Lui c’è sempre stato. Ha partecipato da protagonista a tutti i più importanti festival della controcultura rock degli ultimi sessant’anni, ha cantato la tragedia degli indios sterminati dai conquistadores in “Cortez the Killer”, il razzismo latente nel sud degli Stati Uniti in “Alabama”, la protesta antimilitarista contro la guerra del Vietnam in “Ohio”, l’annientamento dei nativi americani e della loro cultura in “Pocahontas”, l’amore per la vita e per la libertà in mille altre canzoni: è stato in prima fila nelle campagne nonviolente per la salvaguardia dei diritti dei popoli indigeni, la difesa dell’ambiente, la valorizzazione dei disabili, ma anche per fermare la corsa al riarmo nucleare e denunciare gli abusi della polizia.
Gli auguriamo buon compleanno con questa sua vecchia splendida canzone:

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