Mercoledì 14 gennaio la Provincia di Brescia ha convocato alle ore 9 una Conferenza dei Servizi istruttoria sulla richiesta di realizzare un nuovo impianto per la gestione di rifiuti non pericolosi, destinato alle operazioni di trattamento e messa in riserva di tali materiali da scarto.
Depositata dalla società Tima, l’istanza concerne un’area in via Cavicchione di sopra e prevede la verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale, procedura prevista dalla normativa vigente in materia per gli impianti di gestione dei rifiuti che avrebbero un importante impatto sul territorio.
Insomma, si profila la possibilità che un nuovo impianto venga a sorgere in una zona già martoriata da diverse criticità di carattere ambientale, dal momento che il sito si trova localizzato in un’area geografica ad altissima densità di discariche e siti potenzialmente inquinanti, con una discarica che lavora il fluff, una nutrita serie di allevamenti intensivi, diverse aziende che utilizzano sui terreni agricoli di gessi di defecazione, i cantieri per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, un impianto di cogenerazione a biomassa legnosa e a un impianto di recupero di rottami in alluminio, per tacere del trafficatissimo contesto di viabilità, già da tempo satura delle presenze di autotreni e autoarticolati.La Provincia di Brescia formalmente ha avviato la procedura, coinvolgendo i diversi enti competenti in materia, per valutare attentamente tutti gli interessi coinvolti e l’impatto che l’istanza potrebbe avere sull’ambiente e sulla salute pubblica.
Da parte nostra invitiamo gli enti pubblici partecipanti di ricorrere a tutti i mezzi giuridici a disposizione per scongiurare la possibilità di collocare un nuovo impianto per rifiuti in un paese già da decenni disseminato di discariche.

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