martedì 20 agosto 2019

Commissione pari opportunità

A Calcinato c’è tempo fino al 20 settembre per chi intenda segnalare al sindaco Nicoletta Maestri la propria disponibilità a entrare nella Commissione per le pari opportunità fra uomini e donne.
L’invito è rivolto particolarmente ai gruppi e alle associazioni che hanno facoltà di proporre quattro (di cui almeno una straniera) delle otto componenti. L’istanza di candidatura, corredata da tutti i necessari dati anagrafici, dovrà pervenire, tramite posta, posta certificata (pec) o consegna a mano al protocollo del Comune e indirizzata al primo cittadino, entro le ore 12 di venerdì 20 settembre.

lunedì 19 agosto 2019

Un convegno sull’emergenza climatica

Domani sera alle ore 19.30 la Festa di Radio Onda d’Urto in corso di svolgimento in via Serenissima a Brescia ospiterà un convegno dal titolo “Emergenza climatica: le richieste dei movimenti e le mobilitazioni del prossimo autunno”. Interverranno Vincenzo Mautone (Fridays For Future Europa), Alessandro Scattolo Coordinamento No TavBrescia-Verona), Raffaella Giubellini (Tavolo Basta Veleni Brescia e provincia), Andrea Berta (FFF Nordest e No Grandi Navi), Celestino Panizza (Medici per l’ambiente).

martedì 13 agosto 2019

Dalle violenze si esce denunciandole

La vicenda qui in paese ormai la conoscono tutti. Lunedì 22 luglio, verso sera, sull’autobus che da Lonato li riporta a casa, alcuni ragazzi calcinatesi si mettono a schiamazzare con imprecazioni e turpiloqui, suscitando la reazione di un giovane di origine indiana che, probabilmente offeso dal fatto che alcune delle parolacce sono pronunciate nella sua lingua, li rimprovera accendendo un diverbio che non cessa nemmeno al momento di scendere, alla fermata di via Marconi. 
Il ragazzo indiano prende per il collo uno dei protagonisti degli schiamazzi, tirando un pugno ad uno che è con lui. A quel punto giungono a dar man forte al gruppo altri giovani, amici e parenti dei ragazzi colpiti: è rissa. Schiaffi, pugni e botte: alla fine l’indiano e sua madre (intervenuta per cercare di riportare la calma) sono costretti al ricovero in ospedale. Al giovane viene riscontrata una grave lesione ad un'orbita oculare, alla madre una ferita alla schiena. Dopo qualche giorno il ragazzo viene operato e in questi giorni sta terminando la convalescenza. 
Solerti le indagini dei carabinieri. Grazie a diverse testimonianze oculari e alle riprese delle telecamere comunali, vengono denunciati alla Procura della Repubblica tre giovani coinvolti nella rissa: la pena prevista per reati di questo genere è la reclusione da tre mesi a cinque anni. 
Fiumi di lettere inondano le reti sociali, con i commenti più vari su di un evento, uno dei tanti nella penisola, punta di un iceberg - limitandoci a Calcinato – fatto di tanti altri episodi piccoli e grandi di intolleranza, protervia e violenza quotidiane.
Segnalateceli, denunciateli alle forze dell’ordine. È il primo modo per provare insieme a reagire. Per cercare di prevenire il proliferare del fenomeno, per tentare di evitare nuovi e magari più orribili drammi.

lunedì 12 agosto 2019

Canzone di notte n. 2

"... Ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia, diritto e polizia,
gli dèi, i comandamenti ed il dovere;
purtroppo, non so come, siete in tanti e molti qui davanti
ignorano quel tarlo mai sincero
che chiamano pensiero..."
Francesco Guccini, 1976

domenica 11 agosto 2019

Tutela dell'ambiente: dimmi con chi vai...

Apprendiamo sconcertati dalla stampa locale che la nostra Polizia Locale avrebbe avviato una collaborazione sul territorio con le guardie ecozoofile dell'associazione «Fare ambiente», da sempre nota per le sue inequivocabili posizioni, espresse anche all’indomani delle ultime elezioni politiche, allorquando il presidente nazionale del sodalizio dichiarava: “Esprimo le felicitazioni mie e dell’associazione che presiedo ai leader del centrodestra e in particolare a Matteo Salvini per lo strepitoso risultato ottenuto in questa tornata elettorale. Sottolineo che il programma ambientale al Suo partito è stato in parte scritto da noi per cui, ribadisco la piena sintonia nonché la disponibilità per una fattiva collaborazione allo scopo di poter lavorare proficuamente a iniziative volte alla realizzazione di un ambientalismo ragionevole e realizzabile” (la citazione - refuso incluso - è consultabile alla pagina https://www.fareambiente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2378:elezioni-2018-pepe-soddisfatti-di-vittoria-centro-destra-e-dellexpoit-salvini&catid=30:ufficios&Itemid=99).
In attesa di conoscere il testo della convenzione che regola questo tipo di collaborazione, chiediamo che il sindaco di Calcinato chiarisca pubblicamente la vicenda.

sabato 10 agosto 2019

In Broletto per la messa al bando delle atomiche

Ieri, anniversario del bombardamento atomico su Nagasaki, una nutrita delegazione del Comitato "Italia Ripensaci!" per la messa al bando delle armi nucleari, che nel Bresciano ha raccolto l'adesione di una cinquantina di Comuni (fra i quali anche Calcinato), dell'amministrazione provinciale, di oltre 70 associazioni, di numerose parrocchie e di 7.458 cittadini, è stata ricevuta dal Viceprefetto Salvatore Pasquariello, al quale ha presentato la campagna internazionale seguita alla approvazione del Trattato dell'Onu del 7 luglio 2017: ora, per renderlo esecutivo, si devono raccogliere le ratifiche parlamentari di almeno 50 degli Stati membri.
La delegazione - composta dal presidente del Consiglio Comunale di Brescia, Roberto Cammarata, da don Fabio Corazzina e dai rappresentanti di Movimento Nonviolento, Adl, Pax Christi, Acli, Opal, Missione Oggi, Tavolo della pace Franciacorta, Banca Etica, Anpi - ha illustrato al rappresentante del governo “la forte preoccupazione per il crescere di segnali inquietanti, provenienti da più fronti sul tema, quali le disdette degli accordi internazionali, la ricerca di nuove e sempre più letali tecnologie, i tentativi di nuove nazioni di dotarsi dell'arma nucleare come deterrente, analogamente a coloro che già la posseggono (Usa, Russia, India, Pakistan, Francia, Gran Bretagna, Israele, Cina, Corea del Nord)”.
“Il Viceprefetto ha attentamente ascoltato le ragioni del Comitato e gentilmente accolto il materiale consegnatogli - scrivono in una nota i promotori dell’iniziativa - assicurando che sarà sua premura trasmettere le istanze presentate al Governo della Repubblica. Sarà invece impegno del Comitato bresciano tenere aggiornata la Prefettura e la cittadinanza sul prosieguo della campagna in corso”.

venerdì 9 agosto 2019

No al reato di solidarietà: oggi presidio in piazza a Brescia

Il “Decreto sicurezza bis” è diventato legge. Questa legge rivendica sicurezza, ma non ha niente a che vedere con la reale sicurezza degli italiani in un Paese che fa dell’autoritarismo il suo orizzonte politico e culturale.
Ribadiamo la nostra contrarietà verso una legge che legittima l’idea che chi aiuta i migranti in mare favorisce l’immigrazione illegale.
Ostacolando il sistema di soccorso in mare conferma una tendenza gravissima: criminalizza chi salva vite in mare, e ha come nemico qualsiasi forma di opposizione sociale.
Questa legge mette sotto attacco chi difende i diritti umani e chi contesta pratiche governative inique e immorali, come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare.
Questa legge è contro chi vuole, ancora, una società fondata sui diritti, sull'uguaglianza e sulla solidarietà tra le persone.
Salvare vite umane non è reato.
No al reato di solidarietà.
Continuiamo la mobilitazione venerdì 9 agosto con un Presidio Antirazzista e Antifascista a Brescia nel Piazzale della Stazione dalle ore 17,30 alle 19,00.
Portiamo avanti azioni e testimonianze contro razzismo, fascismo e violenza, perché pensiamo che un mondo più equo e giusto senza confini, né conflitti sia possibile; perché insieme possiamo costruire una comunità nuova, accogliente, solidale, dove i diritti inviolabili: lavoro, istruzione, ambiente, salute e libertà siano garantiti a tutti e a tutte.
Cittadine e Cittadini Resistenti


lunedì 5 agosto 2019

Lettera di un digiunatore alla Presidente del Senato della Repubblica


"Nella gabbia fu messa poi una giovane pantera"
(Franz Kafka, Un digiunatore)

Gentilissima Presidente,
da oggi anch'io, seguendo l'esempio di alcune persone amiche che digiunano gia' da oltre una settimana, inizio un digiuno nonviolento per testimoniare la mia opposizione al cosiddetto "decreto sicurezza della razza bis", decreto che ha come effetto reale - mostruoso effetto - di provocare la morte di naufraghi innocenti: quei naufraghi nel Mediterraneo che i soccorritori volontari avrebbero potuto salvare, ma che il governo italiano, con questo decreto sabotando e perseguitando i soccorritori, ottiene il risultato di lasciare senza soccorso, ed in assenza di soccorso quelle vittime innocenti moriranno. Moriranno. Quelle vittime innocenti moriranno.
E' la strage degli innocenti nel Mediterraneo, a poche bracciate dal nostro paese.
E' la strage dei naufraghi che l'Italia potrebbe e dovrebbe salvare.
E' la strage dei superstiti dei lager libici che l'Italia potrebbe e dovrebbe salvare.
E' la strage degli innocenti in fuga da guerre e fame, da dittature e schiavitu', innocenti che l'Italia potrebbe e dovrebbe salvare.
Salvare le vite e' il primo dovere. 
Perche' scrivo questo a lei, gentilissima Presidente?
Perche' credo che i miei sentimenti possano essere anche i suoi. E quindi mi permetta di argomentare.
Di questa strage degli innocenti anch'io mi sento responsabile: e il digiuno nonviolento e' appunto un atto di assunzione di responsabilita'; non una forma di ricatto morale verso altri, ma un'assunzione personale di responsabilita': essere umano sono, e cittadino italiano, e di cio' che fa il mio paese io mi sento responsabile, come mi sento responsabile di cio' che accade nel mondo: della violenza che costringe le persone ad abbandonare ogni bene per sfuggire alla morte, degli orrori dei lager libici, della strage nel Mediterraneo, della ferocia mafiosa e schiavista; il mio potere e' minimo, ma questo minimo potere devo esercitarlo per cercare di contrastare l'orrore, per cercare di difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani: e' il dovere di ogni essere umano che voglia dare un significato alla propria esistenza.
La regola morale condivisa da tutte le grandi tradizioni di pensiero recita infatti: agisci nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Salvare le vite e' il primo dovere. 
Gentilissima Presidente,
lunedi', cioe' domani, il Senato che lei presiede iniziera' l'esame in aula del cosiddetto "decreto sicurezza della razza bis".
Vorrei poter confidare che tante senatrici e tanti senatori condividano il punto di vista che e' anche il mio: ovvero che salvare le vite umane e' il primo dovere; e che pertanto un decreto che ostacola l'adempimento di tale dovere e' intrinsecamente illegittimo, ed un'assemblea legislativa non puo' che rigettarlo.
E vorrei aggiungere che se sedessi nel consesso che lei presiede mi adopererei a porre una questione pregiudiziale di costituzionalita' del decreto. Sono infatti persuaso che quel decreto confligga con alcuni fondamentali principi della Costituzione della Repubblica Italiana.
Ma io non siedo nel vostro consesso e pertanto questa decisione di porre una questione pregiudiziale di costituzionalita' riguarda non me, ma lei e tutte le sue colleghe e tutti i suoi colleghi.
Ma al di la' di questo singolo aspetto giuridico (e ve ne sono altri che in questa breve lettera rinuncio finanche ad accennare) si pone una questione morale di dimensioni immani: come potrebbe un legislatore votare un provvedimento di cui abbia certezza, o anche solo il sospetto, che provochera' la morte di esseri umani innocenti?
Mi sembra che questo sia il punto decisivo. Lo ripeto, quindi: come potrebbe un legislatore votare un provvedimento di cui abbia certezza, o anche solo il sospetto, che provochera' la morte di esseri umani innocenti?
Cosicche' sarei infinitamente grato se lei e le sue colleghe ed i suoi colleghi voleste respingere quel decreto di cui con ragionevole certezza si puo' dire che: confligge con articoli fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana; confligge con elementi cardinali del diritto internazionale; ha come esito possibile (e si potrebbe anche dire: probabile; ed a mio modesto parere: certo) la morte di esseri umani innocenti.
La morte di esseri umani innocenti. 
Gentilissima Presidente,
mi perdoni se mi sono permesso di attrarre la sua attenzione su questo argomento, e se per farlo mi sono avvalso dell'espediente di segnalarle il mio attuale digiuno del quale a lei ovviamente puo' non calere affatto, ma poiche' lei e le sue colleghe ed i suoi colleghi gia' domani potreste decidere in merito alla conversione in legge di quello sciaguratissimo decreto, ebbene, mi e' sembrato mio dovere di cittadino e di essere umano invitarla, ed attraverso lei invitare tutte le altre persone dell'assise che lei presiede, ad un supplemento di riflessione, mettendovi a parte dei miei pensieri, affinche' abbiate riguardo alla vostra umanita'.
Respingete quel decreto uccisore.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Augurandole ogni bene,
Peppe Sini, un digiunatore 
4 agosto 2019

domenica 4 agosto 2019

Basta atomche! Un flashmob a Brescia

Martedì 6 agosto a partire dalle 8 di mattina un flashmob nella Piazzale della Stazione anche a Brescia ricorderà il 74esimo anniversario dello sganciamento della prima bomba atomica su Hiroshima.
A organizzarlo è un variegato cartello di associazioni - si va dalle Acli  a “Italia Ripensaci!", dal Movimento Nonviolento all'Osservatorio permanente sule armi leggere, da Pax Christi al Mir, dall’Anpi a Missione Oggi - “per chiedere la messa al bando dell’arma nucleare”.
“Allarmati dal riacutizzarsi di tensioni sul tema delle bombe atomiche in più parti del mondo, dalla disdetta di accordi internazionali, dalla ricerca di nuove e più letali tecnologie, dalla possibilità che sempre nuove nazioni abbiano un'arma nucleare (ricordando che già ora sono pronte migliaia di testate nucleari in grado di annichilire ogni forma di vita umana sulla terra) – afferma il portavoce Adriano Moratto in un incontro al Centro per la nonviolenza di via Milano 65 - ricorderemo tutte le vittime delle armi atomiche, chiedendo al Governo della Repubblica di far memoria di quel tragico passato e di approvare il Trattato Onu del 7 luglio 2017 per la messa al bando di ogni ordigno nucleare sul pianeta”.
Per i nonviolenti bresciani “è urgente che l'Italia riveda la posizione finora tenuta e ratifichi questo importante patto, che contribuisce a promuovere il dialogo e la diplomazia, lasciandosi alle spalle la logica obsoleta della deterrenza nucleare fondata sulla sfiducia reciproca, e rafforzando la sicurezza planetaria costruita sulla multilateralità e sulla diplomazia internazionale, come sottolineato anche dall'assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Ican, la coalizione internazionale che si batte per l’abolizione delle armi nucleari”.
Informazioni e adesioni via mail scrivendo nonviolenti.bs@gmail.com o per telefono al 339/6243617.

sabato 3 agosto 2019

Martedì 6 c'è il consiglio comunale

A Calcinato il sindaco Nicoletta Maestri ha convocato per martedì 6 agosto alle ore 21 in municipio la prossima seduta del consiglio comunale.
In apertura dei lavori ci sarà l’esame di due interrogazioni a risposta scritta presentate dal gruppo consiliare "Calcinato in-patto 2.0", la prima sul progetto del nuovo depuratore del Garda e la seconda sul monitoraggio odorigeno concernente il territorio.

Verranno poi proposte una modifica degli indirizzi per la nomina ed il funzionamento delle commissioni assessorili e una variazione al bilancio di previsione 2019-2021. Infine sarà esaminato lo schema di convenzione per lo svolgimento del servizio di segreteria in forma associata con il Comune di Vobarno.

venerdì 2 agosto 2019

Presidio per il Chiese domani a Salò

Domattina a partire dalle ore 10.30 il Tavolo delle Associazioni in difesa del fiume Chiese e il lago d’Idro e il Tavolo Provinciale Basta Veleni manifesteranno a Salò, nella piazza antistante il Municipio, contro ogni ipotesi di trasformare il fiume Chiese nello scarico fognario del bacino del lago di Garda.
Il presidio intende vuole sensibilizzare i cittadini e i turisti sull’assurdità dell’ipotesi in progetto da 6 anni e che dal ottobre 2018 ha individuato Gavardo e Montichiari quali località dove si potrebbero scaricare nel fiume Chiese la depurazione del medio-basso lago di Garda. 
Secondo il Tavolo il progetto è "basato su una logica concettuale prepotente che, oltre a voler essere invadente verso un altro bacino imbrifero, manifesta anche una assenza di fierezza territoriale, la quale invece se ci fosse nella classe dirigente gardesana farebbe divenire il ricchissimo lago di Garda anche un esempio sotto l’aspetto della efficienza nel sistema fognario, separando acque nere da quelle bianche e installando sistemi di depurazione all’avanguardia, non invasivi, gestendo il tutto autonomamente”.

giovedì 1 agosto 2019

Tav: delimitate le aree di cantiere a Campagna di Lonato

Nei giorni scorsi c'è stata la delimitazione delle aree di cantiere per la costruzione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità in frazione Campagna a Lonato.
Immediata la reazione del Coordinamento No Tav Brescia-Verona: “Dopo che il governo gialloverde ha calato le braghe per un progetto vecchio e redditizio per pochi, c'è stata una forte accelerazione nell'avvio dei lavori. Evidentemente portare avanti il progetto degli ‘acerrimi’ nemici del Partito Democratico e di Forza Italia non gli dà fastidio: nella mangiatoia delle grandi opere vanno tutti d'accordo". Tra le gravi lacune del progetto ora in avvio di realizzazione, i No Tav ricordano “che non è aggiornato con le più recenti norme antisismiche e che tutta la zona del Garda è classificata ad una classe 2, ovvero di media sismicità”, denunciando che “M5S e Lega hanno deciso di non fermare un progetto inutile che distruggerà un territorio già molto fragile e sfruttato” mentre “il silenzio dei sindaci del Basso Garda è assordante anche in questi giorni”.
Infine una richiesta “alle persone che vivono nelle zone dei cantieri affinché monitorino i lavori e segnalino tutte le criticità: a d oggi i cantieri Tav sono spesso serviti ad interrare rifiuti illeciti e nella nuova ‘terra dei fuochi’ lombardo-veneta questo rischio è ancora più elevato”.