Qualche riflessione va fatta anche da Calcinato sulle preoccupanti conseguenze dell'incendio che domenica scorsa è divampato in un capannone per lo stoccaggio di materiale plastico a Castel Venzago, che ha sviluppato una nube di enormi estensioni.
Oltre agli immediati interventi dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri, pregevole anche l'opera della Polizia Locale, che ha subito percorso la frazione per avvisare direttamente i residenti.
Nelle ore successive una ordinanza del sindaco di Lonato ha previsto misure precauzionali entro il raggio di un chilometro dall’incendio, una distanza definita su indicazione di ATS Brescia.
Considerata l’estensione della nube, resta però la preoccupazione che i fumi e le sostanze prodotte dalla combustione possano essersi spinti oltre il perimetro precauzionale individuato.
A Solferino, per esempio, il sindaco ha ritenuto opportuno consigliare prudenzialmente ai suoi cittadini di non rimanere a lungo all’aperto e di preferire la permanenza negli edifici con le finestre chiuse.
Ieri poi ARPA Lombardia ha pubblicato i risultati delle analisi sui primi due campioni d’aria raccolti dopo l’incendio. I valori rilevati di diossine e furani sono di 4,15 pg WHO-TEQ/m³ nel primo campione e 15,31 pg WHO-TEQ/m³ nel secondo. ARPA precisa che non esiste un limite di legge per le diossine nell’aria ambiente, ma afferma che i valori rilevati indicano una «significativa alterazione rispetto ai livelli ordinariamente riscontrabili» e sono compatibili con le emissioni prodotte dall’incendio e dalla combustione dei rifiuti plastici.
La consigliera comunale di Lonato Insieme, Daniela Carassai, in un’interrogazione al sindaco chiede maggiori informazioni sui controlli effettuati, sui possibili effetti dell’incendio sulla salute, sull’ambiente e sulle attività agricole e sulle misure che l’amministrazione comunale intende adottare.
Alla luce dei dati pubblicati da ARPA, è ancora più urgente conoscere l’estensione delle ricadute. Dal momento che il campionamento è stato effettuato in un solo punto giudichiamo necessario sapere al più presto quali aree siano state interessate dai fumi, se siano necessari controlli sulla qualità dell'aria che respiriamo, sui terreni agricoli, sulla vegetazione e sulle colture e se siano opportune misure precauzionali per orti, foraggi, pascoli e produzioni agricole.
Ci chiediamo se a questo punto non sia necessario rivolgere una raccomandazione precauzionale anche ad altre località e avere con solerzia indicazioni chiare dalle autorità competenti.
AGGIORNAMENTO DELLE ORE 12
Questa mattina il sindaco di Lonato ha emesso un nuovo provvedimento con il quale ordina “alla popolazione e alle attività situate entro un raggio di 1 km dallo stabilimento” di “a) evitare l'assunzione di alimenti o acqua lasciati all'aperto e potenzialmente contaminati dalla ricaduta di ceneri, particolato o altri prodotti della combustione derivanti dall'incendio. b) non mangiare la frutta e verdura del proprio raccolto in attesa di ulteriori aggiornamenti. c) mantenere, per quanto possibile, gli animali da cortile all'interno di locali chiusi. Evitare che gli stessi assumano alimenti o acqua lasciati all'aperto e potenzialmente contaminati dalla ricaduta di ceneri, particolato o altri prodotti della combustione derivanti dall'incendio. d) provvedere a custodire e proteggere adeguatamente le scorte di alimenti e acqua destinate alle persone e animali, al fine di prevenirne la contaminazione. e) l'effettuazione di operazioni di pulizia dei filtri dei sistemi di condizionamento e trattamento dell’ariaLa presente ordinanza modifica ed integra l'ordinanza contingibile e urgente n. 213 del 12/07/2026”.


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