giovedì 17 agosto 2017

Sabato 7 ottobre marcia No Tav a Calcinato

Il movimento No Tav ha indetto per sabato 7 ottobre una marcia che, partendo dall’oratorio di Ponte San Marco, attraverserà le strade del nostro Comune, uno di quelli maggiormente colpiti dal passaggio dell’Alta Velocità, in caso aprissero davvero i cantieri della tratta Brescia– Verona.
E' una buona occasione per tornare insieme a protestare contro l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe e la paventata apertura dei cantieri.
"L’idea - scrivono i No Tav in un comunicato che si può leggere integralmente qui http://notavbs.org/marcia-no-tav-7-ottobre-calcinato.html - è attraversare uno dei luoghi simbolo della devastazione ambientale bresciana, per denunciare l’enorme peso che discariche e impianti di trattamento rifiuti hanno sulle vite delle persone che qua vivono. Una situazione che verrebbe ulteriormente aggravata se i cantieri di quest’inutile opera venissero aperti".
Invitiamo tutti sin d'ora alla mobilitazione per preparare al meglio questo importante momento di partecipazione popolare. Appena le avremo, pubblicheremo tutte le informazioni su volantini, orari e iniziative di avvicinamento per lanciare la mobilitazione in vista della marcia.

mercoledì 16 agosto 2017

Contributi per l′esonero parziale dalle rette scolastiche

A Calcinato da oggi fino a venerdì 15 settembre per le famiglie è possibile presentare richiesta all'Ufficio Servizi Sociali del Comune per l′esonero parziale dalle rette scolastiche per il prossimo anno scolastico.
Si tratta di un contributo a sostegno dei nuclei famigliari in possesso di un Isee non superiore a  6 mila e 800 euro, con figli minorenni che frequentano la scuola dell'infanzia e la scuola dell'obbligo.
Le domande vanno inoltrate in municipio all'Ufficio Servizi Sociali , aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12.30 (il giovedi mattina è chiuso, ma il giovedì pomeriggio è aperto dalle 16 alle 18). Sarà poi stilata una graduatoria in cui verrà data priorità ai nuclei che non hanno già ricevuto altri contributi economici. Successivamente, su valutazione dell'assistente sociale, sarà determinata l'entità del contributo nel limite della disponibilità a bilancio. Non possono fare richiesta i genitori di minori che frequentino l'asilo nido oppure la sezione primavera della scuola per l'infanzia Mazzoleni di Calcinatello.  Per informazioni l'Ufficio Servizi Sociali è a disposizione ai numeri 030/9989221-236-242-245 oppure via mail al seguente indirizzo: servizi.sociali@comune.calcinato.bs.it.

martedì 8 agosto 2017

Migranti, chi infligge colpi mortali al codice morale

Negli ultimi giorni qualcosa di spaventosamente grave è accaduto, nella calura di mezza estate. Senza trovare quasi resistenza, con la forza inerte dell’apparente normalità, la dimensione dell’«inumano» è entrata nel nostro orizzonte, l’ha contaminato e occupato facendosi logica politica e linguaggio mediatico. E per questa via ha inferto un colpo mortale al nostro senso morale.
L’«inumano», è bene chiarirlo, non è la mera dimensione ferina della natura contrapposta all’acculturata condizione umana.
Non è il «mostruoso» che appare a prima vista estraneo all’uomo. Al contrario è un atteggiamento propriamente umano: l’«inumano» – come ha scritto Carlo Galli – «è piuttosto il presentarsi attuale della possibilità che l’uomo sia nulla per l’altro uomo».
Che l’Altro sia ridotto a Cosa, indifferente, sacrificabile, o semplicemente ignorabile. Che la vita dell’altro sia destituita di valore primario e ridotta a oggetto di calcolo. Ed è esattamente quanto, sotto gli occhi di tutti, hanno fatto il nostro governo – in primis il suo ministro di polizia Marco Minniti – e la maggior parte dei nostri commentatori politici, in prima pagina e a reti unificate.
Cos’è se non questo – se non, appunto, trionfo dell’inumano – la campagna di ostilità e diffidenza mossa contro le Ong, unici soggetti all’opera nel tentativo prioritario di salvare vite umane, e per questo messe sotto accusa da un’occhiuta «ragion di stato».
O la sconnessa, improvvisata, azione diplomatica e militare dispiegata nel caos libico con l’obiettivo di mobilitare ogni forza, anche le peggiori, per tentare di arrestare la fiumana disperata della nuda vita, anche a costo di consegnarla agli stupratori, ai torturatori, ai miliziani senza scrupoli che non si differenziano in nulla dagli scafisti e dai mercanti di uomini, o di respingerla a morire nel deserto.
Qui non c’è, come suggeriscono le finte anime belle dei media mainstream (e non solo, penso all’ultimo Travaglio) e dei Gabinetti governativi o d’opposizione, la volontà di ricondurre sotto la sovranità della Legge l’anarchismo incontrollato delle organizzazioni umanitarie.
Non è questo lo spirito del famigerato «Codice Minniti» imposto come condizione di operatività in violazione delle antiche, tradizionali Leggi del mare (il trasbordo) e della più genuina etica umanitaria (si pensi al rifiuto di presenze armate a bordo). O il senso dell’invio nel porto di Tripoli delle nostre navi militari.
Qui c’è la volontà, neppur tanto nascosta, di fermare il flusso, costi quel che costi. Di chiudere quei fragili «corridoi umanitari» che in qualche modo le navi di Medici senza frontiere e delle altre organizzazioni tenevano aperti. Di imporre a tutti la logica di Frontex, che non è quella della ricerca e soccorso, ma del respingimento (e il nome dice tutto).
Di fare, con gli strumenti degli Stati e dell’informazione scorretta, quanto fanno gli estremisti di destra di Defend Europe, non a caso proposti come i migliori alleati dei nuovi inquisitori. Di spostare più a sud, nella sabbia del deserto anziché nelle acque del Mare nostrum, lo spettacolo perturbante della morte di massa e il simbolo corporeo dell’Umanità sacrificata.
Non era ancora accaduto, nel lungo dopoguerra almeno, in Europa e nel mondo cosiddetto «civile», che la solidarietà, il salvataggio di vite umane, l’«umanità» come pratica individuale e collettiva, fossero stigmatizzati, circondati di diffidenza, scoraggiati e puniti.
Non si era mai sentita finora un’espressione come «estremismo umanitario», usata in senso spregiativo, come arma contundente. O la formula «crimine umanitario». E nessuno avrebbe probabilmente osato irridere a chi «ideologicamente persegue il solo scopo di salvare vite», quasi fosse al contrario encomiabile chi «pragmaticamente» sacrifica quello scopo ad altre ragioni, più o meno confessabili (un pugno di voti? un effimero consenso? il mantenimento del potere nelle proprie mani?)
A caldo, quando le prime avvisaglie della campagna politica e mediatica si erano manifestate, mi ero annotato una frase di George Steiner, scritta nel ’66. Diceva: «Noi veniamo dopo. Adesso sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, può suonare Bach e Schubert, e quindi, il mattino dopo, recarsi al proprio lavoro ad Auschwitz». Aggiungevo: Anche noi «veniamo dopo».
Dopo quel dopo. Noi oggi sappiamo che un uomo può aver letto Marx e Primo Levi, orecchiato Marcuse e i Francofortesi, militato nel partito che faceva dell’emancipazione dell’Umanità la propria bandiera, esserne diventato un alto dirigente, e tuttavia, in un ufficio climatizzato del proprio ministero firmare la condanna a morte per migliaia di poveri del mondo, senza fare una piega. La cosa può essere sembrata eccessiva a qualcuno. E il paragone fuori luogo. Ma non mi pento di averlo pensato e di averlo scritto.
Consapevole o meno di ciò che fa, chi si fa tramite dell’irrompere del disumano nel nostro mondo è giusto che sia consapevole della gravità di ciò che compie. Della lacerazione etica prima che politica che produce.
Se l’inumano – è ancora Galli a scriverlo – «è il lacerarsi catastrofico della trama etica e logica dell’umano», allora chi a quella rottura contribuisce, quale che sia l’intenzione che lo muove, quale che sia la bandiera politica sotto cui si pone, ne deve portare, appieno, la responsabilità. Così come chi a quella lacerazione intende opporsi non può non schierarsi, e dire da che parte sta. Io sto con chi salva.
Marco Revelli, il manifesto, 8 agosto 2017 

lunedì 7 agosto 2017

Aumentano le segnalazioni di disturbi olfattivi

A Calcinato il caldo soffocante di questi giorni intensifica la percezione dei miasmi che in diverse zone del territorio comunale provocano da anni disturbi olfattivi di vario genere, dall'acre odore rilasciato da insediamenti di trasformazione industriale di ogni sorta alla puzza di bruciato emanata da impianti di smaltimento dei rifiuti a quella di putrefazione che proviene da siti di compostaggio.
Di fronte alla intollerabilità della situazione, insieme a questo blog anche il Comitato Cittadini e il Comitato Salute Ambiente lanciano una campagna di pressione rivolta al sindaco Marika Legati, invitando i cittadini a compilare il modulo per la "segnalazione del disturbo olfattivo" diffuso dai volontari sul territorio e attraverso i social network.
Dopo una prima parte recante i dati anagrafici e il recapito del segnalatore, il modulo descrive la natura della puzza rilevata. I fogli possono essere consegnati all'Ufficio protocollo del Comune oppure inviati in posta certificata al primo cittadino, sollecitandola, “previa verifica, a inoltrare la comunicazione agli organi competenti e nel contempo, di agire nel rispetto degli articoli 216 e 217 del Testo unico delle leggi sanitarie. Presentando l'iniziativa alla stampa il coordinatore del Comitato Salute Ambiente Roberto Sigurtà ha sottolineato come già "il monitoraggio odorigeno attuata nell’estate 2016, pur non risolvendo definitivamente i problemi, avesse avuto come conseguenza una notevole riduzione delle molestie olfattive sul territorio. Pur non entrando nel merito di tale riduzione, ad aprile abbiamo deciso di chiedere all’amministrazione di riaprire il monitoraggio, accompagnando la richiesta con le firme di molti cittadini stanchi di respirare tutti i giorni puzze di vario genere. Le segnalazioni sono importanti e servano a far capire che il problema esiste ancora e va affrontato con determinazione".
Dal canto suo, la portavoce del Comitato Cittadini Laura Corsini ha dichiarato che la campagna è nata "dalla necessità di trovare una
operatività comune nella rilevazione degli odori che, anche quest'anno, hanno superato il limite di tollerabilità consentita. Consegnato per conoscenza al sindaco Legati in occasione di un incontro con i comitati locali, il modulo ha l'obiettivo di facilitare le segnalazioni dei miasmi olfattivi in aggiunta a qualsiasi altra iniziativa promossa dall'amministrazione comunale".

domenica 6 agosto 2017

Le atomiche da Hiroshima e Nagasaki ad oggi

A 72 anni dallo scoppio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, che il 6 e il 9 agosto 1945 causarono oltre 250 mila morti, l'arsenale atomico dispone oggi di armi 50 volte più potenti di quelle lanciate sulle città giapponesi e nel mondo ci sono oltre 15 mila ordigni nucleari potenzialmente in grado di distruggere più volte l’intera umanità.


Questi armamenti hanno costi, anche sociali, insostenibili: tali risorse potrebbero essere proficuamente utilizzati per scuole, salute, assistenza ai più deboli e per la protezione civile. Tutte richieste già presenti nella proposta di legge sulla difesa civile nonviolenta in discussione in Parlamento, sottoscritta da 74 parlamentari.
Un importante passo sulla strada del disarmo atomico è stato compiuto con il voto del 6 luglio scorso della Conferenza indetta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite: con 122 voti favorevoli, uno contrario e una astensione è stato approvato un trattato che vieta di testare, produrre, acquisire, possedere, trasferire e consentire la dislocazione di armi nucleari. Ricordiamo al riguardo la presenza di basi nucleari a Ghedi ed Aviano, una minaccia permanente per la sicurezza dei cittadini residenti.
Lo storico voto però non ha visto la partecipazione dei Paesi che detengono le armi nucleari e delle nazioni a loro alleate. La gran parte dei Paesi Nato (Italia compresa) ha infatti scelto di non partecipare. Continua perciò il nostro impegno nei confronti dell'opinione pubblica e della politica, affinché il Trattato per la messa al bando di queste armi criminali venga sottoscritto anche dall’Italia: finché esisteranno armi nucleari vi sarà sempre il pericolo che prima o poi vengano usate: l'unica vera sicurezza è data dal disarmo nucleare totale.

sabato 5 agosto 2017

C'È UN'ARIA, UN'ARIA, MA UN'ARIA... CHE MANCA L'ARIA!

Il nostro Comune è ammorbato da anni da miasmi e puzze di vario genere, che tutti prima o poi avvertiamo e respiriamo qua e là. Ce lo segnalano in continuazione numerose persone in differenti zone, da molto, troppo tempo.
Per uscire dalla logica della sterile lamentela o, peggio, della stolta rassegnazione a un’aria che non è normale, abbiamo organizzato in collaborazione con altri gruppi e comitati una campagna di “segnalazione del disturbo olfattivo” rivolta al nostro Sindaco, che per legge è la massima autorità di tutela della salute pubblica sul territorio comunale.

Se ti interessa aderire, puoi compilare questo modulo e portarlo in municipio all’Ufficio Segreteria (chiedendo gentilmente di riceverne fotocopia protocollata) oppure inviarlo via mail con una pec all'indirizzo legati.marika@comune.calcinato.bs.it.
Ti preghiamo successivamente di comunicarci la tua adesione, scrivendoci una mail a linea.indipendente@hotmail.it. Ciò ci consentirà di monitorare l’andamento della campagna e chiedere al nostro Sindaco di agire per risolvere il problema.