martedì 23 marzo 2010

PGT A IMPATTO ZERO





giovedì 25 marzo alle ore 15.00 presso il palazzo comunale di padenghe sul garda,

i sindaci del territorio e altri amministratori locali incontreranno il sindaco

domenico finiguerra, sindaco di cassinetta di lugagnano (mi).

tema dell’incontro e’ il contenimento del consumo del territorio. finiguerra e’ il

fautore nel suo comune di un pgt a crescita zero senza rinunciare ai servizi essenziali per i cittadini. il sindaco spieghera’ come e’ possibile far

equilibrare i bilanci senza agire sugli oneri di urbanizzazione


in breve il sindaco ha ottenuto il consenso della cittadinanza a sostituire il consumo di suolo con una tassa di scopo che fornisse introiti per mantenere un livello elevato di servizi sociali e qualità della vità nella comunità.
La cittadina milanese è stata nominata durante la giornata di studi “Fratello Lago, Sorella Acqua”, organizzata dall'associazione Viva Valtenesi, come esempio di comunità dove i cittadini hanno partecipato allo sviluppo di un modello alternativo del consumo del suolo e dello sfruttamento intensivo della risorse.

LA BOLLA DI SAPONE E' DI DESTRA. MENTRE L'ACQUA CORRENTE E GRATUITA E' DI SINISTRA.




[Antonio Gnoli, da Repubblica, 23 marzo 2010]


Parla lo scrittore espulso da tutte le trasmissioni Rai dopo le sue esternazioni all'"Isola dei famosi"
"Non ho dato dell'omofobo a papa Ratzinger, mi riferivo all'orientamento della Chiesa sulla materia"


Aldo Busi: "Sono un pazzo su quell'Isola volevo morire"

E' tornato a casa dimagrito di dieci chili e pieno di rabbia per le condanne e gli equivoci




ROMA - Dieci chili in meno e molta rabbia in più. Incazzatura vera contro i travisamenti, gli equivoci, le mezze frasi, le condanne che il grande circo mediatico ha pronunciato dopo la sua rinuncia all'Isola dei famosi. Oltre che come scrittore, Aldo Busi è unico come personaggio. Un combattente: ha già pronta una serie di querele contro chi lo ha accusato di apologia della pedofilia. Dice: "A memoria di uomo, di donna e perfino di frocio, non c'è traccia di un tale abominio, non dico in Aldo Busi persona e scrittore, ma in nessuna parte della mia famiglia. Quando parlo della pedofilia mi riferisco a quella altrui, così come quando parlo della frode fiscale il pensiero non va a me che ho sempre pagato le tasse, ma a tutti coloro che le evadono. E' ora di finirla con l'idea che il criminale non è colui che commette il crimine ma quello che lo denuncia".

L'accusano anche di avere dato dell'omofobo al Papa.
"Ma non mi riferivo a un papa specifico, bensì a un orientamento storico della Chiesa. Anche se, quando era cardinale, Ratzinger promosse in un documento la condanna più efferata dell'omosessualità. Da papa è certamente più cauto".

Va via dall'Isola, torna in Italia, manda una lettera a Simona Ventura, in cui precisa alcune cose. La lettera viene letta in televisione, qualcuno subito dopo si è affrettato a dire che Busi ha fatto marcia indietro.
"Marcia indietro io? Ma siamo pazzi. Quando apro un sillogismo sono io a chiuderlo. Nessuno può farlo al posto mio. Fare marcia indietro equivarrebbe a rinnegare la mia opera, il mio passato di scrittore".

Si è anche parlato di censura, di quello che si può dire o non dire in televisione.

"Ho infranto un tabù. Ho cercato di portare nel cosiddetto entertainment la società e la politica. Ho lavorato per otto anni ad Amici, vedevo questi ragazzi e ragazze completamente spersonalizzati. Ballano e cantano come fichi secchi caduti dal nulla".

Un po' come all'Isola dei famosi.
"Identica cosa: molto spettacolo, poca informazione. La grande tabe italiana è che il potere politico domina l'informazione e non il contrario. Se migliaia di ragazzi vogliono ballare, cantare, fare spettacolo e nessuno più desidera studiare fisica, matematica, biologia, medicina, letteratura, bisognerà spiegargli, prima o poi, che un paese così è destinato a morire".

E' quello che lei ha cercato di fare all'Isola?
"Vanamente. Dalle bocche degli altri naufraghi non è mai uscita una parola di preoccupazione per la politica, per l'economia, per il lavoro che non c'è, per le sorti del paese. Niente. Come se vivessero dentro una bolla di sapone. E sa cosa le dico? La bolla di sapone è di destra. Mentre l'acqua corrente e gratuita è di sinistra".

Questa è la prima volta che la sento. Ma in fondo un naufrago pensa soprattutto alla propria sopravvivenza.
"Sbaglia. Un naufrago in compagnia, sopravvive solo se sopravvivono gli altri. Finché sei in un gruppo sei costretto a pensare anche agli altri".

Diciamo la verità non sembravate proprio un gruppo compatto.
"Perché non eravamo dei veri naufraghi, ma naufraghi televisivi. E' una cosa molto diversa. Non bisogna dimenticare che eravamo agiti dall'esterno. E' questa la vera esperienza di isolamento che uno prova".

Un isolamento un po' affollato. Che cosa accade per sentirsi così?
"Accade che perdi la tua identità. A parte il fatto che io di identità ne ho a tonnellate, perché ho sempre saputo perderla nei momenti giusti, ma quando arrivi lì sull'Isola, devi consegnare documenti, portafoglio, carte di credito, telefonino. E non hai più accesso a nessun tipo di informazione. Ti svegli la mattina e non sai dove ti manderanno che cosa farai. E' una sensazione orribile. Sembra di vivere un sequestro di persona".

Ma lei Busi perché ha deciso di fare questa esperienza? Sapeva fin dall'inizio di essere un corpo estraneo. Allora perché andare?
"Il motivo vero fino ad oggi non l'ho detto a nessuno. Ne ho accennato solo alla psicologa che era sull'Isola e che ascoltavo perché era un modo per aiutarla, per giustificarne la presenza".

Argomento grave?
"Gravissimo. Ho desiderato schiantarmi con l'elicottero che mi trasportava sull'Isola o infrangermi con uno di quei barconi che ci trasferivano da un punto a un altro dell'Isola contro uno scoglio. Lo so, può sembrare assurdo, ma mi trovavo in una situazione molto particolare. D'altro canto sono troppo spiritoso per suicidarmi. Ma non mi va nemmeno di continuare a vivere in Italia. Anche se, andandomene mi sembrerebbe di prosciugare l'unica linfa vitale che esiste, cioè io".

Quando dice situazione particolare a cosa pensa?
"Penso che vivere in Italia e aver scritto in italiano le mie opere, mi sconsola talmente tanto d'avermi fatto desiderare di morire. Mi dispiace molto che in questo pensiero di catastrofe, sarebbero state coinvolte altre vite umane. Mi sento per questo colpevole. E' la verità, semplice e brutale".

Diciamo una fantasia. Poi c'è il principio di realtà. Ora è fuori dall'Isola, nella sua Montichiari. Cosa ha percepito di quel mondo finto e vero allo stesso tempo?
"Le posso dire che come esperienza è stata superflua. Niente che non avessi già vissuto altrove".

Le relazioni con gli altri naufraghi?
"Deludenti. Tra l'altro sono stato accusato di essere andato sull'Isola con la mia superiorità culturale e di aver mancato di umanità. E' un rimprovero che non accetto. Credo di essere stato in più di una circostanza affettuoso. E poi, le dirò francamente, che mentre loro litigavano con me, io procuravo sketch da mandare in onda".

Si dice che senza Busi l'audience dell'Isola sia sceso molto.
"Per forza, nessuno di loro conosce l'arte dell'intrattenimento. Mi chiedo che cosa ci stessero a fare. Sono persone che rimbalzano contro i loro muri mentali. Io potrei andare avanti all'infinito. C'è anche una cattiveria degli umili e dei vinti, non solo dei forti e dei vincitori".

Lei come si definirebbe?
"Un lottatore, se qualcuno cade, ma davvero, sono pronto ad aiutarlo".

Un lottatore con il fantasma della morte. Come convivono le due cose?
"Ho fatto tantissime cose, ma a 62 anni quello che porto a casa è molto poco. Non potevo inventarmi un 1789 a Brescia. Da solo non ce la fai. Indubbiamente godo di una libertà sconosciuta ai più. Però sono anche uno che alla fine se la suona e se la canta. Allora la libertà o è un valore che trasmetti e condividi con altri, oppure è il sogno di un pazzo. E io mi vedo più pazzo che sognatore. E poi a me non basta vedermi, voglio sapere come sono visto. E' questo il mio inferno. La mia follia mentale che fa sì che io sia equamente distribuito fra tutti i miei personaggi".

Letteratura e vita a volte coincidono. Dicono che vogliono rispedirla sull'Isola. Ci va?
"Vado solo a Capri. Oppure in studio dalla Simona Ventura, mi sono invaghito di lei".

La sua avventura diventerà un libro?
"Neanche con un anticipo di un milione di euro. Un dirigente della Mondadori si è fatto avanti. Gli ho detto che non voglio più scrivere, soprattutto in italiano. Devo prima poter riacquistare fiducia nel mio paese e nei miei lettori".



PANE E CIOCCOLATA







Lun 22/03/10 13:50 , "agoperrini@libero.it" ha inviato:

Zurigo, mercoledì 17 marzo. Di lui si sa poco. Meno di 29 anni, in Svizzera dal 2005, rifiutava di essere espulso dopo il rifiuto della domanda di asilo. Non mangiava per protesta da alcuni giorni. Nessuno sa quanti.
Gli hanno legato le mani, i piedi, le ginocchia, le braccia. In testa gli hanno messo a forza un copricapo imbottito, simile a quello dei boxeur. Lo aspettava un volo speciale. In Svizzera quelli che resistono li portano via così: di notte, incatenati, trasportati a forza su aerei riservati, dove nessuno puň vedere, e, forse, indignarsi.
E' – lo dice il portavoce della polizia Marcel Strebel – la procedura ordinaria.Una procedura sospesa di gran fretta dopo “l’incidente” mortale all’aeroporto di Zurigo. “60 poliziotti per 16 uomini” raccontano Julius ed Emmanuel, anche loro destinati alla deportazione forzata. “Ci trattano come animali”. Julius racconta di aver parlato con il ragazzo morto nella sala dove li avevano richiusi, prima di isolarli nelle cabine. “Mi sembrava stesse bene”. “Ci hanno legati così stretti da farci male: alcuni ragazzi gridavano per il dolore”.
Uno non ce l’ha fatta. In quest’Europa di muri e galere c’è chi muore così.

Rompiamo il silenzio. L’indifferenza ècomplicità.

Dai uno squillo all’ambasciata svizzera, che questa morte non sia un fatto
“normale”.
06 809 571 (Centralino)
06 809 57 382 (Consolato)
06 809 57 333 (Affari politici, economici e commerciali)
06 809 57 343 (Stampa, affari culturali e giuridici)

lunedì 22 marzo 2010

GRAZIE, ALDO !



Aldo Busi ha concluso la sua partecipazione all’Isola dei famosi uscendone di sua iniziativa, vincitore morale del programma e campione a modo suo di chiaroveggenza televisiva. Busi se n’è andato incompreso com’era venuto, insalutato dai conaufraghi (che lo rimpiangeranno nell’unica maniera a loro concessa: facendo affondare l’ “Isola” in un gorgo di noia e di caciara), ripudiato in studio da Simona Ventura (delusa dall’abbandono imprevisto dello scrittore più che persuasa di aver ricevuto da lui un affronto) e in ultimo radiato dalla dirigenza Rai via comunicato stampa in puro stile littorio. Un fuori programma, quest’ultimo, che potrà tenere a galla l’ “Isola” ancora per un’altra settimana, ma non impedire a quanti hanno seguito fin qui lo scrittore nella sua avventura televisiva di condannare la meschina crociata bandita contro di lui durante queste settimane da sedicenti abbonati Rai andati completamente fuori di testa a causa di un vecchio filmato apparso su YouTube nel quale Busi parla di pedofilia.

C’era da scommettere che la televisione di Stato (la quale, malgrado i solleciti anche da parte nostra, si è ben guardata dall’informare Busi delle dicerie infamanti messe in giro sul suo conto) avrebbe preso il partito più comodo e utilitaristico. Omertosa verso lo scrittore finché è servito a tenere alto lo share, lo ha vergognosamente abbandonato e ingiuriato non appena Busi si è negato alla complicità. Un’ingiuria lanciata in un programma pomeridiano per bocca di una annunciatrice che speriamo sia chiamata a rispondere delle sue affermazioni calunniose e inqualificabili, tali da screditare chiunque le sottoscriva o le approvi.

Detto del punto più basso toccato dal programma, bisognerà ricordare il punto più alto della puntata di ieri, allorché Busi, incalzato dalla Ventura che lo esortava a rimanere e a continuare a esprimere il suo pensiero, ha avuto uno scatto di impazienza e ha replicato: “Se qualcuno vuole sapere come la penso, vada in libreria, io ho scritto e pubblicato quaranta libri”. Frase che è caduta in studio come un uovo di Pasqua in una vetrina di salumi e porchette.

È seguito un fitto scambio di battute che ha tirato in ballo l’adozione, i diritti civili dei single e delle coppie di fatto, Berlusconi e le aliquote fiscali, l’omofobia della Chiesa e dei prelati. In capo a un quarto d’ora Busi ha portato degli argomenti e un vocabolario inauditi, antitelevisivi, a contatto con una vastissima platea videodipendente abilitata tutt’al più al rutto e alla parolaccia in diretta. E, con sorpresa anche nostra, senza destare nel pubblico (in studio e a casa) né sgomenti né scandali – retrospettivi questi ultimi e limitati ai vertici Rai, i quali evidentemente hanno ogni interesse a far sì che argomenti di generale importanza siano dibattuti in arene quali “Porta a porta” o “Ballarò”, dove perdono di peso e di mordente prima ancora che gli interlocutori aprano bocca.

La Ventura, che non esce bene da questo episodio, ha fiutato la novità e l’opportunità di quel che stava accadendo ma nell’incapacità di valutarla (o forse nella semplice pretesa di dare una valutazione anziché prestarsi al gioco e lasciare il pallino a Busi) ha colto il primo e più labile pretesto per unirsi al biasimo e al risentimento della maggioranza, naufraghi e commentatori inclusi.

Peccato, perché entro precisi limiti di linguaggio e pur con finalità e intendimenti opposti, la Ventura (e quando diciamo “la Ventura” intendiamo un intero sistema di fare comunicazione e televisione, con gli annessi e connessi) ha manifestato un interesse verso il linguaggio e i contenuti di Busi che nessun giornale o tv di sinistra ha mai minimamente lasciato trapelare. Segno che, anche se latente e inconfessata, è ancora viva in Italia, anche nell’Italia più facilona e reazionaria, l’esigenza di misurarsi e di scontrarsi con una verità purchessia, di guardarsi in uno specchio che non menta e non inganni. Ma nessuno ha il diritto di fare anche semplicemente il gesto di rompere lo specchio accusandolo di riflettere ciò che in esso si riflette.

(dal sito Internet www.altriabusi.it)

domenica 21 marzo 2010

QUELLI CHE IL CALCIO

Pubblichiamo la lettera di Aldo Busi destinata a Simona Ventura, che la conduttrice ha letto in diretta tv durante “Quelli che il calcio e…”, domenica 21 marzo 2010.

**

“Scrivo questa lettera sul volo che mi riporta in Italia, sapendo che difficilmente mi sarà data la possibilità di esprimere il mio pensiero di persona. Sono stato bandito da tutti i programmi della Rai dopo l’ultima puntata dell’Isola, escluso dopo che mi ero autoescluso. Mi chiedo come si possa bandire qualcuno, la cui ultima presenza in Rai risale a dieci anni fa. Cos’avrei fatto e detto di così grave? Ho rispettato fino in fondo gli impegni contrattuali. Mi si attribuiscono offese al Papa, di cui non ho pronunciato il nome come risulta dalla trascrizione del parlato. Ho denunciato l’omofobia, dicendo che la scienza ha accertato che cela una latente omosessualità e una voglia vendicativa verso chi la vive liberamente. Se i giornali hanno scritto che ho ingiuriato indirettamente questo Papa, gli stessi lo hanno fatto direttamente. Nessuno deve arrogarsi il diritto di leggere nelle intenzioni, cosa non riconosciuta da nessun tribunale. Io sono abituato per dialettica ad aprire e chiudere da me i miei sillogismi. Non voglio rinnegare le mie convinzioni, da anticlericale. Rispetto le posizioni diverse dalle mie e i sentimenti dei credenti di ogni fede, fermo restando che in una democrazia si deve rispettare la libertà di non avere alcun culto, come esiste libertà di culto. Ho detto ciò che penso da tutta una vita. Ho detto che non esiste cittadinanza che non meriti di essere essere rispettata e che la persona umana non si può circoscrivere alla sua sessualità, fermo restando l’assoluto rispetto per i bambini e le persone non consenzienti. Ho partecipato all’Isola per il gusto di mischiare le carte. Sono fiero di avervi portato riflessioni che mai sarebbero entrate. So di non essere piaciuto a tutti, ma confesso che io mi sono piaciuto molto”.

CHE COS'E' LA POLITICA








Che cos'è la politica?

Un bambino va dal padre e dice: “Papà, cos’è la politica?”
Il padre ci pensa e poi risponde: “Guarda, te lo spiego con un esempio: io che lavoro e porto a casa i soldi sono il capitalista, tua madre che li amministra è il governo, la donna delle pulizie sono i lavoratori, tu che ormai hai qualche voce in capitolo sei il popolo, tua sorella che è appena nata è il futuro.”
Il bambino, ancora un po’ confuso va a dormire, ma alle due di notte la sorellina comincia a piangere; il bambino va quindi a cercare qualcuno.
Va dal padre ma non lo trova, va dalla madre la quale lo manda via perché ha sonno, va dalla donna delle pulizie e la trova a letto col padre e allora torna dalla sorella e le dice: “Ho capito cos’è la politica: i capitalisti fottono i lavoratori, il governo dorme, il popolo non lo ascolta nessuno e il futuro è nella merda!”.

martedì 16 marzo 2010

QUALCHE GARBATA OBIEZIONE AD UN'ORDINANZA DEL SINDACO






[Movimento Nonviolento - Calcinato]


Ancora una volta Calcinato è al centro dell'attenzione per una iniziativa contro gli immigrati stranieri. Il sindaco ha firmato un'ordinanza che restringe la concedibilità della residenza nel territorio comunale: da quest’anno può richiederla solo chi è in grado di dimostrare di avere un reddito di almeno 5.317,65 euro all'anno e una dimora decorosa.

La notizia ci lascia sbalorditi e avviliti. A queste piccinerie burocratiche si è ridotto chi ci governa? Per difendere l’ordine e la sicurezza non c’è proprio altro mezzo che creare ulteriori problemi alle persone immigrate?

Le persone immigrate servono. Abbiamo bisogno di braccia che lavorino. E ci si dimentica che molti tra gli immigrati formalmente privi di reddito forse vengono pagati in nero ogni mese da probi cittadini proprietari di aziendine e imprese.

Ciò che l’ordinanza stabilisce è che le persone immigrate hanno meno diritti delle altre. Visto che non è possibile impedire loro di spostarsi da un luogo all'altro, di parlarsi, di sposarsi, di fare figli, di parlare tra loro la loro lingua, di pregare - individualmente o in comunità - secondo la loro tradizione (tutti questi diritti sono, ahimè, ampiamente garantiti dalla Costituzione, e non c'è verso di negarglieli), allora non resta altro che metterle in difficoltà, ostacolandone l’accesso alla residenza, per esempio, e finendo per ricordar loro che, se potranno ottenere qualcosa, questo qualcosa non ce l'avranno per diritto, ma per nostra elargizione.

Il sindaco ha vinto le elezioni. Ha la maggioranza dalla sua parte. Ha quindi dei poteri. Speriamo che si ricordi che avere la maggioranza e dei poteri però non significa automaticamente essere sempre nel giusto. E chi lo ha votato, provi a domandarsi semplicemente: “Se queste cose le facessero a me, lo troverei giusto?”.

lunedì 15 marzo 2010

RACCOLTA DIFFERENZIATA








A dicembre dicono SI’ a una nuova discarica di rifiuti


A marzo dicono NO alla residenza per i migranti poveri


Il Sindaco

e la sua Giunta

fanno pulizia...

(o solo polizia?)


SI' AI RIFIUTI “INERTI”


NO AI “RIFIUTI” PERICOLOSI


Una storia che puzza... di razzismo!



“PRIMO ATTO”. Il 22 dicembre 2009 la Giunta Comunale approva una nuova discarica a Calcinatello (vicino alla discarica Gedit-Gabana) di tre milioni e mezzo di metri cubi, rifiuti classificati come “inerti” (che in teoria vuol dire “innocui”, ma si tratterà di scarti di fonderia, rifiuti industriali trattati, ...), regalandoci, oltre a una montagna impressionante di immondizia, la piacevole novità di più di cento camion al giorno che passeranno sul nostro territorio, già pieno di cave, discariche e impianti che hanno peggiorato la qualità e la salute dell’ambiente in cui viviamo.

“SECONDO ATTO”. Il 3 marzo 2010 il Sindaco Legati rispolvera, con qualche piccola modifica, un’ordinanza dell’ex Sindaco ed ex alleato Goglioni (il quale poi la ritirò), in materia di requisiti per la concessione della residenza agli stranieri, prevedendo anche disposizioni in tema di pubblica sicurezza e tutela igienico-sanitaria. Il provvedimento dispone che gli stranieri richiedenti la residenza a Calcinato, oltre a essere in possesso dei documenti già previsti dalle leggi nazionali (e quindi avere un lavoro regolare), dovranno dimostrare di avere un reddito annuo pari o superiore a € 10.635,30 (nel caso tipico di una famiglia con 1 o 2 bambini; la soglia aumenta nel caso di più familiari). A questo si aggiungono controlli per verificare la dimensione degli alloggi (con soglie minime da rispettare, ad esempio 43 mq per tre persone) e il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie per l’abitabilità.

E' evidente che si trattano diversamente le persone secondo la nazionalità, si aggiungono spese e difficoltà burocratiche proprio a coloro che chiedono di vivere e lavorare con le carte in regola (secondo voi i delinquenti vanno a farsi riconoscere all'anagrafe?). E poi: a quanti italiani vengono controllate le metrature delle case e dei bagni, la sicurezza degli impianti idraulici ed elettrici? E perchè non ci si ricorda mai che le case dei migranti sono, nella maggioranza dei casi, di proprietà di italiani che ricavano affitti altissimi e spesso al nero? Le condizioni igienico-sanitarie si migliorano ricacciando i migranti nella invisibilità e nella clandestinità? Quanti italiani evadono le tasse e dichiarano al fisco meno di 10.000 euro? Perchè a loro non togliamo la residenza e la possibilità di usufruire dei servizi pubblici?

Non stupisce certamente, a pochi giorni dalle elezioni regionali, che il Sindaco e i partiti che l'appoggiano abbiano deciso di dare un segnale al proprio elettorato, molto sensibile alla tematica dell’immigrazione e probabilmente deluso dagli scarsi risultati del Governo nel campo dell'economia e delle tutele sociali (specie in questo periodo di crisi). Si tratta insomma dell'ennesima operazione propagandistica a scopo elettorale.

La tutela del territorio calcinatese si fa con interventi discriminatori e operazioni di polizia ai danni delle persone più indifese che non possono permettersi case nuove?

I rischi igienici ed ambientali per il nostro Comune sono le vecchie abitazioni affittate ai migranti o sono le discariche, il degrado e il consumo del territorio che i governanti ci regalano da 25 anni, e che questa giunta intende evidentemente proseguire?

venerdì 12 marzo 2010

SULLA REINTRODUZIONE DELL'ORDINANZA "PER L'ORDINE PUBBLICO"




martedì 9 marzo 2010

La Sindaco di Calcinato ha ripristinato un’ordinanza per l’Ordine Pubblico, la Pubblica Sicurezza e la Tutela Igienico-Sanitaria… mica per tutti i cittadini, solo per gli stranieri: che abbiano un minimo di spazi decenti a casa loro e un minimo reddito per sopravvivere sennò qua non ci possono stare; e mandiamogli i vigili a casa per essere sicuri di verificare tutto per bene! OK sceriffo?

Ah se ne sentiva proprio il bisogno: è senza dubbio il problema emergente a Calcinato!

Permetteteci un sospetto.

La Lega di Calcinato aveva bisogno di mostrare i muscoli o, peggio, un potenza erettile che si è recentemente sgonfiata come un camera d’aria bucata, contro la logica delle discariche. Allora, per far vedere che ce l’hanno ancora duro, ecco una bella ordinanza in odore di razzismo, perché quelli tanto non si possono difendere. Mediocremente e ipocritamente tipico: l’impiegato oppresso dal capufficio si rifà sull’operaio.

Ma perché tutta questa dichiarata energia non l’hanno usata per fermare gli ulteriori regali merdosi che ci fa la Regione Lombardia?

E sì che c’è Lega al governo, c’è Lega in Regione, c’è Lega in Provincia, c’è Lega ormai anche in tanti comuni bresciani… Evidentemente non è vero che fin che c’è Lega c’è speranza, perché anche al loro interno c’è chi ce l’ha più duro e chi meno duro (come dire: Lega e Mezza Lega) e il celodurismo esclude la solidarietà, perfino tra compagni di strada.

Che dire infine? Per restare in tema (e in zona): che Palle!

Linea Indipendente

LE RAGIONI DEL SINDACO


È entrata in vigore a Calcinato l’ordinanza per l’applicazione delle norme statali in materia di ospitalità e di iscrizione anagrafica nel registro della popolazione residente. Tale provvedimento si è reso necessario a fronte di un considerevole flusso migratorio che caratterizza il nostro territorio negli ultimi anni ed una sempre maggiore richiesta di ospitalità. Tale mobilità richiede un monitoraggio puntuale e l’attivazione di disposizioni volte a tutelare il diritto di ogni persona a dignitosi criteri igienico- sanitari e assistenziali. Promuovere benessere sociale, un diritto di tutti, è possibile solo in un territorio dove le regole e le scelte guardano alla creazione di azioni di attenzione reciproca e di confronto culturale, in un clima di rispetto della legalità e dei principi civili.

Per quanto riguarda la comunicazione di ospitalità di cittadino straniero, si richiede la certificazione di idoneità dell’alloggio con la capienza abitativa dello stesso e, facoltativamente, l’indicazione del periodo di durata. L’ordinanza elenca anche tutta la casistica delle richieste di residenza: cittadini italiani, comunitari, extracomunitari, ricongiungimenti. È necessario produrre anche qui la certificazione di idoneità dell’alloggio con il calcolo delle persone alloggiabili ai sensi della DGR 7 del 2004 e, nell’ipotesi di soggiorno per motivi di lavoro, documentazione che attesti attività lavorativa e di conseguenza quantificazione delle risorse economiche ai sensi del D. Leg.vo 30 del 2007. A tal fine l’ordinanza contiene una tabella esemplificativa, D. Leg.vo 286/98, che indica il limite di reddito per numero di componenti a partire dall’importo dell’assegno sociale pari ad euro 5. 317, 65. L’ordinanza prevede infine l’invio di apposita comunicazione a Prefettura e Questura sui casi riconosciuti compromettenti per l’ordine e la sicurezza pubblica.


il sindaco

Marika Legati

LA PENA DI MORTE TACIUTA

lunedì 8 marzo 2010

OTTO MARZO

ASSEMBLEA ANTIRAZZISTA




Tempi duri per gli immigrati extracomunitari a Calcinato, dove il sindaco Marika Legati ha emanato una ordinanza chilometrica “per l’applicazione delle norme legislative statali vigenti in materia di ospitalità del cittadino straniero e per i cittadini richiedenti l’iscrizione anagrafica nel registro della popolazione residente con disposizioni congiunte in tema di ordine pubblico di pubblica sicurezza e tutela igienico-sanitaria”.

In sostanza viene riproposto con qualche modifica il provvedimento che solo 10 mesi fa il primo cittadino che ha preceduto Legati – Angolino Goglioni, stesso schieramento di centrodestra – aveva revocato dopo aver“constatato che le problematiche sottese all’ordinanza si erano notevolmente attenuate”.

Qualcosa deve essere cambiato se il sindaco Legati ha deciso di tornare sull’argomento e, dopo una lunga e dettagliata serie di premesse di carattere normativo, considerato che il “nel corso degli ultimi anni, si è registrato un significativo incremento dei flussi migratori e conseguentemente delle richieste di iscrizioni nel registro anagrafico della popolazione”, di ordinare che sul territorio comunale agli extracomunitari che richiedano l’iscrizione anagrafica, oltre ai documenti di rito, d’ora in poi venga richiesta la “attestazione di un reddito annuo, proveniente da fonti lecite e documentate, di un importo pari o superiore all’assegno sociale consistente per l’anno 2009 in euro 5.317,65 annue”. Tale importo viene considerato “sufficiente per il soggiorno del richiedente e di un familiare”. Deve essere “raddoppiato nel caso di ulteriori uno o due familiari conviventi. Va triplicato se i familiari conviventi sono quattro o più di quattro. Nel calcolo del reddito complessivo va tenuto conto di eventuali ulteriori entrate da parte dei familiari conviventi”.

Per quanto concerne poi “il rilascio del certificato di idoneità dell’alloggio” l’ordinanza stabilisce come parametri “per una persona, superficie minima mq 28,81 fino a mq 33,60; per due, mq 33,61 fino a mq 43,35; per tre, mq 43,36 fino a mq 60,35; per quattro, mq 60,36 fino a mq 71,40; per cinque, mq 71,41 fino a mq 79,05; per sei, oltre mq 79,06”.

Una prima risposta del movimento antirazzista è l’assemblea di stasera - lunedì 8 marzo - alle ore 20.45 alla sala civica Morelli in piazza della Repubblica, per decidere che fare.

venerdì 5 marzo 2010

SINISTRA, SE CI SEI BATTI UN COLPO




[Flaviano De Luca - Il Manifesto]

A colloquio con Francesco Guccini che ha appena pubblicato la sua biografia, Non so che viso avesse. «Sono sempre più perplesso, in questa situazione così dura, che l'opposizione non si faccia sentire»

Domenica prossima sarà a presentare il suo nuovo libro, Non so che viso avesse, a Che tempo che fa di Fabio Fazio su Raitre ma i brani storici dei suoi ultimi concerti, da Farewell a La Locomotiva, da Eskimo a Incontro, impazzano su Youtube, generalmente registrazioni di videocamere amatoriali postate da ragazzi entusiasti della serata che lo chiamano Guccio, soprannome familiare per questo cantautore colto e impegnato, quasi un fratello maggiore di tante giovani generazioni, che continua a fare un paio di spettacoli al mese (il 12 marzo sarà a Trieste e il 26 a Roseto degli Abruzzi). «Fortunatamente non c'è tutto il concerto di Pesaro su Internet...- risponde cortesemente al telefono con la r arrotata e la z dolce degli abitanti dell'appennino toscoemiliano- Va così, al giorno d'oggi, i dischi non si vendono più ma i concerti funzionano molto bene. Si vede che la gente ama radunarsi, ascoltare e commentare, anche stare scomodi perché, verso la fine del concerto, a certi canzoni tipo Cyrano, si alzano finalmente in piedi per sgranchirsi le gambe, stare seduti in un palasport non è molto comodo».
Questo grande affabulatore di parole, «tirato su a castagne ed erba spagna / cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna» presenta le canzoni, prende in giro Emanuele Filiberto e il festival di Sanremo, lancia bordate sull'attualità. «Non è che io mi preparo delle battute, mi vengono spontanee, leggo i giornali, commento gli avvenimenti che accadono. Il fatto di parlare col pubblico viene da lontano. All'Osteria delle Dame ho cantato per anni per un pubblico ristretto, molto più piccolo, centinaia di persone. Quindi la gente la vedevi tutta in faccia e veniva naturale, spontaneo inframmezzare aneddoti e situazioni curiose, anche perché molta di quella gente la conoscevo. In fondo, ho semplicemente trasportato quest'abitudine di presentare le canzoni, fare le battute e intrattenere il pubblico nei teatri e nei palazzi dello sport».
Così può succedere che chieda ai suoi orchestrali, una nutrita band, di intonare Per fortuna che Silvio c'è ma solo per celia, per provarne il repertorio. «Le mie non sono canzoni politiche - continua Guccini - ci sono stati cantautori molto più politicizzati di me dal punto di vista delle canzoni, io sono l'unico che si diverte a fare questi riferimenti durante gli spettacoli... Non sono mai stato d'accordo con certi colleghi, chiamiamoli così. Dicono: 'noi siamo artisti dobbiamo cantare per tutti, non dobbiamo fare distinzioni, non mi pronuncio perché ho la mia linea politica ma la tengo per me'. Io sono quello che sono, lo dico, non lo nascondo, sebbene non abbia mai avuto una militanza partitica. Lo dico, non ho paura di schierarmi, sono fatto così.»
La sua coerenza e onestà intellettuale non va a scapito della poesia, della tradizione da cantastorie, di queste canzoni allo stesso tempo colte e popolari.... «Colto è discutibile. Ho dato la mia adesione alla manifestazione del popolo viola a Roma con piacere. In questa situazione di tangenti, leggi ad personam, attacchi alla magistratura se il Pd battesse un colpo o anche due non sarebbe male...il Pd o la sinistra in generale... La situazione si sta davvero corrompendo, è un mistero che un'opposizione non si faccia sentire, non sappia incanalare il disagio del precariato, delle persone che vedono peggiorare la loro vita giorno dopo giorno. Anche l'ultima notizia, la lista presentata in ritardo a Roma, mi sembra un segno dei tempi, pasticcioni e arrivisti, d'oggi. Quello che mi indigna è la supponenza, il voltagabbanismo di certi personaggi, per fare un esempio Capezzone che un anno fa diceva esattamente il contrario di quello che afferma oggi, con la stessa tranquillità. Mi indigna l'impunità continua per certi personaggi, m'indigna la mancanza di correttezza, di etica, a volte, sebbene in misura molto minore, anche della sinistra. Io voto ancora a Bologna...ma bisogna chiarire che le accompagnatrici, le massaggiatrici sono diverse, quelle da Salaria Village e quelle mandate al Cup per le prenotazioni delle visite mediche».
Le pagine del libro sono farcite di episodi divertenti, quello con Nunzio Gallo ad esempio...«Allora si suonava musica da ballo, però si imparava il mestiere, a stare sul palco, ad avere a che fare con la gente...Adesso molti fanno tutto da soli nel garage senza nessun contatto con l'esterno. Esattamente prima di fare il militare, nella primavera del 1962, ci siamo trovati con grande emozione in questa cittadina della svizzera tedesca, Zofingen, che era piena di italiani, in una situazione completamente diversa dalle sale da ballo alle quali eravamo abituati. Facevamo l'Emilia e la Toscana, lì c'era una fortissima presenza meridionale e le canzoni che amavano erano inevitabilmente diverse. Ci siamo trovati molto spaesati, la nostra sigla era See you later alligator. Con Nunzio Gallo fu una tragedia, noi eravamo un po' alle prime armi, lui aveva degli spartiti che sembravano delle lenzuola e quindi...lui era un grande professionista, in pubblico non ha rivelato le nostre manchevolezze, si limitava a bestemmiare voltandosi dietro, durante le pause del canto, a insultare il pianista. È stata un'esperienza utile...».
Da circa dieci anni, però, Guccini si è ritirato a Pavana, il paese dove è nato e cresciuto... «Pavana è rimasta l'isola alla quale tornare a una certa età, è rimasta sempre come presenza fisica, nel senso di geografia fisica, nel mio mondo. Abitare a Pavana complica la vita, non ho la patente, per i concerti c'è uno che mi viene a prendere e portare. Se si riesce a uscire da quest'inverno che sembra non finire poi si apre la bella stagione, è tutto verde, c'è il lago vicino, c'è tempo per scrivere, vedere gli amici, così è nato nel '90 il primo romanzo Cronache Epifaniche, poi Vacca di un cane, e gli altri, i gialli, ideati per caso, con Loriano Macchiavelli, ne stiamo facendo un altro, anche raccontini umoristici, insomma sono un poligrafo. Da ragazzo il mio desiderio era fare lo scrittore, ci sono riuscito molti anni dopo in contemporanea col mio primo computer, comprato per schedare i vocaboli del dialetto pavanese. Mi sono accorto che scrivere sul computer era più facile che farlo a macchina e da lì ho continuato imperterrito».

VENGO ANCH'IO NO TU NO! MA PERCHE'?

PROT. n. ______________

ORDINANZA N. 21

OGGETTO: ORDINANZA PER L’APPLICAZIONE DELLE NORME LEGISLATIVE STATALI VIGENTI IN MATERIA DI OSPITALITA’ DEL CITTADINO STRANIERO E PER I CITTADINI RICHIEDENTI L’ISCRIZIONE ANAGRAFICA NEL REGISTRO DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE CON DISPOSIZIONI CONGIUNTE IN TEMA DI ORDINE PUBBLICO DI PUBBLICA SICUREZZA E TUTELA IGIENICO-SANITARIA.

I L S I N D A C O

ravvisata la necessità, in conseguenza alle numerose comunicazioni di ospitalità di cittadini stranieri che vengono presentate, al fine di una sempre più efficace ed utile azione amministrativa di registrazione e verifica da parte degli uffici preposti, nonché al fine di promuovere adeguati meccanismi di coordinamento e di collaborazione nei confronti degli organi statali competenti, finalizzati al contrasto del fenomeno della clandestinità, di adottare misure mirate ad una più efficace gestione e a rendere più snello lo svolgimento dell’intero procedimento amministrativo;

PRESO ATTO che i comuni e gli altri enti locali, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, adottano i provvedimenti necessari al perseguimento dell’obiettivo di rimozione degli ostacoli che impediscano di fatto il pieno riconoscimento dei diritti e degli interessi riconosciuti agli stranieri nel territorio dello Stato, con particolare riguardo a quelli inerenti all’alloggio, alla lingua, all’integrazione sociale, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona umana;

CONSIDERATO che in conseguenza dell’ampliamento degli Stati facenti parte dell’Unione Europea e dell’entrata in vigore della nuova disciplina generale in ordine ai diritti di libera circolazione e soggiorno dei cittadini dell’Unione Europea e dei loro familiari all’interno degli stati membri, D. Leg.vo 06 febbraio 2007 n.30 (G.U. n. 72 del 27/3/2007) in vigore dall’11 aprile 2007, occorre dare attuazione a detta normativa, fornendo adeguate disposizioni in materia di iscrizione all’anagrafe della popolazione residente del Comune di Calcinato;

CONSIDERATO che di conseguenza all’entrata in vigore della disciplina generale sopra richiamata (D. Leg.vo 06 febbraio 2007 n.30), nel corso degli ultimi anni, si è registrato un significativo incremento dei flussi migratori e conseguentemente delle richieste di iscrizioni nel registro anagrafico della popolazione ;

RICHIAMATO il Decreto Legislativo 25 Luglio 1998, n. 286 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” ed in particolare l’art. 7 in materia di obblighi dell’ospitante e del datore di lavoro che impone l’obbligo nei confronti di chiunque fornisca alloggio od ospitalità a cittadino straniero o apolide, anche se parente o affine, di darne comunicazione entro le 48 ore all’Autorità Locale di Pubblica Sicurezza;

CONSIDERATO che il comma 2° del sopra richiamato art. 7 del D. Leg.vo 286/1998, stabilisce quali siano gli elementi che la comunicazione deve comprendere e che quindi, al fine di garantire valida attuazione alla norma sopra citata, occorre disporre che alla presentazione di detta comunicazione, consegua una precisa e dettagliata attività di verifica in ordine alla presenza dei requisiti da dichiarare;

ATTESO che l’art. 15 del D.P.R. n. 394/1999 (Regolamento di attuazione del D. Leg.vo 25.07.98, n.286) prevede che le iscrizioni e le variazioni anagrafiche dello straniero regolarmente soggiornante sono effettuate nei casi e secondo i criteri previsti dalla legge 24 dicembre 1954, n. 1228, e dal regolamento anagrafico della popolazione residente, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio1989, n. 223, come modificato dallo stesso D.P.R. 394/99;

DATO ATTO che la legge 24 dicembre 1954, n. 1228 ed il nuovo regolamento anagrafico della popolazione approvato con D.P.R 30 maggio 1989, n. 223, prevedono entrambi l’obbligo di registrare nell’anagrafe della popolazione residente qualsiasi cittadino, italiano o straniero, che stabilisce la propria dimora abituale in un comune;

PRESO ATTO che il Decreto Legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, “Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.” prevede all’art. 7 che il cittadino dell’unione ha diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo superiore a tre mesi quando:

a) è lavoratore subordinato o autonomo nello Stato;

b) dispone per sé e per i propri familiari di risorse economiche sufficienti, per non diventare un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato durante il periodo di soggiorno e di un’assicurazione sanitaria o di altro titolo idoneo comunque denominato che copra tutti i rischi nel territorio nazionale;

c) è iscritto presso un istituto pubblico o privato riconosciuto per seguirvi come attività principale un corso di studi o di formazione professionale e dispone, per sé e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti, per non diventare un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato durante il periodo di soggiorno, da attestare attraverso una dichiarazione o con altra idonea documentazione, e di un'assicurazione sanitaria o di altro titolo idoneo che copra tutti i rischi nel territorio nazionale;

d) è familiare, come definito dall'articolo 2, chi accompagna o raggiunge un cittadino dell'Unione che ha diritto di soggiornare ai sensi delle lettere a), b) o c);

DATO ATTO che il medesimo Decreto Legislativo n. 30/2007, all’art. 9 nello stabilire le formalità amministrative per i cittadini dell’Unione e dei loro familiari, prevede che al cittadino dell’Unione che intende soggiornare in Italia, ai sensi dell’art. 7 della stessa legge per un periodo superiore a tre mesi, si applica la Legge 24 dicembre 1954, n. 1228 ed il nuovo Regolamento anagrafico della popolazione residente, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n.223;

CONSIDERATO che il comma 3° del citato art. 9 del D. Leg.vo 30/2007 crea un distinguo per quanto concerne l’applicazione della normativa sull’iscrizione anagrafica tra i cittadini di nazionalità italiana e quelli dell’Unione europea, prevedendo nei confronti di quest’ultimi, la necessità di produrre adeguata documentazione sia in merito all’attività lavorativa, subordinata o autonoma esercitata, sia in ordine alla disponibilità di adeguate risorse economiche sufficienti per sé e per i propri familiari secondo i criteri minimi fissati dall’art. 29, comma 3, lettera b) del D. Leg.vo 25 luglio 1998, n. 286;

ATTESO che il successivo comma 4 del medesimo art. 9 del D. Leg.vo 30/2007, prevede la possibilità che il cittadino dell’Unione europea possa dimostrare di disporre di risorse economiche sufficienti a non gravare sul sistema di assistenza pubblica, anche attraverso apposita dichiarazione di cui agli art. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445;

VISTI gli artt. 50 commi 1 e 4 e 54 comma 1, del D. Leg.vo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” che definiscono le competenze del Sindaco attribuendo allo stesso, compiti e funzioni sia in qualità di rappresentante dell’Amministrazione locale, sia in veste di Ufficiale di Governo nei servizi di competenza statale ad esso demandati;

VISTO che l’art. 221 del T.U.L.S.S. (R.D. 27 luglio 1934, n. 1265) sostituito dall’art. 4 del D.P.R. 22 aprile 1994, n. 425, in materia di rilascio del certificato di abitabilità, stabilisce che affinché gli edifici o parte di essi possano essere abitati, è necessario che il proprietario richieda il certificato di abitabilità al Sindaco, allegando alla richiesta il certificato di collaudo, la dichiarazione presentata per l’iscrizione al catasto dell’immobile e una dichiarazione del direttore dei lavori che certifichi lo stato di salubrità degli ambienti abitativi;

CONSIDERATO che nel corso dello svolgimento del procedimento amministrativo comunale finalizzato all’iscrizione anagrafica, non di rado sono emersi elementi relativi all’ordine, alla salute e alla sicurezza pubblica, che richiedono, ai sensi della normativa vigente e per scopi di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, l’attivazione di ulteriori accertamenti e verifiche di competenza comunale e/o statale contestuali all’avvio del procedimento per l’iscrizione anagrafica;

ATTESO che nello specifico tali elementi attengono a carenze igienico – sanitarie afferenti al requisito dell’abitabilità degli alloggi ovvero ai limiti di affollamento rispetto alla normativa riferita alla superficie abitabile stabilita dal D.M. 05.07.1975;

RICONOSCIUTO, ove vengano meno i presupposti sopra enunciati, che detta carenza, possa determinare una limitazione del diritto soggettivo alla tutela della salute ed al benessere di ciascun individuo e dei suoi familiari, e che laddove se ne riscontri la necessità per garantirne il suo esercizio, il Sindaco quale Autorità Locale Igienico Sanitaria e di Pubblica Sicurezza possa intervenire nei limiti delle funzioni affidategli dalla legge;

RICONOSCIUTO pertanto indispensabile, alla luce di quanto sopra esposto, dover disporre l’attuazione di adeguate misure a carattere preventivo atte ad accertare la sussistenza delle condizioni poste a garanzia della salubrità e dell’abitabilità degli alloggi, nei procedimenti connessi alla richiesta di iscrizione anagrafica da porsi in essere contestualmente al sopralluogo di verifica dei requisiti per la registrazione all’anagrafe della popolazione in applicazione del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;

DATO ATTO per contro, come la richiesta di iscrizione anagrafica, che costituisce un diritto soggettivo del cittadino, in linea generale non debba apparire vincolata da alcuna condizione (Circ. Ministero dell’Interno 29.05.1995, n. 8) al di fuori di quelle espressamente previste per legge, e che quindi gli esiti della verifica attuata con finalità preventive in ordine alla sussistenza dei requisiti di salubrità ambientale dell’alloggio, si pone non certo quale eventuale presupposto invalidante la stessa iscrizione, bensì quale distinto e autonomo atto di accertamento da cui può scaturire un diverso procedimento amministrativo, finalizzato finanche all’interdizione dell’utilizzabilità dell’alloggio indicato quale dimora abituale;

PRESO ATTO di quanto previsto dalla Circolare del Ministero dell’Interno n. 200704163/15100/14865 del 6 aprile 2007 relativamente ai compiti di verifica demandati ai Comuni in ordine all’assenza o al venir meno delle condizioni di soggiorno del cittadino comunitario accertati nel corso degli adempimenti previsti dal D. Leg.vo 30/2007 che prevede in tal caso la comunicazione al Prefetto per l’adozione del provvedimento di allontanamento;

RITENUTO che, per conseguire lo scopo di una maggiore efficacia, economicità ed efficienza dell’azione amministrativa, sia opportuno rafforzare e promuovere adeguate forme di coordinamento tra i diversi organi ed uffici comunali nonché nei confronti degli organi statali competenti;

PRESO ATTO di quanto novellato dall’art. 1 comma 18 della Legge 15 luglio 2009, n. 94 recante “disposizioni in materia di sicurezza pubblica” che introduce la modifica all’art. 1 della Legge 24 dicembre 1954, n. 1228 inserendo dopo il 1° comma quello seguente:”l’iscrizione e la richiesta di variazione anagrafica, possono dar luogo alla verifica, da parte dei competenti uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza, ai sensi delle vigenti norme sanitarie”;

PRESO ATTO altresì di quanto stabilito dall’art. 1 comma 19 della sopra richiamata Legge n. 94/2009, che sostituisce la lettera a) del comma 3 dell’art. 29 “Ricongiungimento familiare” del T.U. di cui al D. Leg.vo 25 luglio 1998, n. 286 con quanto segue:” 3 comma: Salvo che si tratti di rifugiato lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la disponibilita'; lettera a): di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonchè di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali. Nel caso di un figlio di età inferiore agli anni quattordici al seguito di uno dei genitori, è sufficiente il consenso del titolare dell’alloggio nel quale il minore effettivamente dimorerà”;

RITENUTO di dover dare attuazione a quanto previsto dalla Legge n. 94 del 15 luglio 2009, stabilendo che nel procedimento per l’iscrizione e/o richiesta di variazione anagrafica nel registro della popolazione residente di cui alla legge 24.12.1954, n. 1228, consegua l’accertamento dei requisiti igienico-sanitari ovvero dell’idoneità abitativa riferita all’immobile ove l’interessato intende stabilire la propria residenza;

VISTO il Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”;

VISTO il D.P.R. n. 394/1999 (Regolamento di attuazione del D. Leg.vo 25.07.98, n. 286);

VISTA la Legge 15 luglio 2009, n. 94 recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”

VISTO l’art. 43 1° e 2° comma del Codice Civile;

VISTA la legge 24 dicembre 1954, n. 1228;

VISTO il D.P.R 30 maggio 1989, n. 223 (Regolamento di attuazione Legge n. 1228/54);

VISTO il Decreto Legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 “Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri” ;

VISTE le Circolari del Ministero dell’Interno n. 19 del 06 aprile 2007 e n. 45 del 08 agosto 2007;

VISTA Circolare del Ministero della Salute prot. n. D.G. RUERI/II/12712/1.3.b;

VISTI gli art. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445;

VISTI gli art. 50 e 54 del D. Leg.vo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali);

VISTO l’art. 12 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 come sostituito dall’art. 4 del D.P.R. 22 aprile 1994, n. 425, in materia di rilascio del certificato di abitabilità;

VISTO l’art. 2 del Decreto Ministeriale 05.07.1975 (Gazzetta Ufficiale 18 luglio 1975, n. 190);

VISTO il R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (T.U.L.P.S.) Titolo I, capo I;

O R D I N A

che gli uffici comunali competenti a seguire i procedimenti amministrativi relativi alla comunicazione di ospitalità ovvero all’iscrizione anagrafica nel registro della popolazione residente

del Comune di Calcinato, si attengano alle direttive di seguito specificate;

1) COMUNICAZIONE DI OSPITALITA’ DI CITTADINO STRANIERO:

- a seguito di presentazione della comunicazione di ospitalità presentata ai sensi del disposto di cui all’art. 7 del D. Leg.vo 286/1998, oltre alla verifica in ordine alla presenza di tutti gli elementi previsti dal 2° comma dello stesso art. 7, si provveda a campione, a svolgere una verifica d’ufficio, volta ad accertare la corrispondenza in ordine a quanto dichiarato;

- l’insieme dei dati di tutte le comunicazioni di ospitalità continueranno ad essere trasmesse agli uffici preposti della Questura di Brescia;

- che oltre a quanto indicato sul modello attualmente utilizzato per detta comunicazione, vengano inserite con la formula di mero invito, due opzioni da compilare a cura dell’ospitante, con le quali si comunica all’Autorità Locale di Pubblica Sicurezza il periodo di durata dell’ospitalità (temporanea) ovvero in alternativa a tempo indeterminato;

- che la comunicazione di ospitalità debba prevedere obbligatoriamente l’indicazione da parte dell’ospitante della capienza abitativa dell’alloggio formatasi a seguito dell’ospitalità denunciata, presentando anche la certificazione di idoneità dell’alloggio, allo scopo dell’adeguamento della tassa asporto rifiuti urbani secondo i parametri previsti dalle norme regolamentari attuali;

- che una copia della comunicazione di avvenuta ospitalità, oltre che ad essere inviata alla Questura di Brescia, venga trasmessa agli Uffici competenti per gli adempimenti di competenza;

2) ISCRIZIONE ANAGRAFICA DI CITTADINO DELL’UNIONE AVENTE UN AUTONOMO DIRITTO DI SOGGIORNO AI SENSI DEGLI ARTICOLI 7, 9 E 19 DEL D. LEG.vo 06 FEBBRAIO 2007, N. 30:

Il cittadino dell’Unione che intenda soggiornare nel territorio nazionale per un periodo superiore a tre mesi è tenuto ad iscriversi all’anagrafe della popolazione residente. Ai fini di individuare in termini approssimativi la data di inizio di permanenza nel territorio nazionale, il cittadino comunitario dovrà produrre all’atto della richiesta d’iscrizione anagrafica il proprio codice fiscale rilasciato dall’Ufficio delle Entrate. Nei confronti del cittadino dell’Unione si applicano la legge ed il regolamento anagrafico. Al momento della richiesta d’iscrizione viene rilasciata all’interessato una attestazione, contenente il nome, il cognome, l’indirizzo del luogo di dimora abituale dichiarato e la data della presentazione dell’istanza d’iscrizione.

Oltre a quanto previsto per i cittadini italiani dalla normativa di cui al punto 1, per l’iscrizione anagrafica il cittadino dell’Unione deve produrre la seguente documentazione:

- certificazione di idoneità dell’alloggio rilasciato dall’Ufficio Tecnico Comunale;

- regolare contratto di locazione dell’alloggio;

- nella ipotesi di soggiorno per motivi di lavoro, deve essere prodotta la documentazione attestante l’attività lavorativa subordinata o autonoma esercitata. A tal fine sono ritenuti documenti idonei a titolo esemplificativo atti a dimostrare la qualità di lavoratore subordinato l’ultima busta paga ovvero alternativamente il contratto di lavoro contenente gli identificativi INPS e INAIL, oppure la comunicazione di assunzione al CIP (Centro per l’impiego) o la ricevuta di denuncia all’INPS del rapporto di lavoro, ovvero la preventiva comunicazione all’I.N.P.S. dello stesso;

- il cittadino dell’Unione che decida di soggiornare in Italia, senza svolgere un’attività lavorativa o di studio o di formazione professionale, deve dimostrare la disponibilità di risorse economiche sufficienti al soggiorno, per sé e per i propri familiari. Tale disponibilità può essere dichiarata anche

sotto forma di dichiarazione dall’interessato, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000. In tale circostanza tuttavia, preventivamente all’iscrizione anagrafica, dovrà essere attivata da parte degli uffici comunali, adeguata attività di indagine autonoma ed indipendente e verifica in ordine a quanto dichiarato in particolar modo in merito all’individuazione della provenienza e alla liceità della fonte da cui derivano le risorse economiche. Per la quantificazione delle risorse economiche sufficienti si utilizza il parametro dell’importo dell’assegno sociale, consistente per l’anno 2009 in euro 5.317,65 annue. Tale importo viene considerato sufficiente per il soggiorno del richiedente e di un familiare. Deve essere raddoppiato nel caso di ulteriori uno o due familiari conviventi. Va triplicato se i familiari conviventi sono quattro o più di quattro. Nel calcolo del reddito complessivo va tenuto conto di eventuali ulteriori entrate da parte dei familiari conviventi, art. 29, c. 3, lett. b) del D. Leg.vo 286/98 e successive modificazioni e adeguamenti normativi;

Tabella esemplificativa

Limite di reddito per numero componenti:

€ 5.317,65 Solo richiedente o richiedente + un familiare;

€ 10.635,30 Richiedente + due familiari o richiedente + tre familiari;

€ 15.952,95 Richiedente + quattro familiari e oltre.

In aggiunta alla disponibilità di adeguate risorse economiche sufficienti per sé e per i propri familiari, il cittadino dell’Unione deve produrre la documentazione attestante la titolarità di una assicurazione sanitaria ovvero di altro titolo comunque denominato, idoneo a coprire tutti i rischi nel territorio nazionale che copra le spese sanitarie;

- nel caso in cui il soggiorno e la conseguente richiesta d’iscrizione anagrafica per motivi di istruzione o di formazione professionale l’interessato deve produrre la documentazione attestante l’iscrizione presso un istituto pubblico o privato riconosciuto, la titolarità di una polizza di

assicurazione sanitaria e la disponibilità di risorse economiche, come specificate nel punto precedente;

- all’accertamento della sussistenza dei requisiti previsti dai punti di cui sopra, seguirà l’iscrizione anagrafica – subordinata tuttavia oltre che alla verifica dei richiamati requisiti, anche all’accertamento della dimora abituale – in merito alla quale verrà consegnato all’interessato il relativo certificato d’iscrizione. Quest’ultimo dovrà contenere il riferimento della norma ai sensi della quale è stato prodotto (art. 9 del D. Leg.vo 30/2007). Analogo riferimento deve essere inoltre annotato nella scheda individuale d’iscrizione anagrafica dell’interessato. Con riguardo ai cittadini dell’Unione attualmente iscritti nei registri della popolazione residente, fino alla prima variazione di residenza, nei loro confronti non sussiste l’obbligo di presentare la documentazione sopra indicata;

ai fini della conservazione del diritto di soggiorno da parte dei cittadini dell’Unione, si applica il disposto dell’art. 7/3° comma del D. Leg.vo 30/2007;

3) ISCRIZIONE ANAGRAFICA DEL FAMILIARE DI CITTADINO DELL’UNIONE, AVENTE LA CITTADINANZA DI UNO STATO MEMBRO AI SENSI DEGLI ARTICOLI

2 E 9 DEL D. LGS. 30/2007;

I familiari del cittadino dell’Unione aventi diritto di soggiorno ai sensi dell’art. 2, punto 2, del D. Leg.vo n 30/2007 sono i seguenti: il coniuge, i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge; gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge.

I cittadini dell’Unione in questione devono presentare, per l’iscrizione anagrafica, un documento d’identità ed un documento che attesti la qualità di familiare nei sensi soprarichiamati, o di familiare a carico. L’attestato della richiesta d’iscrizione anagrafica del familiare cittadino dell’Unione. La qualità di vivenza a carico può essere attestata dall’interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di cui all’art. 46 del D.P.R. 445/2000 il cui contenuto dovrà successivamente essere accertato da parte degli uffici comunali mediante successivi appositi controlli e verifiche.

4) ISCRIZIONE ANAGRAFICA DEL FAMILIARE DI CITTADINO DELL’UNIONE, NON AVENTE LA CITTADINANZA DI UNO STATO MEMBRO AI SENSI DEGLI ARTICOLI 9 E 10 DEL D. LGS. N. 30/2007.

Il titolo di soggiorno del familiare del cittadino dell’Unione, non avente la cittadinanza di uno Stato

membro è la “Carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione”.

Essendo l’iscrizione anagrafica dello straniero – nel quadro normativo attuale - subordinata alla regolarità del soggiorno (art. 6, c. 7, D. Leg.vo n. 286/1998), per questa categoria di soggetti l’iscrizione anagrafica resta subordinata al rilascio da parte della Questura del richiamato titolo in corso di validità;

ai fini della conservazione del diritto al soggiorno per i familiari dei cittadini dell’Unione, si applica il disposto di cui agli articoli 11 e 12 del D. Leg.vo n. 30/2007;

5) ISCRIZIONE ANAGRAFICA DI CITTADINO STRANIERO (EXTRACOMUNITARIO)

Nell’ipotesi di iscrizione anagrafica per il soggiorno nel territorio nazionale da parte del cittadino straniero (extracomunitario), oltre a quanto previsto per i cittadini italiani dalla normativa generale dell’anagrafe della popolazione, gli interessati ai sensi del D. Leg.vo. 286/98, dovranno presentare la seguente documentazione:

a) passaporto in corso di validità con regolare visto per l’ingresso nel territorio nazionale;

b) permesso di soggiorno in corso di validità;

c) nell’ipotesi di permesso di soggiorno scaduto, regolare ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo;

d) regolare contratto di locazione dell’alloggio;

e) attestazione di idoneità dell’alloggio;

f) attestazione di un reddito annuo, proveniente da fonti lecite e documentate, di un importo pari o superiore all’assegno sociale consistente per l’anno 2009 in euro 5.317,65 annue. Tale importo viene considerato sufficiente per il soggiorno del richiedente e di un familiare. Deve essere raddoppiato nel caso di ulteriori uno o due familiari conviventi. Va triplicato se i familiari conviventi sono quattro o più di quattro. Nel calcolo del reddito complessivo va tenuto conto di eventuali ulteriori entrate da parte dei familiari conviventi.

- nell’ipotesi di iscrizione anagrafica nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno, oltre ai requisiti di cui ai punti precedenti:

1) esibizione del contratto di soggiorno stipulato presso lo sportello Unico per l’immigrazione; 2) ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di permesso di soggiorno; . 3) domanda di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato presentata allo sportello Unico;

- nell’ipotesi di iscrizione anagrafica di richiedenti il permesso di soggiorno per motivi familiari, oltre ai requisiti di cui ai punti precedenti:

1) passaporto valido con regolare visto d’ingresso per ricongiungimento familiare;

2) ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di permesso di soggiorno;

3) fotocopia non autenticata del nulla osta rilasciato dallo sportello Unico;

6) ISCRIZIONE ANAGRAFICA DI CITTADINO ITALIANO:

al cittadino italiano che intende stabilire la propria residenza nel Comune di Calcinato si applica la normativa anagrafica di cui alla legge 24 dicembre 1954, n. 1228 e al D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;

D I S P O N E

- in attuazione del disposto di cui all’art. 3 della Legge 24.12.1954, n. 1228, che siano confermate e mantenute in capo al Sindaco le funzioni di Ufficiale di Anagrafe, con facoltà di delega secondo termini e modalità previste dall’art. 2 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;

- che ai sensi del combinato disposto di cui agli articoli 20 e 24 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, venga potenziata l’operatività del registro anagrafico della popolazione comunitaria ed extracomunitaria, (registro composto dalle schede individuali degli iscritti, indicanti la cittadinanza, la data di scadenza del permesso di soggiorno o il rilascio o rinnovo della carta di soggiorno) al fine di una più puntuale e continuativa verifica sulla titolarità di soggiorno legale, quale condizione indispensabile al mantenimento dell’iscrizione;

- che contestualmente all’accertamento della dimora abituale eseguito ai fini dell’iscrizione anagrafica nel registro della popolazione residente di Calcinato da parte di chiunque ne presenti richiesta, qualora emergano circostanze gravemente preclusive della fruibilità dell’alloggio ai fini abitativi, l’ufficio accertatore fornisca ai competenti organi tecnici sanitari i dati e le informazioni necessarie per l’avvio dell’autonomo ed indipendente procedimento di verifica e controllo, in conformità alla normativa vigente;

- che ai fini del calcolo delle persone alloggiabili per ciascuna abitazione per il rilascio del certificato di idoneità dell’alloggio vengano applicati i parametri numerici stabiliti dalla Delibera della Giunta Regionale della Lombardia n. 7/19638 del 26 novembre 2004, così riassunto nello schema appresso riportato:

IDONEITA’ DELL’ALLOGGIO:

Per una persona Superficie minima mq. 28,81 fino a mq.33,60;

Per due persone Superficie minima mq. 33,61 fino a mq.43,35;

Per tre persone Superficie minima mq. 43,36 fino a mq. 60,35;

Per quattro persone Superficie minima mq. 60,36 fino a mq. 71,40;

Per cinque persone Superficie minima mq. 71,41 fino a mq. 79,05;

Per sei persone oltre mq. 79,06.

- che nell’ipotesi di richiesta d’iscrizione anagrafica avanzata da qualsiasi persona nei confronti della quale, per notizie ed informazioni direttamente acquisite ovvero per atti emessi e/o provvedimenti precedentemente adottati da parte dell’Autorità Giudiziaria e/o di Pubblica Sicurezza, si presuma uno status di pericolosità tale da porre a rischio l’ordine e la sicurezza pubblica, ne venga data debita informazione alla Prefettura ed alla Questura di Brescia senza per questo pregiudicarne la propria iscrizione nei termini di tempo utili stabiliti dalla legge per la definizione del procedimento qualora presenti i requisiti di legge previsti;

- che in tutte le attività di verifica e controllo, sopra descritte, dovrà sempre essere accertata l’esistenza del necessario titolo di godimento regolare dell’alloggio (possesso in proprietà, contratto di affitto, ecc.) e che sia stata presentata regolare comunicazione di ospitalità da parte del proprietario dell’alloggio.

- di istituire al fine di quanto previsto dalla Circolare del Ministero dell’Interno Prot. n.200704163/15100/14865 del 06 aprile 2007, un’apposita commissione con finalità consultive, costituita dal Sindaco, da un funzionario dell’Ufficio Demografico e da un appartenente la Polizia Locale, con lo scopo di verificare nel corso degli adempimenti amministrativi di competenza comunale previsti dal D. L.vo n. 30/2007, l’assenza o il venir meno delle condizioni di soggiorno del cittadino comunitario, inviandone in tal caso, debita informativa al Prefetto per i provvedimenti ad esso demandati in materia di allontanamento per motivi di sicurezza e di ordine pubblico;

I N C A R I C A

gli Uffici comunali e più precisamente il Corpo di Polizia Locale e L’Ufficio Demografico a dare piena ed efficace attuazione a quanto disposto dal presente provvedimento.

A V V I S A

che la presente Ordinanza sarà resa nota al pubblico mediante pubblicazione all'Albo Pretorio, sul sito internet del Comune di Calcinato e sarà inoltre pubblicizzata a mezzo stampa ed altri organi d'informazione.

A V V E R T E

che, contro la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale Lombardia nel termine di 60 giorni dalla data di pubblicazione (legge 6 dicembre 1971, n° 1034), o in alternativa entro 120 giorni avanti al Presidente della Repubblica;

Manda il presente provvedimento:

All’Ufficio Anagrafe;

Al Corpo Polizia Locale;

Al Comando Stazione Carabinieri;

Al Prefetto di Brescia;

Al Questore di Brescia.

Dalla Residenza Municipale lì 03.03.2010. IL SINDACO

Marika Legati