sabato 15 giugno 2019

Agricoltura solidale a Pontenove

È già tempo di buoni frutti a Bedizzole per il Progetto “Co-produciamo agricoltura sociale”, promosso dalla cooperativa di solidarietà sociale Approdo con il sostegno della Fondazione Comunità Bresciana.
Avviata lo scorso settembre, l’iniziativa offre occasione di socialità ad una ventina di persone con disabilità, favorendo il sollievo alle loro famiglie, attraverso la pratica dell’agricoltura sociale.
“Tutto è partito dalla generosa donazione, da parte di una cittadina, di un terreno situato in località Pontenove” racconta Simone Meini. “Poi è venuto l’interesse a mettere in sinergia alcuni enti e organizzazioni del territorio (dal Comune di Bedizzole alla cooperativa di solidarietà sociale La Rondine alle associazioni Alternative e NeaTerra) e così è nato il progetto. La cura per la terra e il paesaggio, il contatto con la natura, la promozione della biodiversità, sono i temi che han orientato ‘Co-produciamo agricoltura sociale’, attività che dallo scorso settembre vede coinvolti nella realizzazione di lavori agricoli ragazzi e ragazze con disabilità affiancati di da operatori e educatrici. Ma la valorizzazione delle diversità non si è limitata solo alla produzione in campo: anche le attività collaterali e la progettazione dei due eventi previsti dal progetto sono stati infatti coprodotti da utenti e operatori i quali, dallo scorso gennaio, han condiviso desideri, punti di vista e modalità con cui realizzare gli appuntamenti”.
Oggi nella sede della cooperativa Approdo, in via Caselle 3/v, si terrà la “festa del raccolto”, un happening su invito durante il quale i protagonisti racconteranno la loro esperienza in campo, anche grazie agli scatti della fotografa Laura Gatta. Seguirà un aperitivo realizzato con i prodotti coltivati al campo: fragole, ciliegie e altri piccoli frutti, ravanelli, piselli, zucchine e verdure di stagione, il tutto abbinato a prodotti del territorio. La seconda iniziativa è già programmata per settembre e sarà aperta al pubblico: ci saranno un convegno di approfondimento del tema dell’agricoltura sociale e un momento conviviale all’aria aperta i cui dettagli saranno svelati a breve.

giovedì 13 giugno 2019

Un urlo scolpito per l'ambiente

Un boccheggiante omino di terracotta realizzato a Calcinato da Metilde Caffetto sta diventando il simbolo della lotta ambientalista, nella nostra provincia e non solo.
Tutto nasce da lunghi anni di amore per l’ordine costituito – nella duplice veste di avvocato e di docente di diritto – “che, a giudicare da come abbiamo ridotto il pianeta, meriterebbe di essere sovvertito” annota lei sorniona.
“Una volta dipinto – racconta - mi sono interrogata su dove poterlo piazzare e ho cominciato a spostarlo da qui a lì e da lì a qui ma senza risultato finchè mio marito ha detto ‘Mettilo nel vaso sul balcone’; così sembrava uno sepolto vivo che urlava per uscire. L’ho fotografato e postato sul web”.
In poche giorni Metilde riceve in facebook numerosi like, fra i quali quello dello scrittore Davide Sapienza, noto per lo strenuo impegno ecologista. Poi partecipa ad un Concorso internazionale di comunicazione e creatività sulla tematica del cambiamento climatico organizzato dall’Università Ca’ Foscari, col patrocinio di Unesco, Ministero per l’Ambiente, Wwf e Legambiente.
“Mi sono così procurata una cornice, del muschio  stabilizzato, delle minilattine-giocattolo che ho schiacciato e sporcato per rendere l’effetto dell’omino boccheggiante ed emergente dall’immondizia di una discarica di rifiuti solidi urbani. Sulla cornice il titolo ‘Urlo ma non mi senti’”.
In laguna l’opera è stata “segnalata per la capacità comunicativa”: alla cerimonia di premiazione Luca Mercalli le ha detto che “sarebbe rimasta priva di qualsiasi utilità se non fosse riuscite a convincere almeno cento persone a cambiare abitudini di vita”.
“L’omino - prosegue Metilde - si è messo d’impegno non intendendo certo passare alla storia solo come un piccolo e inutile mucchietto di terra bruciacchiata. Da quel momento ho ricevuto richieste di persone sconosciute che chiedevano di utilizzarla a tutela dei diritti della natura, della memoria di luoghi da recuperare, di percezioni e creatività. Fra di esse il gestore di un hotel monteclarense disponibile a organizzare eventi per la tutela della vita sul pianeta e sponsorizzare progetti concreti che potrebbero farlo respirare, cominciando col finanziare una applicazione di food sharing contro lo spreco alimentare e le scuole perché venga assicurata una più efficiente raccolta differenziata e messo al bando il consumo di plastica usa e getta”.
Comparsa già in più d’una manfestazione ecologista, presto la foto dell’omino finirà anche su centinaia di cartoline che verranno regalate a tutte le associazioni che intendessero diffonderle per raccogliere fondi da destinare a iniziative ecosostenibili.

martedì 11 giugno 2019

Caro vecchio Cinema Marconi...


Nei giorni scorsi a Calcinato sono iniziati i lavori di demolizione del caro vecchio Cinema Marconi, la cui prima pietra fu posata quasi cento anni fa da Pietro Carnio, un friulano ex sergente pilota dell’aeronautica durante la prima guerra mondiale, che aveva sposato in paese Maria Fanelli con la quale dal 1924 aprì il salone proiettando film muti con l’accompagnamento sonoro del grammofono. 
Dopo la fine del cinema muto, il Marconi divenne balera, in seguito sala di banchetti per le feste di nozze, e poi ancora cinema, teatro e sala polifunzionale.

Il cantiere durerà a lungo e sarà destinato a realizzare un'opera complessa. Al piano interrato ci sarà una sala conferenze di una ottantina di posti, i bagni pubblici per il foyer e l’area dei camerini. La scala principale collegherà il piano terra con l’interrato e col primo piano anche grazie alla presenza di un montapersone internamente in acciaio e vetro. Il progetto sul quale si sta operando prevede poi la costruzione di un nuovo piano di platea e di una gradonata in galleria, per migliorare la visibilità del pubblico e per rendere perfetta o quasi l’acustica della sala. I posti in platea saranno 208, compresi quelli riservati a persone disabili, mentre in galleria saranno 104. 
Una volta ultimata, la struttura sarà nuovamente a disposizione della cittadinanza per tenervi incontri, eventi e spettacoli. L’opera costerà 2.209.000 euro ed è finanziata con un contributo erogato da Regione Lombardia pari a 1 milione di euro.

domenica 9 giugno 2019

Martedì si insedia il consiglio comunale

Si terrà martedì 11 giugno alle ore 20.45 in municipio a Calcinato la prima seduta del consiglio comunale dopo le elezioni di domenica 26 maggio che hanno incoronato nuovo sindaco Nicoletta Maestri in rappresentanza della lista “Insieme Per Calcinato”, uscita vittoriosa con 3416 voti (54,91%), mentre la lista “Calcinato In-Patto 2.0” guidata da Vincenza Corsini si è fermata a 2805 (45,09%).
Dopo il consueto “esame degli eletti alla carica di sindaco e di consigliere comunale e delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità di ciascuno di essi”, il primo cittadino presterà il tradizionale giuramento e comunicherà la composizione della Giunta Comunale, di cui fanno parte i consiglieri Mirco Cinquetti (che assume anche la carica di vicesindaco e segue i servizi sociali e l’urbanistica),  Alberto Bertagna (con delega alle attività produttive e sportive), Viviana Ponzoni (alle politiche educative, cultura e pari opportunità), Giacomo Savoldi (programmazione, bilancio e semplificazione) e l’assessore esterno Stefano Vergano alla sicurezza. Il primo cittadino per ora mantiene per sé il settore dei lavori pubblici e le politiche ambientali. A seguire l’elezione della Commissione elettorale e di quella per l'aggiornamento degli elenchi comunali dei giudici popolari. 

venerdì 7 giugno 2019

I nomi della nuova Giunta

A Calcinato c’è già la nuova Giunta Municipale. Il sindaco Nicoletta Maestri (Forza Italia) mantiene per sé il settore dei lavori pubblici e le politiche ambientali, mentre gli assessori sono i consiglieri Mirco Cinquetti (Lega, vicesindaco con delega ai servizi sociali e urbanistica),  Alberto Bertagna (Lega, attività produttive e sportive), Viviana Ponzoni (Forza Italia, politiche educative, cultura e pari opportunità) e Giacomo Savoldi (Socialisti per Calcinato, programmazione, bilancio e semplificazione), insieme a Stefano Vergano (Lega, assessore esterno alla sicurezza).
Restano fuori dalla Giunta le altre due forze della coalizione di maggioranza, Fratelli d’Italia e Partecipazione Civica.
I prossimi passi dovrebbero essere la designazione dei consiglieri delegati e la formazione delle commissioni assessorili.

domenica 2 giugno 2019

Viva la Repubblica di vita!

Quella di oggi è una festa civile, La Repubblica è figlia della resistenza antifascista e di un referendum popolare. Non si capisce perché il suo compleanno venga festeggiato con una parata militare, con il volo delle frecce tricolori, con sfoggio di divise e armi: è un controsenso, un falso storico, in contrapposizione ai fondamenti costituzionali, tra cui il ripudio della guerra e la difesa della patria affidata, appunto, "al cittadino" (e non all’esercito). 
Come ricordava molti anni fa un nostro Premio Nobel, il 2 giugno sarebbe giusto e bello far sfilare, al posto dei soldati in alta uniforme o tuta mimetica, i lavoratori, gli educatori, i giovani disoccupati, i pensionati, le vedove e gli orfani per le morti bianche, come rappresentanti del popolo italiano in sofferenza, e vedere i rappresentanti delle istituzioni mettersi sull’attenti davanti a loro. E la corona d’alloro andrebbe deposta davanti alle tombe dei morti per costruire ogni giorno, questa Repubblica.
Il primo articolo della Costituzione indica come la nostra Repubblica sia fondata sulla forza del lavoro. Gli articoli successivi, dal 2 al 10, i principi fondamentali, contengono il richiamo ai diritti inviolabili dell’uomo, l’uguaglianza e la pari dignità sociale di tutti, il diritto al lavoro, le autonomie locali ed il decentramento amministrativo, la tutela delle minoranze linguistiche, l’indipendenza dello Stato e della Chiesa, la libertà per le confessioni religiose, lo sviluppo della cultura, la ricerca scientifica, la tutela del paesaggio, del patrimonio artistico e monumentale, il riconoscimento del diritto internazionale e il diritto d’asilo per lo straniero; infine vi è l’articolo 11, il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Tutto questo significa che i cittadini e i lavoratori devono costruire le condizioni economiche e sociali per la dignità della vita di tutti coloro che vivono nel nostro paese, e che la guerra è l’unico vero disvalore da espellere per sempre dal contesto civile.
Per questo riteniamo che i 25 miliardi di euro che saranno impiegati anche quest’anno per le spese militari vadano contro la Costituzione e sperperino denaro sottratto alle tante necessità attuali (lavoro, sanità, istruzione, cultura, ricerca, protezione civile, pensioni ecc.).
Noi festeggiamo quindi il 2 giugno con lo spirito civile di una festa di popolo, insieme alla forze vive della Repubblica: i lavoratori, le categorie delle arti e dei mestieri, le casalinghe, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini, i giovani del servizio civile, tutti coloro, cioè, che in diversi modi attuano i primi 12 articoli della Costituzione.

venerdì 31 maggio 2019

La domenica delle salme

Calcinato è da tempo un paese di destra, lo sappiamo. La novità uscita dalle urne di domenica scorsa è che la sinistra in consiglio comunale non esiste più. A fare opposizione saranno quelli che una volta si sarebbero chiamati democristiani, con qualche piccola variante interna allo schema. 
Che fare ora? Intanto meditare (e magari ascoltare)
La domenica delle salme
Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggia Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento.
I Polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo.
La piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista.
La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del ‘'tua culpa''
affollarono i parrucchieri.
Nell'assolata galera patria
il secondo secondino
disse a ‘'Baffi di Sego'' che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
ad annunciare l'amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro.
Il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni.
Voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo.
A tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile.
La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale.
La domenica delle salme
si sentiva cantare
quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare.
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta
poi ci mandarono a cagare .
Voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai Padri Maristi
voi avete voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo.
La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia.
La domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano i segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta.
                                           Fabrizio De André