domenica 31 dicembre 2017

Una firma per la scuola pubblica

Il 2017 si chiude con una mobilitazione in difesa di quel che resta della scuola pubblica in Italia, per chiedere che ci si fermi a riflettere sul senso e sulla opportunità di applicare una riforma - quella della Legge 107 - che la sta sgretolando, a colpi di test Invalsi, alternanza scuola-lavoro, insegnamenti di materie in inglese a chi non le sa in italiano, l'ennesima rimodulazione dell'esame di Stato.
Sono ormai oltre tremila i firmatari in poche ore dall'appello lanciato da Salvatore Settis, Massimo Cacciari, Tomaso Montanari, Umberto Galimberti, Nadia Urbinati, Michela Marzano, Romano Luperini, Roberto Esposito, Giovanni De Luna, Adriano Prosperi, Alessandro Dal Lago, Benedetto Vertecchi e Massimo Baldacci: insegnanti, educatori, studenti, genitori e cittadini.
"La scuola è e deve essere sempre meglio una comunità educativa ed educante. Per questo non può assumere, come propri, modelli produttivistici, forse utili in altri ambiti della società, ma inadeguati all’esigenza di una formazione umana e critica integrale" si legge nel documento che vi invitiamo a sottoscrivere alla pagina web https://sites.google.com/site/appelloperlascuolapubblica/.
Per i firmatari "bisogna chiedersi, con franchezza: cosa è al centro realmente? L’educazione, la cultura, l’amore per i giovani e per la loro crescita intellettuale e interiore, non solo professionale, o un processo economicistico-tecnicistico che asfissia e destituisce?".
Secondo loro "una scuola di qualità è basata sulla centralità della conoscenza e del sapere costruiti a partire dalle discipline. Letteratura, Matematica, Arte, Scienza, Storia, Geografia, Filosofia, in tutte le loro declinazioni, sono la chiave di lettura del mondo", "servono innovazioni che sappiano valorizzare inoltre l’interculturalità, la creatività e l’immaginazione, il pensiero critico e quello simbolico, nella didattica così come nell’impianto complessivo della scuola", "nell’era di instagram, twitter e dell’ e-learning, la relazione e la comunicazione 'viva' allievo/insegnante - nella comunità della classe - rappresentano fortezze da salvaguardare e custodire".
Insomma, urge chiedere insieme che si torni a fare scuola per educare i giovani a diventare cittadini sovrani di se stessi, non ad asservirsi a questo o a quel padrone.

sabato 30 dicembre 2017

Niger: non mitraglie, ma pompe d'acqua

Alla vigilia di Natale, Paolo Gentiloni ha annunciato di voler trasferire in Niger parte del contingente italiano presente in Iraq. Ed ha dato tre motivazioni per questa scelta: consolidare il paese, sconfiggere il traffico di esseri umani, combattere il terrorismo. Tre situazioni che hanno bisogno di essere analizzate in dettaglio per capire se si tratta di vere motivazioni o di retorica.
Stabilita': tutti riconoscono che in Niger, come negli altri paesi del Sahel, c'e' un'assenza crescente di stato. O meglio lo stato c'e', ma non al servizio della popolazione, bensi' di un'elite. Dal 1960, anno di indipendenza, il Niger ha conosciuto almeno sette regimi civili e quattro colpi di stato militari. Il potere e' conteso fra esercito, politici di carriera, grandi commercianti, capi religiosi. Lo stesso Mahadou Issoufou, attuale capo di governo, e' oggetto di molte critiche e se la missione italiana si prefiggesse di dare stabilita' all'attuale classe politica si renderebbe complice di quella che Jean-François Bayart studioso dell'Africa sub-sahariana, chiama privatizzazione dello stato.
In un articolo del 16 agosto 2017, "le Monde" denuncia che in Mali, Niger e Mauritania, "il sistema politico e' detenuto da un'elite predatrice che ha dato il colpo finale a cio' che rimaneva dello stato... E i risultati si vedono: Secondo il rapporto della Banca Mondiale "Le visage humain d'une crise regionale" meta' della popolazione del Niger vive al di sotto della soglia della poverta'. Il 44 per cento dei bambini sotto i cinque anni soffre di un ritardo di crescita, mentre il livello medio di scolarizzazione e' di un anno e mezzo. Le cliniche private per l'elite, si moltiplicano nella capitale, ma gli ospedali pubblici per la gente comune, sono piuttosto luoghi di morte che di cura.
E cio' nonostante il Niger dispone di una decina di campi profughi in cui ospita 166 000 rifugiati. Non persone che vogliono mettersi in viaggio per raggiungere l'Europa, ma persone che aspettano che torni la pace nei propri villaggi per tornarsene a casa in Mali o in Nigeria. Ad essi si aggiungono le decine di migliaia di migranti che mettono piede sul suolo nigerino non per restarvi, ma per transitare. Il loro punto di ritrovo e' Agadez, porta del deserto, dove il linguaggio utilizzato e' diverso dal nostro. Consci dei rischi che si apprestano ad affrontare, i migranti si autodefiniscono "avventurieri", mentre i proprietari di camion che li porteranno alla frontiera libica sono chiamati passeurs, trasportatori, non trafficanti d'uomini. In Niger se di qualcosa i migranti si lamentano e' per i prezzi esosi, non per la tratta. Per il costo del viaggio, per il costo dei viveri e dell'acqua, per le bustarelle da dare ai poliziotti affinche' li lascino passare nonostante la mancanza di documenti appropriati. Molti arrivano all'ultima oasi nigerina che non hanno piu' soldi e allora si fermano per mesi sperando di trovare un lavoro che permetta di raggranellare i soldi necessari a pagare il passaggio che li porti in Libia. Poliziotti, proprietari di camion, gestori di negozi, tutti cercano di strizzare i migranti di passaggio, ma non vanno nei villaggi della Nigeria, del Mali o del Senegal a prelevare giovani da deportare con la forza in Libia. Ed allora cosa significa combattere i trafficanti d'uomini? Arrestare un'intera regione e sequestrare un'intera economia? Non ci sarebbe piuttosto da combattere le cause della disoccupazione che spingono centinaia di migliaia di giovani ad affrontare financo la morte pur di cercare un futuro migliore in un continente ostile come l'Europa?
Combattere il terrorismo e' la terza motivazione portata da Gentiloni. Il terrorismo esiste, ma troppo spesso e' usato come alibi per avventure militari di ben altro genere. Considerato che in Niger ci sono gia' contingenti francesi, statunitensi e tedeschi, con l'arrivo degli italiani, gli eserciti stranieri presenti nel paese saranno quattro. I francesi ci sono addirittura dal 1961. Non era ancora trascorso un anno dall'indipendenza, che il nuovo governo del Niger aveva gia' firmato un accordo che garantiva alla Francia "la libera disposizione delle installazioni militari necessarie ai bisogni della difesa". Ufficialmente il colonialismo era finito, ma in zona rimanevano da proteggere gli interessi delle compagnie francesi che qualche anno piu' tardi si sarebbero arricchite dello sfruttamento di uranio.
E' arrivato il tempo di riconoscere che terrorismo e' espressione di malcontento e disperazione. E come ci ha ammonito Hiroute Guebre Sellassie, incaricata delle Nazioni Unite per il Sahel, "se non si fa nulla per migliorare l'istruzione, per creare occupazione e opportunita' per i giovani, il Sahel sara' non solo un incubatore di migrazione di massa, ma anche di reclutamento terroristico". Allora non sono i soldati che dobbiamo mandare in Niger, ma medici, infermieri e insegnanti. Non mitraglie, ma pompe d'acqua, perche' mai come oggi le parole di Sandro Pertini risultano vere: "Si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgenti di vita per milioni di vite umane che lottano contro la fame".
Francuccio Gesualdi, comune-info.net

venerdì 29 dicembre 2017

Danilo Dolci ci manca da vent'anni

Domani è il ventesimo anniversario della scomparsa di Danilo Dolci, sociologo, educatore e poeta che è stato per noi un solido e sicuro punto di riferimento per la nonviolenza e generoso organizzatore di attività e iniziative per la giustizia sociale.
Danilo fu tra i pochi italiani ad avere una ripetuta serie di candidature al Premio Nobel per la Pace (la prima volta il suo nome fu sostenuto addirittura dal celebre pedagogista Jean Piaget). Nato a Sesana, in provincia di Trieste, nel 1924, dopo gli studi di architettura a Roma e a Milano, nel 1952 si era recato a Trappeto, vicino a Palermo, e nel 1958 aveva fondato a Partinico (Pa) il "Centro studi e iniziative", per il riscatto economico e lo sviluppo organico e integrale della zona. Le numerose azioni di lotta nonviolenta con i contadini e i disoccupati, per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza al servizio militare, per lo smascheramento delle connessioni tra potere politico e mafia, per la ricostruzione dei paesi terremotati della Valle del Belice, gli costarono denunce e condanne, ma anche il sostegno di comitati di solidarietà in Italia e all'estero (la sua opera è conosciuta e apprezzata soprattutto negli Stati Uniti), la stima di personaggi come Aldo Capitini, Aldous Huxley, Ernst Bloch, Bertrand Russell, Norberto Bobbio, Noam Chomsky, Jurgen Habermas e Jean Piaget. Interminabile è l'elenco di volumi di poesie, racconti, saggistica pubblicati da Dolci, quasi tutti tradotti nelle principali lingue fino a farne uno degli intellettuali italiani più conosciuti nel mondo.

Questo blog ha raccolto l'eredità a Calcinato del Gruppo Danilo Dolci, creato nel 1982 da una decina di giovani che per lungo tempo furono impegnati in attività e iniziative per l'animazione culturale della comunità, la tutela e valorizzazione dell'ambiente, le obiezioni di coscienza alla macchina militare e la nonviolenza, organizzate nella storica sede di via XX settembre, si fosse in tanti al caldo di brezze creative che non torneranno oppure in pochi al freddo di una stufa che non funzionava mai.
Ricordiamo bene gli incontri sul servizio civile, il lungo e variopinto drago costruito per la sfilata di carnevale, i cineforum in biblioteca, i dibattiti sull'internazionalismo, il convegno e il referendum autogestito sugli euromissili a Comiso, le campagne di disobbedienza civile, le feste rock nel Parco delle Rimembranze in piazza alta, le marce della pace, la mostra sul pittore Aleardo Arrighi, i manifesti antimilitaristi, la mobilitazione contro la prima discarica a Calcinatello.
Nei numerosi incontri in giro per il mondo Dolci era solito citare ironicamente questa nostra esperienza, notando come quello calcinatese fosse un caso unico di intitolazione di un'associazione  ad un personaggio ancora vivente.
Nel suo nome fummo in grado in quegli anni di coniugare la vivacità della generazione cresciuta negli anni Settanta con l'entusiasmo di chi si affacciava allora sulla scena culturale e politica calcinatesi. Fu
un'esperienza che non dimenticheremo.

giovedì 28 dicembre 2017

Bene Comune e l'impianto a Calcinatello

Preoccupa a Calcinatello la decisione della Provincia di dare il via libera alla “autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica e calore alimentato da fonti rinnovabili (biogas)”, che la società bolzanina Abruzzo Energie dovrebbe realizzare a partire dall'anno prossimo in via Goito 31, nella località Cerreto a sud dei Garletti, verso il confine con il comune di Montichiari.
Ennio Allegri, capogruppo consiliare di Bene Comune, ritiene "evidente che la più completa assenza di informazione e dibattito negli organismi comunali competenti (dal consiglio comunale alla giunta municipale alle commissioni ambiente e agricoltura) ha impedito alla cittadinanza una presa di coscienza, lasciando che la decisione in Broletto fosse assunta senza alcuna consapevolezza né mobilitazione qui da noi”.
“Al di la delle finalità più o meno ecologiche - per Allegri - è inaccettabile l’effetto di accumulazione che si concentra sul nostro territorio, un effetto cocktail per anni sottovalutato e tuttora per nulla considerato nella sua ambigua e perversa capacità di causare danni permanenti all’ambiente e alle persone. Normative regionali e regolamenti eccessivamente permissivi consentono e favoriscono queste realizzazioni, ma la carenza di controlli sui processi di lavorazione, spesso demandati alle stesse aziende con procedure di campionamento discrezionali, non ci garantiscono nel tempo da possibili errori o abusi, come dimostrano le cronache di questi anni”.
“Resta ora da capire - conclude il capogruppo - come avviare in sede giuridica e politica una azione che contrasti la concretizzazione di un progetto proposto da una società che ha agganci insospettabilmente solidi con la maggioranza di destra che governa il Comune”. 

lunedì 25 dicembre 2017

Una mail al Presidente Mattarella, per favore

Aderiamo volentieri alla campagna epistolare verso il Presidente della Repubblica, invitando anche i lettori a scrivergli  affinché non sciolga prematuramente le Camere e dia al Parlamento il tempo necessario a deliberare l'adesione a due fondamentali proposte: il trattato per il disarmo atomico e la concessione della cittadinanza a tutti i bambini che sono nati e vivono in Italia.
Il modo più semplice e sicuro  per mandare messaggi al Presidente della Repubblica è attraverso il sito www.quirinale.it, nella homepage, cliccando in alto a destra sul simbolo della busta postale e poi compilando il modulo.
I messaggi devono essere brevi (meno di cinquemila caratteri). Noi abbiamo scritto il seguente:
"Egregio Presidente della Repubblica,
poiché nulla La costringe a sciogliere le Camere durante le vacanze natalizie (giacche' nulla impone che si debba andare al voto entro il mese di marzo, e come già più volte in passato si può benissimo fissare la data delle elezioni politiche entro giugno), Le chiediamo gentilmente di dare al Parlamento il tempo di deliberare su due temi di grande importanza: 1. in pro dell'adesione e della ratifica al Trattato Onu del 7 luglio 2017 per la proibizione delle armi nucleari; 2. in pro del riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia e che in Italia vivono e studiano (legge già approvata anni fa dalla Camera dei Deputati che attende solo di essere confermata dal voto del Senato).
Confidando nella Sua attenzione e nel Suo discernimento, La salutiamo cordialmente.
firma, luogo e data, recapito del mittente".

Facciamo sentire al Presidente Mattarella la nostra voce!

sabato 23 dicembre 2017

Calcinatello: un altro impianto a biogas

Ci risiamo. A Calcinatello l'amministrazione provinciale ha dato parere favorevole alla “autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica e calore alimentato da fonti rinnovabili (biogas)”, che dovrebbe sorgere in via Goito 31, nella località Cerreto a sud dei Garletti, verso il confine con il comune di Montichiari.
Intestataria dell'istanza risulta la Abruzzo Energie srl, con sede legale a Bolzano. La produzione di energia elettrica avverrà mediante il funzionamento di un cogeneratore di 200 kW. Il calore recuperato dal gruppo di cogenerazione sarà utilizzato quasi completamente nel ciclo di produzione di biogas per il riscaldo del substrato, il quale necessita di energia termica per l’attivazione dei processi di fermentazione metanigena. Prodotto attraverso la fermentazione biologica di effluenti zootecnici (liquame bovino, letame bovino e pollina) e sottoprodotti di origine agroindustriale (melasso e sfarinati), il biogas verrà utilizzato come combustibile nell’impianto cogenerativo; l’energia elettrica così ottenuta sarà in parte consumata e in parte valorizzata con la cessione della stessa nella rete pubblica.
Il progetto prevede l’utilizzo di una tecnologia innovativa sia per la produzione e il trattamento di biogas, sia per la produzione dell’energia elettrica e termica, sia per il sistema di riduzione dell’azoto totale contenuto nel refluo digestato finale, previa adeguata separazione fra solido e liquido. La frazione liquida risultante, dopo il trattamento di abbattimento, sarà avviata ad utilizzazione agronomica secondo la normativa vigente.
Il Comune di Calcinato aveva espresso parere contrario a questo nuovo impianto con una nota del 16 giugno, evidenziando che "non risulta compatibile con le disposizioni generali e i parametri edilizi del Pgt" e ritenendo "il grado di incidenza paesistica del progetto molto alta e sopra la soglia di tolleranza". Successivamente l’Ufficio Vincoli Ambientali, Pianificazione, Ecologia della Provincia aveva osservato che "l’ambito si pone esternamente alla fascia di tutela dei 150 metri dal fiume Chiese, quindi in zona non soggetta a tutela paesistica"; tuttavia, rilevando "le criticità rappresentate nel parere del Comune", suggeriva "una revisione progettuale".
Si giungeva così alla Conferenza dei Servizi del 19 settembre nella quale il Comune riconfermava il proprio parere negativo osservando che "integrare il progetto originario con opere di mitigazione ambientali aggiuntive, costituendo una fascia vegetale più folta e realizzando un filare alberato, non modifica la posizione dell’impianto che si colloca sulla visuale di un punto panoramico di chiara leggibilità del paesaggio circostante".
Una successiva Conferenza dei Servizi il 6 ottobre vedeva la Provincia rilasciare il "parere favorevole", giudicando "le opere per la realizzazione dell’impianto nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione ed all’esercizio del medesimo di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti".
Fra l'altro, l’impianto, alimentato a biogas, avendo una potenza termica nominale complessiva inferiore a 3 mW, non è soggetto ad autorizzazione alle emissioni in atmosfera. I lavori di realizzazione dovranno iniziare nel 2018. In esso sarà "consentito esclusivamente l’utilizzo delle seguenti matrici: liquame bovino, letame bovino e pollina extraziendali" nonché "sfarinati di cereali e melasso extraziendali", purché siano soddisfatte le condizioni di legge per la loro qualificazione come sottoprodotti. L'autorizzazione prescrive espressamente "che nell’impianto non sono in ogni caso utilizzabili materiali qualificabili giuridicamente come rifiuti".

venerdì 22 dicembre 2017

Nel 2018 il referendum sull'acqua pubblica

Il referendum provinciale per la ripubblicizzazione dell'acqua si farà entro la fine del 2018. L''impegno è stato preso ieri in consiglio provinciale dal presidente Pierluigi Mottinelli.
Appoggiato da 55 consigli comunali bresciani (fra cui Calcinato) in rappresentanza di oltre 300 mila cittadini, il referendum potrebbe addirittura essere accorpato alle elezioni politiche, facendo così scendere a 1,8 milioni di euro il costo di una consultazione che diversamente ne richiederebbe 3,6.

domenica 17 dicembre 2017

Disobbedite, disobbedite: qualcosa resterà...

Se ce lo dice anche Diego Piacentini, dal 2000 vicepresidente senior di Amazon e dall'altrieri cittadino onorario di Gambara, siamo a bolla.
Figlio di proletari originari del paese della Bassa e poi emigrati nel milanese alla fine degli anni '50 in cerca di fortuna, dopo una borsa di studio negli Usa e la laurea in Economia Politica alla Bocconi, Piacentini accettando il conferimento ha ricordato che "non basta essere bravi e preparati, ma occorre anche avere la dote della disubbidienza, non in senso scolastico ma cercando di cambiare, non dando sempre per scontato che le regole siano sempre giuste e accontentandosi delle risposte più facili".
Se qualcuno per le feste di fine anno decidesse di avere un po' di tempo per approfondire il tema, può chiederci una copia  del classico di don Milani L'obbedienza non è più una virtù: provvederemo a recapitarglielo a casa.
Quanto a Piacentini, l'anno scorso è stato nominato dal governo italiano Commissario per il digitale e l'innovazione; naturalmente lavora gratis.

sabato 16 dicembre 2017

6 milioni buttati nelle slot machine a Calcinato

Secondo i dati appena resi noti da Visual Lab, ogni calcinatese in media nel 2016 ha giocato alle slot machine 466,7 euro (rispetto ai 448,6 euro dell'anno precedente), per un importo complessivo di 6,03 milioni di euro giocati nei 59 apparecchi dislocati sul territorio comunale (4,6 per ogni mille abitanti). 
Rispetto al 2015, mentre le macchinette sono diminuite del 14,6%, le giocate sono aumentate del 4%.  

venerdì 15 dicembre 2017

No Tav: parla Venosi

Vi proponiamo una intervista sul Tav al fisico ambientalista Erasmo Venosi, ex membro della Commissione per la modifica del Piano nazionale dei trasporti presso l'omonimo ministero dal 2006 al 2008 e vicepresidente della Commissione per il rilascio delle autorizzazione integrate ambientali al Ministero per l'Ambiente dal 2008 al 2009.
Ci può spiegare come si configura la recente decisione della Corte dei Conti che - incaricata di verificare l'impatto sugli equilibri finanziari per il progetto della tratta Brescia-Verona della nuova linea ferroviaria ad alta velocità (costo 2 miliardi e 499 milioni di euro) - ha rispedito la documentazione relativa al Ministero dell'Economia e delle Finanze, sospendendo l'istruttoria per "incompletezza documentale"?
Questi progetti devono seguire regole, fissate dal legislatore sia nazionale che comunitario, che prevedono la redazione del primo livello progettuale, il progetto preliminare. Su questo si vanno a misurare gli impatti che determina sull'ambiente, con la Valutazione di impatto ambientale. Si dice: io per questa infrastruttura consumo tanto suolo, i cantieri per la costruzione producono tanta polvere, tanto rumore, tanta vibrazione. Tutti questi elementi che alterano l'ambiente vengono misurati, e alla fine il Ministero per l'Ambiente dà un parere positivo e contenente dei suggerimenti per migliorare il progetto, ad esempio porre delle barriere per contenere il rumore, mettere altri presidi per evitare le vibrazioni, mantenersi lontano dalle abitazioni quanto basta per contenere i campi elettromagnetici. Dopo questo procedimento, la norma prevede che il progetto sia approvato dal Cipe, presieduto dal Presidente del Consiglio, formato dai ministri competenti e integrato dal presidente della Regione nella quale si realizza l'opera.
Nel nostro caso il processo del Cipe si è concluso il 10 luglio. L'ulteriore e finale passaggio prevedeva che la Corte dei Conti facesse un'analisi economico-finanziaria delle disponibilità per la costruzione del progetto, andando a verificare se in bilancio dello Stato esistevano i soldi, oppure se era una promessa. Insomma, tutte le verifiche tecniche, contabili, di coerenza giuridica che un'amministrazione seria dovrebbe fare. La Corte ha verificato che ci sono delle incongruenze, che mancano dei documenti fondamentali, quindi non ha registrato la delibera del Cipe. Ciò ha comportato che la mancata autorizzazione abbia impedito di andare in Gazzetta Ufficiale. La pubblicazione avrebbe fatto scattare la triade indifferibilità - opera di pubblica utilità – urgenza; quindi non c'è per ora la possibilità del general contractor andare a fare gli espropri.
E adesso?
La mancata registrazione impedisce il procedere delle opere, per ora. Poi si vedrà, dalle motivazioni della Corte dei Conti, il livello di gravità o superficialità che le ha impedito alla Corte di registrare la delibera. E' ancora presto per dire se l'opera è solo differita nel tempo. Sarà una cosa abbastanza seria, presumo. La Corte una volta che interrompe si prende almeno 60 giorni per riaprire il progetto. Bisogna mettere insieme questo stop con l'imminenza del rinnovo del Parlamento che rende la cosa problematica.
Come può comportarsi il cittadino con i tecnici che si recano nella sua proprietà per le prime ricognizioni?
C'è un articolo che ancora esiste, il 41. Esiste la libertà di impresa esercitata all'interno di vincoli, nel rispetto dei diritti degli altri. La proprietà privata è ancora costituzionalmente tutelata. Per operare un esproprio o per entrare all'interno di una proprietà privata ci vuole il consenso del soggetto potenzialmente espropriato. A meno che non ci sia una dichiarazione di pubblica utilità, che non c'è, perché essa è legata alla registrazione della delibera da parte della Corte dei Conti. Fino a quando non ci sarà quel passaggio, tutte le pressioni saranno legittime per la volontà dei soggetti coinvolti, che potranno unirsi e dire no.

giovedì 14 dicembre 2017

Domani arriva in consiglio un bilancio fiacco

Il nuovo capogruppo consiliare di Bene Comune, Ennio Allegri, pur osservando che “dal punto di vista strettamente formale il bilancio per il prossimo anno si presenta come  ineccepibile", dichiara che "sul piano politico-amministrativo vanno mossi alcuni rilievi sostanziali”.
“Annotiamo con rammarico che l'addizionale Irpef resta al massimo imponibile, allo 0,8 per cento - osserva - uno dei pochi esempi di entità così considerevole nella nostra zona, per una imposta che in forma strettamente proporzionale va a colpire i percettori di redditi fissi e trasparenti, per lo più le fasce più deboli della cittadinanza”.
In materia di politiche abitative chiede poi di “capire cosa intenda la relazione programmatica allegata al bilancio quando parla della costruzione di sinergie fra pubblico e privato al fine di incentivare l'acquisto della prima casa alle giovani coppie residenti sul territorio comunale”.
Evidenzia inoltre “la rilevante spesa per gli interventi dedicati agli anziani – oltre 600 mila euro per il 2018 – che appare esorbitante rispetto agli altri settori dei servizi sociali: non si comprende come e dove siano distribuite queste risorse economiche”.
Sul fronte ambientale si sofferma sulla Tari, sottolineando che”continuano a non esserci i benefici economici promessi anni fa al momento della introduzione sul territorio comunale del sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani. Non prevedere, nemmeno a medio termine, degli incentivi per chi si comporta virtuosamente non contribuisce di certo a rafforzare la coscienza ecologica alla base di questa sana pratica”. 
Infine informa che “permangono quasi 25 mila euro preventivati per programmi gestionali, canoni e assistenza informatici, che si potrebbero risparmiare passando a un sistema open source, come accade in numerosi altri Comuni italiani ed è previsto in via prioritaria dalla legge 134 del 2012. Cosa si attende a procedere almeno a effettuare una valutazione comparativa in materia?”.

mercoledì 13 dicembre 2017

La Corte dei Conti ferma il Tav (per ora)

Una prima, timida, buona notizia dal fronte No Tav arriva da Roma. La Corte dei Conti, che aveva il compito di verificare l'impatto sugli equilibri finanziari di questa grande opera publica del costo di 2 miliardi e 499 milioni di euro, ha rispedito la documentazione relativa al Ministero dell'Economia e delle Finanze, sospendendo l'istruttoria per "incompletezza documentale".
Quindi la reativa delibera n. 42, approvata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) lo scorso 10 luglio, non è più all'esame della Corte e i tempi sono destinati ad allungarsi di un bel po'. 
Con tutta probabilità il Ministero dell'Economia e delle Finanze dovrà provvedere a completare la documentazione per ora lacunosa. Poi dovrà rispedire la delibera alla Corte dei Conti, che avrà fino a 60 giorni di tempo per esaminarla.
Solo una volta avuto il via libera dalla Corte ci potrà essere la firma del contratto con Ferrovie dello Stato e Cepav Due e quindi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l'entrata in vigore del provvedimento, con i successivi espropri e la presa di possesso delle aree di cantiere.
Intanto arriviamo al nuovo anno: per il 4 marzo sembra verranno convocate le elezioni politiche e sono in molti a giurare che la decisione sarà presa con il nuovo governo. Un motivo in più per recarsi alle urne.

martedì 12 dicembre 2017

Discutiamo del bilancio comunale per il 2018

Il bilancio preventivo del Comune di Calcinato mercoledì 13 dicembre passerà sotto la lente d'ingrandimento della lista per il Bene Comune, che ne discuterà in una assemblea dalle ore 20.30 nella sala civica Morelli in Piazza della Repubblica.
Venerdì 15 dicembre alle ore 20.45 in municipio sarà poi convocato il consiglio comunale. Il provedimento di programamazione economico-finanziaria sarà al centro dell'attenzione. L'orientamento della maggioranza di destra che guida il Comune è quello di confermare le aliquote di Tasi, Imu e addizionale comunale all'Irpef anche per il 2018. E' inoltre in programma l'approvazione di una “nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione 2018-2020”, dopodiché si passerà appunto all'esame del bilancio di previsione 2018/2020 con i relativi allegati.