mercoledì 8 aprile 2020

Verso il 25 aprile - Come sarebbe bello se...

Come sarebbe bello se sabato 25 aprile, nel rispetto scrupoloso di tutte le norme di sicurezza vigenti, in ogni Comune italiano ogni sindaco si incamminasse dal palazzo municipale al monumento dei caduti per la nostra libertà, per esprimere loro la gratitudine di tutta la comunità.
Come sarebbe bello se, percorrendo il tragitto tradizionalmente affollato di folla festante, il sindaco cantasse le canzoni-simbolo della Festa della Liberazione.
Sarebbe un modo semplice ma evidente di fare memoria storica di quella gloriosa giornata, dando la possibilità ai cittadini che abitano lungo il percorso, senza uscire da casa, di condividere il momento all'insegna della coesione sociale, tanto più necessaria per affrontare insieme i problemi derivanti dalla emergenza epidemiologica in corso, in attesa che una nuova Liberazione torni a rifulgere, quella che stanno alacremente preparando i volti stremati e solerti delle migliaia di infermieri, medici e ricercatori da settimane in lotta con amore e intelligenza per fermare il contagio.

martedì 7 aprile 2020

Come divenni fabbricante casalingo di mascherine per me medesimo

Dopo aver telefonato a qualche farmacia e chiesto al supermercato sotto casa, e ritenendo che le mascherine disponibili e' giusto che in primo luogo siano date ai contagiati ed ai loro familiari, a medici e infermieri, alle forze dell'ordine, a chi e' costretto a lavorare con enorme rischio per non farci morire di fame, ed a quanti sono piu' esposti, vincendo la mia himalaiana pigrizia (che chiamo taoismo per darmi un tono) ho deciso di "autoprodurre" le mascherine che mi servono quando esco di casa una volta alla settimana per fare la spesa.
E le ho realizzate cosi'.
Prendo un foglio di panno-carta di cui ho un rotolo in cucina, e lo piego a meta'; all'interno inserisco un pezzo di carta da forno che ho ritagliato dal rotolo che ho anch'esso in cucina; poi sigillo col nastro adesivo l'intero perimetro. Taglio due pezzi di cordicella di lunghezza adeguata e li applico sempre col nastro adesivo al rettangolo di panno-carta imbottito con il pezzo di carta da forno. Metto la mascherina sul volto a coprire naso e bocca e passo le due cordicelle dietro le orecchie. Il gioco e' fatto.
Chiunque puo' fare altrettanto.

Musonio Secondino Sombrarufo

lunedì 6 aprile 2020

Coronavirus: a Calcinato 10 morti

Secondo i dati diramati dal quotidiano bollettino di ATS alle ore 17 di oggi nel Comune di Calcinato sono state contagiate 74 persone dal coronavirus.
Di queste, 10 sono decedute e 64 sono positive.
In quarantena, ovvero in isolamento domiciliare, ci sono, oltre a quelle positive, altre 43 persone.

domenica 5 aprile 2020

giovedì 2 aprile 2020

Piano di utilizzo del Fondo di Solidarietà Alimentare istituito dal Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale

Egregio Sig. Sindaco del
Comune di Calcinato 
Ing. Nicoletta Maestri

Premesso che:
- Con l’ordinanza n. 658 del 29 marzo 2020 emanata del Capo Dipartimento della Protezione
Civile cui sono stati adottati ulteriori interventi urgenti di protezione civile. In particolare è stato istituito e approvato il piano di riparto di un fondo per la solidarietà alimentare, e destinando al Comune di Calcinato una somma complessiva pari ad € 82.899,50;
- L’art. 2, comma 4, della predetta Ordinanza dispone che i Comuni debbano utilizzare tali fondi per acquisire in deroga alle norme del codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016) buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari e di prima necessità presso gli esercizi commerciali individuati nei siti istituzionali dei Comuni
Con la presente siamo ad informare che il gruppo consigliare Calcinato In- Patto 2.0 è disponibile a condividere una proposta di impiego di tali fondi tramite la convocazione di una riunione della Commissione Servizi alla persona allargata alla Conferenza dei Capogruppo Consiliari, riunita all’uopo anche in videoconferenza.
Qualora ciò non accadesse, si chiede di conoscere con quale modalità si intenda procedere nell’utilizzo del fondo di solidarietà di cui sopra per rispondere al bisogno emergente dei cittadini, la cui condizione socio economica è stata significativamente incisa dall’emergenza sanitaria in corso.
In particolare, preme condividere la cura necessaria:
− nella definizione della platea dei beneficiari del contributo, individuandoli tra quelli più
esposti agli effetti economici derivanti dalle conseguenze dell’emergenza con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico;
− nella quantificazione dei voucher in relazione alla composizione e caratteristiche del nucleo famigliare con particolare riferimento alle situazioni che dall’inizio dell’emergenza e in conseguenza dei decreti che si sono succeduti hanno perso il lavoro e/o hanno dovuto chiudere piccole attività commerciali e/o artigianali;
− nella definizione e comunicazione delle modalità di accesso, di erogazione e di utilizzo dei benefici con particolare attenzione alle modalità di richiesta, alle priorità di assegnazione e all’utilizzo da parte di chi si trova nella situazione di quarantena e pertanto si avvale del servizio della Protezione Civile e/o delle reti di volontariato per l’approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.
Restiamo in attesa di un cortese e sollecito riscontro. 
Cordialmente,
Vincenza Corsini, Vania Gobbetto, Laura Maffazioli, Alessandro Moratti Freschi e Annamaria Pennati

lunedì 30 marzo 2020

Coronavirus: arrivano anche a Calcinato i contributi del Governo

Il contributo complessivo assegnato al Comune di Calcinato dal governo con il Dpcm di ieri “per misure urgenti di solidarietà alimentare, legate alla conseguenze dell’emergenza COVID-19” è di  82 mila 899 euro e 50 centesimi.  
“Saranno i sindaci - ha spiegato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte presentando l’iniziativa - a fare in modo che il sostegno nella forma di buoni-spesa arrivi il più in fretta possibile agli italiani”.

Chiediamo sin d’ora al sindaco Nicoletta Maestri di sapere in che tempi, con quali criteri e a quali famiglie verranno erogati tali denari a Calcinato.

domenica 29 marzo 2020

Coronavirus: contagi ancora in crescita

Secondo i dati diramati dal quotidiano bollettino di ATS alle ore 17 di oggi nel Comune di Calcinato sono state contagiate 61 persone dal coronavirus.
Di queste, 5 sono decedute e 56 sono positive.
In quarantena, ovvero in isolamento domiciliare, ci sono, oltre a quelle positive, altre 31 persone.

sabato 28 marzo 2020

Se non ci fosse amore non ci sarebbe dolore

Amici dolci e cari di questo breve viaggio, questa epidemia non è un battaglia fra la morte e la vita. Se l’epidemia ci sconvolge, non è perché ci porta la morte. È perché ci mette davanti agli occhi qualcosa che c’è comunque, ma di solito facciamo fatica a vedere: il fatto che, comunque, siamo mortali. Ciascuno di noi vorrebbe morire più tardi possibile, e giustamente ci diamo da fare per spostare quel momento un po’ più in là. Ma l’alternativa non è fra vivere e morire: l’alternativa è fra morire un poco prima o un poco dopo.
Io non trovo questo pensiero angosciante, al contrario, lo trovo estremamente rasserenante. Per questo vorrei condividerlo per chi sente come me. La vita è breve e ci siamo attaccati perché nonostante tutto la consideriamo bellissima. Ma è bellissima nella sua brevità, da assaporare ogni momento. Senza false e confusioni e illusioni che sia infinita.
Stiamo giustamente prendendo le misure che stiamo prendendo proprio perché ogni momento di vita è prezioso: è per allungare la vita degli altri e nostra che facciamo tutto quanto possiamo. Le misure drastiche sono quindi benvenute, stiamo combattendo insieme una battaglia per cercare di curare più persone possibile, ciascuno di noi fa la sua parte, qualche volta difficile, tutti insieme. Ma stiamo regalando attimi di vita in più a ciascuno di noi. Non stiamo difendendoci dalla morte: dalla morte non ci sono difese.
Ci ha sconvolto tutti vedere una fila di camion portare di 70 bare fuori dagli ospedali Bergamo. Ma in tempi normali, senza epidemia, credete che non ci siano 70 bare che escono ogni pochi giorni dagli ospedali di Bergamo? Ci sconvolge ascoltare che in Italia sono già morte dieci mila persone uccise dall’epidemia. Ma senza l’epidemia, in tempi normali, più o meno dieci mila persone persone muoiono comunque ogni settimana o ogni quindici giorni in Italia. Sono ancora più i morti per incidenti stradali ogni anno, che i morti per l’epidemia fin qui, in Italia.
Il motivo per il quale la mortalità in Italia è più alta che in Cina non è poi così strano: il virus colpisce tutti, ma molto di più le persone anziane, e in Cina di persone anziane ce ne sono moltissime meno: la popolazione è in media molto più giovane che in Italia, dove la natalità media si è molto abbassata. In più, un italiano ha un’aspettativa di vita di sette anni più lunga di un cinese. Pensate la fortuna di essere italiani: ciascuno di noi, in media, ha sette anni di vita in più. Sette anni di preziosa vita in più. L’epidemia sta rosicchiando via un poco di questo margine di privilegio.
La vita non è statistica: ogni persona cara che ci lascia è un dolore. Ogni persona che parte è un dolore per qualcuno. Ma questo dolore c’è sempre comunque: è parte della vita, non possiamo evitarlo. E anche il dolore della perdita è buono: perché è il segno dell’amore che ci lega gli uni agli altri. Se non ci fosse amore non ci sarebbe dolore. Questa epidemia non è la morte che arriva: è solo la morte che c’è sempre stata, e si fa vedere un po’ più del solito. Combattiamola con tutte le nostre forze, ma senza terrori, perché la vita è preziosa e stiamo solo dandoci da fare per averne tutti un po’ di più.
Carlo Rovelli

mercoledì 25 marzo 2020

Con i metalmeccanici, per la salute di tutti

Oggi i metalmeccanici scioperano per protestare contro chi li costringe a lavorare in questa situazione emergenziale, diventando potenziali, incolpevoli diffusori del Coronavirus, come accade a oltre la metà degli altri lavoratori italiani.
Se si vuole salvaguardarne la salute, contenere l’estensione dei contagi e fermare la strage di un’intera fascia della popolazione, devono rimanere aperte solo le aziende che svolgono attività davvero indispensabili per la salute e l’esistenza materiale delle persone. Tutto il resto va fermato subito.
Ancora una volta la mobilitazione operaia sembra l’unica arma in grado di battere lo sconsiderato pacchetto di interessi economici e politici che continua ad anteporre gli affari ai diritti costituzionali alla salute e alla vita.

martedì 24 marzo 2020

Coronavirus: a Calcinato si continua a morire

Secondo i dati diramati dal quotidiano bollettino di ATS alle ore 17 di oggi nel Comune di Calcinato sono state contagiate 52 persone dal coronavirus.
Di queste, 5 sono decedute e 47 sono positive.
In quarantena, ovvero in isolamento domiciliare, ci sono, oltre a quelle positive, altre 115 persone.

lunedì 23 marzo 2020

Lo spettacolo della morte resa frequente

Ai mali s'aggiunga il sentimento de' mali, la noia e la smania della prigionia, la rimembranza dell'antiche abitudini, il dolore di cari perduti, la memoria inquieta di cari assenti, il tormento e il ribrezzo vicendevole, tant'altre passioni d'abbattimento o di rabbia, portate o nate là dentro; l'apprensione poi e lo spettacolo continuo della morte resa frequente da tante cagioni, e divenuta essa medesima una nuova e potente cagione. E non farà stupore che la mortalità crescesse e regnasse in quel recinto a segno di prendere aspetto e, presso molti, nome di pestilenza: sia che la riunione e l'aumento di tutte quelle cause non facesse che aumentare l'attività d'un'influenza puramente epidemica; sia (come par che avvenga nelle carestie anche men gravi e men prolungate di quella) che vi avesse luogo un certo contagio, il quale ne' corpi affetti e preparati dal disagio e dalla cattiva qualità degli alimenti, dall'intemperie, dal sudiciume, dal travaglio e dall'avvilimento trovi la tempera, per dir così, e la stagione sua propria, le condizioni necessarie in somma per nascere, nutrirsi e moltiplicare (se a un ignorante è lecito buttar là queste parole, dietro l'ipotesi proposta da alcuni fisici e riproposta da ultimo, con molte ragioni e con molta riserva, da uno, diligente quanto ingegnoso) (Del morbo petecchiale... e degli altri contagi in generale, opera del dott. F. Enrico Acerbi, Cap. III, _ 1 e 2.): sia poi che il contagio scoppiasse da principio nel lazzeretto medesimo, come, da un'oscura e inesatta relazione, par che pensassero i medici della Sanità; sia che vivesse e andasse covando prima d'allora (ciò che par forse più verisimile, chi pensi come il disagio era già antico e generale, e la mortalità già frequente), e che portato in quella folla permanente, vi si propagasse con nuova e terribile rapidità. Qualunque di queste congetture sia la vera, il numero giornaliero de' morti nel lazzeretto oltrepassò in poco tempo il centinaio.
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi

domenica 22 marzo 2020

Tav: cantieri ancora aperti?

In questi giorni si ferma tutto, ma non i cantieri per il Tav che, tra Calcinato, Lonato e Desenzano, sembrano essere ancora attivi.
Sull'argomento il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha inoltrato un esposto alle autorità sanitarie, allegando alcune fotografie che segnalano addetti ai cantieri al lavoro senza mascherine sanitarie e in gruppi, con contatti ravvicinati a tiro di contagio. 
I comitati che si oppongono alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità chiedono con forza: “Come mai gli operai, ripresi soltanto alcuni giorni fa, stanno lavorando senza protezioni? Come mai non rispettano le distanze di sicurezza? Gli autisti in ingresso al cantiere sono stati informati di non scendere dai camion, come da decreto, soprattutto considerando che gli operai in cantiere non portano mascherine e si ammassano in gruppi?”.

sabato 21 marzo 2020

Al passar della falce

Scendeva dalla soglia d’uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante; c’era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un’anima tutta consapevole e presente a sentirlo. Ma non era il solo suo aspetto che, tra tante miserie, la indicasse così particolarmente alla pietà, e ravvivasse per lei quel sentimento ormai stracco e ammortito ne’ cuori. Portava essa in collo una bambina di forse nov’anni, morta; ma tutta ben accomodata, co’ capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l’avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Nè la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una con una specie però d’insolito rispetto, con un’esitazione involontaria. Ma quella, tirandosi indietro, senza però mostrare sdegno né disprezzo, “no!” disse: “non me la toccate per ora; devo metterla io su quel carro: prendete.” Così dicendo, aprì una mano, fece vedere una borsa, e la lasciò cadere in quella che il monatto le tese. Poi continuò: “promettetemi di non levarle un filo d’intorno, né di lasciar che altri ardisca di farlo, e di metterla sotto terra così.”
Il monatto si mise una mano al petto; e poi, tutto premuroso, e quasi ossequioso, più per il nuovo sentimento da cui era come soggiogato, che per l’inaspettata ricompensa, s’affaccendò a far un po’ di posto sul carro per la morticina. La madre, dato a questa un bacio in fronte, la mise lì come sur un letto, ce l’accomodò, le stese sopra un panno bianco, e disse l’ultime parole: “addio, Cecilia! riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar sempre insieme. Prega intanto per noi; ch’io pregherò per te e per gli altri.” Poi voltatasi di nuovo al monatto, “voi,” disse, “passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola.
Così detto, rientrò in casa, e, un momento dopo, s’affacciò alla finestra, tenendo in collo un’altra bambina più piccola, viva, ma coi segni della morte in volto. Stette a contemplare quelle così indegne esequie della prima, finché il carro non si mosse, finché lo poté vedere; poi disparve. E che altro poté fare, se non posar sul letto l’unica che le rimaneva, e mettersele accanto per morire insieme? come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccia, al passar della falce che pareggia tutte l’erbe del prato.certa inanimata gravezza, e il capo posava sull’omero della madre, con un abbandono più forte del sonno: della madre, chè, se anche la somiglianza de’ volti non n’avesse fatto fede, l’avrebbe detto chiaramente quello de’ due ch’esprimeva ancora un sentimento.
Un turpe monatto andò per levarle la bambina dalle braccia, con una specie però d’insolito rispetto, con un’esitazione involontaria. Ma quella, tirandosi indietro, senza però mostrare sdegno né disprezzo, “no!” disse: “non me la toccate per ora; devo metterla io su quel carro: prendete.” Così dicendo, aprì una mano, fece vedere una borsa, e la lasciò cadere in quella che il monatto le tese. Poi continuò: “promettetemi di non levarle un filo d’intorno, né di lasciar che altri ardisca di farlo, e di metterla sotto terra così.”
Il monatto si mise una mano al petto; e poi, tutto premuroso, e quasi ossequioso, più per il nuovo sentimento da cui era come soggiogato, che per l’inaspettata ricompensa, s’affaccendò a far un po’ di posto sul carro per la morticina. La madre, dato a questa un bacio in fronte, la mise lì come sur un letto, ce l’accomodò, le stese sopra un panno bianco, e disse l’ultime parole: “addio, Cecilia! riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar sempre insieme. Prega intanto per noi; ch’io pregherò per te e per gli altri.” Poi voltatasi di nuovo al monatto, “voi,” disse, “passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola.”
Così detto, rientrò in casa, e, un momento dopo, s’affacciò alla finestra, tenendo in collo un’altra bambina più piccola, viva, ma coi segni della morte in volto. Stette a contemplare quelle così indegne esequie della prima, finché il carro non si mosse, finché lo poté vedere; poi disparve. E che altro poté fare, se non posar sul letto l’unica che le rimaneva, e mettersele accanto per morire insieme? come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccia, al passar della falce che pareggia tutte l’erbe del prato.

Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi

venerdì 20 marzo 2020

Ciao, Gino!

Stamattina alla Casa di Riposo di via Salvo d’Acquisto 5 è spirata una figura leggendaria per Calcinato, Angelo Giorgio Scalvini, da tutti conosciuto come Gino, uno degli ultimi sopravvissuti all’eccidio nazista della Divisione Acqui a Cefalonia, una epopea che nel 2003 aveva condensato con accenti commoventi fa nella pubblicazione del suo diario "Prigioniero a Cefalonia" (uscito per i tipi di Mursia editore), volume tuttora apprezzatissimo da critica e pubblico. 
Nato nel 1923, Gino fu assegnato alla Acqui il 13 gennaio 1943: l'8 settembre aveva vent'anni e si trovava con i suoi commilitoni a Itaca. Il 9 a Samo partecipò alla leggendaria "consultazione referendaria", pronunciandosi con i commilitoni per la resistenza al nemico che in quelle ore stava invadendo la patria. La repressione fu durissima e costò ai nostri quasi 1.500 morti in battaglia, 5.000 giustiziati, 3.000 prigionieri destinati poi a scomparire negli abissi marini a bordo delle navi tedesche che urtarono nelle mine disseminate un po' ovunque. In totale i soldati morti furono 9.406.
Gino trascorse la notte successiva al massacro appostato su un albero a pochi metri dal mare. In seguito saltò con altri militari su una scialuppa di salvataggio, affrontando poi disavventure infinite. Catturato dai tedeschi, fu caricato su un treno insieme ad altre centinaia di prigionieri: destinazione prima Barauka, in Bielorussia, poi Riga, poi Danzica. Infine il ritorno a casa, su mezzi di fortuna. A Calcinato giunse, stremato nel fisico e con la morte nel cuore, il 10 settembre 1945. Ma più forte delle strazianti immagini che aveva negli occhi fu la voglia di ricominciare, l'indistruttibile attaccamento alla vita, che per il reduce significherà una famiglia e un lavoro ai quali ha dedicato i lunghi e gioiosi anni dalla ricostruzione ad oggi.
Per decenni, finché la salute glielo ha consentito, Gino ha partecipato da protagonista a tutte le commemorazioni di quella tragedia che segnò l’inizio della Resistenza militare italiana al nazifascismo. Infaticabile la sua opera di testimonianza nelle scuole di tutta Italia a perenne monito nei confronti delle nuove generazioni.
Sovente evocava le drammatiche vicende che si trovò a vivere in versi carichi di emozioni: “Scende nella notte la neve/ sul dur treno./ Gemo dal freddo/ pensando alla sorte/ che m’ha portato sì grande dolor./ Vola il pensiero alla mamma./ E poi desolato mi metto a dormir.” sono quelli scelti per il necrologio affisso in paese.
Nel rispetto dell'ordinanza governativa per contenere il coronavirus, la benedizione si terrà in forma strettamente privata lunedì 23 marzo alle ore 10.30 al cimitero di Calcinato, dove Gino verrà poi sepolto.

giovedì 19 marzo 2020

Coronavirus: a Calcinato si estende il contagio

Secondo i dati diramati dal quotidiano bollettino di ATS alle ore 15 di oggi nel Comune di Calcinato sono state contagiate 39 persone dal coronavirus.
Di queste, 3 sono decedute e 36 sono positive.
In quarantena, ovvero in isolamento domiciliare, ci sono, oltre a quelle positive, altre 57 persone.

mercoledì 18 marzo 2020

Le grandi angosce

Ma sul finire del mese di marzo, cominciarono, prima nel borgo di porta orientale, poi in ogni quartiere della città, a farsi frequenti le malattie, le morti, con accidenti strani di spasimi, di palpitazioni, di letargo, di delirio, con quelle insegne funeste di lividi e di bubboni; morti per lo più celeri, violente, non di rado repentine, senza alcun indizio antecedente di malattia. I medici opposti alla opinion del contagio, non volendo ora confessare ciò che avevan deriso, e dovendo pur dare un nome generico alla nuova malattia, divenuta troppo comune e troppo palese per andarne senza, trovarono quello di febbri maligne, di febbri pestilenti: miserabile transazione, anzi trufferia di parole, e che pur faceva gran danno; perchè, figurando di riconoscere la verità, riusciva ancora a non lasciar credere ciò che più importava di credere, di vedere, che il male s’attaccava per mezzo del contatto. I magistrati, come chi si risente da un profondo sonno, principiarono a dare un po’ più orecchio agli avvisi, alle proposte della Sanità, a far eseguire i suoi editti, i sequestri ordinati, le quarantene prescritte da quel tribunale. Chiedeva esso di continuo anche danari per supplire alle spese giornaliere, crescenti, del lazzeretto, di tanti altri servizi; e li chiedeva ai decurioni, intanto che fosse deciso (che non fu, credo, mai, se non col fatto) se tali spese toccassero alla città, o all’erario regio. Ai decurioni faceva pure istanza il gran cancelliere, per ordine anche del governatore, ch’era andato di nuovo a metter l’assedio a quel povero Casale; faceva istanza il senato, perchè pensassero alla maniera di vettovagliar la città, prima che dilatandovisi per isventura il contagio, le venisse negato pratica dagli altri paesi; perchè trovassero il mezzo di mantenere una gran parte della popolazione, a cui eran mancati i lavori. I decurioni cercavano di far danari per via d’imprestiti, d’imposte; e di quel che ne raccoglievano, ne davano un po’ alla Sanità, un po’ a’ poveri; un po’ di grano compravano: supplivano a una parte del bisogno. E le grandi angosce non erano ancor venute.
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi

martedì 17 marzo 2020

Autobiografia della nazione

Invece di invitare a studiare a pensare a capire
le ragioni di essere responsabili e solidali
i prominenti invitano i sudditi ad esporre
le bandiere alle finestre a cantare in coro l'inno e la filastrocca
a fare dal terrazzo e dal telefonino la simulazione rituale
delle oscene pagliacciate da locale notturno pornografiche e scioviniste
Invece di essere rigorosi nel linguaggio
sobri e precisi nelle informazioni
chiarire che occorre proteggere le persone piu' fragili
vomitano fiumi di retorica i prominenti
ululano "siamo in guerra" "sconfiggeremo il nemico"
mancano solo le reni spezzate e il bagnasciuga del duce
Invece di fare appello alle virtu' repubblicane
la dignita' umana il primato del bene comune l'amore che salva le vite
il rispetto di ogni persona l'accudimento del debole e del bisognoso
i prominenti convocano ai carnevali alla narcosi al saturnale
all'obbedienza pronta cieca assoluta e dissoluta
per mascherare la loro folle violenza la loro scellerata irresponsabilita'
Dopo aver devastato il servizio sanitario nazionale e con esso il diritto alla salute
dopo aver consentito ed attuato orgiastico il saccheggio del pubblico erario
e l'avvelenamento e la devastazione di quest'unico mondo vivente
dopo aver imposto il razzismo e la schiavitu'
giungendo fino all'orrore di cercar d'impedire di soccorrere i naufraghi
contemplano le rovine suonando la cetra e invitando al karaoke
Ed alla barbarie di un ceto dominante di rapinatori dementi
fa da specchio la grottesca stoltezza di chi sa stare piu' senza respirare
che senza discoteca e turismo predatorio e rombanti motori e teleschermi giganti
da cui il grande fratello il piccolo padre il conte zio il padrone mastigoforo
e tutti gli araldi del machiavellismo degli stenterelli
invitano a un tempo alla marcia in ordine chiuso ed alla gozzoviglia
In questo momento apocalittico di decisione e di verita'
tu non metterti al seguito dei potenti tu non subirne l'intimidazione
tu fa' la cosa giusta perche' e' giusta
e giusta e' l'azione che salva le vite
giusta e' l'azione che non uccide non ferisce non minaccia non abbandona
non nega aiuto a chi chiede aiuto giusta e' la scelta della misericordia
Salvare le vite e' il primo dovere
pensare con la propria testa dire la verita' ascoltare con attenzione
non mettere in pericolo nessuno non abbandonare nessuno prendersi cura del mondo
opporsi alla violenza alla menzogna alla morte condividere il bene ed i beni
riconoscere il diritto di ogni persona alla vita alla dignita' alla solidarieta'
siamo una sola umanita' ognuno e' responsabile di tutto
solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe
Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere
chi salva una vita salva il mondo


Geremia Cattristi

lunedì 16 marzo 2020

Coronavirus: aumentano i contagi a Calcinato

Secondo i dati diramati dal quotidiano bollettino di ATS alle ore 14 di oggi nel Comune di Calcinato sono state contagiate 32 persone dal coronavirus. Di queste, 2 sono decedute e 30 sono positive.
In questi giorni di emergenza epidemiologica, dopo il Centro diurno per disabili gestito dalla cooperativa di solidarietà sociale La Sorgente in via Romanelli a Ponte San Marco, da mercoledì 18 marzo chiuderà anche l’isola ecologica comunale per la raccolta dei rifiuti in via Baratello.
Ridotti invece in municipio gli orari dell’Ufficio servizi demografici, aperto solo il lunedì, martedì, giovedì e venerdi dalle 8.30 alle 11.30 e il mercoledì dalle 9.30 alle 12.30; l’accesso da parte del pubblico è possibile solo previo appuntamento
Frattanto il Comune ha avviato positivamente il servizio di distribuzione di alimenti e farmaci per le case di chi ne ha bisogno. In collaborazione con la Protezione Civile il sindaco Nicoletta Maestri informa che è prevista “la consegna della spesa o di pasti preconfezionati e farmaci a domicilio per le persone poste in quarantena o isolamento domiciliare dalle autorità sanitarie locali e anziani non autosufficienti o affetti da  patologie croniche o con multimorbilità, che siano prive di una rete familiare o di vicinato”.
Per la richiesta di farmaci è l’interessato a contattare prima il proprio medico di famiglia per la prescrizione specificando la necessità del servizio a domicilio e poi l’Ufficio servizi sociali per concordare la consegna. Per i generi di prima necessità, sempre l’Ufficio servizi sociali è a disposizione. Il numero attivo è lo 030/9989221 dalle ore 9 alle 13, dal lunedì al venerdì. Successivamente le consegne verranno effettuate dai volontari della Protezione Civile (in divisa e con tesserino di riconoscimento) dal lunedì al venerdì dalle ore 18 alle 20. L e spese saranno anticipate dall’amministrazione comunale e quindi non verrà per il momento richiesto denaro.

domenica 15 marzo 2020

Coronavirus: i dati a Calcinato

Secondo i dati diramati dal quotidiano bollettino di ATS alle ore 17 di oggi nel Comune di Calcinato sono state contagiate 25 persone dal coronavirus.
Di queste, 2 sono decedute e 23 sono positive.
In quarantena, ovvero in isolamento domiciliare, ci sono, oltre a quelle positive, altre 153 persone.