lunedì 9 febbraio 2026

Lettera aperta su depuratore e TAV nel Basso Garda

Sono un residente in zona basso Garda e intendo richiamare due argomenti riguardanti questo territorio trattati sui giornali bresciani negli ultimi giorni.
Mi riferisco alla vicenda del depuratore del Garda e la stazione TAV sempre del Garda. Cominciamo dal primo. Dopo più di dieci anni di proclami di avvio di nuovi impianti dettati da urgenze e fantomatici pericoli di cedimento strutture esistenti(come detto dimostrate false) e progetti imposti e imprescindibili siamo ad oggi con ancora nessun progetto approvato, location cambiate almeno 3 volte, costi triplicati, indicazioni tecniche pure contrastanti tra loro. Vari i responsabili di questo, dalla Presidente della Comunità del Garda che ha voluto la figura del commissario/prefetto per gestire l’affare, al commissario/prefetto stesso, dimostratosi evidentemente inutile e mero esecutore, ai vertici Ato e Acque Bresciane con continue contraddizioni nelle modifiche dei progetti (ultima condotta sublacuale) lungo la sponda alto lago a fronte di precedenti “diktat” di pericolosità per quella attuale), ai Sindaci che si “palleggiano” i siti destinati all’impianto. Tutte situazioni da sempre denunciate dai Comitati dedicati e dimostratesi reali. Da ricordare che gli stessi Comitati hanno sempre indicato soluzioni alternative rispettose di cittadini, ambiente e territori, che non li si additi “quelli del no” come al solito. 
Passiamo alla stazione TAV Garda. Oltre a richiamare l’assurdità di una nuova linea TAV con fermate ogni 30 km, in presenza di un ferrovia già esistente ed efficiente, e alla narrazione dell’importanza di una TAV in funzione “ecologica” togliendo traffico dalle strade ma progettando al contempo una 4° corsia per l’A4, oltre alle già Brebemi, ecc..,ora si insiste per una stazione a San Martino d/Battaglia (a 10 km dal lago) raccontata inizialmente come potenziamento a servizio turistico si conferma invece la vera finalità del progetto, come peraltro già dichiarato in un grande convegno dedicato nel 2021 dagli stessi protagonisti, in specie il Presidente di Coldiretti e noti politici della zona, allora insieme ad AIB e Consorzi Albergatori e altri soggetti, ossia un vero e proprio SCALO MERCI con tutte le strutture necessarie, capannoni, magazzini, parcheggi, strade, servizi dedicati, ecc. Anche su questo i Comitati di scopo da sempre evocato tali incongruenze e sempre trattati da “ostacoli”allo “sviluppo” (per chi?). 
Su tutto questo sarebbero chiamati a rispondere gli esponenti politici locali e nazionali rappresentanti dei cittadini locali e nazionali, e non solo dei “poteri forti”, la tutela dei territori anche pregiati e l’attenzione allo spreco di risorse pubbliche per progetti che favoriscono solo e sempre i soliti noti e dedicarli ai servizi e bisogni quotidiani.
Danilo Zeni

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