al processo) e
la giornalista Italia Brontesi.
La
serata costituirà l’incontro conclusivo di un percorso
didattico-educativo sulla tematica della legalità, realizzato in
collaborazione con l’Istituto Comprensivo di via Arnaldo, dove
l'argomento è da sempre particolarmente sentito poiché una delle
vittime della barbarie fascista di quella mattina di 42 anni fa, il
giovane pugliese Luigi
Pinto, insegnava alla scuola media statale Dante Alighieri; attivo
politicamente nella sinistra rivoluzionaria come militante in Avanguardia Operaia, morì a soli 25
anni dilaniato dalla bomba.
giovedì 19 maggio 2016
No Tav: sul Garda la lotta continua
Le
problematiche che porterà al territorio di Lonato del Garda il
passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità mercoledì
scorso sono
state illustrate nel corso dell'assemblea organizzata dal
coordinamento No Tav Brescia-Verona e dai tre portavoce del Comitato
No Tav locale Eraldo Cavagnini, Giovanni Contiero e Danilo Zeni -
nella
sala del centro sportivo della frazione Campagna.
“Stando al progetto
definitivo attualmente sul tappeto per la tratta Brescia-Verona –
hanno detto - una lunga e ampia galleria partirà proprio dalla
frazione Campagna e giungerà sino al territorio di Desenzano del
Garda, a una profondità media di 40 metri e con cunicoli a doppia
canna. Questa galleria costerà 700 milioni di euro, praticamente 100
milioni al chilometro, con un’area di cantiere che occuperà circa
170 mila mq. E tutto ciò mentre si trascura da tempo la viabilità
di collegamento di questa frazione”.
E' previsto poi “il
potenziamento della linea ad alta tensione, fino a 130mila volt, che
dovrebbe partire in traliccio dalla località Fornaci, dalle parti
della mulitisala King, e finire all’ingresso della galleria,
tagliando trasversalmente le nostre campagne, con una zona di
rispetto di circa 200 metri. Sono decine gli agricoltori proprietari
di fondi interessati dalle servitù da elettrodotto per la presenza
dei plinti sul tracciato; ricordiamo che la direttiva comunitaria
(già recepita in Trentino) è che le linee non devono più essere
aeree ma solo interrate, dal momento che l'elettromagnetismo causerà
nel tempo danni alla salute dei cittadini”.
“Inoltre – hanno
sottolineato i No Tav - la zona di cantiere in frazione Campagna
dovrebbe vedere la costruzione di un nuovo, imponente, cavalcavia due
o tre volte più grande di quello attuale, per consentire il
passaggio dei mezzi per realizzare l’opera”.
In
sala erano presenti diversi consiglieri del Movimento 5 Stelle e
delle liste civiche Ritrovo Lonato e Bene Comune di Calcinato.
Per
fermare l'avvio dei cantieri – preannunciato a più riprese dal
minstro Graziano Delrio per la fine dell'anno – i No Tav puntano
anche sul ricorso al Tar contro il
decreto 50, con il quale il 22 febbraio scorso il Ministero
dell’Ambiente determinava la positiva conclusione dell’istruttoria
di verifica di ottemperanza del progetto definitivo del lotto
funzionale Brescia–Verona della linea ad alta velocità alle
prescrizioni poste con il progetto preliminare. Il movimento
configura una serie di vizi e lacune che contemplerebbero, secondo
Marina Beatini che è intervenuta nella seconda parte della serata:
“la violazione dei trattati europei in materia di appalti, libertà
di stabilimento, libera prestazione di servizi, divieto di
restrizioni del movimento di capitali; la richiesta di rinvio
pregiudiziale alla Corte di Giustizia della Ue per violazione delle
norme sull'affidamento dei lavori pubblici; la mancata o tardiva
sottoposizione del piano generale dei trasporti e quindi del progetto
alta velocità alla Valutazione di Impatto Ambientale; la mancata
conformità del progetto definitivo a numerose prescrizioni del Cipe
imposte con il progetto preliminare approvato nel 2003; la
compromissione del laghetto del Frassino, oasi naturalistica di
elevata importanza e sito Unesco, il quale rischia il prosciugamento
a causa dei lavori in galleria; la mancata valutazione delle
prescrizioni imposte dalla Commissione per la valutazione d'impatto
ambientale”.
E
domenica 22 maggio i No Tav sul Garda ridiscenderanno in piazza con
una biciclettata che partirà alle ore 15 dal piazzale delle piscine
comunali di Desenzano per arrivare alla torre di San Martino della
Battaglia, attraversando i territori interessati da questa nuova
grande opera pubblica.
mercoledì 18 maggio 2016
No Tav: stasera un convegno a Lonato
Le
problematiche che porterà al territorio il
passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità saranno al
centro di un convegno organizzato dal coordinamento No Tav
Brescia-Verona stasera alle ore 20.30 nella sala adiacente al campo sportivo della
frazione Campagna di Lonato, in viale Roma 67.
Stando al progetto definitivo attualmente sul tappeto per la tratta Brescia-Verona, una lunga e ampia galleria partirà proprio dalla frazione Campagna e giungerà sino al territorio di Desenzano del Garda, a una profondità di 40 metri e con cunicoli a doppia canna. E' previsto poi il potenziamento della linea ad alta tensione che dovrebbe partire in traliccio dalla località Fornaci, dalle parti della mulitisala King, e finire all’ingresso della galleria, tagliando trasversalmente le nostre campagne, con una zona di rispetto di circa 200 metri.
Inoltre la zona di cantiere in frazione Campagna dovrebbe vedere la costruzione di un nuovo, imponente, cavalcavia due o tre volte più grande di quello attuale, per consentire il passaggio dei mezzi per realizzare l’opera.
Stando al progetto definitivo attualmente sul tappeto per la tratta Brescia-Verona, una lunga e ampia galleria partirà proprio dalla frazione Campagna e giungerà sino al territorio di Desenzano del Garda, a una profondità di 40 metri e con cunicoli a doppia canna. E' previsto poi il potenziamento della linea ad alta tensione che dovrebbe partire in traliccio dalla località Fornaci, dalle parti della mulitisala King, e finire all’ingresso della galleria, tagliando trasversalmente le nostre campagne, con una zona di rispetto di circa 200 metri.
Inoltre la zona di cantiere in frazione Campagna dovrebbe vedere la costruzione di un nuovo, imponente, cavalcavia due o tre volte più grande di quello attuale, per consentire il passaggio dei mezzi per realizzare l’opera.
Durante
la serata ci saranno anche aggiornamenti sull’impatto
del Tav sui territori comunali di Calcinato e Desenzano del Garda.
lunedì 16 maggio 2016
venerdì 13 maggio 2016
Appello a sostegno del Centro per la Nonviolenza
Care amiche e
amici della Nonviolenza
Siamo in un
momento di grave difficoltà nel far fronte alle spese di
mantenimento della nostra e vostra sede di via Milano 65 di Brescia che stiamo
rendendo sempre più funzionale e accogliente.
Nonostante
una gestione oculata, non siamo in grado di provvedere al pagamento
delle bollette in scadenza nelle prossime settimane, siamo perciò a
chiedere a tutti/e voi uno sforzo di condivisione.
Anche un
piccolissimo contributo può essere di grande aiuto se saremo in
molti a farlo.
GRAZIE
Queste sono
le nostre coordinate bancarie:
MOVIMENTO NONVIOLENTO
BRESCIA
CODICE IBAN IT 82 C
05018 11200 000000138192
PRESSO BANCA POPOLARE
ETICA FILIALE DI BRESCIA
giovedì 12 maggio 2016
L'intensa attività del Comitato provinciale Acqua Bene Comune
L'attività
ci ha visti impegnati su diversi fronti sia in incontri pubblici in
diverse località della Provincia si in incontri istituzionali. Il più
importante dei quali, come avrete avuto modo di leggere sulla stampa
locale, è stato col nostro vescovo Monsignor Monari. Molto positivo e
costruttivo ha condiviso con noi la preoccupazione che la gestione
privatistica dell'acqua essendo per sua stessa natura di tipo
monopolistico possa portare ad abusi a causa di derive mercantilistiche.
Si è espresso a favore della garanzia del minimo garantito ad ogni
persona come indicato dal OMS in 50 lt per persona introducendo
ovviamente il fattore familiare in modo tale che tale diritto sia
effettivamente garantito a tutti i cittadini. Abbiamo chiesto possibili
interventi in ambito parrocchiale e confidiamo in un documento della
commissione Giustizia e Pace come già avvenuto in campagna referendaria.
Il
secondo incontro istituzionale è stato con Zanni presidente di ACB
associazione dei Comuni Bresciani in cui abbiamo ribadito la nostra
contrarietà alla presenza di un socio privato forte in grado di
determinare un CDA forte a sua immagine e somiglianza. La posizione di
ACB non è stata esplicitata poichè i comuni si sono espressi in altra
sede istituzionale. Allo stato dell'arte attuale non vi sono dati certi
su quanti comuni abbiamo deliberato in Consiglio Comunale, passaggio
obbligato per addivenire al gestore unico. Abbiamo condiviso
l'informazione che stiamo raccogliendo tali dati anche per nostro conto.
In
tale sede abbiamo ribadito che non siamo contrari al gestore unico
determinato da una legge nazionale ma piuttosto alla soluzione che
consegna per 30 anni le chiavi dei nostri acquedotti privati e come già
esplicitato anche in sede provinciale siamo disponibili a partecipare ad
un tavolo di lavoro che porti ad una soluzione totalmente pubblica del
gestore unico provinciale.
In
parellelo abbiamo inviato comunicazioni a tutte le sezioni del Pd sul
territorio bresciano per sollecitare confronti pubblici sul tema e
sopratutto abbiamo chiesto un contradditorio pubblico con la provincia
che possa avere la più ampia copertura mediatica possibile. Su entrambe i fronti non abbiamo ricevuto alcun riscontro.
Come
già sopra detto stiamo raccogliendo i dati relativi alle delibere in
consiglio comunale riguardo il gestore unico provinciale.
Comunichiamo
che stasera 12 maggio inizierà ufficialmente la campagna di raccolta
firme per la petizione pubblica per chiedere il rispetto dell'esito
referendario. L'iniziativa che ci vedrà a fianco per i referendum
sociali sarà presentata stasera alle 20.30 al Salone Piamarta in via San
Faustino 74.
Comitato provinciale Acqua Bene Comune
mercoledì 4 maggio 2016
Sabato a Roma, insieme per fermare il TTIP
Per tutelare i diritti e i beni comuni. Per costruire un altro modello sociale ed economico. Per difendere la democrazia.
Ore 14.00 ritrovo in Piazza della Repubblica.
L’Unione Europea e gli Stati Uniti presentano questo accordo come una questione tecnica, invece si tratta di argomenti che toccano da vicino la quotidianità di tutti: l’alimentazione e la sicurezza alimentare, le prospettive di sviluppo economico e occupazionale, soprattutto delle piccole e medie imprese, il lavoro e i suoi diritti, la salute e i beni comuni, i servizi pubblici, i diritti fondamentali, l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge e la democrazia.
Da ora al prossimo giugno, i negoziati entrano in una fase decisiva. Infatti, nonostante gli incontri negoziali siano ben lungi dall’aver trovato un accordo su molti dei punti in agenda, esiste una forte pressione per produrre una sintesi prima che le elezioni statunitensi entrino nel vivo con il rischio di regalare ai cittadini un esito molto pericoloso: un accordo quadro generico, che permetta ad USA e UE di sbandierare il risultato raggiunto, per poi procedere alla sua applicazione dettagliata attraverso tavoli “tecnici”, che opereranno con ancor più segretezza eopacità di quelle che da tempo denunciamo.
In questo modo inoltre il governo degli Stati Uniti, la Commissione Europea e le multinazionali che spingono il TTIP vorrebbero ottenere il risultato di depotenziare la protesta, che in questi tre anni si è estesa a macchia d’olio su entrambe le sponde dell’Atlantico, mettendo assieme comitati, associazioni di movimento, organizzazioni contadine e sindacali, consumatori, cittadine e cittadini, che hanno rivendicato trasparenza e sfidato la segretezza che ha circondato lo sviluppo del negoziato sul TTIP.
Una campagna che denuncia il delinearsi di un nuovo quadro giuridico pericoloso per i diritti e la democrazia, nel quale i profitti delle lobby finanziarie e delle grandi imprese multinazionali prevarrebbero sui diritti individuali e sociali, sulla tutela dei consumatori, sui beni comuni e sui servizi pubblici, negando nei fatti un modello di sviluppo e di economia attento ai lavoratori, alla qualità e all’ambiente.
Il TTIP minaccia i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare, mette sul mercato sanità, istruzione e servizi pubblici, pone a rischio la qualità del cibo e dell’agricoltura e l’attività di gran parte delle piccole e medie imprese.
Il TTIP è anche un attacco alla democrazia, permettendo alle imprese multinazionali di chiamare in giudizio tramite strumenti di arbitrato estranei alla magistratura ordinaria e ad esse riservati in esclusiva, qualsiasi governo che con le proprie normative pregiudichi i loro profitti, limitando e disincentivando di fatto l’esercizio del diritto a legiferare di parlamenti, governi e amministrazioni locali democraticamente eletti.
In questi tre anni anche in Italia è nata e si è diffusa la campagna Stop TTIP, costruendo – territorio per territorio – informazione, sensibilizzazione e mobilitazione sociale.
Data la fase in cui sta entrando il negoziato TTIP, è arrivato il momento di costruire, tutte e tutti assieme, un grande appuntamento nazionale sabato 7 maggio 2016 a Roma.
Chiediamo a tutte le donne e gli uomini da sempre attivi in difesa dei diritti e dei beni comuni, ai sindaci, ai comitati, alle reti di movimento, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni contadine e consumeristiche, agli ambientalisti e al mondo degli agricoltori e delle piccole imprese e a tutti quanti hanno a cuore la democrazia, di costruire assieme a noi una grande manifestazione nazionale e promuovere iniziative di informazione dei cittadini e di approfondimento sulle conseguenze del TTIP con la partecipazione dei diversi soggetti coinvolti.
Per fermare il TTIP. Per tutelare i diritti e i beni comuni. Per costruire un altro modello sociale ed economico, per difendere la democrazia.
Tutte e tutti insieme è possibile.
CAMPAGNA STOP TTIP ITALIA
web: http://stop-ttip.italia.net _ facebook: https://www.facebook.com/StopTTIPItalia/
twitter: @StopTTIP_Italia – email: stopttipitalia@gmail.com
martedì 3 maggio 2016
Il mercato (finalmente) si sposta
Da
stamattina, dopo 33 anni di permanenza in via Carlo Alberto, il
mercato settimanale di Calcinato si sposta stabilmente in una
posizione più centrale, precisamente dall'ultimo tratto di via
Marconi fino a Piazza Aldo Moro e all'adiacente via della Filanda.
Termina
così il calvario di una delle zone più martoriate del nostro paese.
La localizzazione in via Carlo Alberto da un regolamento del 1990
veniva definita provvisoria:
per tutto questo tempo ha creato problemi e disagi agli abitanti del
quartiere e alla viabilità, dal momento che il martedì la strada, accesso
principale dalla provinciale e quindi dalla statale, non era
percorribile dalle 7 alle 14.30.
Più
volte, fuori e dentro il consiglio comunale, avevamo sottolineato
il persistere dell'annosa problematica, sovente dileggiati da
amministratori di diverso orientamento politico. Ora finalmente lo
spostamento: l'auspicio è che tale scelta contribuisca a
rivitalizzare il centro del paese, con benefici, oltre che per gli
ambulanti, anche per i negozi e i visitatori.
domenica 1 maggio 2016
venerdì 29 aprile 2016
Così il TTIP minaccia la nostra agricoltura
Pubblicato in 17 Paesi europei il rapporto “Contadini europei in svendita – I rischi del Ttip per l’agricoltura Ue” redatto da Friends of the Earth Europe in collaborazione con l’associazione Fairwatch
Il
controverso accordo commerciale TTIP in fase di negoziazione tra l’UE e
gli Stati Uniti potrebbe portare al disastro l’agricoltura europea. E’
la conclusione del nuovo rapporto “Contadini europei in svendita – I rischi del Ttip per l’agricoltura europea” redatto
da Friends of the Earth Europe e pubblicato in Italia in collaborazione
con l’associazione Fairwatch. Il rapporto analizza tutti gli studi più
recenti di impatto economico del Trattato di partenariato transatlantico
TTIP sul settore agroalimentare europeo, e rivela come il TTIP
possa rappresentare per esso una vera e propria minaccia. Il TTIP
aumenterà le importazioni dagli Stati Uniti, con un vantaggio per le
grandi imprese Usa fino a 4 miliardi di euro, 1 mentre avrà pochi benefici e e per pochissimi grandi produttori europei, la maggior parte del settore industriale
Lo studio, lanciato il 28 aprile, mostra
come mentre il contributo dell’agricoltura al Pil europeo potrebbe
diminuire dello 0,8%, con conseguente perdita di posti di lavoro, quello
statunitense aumenterebbe dell’1,9%. Una vera e propria
ristrutturazione del mercato che avrebbe effetti anche sulla gestione
del territorio e sulle caratteristiche del tessuto produttivo agricolo
europeo e italiano.
“Si prevede,
infatti, che il TTIP porterà molti agricoltori in tutta l’UE a
confrontarsi con una maggiore concorrenza e prezzi più bassi da parte
dei competitor Usa – spiega la coordinatrice del rapporto per l’Italia
Monica Di Sisto di Fairwatch, tra i portavoce della Campagna Stop TTIP
in Italia – minacciando le aziende agricole di tutta Europa, oltre ad
avere un impatto negativo sulle aree rurali e sugli interessi dei
consumatori”.
Mute Schimpf,
responsabile delle ricerche sull’agrifood di Friends of the Earth
Europe, spiega: “La nostra preoccupazione concreta è che l’agricoltura
europea, nelle dinamiche negoziali, venga sacrificata per chiudere l’
accordo TTIP a tutti i costi. Il rapporto rivela anche che le lobby
agroindustriali, sia negli Stati Uniti sia in Europa, stanno spingendo
per un maggiore accesso ai rispettivi mercati agricoli”.
Gli Stati
Uniti, in particolare, mirano ad abbattere gli standard di sicurezza
alimentari e di benessere degli animali in genere superiori in Europa.
“Tuttavia,
anche se si mantenessero gli standard in vigore nell’UE, l’aumento delle
importazioni dagli Stati Uniti inonderà i mercati europei, garantendo
enormi opportunità di esportazione e di profitti per le aziende
alimentari e gli allevamenti Usa a scapito di quelli europei, e facendo
diventare per questi ultimi assolutamente antieconomico rispettare le
regole in vigore.
Alcune previsioni di settore
DOP
Il danno commerciale
previsto con il TTIP potrà essere compensato dalla difesa delle nostre
DOP? Sembrerebbe proprio di no. Al di là della chiara opposizione
statunitense a ogni tipo di risultato ambizioso in questo settore, la
lista proposta di prodotti DOPe DOC da tutelare (poco più di 200 su
quasi 1500 protette dall’Unione europea, di cui 41 italiane su 269
riconosciute dal nostro Ministero delle politiche Agricole e Forestali e
attive) non solo è insufficiente, ma prevede chela maggior parte dei
prodotti “italian sounding” già sul mercato Usa non possano venire
ritirati e che anzi, per il principio della reciprocità commerciale,
circolino tranquillamente in Europa come mai è potuto succedere fino ad
oggi
CARNI
Tutti gli studi analizzati
prevedono che, se le tariffe dell’UE saranno eliminate come previsto, ci
saranno aumenti significativi delle importazioni di carne bovina
statunitense verso l’Europa, che varranno fino a $ 3,20 miliardi. Gli
allevamenti di manzo europei che producono carne di alta qualità, sono
considerati particolarmente a rischio.
LATTE E LATTICINI
In questo settore le
esportazioni Usa si prevede che aumentino fino a 5,4 miliardi di dollari
in più, mentre quelle europee al massimo di 3,7 miliardi di dollari.
Per tutti i produttori di latte europei di verificherà una ulteriore
caduta dei prezzi interni
POLLAME
Al momento c’è molto poco
commercio di prodotti avicoli o uova tra Stati Uniti e UE 39, ma i
gruppi di pressione degli Stati Uniti vogliono usare il TTIP per aprire
il mercato UE abbattendone gli standard di sicurezza alimentare.
SUINI
La produzione di carne di
maiale europea è il doppio di quella degli Stati Uniti, e ha regole più
severe sul benessere degli animali. Il vero nodo è la ractopamina: tra
il 60% e l’ 80% dei suini negli Usa è trattato con questo ormone vietato
da noi perché danneggia il sistema endocrino umano. Gruppi di pressione
degli Stati Uniti stanno premendo per l’eliminazione di questo, oltre
che per la completa eliminazione delle tariffe.
Scarica qui la sintesi del Rapporto
La
Campagna Stop TTIP Italia sarà in piazza a Roma il 7 Maggio a partire
dalle 14.00 (Concentramento Piazza della Repubblica) con una forte
rappresentanza di associazioni di produttori, dei lavoratoti dei settori
potenzialmente colpiti, e di consumatori, e organizzerà in città un
“Free TTIP Market” dove sarà possibile assaggiare e acquistare il buon
cibo tipico del nostro Paese, e parlare con i produttori dei rischi del
TTIP
giovedì 28 aprile 2016
Stasera c'è il bilancio in consiglio comunale
Stasera
alle ore 20.45 in municipio a Calcinato approda in consiglio
comunale il bilancio 2016.
Preliminarmente
verrà esaminato il nuovo piano fianziario con le relative tariffe
della Tari, nonché confermate le aliquote Tasi, Imu e Irpef, varata
la nota di aggiornamento del Documento unico di programmazione
per il triennio 2016-2018 e approvato il rendiconto generale per la
gestione dell'anno scorso.
mercoledì 27 aprile 2016
Il movimento No Tav ricorre al Tar
Il Coordinamento
No Tav Brescia-Verona ha promosso un ricorso al Tar collettivo
impugnando il decreto n. 50 del 22/02/2016. Questa azione collettiva
ha avuto l'adesione, oltre che del Coordinamento No Tav
Brescia-Verona, di più di 50 soggetti tra Associazioni, Aziende,
Privati Cittadini ed Enti Religiosi aventi sede nazionale o nei
comuni bresciani e veronesi interessati. Le Associazioni aderenti
sono: Comitato Cittadini di Calcinato, Comitato Castelnuovo Futura,
Comitato Parco delle Colline Moreniche del Garda, Legambiente Onlus –
associazione nazionale, Medicina Democratica-movimento di lotta per
la salute onlus, Consorzio delle Colline Moreniche del Garda, Terra
Viva Verona. Ha aderito tra gli enti locali il Comune di Medole e tra
i soggetti a carattere religioso l'Istituto Don Calabria di Verona.
Con il decreto
n. 50 del 22/02/2016 il Ministero dell’Ambiente ha determinato la
positiva conclusione dell’istruttoria di verifica di ottemperanza
del progetto definitivo del lotto funzionale Brescia – Verona della
linea AV/AC tratto Milano – Verona alle prescrizioni poste con il
progetto preliminare approvato dal CIPE con delibera n. 120/2003. In
sostanza, il Ministero ha dato il via libera al CIPE per
l’approvazione del progetto definitivo e per la dichiarazione di
pubblica utilità dell’opera che consentirà l’espropriazione
delle aree interessate dal tracciato.
Il decreto n.
50/2016, pur rappresentando un atto inserito nel procedimento che si
concluderà con l’approvazione del progetto definitivo, ha una sua
autonomia e può essere impugnato davanti al Giudice Amministrativo.
Il decreto
50/2016 presenta gravi vizi e lacune che si possono far valere in
sede processuale e come Coordinamento No Tav Brescia-Verona riteniamo
che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare
un'opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e
che creerà gravi danni all'economia locale, al turismo e alla vita
quotidiana di tutti gli abitanti.
I vizi sollevati
con il ricorso sono, in estrema sintesi, i seguenti:
1) violazione
dei trattati europei in materia di appalti: libertà di stabilimento,
libera prestazione di servizi, divieto di restrizioni del movimento
di capitali;
2) richiesta di
rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia della Comunità Europea
per violazione delle norme sull'affidamento dei lavori pubblici;
3) mancata o
tardiva sottoposizione del piano generale dei trasporti e quindi del
progetto alta velocità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VAS);
4) assenza,
nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), della valutazione
dell'opzione zero (utilizzare, migliorandola, la struttura ferroviara
esistente) o di opzioni alternative;
5) mancata
conformità del progetto definitivo a numerose prescrizioni del CIPE
imposte con il progetto preliminare approvato nel 2003;
6)
compromissione del Laghetto del Frassino, oasi naturalistica di
elevata importanza e sito UNESCO, il quale rischia il prosciugamento
a causa dei lavori in galleria.
7) mancata
analisi dei rapporti costi-benefici;
8) richiesta di
dichiarare costituzionalmente illegittimo il decreto legge n.
133/2008 (decreto Berlusconi che ha revocato la revoca delle
concessioni ai general contractors disposta dal governo Prodi)
9) mancata
valutazione delle prescrizioni imposte dalla Commissione VIA
(valutazione impatto ambientale);
10) nullità del
contratto intercorrente tra Rete Ferroviaria Italiana e general
contractor per contrarietà a norme imperative, quali sono le norme
sull'affidamento mediante gara d'appalto.
Anche sette
Comuni ed il Consorzio del Lugana hanno depositato ricorso al Tar
impugnando lo stesos provvedimento. Riteniamo che ciò sia avvenuto
anche grazie alla positiva spinta dei movimenti No Tav che da anni
svolgono attività informativa sui nostri territori. Pensiamo sia
vergognoso che la stragrande maggioranza dei comuni bresciani non
abbia fatto lo stesso: sarà impossibile per loro dimostrare ai
propri cittadini che hanno fatto tutto il possibile per difendere le
loro comunità locali e questo noi glielo ricorderemo puntualmente.
Riteniamo
inoltre che, al di là del risultato giuridico di questo ricorso, che
sappiamo essere esposto a pressioni politiche ed economiche
fortissime, debba essere considerato l'enorme risultato politico: per
la prima volta si è creato un fronte comune compatto di enti locali,
consorzi, associazioni e privati che HANNO DETTO UN CHIARO NO a
quest'opera inutile, devastante e costosissima. Un treno definito ad
"alta velocità" quando sappiamo benissimo che per
questioni meramente tecniche non raggiungerà mai i 300 chilometri
orari (per distanze brevi tra una stazione e l'altra e tempi
insufficienti di accelerazione e frenata); quando sappiamo benissimo
che l'Unione Europea (v. direttiva europea per l'alta velocità), non
ci ha mai imposto l'alta velocità e che il corridoio ferroviario
richiesto C'E' GIA' ed è la linea storica esistente la quale, con un
adeguamento tecnologico (Sistema Controllo Marcia Treno SCMT)
potrebbe supportare fino a 130-150 treni in più e sulla quale GIA'
VIAGGIANO la Freccia Rossa e Italo.
Il Ministro
Delrio, ieri in tour nel bresciano, ha dichiarato che i cantieri
partiranno entro il 2016. Lo dichiarò anche il suo predecessore
Lupi, che dovevano partire nel 2014, e sappiamo com'è andata a
finire. Noi, contestandolo in due presidi, a Padenghe e a
Castenedolo, gli abbiamo ribadito la nostra contrarietà. Gli abbiamo
consegnato anche una copia del ricorso, chiedendogli di valutare se
sia sensato continuare su questa strada quando la comunità locale è
fortemente contraria. Se vuole riprendere il dialogo con la comunità
locale, come ci ha detto, lo deve fare partendo dall'opzione zero,
mai valutata nell'iter procedurale, non dall'obbiettivo di ridurre
l'impatto di questo progetto, obbiettivo impossibile, salvo che i
treni non si mettano a volare. Noi di certo non staremo a guardare
mentre distruggeranno il nostro già martoriato territorio.
Continueremo le nostre attività informative, di piazza e legali,
guardando in quest'ultimo caso all'Europa. Arrivederci alla prossima
puntata, ministro!
Per ogni
contatto: 3334696961 – info@notavbs.org
martedì 26 aprile 2016
Fascismo ieri e oggi
Il fascismo si è
presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i
candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con
una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare
selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è
divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la
psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano.
Antonio
Gramsci, L’Ordine
Nuovo,
26 aprile 1921
lunedì 25 aprile 2016
Finché dura la memoria, oggi a Desenzano
Oggi pmeriggio alle ore 15 prende
avvio da piazza Malvezzi a Desenzano del Garda il tour dei luoghi
della Repubblica sociale italiana organizzato da Anpi e Aned e
guidato dal prof. Gaetano Agnini del Centro studi Guido e Alberto
Dalla Volta.
Partendo da Piazza
Malvezzi, lo storico porterà i visitatori al Monumento alla
Resistenza di Piazza Cappelletti e poi illustrerà, fra le altre, le
presenze nella cittadina benacense di siti quali l'Albergo Mayer (che
ospitò dal '43 al '45 l'Alto Comando delle SS in Italia, diretto dal
famigerato generale Wolff, regista in quel biennio di tante atrocità
nella nostra provincia e in quelle vicine), la Palazzina
Polidoro-Ostali (allora sede dell'Ispettorato della Razza, la
centrale operativa della persecuzione antisemita negli anni più
feroci dell'Olocausto, dove venivano custodite le schedature di tutti
gli ebrei italiani, censiti a partire dalle leggi razziali del 1938),
Villa Dalla Volta (da cui partirono per il campo di sterminio di
Auschwitz i fratelli Guido e Alberto, quest'ultimo indicato come
“l'amico Alberto” da Primo Levi nel romanzo autobiografico “Se
questo è un uomo”.
“Con questa iniziativa – spiegano
gli organizzatori - intendiamo non solo far conoscere la storia ma
soprattutto trarne insegnamenti sualcuni aspetti fondamentali
dell’ultimo fascismo che, al tempo della Rsi, aveva “occupato”
in particolare i paesi sul lago. Desenzano, alla fine del 1943, venne
“occupato” da una serie di strutture che da Roma si erano
trasferite sul Garda per dar vita alla Rsi, mentre altre presero sede
nei paesi disseminati nell’area gardesana. L’organizzazione di
quel piccolo stato, da parte fascista, ebbe come perno Brescia,
mentre l’apparato nazista gravitò su Verona e il punto d’incontro
era proprio focalizzato a Desenzano. Non ne andiamo fieri, anzi,
l’opposto e ci chiediamo come e perché questa storia sia stata
tenuta nascosta e ci poniamo prima di tutto questa domanda: quanti
conoscono in profondità, quanti sono al corrente dei tanti misfatti
organizzati dalla Rsi? Con l’itinerario storico vengono rivelate
vicende scomode, accantonate, volutamente tenute nascoste che devono
essere viste nella giusta luce e lette affinchè la verità ci porti
a comprendere la triste eredità del fascismo. E’ un mezzo per
cercare di capire, toccando cinque punti cardine, gli errori del
passato: ci servirà per costruire, con l’impegno di ognuno, la
Repubblica Italiana in una visione europea”.
La partecipazione è gratuita.
Informazioni e iscrizioni al 328.8731039.
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