Macché, si riparte. Il Comune ha aperto nei giorni scorsi la procedura per l'esame delle istanze di variante al fondamentale provvedimento di programmazione urbanistica. Gli atti e i documenti relativi alla variante sono depositati per la consultazione negli orari di apertura al pubblico all’Ufficio Tecnico al secondo piano del municipio e pubblicati sul sito internet www.comune.calcinato.bs.it. Entro mercoledì 18 dicembre alle ore 12.30 le parti sociali ed economiche possono presentare pareri e indicazioni in merito. La documentazione ad essi relativa va presentata in triplice copia, in carta semplice, all'ufficio protocollo in municipio.
giovedì 21 novembre 2013
Pgt: vai con la variante!
Credevate di averne abbastanza del Piano di governo del territorio di Calcinato, varato dopo spese ingenti e anni e anni (sette, dicono i bene informati) nel dicembre scorso?
Macché, si riparte. Il Comune ha aperto nei giorni scorsi la procedura per l'esame delle istanze di variante al fondamentale provvedimento di programmazione urbanistica. Gli atti e i documenti relativi alla variante sono depositati per la consultazione negli orari di apertura al pubblico all’Ufficio Tecnico al secondo piano del municipio e pubblicati sul sito internet www.comune.calcinato.bs.it. Entro mercoledì 18 dicembre alle ore 12.30 le parti sociali ed economiche possono presentare pareri e indicazioni in merito. La documentazione ad essi relativa va presentata in triplice copia, in carta semplice, all'ufficio protocollo in municipio.
Macché, si riparte. Il Comune ha aperto nei giorni scorsi la procedura per l'esame delle istanze di variante al fondamentale provvedimento di programmazione urbanistica. Gli atti e i documenti relativi alla variante sono depositati per la consultazione negli orari di apertura al pubblico all’Ufficio Tecnico al secondo piano del municipio e pubblicati sul sito internet www.comune.calcinato.bs.it. Entro mercoledì 18 dicembre alle ore 12.30 le parti sociali ed economiche possono presentare pareri e indicazioni in merito. La documentazione ad essi relativa va presentata in triplice copia, in carta semplice, all'ufficio protocollo in municipio.
mercoledì 20 novembre 2013
Alla base di Ghedi sabato 30 novembre per dire NO ai nuovi cacciabombardieri
Linea Indipendente partecipa
sabato 30 novembre a Ghedi
alla marcia nonviolenta
per dire no ai cacciabombardieri F-35.
A Calcinato partiamo in auto
alle ore 13 da Piazza del Comune.
Vieni anche tu?
martedì 19 novembre 2013
La resa dei conti
L'aria nella maggioranza di destra che governa
Calcinato da quattro anni deve essersi fatta davvero pesante se le
tre forze che la compongono – Pdl, Lega Nord e Socialisti per
Calcinato – dopo mesi di polemiche e il siluramento di un
assessore, sentono ora la necessità di convocare un'assemblea dal
titolo "Facciamo chiarezza!", all'insegna dello slogan “La verità
non può essere manipolata”.
L'appuntamento è per giovedì 21 novembre alle ore 20.30 alla sala
Civica di Piazza Pertini a Calcinatello. “Tutta la cittadinanza e i
blog sono invitati a partecipare” chiude il manifesto di
convocazione affisso in paese, con un riferimento neanche troppo
velato al fatto che a scatenare il malcontento sono stati a partire
dalla scorsa estate due blog anonimi che hanno dato voce a diffusi
malumori di cui si ventilava da qualche tempo.
Prima l'affaire dell'assessore Stefano Vergano accusato da un blog
anonimo di aver finanziato all'Istituto comprensivo progetti
educativi poi gestiti dalla moglie psicologa, poi il balletto estivo
ai vertici di Pdl e Forza Italia, poi il misterioso rinvenimento di
una telecamera di videosorveglianza al magazzino comunale, poi lo
stop ai lavori in un cantiere edilizio diretto dal vicesindaco
Alberto Bertagna. Infine, il ritiro della delega da parte del sindaco
Marika Legati all'assessore al bilancio e programmazione Riccardo
Gobbetto (Pdl), sostituito con l'ex capogruppo di maggioranza
Gianluigi Prati (Pdl).
lunedì 18 novembre 2013
giovedì 14 novembre 2013
Come si spendono i soldi dei calcinatesi in tempo di crisi - 6.
Con
una delibera del 29 ottobre scorso la Giunta Municipale di Calcinato
ha erogato due sostanziosi contributi economici straordinari: €
24.100,00 alla scuola materna "Nascimbeni" di Calcinato e €
38.818,50 alla scuola materna “Mazzoleni” di Calcinatello.
mercoledì 13 novembre 2013
Impariamo a cucinare (e mangiare) meglio
Si intitola “Sapere e saper fare in cucina” il corso di educazione alimentare che a Calcinato un pool di esperti organizza, con il patrocinio del Comune, per insegnare ad avere consapevolezza delle proprie scelte alimentari.
A condurre il ciclo di incontri saranno lo chef Pino Michele Campione e le dietiste Maria Pia Lanza e Laura Mantratzi, che segnalano fra gli obiettivi la necessità di «trasmettere conoscenze teoriche sulla sana ed equilibrata alimentazione come atto di prevenzione primaria alle malattie cronico degenerative - obesità, diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e tumori - e l´arte della cucina salutistica, senza necessariamente rinunciare al gusto, attraverso l´apprendimento di tecniche culinarie alternative, la sostituzione di ingredienti non idonei con altri più salutari e l´utilizzo di erbe aromatiche e spezie come esaltatori di sapidità in sostituzione del sale».
Sei gli incontri previsti, tre teorici e tre pratici. Quelli teorici si terranno nei locali della biblioteca comunale, in via XX Settembre 80, dalle ore 20.30 alle 22, i giovedì 14, 21 e 28 novembre, e saranno dedicati al ruolo dei nutrienti, alla lettura delle etichette, alla dieta mediterranea, al ruolo dei cereali nell´alimentazione e panificazione, primi piatti a base di carne, pesce, di legumi e ortaggi. Quelli pratici - in programma al centro cotture di via Stazione a Ponte San Marco, dalle 19 alle 22, i venerdì 15, 22 e 29 novembre - prevedono la realizzazione di piatti specifici (a base di pesce, di carne e contorni), esercitazioni di panificazione e realizzazione di pizze, focacce, torte rustiche e piadine. In tutte le lezioni pratiche ci sarà sempre la preparazione di uno o più dolci.
Per informazioni e iscrizioni si può telefonare alla segreteria organizzativa al numero 338/4871816 oppure scrivere a robyfaro@live.it.
A condurre il ciclo di incontri saranno lo chef Pino Michele Campione e le dietiste Maria Pia Lanza e Laura Mantratzi, che segnalano fra gli obiettivi la necessità di «trasmettere conoscenze teoriche sulla sana ed equilibrata alimentazione come atto di prevenzione primaria alle malattie cronico degenerative - obesità, diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e tumori - e l´arte della cucina salutistica, senza necessariamente rinunciare al gusto, attraverso l´apprendimento di tecniche culinarie alternative, la sostituzione di ingredienti non idonei con altri più salutari e l´utilizzo di erbe aromatiche e spezie come esaltatori di sapidità in sostituzione del sale».
Sei gli incontri previsti, tre teorici e tre pratici. Quelli teorici si terranno nei locali della biblioteca comunale, in via XX Settembre 80, dalle ore 20.30 alle 22, i giovedì 14, 21 e 28 novembre, e saranno dedicati al ruolo dei nutrienti, alla lettura delle etichette, alla dieta mediterranea, al ruolo dei cereali nell´alimentazione e panificazione, primi piatti a base di carne, pesce, di legumi e ortaggi. Quelli pratici - in programma al centro cotture di via Stazione a Ponte San Marco, dalle 19 alle 22, i venerdì 15, 22 e 29 novembre - prevedono la realizzazione di piatti specifici (a base di pesce, di carne e contorni), esercitazioni di panificazione e realizzazione di pizze, focacce, torte rustiche e piadine. In tutte le lezioni pratiche ci sarà sempre la preparazione di uno o più dolci.
Per informazioni e iscrizioni si può telefonare alla segreteria organizzativa al numero 338/4871816 oppure scrivere a robyfaro@live.it.
martedì 12 novembre 2013
Domani finalmente c'è il consiglio comunale
Ne vedremo delle belle domani sera al consiglio comunale di Calcinato. A partire dalle ore 20.45 in municipio, dopo la
comunicazione della sostituzione di Riccardo Gobbetto con Gianluigi
Prati alla carica di assessore al bilancio, il
sindaco Marika Legati dovrà rispondere a ben sei interrogazioni
delle minoranze.
Linea Indipendente chiederà lumi sulle "problematiche
da numerosi cittadini riscontrate riguardo la fatturazione del
servizio idrico" (i problemi non sono ancora risolti) e sul "procedimento per la redazione della
variante al Piano doi governo del territorio" con particolare
riferimento a motivazioni, modalità tempi e costi di questa sorprendente trovata a pochi mesi dall'approvazione dell'importante provvedimento di programmazione urbanistica.
"Calcinato Migliore"
invece interpellerà il primo cittadino sulla controversa situazione in
cui si trova il depuratore di Calcinatello, sul cantiere per la
costruzione di "una casa di civile abitazione in fregio al fiume
Chiese", sulla installazione di una telecamera al magazzino
comunale di via Santa Maria e sul sistema di videosorveglianza
dislocato sul territorio.
Nella seconda parte della seduta si discuteranno alcune modifiche del regolamento per l'assegnazione delle borse di studio, verrà varato il nuovo piano del diritto allo studio, si procederà alla nomina dei rappresentanti dei genitori alll'asilo nido Magica Bula di via Stazione e si esaminerà un Piano attuativo produttivo in via Patuzza.
Nella seconda parte della seduta si discuteranno alcune modifiche del regolamento per l'assegnazione delle borse di studio, verrà varato il nuovo piano del diritto allo studio, si procederà alla nomina dei rappresentanti dei genitori alll'asilo nido Magica Bula di via Stazione e si esaminerà un Piano attuativo produttivo in via Patuzza.
lunedì 11 novembre 2013
Mercoledì 13 i No Tav in assemblea a Lonato
Mercoledì 13 novembre
nella sede di via Repubblica 45 a Lonato è in programma alle ore
20.45 l'assemblea generale del “Cordinamento No Tav del basso Garda e
delle colline moreniche”. Chi è interessato a partecipare da Calcinato può segnalarcelo?
domenica 10 novembre 2013
4 novembre: l'esempio di Accorinti è anche una lezione di storia
È lontano il tempo in cui il Presidente della Repubblica era il primo garante della nostra Carta Costituzionale
Due generali che fuggono davanti ad una
bandiera che riporta un articolo della Costituzione sulla quale, in
teoria, avrebbero giurato fedeltà. Un ministro del governo Letta/Alfano,
Giampiero D'Alia, che definisce demenziale l'esposizione su una
bandiera dello stesso articolo della Costituzione, pretendendo che chi
l'ha esposto, il sindaco di Messina Renato Accorinti, chieda scusa alle
Forze Armate. Sembra di rivivere un refrain degli anni '60 quando altri
ministri, allora scudocrociati, parlarono di alto tradimento per la
visita di un altro sindaco, Giorgio la Pira, anch'egli siciliano ma
primo cittadino di Firenze, in casa del "nemico" vietnamita. D'Alia
ricorda gli strali contro don Milani e la sua «Lettera ai cappellani
militari» o l'indignazione degli Stati Maggiori che costrinsero Padre
Ernesto Balducci a lasciare la Rai e Firenze, per ricevere asilo nella
diocesi di Fiesole. Passano gli anni, ma l'indignazione militarista ha
lo stesso motivo, quasi come un passo cadenzato. Ad Accorinti non si
perdonano diverse cose. La prima di non aver rinnegato il suo essere
pacifista ma di averlo incarnato fin sotto la fascia tricolore di
sindaco. Non come il governatore Crocetta che in campagna elettorale
promise tuoni e fulmini contro il Muos di Niscemi e poi, una volta
eletto, ha messo la retromarcia revocando l'incarico agli avvocati della
Regione Sicilia che avrebbero facilmente vinto davanti al Consiglio di
Stato. La politica vera è quella del sindaco scalzo, della sobrietà
sull'opulenza del potere, della Costituzione sulla retorica falsamente
patriottica. Perché i monumenti ai caduti di tutte le guerre sono lì a
gridarci il "mai più alla guerra", affinché non si smarrisca la memoria
di giovani generazioni a cui è stato proibito di amare, di vivere, di
scrivere, di camminare. Il senso stesso del monumento ai caduti non è
certamente quello di chiederne dei nuovi, per nuove lastre di marmo e
nuove ipocrite alzabandiera. Renato ha palesato questo grido, lo ha
ricordato con le parole del più amato Presidente della Repubblica con il
suo «Svuotiamo gli arsenali, riempiamo i granai». Ecco l'altra cosa che
non si perdona ad Accorinti, l'aver riportato a galla nella memoria
collettiva un inquilino del Quirinale le cui parole sono diametralmente
opposte a quello dell'attuale. Napolitano ha parlato contro ogni
tentativo di ridimensionare le spese e le missioni militari. Come già
successo sugli F35 con una tempestività guerriera ha convocato il
Consiglio Supremo di Sicurezza perché al parlamento arrivi il diktat
militarista. In questa Italia Pertini è una eresia, è motivo
d'indignazione istituzionale. «I militari sono oggi delle persone che
lavorano per evitare la guerra, per interporsi tra coloro che vogliono
farla», secondo il ministro Mauro. Così dovrebbe essere secondo la
nostra Costituzione, ma è veramente così? In Iraq per due volte in un
decennio non ci siamo interposti ma abbiamo partecipato ad una guerra di
aggressione. In Kossovo eravamo talmente per l'interposizione che
bombardavamo Belgrado e Novi Sad e a terra appoggiavamo l'Uck che fine
ad un mese prima era nella black-list delle organizzazioni
terroristiche. In Afghanistan quale sarebbe il nostro ruolo
d'interposizione? In Somalia abbiamo aperto le camere della tortura e ci
siamo schierati con una delle frazioni in campo. In Libia i nostri
bombardieri erano forse schierati per impedire il contatto tra Gheddafi
ed i ribelli? Ma ad Accorinti non si perdona anche di aver svelato
l'ipocrisia della "festa della Vittoria" proprio alla vigilia delle
celebrazioni per i 100 anni della Prima Guerra Mondiale. L'inutile
strage, come la definì il Papa dell'epoca, ci verrà dipinta come il
coronamento del Risorgimento invece di una colossale macelleria fatta
per ingrassare i profitti della borghesia capitalista. In quella guerra,
esattamente come le attuali, l'Italia si ritrovò aggirando il voto del
parlamento - contrario all'ingresso nel conflitto- con il fatidico Patto
di Londra. Anche un liberale come Giolitti (sosteneva che «con la pace
l'Italia ci avrebbe guadagnato parecchio») deve essere seppellito sotto
le verità ufficiali. Per far dimenticare che fu nel fuoco di quella
carneficina che vennero forgiate le avventure totalitarie del fascismo e
del nazismo. Anche per questo grazie di cuore a Renato Accorinti,
insegnante di educazione fisica, per la sua straordinaria lezione di
storia.
Alfio Nicotra, il manifesto, 9 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
Oggi a Brescia si ricorda don Tonino Bello
Oggi alle ore
14.45 al Centro Comboni di viale Venezia 116 a Brescia Pax Christi
ricorda il fulgido itinerario umano e spirituale di don Tonino Bello,
vescovo di Molfetta e presidente del sodalizio nonviolento dal 1985
al 1992.
Per
l’occasione verrà presentato il film “L'anima attesa”,
dedicato al prelato dal regista salentino Edoardo Winspeare che
dirige sullo schermo gli attori Carlo
Bruni e Nunzia Antonino.
Protagonista della pellicola è
un imprenditore sul lastrico che decide di concedersi un weekend ad
Alessano, in provincia di Lecce, ospite della sorella. Qui l’uomo
riscoprirà il senso della vita grazie ad una comunità che ha
conosciuto e vissuto in prima persona l’insegnamento di don Tonino,
entrando in contatto con una nuova realtà, lontana dalle smanie
della vita imprenditoriale, una realtà fatta di amore e accoglienza.
Animerà il pomeriggio
Sergio Paronetto, vicepresidente nazionale di Pax Christi Italia e
autore del volume “Tonino Bello maestro di nonviolenza: pedagogia,
politica, cittadinanza attiva e vita cristiana”, appena uscito per
i tipi delle edizioni Paoline.
venerdì 8 novembre 2013
Testamenti biologici
Mentre
i disegni di legge che ne accennano languono da anni inutilmente in
Parlamento, a Brescia la Chiesa Valdese rompe gli indugi e a partire
dal mese di novembre apre la campagna di raccolta del testamenti
biologici, contenenti le disposizioni anticipate di trattamento.
Si tratta di un
servizio offerto alla cittadinanza dalla Chiesa di via dei Mille a Brescia,
nato dalla volontà di fornire la possibilità di usufruire di un
supporto informativo e giuridico adeguato che consenta agli
interessati di predisporre con responsabilità e libertà il proprio
testamento biologico oppure, più semplicemente, di potersi
confrontare ed informare sull’argomento presso uno sportello
appositamente preparato.
Nata nel solco del
plurisecolare impegno protestante per la libertà di coscienza,
questa esperienza risulta unica nel suo genere poiché, in seguito
alla costituzione di un gruppo di studio dedicato, sono state scelte
due possibili soluzioni: l’atto di designazione di amministratore
di sostegno per disposizioni anticipate di trattamento autenticato
dal notaio al costo di 50 euro (più Iva) oppure la scrittura non
autenticata, sottoscritta davanti a due testimoni e a un avvocato a
titolo gratuito.
Una
finestra informativa è in programma sabato 9 dalle 15 alle 17,
mentre giovedì 28 sono previste le due raccolte, con la presenza
del notaio dalle 18.30 alle 19.30, con l'avvocato dalle 19.30 alle
20.
Una
seconda finestra informativa si terrà sabato 7 dicembre dalle 15
alle 17; a seguire una seconda raccolta giovedì 12 dicembre (dalle
18.30 alle 19.30 col notaio e dalle 19.30 alle 20 coll'avvocato).
Per ulteriori
informazioni si può telefonare alla segreteria organizzativa al
numero 366/4594038 oppure si può scrivere una mail direttamente alla
pastora della Chiesa bresciana, Anne Zell, all'indirizzo
azell@chiesavaldese.org.
giovedì 7 novembre 2013
Ignoti hanno inquinato la roggia
Una
chiazza oleosa di vaste proporzioni è stata rilevata nel pomeriggio
di martedì nella Roggia Calcinata, che attraversa il centro storico
di Calcinato. Ad accorgersene sono stati gli agenti della Polizia
Locale, che hanno la sede proprio davanti alla roggia nel tratto di
via Matteotti. I vigili hanno immediatamente interpellato il
Consorzio di bonifica del fiume Chiese (che gestisce il deflusso
delle acque nel canale irriguo) e allertato l'ufficio tecnico del
Comune.
In
seguito alle indagini coordinate dalla Polizia Locale è stato
riscontrato che lo sversamento maleodorante, probabilmente di
combustibile liquido, è stato sversato abusivamente nella fognatura
comunale che si immette nella roggia attraverso il troppopieno di via
Primo Maggio.
La
società Garda Uno, che gestisce in paese il servizio idrico
integrato, ha immediatamente proceduto alla pulizia del tratto di
fognatura interessata ripristinando in poche ore la situazione di
sicurezza preesistente all'accaduto. Ancora in corso le indagini per scoprire i responsabili.
mercoledì 6 novembre 2013
Debito pubblico, decido anch'io
Una rete per decidere
cosa fare dei nostri soldi. Per ricordare a tutti gli italiani che dal
1992 abbiamo tagliato 672 miliardi di euro in spese e investimenti. E se
abbiamo oltrepassato i 2mila miliardi di debito non è perché siamo
«cicale irresponsabili» ma per gli interessi che dal 1980 sono costati
ben 2.230 miliardi di euro
Da più parti si sente dire che faremo la
fine della Grecia: disoccupazione alle stelle, servizi soppressi,
povertà dilagante. Ma se così sarà per gli effetti, non altrettanto si
può dire per le strategie.
Quando, nel 2010, la Troika atterrò ad Atene, i conti della finanza pubblica greca facevano tremare i polsi ai creditori. Le entrate fiscali non coprivano neanche la spese della macchina pubblica, figurarsi se c'erano soldi per gli interessi. Il rischio era che la Grecia diventasse un debitore insolvente, procurando guai non tanto al suo popolo, quanto alle banche di mezza Europa che avevano i cassetti pieni di titoli del debito greco. Perciò intervennero i mastini del capitalismo finanziario mondiale per costringere Atene a organizzarsi affinché i soldi per gli interessi venissero trovati. Non importa se per riuscirci bisognava affamare i bambini, costringerli all'analfabetismo e alla morte per tetano. L'importante è che da qualche parte i soldi saltassero fuori. Perché l'unico obiettivo perseguito dal Fondo Monetario Internazionale, dall'Unione Europa e la Banca Centrale Europea, la troika appunto, è garantire gli interessi ai creditori, che poi sono quel famoso 1% della popolazione mondiale che da sola controlla il 40% dell'intero patrimonio privato mondiale.
E benché strutture pubbliche, che funzionano con i soldi di tutti (per cui dovrebbero prendere le nostre difese, non delle banche), non appena uno stato è in affanno i tre gendarmi gli saltano addosso per imporgli la solita camicia di forza: più tasse e meno spese in modo da generare un avanzo da destinare agli interessi. Eppure lo sanno che per questa strada si arriva a quel disastro economico che oltre a creare disoccupazione e povertà mette sempre più a repentaglio la finanza pubblica. Perché se l'economia si contrae si riduce, anche il gettito fiscale e i conti dello stato entrano in un circuito perverso che impone altri aumenti fiscali e altri tagli alle spese come unico modo per recuperare le somme da dare ai creditori. I signori della Troika lo sanno che in fondo a questo percorso non c'è che la morte del paese, ma vanno avanti imperterriti come lupi attratti dal sangue. E di fronte a una Grecia con un buco di bilancio colossale, non hanno sentito ragioni: hanno messo i greci in catene e hanno saccheggiato le loro case per prendersi tutte le cibarie possibili da consegnare ai creditori.
Mossa rischiosa, perché quando un popolo è sottoposto a sacrifici pesanti può anche ribellarsi nell'impeto dell'esasperazione. E allora addio sogni di gloria, perché nei conflitti sociali non si sa chi ne uscirà vittorioso. Non a caso le elezioni greche del 2012, con Syriza diventato secondo partito del paese, hanno tenuto il potere finanziario col fiato sospeso. Il che conferma che quando le condizioni lo permettono, il potere preferisce le mazzate per piccole dosi, perché inducono i popoli alla sottomissione per la nostra innata propensione ad adattarci alle piccole malversità. Se non fosse che di malversità in malversità si può arrivare alla morte.
In Italia si adotta la strategia delle piccole mazzate, anche detta del rospo bollito, da una trentina di anni ed è anche per questo se ci pieghiamo con estrema docilità alle politiche di austerità imposte dall'Unione Europea.
Controllando i numeri ci accorgiamo che l'Italia in austerità c'è dal 1992, come dimostrano gli avanzi primari che da allora produciamo ogni anno. Detta in un altro modo, dal 1992 le nostre spese per servizi e investimenti sono sempre state al di sotto del gettito fiscale. Ciò non di meno continuiamo a ripetere come un mantra che siamo indebitati perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e che i sacrifici a cui siamo sottoposti sono la giusta punizione per i nostri stravizi.
Qualcuno dovrà ben raccontarlo agli italiani che dal 1992 abbiamo risparmiato 672 miliardi di euro e se abbiamo oltrepassato i 2000 miliardi di debito non è per effetto delle nostre serate galanti, ma degli interessi che dal 1980 ci sono costati 2230 miliardi di euro. Ma chi lo farà? Non certo i partiti, le televisioni o i giornali. A loro i cittadini servono acefali.
La nostra unica speranza risiede in noi stessi, nella nostra capacità di auto-organizzarci. Per questo il Centro Nuovo Modello di sviluppo ha lanciato la campagna «Debito pubblico decido anch'io» con lo scopo di favorire l'attività dei gruppi locali decisi a promuovere sul proprio territorio l'informazione e l'attenzione sul debito pubblico attraverso le iniziative più varie: dalle rappresentazioni teatrali ai giochi di strada, dai momenti informativi ai dibattiti in consiglio comunale, dal controllo popolare sui bilanci comunali, alle verifiche sulle gare d'appalto.
Il primo obiettivo della campagna è favorire i contatti. Spesso le iniziative stentano a decollare semplicemente perché i militanti di uno stesso territorio non si conoscono fra loro. Per questo, il Centro invita chiunque condivida la campagna a segnalare la propria disponibilità tramite il formulario approntato nella pagina della campagna «Debito pubblico decido anch'io» pubblicata nel sito www.cnms.it
I dati raccolti serviranno a facilitare la formazione dei nodi locali, a partire dai quali potranno essere organizzati corsi e scambi di esperienze a livello regionale e nazionale.
Quando, nel 2010, la Troika atterrò ad Atene, i conti della finanza pubblica greca facevano tremare i polsi ai creditori. Le entrate fiscali non coprivano neanche la spese della macchina pubblica, figurarsi se c'erano soldi per gli interessi. Il rischio era che la Grecia diventasse un debitore insolvente, procurando guai non tanto al suo popolo, quanto alle banche di mezza Europa che avevano i cassetti pieni di titoli del debito greco. Perciò intervennero i mastini del capitalismo finanziario mondiale per costringere Atene a organizzarsi affinché i soldi per gli interessi venissero trovati. Non importa se per riuscirci bisognava affamare i bambini, costringerli all'analfabetismo e alla morte per tetano. L'importante è che da qualche parte i soldi saltassero fuori. Perché l'unico obiettivo perseguito dal Fondo Monetario Internazionale, dall'Unione Europa e la Banca Centrale Europea, la troika appunto, è garantire gli interessi ai creditori, che poi sono quel famoso 1% della popolazione mondiale che da sola controlla il 40% dell'intero patrimonio privato mondiale.
E benché strutture pubbliche, che funzionano con i soldi di tutti (per cui dovrebbero prendere le nostre difese, non delle banche), non appena uno stato è in affanno i tre gendarmi gli saltano addosso per imporgli la solita camicia di forza: più tasse e meno spese in modo da generare un avanzo da destinare agli interessi. Eppure lo sanno che per questa strada si arriva a quel disastro economico che oltre a creare disoccupazione e povertà mette sempre più a repentaglio la finanza pubblica. Perché se l'economia si contrae si riduce, anche il gettito fiscale e i conti dello stato entrano in un circuito perverso che impone altri aumenti fiscali e altri tagli alle spese come unico modo per recuperare le somme da dare ai creditori. I signori della Troika lo sanno che in fondo a questo percorso non c'è che la morte del paese, ma vanno avanti imperterriti come lupi attratti dal sangue. E di fronte a una Grecia con un buco di bilancio colossale, non hanno sentito ragioni: hanno messo i greci in catene e hanno saccheggiato le loro case per prendersi tutte le cibarie possibili da consegnare ai creditori.
Mossa rischiosa, perché quando un popolo è sottoposto a sacrifici pesanti può anche ribellarsi nell'impeto dell'esasperazione. E allora addio sogni di gloria, perché nei conflitti sociali non si sa chi ne uscirà vittorioso. Non a caso le elezioni greche del 2012, con Syriza diventato secondo partito del paese, hanno tenuto il potere finanziario col fiato sospeso. Il che conferma che quando le condizioni lo permettono, il potere preferisce le mazzate per piccole dosi, perché inducono i popoli alla sottomissione per la nostra innata propensione ad adattarci alle piccole malversità. Se non fosse che di malversità in malversità si può arrivare alla morte.
In Italia si adotta la strategia delle piccole mazzate, anche detta del rospo bollito, da una trentina di anni ed è anche per questo se ci pieghiamo con estrema docilità alle politiche di austerità imposte dall'Unione Europea.
Controllando i numeri ci accorgiamo che l'Italia in austerità c'è dal 1992, come dimostrano gli avanzi primari che da allora produciamo ogni anno. Detta in un altro modo, dal 1992 le nostre spese per servizi e investimenti sono sempre state al di sotto del gettito fiscale. Ciò non di meno continuiamo a ripetere come un mantra che siamo indebitati perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e che i sacrifici a cui siamo sottoposti sono la giusta punizione per i nostri stravizi.
Qualcuno dovrà ben raccontarlo agli italiani che dal 1992 abbiamo risparmiato 672 miliardi di euro e se abbiamo oltrepassato i 2000 miliardi di debito non è per effetto delle nostre serate galanti, ma degli interessi che dal 1980 ci sono costati 2230 miliardi di euro. Ma chi lo farà? Non certo i partiti, le televisioni o i giornali. A loro i cittadini servono acefali.
La nostra unica speranza risiede in noi stessi, nella nostra capacità di auto-organizzarci. Per questo il Centro Nuovo Modello di sviluppo ha lanciato la campagna «Debito pubblico decido anch'io» con lo scopo di favorire l'attività dei gruppi locali decisi a promuovere sul proprio territorio l'informazione e l'attenzione sul debito pubblico attraverso le iniziative più varie: dalle rappresentazioni teatrali ai giochi di strada, dai momenti informativi ai dibattiti in consiglio comunale, dal controllo popolare sui bilanci comunali, alle verifiche sulle gare d'appalto.
Il primo obiettivo della campagna è favorire i contatti. Spesso le iniziative stentano a decollare semplicemente perché i militanti di uno stesso territorio non si conoscono fra loro. Per questo, il Centro invita chiunque condivida la campagna a segnalare la propria disponibilità tramite il formulario approntato nella pagina della campagna «Debito pubblico decido anch'io» pubblicata nel sito www.cnms.it
I dati raccolti serviranno a facilitare la formazione dei nodi locali, a partire dai quali potranno essere organizzati corsi e scambi di esperienze a livello regionale e nazionale.
Francesco Gesualdi, il manifesto, 5 novembre 2013
martedì 5 novembre 2013
Tutta l’Italia dice: divieto di caccia... bombardieri
Entro
fine anno il Parlamento dovrà pronunciarsi sul rinnovo annuale del
progetto sugli F-35, i cacciabombardieri presentati come “
necessari
” per
la difesa del nostro Paese.
Il
ministro della Difesa vuole sostituire gli attuali caccia “
Tornado” presenti anche nella base di Ghedi, ritenuti superati, con
i futuri cacciabombardieri F-35,
(quindi
armi non di difesa ma di attacco)
adatti
anche al trasporto delle bombe nucleari presenti a Ghedi ed Aviano
Il
Parlamento,
che tra fine giugno e inizio luglio 2013 ha approvato a maggioranza
mozioni che impegnavano il nostro Governo a non proseguire ad alcun
ulteriore acquisto di F35 senza un suo preventivo parere, è
stato
di fatto delegittimato
con l’acquisto di altri 3 cacciabombardieri.
Alle
nostre precise domande sugli F-35, non è mai stata data precisa
risposta:
- Non sappiamo quanto costeranno questi aerei alla fine del programma.
- Non sappiamo quanto costa la manutenzione dei Tornado, gli aerei attualmente operanti.
- Il Ministro della Difesa dice che responsabili delle scelte sono i tecnici.
- I militari ci dicono che le scelte non competono a loro.
L’Italia
ripudia la guerra e tutti gli interventi di aggressione.
I
cacciabombardieri F-35, sono:
- un oltraggio all’Articolo 11 della Costituzione!
- un grave sperpero di denaro pubblico!
- un sistema d’arma inaffidabile e pericoloso!
PER
DIRE NO AGLI F-35!
E
per chiedere a Governo e Parlamento di spostare questi enormi fondi
su iniziative più importanti e fondamentali per la “difesa”
quotidiana degli italiani e delle loro famiglie da una crisi
dilagante
SABATO
30 NOVEMBRE 2013
A
GHEDI
Ore
13,30 Ritrovo in Piazza Roma
Ore
14 Partenza del corteo che raggiungerà la base
Seguirà
un incontro con rappresentanti della Campagna “Taglia le ali alle
armi”
Comitato
Bresciano NO F-35
( Movimento Nonviolento, Pax Christi, Emergency Brescia, Nuova
Resistenza, Mani Tese,Mir, Sinistra Ecologia Libertà, Rifondazione
Comunista, Circolo Acli di S.Eufemia, Circolo
bresciano di Libertà & Giustizia)
sabato 2 novembre 2013
4 novembre: non festa, ma lutto
A novantacinque anni dalla fine dell'"inutile strage" della
prima guerra mondiale anche a Calcinato, ricorderemo non la festa, ma il lutto per quello spaventoso massacro che insanguinò l'Europa.
Come ogni anno pressioni vengono fatte, anche in sedi istituzionali, per infoltire domani le sempre più scarne presenze alle celebrazioni patriottarde che con riti stantii celebrano la Vittoria. Vittoria di chi? Dei nostri 650mila poveri morti in battaglia? Del milione che tornò a casa mutilato o ferito?
Chi volle la prima guerra mondiale fu un mascalzone. Chi la festeggia oggi è un ignorante. Ci
chiediamo da tempo come mai i libri scolastici disapprovino questa guerra,
mentre le istituzioni al contrario la celebrano in piazza. Ci
chiediamo per quale oscura ragione il livello di consapevolezza
raggiunto dalla cultura venga demolito dalla retorica nazionalista.
Nel ricordo e nel nome
di tutte le vittime, noi riaffermeremo il dovere di opporsi alla
guerra e alle uccisioni, il dovere di salvare le vite.
Per la pace, il disarmo e la nonviolenza, ricordando ancora una volta che vi è una sola umanità.
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