giovedì 14 giugno 2018

No Tav: la lucha sigue!

La lotta No Tav contro la linea alta velocità Bs-Vr non si ferma. A distanza di pochi giorni dalla firma del contratto integrativo tra RFI e Cepav Due, che a brevissimo potrebbe dare avvio ai lavori, il Coordinamento No Tav Brescia-Verona torna all’attacco sul piano giudiziario con ben 5 nuovi ricorsi. La scorsa settimana si è tenuta a Peschiera del Garda, presso la Sala del Pellegrino al Santuario del Frassino, la nostra conferenza stampa per illustrare i ricorsi presentati da centinaia tra cittadini privati, imprese, enti pubblici ed associazioni per impugnare la Delibera del CIPE n. 42 del 10 luglio 2017, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24.03.2018, con la quale viene approvato il progetto definitivo della tratta TAV Brescia-Verona.
Continua così il nostro percorso di lotta contro questa opera che di “grande” ha solo i costi e i danni che provocherà alle persone e ai territori interessati. Come nelle iniziative precedenti, riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare questo disastro, come una delle tante strade che abbiamo deciso di percorrere per intralciare e fermare questo progetto.
Alla conferenza stampa era presente il nostro legale, l’Avv. Fausto Scappini che ha spiegato tutti i contenuti riguardanti i ricorsi presentati riassunti in 10 motivi:
  1. come già sottolineato nel precedente ricorso, non sono state considerate dal Cipe tutte le insufficienze riguardanti il progetto definitivo.
Il testo unico sugli appalti individua esattamente i contenuti del progetto definitivo (oltre che del preliminare e dell’esecutivo). SE IL CIPE AVESSE RISPETTATO LA LEGGE QUESTO PROGETTO DEFINITIVO NON SAREBBE STATO APPROVATO PERCHE’ NON HA TUTTI I CONTENUTI CHE LA LEGGE IMPONE.
Quindi il Cipe ha approvato un progetto illegittimo perchè ha risolto il problema rinviando al progetto esecutivo, attraverso delle prescrizioni ciò che invece la legge impone per il progetto definitivo.
2. Le modifiche imposte con queste 309 prescrizioni avrebbero dovuto imporre un integrazione della valutazione di impatto ambientale (VIA) perchè sono modifiche molto importanti (es. rivisitazione di alcuni cantieri, che non vengono eliminati ma verrà ristudiato il piano dei cantieri; altre ancora più gravi come l’adeguamento alla normative antisismica e strutturale vigente, ecc.). Anche sulla variante dello shunt, e quindi l’uscita dell’alta velocità da Brescia, il CIPE ammette che bisognerà fare la VIA, ma solo per questo tratto. In questo modo si continua a frazionare un progetto che in origine andava da Milano a Venezia, in tanti progetti e tante piccole VIA e quindi NON CI SARA’ MAI UNA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTATE CHE CONSIDERI L’OPERA NEL SUO COMPLESSO.
3. Il progetto definitivo ha tutta una serie di momenti procedimentali che prevedono controlli da parte di una serie di enti pubblici, tra cui per esempio il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ma anche partecipativi come le osservazioni dei cittadini, la partecipazione delle associazioni, ecc.. Il progetto esecutivo questi momenti non li ha, quindi questa operazione di rinviare al progetto esecutivo ciò che si sarebbe dovuto soddisfare con il progetto definitivo ha VIOLATO LE NORME SULLA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI CHE AVEVANO DIRITTO DI CONOSCERE LE MODIFICHE INTRODOTTE CON 309 PRESCRIZIONI NEL PROGETTO DEFINITIVO MA CHE VERRANNO SODDISFATTE CON IL PROGETTO ESECUTIVO.
4. E’ stata contestata nuovamente la MANCANZA DELL’OPZIONE ZERO E DELLA PRESA IN CONSIDERAZIONE DI OPZIONI ALTERNATIVE, già contenute nel precedente ricorso.
5. CONTINUA AD ESSERE ASSENTE LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE STRATEGICA (VAS), una valutazione che deve essere fatta sui piani di carattere generale, in questo caso sul piano generale dei trasporti, che risale al 2001, e questa valutazione non è mai stata fatta. Il governo ha tentato di ovviare a questa illegittimità avviando nel dicembre del 2016 la VAS sull’allegato infrastrutture che conteneva anche la Brescia-Verona. Le sovrintendenze hanno bocciato questa VAS perché non erano in grado di compiere una valutazione sugli effetti sui beni culturali e architettonici, oltre che ambientale, in quanto i progetti erano troppo indefiniti.
6. CONTESTA LA POSSIBILITÀ’ DI FRAZIONALE L’OPERA ORIGINARIA PRIMA IN LOTTI FUNZIONALI E POI IN LOTTI COSTRUTTIVI NON FUNZIONALI: in origine era Milano-Venezia, poi hanno iniziato a fare Milano-Treviglio + Treviglio-Brescia + Brescia- Verona + Verona-Vicenza, Vicenza-Venezia.
I lotti funzionali, come la tratta Brescia-Verona, sono stati poi divisi in lotti costruttivi non funzionali per garantire la speditezza al procedimento di approvazione del progetto; a nostro parere questo non era possibile, soprattutto perchè i lotti costruttivi non si inseriscono in un quadro progettuale complessivo. L’attraversamento di Brescia così come l’arrivo a Verona non ci ad esempio sono del progetto considerato “definitivo”.
7. INOTTEMPERANZA AL PARERE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI (CSLP): il CSLP aveva posto molte censure al progetto ed ha detto che dovevano essere ottemperate con il progetto definitivo, da sottoporre nuovamente al CSLP. Ciò non è stato fatto. Il problema è stato risolto con le 309 prescrizioni e rinviando al progetto esecutivo tutte le prescrizioni e le censure che aveva fatto il massimo Organo tecnico consultivo dello Stato.
8. Anche se già contestato, anche con questo provvedimento, NON E’ STATO OTTEMPERATO QUELLO CHE PREVEDEVA IL PROGETTO PRELIMINARE.
9. E’ stata contestata la VIOLAZIONE DI ALCUNE NORME CHE PREVEDONO L’OBBLIGO DI ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA VIGENTE ANTISISMICA E ADEGUAMENTO ALLE NORME TECNICHE DI COSTRUZIONE PIU’ RECENTI: è uno dei vizi più eclatanti che aveva posto il CSLP e che non poteva essere risolto rinviandolo al progetto esecutivo.
10. Infine è stato posto un VIZIO DI CARENZA DI MOTIVAZIONE E DI ISTRUTTORIA, perché anche del progetto definitivo ci sono delle situazioni talmente abnormi ed eclatanti da non essere credibili: un progetto definitivo, che dichiara la pubblica utilità e autorizza l’ente espropriante ad entrare nelle proprietà degli altri deve almeno contenere con precisioni quali sono le aree che verranno occupate, dove si metterà la rotonda, dove si farà una strada, ecc. questo progetto definitivo invece ha delle carenze di istruttoria che sono clamorose e quindi sono state eccepite in questo nuovo ricorso.
Anche per i non esperti del settore è chiaro capire che questo progetto di definitivo non ha nulla se non la volontà di una politica collusa di portarla a termine (o meglio, ad apertura) a tutti i costi.
Coordinamento NO Tav Brescia-Verona

sabato 9 giugno 2018

Lunedì 11 giugno: consiglio comunale

Lunedì 11 giugno alle ore 20.45 è convocato in municipio a Calcinato il consiglio comunale. Fra gli argomenti posti all'ordine del giorno dal sindaco Marika Legati si segnalano alcune variazioni al bilancio di previsione, la nomina del revisore unico dei conti per il triennio 2018-2021, l'esame ella convenzione fra comuni dell'ambito distrettuale della Bassa bresciana orientale e di Castenedolo e la cooperativa sociale La Sorgente per la individuazione degli immobili da destinare a Centri diurni per disabili, l'analisi della nuova convenzione per la gestione in forma associata del Comando intercomunale di Polizia Locale” con i comuni di Bedizzole e Lonato del Garda e, infine, l'esame di una mozione che propone una "convenzione tra comune di Calcinato e difensore regionale".

sabato 26 maggio 2018

No Tav: un progetto che va fermato

In quest’ultimo mese la questione Tav è tornata prepotentemente a riempire le cronache dei quotidiani. L’incertezza politica nazionale e le elezioni locali hanno spinto gli amministratori a rilasciare continue dichiarazioni pro o contro l’opera.
Dichiarazioni che per la città di Brescia hanno un peso politico elettorale particolare.
Esattamente una settimana fa infatti il bresciano Amministratore Delegato di FS Renato Mazzoncini, in occasione dell’ennesima inaugurazione di un nuovo tassello del rifacimento della stazione di Brescia, ha ribadito e dato per certo che “la partita dell’alta velocità secondo Ferrovie è comunque una questione considerata chiusa” e che il contratto con Cepav2, ultimo tassello dell’iter procedurale, “si può ritenere praticamente firmato”. Dai quotidiani locali apprendiamo sempre tramite le dichiarazioni di Mazzoncini che “la firma definitiva è questione di giorni, ma loro (Cepav2) sono già partiti” e che i lavori non saranno impattanti per la città di Brescia.
Per l’ennesima volta, dal febbraio 2016, ciclicamente si annuncia l’apertura di un cantiere della Brescia-Verona. Queste dichiarazioni propagandistiche, oltre a non trovare alcun riscontro nei fatti, pongono una serie di interrogativi che Mazzoncini non prende minimamente in considerazione.
Primo tra tutti la grave situazione economica e giudiziaria in cui Condotte d’Acqua S.p.A. (consorzio di Cepav2 per il 12%) verte. E’ sempre di queste settimane infatti l’arresto del presidente di Condotte Duccio Astaldi per corruzione e tangenti, ed è di qualche giorno fa lo sciopero di centinaia di dipendenti per la non chiara situazione in cui versa la società che al momento non ha ancora comunicato un piano industriale per uscire dalla crisi. Un dettaglio questo non trascurabile considerando che Condotte è la terza azienda italiana di costruzioni e che è esposta per 767 milioni di euro verso le banche e per 1 miliardo di euro verso i fornitori.
Com’è possibile che in Italia venga appaltato, senza gara d’appalto ricordiamolo, un consorzio come Cepav2, che ha al suo interno imprese corrotte come Condotte, per la realizzazione di un’opera di così grande portata?
E’ un caso che in piena campagna elettorale a Brescia, l’AD di FS venga proprio in città a sostenere un progetto che nemmeno è stato completato nella sua fase di progettazione? (ricordiamo le 309 prescrizioni imposte per la realizzazione).
Com’è possibile rassicurare la cittadinanza bresciana che l’impatto dell’opera sarà minimo se non esiste ancora un progetto per l’uscita da Brescia?
Più che l’inaugurazione della Sala Freccia in stazione di Brescia, ci è sembrata una non casuale vetrina politica in sostegno dell’uscente Sindaco di Brescia del Pd, Emilio Del Bono, ricandidato alle prossime elezioni di giugno. Un’ennesima vetrina politica con “nuove”  e commedianti proclamazioni di avvio immediato dei lavori che proverebbero a mettere in secondo piano la politica nazionale che invece sembrerebbe voler mettere in discussione opere inutili, superate, costose e dannose come il TAV.
Forse l’uscente Sindaco Del Bono con la sua giunta, che fin dall’inizio del loro mandato hanno spinto e appoggiato la realizzazione di quest’opera nel centro della città, non sono più in grado di giustificare la necessità della realizzazione del TAV alla luce degli ultimi scandali e del cambio di opinione politica nazionale sull’opera? Incertezza che ha costretto la giunta bresciana a chiamare in campo un personaggio come l’Amministratore Delegato di FS in rassicurazione della realizzazione prossima e certa dell’opera tanto agognata.
Alla luce di quanto sta accadendo, increduli della superficialità con cui la politica ed FS discutono di un’opera di tale portata e del futuro dei nostri territori, in data 21.05.2018 abbiamo inviato tre comunicazioni ufficiali per denunciare alcune procedure che potrebbero essere messe in atto in merito all’iter della linea AV/AC Brescia – Verona.
In particolare abbiamo depositato un esposto-denuncia alla Procura Generale presso Corte dei Conti della Regione Lombardia e Veneto, un atto di diffida e messa in mora al Ministero delle Infrastrutture – Al Ministero Delrio e al Nuovo Ministro delle Infrastrutture e per conoscenza al presidente di A.N.AC Sig. Raffaele Cantone, ed infine un esposto ai Prefetti di Brescia e di Verona e per conoscenza a tutti i mezzi di comunicazione.
I documenti, composti da una premessa rilevante la situazione finanziaria in cui si trova la Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A, della sua richiesta di concordato in bianco a causa di una pesante ristrutturazione dei debiti, del mancato rilascio da parte di alcune sedi dell’INPS del DURC (il Documento Unico di Regolarità Contributiva è il documento con il quale si dichiara la regolarità contributiva nei confronti di INPS, INAIL e, per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, di Casse edili.) per mancati versamenti contributivi necessari ad effettuare qualsiasi appalto pubblico; diffidano e portano a conoscenza le modalità in cui sono state utilizzate le risorse economiche pubbliche, le modalità di affidamento degli appalti, la mancanza di una analisi seria dei costi e benefici, intimano a non formalizzare nessun atto contrattuale con il General Contractor CEPAV DUE pena la diretta responsabilità e la chiamata a rispondere in giudizio.
Dopo 30 anni di storia italiana NO TAV sappiamo che non esistono governi ed amministratori amici: ci possono essere governi ed amministratori meno ostili, più favorevoli, altri decisamente ostili, ma sono i fatti che contano, non le parole spese. Ci aspettiamo una posizione più netta sulle grandi opere e non deleghiamo più nessuno in difesa dei nostri territori, dei nostri soldi pubblici, delle nostre priorità e della salute.
Basta perdere tempo, basta slogan propagandistici basati sul nulla, basta parole, fermiamo davvero il TAV.
Coordinamento NO TAV Brescia-Verona

venerdì 25 maggio 2018

Che cari, gli Alpini!

Il Comune di Calcinato ha erogato una serie di contributi economici alle associazioni d'arma con una delibera della Giunta Municipale del 15 maggio scorso, per un totale di 17 mila e 500 euro.
Ben 15 mila euro sono andati in via straordinaria alla sezione locale dell'Associazione Nazionale Alpini, che proprio qui da noi terrà la propria adunata sezionale sabato 2 e domenica 3 giugno.
Sul piano ordinario hanno ricevuto i loro 200 euro ciascuno gli Alpini dell'Ana del capoluogo e di Calcinatello, i Bersaglieri, gli Avieri e i reduci, mentre ai Carristi ne sono andati 500 e ai Carabinieri in congedo mille. 

lunedì 14 maggio 2018

Ampliamento Gedit sempe più vicino

Nei giorni scorsi il Comune di Calcinato si è visto bocciare anche l'istanza di opposizione inoltrata a febbraio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al fine di bloccare l'ampliamento della discarica di rifiuti non pericolosi della ditta Gedit di via Cavicchione.
L'appello presentato dal sindaco Marika Legati è stato giudicato “inammissibile” e pertanto respinto.
Giusto un anno fa, nel maggio 2017, il Consiglio di Stato aveva respinto anche il ricorso del Comune contro la decisione del Tar, tre mesi prima, di non sospendere gli effetti del decreto dirigenziale con cui Regione Lombardia il 2 novembre 2016 si era pronunciata positivamente sulla compatibilità ambientale dell'ampliamento della discarica, affermando che "l'operazione non presenta pericoli gravi, attuali e concreti".
E ora non resta che attendere il prossimo atto, il giudizio di merito del Tar, che non si sa quando si pronuncerà. Nel frattempo l'azienda potrebbe avviare quando crede l'innalzamento della quota delle due vasche presenti, già colmate, per un ulteriore quantitativo di rifiuti industriali non pericolosi, pari a circa 180 mila metri cubi, e il riempimento di un nuovo bacino con altri 400 mila metri cubi. Ma potrebbe anche decidere di attendere il pronunciamento della giustizia amministrativa.

domenica 13 maggio 2018

Servizi scolastici: iscrizioni entro fine mese

Ricordiamo che c'è tempo fino a al 31 maggio per iscrivere i propri figli ai diversi servizi scolastici per il prossimo anno scolastico: mensa, trasporto, prescuola e tempo prolungato.
Scaricabili dal sito web www.comune.calcinato.bs.it, i moduli compilati vanno consegnati presso l'Ufficio pubblica istruzione in municipio. Per ulteriori informazioni si può telefonare allo 030.9989240.

sabato 12 maggio 2018

Verso il controllo di vicinato

Giovedì scorso a Calcinatello una ventina di residenti si sono incontrati con l'assessore alla sicurezza, quattro membri della commissione sicurezza e il vicecomandante della Polizia Locale per discutere di come attivare sul territorio la pratica del “controllo di vicinato”.
Diffusa ormai in diversi Comuni italiani, questa esperienza consente a gruppi di cittadini interessati di partecipare attivamente a una serie di iniziative organizzate, volte a promuovere e rafforzare la sicurezza urbana.
Si tratta di realizzarla in forma coordinata e strutturata, ricercando la disponibilità di persone come membri e referenti dei diversi gruppi attivabili.
Il tutto naturalmente in stretto contatto con le forze dell’ordine, per prevenire furti, rapine, atti vandalici e altri reati sul territorio.
L'auspicio è che si riesca a organizzare un’assemblea pubblica sul tema entro la metà di giugno, con la partecipazione delle figure istituzionali chiamate a garantirne l’operatività e definirne le modalità concrete di attuazione.

lunedì 7 maggio 2018

Se ne va Ermanno Olmi

In queste ore piangiamo la scomparsa di Ermanno Olmi, uno dei più grandi registi cinematografici di tutti i tempi.
La sua sapienza - non solo professionale - ha avviato generazioni di italiani, e non solo, alla comprensione di mondi scomparsi, dalla civiltà contadina del piano padano alla realtà innocente e feroce del boom economico.
Il suo limpido sguardo sulle vite che ha raccontato sullo schermo ci mancherà. Ci mancheranno la sua voce, le sue storie, la sua mitezza.
Addio, compagno delle oppresse e degli oppressi in lotta su questa terra. Addio, cantore della natura e dell'umanità della nostra gente. Addio, custode della virtù più rara, quella dell'umile attenzione al dolore degli altri.

domenica 6 maggio 2018

No Tav: martedì a Ponte San Marco

Assemblea del movimento No Tav martedì 8 maggio alle ore 20.30 alla sala civica di Piazza della Preistoria a Ponte San Marco, dove verranno raccolte le adesioni degli interessati al nuovo ricorso al Tar contro la delibera n. 42 del 10 luglio 2017 del Cipe che autorizza la realizzazione della nuova grande opera pubblica. 
"Riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare un’opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e che creerà gravi danni all’economia locale, al turismo e alla vita quotidiana di tutti gli abitanti" scrivono gli ambientalisti in una nota, informando che è possibile "impugnare il provvedimento dinnanzi il Tar del Lazio, facendo valere i gravi vizi giuridici". 
L’appello è rivolto in particolare agli espropriandi, ai frontisti e alle associazioni che si occupano di salvaguardia del paesaggio.

giovedì 3 maggio 2018

No Tav: nuovo ricorso al Tar

Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona, formato da comitati e persone che negli ultimi anni stanno svolgendo attività informativa e di opposizione su quest'opera altamente distruttiva per il nostro territorio, promuove un nuovo ricorso al Tar relativo alla delibera n.42 del 10 luglio 2017 del Cipe.
A tal fine, ci avvaliamo del sostegno di un avvocato esperto in diritto amministrativo e la consulenza di professionisti esperti in materie tecniche. Come Coordinamento No Tav Brescia Verona riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa per tentare di fermare un'opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e che creerà gravi danni all'economia locale, al turismo e alla vita quotidiana di tutti gli abitanti.
Con deliberazione n. 42 del 10 luglio 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 marzo 2018 il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha approvato il progetto definitivo della tratta Brescia Est-Verona (escluso il nodo di Verona) della linea ferroviaria AV/AC Milano Verona.
Vi informiamo che potete impugnare il provvedimento dinnanzi il Tar del Lazio, facendo valere, nel Vostro interesse, i gravi vizi giuridici di questo provvedimento.
Un atto amministrativo che se non viene impugnato entro i 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diviene definitivo e non può più essere successivamente contestato davanti al Giudice Amministrativo.
Vi facciamo presente che l'atto approvato dal Cipe comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, che rende possibile l'invio ai destinatari dei decreti di esproprio e anche di provvedimenti di “occupazione d'urgenza” dei terreni necessari ai lavori per la costruzione dell'opera.
Perché fare ricorso? Tra i motivi principali sicuramente le questioni sull'inottemperanza al parere del Consiglio Superiore dei lavori Pubblici, l'illegittimità derivante dalle modifiche sostanziali al progetto definitivo con le 309 prescrizioni imposte dal Governo, la questione dell'assenza di un progetto complessivo dell'opera (ormai è spezzettato in più tronconi - tratta Treviglio Brescia, ingresso nella città di Brescia, tratto Brescia Verona ed ingresso a Verona), la necessità di aggiornare la VIA, le questioni riguardanti la copertura finanziaria, l'assenza della VAS, la violazione delle disposizioni riguardanti la partecipazione del pubblico in quanto sulle modifiche imposte con le 309 prescrizioni non sarà più possibile il controllo previsto per il progetto definitivo ed altre.
Possono partecipare al ricorso:
- i frontisti, non direttamente espropriati ma che verranno comunque danneggiati dall'opera con la diminuzione di valore della proprietà, che potrebbero rischiare, come già successo su altre tratte TAV italiane, di non poter far valere eventuali danni derivanti dalle attività di cantiere, come i danni agli edifici se non impugnano ora il ricorso;
- tutti i possibili espropriandi da Brescia a Verona, comprese le persone interessate dal nuovo tracciato che sostituisce lo shunt con il passaggio all’interno di Brescia, quindi compresi gli abitanti di Brescia città (la mancata contestazione ora potrebbe compromettere nel futuro l’impugnazione contro il progetto preliminare e il progetto definitivo).
Tale impugnazione non Vi danneggerà, ma anzi aumenta la Vostra forza contrattuale in sede di un possibile futuro esproprio (come già avvenuto in casi concreti) e, soprattutto, unisce le forze per un'azione legale collettiva che aumenta le probabilità di un esito positivo.
Possono partecipare anche le associazioni ambientali a carattere locale che abbiano nel proprio statuto la tutela del territorio, in tutte le sue forme.
L'adesione al ricorso che stiamo preparando va comunicata ENTRO L’ 8 MAGGIO 2018.
L'interesse all'adesione va comunicato via mail all'indirizzo info@notavbs.org ENTRO L’ 8 MAGGIO 2018 mandandoci in allegato tutti i documenti che trovate specificati sul nostro sito notavbs.org o sulla pagina facebook del Coordinamento No Tav Brescia-Verona.
Coordinamento No Tav Brescia-Verona

lunedì 30 aprile 2018

In biblioteca si raccontano i tempi della seconda guerra mondiale dalle nostre parti

Mercoledì 2 maggio alle ore 20.30 alla Civica Biblioteca di via XX settembre 80 a Calcinato ci sarà la presentazione del primo dei due volumi dell'opera “Poi scese la notte” (Edizioni PresentArtSì, 390 pagine, 18 euro). La poderosa ricerca storiografica è opera di tre scrittori locali: l'ex sindaco Morando Perini, il geologo Damiano Scalvini (noto come presidente dell'associazione La Polada) e il saggista Carlo Susara.
Le ricerche, interviste e ricognizioni hanno impegnato gli autori per quattro anni su più fronti: una decina di archivi setacciati, centoquaranta testimonianze raccolte, migliaia di documenti e centinaia di storie, tutto innestato sullo schema narrativo di un diario originale inedito che va dal settembre 1943 all'aprile 1945, quello di Giovanni Rovida, allora segretario comunale in municipio a Lonato.
Il primo volume si sofferma sul periodo 1943-1944; il secondo, che vedrà la luce entro l'estate, racconta gli eventi della Liberazione e dell'immediato dopoguerra e conterrà fra l'altro un altro inedito, il diario di guerra del celebre pittore Franco Ferlenga, che gestiva in quegli anni una stazione-radio clandestina nell'abbazia di Maguzzano occupata dai nazisti.
Dalla cittadina gardesana in questa prima parte dell'opera lo sguardo spazia in queste pagine su buona parte del fronte del secondo conflitto mondiale, offrendo anche un ampio ed esaustivo sguardo su cosa volesse dire vivere ogni giorno sotto il tragico e macabro tallone della Repubblica sociale italiana che da Salò ordiva ed eseguiva stragi e uccisioni a non finire sul nostro territorio.
Ma è anche l'appassionato e accurato racconto della quotidianità della guerra: nascondere soldati perché ricercati da tedeschi e fascisti, leggere atterriti i volantini nazisti che si rivolgono al “popolo italiano”, sfuggire alle bombe, trovare del cibo per tirare avanti erano gesti di vita quotidiana per la nostra gente animata dalla volontà di resistere fino alla fine del conflitto.
A impreziosire questo primo volume è la prefazione di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli uccisi dai fascisti il 28 dicembre 1943 e diventati il simbolo della Resistenza nel nostro paese.