mercoledì 6 maggio 2009

EMERGENZA ABITATIVA

sembra un controsenso. cantieri ovunque, scavi,sbancamenti, gru all'orizzonte. eppure è così. stiamo vivendo in una nuova emergenza abitativa. non perchè manchino alloggi (ce ne sono in superabbondanza, tra case sfitte, invendute, in costruzione, in previsione); ma perchè non ce ne sono in rispondenza alle reali richieste del mercato.


Scaduto il piano di Zona nel 1998 (che comunque aveva visto l'importante realizazione del quartiere Vantini) gli interventi pubblici dell'ultimo decennio sono diminuti drasticamente; possiamo segnalare solo due edifici nel quartiere Farinati. Solo la cooperativa la Famiglia (operatore egemone sul nostro territorio) è intervenuta in regime convenzionato, coprendo operazioni immobiliari, a Calcinatello, Ponte San Marco e recentemente anche a Calcinato, acquistatndo aree a regime agevolato, salvo poi mettere sul mercato alloggi scadenti a prezzo di mercato.


L'ALER invece, relegato sullo sfondo, si trova in difficoltà a chiudere l'unica operazione attivata: il PEEP Foscolo Corbarelli.


Scaduta l'idea di realizzare alloggi temporanei a servizio dell'area industriale di Ponte San Marco, l'azienda aveva previsto la vendita degli edifici del primo lotto in costruzione. Sulla spinta degli interessi dei costruttori locali il Comune ha imposto invece che venissero messi in affitto.


Questo ci porta ad una molteplice considerazione:


1 il Comune dovrebbe farsi carico degli alloggi in affitto a regime agevolato e non chiamare in causa attori esterni; dovrebbe far rispettare gli accordi previsti nel piano per le cessioni in suo favore di case ed apaprtamenti (rifiutati per esempio nella lottizzazione in via Cimitero);


2 l'ALER non può più chiudere il pagamento dell'area, non essendo rientrata dei proventi delle vendite dei fabbricati; le opere di urbanizzazioen già realizzate rimarranno in disuso chissà per quanto, e consegnate in degrado;


3 a distanza di anni gli alloggi in affitto non sono ancora stati consegnati; e non si sa quando lo saranno. è in corso un gioco delle scatole cinesi che tende a rallentare gli iter di assegnazione


4 la politica della casa a Calcinato non esiste. noi crediamo che la metà degli alloggi debbano essere realizzati mediante procedura pubblica: acquisizione da parte dell'ente, gara di progettazione, gara d'appalto per la realizzazione e gara d'appalto per la gestione; i nuovi soggetti che si affacciano al mercato non sono in grado di sostenere gli ingranaggi grassi della politica, del consenso e dei costruttori locali, piccoli nei numeri e nelle vedute.


Speriamo di poter dire la nostra nella programmazione del PGT

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