domenica 28 dicembre 2025

No ai botti di Capodanno: una lettera ai cittadini del Sindaco Vincenza Corsini

Cari concittadini,
l’arrivo del nuovo anno è un momento speciale, fatto di attese, speranze e voglia di stare insieme. È una festa che parla di comunità, di rispetto e di attenzione reciproca.
Per questo vi chiedo un piccolo ma importante gesto di responsabilità: nel nostro Comune, come previsto dal Regolamento di Polizia Urbana, non è consentito l’uso di petardi e materiale pirotecnico, anche se di libera vendita.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito istituzionale del Comune.
Sappiamo quanto i botti possano creare paura e disagio, soprattutto per bambini, persone anziane, animali e per chi vive situazioni di particolare sensibilità. Rinunciarvi significa scegliere una festa più tranquilla, sicura e davvero condivisa.
Il Regolamento prevede una sanzione amministrativa in caso di inosservanza, ma confido soprattutto nel senso civico e nella collaborazione di tutti, perché il rispetto delle regole nasce prima di tutto dall’attenzione verso chi ci sta accanto.
Accogliamo il nuovo anno con gioia, cura e responsabilità: è il modo più bello per iniziare insieme.
Un augurio sincero di buon anno a tutta la comunità.
Il Sindaco di Calcinato
Vincenza Corsini

sabato 27 dicembre 2025

Capanna scrive al Presidente della Repubblica

Signor Presidente,
mi rivolgo a Lei in forma aperta perché è di interesse pubblico il tema che Ella ha recentemente sollevato.
Nel Suo discorso per lo scambio di auguri con i rappresentanti delle istituzioni ha dichiarato: “La spesa per dotarsi di efficaci strumenti che garantiscano la sicurezza collettiva è sempre stata comprensibilmente poco popolare (…) e tuttavia, poche volte come ora, è necessaria”.
Dissento con rispettosa fermezza. Questa sua posizione bellicista confligge con i sentimenti della grande maggioranza del popolo italiano, decisamente contrario al riarmo. Senz’altro Lei conosce il sondaggio del Censis, secondo cui, se l’Italia fosse coinvolta in una guerra, solo il 16 per cento dei cittadini impugnerebbe le armi: tutti gli altri, con diverse motivazioni, si rifiuterebbero.
Secondo Lei la “necessità” del riarmo deriverebbe dal fatto che “siamo costretti a difenderci da nuovi rischi che, senza infondati allarmismi, sono concreti e attuali”. Quali i “nuovi rischi, concreti e attuali”? Su questo punto focale non può essere reticente, ha il dovere di indicarli.
Qualcuno potrebbe aggredirci? Chi? Posto che ad invaderci non possono essere né la Repubblica di San Marino né lo Stato del Vaticano né un Paese europeo né gli Usa né la Cina, che ha interesse a commerciare tranquillamente, non resta che la Russia, da Lei in altre occasioni indicata ripetutamente come il “nemico”.
Mentre Putin va ripetendo a chiare lettere di non voler portare la guerra in Europa, ma che è pronto a difendere il suo Paese se essa e la Nato lo attaccassero – il che è stato considerato da Bruxelles una “minaccia” (!?). Per riarmarci, rovesciamo la realtà.
Nelle stesse ora in cui Lei pronunciava il Suo discorso, Papa Leone XIV, nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace, affermava: “E’ scandaloso che si faccia la guerra per raggiungere la pace (…) con campagne di comunicazione e programmi educativi che trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza, (…) con forme di blasfemia per trascinare le parole della fede nel combattimento politico”.
Si scagliava, poi, contro “la logica contrappositiva, che va molto al di là del principio di legittima difesa, dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità”. Tutto ciò, sottolineava il Pontefice, si traduce in “ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentate da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui” (de te fabula narratur?...). L’alternativa indicata è la ricerca della pace, attraverso la “via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale”.
Non trova pure Lei preoccupante che i maggiori media italiani non abbiano dato notizia del messaggio di Leone XIV? Siamo arrivati al punto che la “libera” stampa censura anche il Papa, perché ragiona al contrario del pensiero unico.
Le parole del Pontefice collimano con quelle di Albert Einstein: “Senza il disarmo non vi può essere una pace stabile. La corsa agli armamenti porterà inevitabilmente a nuove catastrofi”.
Signor Presidente, il riarmo genera una doppia tragedia: sottrae montagne di risorse per i bisogni sociali più importanti e non è mai univoco, nel senso che se uno si dota di più armi lo fa anche l’altro. Così si riarmano l’Europa, gli Usa, la Russia, la Cina: una spirale annichilente che va assolutamente fermata, prima che la parola passi alle armi nucleari.
Perciò mi permetta di nutrire la speranza che Lei, nel prossimo messaggio di fine anno, eviti la coazione a ripetere.
Con cordialità.
Mario Capanna

mercoledì 24 dicembre 2025

Christmas in Gaza

In those days we were children.

We embraced in the dark
waiting for the light of day
but it was merely the opening of a trapdoor.
Then the last fairy scattered our dust.

Today, in the light of day we know
the wind carries the dust away.

Gaza, Christmas 2025

🎄🎄🎄🎄🎄🎄🎄🎄🎄🎄

Allora eravamo bambini.

Ci abbracciammo nel buio
aspettando la luce del giorno
ma fu soltanto l'apertura di una botola.
Poi disperse la nostra polvere l'ultima fata.

Oggi alla luce del giorno sappiamo
che la polvere la porta via il vento.

Gaza, Natale 2025

martedì 23 dicembre 2025

Non guardo la televisione

Non guardo la televisione ma un buon amico
mi scrive che un'illustre statista vi avrebbe ripetuto
l'antico motto secondo il quale
chi vuole la pace prepari la guerra.

Vorrei disilludere tre volte
l'illustre statista che sa di latino.

In primo luogo in Europa la guerra e' gia' in corso
e di prepararla quindi non vi e' bisogno alcuno
piuttosto vi e' bisogno del contrario
ovvero fermarla prima che tutti ci divori.

In secondo luogo l'esperienza a tutti insegna
che chi prepara la guerra la guerra poi la fa.

In terzo luogo infine mi permetto di ricordare
che la pace e la guerra sono realta' opposte e alternative
chi vuole la pace non prepara la guerra
ma contrasta la guerra e costruisce la pace.

Sempre la guerra uccide le persone.
Sempre la guerra' e' un crimine immane
contro l'intera umanita'.

Ogni essere umano ha diritto alla vita.
Solo la pace salva le vite.

Peppe Sini

lunedì 22 dicembre 2025

Domani il bilancio approda in consiglio

Martedì 23 dicembre a partire dalle ore 18 in municipio a Calcinato il sindaco Vincenza Corsini ha convocato l’ultima seduta dell’anno del consiglio comunale, chiamato ad esaminare il bilancio preventivo per il prossimo triennio.
Dopo la consueta revisione periodica delle partecipazioni possedute dall’ente pubblico e la discussione sulla relazione tecnica e verifica periodica sulla situazione gestionale dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, ci sarà l’approvazione della nota di aggiornamento del Documento unico di programmazione e si procederà infine all’approvazione del bilancio di previsione finanziario 2026/2028 e dei relativi allegati.

domenica 21 dicembre 2025

Un po' di soldi pubblici per il volontariato

A Calcinato la giunta municipale ha stanziato i fondi per il volontariato: il tesoretto ammonta a 17 mila e 100 euro per finanziare le attività di una nutrita serie di gruppi e associazioni.
Per i contributi agli enti culturali, 2 mila ciascuno sono andati al Gruppo Sant’Anna e al Comitato Fiera di Santa Maria per le loro sagre, 2 mila sono andati all’Associazione Don Esterino che organizza il tradizionale "Concerto d’inverno” e 2 mila agli Amici del Presepe Vivente. Non mancano naturalmente le associazioni d'arma: hanno ricevuto 3 mila euro gli alpini dell'Ana e 800 i carabinieri in congedo.
Altri 2 mila e 500 sono stati versati all’Avis, mille all’Aido e 500 al Coro Voci Libere.
La giunta ha assegnato anche i fondi destinati agli organismi di volontariato che si occupano di solidarietà e cooperazione internazionali. Mille euro ciascuno sono andati all´associazione “L’ovo de l’asino” di Antonio Corsini per lo sviluppo economico dell´Africa e 300 infine sono stati versati all’associazione di promozione sociale Non Solo Tarli di via Garibaldi 119.

martedì 16 dicembre 2025

No alla guerra, sì ai diritti: presidio all’aeroporto di Montichiari

Invitiamo tutte e tutti coloro che possono a recarsi mercoledì 17 dicembre per le ore 10 all’aeroporto Gabriele D’Annunzio di Montichiari per partecipare al presidio indetto dalla Unione sindacale di base in concomitanza con la giornata di sciopero contro i voli armati. 
“Ci risiamo” scrive l’Usb di Brescia in una nota. “Ancora una volta, l’aeroporto civile di Montichiari viene utilizzato per caricare armi. Per mercoledì 17 dicembre è previsto un volo con materiale bellico diretto in Qatar”.
Lo sciopero si svolgerà dalle ore 10 alle 22 “per ribadire che non lavoriamo per la guerra” sottolineano i sindacalisti. “Il lavoro ripudia la guerra, come afferma la nostra Costituzione”. 
La manifestazione davanti all’aeroporto di Montichiari si terrà invece dalle ore 10 alle 13 “per denunciare la progressiva militarizzazione di uno scalo civile e per dire con forza che i lavoratori non vogliono essere complici di guerre o genocidi in nessuna parte del mondo”.

sabato 6 dicembre 2025

A Montichiari l'Anpi si mobilita per la Palestina

Con il doppio appuntamento di lunedì 8 dicembre continua a Montichiari la mobilitazione dell’Anpi in solidarietà con il popolo palestinese.
Al mattino il sodalizio guidato dalla presidente Ida Lucia Tonti organizza dalle ore 9 alle 12 un gazebo in Piazza Santa Maria, mentre la sera alle ore 20.30 al Centro Giovanile di via Martiri della Libertà interverrà il medico Yousef Abdelghani che, affiancato dal collega locale Sergio Piotti, terrà una conferenza sulla drammatica situazione sanitaria nella Striscia di Gaza.

lunedì 1 dicembre 2025

70 anni fa Rosa Parks rimase seduta sul bus


Con questa canzone dei Beatles a lei dedicata, ricordiamo Rosa Parks che il 1º dicembre 1955 fa rifiutò di alzarsi dal posto in cui si era seduta sul bus che la riportava a casa dopo una giornata di lavoro come sarta in un grande magazzino di Montgomery, in Alabama.
Da quel piccolo gesto nacque il glorioso movimento nonviolento che portò al riconoscimento dei diritti civili degli afrodiscendenti negli Stati Uniti.