venerdì 3 febbraio 2012

Ermanno Paganini e le canzoni di una volta

Un disco che non si finirebbe ma di riascoltare, questo “Come le rose”, album di canzoni d’antan insospettabilmente riscoperte dal chitarrista calcinatese bresciano Ermanno Paganini.
“Il cd raccoglie vecchie glorie della tradizione melodica italiana, dal 1929 al 1966” spiega il musicista, che ha qui raccolto una personalissima colonna sonora degli anni della ricostruzione e del boom postbellici. Si va da “Nessuno” a “Ma l’amore no”, “Una ragazza in due”, “Guarda che luna”, “L’edera”, “Non dimenticar le mie parole”, “Vecchio Frac”, ”Love in Portofino”, per finire con la title track, che ha dato al cantante l’idea del disco.
“Oltre ad essere il titolo di una bellissima canzone” racconta ““Come le rose” è anche la realizzazione di un progetto nato anni fa, quando un’amica mi chiese di cantare questo brano per una sua zia. E’ stata quella la molla che ha fatto scattare in me la voglia di riscoprire ed interpretare brani che mi hanno accompagnato sin dall’infanzia”.
Collaboratore di artisti come Stefano Stefanoni (cantautore mantovano) ed Aua (voce degli ex Pinca Pallina), Paganini suona da oltre 30 anni. Ha animato alcune delle formazioni più interessanti del circuito indipendente provinciale: Blue Grass Band, Duo Deno, Judy Brutto, Bambini Cattivi.
Chitarra, armonica e voce sono gli ingredienti di questo suo ultimo lavoro che riarrangia canzoni notissime sulla scorta di una rilettura assolutamente originale, tutta giocata sulle svisature della melodia, miscelando il blues, la grande tradizione italiana e la musica latinoamericana.
“Molti sono i musicisti che in questo periodo stanno tornando alle origini” osserva. “Gli ultimi dischi di Clapton e Springsteen docent. Forse è necessario, ora che siamo un po’ tutti nauseati dalle assordanti tecnologie che pervadono le nostre vite quotidiane”. E con la semplicità che lo contraddistingue Ermanno Paganini propone una sua idea delle origini che l’hanno spinto sui sentieri incantati delle note.

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