venerdì 31 agosto 2012

Un nuovo maxidepuratore per il Garda occidentale?



La notizia (in via ufficiale) è di poche ore fa. Il consorzio Garda Uno ha deliberato l'intervento di riqualificazione e potenziamento del vecchio impianto di depurazione per reflui zootecnici di Visano, attualmente in disuso. L'obsoleto e sottodimensionato impianto di Peschiera, nel quale erano convogliati i condotti (sub lacuali o interrati) verrà quindi affiancato dalla nuova piattaforma attualmente stimata con una capacità per 250 mila abitanti equivalenti, da ingrandire di ulteriori 100 mila per le presenze estive.
A Calcinato vige un affidamento transitorio del servizio idrico integrato, ma l'intenzione dell'amministrazione è quella di entrare a far parte del consorzio, acquisendo una quota azionaria (quale essa sia, non ci è dato saperlo). I dubbi avanzati in sede di affidamento temporaneo (ultimo consiglio comunale del 2011, convocato in fretta e furia tra natale e capodanno) e macinati nei mesi successivi (dall'eliminazione dello sportello dedicato in Comune, ai timori sulla lievitazione delle bollette) ora si fanno davvero pressanti: i soldi stanziati da ATO per il depuratore di Calcinatello e per il collettore proveniente da Campagnola di Bedizzole che fine faranno? Le relative opere verranno bloccate, in attesa della realizzazione dei nuovi megacollettori verso Visano? Il Comune di Calcinato (qualora entrasse a far parte di Garda Uno, per numero di abitanti, sarebbe il terzo più grande Comune del consorzio, dopo Desenzano e Lonato) avrà potere decisionale nelle scelte da operare in termini di priorità di opere e tariffazione?
Oramai è tardi per discutere se affidare il servizio idrico integrato (acquedotto e rete fognaria) a Garda Uno Spa sia stata una scelta corretta o meno: se l'intenzione è quella di far parte della società l'importante è non rimanere (come spesso accade per il nostro Comune) soggetto passivo.


Rifiuti: la lunga attesa del 'porta a porta'



Da anni è data come imminente. Visti i cassonetti sovente stracolmi nelle diverse piazzuole, con rifiuti disseminati anche nelle adiacenze, sono in molti da tempo a chiederlo in paese. Stiamo parlando dell'avvio del servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani sul territorio comunale.
 Sull'argomento il 23 agosto i nostri consiglieri William Spassini e Flavio Vida hanno presentato una interrogazione al sindaco per "conoscerne i tempi e le modalità".
 Cosa risponderà la prima cittadina? Vi terremo informati.

giovedì 30 agosto 2012

Un fondo regionale di sostegno agli affitti



Dal 3 settembre fino al 31 ottobre 2012 a Calcinato sarà possibile fare domanda per ricevere il contributo regionale del Fondo di sostegno agli affitti, destinato ai cittadini la cui particolare fragilità economica non consente loro di rispettare le scadenze del canone di locazione.

 Il contributo potrà essere erogato direttamente ai proprietari dell'alloggio che dovranno garantire di non ricorrere a procedure di sfratto e di non aumentare il canone di locazione.
 Per maggiori informazioni sui requisiti per inoltrare l’istanza si può telefonare all'Ufficio Servizi Sociali ai numeri 030/9989221 o 030/9989236 o scrivere una mail all’indirizzo servizi.sociali@comune.calcinato.bs.it.
 Naturalmente il Comune, prima dell'erogazione del contributo, verificherà la condizione di disagio economico acuto del nucleo familiare e attiverà procedure di controllo a campione sulla veridicità delle dichiarazioni e sui requisiti d'accesso al contributo.

mercoledì 29 agosto 2012

Oggi compie novant'anni Anna Maria Morelli, una ragazza del secolo scorso



Anna Maria Morelli è una splendida figura del Novecento calcinatese.
 Nata a Montecatini Terme, figlia del generale di corpo d’armata Antonio e cresciuta con la famiglia in diverse città del Nord Italia, approda a Calcinato alla vigilia della seconda guerra mondiale. Allieva dell’Istituto magistrale Gambara, frequenta i Padri della Pace, che animarono durante il conflitto una delle più solide e feconde fucine dell’antifascismo bresciano. Per aver nascosto delle armi nel brolo della casa di via Garibaldi, il fratello Giovanni verrà catturato dai nazisti e deportato a Mauthausen, lager dove morirà l’11 febbraio 1945. Durante una perquisizione dell’abitazione l’altro fratello Giulio riesce a fuggire, mentre lei stessa con la madre è arrestata e incarcerata nel novembre 1944 prima a Villa Feltrinelli, poi a Canton Mombello (dopo una condanna dal Tribunale speciale di Bergamo), dal quale uscirà il 25 aprile 1945, il giorno della Liberazione.
 Sposatasi con l’imprenditore Santo Mendini, nel dopoguerra lavora come maestra alle scuola elementare di Calcinato, fino al raggiungimento della pensione a metà degli anni Settanta. In classe e sul territorio anticipa con notevoli risultati i contenuti e le tecniche della pedagogia moderna, introducendo in classe strumenti e metodi di insegnamento all’avanguardia per quegli anni, dalla scrittura collettiva all’inchiesta giornalistica, dall’educazione ambientale all’insiemistica.
 Fra i suoi incarichi istituzionali si ricorda la presidenza della Casa di Riposo dal 1966 al 1972, periodo in cui viene realizzato l’ampliamento dell’edificio con la costruzione della nuova ala nord che lei stessa inaugura nel 1970.
 Dopo la scomparsa del marito, da qualche anno ha lasciato la casa in via Garibaldi per ritirarsi in un piccolo appartamento attiguo alla chiesa parrocchiale, dove coltiva la memoria di un secolo che ha attraversato sempre a testa alta.

martedì 28 agosto 2012

A Calcinato c'è un immobile sequestrato alla criminalità organizzata: che cosa ne facciamo?



Corre voce che a Calcinato sia presente un immobile sequestrato alla criminalità organizzata. Oltre che sulla stampa, ne trovate notizia sulla pagina web http://www.benisequestraticonfiscati.it/Joomla/index.php?option=com_content&view=article&button1=Cerca&id=64&Itemid=79®ione=3&provincia=15&comune=2129&tipo=0).
 Sull'argomenti i nostri consiglieri William Spassini e Flavio Vida hanno inoltrato una interrogazione al sindaco, in cui chiedono "di conoscere l’ubicazione e i dati catastali dell’immobile" e "se l’amministrazione comunale ha compiuto o intende compiere atti ufficiali per consentire al più presto l’utilizzo a finalità pubbliche dell’immobile".

lunedì 27 agosto 2012

E' in arrivo un'antenna di telefonia mobile sul municipio?



Il 23 agosto i nostri consiglieri William Spassini e Flavio Vida hanno presentato una interrogazione al sindaco per "conoscere se corrisponde a verità la notizia raccolta presso la cittadinanza secondo la quale sarebbe di prossima installazione sul tetto del palazzo municipale una antenna per l’irradiamento dei segnali di telefonia mobile".
In caso affermativo, chiedono "che venga prodotta la documentazione attestante il contratto (o convenzione) con la compagnia telefonica e siano rese note le precauzioni che verranno adottate a tutela della salute dei dipendenti e amministratori comunali".
Vi terremo informati.

domenica 26 agosto 2012

Sulla vendita all'asta degli immobili comunali



Anche a Calcinato, come altrove, continua la politica delle alienazioni di proprietà comunali .
In vista (speriamo il più tardi possibile) c'è anche l'eventualità che i nostri amministratori vendano i due bar (Al Mattone in Piazza Repubblica e Four X al Parco Rovadino), locali che generano entrate correnti per il Comune (esigue, ma perché i canoni non sono stati aggiornati e rivisti).
Siamo curiosi di sapere in che modo la Giunta gestirà la vendita dei giardini pubblici (per esempio quello in via Bianchi a Calcinatello e altri  a Ponte San Marco): di solito alla vendita del terreno corrisponde la concessione di un’attesa edificatoria… ed in questo caso in deroga a qualsiasi strumento e legge! !. Non solo: questo atto significherebbe indebolire il Piano dei Servizi (non solo dal punto di vista del bilancio delle aree, da far quadrare in relazione tecnica, ma proprio in termini di riduzione di standard e servizi ad uso dei quartieri e dei vicinati) e venir meno alla logica che ha generato l’origine di questi frammenti. I giardini e i parcheggi in vendita sono frutto di cessioni -obbligatorie- eseguite in sede di attuazione dei diversi Piani di Lottizzazione. Si tratta quindi di aree tolte all’investitore privato, perché necessarie alla collettività, e quindi entrate a far parte del patrimonio (del) comune sotto forma di aree non fabbricabili.
Quale contorta logica porta adesso un’amministrazione a rivenderle? Spazi a suo tempo espropriati a un privato, secondo una convenzione registrata, incamerati e  poi merce da mettere all’asta?
Qualora non fosse così, chi sarebbe il folle che compra un giardino pubblico?
E’ evidente che sono state fatte delle perizie che attribuiscono valore a questi immobili; valore che viene trascritto tra le previsioni di introito (a bilancio) per spese in conto capitale (speriamo non in conto corrente).
Tra le altre aree di prossima alienazione ci sono l’ex testata uffici della FilMarco/Tessival (edificio sulla ex Statale 11) acquisito dopo un accordo capestro per la cessione di nuova volumetria alla ditta, che chiuse entro l’anno successivo. Edificio che, vista l’attuale conformazione di Ponte San Marco, tagliato in due dalla ex Statale, ha scarso (definizione fin troppo genereosa..) alcun valore. Nel PGT c'è una sorta di Piano norma (o ambito di trasformazione del tessuto consolidato) che identifica già l’intervento immobiliare che interessa il fabbricato (come se fosse già stato piazzato…).
Noi invece riteniamo sia necessario mantenerlo pubblico: per dotare la frazione di un centro civico, accorpando la sala consiliare in piazza preistoria (anche questa in vendita) la sede di ASC (attualmente in affitto), la posta (in affitto anch'essa e che ogni tre per due minaccia la chiusura – andando in un locale pubblico si potrebbe contrattare un canone agevolato) ed altri spazi sociali.
E, ancora, andrà in vendita il parcheggio esterno alla recinzione della Robes (ceduto perché previsto per standard…) ed attualmente utilizzato anche come stallo per autotrasportatori.
La considerazione generale è quindi che chi non sa amministrare un patrimonio e non controlla le proprie spese, lo mette in vendita per tappare i buchi: è la cosa più semplice ed apparentemente (quantomeno nell’immediato lo è) remunerativa.
Aree, più o meno inutili (la maggior parte lo sono), acquisite in forza di precise richieste (o di Piano, o di convenzioni, in cui è il Comune a comandare), che in tempi di crisi, diventano un costo.
Chilometri di verde stradale largo 50 cm, aiuole, rotonde, sputi interstiziali, che necessitano di manutenzione, taglio del verde, irrigazione, illuminazione,  generati da anni di superficialità amministrativa in cui sembrava più importante portare a casa migliaia di parcheggi e aiuole sparsi qua e là, piuttosto che pianificare e investire sul territorio, in termini di acquisizione di patrimonio immobiliare qualitativo (perché non concentrare, per esempio, le cessioni per costituire un parco, o un intervento di edilizia residenziale comunale, o residenze assistite per anziani, o uno spazio per il mercato settimanale del martedì?).
Non paga della triste esperienza del capannone ex Fimo, la cui asta è andata per tre volte deserta e non ha trovato acquirente neanche in trattativa privata, o dei tentativi scomposti di cedere i livelli (che esistono dal Medioevo) o i diritti di proprietà dei PEEP del 1985 (via Vantini e coop. La famiglia), la Giunta piuttosto che ridurre le spese continua ad alienare.
Sembra di vedere una sciatta signora che vende la bigiotteria ereditata dalla nonna, perché non può fare a meno di bere il cappuccino fuori casa tutte le mattine.
Proprio di questo stiamo parlando: le alienazioni non sono destinate alla realizzazione di un grande sforzo collettivo, travolgente, epocale, necessario, o di un’opera pubblica importante, ma solo al mantenimento di uno status quo inutilmente sopra le righe (elargizioni a pioggia, patrocini a destra e manca, consulenze pompate, compensi alla giunta insensati).
La prima regola di un buon amministratore è quella di non  mettere mai nulla in vendita, ma di farlo rendere.
E i nostri yuppies (targati Fininvest) che si fregiano di efficientismo, intraprendenza e imprenditorialità che fanno? Smantellano la prima azienda di Calcinato (il Comune) per pagarsi gli stipendi.
Complimenti!

sabato 25 agosto 2012

Il Comune di Calcinato e l'alta velocità ferroviaria



Nei giorni scorsi a Calcinato la giunta municipale ha approvato una delibera contro il progetto di linea ferroviaria ad alta velocità sulla tratta Brescia-Verona.
Premesso che “la tratta risulta ancora in progettazione preliminare” il documento osserva che “il territorio attraversato, in parte pianeggiante in parte collinare, è densamente urbanizzato, fittamente coltivato a vigneti di alto pregio e inoltre ospita diversi edifici produttivi, agricoli, manifatturieri, commerciali e turistici” e che “il progetto crea una serie di criticità di carattere progettuale, ambientale, ed economico, interrompendo numerosi collegamenti stradali e sovrappassi autostradali”.
Per il Comune di Calcinato “il costo dell’opera è già aumentato mediamente sino a 10 volte a causa delle gallerie, dei viadotti, delle opere complementari di aggiustamento e mitigazione. A ciò vanno aggiunti i costi degli espropri e dei risarcimenti che nella tratta in oggetto raggiungono valori di gran lunga superiori a quelli medi consueti dei territori agricoli”.
La Giunta prevede anche “un incremento del rumore, già assai elevato a causa dell’autostrada A4, della superstrada Brescia-Peschiera, della linea ferroviaria storica; pertanto le barriere acustiche, cosi come i rilevati verticali in cemento, incrementano ulteriormente gli impatti sul paesaggio morenico”, sottolineando che “non è stato ancora possibile avviare con i soggetti interessati un confronto costruttivo in ordine a tutte le questioni sollevate dal Comune di Calcinato quali per esempio l’inutilità dell’interconnessione con Brescia”.
Richiamata poi la possibilità di esaminare la proposta di “un tracciato alternativo di pari lunghezza, posto a sud dell’emiciclo morenico che eviterebbe impatti sul territorio agricolo di alto pregio riducendo i costi dell’opera di 8-12 volte rispetto a quelli del tracciato proposto nel progetto preliminare”, l’amministrazione diretta dal sindaco Marika Legati esprime “parere contrario alla tratta Brescia-Verona nel tracciato approvato con il progetto succitato” e si impegna “a proporre tutte le possibili soluzioni alternative per risolvere il problema sopra esposto, facendosi interprete, presso il governo e le opportune sedi, delle istanze del territorio affinché venga valutata l’opportunità di spostare il tracciato”.

venerdì 24 agosto 2012

Proprietà comunali all'asta



Continua a Calcinato la vendita dei “gioielli di famiglia” da parte dell’amministrazione comunale. Con l’obiettivo di incamerare risorse economiche preziose in tempo di crisi è stata indetta un’asta pubblica per l’alienazione di una nutrita serie di immobili di sua proprietà, in esecuzione delle deliberazioni del consiglio comunale del 27 dicembre scorso e del 2 luglio scorsi, nonché della giunta municipale del 31 luglio.
L’asta si svolgerà mercoledì 19 settembre nel Municipio in Piazza Aldo Moro, con il metodo delle offerte segrete, da confrontarsi con il prezzo posto appunto a base d’asta.
Alle ore 8.30 andrà all’asta l’area verde di via Francesco Bianchi a Calcinatello di mq 810 (prezzo a base d’asta 53mila euro), alle 9 l’area verde fra le vie Stazione e Berlinguer a Ponte San Marco (mq 600, prezzo 39 mila), alle 9.30 l’area verde in via Berlinguer a Ponte San Marco (mq 350, prezzo 23mila euro), alle 10 il parcheggio in via Rovadino a Calcinato (mq 6.188, prezzo 490mila euro), alle 10.30 il parcheggio in via Aleramo a Ponte San Marco (mq 3.535, prezzo 265mila euro), alle 11 il parcheggio in via dell’Artigianato a Ponte San Marco (mq 8.180, prezzo 613mila euro) e alle 11.30 il parcheggio nella traversa di via Statale a Ponte San Marco (mq 1.150, prezzo 86mila euro).

giovedì 23 agosto 2012

TAV Basso Garda Brescia-Verona: si preparano sorprese



Sono passati quasi vent’anni dall’approvazione del progetto preliminare, e connessa procedura di valutazione di impatto ambientale, della linea TAV tra Milano e Verona da parte dei Regione Lombardia; era il 1993. Oggi con una parte di linea già realizzata tra Milano e Treviglio ed una tratta in fase di realizzazione: la Treviglio – Brescia, da più parti si spinge per spostare la tratta tra Brescia a Verona verso Sud nella pianura Padana o meglio nell’Alto Mantovano. Una serie di iniziative di carattere istituzionale stanno spingendo in modo da forzare Governo CIPE e RFI a rivedere quella porzione di progetto che interessa l’area delle Colline Moreniche del basso Garda tra i comuni di Calcinato, Lonato, Desenzano, Pozzolengo, Peschiera e via dicendo fino a Verona. Una tratta per la quale si è rimasti alla fase di approvazione del progetto preliminare e sulla quale non vi è alcun finanziamento disponibile, sia per il completamento dell’Iter progettuale, che a maggior ragione per la sua realizzazione. La proposta di revisione del tracciato collinare è stata sancita in un incontro istituzionale avvenuto, su iniziativa della neo amministrazione di Centro sinistra di Desenzano del Garda, a Desenzano il 23 luglio scorso, alla presenza dei sindaci dei comuni bresciani e veronesi interessati, rappresentanti di Provincia di Verona e di Brescia ed onorevoli della repubblica. Introduzione al dibattito: una mozione presentata alla commissione trasporti del Senato su iniziativa degli onorevoli Montagnoli (lega) Fogliardi (PD) e altri nel giugno 2010 che impegnava il governo a rivedere il tracciato alta velocità nella tratta tra Brescia e Verona. Sulla base di quella Mozione ed alla presenza degli stessi Montagnoli e Fogliardi, nell’incontro di Desenzano del Garda è emersa la necessità di agire comunemente tra tutti sindaci della tratta, con iniziative di Consiglio Comunale, per sensibilizzare enti sovraordinati ad una radicale revisione del tracciato.
Quali le ragioni che spingono rappresentanti istituzionali a rivedere il tracciato? Proviamo a sintetizzarle:
1) la grave situazione di crisi economica che investe l’intera Europa ed i suoi fondamenti economici finanziari e di stabilità politica. In questo contesto gli interventi succedutisi a Desenzano sottolineano come sia insostenibile minacciare la stabilità di un contesto economico e turistico del basso Garda con un cantiere che causerebbe disagi e limiterebbe l’economia turistica dei luoghi per almeno un decennio.
2) Altro elemento di insostenibilità è rappresentato dalla distruzione di una consistente porzione di territorio oggi importante distretto economico agricolo di eccellenza per la produzione del Lugana. Si stima una perdita del 20% della superficie destinata a vitigno 200 ettari circa su quasi 1.100 ad oggi disponibili.
3) Ancora senza dubbio si pone un problema di impatto ambientale e di pesante compromissione di un territorio unico: l’anfiteatro morenico del Garda.
4) Infine forse la principale delle ragioni a fondamento della richiesta di un tracciato alternativo. La questione della crisi economica che favorirebbe una revisione del tracciato costoso perché fatto di gallerie, rilevati, trincee, quale quello gardesano a favore di un tracciato su un territorio più pianeggiante a sud dell’ambito morenico dove minori sono i manufatti da realizzare e di conseguenza minori i costi. Per alcuni si tratta di fare presto prima che il CIPE e RFI redigano il progetto definitivo e deliberino per il tracciato attuale. Nasce così la richiesta fatta ai vari comuni affinché deliberino in Consiglio Comunale la revisione del tracciato da inviare al Parlamento per le necessarie modifiche.
Due invece i grossi limiti dell’incontro del 23 luglio. Intanto nessuno dei comuni interessati allo spostamento della tratta, per intenderci quelli che dovrebbero subire la linea alternativa erano parte della delegazione istituzionale, semplicemente perché non invitati.
La seconda questione se si pone l’accento si questioni di carattere ambientale e di risparmio necessario nei costi di realizzazione, coerentemente si dovrebbe anche sostenere che l’ammodernamento della linea esistente rappresenta la soluzione meglio realizzabile in termini di tempi ed a un costo decisamente molto inferiore a qualsiasi altra opzione.
Naturalmente nel frattempo si organizzano anche i sindaci della presunta tratta a sud ribadendo la loro non disponibilità s subire la tratta di TAV sui loro territori.
Riteniamo che tra gli obiettivi del Comitato No Tav Bassa Garda si debba insistere con vigore sul continuare la campagna di informazione verso i cittadini del basso Garda. Insistere perché l’unica alternativa possibile sia la razionalizzazione, la modernizzazione e l’efficacia della linea storica esistente. Infine aprire un canale di dialogo con i cittadini dell’alto mantovano interessati dallo spostamento della linea per spiegare loro la assoluta inutilità del sistema di Alta Velocità Ferroviaria Italiano.

Comitato No Tav Basso Garda

mercoledì 22 agosto 2012

In arrivo due dossi su via Marconi




In molti si staranno chiedendo a Calcinato perché serviranno quasi 20 giorni, da lunedì 27 agosto a sabato 15 settembre, per la realizzazione dei dossi sul via Marconi, nel tratto compreso fra le vie Solferino e Gramsci, che in quel periodo resterà chiuso al traffico.
Se è buona l'idea di provare a ridurre l’elevata velocità dei veicoli che qualche volta vi sfrecciano pericolosamente, nulla si sa dei costi né delle motivazioni di tempi tanto dilatati.
I due attraversamenti pedonali rialzati sarano collocati all'altezza della banca e della biblioteca. Contestualmente sarà anche ripristinata in alcuni tratti la pavimentazione laddove necessita di manutenzione.

martedì 21 agosto 2012

E' Monti o Berlusconi?



Qualunque sia il giudizio di merito nella contesa tra il Quirinale e la magistratura di Palermo, è ormai chiaro l'accerchiamento che stringe d'assedio, tra applausi e rumorosi silenzi (soprattutto del Pd), i giudici che si occupano di indagare sulla trattativa tra uomini dello stato e mafiosi. Ogni giorno si aggiunge un tassello, con annunci di provvedimenti disciplinari, e riesumazioni della legge bavaglio, al mosaico di berlusconiana memoria. Abbiamo: un procuratore generale della Cassazione contro il pubblico ministero Antonino Di Matteo (con Antonio Igroia titolare dell'inchiesta stato-mafia) che ha osato rispondere ad alcune domande di Repubblica (senza nulla aggiungere a cose già note); il suo capo, Francesco Messineo che rischia, sempre per l'intervista incriminata, di vedersi sbarrata la strada verso la procura generale di Palermo; abbiamo, per ultimo, il procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, proposto al giudizio del Csm per aver commemorato il giudice Paolo Borsellino denunciando le connessioni tra politici e mafiosi (e ora rischia il trasferimento d'ufficio).
Se l'attacco in tre mosse contro gli eredi dell'antimafia di Falcone e Borsellino avviene dopo il ricorso del presidente Napolitano alla Consulta, per presunti sconfinamenti dei magistrati parlermitani nelle intercettazioni allegate alla loro inchiesta, è del tutto casuale. Tuttavia, il momento politico che stiamo vivendo sembra riportarci dentro la palude di Arcore. In particolare dopo l'ultima esternazione del presidente del consiglio Monti. L'uomo messo a guardia dello spread (con scarsi risultati) ora ha scoperto di essere un esperto costituzionalista, oltre che quirinalista provetto. Il professore ritiene «grave e peraltro evidente a tutti» che i magistrati non hanno rispettato la legge. «Evidente a tutti», come diceva Berlusconi quando si trattava di mettere su piazza l'ennesima balla. Se Monti avesse letto Zagrebelsky forse non avrebbe detto una simile sciocchezza.
Fatto è che dietro gli occhiali e l'aria professorale, il presidente del consiglio e i suoi ministri, ci rifilano delle evidenti fregature, magari sobrie e pensose, ma nella sostanza uguali a quelle del suo predecessore (il debito pubblico che macina record, la disoccupazione al galoppo, la recessione che accelera, il taglio bestiale ai diritti sociali in nome dell'equità...). Monti fa venire in mente il parolaio Berlusconi anche quando va all'estero e rilascia interviste in cui manifesta di avere in gran dispetto il parlamento e una gran voglia di sostituire la democrazia con la governance (salvo poi, altro déjà-vu, smentire se stesso). Del resto, quando all'inizio del suo governo, elogiava Marchionne e Gelmini, quando sfornava la controriforma delle pensioni e, sempre con sobrietà, svuotavano l'articolo 18, avremmo dovuto capire che, prima o poi, sarebbe arrivato anche l'attacco alla magistratura, fino al plateale sconfinamento (ha ragione il magistrato Ingroia) nella vicenda Napolitano-Consulta. Un perfetto ventriloquo di Berlusconi.
Purtroppo tutto accade senza una forte opposizione nel paese. Qualche giornale, qualche intellettuale, qualche partito, qualche sindacato si fa sentire. Invece le forze democratiche più importanti (Pd e Cgil) sono invischiate nella ragnatela del governo di emergenza. Ma siamo convinti che in autunno, con la crisi drammatica che attraversiamo e con il campanello d'allarme delle elezioni, la pax montiana non reggerà.
(Norma Rangeri, il manifesto, 19 agosto 2012)

lunedì 20 agosto 2012

Giuseppe Guerzoni a Calcinatello



Forse lo sanno in pochi, ma a Calcinatello, in una villa patrizia nell'attuale via Bixio, visse per lunghi anni il patriota garibaldino Giuseppe Guerzoni.
Noto per essere stato il biografo di Garibaldi, Guerzoni era nato a Mantova nel 1835 ma si era trasferito a Calcinatello con la famiglia a soli 7 anni. A 13 fugge da casa per partecipare a Milano alle Cinque Giornate, ma il padre lo riconduce al paese.
Nel 1853 viene coinvolto in un progetto di moto mazziniano rapidamente fallito. Poi inizia gli studi universitari di Legge a Pavia, poi diventati di Lettere a Padova. Nel 1856 va in esilio volontario in Piemonte con la moglie, da cui avrà un figlio. La morte della donna lo costringe a rientrare a Calcinatello nel 1857. Qui scrive le opere teatrali "Il colera", "Vigilia di Natale" e "La vocazione". Nel 1859, alla guida di cento volontari bresciani, è tra i Mille: è promosso maggiore e, accanto a Nino Bixio, suggella la propria devozione a Garibaldi diventandone il segretario. Combatte a Milazzo, al Volturno e a Capua.
Nel 1865 Guerzoni diventa deputato nel Parlamento Italiano, carica che manterrà per 10 anni. Sensibile alle problematiche sociali, a lui si deve la legge sulla proibizione dell'impiego dei bimbi nelle professioni girovaghe. Nel 1874 è nominato professore di letteratura all'Università di Palermo, nel 1876 in quella di Padova. Sono di questo periodo i volumi "il Primo Rinascimento", "Teatro Italiano nel secolo diciottesimo", "Terzo Rinascimento" e "Rapporto tra l'arte e la filosofia". Ma le sue opere più importanti sono la "Vita di Nino Bixio" del 1875 e la "Vita di Garibaldi" del 1882, testi ancora oggi indispensabili per chi vuole conoscere questi due personaggi.
Nel 1876 Giuseppe Guerzoni si trasferisce a Montichiari, dove muore nel 1886 a soli 51 anni. La salma verrà sepolta nel cimitero di Giubiano a Varese, mentre il figlio Arnaldo, che visse alungo nella casa di via Bixio dopo la morte del padre, è sepolto a Calcinatello.

domenica 19 agosto 2012

Calcinato nella tragedia della Grande Guerra



Esce in questi giorni il primo volume della ricerca storiografica “Calcinato zona di guerra. Storia politica e sociale di una comunità agricola di fronte alla Grande Guerra e alle sue conseguenze”. Il libro è dedicato in particolare al rapporto fra “Mobilitazione bellica e società dal 1915 al 1919” ed è pubblicato da Gaspari editore (pagine 304, euro 15).
Ricercatore al Museo della Guerra Bianca di Temù, Pellegrini ha lavorato all’opera per oltre tre anni, indagando “l'evoluzione delle dinamiche sociopolitiche dalla crisi del sistema liberale fino all'instaurazione della dittatura fascista, analizzando i rapporti tra le classi, le tendenze progressiste e reazionarie e la stratificazione di memorie separate del conflitto”, come spiega presentando l’attività svolta.
La ricerca si è sviluppata nei fondi documentari inediti dell'Archivio storico comunale di Calcinato e di quelli dei comuni limitrofi, nonché all'Archivio di Stato di Brescia, all'Archivio Centrale di Stato di Roma, all'Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito di Roma, agli Archivi parrocchiali di Calcinato e Calcinatello, a quello diocesano di Brescia, alla Fondazione Ugo Da Como, e consultando altri fondi privati e fonti memorialistiche.
“Con la mobilitazione del maggio 1915 e l'imposizione degli istituti della zona di guerra - racconta lo storico - le classi subalterne di Calcinato, comunità di 5mila abitanti nella quale convivevano tradizionalismo agrario e significative presenze industriali, videro interrompersi il processo di emancipazione che si stava sviluppando attraverso la prassi rivendicativa socialista e cattolica”.
“Lo smantellamento delle strutture politiche dopo la guerra creò fratture insanabili in un tessuto sociale fortemente stratificato, in bilico tra progresso e reazione. Questo primo saggio analizza gli stati d'animo nella società locale, evidenziando resistenze e spirito adattivo di fronte all'autoritarismo militare, seguendo la gente comune nel vissuto quotidiano: al fronte e nelle dinamiche familiari, nelle campagne e nelle fabbriche, nei rapporti di classe e tra queste e gli elementi di controllo e stabilizzazione dello status quo, nelle relazioni fra cittadini e autorità, tra militari e civili e tra autorità civili e autorità militari sul territorio”.
“L’obiettivo - sottolinea - è valutare le distorsioni economiche e sociali che contribuirono a determinare le tensioni del dopoguerra e la deriva reazionaria dopo l'incandescente biennio rosso nella Calcinato ‘covo del bolscevismo bresciano’, evidenziando elementi di rottura e continuità nella rielaborazione dell’esperienza della Grande Guerra”.
Dimensioni, private e pubbliche, drammi personali, familiari e collettivi che il tempo sembrava aver rimosso dalla memoria e che invece tornano a intrecciarsi sapientemente in queste pagine.
“Al primo volume – conclude Pellegrini - ne seguiranno altri tre, nei quali mi soffermerò sul periodo dalla smobilitazione al consolidamento del fascismo, sull’esperienza della guerra nella creazione della memoria divisa e sull’istituto della raccomandazione politica in zona di guerra”.
flavio marcolini

giovedì 16 agosto 2012

Ballata per l'ultimo nato




Il 7 ottobre di dieci anni fa
moriva Pierangelo Bertoli.
Ci manca la sua chiarezza,
ci manca la sua poesia,
ci manca la rabbia della sua allegria.

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Un bimbo raccoglie nel morbido viso l'amore che strappa il sorriso
La madre lo copre con oro ed argento e muore per farlo contento
Il padre si arma per fargli di scorta montando di guardia alla porta
Amato, protetto, coperto di lana, la vita è tenuta lontana
E passa quei giorni contento e beato perché non conosce il peccato
E niente lo sfiora e niente gli accade nutrito soltanto di fiabe
E allora la vita ti segna la faccia cambiandoti giorno per giorno
E ad ogni esperienza ti lascia la traccia che tu non raccogli all'intorno.

Poi passano gli anni, finisce alla scuola e cambia per tutti alla fola
L'amico più brutto, l'amico più bello e quello di un altro livello
E nella sua mente germoglia il pensiero,distingue già il rosso e il nero
Impara la storia, il nome dei santi, impara ad odiare i briganti
E quando il nemico verrà alla partita la patria ti chiede la vita
La patria, la legge, la fede, l'onore è fumo che chiamano amore
Allora la vita ti segna la faccia cambiandoti giorno per giorno
e ad ogni esperienza ti lascia la traccia che tu non raccogli all'intorno.

C'è un uomo che passa su un bolide rosso,ti schizza del fango da un fosso
Se il vescovo parla in un giorno di festa tu devi chinare la testa
Per il tuo padrone, per il tuo signore, sei merce di scarso valore
Sei forza, lavoro, dai piedi alla chioma sei solo una bestia da soma
Venduta la mente per quattro parole, avuto il tuo posto nel sole
E quando tu parli non è la ragione, sei solo un juke-box a gettone
Allora la vita ti segna la faccia cambiandoti giorno per giorno
E ad ogni esperienza ti lascia la traccia che tu non raccogli all'intorno.

Hai preso una moglie,è nato un germoglio,lo guardi con tenero orgoglio
Sarà accarezzato, nutrito, difeso quell'angelo appena disceso
Andrà alla tua scuola,avrà il tuo pensiero,berrà dal tuo stesso vangelo
E come suo padre farà la trafila, andrà a ingrossare le fila
Avrà i suoi padroni, avrà i suoi maestri, un mucchio di sogni modesti
E come suo padre juke-box a gettone starà nel suo bravo cantone
Allora la vita ti segna la faccia cambiandoti giorno per giorno
e ad ogni esperienza ti lascia la traccia che tu non raccogli all'intorno.