
giovedì 19 agosto 2010
KEN-SARO WIWA

venerdì 16 luglio 2010
ORA DI SILENZIO

Da oltre un anno è ormai un appuntamento fisso per l’arcipelago antirazzista bresciana. E il 21 luglio la consueta “ora di silenzio” - che il Movimento nonviolento organizza in segno di protesta contro le recenti normative emanate dal Comune in materia di sicurezza – si sposta da Piazza Rovetta al Piazzale della Stazione, dove dalle 18 alle 19 si chiederò ai cittadini di fermarsi a riflettere insieme in silenzio sulla discrezionalità di queste norme.
Il riferimento – come spiegano gli organizzatori nella sede di via Milano 65 – è al “Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Brescia che restringe, in nome della sicurezza e del decoro, gli spazi di autonomia dei cittadini. Sebbene si dichiari che esso sia finalizzato ‘alla più ampia fruibilità dei beni comuni’, di fatto i soggetti deboli, migranti, poveri, emarginati, sono i primi a pagare in base a queste norme. Insomma, si finisce per emarginare gli emarginati, impoverire i poveri, far migrare i migranti”.
“Ancora una volta saremo in tanti insieme in silenzio – annunciano - per un momento di riflessione, per disporci all'ascolto e all’accoglienza, per ridare significato alle parole. E’ il nostro modo per dire sì all'uguaglianza di diritti per tutte le persone senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, ma anche per dire no “ alla criminalizzazione di chi fugge dalla guerra, dalla fame e dalla miseria, al pregiudizio di chi vede nello straniero solo un pericolo, allo sfruttamento della clandestinità”.
“L'iniziativa – spiegano – è tesa anche a rafforzare presso la cittadinanza la conoscenza del digiuno a sola acqua che ormai da un anno decine di bresciani stanno praticando a staffetta su questo scottante problema”.
Per esprimere “solidarietà a chi fugge dalla guerra, dalla fame e dalla miseria” i digiunatori si astengono dal cibo per un’intera giornata, scelta a turno da ciascun partecipante. Il digiuno è stato scelto come momento di condivisione con quanti sono stati costretti ad affrontare rischi e pericoli per uscire da una vita di soprusi, privazioni e fame.
Per informazioni e adesioni si può telefonare ai numeri 347.8640893 o 339.6243617 oppure inviare una e-mail all’indirizzo movimentononviolento.bs@alice.it.
giovedì 15 luglio 2010
SULLA LEGGE BAVAGLIO

giovedì 8 luglio 2010
SULL'EVOLVERSI DEL P G T

Cittadini, Amministratori, Signor Sindaco,
Linea Indipendente, gruppo ecologista che in questi anni ha seguito attentamente l’iter procedurale del Piano di Governo del Territorio, intende sviluppare alcune considerazioni sullo stato delle cose così come oggi le conosciamo, ribadendo la necessità per i calcinatesi di difendere e valorizzare i beni comuni, tutelare e arredare il verde pubblico, contenere l’espansione degli insediamenti abitativi e produttivi entro termini ragionevoli, peraltro correlati alla grave crisi economico-finanziaria che stiamo attraversando.
Preliminarmente ci vediamo costretti a rinnovare le nostre critiche alla gestione della stesura del Piano. La legge parla espressamente di coinvolgimento e partecipazione delle forze organizzate presenti e della cittadinanza. Prima di questo fu fatto un unico incontro, pochissimo pubblicizzato, in un cinema semivuoto e una lunghissima carrellata di interventi tecnici di ordine generale.
Ad anni di distanza, l’esito che abbiamo davanti è la produzione di documenti parziali, le cui interpretazione e analisi sono estremamente difficoltose.
A tutt’oggi non ci è possibile valutare il processo di costruzione e avanzamento del Piano, non abbiamo nessuno strumento per esaminare il lavoro che sappiamo essere stato svolto intensamente per tutto questo tempo dalle forze politiche che compongono la maggioranza, poiché non ci sono mai stati consegnati i documenti preliminari necessari per lo sviluppo delle esigue parti del Piano sinora rese pubbliche.
Il dubbio che avanziamo è che - nel sicuro delle stanze del municipio - il Piano sia ormai confezionato. Ci chiediamo perché non sia possibile, almeno per tutti i consiglieri comunali, valutarlo corredato di tutti i documenti redatti.
E’ bene ricordare che l’iter di allestimento del Pgt sostanzialmente si compone di quattro fasi concatenate e successive: l’analisi della situazione esistente, la preparazione dei diagrammi (o matrici), la definizione delle scelte strategiche e, infine, la stesura della relazione e l’esecuzione dei disegni.
Noi abbiamo la bozza della relazione e dei disegni, senza conoscere però le strategie definite dalla amministrazione comunale, né la relazione preliminare, né tutta la parte politico-decisionale propedeutica alla stesura del Piano. Le relazioni e i disegni servono solo a dare una forma, è il resto che è sostanziale.
Dall’amministrazione la legge 12/2005 che norma la redazione del Piano di governo del territorio (Pgt) è stata interpretata nella maniera più banale e semplicistica. Il Pgt deriva da una idea della pianificazione completamente diversa dalla vecchia legge del 1975 che normava la redazione del Piano regolatore generale (Prg). Il Pgt ora è uno strumento strategico e di governo della trasformazione territoriale, che introduce nuove tecniche di amministrazione sia dell’utilizzo del suolo che dello sviluppo socioeconomico, introducendo per esempio nuovi principi come quelli della perequazione (possibilità di scambio di potenzialità edificatoria), della concertazione (compartecipazione pubblico-privata nella definizione della struttura del Pgt), della sussidiarietà (relazione con la pianificazione di ordine gerarchico superiore e orizzontale) e di tutela ambientale (con l’introduzione finalmente di un sistema di valutazione dello stato dell’ambiente precedente al Pgt, una previsione a termine verificata secondo determinati parametri e una serie di passaggi di monitoraggio intermedio). Nessuno di questi aspetti è stato trattato né sviluppato né pubblicamente né nei documenti di sviluppo del Pgt di Calcinato.
Per quanto concerne il Piano dei Servizi, la scommessa era riuscire a dare finalmente risposte alla richiesta e necessità di strutture pubbliche, sempre più urgenti a Calcinato alla luce della accelerazione dello sviluppo edilizio e demografico del territorio. Lo sforzo dell’amministrazione comunale doveva essere incentrato sull’adeguamento degli standard di servizio (pensiamo a strutture quali la scuola primaria, la scuola dell’infanzia, il distretto sociosanitario, ma anche a uno spazio dedicato al mercato settimanale, al parco intercomunale sul fiume Chiese, alla fascia di mitigazione dell’autostrada A4, a un centro culturale degno di questo nome, a strategie di rilancio dello scalo ferroviario di Ponte San Marco). Ci chiediamo se e dove si trovi traccia di tutto ciò. Com’è possibile valutare il Pgt senza conoscere il pensiero dell’amministrazione su queste tematiche?
Non sappiamo poi come si porrà l’amministrazione comunale nei confronti dell’edilizia residenziale pubblica. Scaduto da tempo il piano Aler, giudichiamo necessario capire se si intende destinare una quota della volumetria prevista per costruire case a prezzi agevolati e, in seconda battuta, per evitare la concentrazione di insediamenti di questo tipo ai margini dell’abitato (addossando al pubblico i costi dell’infrastutturazione delle aree) e il conseguente rischio della creazione di quartieri ghetto, spalmando invece ordinatamente sul territorio interventi di basso costo per costruire un puzzle urbanistico omogeneo.
Sconcerta poi la grave superficialità con la quale viene trattata la politica di previsione dello sviluppo del territorio. Ad esempio, anche ad una semplice lettura dell’esiguo materiale rilasciato alle minoranze risulta evidente la grossolana stesura della documentazione, la quale spesso non non ne assume i principi di legge come base di elaborazione e addirittura contiene “perle”, come quando parla della necessità della salvaguardia (a Calcinato!) di inesistenti boschi di latifoglie o delle limonaie del Parco Alto Garda, oppure della necessità di tutelare beni tipici della zona della bassa occidentale, decontestualizzando completamente la corretta posizione geografica del nostro comune. Gli estensori evidentemente pensano a una Calcinato che non esiste se non nella loro testa e fanno un cattivo utilizzo del “copia-e-incolla” per far fronte all’urgenza dei tempi e al ritardo accumulato nella politica urbanistica della amministrazione comunale, troppo impegnata a dare pedissequa applicazione al Prg vigente che pure a parole diceva di voler contrastare.
Sembra emergerne un’inconsapevolezza generale della strategica importanza del processo in corso per il nostro territorio.
Chi governa il Comune crede forse di poter mettere in secondo piano quello che pensano i cittadini, prevedendo trasformazioni che cambieranno il territorio per sempre, vincolando ad esso le future scelte.
Facciamo appello a quanti hanno a cuore la bellezza, la cura, la conservazione e l’ordinato sviluppo di Calcinato affinché si lavori per:
1. la ridefinizione generale della struttura della campagna di Calcinatello (riordino del sistema idrico, costruzione di un Consorzio Agrario Locale, riassetto proprietario),
2. la promozione e sviluppo di un progetto intercomunale per la creazione di un Parco sul fiume Chiese,
3. l’incremento ragionato degli indici fondiari sulle zone residenziali, per limitare il consumo del suolo con nuovi insediamenti e ottimizzare l’utilizzo delle porzioni già utilizzate,
4. lo studio di un sistema incentivante per lo sviluppo di cooperative di costruzione promosse da cittadini,
5. la garanzia, per le piccole imprese artigiane che lo desiderino, di rimanere localizzate nel tessuto urbano residenziale,
6. la creazione, di concerto con i comuni della tratta ferroviaria Brescia-Verona, di una società per il ripristino della traffico pendolare su rotaia,
7. la predisposizione nel triennio di un piano per il consumo zero del territorio,
8. l’assunzione in carico al Comune dei compiti di controllo, gestione, riduzione e commercializzazione dei rifiuti prodotti a Calcinato.
Una Calcinato migliore è possibile!
Linea Indipendente, luglio 2010
I firmatari:
Gianni Alessi, Mauro Badini, Sergio Baratti, Fosco Beschi, Roberta Boldini, Antonella Farina, Tiziano Filippini, Nicole Leali, Libero Lorenzoni, Maria Giulia Mameli, Flavio Marcolini, Sabrina Marella, Teresa Paroli, Annarosa Quinzani, Mario Rodella, Stefano Rodella, Guglielmo W. Spassini, Tiziana Spreafico, Flavio Vida, Dario Zanotti.
mercoledì 7 luglio 2010
PER I MORTI DI REGGIO EMILIA

lunedì 5 luglio 2010
ALDO BUSI RECENSISCE 'BROTHERHOOD'

giovedì 1 luglio 2010
venerdì 25 giugno 2010
QUESTA LEGGE UCCIDE LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE; SONO PRONTA A TRASGREDIRE

INTERVISTA A MARGHERITA HACK[di Cristiana Pulcinelli, da L'Unità]
In questo momento mi dispiace non essere una giornalista perché vorrei partecipare in prima persona a questa battaglia». L’astrofisica Margherita Hack ha appena festeggiato il suo ottantottesimo compleanno a Mercatale Val di Pesa. Ma né l’età, né il clima da vigilia della festa tolgono vigore all’indignazione di Margherita per la legge bavaglio e per i modi in cui è stata approvata. Cosa ne pensa della legge sulle intercettazioni appena passata al Senato con il voto di fiducia? «E’una vera vergogna. Questa legge è un aiuto per i delinquenti e i mafiosi, perché è risaputo che molti crimini si scoprono proprio grazie alle intercettazioni. Ma, del resto, c’è poco da stupirsi se si guarda chi c’è al governo: i migliori sono ignoranti e deboli, i peggiori una banda di delinquenti». Abbiamo deciso di chiamare i giornalisti alla disobbedienza civile e di violare la legge. Pensa che sia giusto? «La disobbedienza civile è necessaria quando le leggi sono contro la democrazia e la libertà. C’è il dovere di opporsi a una legge sbagliata. Io spero che tutti i giornalisti disobbediscano, anche quelli di destra che però considerano il loro lavoro un servizio per il pubblico e il loro dovere dare le notizie». Se le chiedessimo di firmare un articolo sul nostro giornale la cui pubblicazione violi la legge, lo farebbe? «Certamente sì, anzi mi dispiace non essere giornalista perché non posso partecipare in prima persona a questa battaglia». Reporters sans frontieres ha offerto ai giornalisti italiani di pubblicare sul loro sito gli articoli che non potranno essere più pubblicati in Italia e altre testate straniere offrono ospitalità. Pensa sia una forma di lotta utile? «Sì, però gli italiani non leggono i giornali nella loro lingua, figuriamoci gli stranieri. E’ un’iniziativa che avrebbe un’eco molto ridotta». Cosa direbbe ai giovani per convincerli a fare opposizione? «I giovani devono essere persuasi che la libertà d’espressione è un diritto a cui non si deve rinunciare. Altrimenti ci si avvia verso una dittatura. Noi che ci siamo passati lo sappiamo: la libertà d’opinione si deve difendere anche a costo di violare la legge. Quando sotto il fascismo furono promulgate le leggi razziali, era doveroso opporsi e violarle. Ora, per fortuna, non siamo a quel punto, ma il principio alla base di questa legge è lo stesso che era alla base delle leggi razziali: violare la libertà. I giovani dovrebbero sentire il desiderio di battersi contro questo». Cos’altro si può fare per far sentire la propria voce? «Oltre a disobbedire? Andare tutti in piazza, o fare la rivoluzione… ».
giovedì 24 giugno 2010
LENIN E LA LEGA LOMBARDA

mercoledì 23 giugno 2010
martedì 22 giugno 2010
INCONTRO COL PROF. GIULIO PALERMO

LUNEDI’ 21 GIUGNO 2010 – ore 20.45
presso la Sala Civica
Piazza della Preistoria – Ponte S. Marco (BS)
INCONTRO PUBBLICO
E’ ancora
crisi economica:
ma a che punto siamo?
Un’ occasione di approfondimento e dibattito tra crisi persistente, manovre finanziarie dell’Europa e dei Governi, e risposte del movimento dei lavoratori
Intervengono:
Sauro Di Giovambattista
studioso delle crisi
Giulio Palermo
Economista, docente e ricercatore di Economia Politica presso l’Università di Brescia. E’ stato funzionario ed esperto economico-finanziario presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
E’ autore di libri, saggi ed interventi di argomento economico.
PATOLOGIE ED EMERGENZE AMBIENTALI

sabato 19 giugno 2010
ADDIO A SARAMAGO, NOBEL COMUNISTA.

sabato 29 maggio 2010
GLI UOMINI SON TUTTI UGUALI!

Il ricorso al TAR contro l’ordinanza 21/2010, con la quale il sindaco Legati restringe la concedibilità della residenza agli immigrati extracomunitari (vincolandola a una serie di certificati
e requisiti economici che riteniamo fuorilegge), è stato presentato dal consigliere comunale William Spassini in rappresentanza di tutta l’opposizione politica e sociale: Calcinato Migliore, Partito democratico, Linea Indipendente, gruppo libertario Spartaco.
La Calcinato democratica, antifascista, solidale e antirazzista con William Spassini dice NO a questo ingiusto provvedimento.
s.i.p. 27.05.2010
linea indipendente
giovedì 27 maggio 2010
E' L'ORA DEL SAMBUCO

Per rivitalizzare e rinfrescare l'organismo ora che viene l'estate, proponiamo una fantastica ricetta della compagna Antonella Farina che in cucina fa
miracoli (il cognome non mente!).
SCIROPPO DI SAMBUCO (ricco di sali minerali)
25 fiori di sambuco
5 lt di acqua
2 limoni tagliati a fette
2 kg di zucchero
1 bustina di acido citrico (reperibile nelle farmacie, ma non in tutte!)
Procedimento:
Mettere i fiori, l'acqua e le fette di limone a macerare per 48 ore in un recipiente capiente (io ho usato una pentola di acciaio ): mescolare ogni
tanto durante la giornata;
Trascorse le 48 ore, aggiungere lo zucchero e fare bollire il tutto -
SPEGNERE IL FUOCO APPENA INIZIA A BOLLIRE
Aggiungere la bustina di acido citrico e mescolare;
Con una garza filtrare lo sciroppo ancora caldo;
Imbottigliare subito (usare bottiglie con tappo a molla oppure con tappo e gabbiette come per lo spumante)
Tenere in luogo fresco.
Si può bere come bevanda dissetante, aggiungendo lo sciroppo ad acqua fresca oppure si può fare un aperitivo mescolandolo al vino bianco fresco (le quantità
di sciroppo variano rispetto al proprio gusto).


