giovedì 26 novembre 2009

DALLA PARTE DEGLI SFRUTTATI E DELLA LIBERTA'




MARTEDI’ 1 DICEMBRE 2009
ore 20.45
Sala Civica-Piazza della Preistoria
Ponte S. Marco

Il gruppo libertario Spartaco organizza

INCONTRO CON MARCO ROVELLI
Scrittore e musicista libertario,
ci racconterà i suoi libri e il suo ultimo CD, SEMPRE dalla parte degli sfruttati. E della libertà.

In allegato il volantino, con una presentazione dell'autore, dei suoi libri(che trattano dei Centri di Permanenza Temporanea, dello sfruttamento del lavoro nero dei migranti e delle morti sul lavoro) e del suo ultimo lavoro musicale, il CD LibertAria.


Come scrittore Marco Rovelli è giunto alla notorietà nel 2006, con il libro Lager italiani, un "reportage narrativo" interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati e analizzati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, dedicato ad un'analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 esce Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Suoi racconti e reportage sono apparsi su Nuovi Argomenti, il manifesto e l'Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale.

L'affermazione di Marco Rovelli come cantante è legata alla vicenda musicale dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio. Nel 2007 ha lasciato il gruppo e ha iniziato il percorso solista, con il progetto LibertAria, e nel 2009 ha pubblicato il primo cd nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell'ambito del Meeting Etichette Indipendenti.

AVANZA L'ITER DELLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER L'ISTITUZIONE DEL PARCO DELLE COLLINE MORENICHE DEL GARDA




Il responsabile del comitato promotore della legge di iniziativa popolare per la formazione del parco delle colline del garda morenico ci scrive per comunicarci che le oltre 7000 adesioni sono state validate e la proposta è stata dichiarata ammissibile all'unanimità dall' Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.
L'Iter prevede l'esame da parte delle Commissioni e poi la discussione in Consiglio.

Anche Calcinato, o meglio la porzione orientale del suo territorio quella cioè alla sinistra orografica del Chiese, rientra nel perimetro del progetto di parco regionale.

Come Linea Indipendente abbiamo sostenuto il progetto e collaborato alla campagna informativa e di raccolta, nella convinzione che solo l'istituzione di organi sovracomunali possano garantire un'urbanistica più equa, sostenibile, perequativa e compensativa a livello territoriale.




mercoledì 25 novembre 2009

CAOS SUI SENSI UNICI




La popolazione pare non abbia gradito la proposta dell'amministrazione comunale di modificare la viabilità in centro storico a Calcinato. L'incontro pubblico di Martedì sera in Municipio ha manifestato tutto il malumore dei commercianti e degli abitanti, espresso in modo spesso deciso.

Vedremo se la giunta deciderà di fare marcia indietro.

martedì 24 novembre 2009

REVOCA DELLO SCONTO SUI FARMACI




Particolarmente ricco il menu della prossima seduta del consiglio comunale di
Calcinato che si svolgerà venerdì 27 novembre.

Prevista in quella serata la revoca della delibera con la quale il 27 luglio 2005 il consiglio aveva stabilito lo sconto del 20% sui medicinali in vendita nella farmacia comunale che non necessitino prescrizioni e sui prodotti da banco. Fu l’unico provvedimento proposto dal centrosinistra a ottenere il consenso della maggioranza di destra nella scorsa tornata amministrativa e ora viene abrogato.

In programma ci sono altri importanti punti posti all’ordine del giorno dal sindaco Marika Legati: dalla nomina dei componenti della commissione della biblioteca comunale di via XX settembre, all’esame del nuovo regolamento per l'accesso ai documenti amministrativi, all’assestamento definitivo del bilancio di previsione per l’anno in corso, ad un atto di transazione per l’acquisizione di un immobile (con il suo inserimento nel piano delle alienazioni). Previsto anche il varo di alcuni provvedimenti urbanistici: il piano attuativo di riconversione denominato Margor in variante al Prg vigente, il piano di recupero Scarpari (sempre in variante), il piano attuativo residenziale Bertinato-Baresi e il piano di recupero Razio.

L’appuntamento per gli interessati è alle ore 20.45 nella sala consiliare del palazzo municipale.

domenica 22 novembre 2009

COME UN UOMO SULLA TERRA




MERCOLEDI' 25 NOVEMBRE
ALLE ORE 20.45
PRESSO LA SALA CIVICA MORELLI
IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA A CALCINATO

seconda serata della rassegna cinematografica

"ITALIANI BRAVA GENTE?"

organizzata dal gruppo libertario Spartaco.

In programma

"COME UN UOMO SULLA TERRA",
film documentario del 2008 di Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene.

Questo documentario rappresenta sullo schermo le indegne condizioni in cui versano migliaia di migranti africani e le brutali modalità con cui la Libia domina i flussi migratori, con violenze e torture nei campi di detenzione finanziati anche dall’Italia. Un viaggio di dolore e dignità, che riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Europa e l’Italia (che respinge gli immigrati proprio in Libia, con "regolari" accordi internazionali…) hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. In allegato la locandina dell'intera rassegna.

IL VENTISETTE NOVEMBRE A VICENZA




Ci ha telefonato Turi Vaccaro da Torino.
Sta diramando un comunicato in cui informa che è in digiuno della parola e che dal 23 al 27 novembre, giorno del processo a Vicenza, farà uno sciopero della fame e della sete.
Sta anche meditando - e lo dirà nel comunicato - una "autoconsegna" giovedi 26 novembre violando il divieto di dimora nella Provincia di Vicenza, con il quale i giudici gli hanno concesso la libertà provvisoria.L'art. 260 cp, di cui sono imputati Agnese e Turi, comporta il rischio fino a 5 anni di carcere.
Il "Comitato di sostegno per Agnese e Turi" sta raccogliendo la disponibilità di persone a ripetere, nel quadro di una strategia condivisa con i movimenti vicentini, il gesto della “semina” sia a Vicenza, sia in analoghe realtà italiane.
Per amplificare il senso politico dell'azione di Agnese e Turi non resta che mobilitarsi tutti per il 27 novembre a Vicenza: potremmo affiancare la doverosa solidarietà con la discussione per tracciare un percorso il più possibile
pianificato e concordato tra gli oppositori nonviolenti alla militarizzazione, alle spese militari e alle guerre.

Per ulteriori informazioni scriveteci a linea.indipendente@hotmail.it.

sabato 21 novembre 2009

EAU PUBLIQUE




Parigi - Dopo la disastrosa gestione dei privati

Il sindaco Delanoë: «Ritornerà pubblica»

[Anna Maria Merlo, il manifesto]

PARIGI
[21 Novembre 2008]

Parigi rimunicipalizza l’acqua potabile. La decisione di non riconfermare i contratti con i due giganti privati dell’acqua, Veolia e Suez, alla scadenza del contratto a fine 2009, verrà votata al consiglio municipale lunedì prossimo e la maggioranza (Ps, Pcf, Verdi e radicali di sinistra) è «unanime». La municipalizzazione dell’acqua era una promessa elettorale del sindaco Betrand Delanoë, che ora si impegna a non aumentare il prezzo del metro cubo fino alla fine del suo mandato nel 2014.
E’ la fine di un’era, iniziata negli anni ’80, quando in Francia c’è stata un’ondata di privatizzazioni. Ancora oggi, nella maggioranza dei comuni francesi l’acqua è gestita da privati. A Parigi, era stato Jacques Chirac, nell’84, allora sindaco della capitale, a privatizzare la distribuzione dell’acqua. I due giganti della distribuzione si erano divisi la città: Veolia per la rive droite, Suez per la rive gauche. Il comune aveva conservato una presenza (al 70%) nella società di produzione dell’acqua, Eau de Paris. Dal gennaio 2010, la città controllerà «tutta la sequenza», dalla produzione (purificazione) alla distribuzione. Il comune vuole «chiarire le responsabilità e semplificare il servizio» assicura la vice-sindaca Anne Hidalgo. Per Anne Le Strat, assessore all’acqua (Ps), la decisione è «emblematica» e mira ad «offrire ai parigini un’acqua migliore a un miglior prezzo». L’opposizione Ump accusa il sindaco di aver preso questa decisione solo «per ragioni politiche» e la considera «un errore tecnico e uno sbaglio finanziario».
Parigi non è la prima città a fare marcia indietro sulla privatizzazione degli anni ’80. Tra le grandi città, una scelta analoga è già stata fatta da Grenoble: secondo uno studio pubblicato ad ottobre dall’associazione di consumatori Ufc-Que choisir, a Grenoble, ma anche a Chambéry, a Clermont-Ferrand o ad Annecy, tutte città dove l’acqua è municipalizzata, i prezzi sono «ragionevoli». Bordeaux (dove il sindaco è Alain Juppé, Ump) e il Grand Lyon (nel capoluogo è sindaco il socialista Gérard Collomb) hanno invece fatto la scelta di rinegoziare, al ribasso, i contratti con le società private di distribuzione.
A Parigi, l’acqua costa oggi 2,8 euro il metro cubo, un prezzo un po’ sotto la media francese, che è di 2,9 euro il metro cubo. Secondo l’Associazione dei sindaci francesi, la purificazione e la distruibuzione costa in media 3,01 euro il metro cubo. Con la municipalizzazione, la città di Parigi ha calcolato che risparmierà 30 milioni di euro l’anno. Questa cifra non sarà redistribuita tra gli utenti - ha però precisato il comune - ma sarà «reinvestita». Difatti, i costi per la purificazione sono in netto aumento da anni. Il comune assicura in ogni caso di avere allo studio delle tariffe preferenziali, più basse, per le famiglie in difficoltà, per evitare che vengano loro chiusi i rubinetti se non pagano. A Parigi, i consumi sono in calo grazie a un miglioramento della rete, che ha minori perdite. Per Veolia e Suez il colpo è duro: subiranno, rispettivamente, un calo delle entrate di 132 e 62 milioni di euro. La città di Parigi creerà una nuova società per la produzione e la gestione dell’acqua potabile, un Epic (stabilimento pubblico industriale e commerciale), che nascerà dalla fusione delle due reti di distribuzione della rive droite e della rive gauche, e dalla ripresa di Eau de Parigi, la società (al 70% municipale) che produce l’acqua. Il fatturato sarà di 230 milioni di euro l’anno. I 900 dipendenti delle tre società verranno tuti riassunti «senza perdita dei vantaggi sociali» dalla nuova società municipalizzata.
In Francia, dall’offensiva dei privati degli anni ’80, tre compagnie controllano la distribuzione dell’acqua potabile: oltre a Suez Environnement e a Veolia (ex Générale des Eaux), c’è la più piccola Saur, una filiale dei gigante dei lavori pubblici (proprietario anche della tv Tf1) Bouygues. Negli anni ’90, per rispettare le norme europee, gli investimenti sono cresciuti a picco. Molte città hanno affidato la gestione ai privati, perché non potevano far fronte alla crescita dei costi. Ma ora il vento è cambiato, anche a causa di un aumento dei prezzi consistente (la Francia è il quinto paese europeo per il costo dell’acqua) per gli utenti, che chiedono di pagare di meno.

venerdì 20 novembre 2009

CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO IL 27 NOVEMBRE




o.d.g.

1. approvazione verbali sedute precedenti
2. nomina componenti commissione biblioteca comunale
3. esame e approvazione nuovo regolamento per l'accesso ai documenti amministrativi
4. revoca delibera consiglio comunale 68 del 27.07.2005 riguardo la politica dei prezzi di vendita dei prodotti della farmacia comunale
5. comunicazione delibera di giunta comunale 187/2009 con prelevamento dal fondo di riserva
6. assestamento definitivo bilancio di previsione 2009
7. approvazione atto di transazione tra il comune di calcinato, montini barbara e la società fimo spa - acquisizione immobile e suo inserimento nel piano delle alienazioni
8. piano attuativo di riconversione denominato margor in variante al prg - approvazione definitiva
9. piano di recupero scarpari in variante al prg - approvazione definitiva
10. piano attuativo residenziale bertinato baresi - adozione
11. piano di recupero casa razio in variante - adozione

giovedì 19 novembre 2009

LAST URBAN SUPPER



dal 26 novembre la commissione urbanistica ricomincia a riunirsi.
quattro sedute per leggere le NTA del piano delle regole, già definito.

ed intanto il documento di piano, viene ancora tenuto nascosto, insieme al piano dei servizi; gli unici eleborati che meritano un confronto ed una discussione con le parti politiche, tecniche e la cittadinanza (preferibilmente prima che vengano stesi).

la torta del territorio è sul tavolo.

MAGGIORANZA A SENSO UNICO



L’amministrazione comunale intende procedere alla modifica della viabilità all’interno del centro abitato.

Le novità consisteranno nella istituzione di sei sensi unici: lungo via Garibaldi in direzione P.za Repubblica – via Roma, per il tratto compreso tra l’Auditorium Don Vincenzo Bertini e l’intersezione con via Roma (mentre il rimanente tratto di via Garibaldi rimarrà a doppio senso di circolazione, con una corsia riservata ai pedoni e una ai ciclisti); lungo via Roma in direzione via Vittorio Emanuele II (con possibilità di transito limitato alle sole biciclette anche in senso contrario, una corsia pedonale e iconcine direzionali per le biciclette); lungo via Vittorio Emanuele II in direzione via Matteotti, per il tratto compreso tra via Roma e via Cimitero, con possibilità di transito limitato alle sole biciclette anche in senso contrario; lungo via Arnaldo per il tratto compreso tra via Palestro e via San Germano; lungo via Mercanti (all’ingresso su via Arnaldo) e via fratelli Roveri.

Tali modifiche per un anno avranno carattere sperimentale e potranno comunque subire aggiustamenti o modifiche. Verranno illustrate alla cittadinanza in un incontro pubblico che si svolgerà martedì 24 novembre alle ore 20.30 nella sala consiliare del palazzo municipale.

mercoledì 18 novembre 2009

LA CITTA' DEL CEMENTO




stasera a brescia, presso la sala piamarta, in via san faustino un convegno promosso da rifondazione comunista

LA CITTA' DEL CEMENTO
come cambia brescia ai tempi di paroli e della lega, tra grandi progetti invasivi e piccole azioni di aggressione alla qualità della vita.

coordina
VANNI BOTTICINI - coordinatore dei circoli cittadini di PRC

introduce
FIORENZO BERTOCCHI - segretario federazione di Brescia PRC

intervengono
MARCO FENAROLI - segretario Camera del Lavoro di Brescia

FLAVIO VIDA - architetto

martedì 17 novembre 2009

ALLA SOCIETATE



Onne giorno v’affannate, combattete, faticate,

per denaro accumulare e benessere affermare;

e la notte non dormite per pensare all’indomane,

come meglio poter fare, lo denaro moltiplicare.


E voi più non conoscete lo profumo delli fiori,

le canzoni dell’uccelli, la letizia dei ruscelli,

la lucerna delle stelle, l’occhi vivi dei bambini,

che vorrebbero sanare le storture dello mondo.


E così voi continuate senza sosta a duellare,

trascinando vostri figli, vostre orme a ricalcare,

pe’ l’orgoglio de vedere vostro stemma perpetuare

v’incensate, ve gloriate, poi vien l’ora de morire!


Ma non v’è ricchezza al mondo che corrompa sorella morte,

arrivata vostra sorte, e morite e non sapete

che per tanto in alto andare, molto in basso bisogna stare,

e per tanto possedere, niente al mondo bisogna avere.


(canto francescano del XIII secolo)

sabato 14 novembre 2009

RINVIATO IL PROCESSO AL COMPAGNO TURI VACCARO





Il processo con rito direttissimo a Turi Vaccaro a Vicenza, il compagno entrato l'11 novembre nel Dal Molin insieme ad Agnese Priante per spargere semi contro la costruzione di una struttura di morte, dopo l'udienza di stamattina, è stato rinviato a venerdi 27 novembre, alle ore 13.30.
L'art. 260 - introduzione clandestina in luogo militare - comporta la pena del carcere da 1 a 5 anni. Ma potrebbe essere derubricato nella semplice contravvenzione dell' "ingresso arbitrario".
Per i giudici Turi potrebbe essere già a piede libero, se accetta il divieto da essi imposto di dimora nella Provincia.
Bisognerà vedere se Turi accetterà la condizione.
Conoscendolo, siamo portati a dire di no, che non accetterà di sottoscrivere il divieto. Quindi dovrebbe restare detenuto nel carcere S.Pio X.
Il suo difensore d'ufficio è l'avvocato Claudio Mondin, da cui cercheremo di informarci sulle sue decisioni.
Potete esprimere solidarietà inviando una e-mail a linea.indipendente@hotmail.it oppure telefonando alla Casa per la pace di Vicenza allo 0444-739532. E'
evidente che dobbiamo mobilitarci davanti al Tribunale il 27 settembre, per ribadire che consideriamo illegali non i gesti simbolici di protesta nonviolenta, ma una base militare decisa incostituzionalmente per scopi bellici non costituzionali e che sta venendo su con modalità abusive.

Linea Indipendente

venerdì 13 novembre 2009

ARRESTATO A VICENZA TURI VACCARO, IL PELLEGRINO DI PACE




Turi Vaccaro, il "pellegrino di pace", dovremmo conoscerlo tutti perché nel 2005 è stato protagonista in Olanda di una storica azione pacifista: penetrato nell'officina di riparazione di Woensdrecht, ex Base NATO, aveva reso inservibili 2 aerei da combattimento F16 distruggendone i comandi a martellate.
Dopo aver concluso l'8 novembre il Cammino di Nonviolenza Napoli-Vicenza (1.900 km a piedi iniziati il 6 agosto scorso dalla città partenopea, con tappe di 20-30 km al giorno) partecipatondo alla Marcia per la Pace e la nonviolenza di Domenica, nei giornisuccessivi aveva interrogato a lungo i suoi sogni e aveva a lungo meditato per capire quale poteva essere il suo contributo personale - oggi - all'affermazione della nonviolenza.
Non sopportava l'idea che ci fosse un'altra base militare e voleva ribadire la priorità degli usi civili del territorio da consegnare alla piena responsabilità della gente comune.
L'estate di S. Martino (11 novembre) gli era sembrata simbolicamente favorevole alla sua semina e anche il Santo, patrono dei pellegrini.
Ieri pomeriggio - 11 novembre - è penetrato nella parte militare del Dal Molin insieme ad Agnese Priante del gruppo donne del Presidio Permanente.
Aveva con se un disegno solare che le aveva affidato Alice delle Piagge (Firenze) dove era passato di recente percorrendo il suo itinerario, cui Fermiamo il Fuoco Atomico ha fatto da supporto politico e logistico.

Diceva che lo aveva ricevuto proprio per favorire questa azione.
Aveva preparato i semi secondo il sistema dell' agricoltura biologica di Fukuoka. (Inserimento dei semi in palline di argilla- la stessa del Dal Molin).
Li ha seminati insieme alla sua accompagnatrice. Poi sono stati fermati dai carabinieri della SETAF.
Ora Turi è nel carcere di S.Pio X di Vicenza. L'accompagnatrice è stata rilasciata.
Turi sarà processato domani - 13 novembre - per direttissima dal Tribunale di Vicenza.

La Casa per la Pace, il Tavolo della Consultazione e il Comitato vicentino della Marcia Mondiale hanno solidarizzato con Turi sottolineando il carattere del tutto nonviolento della sua azione per la quale personalmente era disposto fin dall'inizio a pagare il prezzo eventuale di una incarcerazione.

Per quanto ci riguarda, sottolineamo come le pratiche di azione diretta rappresentino un invito simbolico a non mollare, a non rassegnarsi, a non accettare "compensazioni", ma a proseguire con la non collaborazione attiva - individuale e di massa - nei riguardi delle strutture dell'ingiustizia e della violenza organizzata, quali le basi militari di supporto ad un modello offensivo, nuclearizzato e guerrafondaio, nel contesto della NATO.

Aspettiamo e sollecitiamo l'immediato rilascio di Turi sicuri della sua disponibilità ad organizzare l'attività di "Nukewatch" intorno alle ex centrali nucleari italiane che ospitano le scorie radioattive: dobbiamo monitorare ed ostacolare i pericolosi movimenti di trasporto su treni notturni (uno alla settimana) verso Sellafield - in Gran Bretagna - e ritorno, dove le suddette scorie, dopo il ritrattamento, vengono depositate temporamente accanto agli impianti. (Latina, Trino, eccetera, verranno riattivate con tecnologia EPR in seguito agli accordi Berlusconi-Sarkozy sul rilancio dell'atomo sedicente "di pace").

Linea Indipendente

mercoledì 11 novembre 2009

DA BARBINO, LOCANDA CON CUCINA




10.11.09 dall’aeroporto di G. Io, non essendo un ciarlatano ma credendo abbastanza in un bel bagno, nelle cure fisiatriche, in un pasto caldo e in una buona dormita, non avrei mai la faccia di tolla di sermonare, “Venite a me, o voi che siete affaticati, e io vi darò il sollievo”, portandovi via intanto quel po’ che vi è rimasto, ma metterei il seguente annuncio, anche su “Famiglia Cristiana”, “Stanchi morti, sporchi, affamati, disoccupati, ammalati e incarogniti ma disponete degli ultimi 350 euro per tentare di uscire dalla miseria morale che vi sta spingendo verso gli artigli di un Salvatore? Da Barbino, locanda con cucina, sauna, massaggiatore, ambiente cordiale e chiacchierino, 12 ore per rimettervi momentaneamente in sesto e poi come sempre i cazzi migliori al mondo: cazzi vostri!”.

Aldo Busi

venerdì 6 novembre 2009

PAESE CHE VAI, POETA CHE TROVI




04.11.09 Da G. Perché il sentimentale, fascinoso, sensualtriviale García Lorca, che certo non scriveva dell’antifranchismo che ne causò l’assassinio, è un grande poeta (civile!) e Pasolini no? Perché il primo viveva l’unica vita tollerabile per un poeta, cioè per un cittadino qualsiasi, viveva una vita politica, senza rete di protezione alcuna, politica in ogni dettaglio della sua personalità e delle sue azioni, mentre il secondo scriveva la poesia più intollerabile e trombona per chiunque, una poesia politica, restando poi nella vita, specialmente sessuale/privata e quindi civile/pubblica, un superficiale sentimentaloide pieno di vizi doppiogiochisti, di miopia misogina e omofoba, di plagiario narcisismo piccolo borghese – nonché di segrete richieste di aiuto e di spinte ai finti nemici (notamente a Andreotti, niente di meno). Triste la sorte toccata in Italia ai due più grandi poeti della modernità: Rimbaud è stato oggetto di un saggio di tale Minore, un modesto travet cattolico che spudoratamente in Lui si identifica, Lorca è stato tradotto da Carlo Bo, il più onorato, pigro, servizievole e scientemente pavido dei cani da guardia, dalla salda poltrona, del democristiano clericalismo accademico. (Ho appena letto il riassunto che un quotidiano spagnolo fa dell’intervista rilasciata ieri alla Stampa da Confalonieri sui casi giudiziari e l’innocente, non antidemocratico peronismo di Berlusconi: ho riso talmente tanto, mi sembra il promo più azzeccato per l’imminente spettacolo di Daniele Luttazzi al Nuovo di Milano). Aldo Busi

mercoledì 4 novembre 2009

FREEGANISM



Vi sarà capitato di vedere al termine del mercato a Calcinato aggirarsi tra le bancarelle anziani e non che rovistano tra gli scarti della frutta e della verdura cercando qualcosa di recuperabile. Si muovono con la rapidità e la discrezione di chi ha fatto da tempo i conti con il pudore e con la mancanza di soldi. Voi stessi avrete cercato di rispettare la loro dignità non fermando lo sguardo.

Ci sono persone che in relazione alle modalità di procurarsi il cibo hanno fatto una scelta di vita fuori dalla norma, perseguita con coerenza, ma che non sembra aver richiesto particolari rinunce o sacrifici. Sono gli attivisti del Freeganism , un movimento di opposizione al consumismo che pratica la raccolta del cibo scartato dai supermarket: cibo buono, sano, eliminato dalla catena produttiva e distributiva, piatti pronti preparati in quantità eccessiva, verdure che non rientrano nella misura standard, pane o yogurt di prossima scadenza (non scaduti!) dato che tra il 30 e il 40% del cibo ancora commestibile, diventa scarto e rifiuto solido urbano. Il recente appuntamento romano della FAO ha denunciato che il numero delle persone affamate nel mondo è salito a 1,02 miliardi, una persona su sei. Ma, allora: nel mondo è più grande la fame o la quantità di cibo scartata?

Ci occorre un altro sguardo che, a partire dai cassonetti dietro gli ipermercati arrivi alla deforestazione tropicale utile alle coltivazioni intensive per i biocarburanti per capire la considerazione di uno degli economisti FAO: «Il nostro modo di gestire il settore agricolo a livello mondiale e il sistema di sicurezza alimentare non funziona», ha dichiarato Kostas G. Stamoulis. «C'è il paradosso di un aumento della produzione alimentare globale, anche nei paesi in via di sviluppo, ma c'è ancora la fame». La cosiddetta «rivoluzione verde» degli anni 1960 e '70 mise fine alle carestie, ma il costo ambientale dei fertilizzanti chimici e dell'intensiva irrigazione pesante ha prodotto un amaro divario nel pianeta. L'impiego diffuso di fertilizzanti azotati ha contribuito pesantemente alla produzione di gas ad effetto serra, e le vaste risorse idriche necessarie per l'irrigazione non sono sostenibili. La domanda di biocarburanti può utilizzare terreni fino ad ora coltivati per la produzione alimentare. La combinazione di siccità e inondazioni, di carestia e di recessione globale può costituire una miscela generativa di onde migratorie altamente problematiche. Eppure in Italia i negozi e i ristoranti hanno a disposizione l'88 per cento di cibo in più rispetto al fabbisogno alimentare della popolazione, circa il doppio delle 2000 kcal necessarie a persona. Lo spreco di cibo è la grande emergenza ambientale del nostro tempo, di cui nessuno parla; limitandolo, si potrebbe ridurre la superficie di terreni coltivati, e perciò risparmiare acqua, abbattere meno alberi, produrre meno CO2. E potremmo ridistribuire in maniera diversa il cibo, risolvendo in parte l'enorme sperequazione tra chi ne ha troppo e chi troppo poco. Chi ci propone un altro sguardo documentatissimo è un laureato in letteratura di Cambridge, Tristram Stuart, attivista del Freeganism , che ha viaggiato e rovistato nei cassonetti da Londra alla Russia, all'Asia centrale, e poi in Pakistan, India, Cina, Corea del Sud e Giappone. L'esperienza, i dati e le comparazioni sono contenute in un libro in uscita nei prossimi, Sprechi. Il cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare . Il risultato di questa indagine è inequivocabile: il comparto della grande distribuzione arriva a distruggere fino al 50% del cibo prodotto. Dobbiamo tutti rovistare nei cassonetti? No, dobbiamo ottimizzare il nostro sistema produttivo/distributivo per evitare che il cibo diventi rifiuto e dove diventa eccedenza ridistribuirlo. Stuart fa l'esempio di FareShare , un ente benefico che in Gran Bretagna recupera parte del cibo in eccesso prodotto e lo ridistribuisce ai soggetti indigenti. In Italia Last Minute Market , spin off dell'Università di Bologna, in decine di città italiane, in collaborazione con diversi enti benefici fra cui la Caritas nel 2009 ha collaborato con 12 ipermercati, 2 mercati all'ingrosso e 64 negozi. Ha recuperato 800 tonnellate di cibo per un valore di 2.400.000 euro, ed offerto 1.600.000 pasti. Stuart parla di cibo e del suo spreco con cognizione di causa dato che si nutre quasi esclusivamente di cibo scartato, recuperato dai supermercati e dai cassonetti.

QUATTRO NOVEMBRE; NON FESTA, MA LUTTO




CI DISSOCIAMO DALLA RETORICA MILITARISTA


Si leggano agli studenti le strazianti poesie di Giuseppe Ungaretti scritte in trincea.
Si faccia leggere il "Giornale di guerra e di prigionia" di Carlo Emilio Gadda in cui emerge l'ottusità di ufficiali arroganti e l'insipienza criminale degli alti comandi.
Si facciano leggere "Addio alle armi" di Ernest Hemingway e "Un anno sull'altopiano" di Emilio Lussu, grandi testimonianze del fanatismo di quella guerra.
Si diffondano le lettere dei soldati che mandavano al diavolo la guerra e il re. Furono censurate. Perché censurarle oggi nelle cerimonie ufficiali e non farne mai la minima menzione?
Si facciano vedere ai ragazzi i capolavori cinematografici “La grande guerra” di Mario Monicelli del 1959, “Uomini contro” di Francesco Rosi del 1970, e il film “Tu ne tueras pas” di Autant Lara (“Non uccidere” nella versione italiana) che fu denunciato per vilipendio e proiettato pubblicamente nel 1961 dal sindaco di Firenze Giorgio La Pira, con un coraggioso gesto di disobbedienza civile.

Dissociamoci dalle celebrazioni ufficiali del 4 novembre.
Dissociamoci in nome della pace e della Costituzione.
Dissociamoci in nome di tutti quegli italiani pacifici che furono
condotti a combattere e a morire perché costretti.
Dissociamoci in nome di tutti i disertori che non vollero partecipare a "un'inutile strage".
Dissociamoci da ogni retorica celebrazione di eroismo.
Dissociamoci da ogni ipocrisia.

Vogliamo ricordare che chi non combatteva veniva fucilato dai carabinieri italiani. Il sentimento di pace degli italiani venne violentato da un militarismo che avrebbe poi portato l'Italia al fascismo.
Occorre ricordare che la prima guerra mondiale fu uno spaventoso massacro.

Per questo Linea Indipendente, il Movimento Nonviolento, PeaceLink, l'Associazione Beati Costruttori di Pace e Pax Christi stanno facendo un volantinaggio telematico in tutt'Italia ( anche tramite i siti www.lineaindipendente.blogspot.com www.peacelink.itwww.paxchristi.it www.beati.org e www.nonviolenti.org).


Stiamo diffondendo la voce di chi ha maledetto la guerra perché voleva la pace. Oramai in tutte le scuole i libri di storia hanno rivisto il tradizionale giudizio positivo sulla prima guerra mondiale e oggi prevale una netta disapprovazione di una guerra che - come sostenne Giolitti - poteva essere evitata portando all'Italia Trento e Trieste mediante una neutralità concordata con l'Austria.


La prima guerra mondiale costò all'Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti, molti di più di quanti erano gli abitanti di Trento e Trieste. Chi volle la prima guerra mondiale fu un mascalzone. Chi la festeggia oggi e' un ignorante.
Dal 4 novembre rinasca il monito solenne: MAI PIU' LA GUERRA!


Ci chiediamo come mai i libri scolastici disapprovino questa guerra, mentre le istituzioni al contrario la celebrano in piazza nella sua giornata "vittoriosa". Ci chiediamo per quale oscura ragione il livello di consapevolezza raggiunto dalla cultura venga demolito dalla retorica.
Ecco perché ci dissociamo dalle cerimonie ufficiali: quella guerra fu terrorismo e non va celebrata. Il popolo della pace - in nome della nonviolenza - dice ancora una volta no alla guerra.


4 Novembre
91° anniversario della conclusione della Prima Guerra Mondiale

Proponiamo per il 4 novembre una iniziativa che anche singole persone possono realizzare: la diffusione di questa e-mail nella piazza telematica.


Linea Indipendente
Movimento Nonviolento
Beati Costruttori di pace
Pax Christi
Peacelink

LA BUONA NOVELLA


LA BUONA NOVELLA

di Fabrizio De André

SABATO 7 NOVEMBRE 2009

ore 21

Brescia, Santa Maria del Carmine

CORO “IL LABIRINTO”

LORIBAND

Marco Corsini violino, flauto, chitarra

Filippo Fornari contrabbasso

Oksana Ivasyuk viola, violino

Pierfrancesco Lovisetti chitarra, mandolino

Stefano Mori chitarra, bouzouki

Fausto Piazza percussioni

Massimo Taini fisarmonica

Riccardo Valseriati pianoforte

Stefania Serramondi tecnico del suono

soprano solista Gloria Busi

arrangiamenti strumentali Loriband

elaborazione corale e direzione Tommaso Ziliani


martedì 3 novembre 2009

A CHI DIMANDA DI ME. SULLA TRAGEDIA DELLA GRANDE GUERRA




Venerdì 6 novembre all’auditorium don Vincenzo Bertini a Calcinato andrà in scena lo spettacolo “La guerra negli occhi”, scritto da John Comini e interpretato dall’attore Andrea Giustacchini, sulla base di una serie di lettere e diari di soldati valsabbini e gardesani della prima guerra mondiale, raccolti da Maurizio Abastanotti nel volume “A chi dimanda di me” (Libere edizioni, pagg. 174, euro 15).

Accompagnato dai canti della Grande Guerra eseguiti dal vivo dal coro La Faita, sul palcoscenico scorre il racconto in dialetto bresciano di un soldato che propone alcuni episodi della propria drammatica vita militare, dalla trionfale partenza verso una vittoria che come in tutti i conflitti sembrava certa e rapida, alla tragica realtà della guerra di trincea. Alle vicende del protagonista si intrecciano le storie di quattro suoi compaesani che, per un verso o per l’altro, rimarranno segnati per sempre dalla tragedia che sono stati costretti a vivere. Il racconto è costellato da piccole vicende di vita quotidiana, da episodi cruenti come la decimazione o l’attacco contro la trincea nemica, da improvvisi squarci di umorismo e slanci di umana solidarietà, riecheggiando in più punti le grandi lezioni antimilitariste di opere come “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu e “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque.

L’appuntamento è alle ore 20.30. L’ingresso è gratuito.