Cresce in tutta Italia l’interesse per la campagna nazionale lanciata da Movimento nonviolento, Acli, Cgil, Arci e Pax Christi, a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la «istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta, riconosciuta quale componente a pieno titolo del sistema di difesa e di sicurezza della Repubblica», come spiega la coordinatrice Claudia Capra dal Centro per la nonviolenza di via Milano 65.
I volontari organizzano in queste sere banchetti di raccolta firme un po’ ovunque nelle feste pubbliche, per invitare chi ci governa a “investire per la pace anziché per la guerra”.
“Mentre le spese militari toccano vette mai raggiunte - dichiara Capra - noi chiediamo di invertire la rotta applicando la Costituzione, con il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa della patria, l’istituzione dei Corpi civili di pace formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare per svolgere attività di prevenzione dei conflitti, supporto ai cittadini e costruzione della convivenza, il rafforzamento della Protezione civile a difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica e la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo”.
“La nostra iniziativa - sottolinea - non dimentica la copertura finanziaria e prevede una opzione fiscale del 6×1000 affinché ciascun contribuente nella dichiarazione dei redditi possa scegliere direttamente la via della costruzione di una difesa non armata. Servono almeno 50 mila firme e siamo già a quasi 20 mila, fra cui ci sono figure come Gad Lerner, Moni Ovadia, Marco Damilano, Carlo Rovelli, Alessandro Bergonzoni, Ascanio Celestini, Vinicio Capossela, Mauro Biani, Cecilia Strada e don Luigi Ciotti”.
Per firmare è possibile anche utilizzare l'apposito portale online della Presidenza del Consiglio dei Ministri (al link firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008), autenticandosi con SPID o CIE.

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