
Alla
partenza della marcia, nel Parco delle Pozze, insieme a diverse
famiglie e gruppi spontanei c'era tutta la galassia ambientalista
locale, dai diversi comitati No Tav disseminati sulla tratta (con
delegazioni anche dal Trentino e dalla Val di Susa) a Legambiente,
dal Tavolo Basta Veleni al Comitato per il parco delle colline
moreniche del Garda, dal Comitato Cittadini ai compagni di Bene Comune.
La
scelta del comune gardesano non è casuale - come ha spiegato dando
avvio al corteo Roberto Saleri: “Qui lo scorso 18 luglio il Comune
con un colpo di mano ha votato il cambio di destinazione d'uso di una
enorme cava perché vi si collocasse il cantiere logistico del Tav.
Poi dopo pochi giorni, per fortuna, la magistratura ha posto sotto
sequestro l'area”.
In
cammino c'è stato il tempo per diversi scambi d'opinioni. Giorgio
Cremaschi ha invitato “il nuovo governo a mantenere le promesse
elettorali fermando i cantieri di un'opera inutile, dannosa e
costosa”, mentre Marco Apostoli ha chiesto di “impiegare questi
soldi per potenziare la rete ferroviaria esistente, al servizio delle
esigenze dei pendolari”.
Alessandra
Zanini ha chiesto che “prima di decidere venga effettuata una serie
analisi del rapporto fra costi benefici di quest'opera pubblica” e
Franca Roberti ha richiamato l'attenzione sul sito posto sotto
sequestro, ricordando “che doveva essere oggetto di un piano di
risanamento ambientale, dal momento che sembra vi siano stati
smaltiti rifiuti illecitamente, e che ora è al centro di una
interrogazione delle minoranze sulla vicenda, destinata ad essere
discussa nella prossima seduta del consiglio comunale. Se fosse
partito il cantiere No Tav, avrebbe coperto tutto sanando di fato un
abuso”.
Attraversato
longitudinalmente il centro abitato, i manifestanti sono passati
dalla stazione e sono giunti fino alle due rotonde a est
dell'abitato, dove è intervenuto Fiorenzo Bertocchi. “Il tempo
delle parole è scaduto” ha detto. “I populisti al governo ora
devono dimostrare concretamente di non stare con i poteri forti e con
il mondo dei profitti: servono fatti, e presto”.
Il
corteo è poi tornato in centro per una sosta davanti al municipio,
che è stato simbolicamente delimitato con un nastro da cantiere sul
quale veniva incollata una nutrita serie di cartelli di protesta. Fra
musica e convivialità, la manifestazione si è infine conclusa al
parco fra le vie Filzi e Marconi, dove Marina Beatini ha chiamato
tutti a "continuare una resistenza che dura da decenni, mentre
il governo sembra lottare sempre più contro i poveri piuttosto che
contro il Tav”.