mercoledì 22 novembre 2017

Appello per il disarmo atomico

Nella tragica situazione che l'umanità si trova ad affrontare, riteniamo che gli scienziati debbano riunirsi per valutare i pericoli sorti come conseguenza dello sviluppo delle armi di distruzione di massa e per discutere una risoluzione nello spirito del documento che segue.
Non parliamo, in questa occasione, come appartenenti a questa o a quella nazione, continente o credo, bensì come esseri umani, membri del genere umano, la cui stessa sopravvivenza è ora in pericolo. Il mondo è pieno di conflitti, e su tutti i conflitti domina la titanica lotta tra comunismo e anticomunismo. Chiunque sia dotato di una coscienza politica avrà maturato una posizione a riguardo. Tuttavia noi vi chiediamo, se vi riesce, di mettere da parte le vostre opinioni e di ragionare semplicemente in quanto membri di una specie biologica la cui evoluzione è stata sorprendente e la cui scomparsa nessuno di noi può desiderare.
Tenteremo di non utilizzare parole che facciano appello soltanto a una categoria di persone e non ad altre. Gli uomini sono tutti in pericolo, e solo se tale pericolo viene compreso vi è speranza che, tutti insieme, lo si possa scongiurare.
Dobbiamo imparare a pensare in modo nuovo. Dobbiamo imparare a domandarci non già quali misure adottare affinché il gruppo che preferiamo possa conseguire una vittoria militare, poiché tali misure ormai non sono più contemplabili; la domanda che dobbiamo porci è: "Quali misure occorre adottare per impedire un conflitto armato il cui esito sarebbe catastrofico per tutti?"
La gente comune, così come molti uomini al potere, ancora non ha ben compreso quali potrebbero essere le conseguenze di una guerra combattuta con armi nucleari. Si ragiona ancora in termini di città distrutte. Si sa, per esempio, che le nuove bombe sono più potenti delle precedenti e che se una bomba atomica è riuscita a distruggere Hiroshima, una bomba all'idrogeno potrebbe distruggere grandi città come Londra, New York e Mosca.
E' fuor di dubbio che in una guerra con bombe all'idrogeno verrebbero distrutte grandi città. Ma questa non sarebbe che una delle tante catastrofi che ci troveremmo a fronteggiare, e nemmeno la peggiore. Se le popolazioni di Londra, New York e Mosca venissero sterminate, nel giro di alcuni secoli il mondo potrebbe comunque riuscire a riprendersi dal colpo. Tuttavia ora sappiamo, soprattutto dopo l'esperimento di Bikini, che le bombe atomiche possono portare gradatamente alla distruzione di zone molto più vaste di quanto si fosse creduto.
Fonti autorevoli hanno dichiarato che oggi è possibile costruire una bomba 2500 volte più potente di quella che distrusse Hiroshima. Se fatta esplodere a terra o in mare, tale bomba disperde nell'atmosfera particelle radioattive che poi ridiscendono gradualmente sulla superficie sotto forma di pioggia o pulviscolo letale. E' stato questo pulviscolo a contaminare i pescatori giapponesi e il loro pescato.
Nessuno sa con esattezza quanto si possono diffondere le particelle radioattive, ma tutti gli esperti sono concordi nell'affermare che una guerra con bombe all'idrogeno avrebbe un'alta probabilità di portare alla distruzione della razza umana. Si teme che l'impiego di molte bombe all'idrogeno possa portare alla morte universale - morte che sarebbe immediata solo per una minoranza, mentre alla maggior parte degli uomini toccherebbe una lenta agonia dovuta a malattie e disfacimento.
In più occasioni eminenti uomini di scienza ed esperti di strategia militare hanno lanciato l'allarme. Nessuno di loro afferma che il peggio avverrà per certo. Ciò che dicono è che il peggio può accadere e che nessuno può escluderlo. Non ci risulta, per ora, che le opinioni degli esperti in questo campo dipendano in alcuna misura dal loro orientamento politico e dai loro preconcetti. Dipendono, a quanto emerso dalle nostre ricerche, dalla misura delle loro competenze. E abbiamo riscontrato che i più esperti sono anche i più pessimisti.
Questo dunque è il problema che vi poniamo, un problema grave, terrificante, da cui non si può sfuggire: metteremo fine al genere umano, o l'umanità saprà rinunciare alla guerra? E' una scelta con la quale la gente non vuole confrontarsi, poiché abolire la guerra è oltremodo difficile.
Abolire la guerra richiede sgradite limitazioni alla sovranità nazionale. Ma forse ciò che maggiormente ci impedisce di comprendere pienamente la situazione è che la parola "umanità" suona vaga e astratta. Gli individui faticano a immaginare che a essere in pericolo sono loro stessi, i loro figli e nipoti e non solo una generica umanità. Faticano a comprendere che per essi stessi e per i loro cari esiste il pericolo immediato di una mortale agonia. E così credono che le guerre potranno continuare a esserci, a patto che vengano vietate le armi moderne. Ma non è che un'illusione. Gli accordi conclusi in tempo di pace di non utilizzare bombe all'idrogeno non verrebbero più considerati vincolanti in tempo di guerra. Con lo scoppio di un conflitto armato entrambe le parti si metterebbero a fabbricare bombe all'idrogeno, poiché se una parte costruisse bombe e l'altra no, la parte che ha fabbricato le bombe risulterebbe inevitabilmente vittoriosa.
Tuttavia, anche se un accordo alla rinuncia all'armamento nucleare nel quadro di una generale riduzione degli armamenti non costituirebbe la soluzione definitiva del problema, avrebbe nondimeno una sua utilità. In primo luogo, ogni accordo tra Oriente e Occidente è comunque positivo poiché contribuisce a diminuire la tensione internazionale. In secondo luogo, l'abolizione delle armi termonucleari, nel momento in cui ciascuna parte fosse convinta della buona fede dell'altra, diminuirebbe il timore di un attacco improvviso come quello di Pearl Harbour, timore che al momento genera in entrambe le parti uno stato di agitazione. Dunque un tale accordo andrebbe accolto con sollievo, quanto meno come un primo passo.
La maggior parte di noi non è neutrale, ma in quanto esseri umani dobbiamo tenere ben presente che affinché i contrasti tra Oriente e Occidente si risolvano in modo da dare una qualche soddisfazione a tutte le parti in causa, comunisti e anticomunisti, asiatici, europei e americani, bianchi e neri, tali contrasti non devono essere risolti mediante una guerra. E' questo che vorremmo far capire, tanto all'Oriente quanto all'Occidente.
Ci attende, se lo vogliamo, un futuro di continuo progresso in termini di felicità, conoscenza e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte solo perché non siamo capaci di dimenticare le nostre contese? Ci appelliamo, in quanto esseri umani, ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto. Se ci riuscirete, si aprirà la strada verso un nuovo Paradiso; altrimenti, vi troverete davanti al rischio di un'estinzione totale.
Invitiamo questo congresso, e per suo tramite gli scienziati di tutto il mondo e la gente comune, a sottoscrivere la seguente mozione:
In considerazione del fatto che in una futura guerra mondiale verrebbero certamente impiegate armi nucleari e che tali armi sono una minaccia alla sopravvivenza del genere umano, ci appelliamo con forza a tutti i governi del mondo affinché prendano atto e riconoscano pubblicamente che i loro obbiettivi non possono essere perseguiti mediante una guerra mondiale e di conseguenza li invitiamo a trovare mezzi pacifici per la risoluzione di tutte le loro controversie.                               (1955)
Albert Einstein (scienziato), Bertrand Russell (filosofo), Max Born (Premio Nobel per la fisica), Percy W. Bridgman (Premio Nobel per la fisica), Leopold Infeld (Professore di fisica teorica), Frederic Joliot-Curie (Premio Nobel per la chimica), Herman J. Muller, (Premio Nobel per la fisiologia e medicina), Linus Pauling (Premio Nobel per la chimica), Cecil F. Powell (Premio Nobel per la fisica), Jozef Rotblat (Professore di fisica), Hideki Yukawa (Premio Nobel per la fisica)
(Traduzione italiana di Aurelia Martelli)

lunedì 20 novembre 2017

Partita da Ghedi nel pomeriggio la Carovana delle donne per il disarmo nucleare

Mentre come una doccia fredda giungeva la notizia che l'aeroporto militare è destinato a essere ampliato per ospitare i nuovi cacciabombardieri F35, il movimento per la pace lunedì è tornato a manifestare davanti alla base di Ghedi.
Da qui oggi è partita la Carovana delle donne per il disarmo nucleare, in contemporanea con altri luoghi significativi (Aviano, Livorno, Pisa, Trieste, Firenze, Napoli, dove si trovano basi e porti nucleari), per confluire a Roma l'11 dicembre davanti al Presidente della Repubblica, a cui chiederà di essere ricevuta al Quirinale, il giorno dopo la consegna a Stoccolma il Premio Nobel per la Pace proprio alla Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari.
“A Ghedi sono stoccati 20 ordigni, le famigerate bombe B61 destinate ad essere presto sostituite dalle più moderne e distruttive B61/12, maggiormente idonee ad essere montate sui nuovi caccia F35” dichiara Giovanna Pagani, presidente della Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà, sottolineando che “uno degli scopi principali della Carovana è ottenere che l’Italia sottoscriva il bando delle armi nucleari approvato dall’Onu il 7 luglio scorso”.
“Nel contempo - aggiunge - ci impegniamo per la riduzione delle spese militari, in particolare evitando l'acquisto degli F35 e il reimpiego di quelle risorse preziose per la sanità, le pensioni, la messa in sicurezza delle scuole e la lotta alle emergenze sociali”.
“La nostra Campagna - informa - ha ottenuto il sostegno di 234 parlamentari italiani dei più diversi schieramenti, che si sono impegnati a far ratificare dal Governo il trattato approvato all'Onu e disarmare questa e le altre basi nucleari sul territorio nazionale”.
Giovanna conclude giudicando “sconvolgente e insopportabile” la notizia che il ministero della difesa ha pubblicato nei giorni scorsi un bando da 2,5 milioni di euro per la progettazione a Ghedi di nuove strutture militari - hangar di manutenzione, shelter per ospitare i velivoli, magazzini, palazzina di comando - per un preventivo di spesa di oltre 60 milioni di euro”.

venerdì 17 novembre 2017

Lunedì siamo a Ghedi per il disarmo nucleare

Lunedì 20 novembre alle ore 14 saremo a Ghedi, da dove  la Carovana delle donne per il disarmo nucleare si muoverà, contemporaneamente  alle  partenze da altri luoghi significativi (Aviano, Livorno, Pisa, Trieste, Napoli ecc.) dove si trovano basi e porti nucleari), per confluire a Roma il 10 dicembre davanti al Presidente della Repubblica, a cui si chiederà di ricevere una delegazione della Carovana. 
Il 10 dicembre è una data importante perché quel giorno verrà consegnato il premio Nobel per la pace 2017 alla Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari.
Perchè da Ghedi? Perchè è una base militare tristemente famosa in quanto da lì sono decollati i Tornado che hanno bombardato l’Iraq e l’Afghanistan e hanno partecipato a “missioni di pace” in molti paesi, fra i quali la Libia, la ex Jugoslavia e la Siria.
A Ghedi, inoltre, sono stoccati 20 ordigni nucleari, le famigerate bombe B61 destinate ad essere presto sostituite dalle maggiormente micidiali B61/12, più idonee ad essere montate sui nuovi caccia F35.
Bisogna anche ricordare che la base di Ghedi dovrebbe essere chiusa ai sensi del trattato di non proliferazione delle armi nucleari, e che uno degli scopi principali della Carovana è quello di ottenere che l’Italia sottoscriva il bando delle armi nucleari approvato dall’ONU il 7 luglio 2017.
Di questi tempi l’iniziativa della Carovana è quanto mai necessaria se guardiamo ai venti di guerra atomica e ai tanti generali e capi di stato emuli di Stranamore che predicano soluzioni finali.
La Carovana delle donne per il disarmo nucleare è sostenuta in Italia da molte associazioni nonviolente e antimilitariste.
Lunedì l’appuntamento è a Ghedi davanti alla base militare, in via Castenedolo 85, alle ore 14. Interverrà, fra gli altri, Giovanna Pagani, presidente di WILPF (Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà).

giovedì 16 novembre 2017

Tav: un vertice stasera in municipio

Stasera alle ore 20.30 nella sala consiliare in municipio a Calcinato è stato convocato dal sindaco Marika Legati un incontro sul progetto della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, riservato agli assessori, ai capigruppo consiliari, ai membri della commissione urbanistica e lavori pubblici e a un portavoce per ciascuno dei due comitati ambientalisti.
  

venerdì 10 novembre 2017

Festa No Tav a San Martino

IL ccordinamento No Tav Brescia-Verona domenica 12 novembre dalle ore 10:30 alle 19 presso l' agriturismo Armea a San Martino della Battaglia (una delle realtà che verrebbe pesantemente colpita in caso venisse realizzato il progetto di alta velocità ferroviaria) ad una giornata conviviale con il seguente programma:
DALLE ORE 10.30 STAND ENOGATRONOMICO con ingresso-contributo a sostegno delle spese del coordinamento NOTAV Brescia-Verona. - DEGUSTAZIONE VINI di produttori locali, alcuni dei quali potrebbero essere direttamente colpiti dal passaggio del TAV. ASSAGGI BIOLOGICI, LOCALI, EQUI E SOLIDALI, in collaborazione con l'associazione "VERSO IL DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE del BASSO GARDA" e il progetto PICCOLA DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA
ORE 12:00 MOMENTO INFORMATIVO con i tecnici: il professor ERASMO VENOSI e l'avvocato FAUSTO SCAPPINI, che ci aggiorneranno sulle ultime novità riguardanti il progetto TAV.
ORE 15:00 presentazione con AUTORE del libro BANDITI DELL' ALTA FELICITA'
ORE 17:00 MUSICA E APERITIVO  : musica dal vivo con i "FIGLI UNICI" e aperitivo finale.

martedì 7 novembre 2017

Venerdì c'è il consiglio comunale

Venerdì 10 novembre è convocato in municipio a Calcinato il consiglio comunale. Fra i diversi argomenti posti all'ordine del giorno dal sindaco Marika Legati si segnalano la comunicazione di un prelevamento dal fondo di riserva”, la proposta di “estinzione anticipata di Buoni Ordinari Comunali e conseguente variazione al bilancio di previsione per l'anno in corso”, lo scioglimento della convenzione di Segreteria con il comune di Villanuova sul Clisi e la nomina dei nuovi rappresentanti dei genitori del Comitato di gestione dell'asilo nido comunale Magica Bula.

lunedì 6 novembre 2017

I No Tav richiamano i sindaci

Domani verranno depositate dai Comitati No Tav locali lettere di richiamo ai propri sindaci in merito al progetto Tav Brescia-Verona. Il deposito avverrà nei Comuni di Brescia, Calcinato, Lonato del Garda, Desenzano del Garda, Peschiera del Garda, Castelnuovo, Sona, Sommcampagna, Verona. 
La lettera di richiamo ha l’obbiettivo di mettere i sindaci di fronte alle loro responsabilità in merito alle questioni più gravi relative al progetto Tav Brescia-Verona. In particolare, si richiama al verbale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in data 15 dicembre 2016 Protocollo 44/16, che riporta gravi criticità del progetto TAV riguardanti le norme tecniche di costruzione in zone sismiche riclassificate e sulla compatibilità idraulica dei ponti. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dà pareri obbligatori, ma non vincolanti; ricordiamo però che si tratta del massimo organo pubblico esperto in materie tecniche e che gli elementi evidenziati dovrebbero preoccupare non poco chi abita i territori ed i sindaci che li amministrano in primis. Lo stesso verbale riporta: “… Non sono pertanto state utilizzate le vigenti Norme tecniche per le costruzioni approvate con DM 14/01/2008, e ciò per quanto attiene tutti gli aspetti progettuali, sia ad esempio, quelli riferiti all’azione sismica, sia quelli concernenti la compatibilità idraulica dei ponti”. Ovvero, nel 2014 per redigere il progetto definitivo sono state utilizzate le norme tecniche risalenti al 1996, quando dal 14 settembre 2005 esistono nuove norme tecniche aggiornate approvate con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. E’ quindi lo stesso Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici a esprimere forte preoccupazione: “… L’ Assemblea rileva, pertanto che il riferimento ad un quadro normativo non più attuale è tale da comportare non trascurabili effetti sulle condizioni di sicurezza, specie in relazione alla ridefinizione della sismicità di base”. 
Con questa lettera di richiamo si pone inoltre all’attenzione degli amministratori locali la questione dei siti contaminati: nella verifica di ottemperanza i siti contaminati o potenzialmente tali e interferiti dal tracciato sono 40. La situazione ambientale, devastata da discariche legali e non, del territorio bresciano e veronese è ben nota alle cronache. Attraverso questa lettera di richiamo si chiede ai Sindaci della tratta di adempiere concretamente alle funzioni previste per il loro ruolo dalla legge, di tutela della salute e della sicurezza dei propri cittadini e dell’ambiente che li circonda. Nelle scorse settimane sui quotidiani locali Mazzoncini, direttore e amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, sancisce quest’opera così come progettata come “necessaria ai nostri figli” perché l’interesse comune è “pensare al futuro”. Ed ancora, 19 Sindaci della tratta con Mottinelli, presidente della provincia di Brescia, insieme a Governo e RFI, dichiarano l’opera prioritaria per la Provincia ponendo la massima attenzione alle “compensazioni per i comuni come Montichiari che hanno avuto opere propedeutiche al vecchio tracciato” e che ora si trovano esclusi dal progetto. Altri sindaci ancora, con capofila il sindaco di Desenzano Malinverno, dichiarano di non voler proseguire con i ricorsi legali se le mitigazioni concordate per i siti critici del Lavagnone e il Santuario del Frassino fossero confermate nel progetto. Com’è possibile che le criticità espresse dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non vengano minimamente prese in considerazione e si dichiari quest’opera cosi come progettata “necessaria per i nostri figli”? Questa lettera di richiamo ha l’obbiettivo di far assumere concretamente le proprie responsabilità ai Primi Cittadini sulle conseguenze che quest’opera avrà sul territorio, sulla salute e sulla vita di chi vive queste zone. I mezzi per continuare ad opporsi al Tav ci sono, non farlo è una scelta e come ogni scelta avrà delle conseguenze di cui dovranno rispondere. 
Il richiamo verrà inviato inoltre a tutte le principali Autorità:  al Presidente del  Senato, alla Presidente della Camera, al Ministro dei Trasporti, al Ministro dell’Ambiente, al Ministro della Economia e Finanze, al DIPE, al Segretario del CIPE, al Ministro Luca Lotti, al Presidente della Commissione Ambiente della Camera, al Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, ai Capigruppo dei partiti rappresentati in Parlamento, al Presidente della Commissione Speciale VIA/VAS, al Presidente della Regione Lombardia e Veneto, ai Presidenti delle Commissioni Via /Vas delle Regioni Lombardia e Veneto, ai Capigruppo dei partiti politici rappresentati in Regione Lombardia e Regione Veneto.

domenica 5 novembre 2017

Domani sera assemblea di Bene Comune

Domani alle ore 20.30 Bene Comune organizza una assemblea pubblica nella sala civica Morelli in Piazza della Repubblica a Calcinato.
Fra gli argomenti in discussione le novità dal consiglio comunale, le diverse emergenze ambientali sul territorio e aggiornamenti sulla nuova linea ferroviaria ad alta velocità, opera pubblica che, preannunciata da più voci da ben 25 anni, sembrerebbe destinata ad aprire i cantieri nel 2018, benché a utt'oggi il progetto definitivo approvato a luglio risulti privo di una valutazione di impatto ambientale aggiornata, del necessario adeguamento alle norme antisismiche attuali, di uno studio sul rapporto fra costi e benefici, di una valutazione della situazione odierna su di una tratta dove le linee ferroviarie corrono sottoutilizzate da anni.

venerdì 3 novembre 2017

Stasera teatro antimilitarista a Montichiari

Stasera alle ore 21 al Teatro Bonoris di Montichiari la compagnia Philippe Ragödie presenta lo spettacolo antimilitarista "Come chi non sa", commedia semitragica diretta da Giulia Cailotto che recita in scena insieme ad Andreapietro Anselmi, accompagnata alla fisarmonica dal maestro Dario Righetti.  
Dedicato al dramma della Grande Guerra, lo spettacolo spazia dalle grandi decisioni politiche agli intimi drammi della gente comune, dal racconto della Storia alla storia degli umili, in una sarcastica ma puntuale narrazione accompagnata da musiche e canzoni. 
Ironico e didattico, diviso in quadri narrativi, fra citazioni da Boris Vian e le canzoni di Fabrizio De André, il racconto si sofferma sulla storia particolare di un'immaginaria ma verosimile famiglia  veneta, all'indomani della disfatta di Caporetto del 1917 e di un capitolo spesso dimenticato della storia del territorio, il fenomeno degli "orfani dei vivi". L'ingresso è gratuito.

giovedì 2 novembre 2017

PPP

Oggi 42 anni fa veniva ucciso Pier Paolo Pasolini, che verso la fine della sua vita ci consegnava pensieri come questo:
"La non-violenza è l’acme ideale di una concezione razionale della realtà. Se ogni forma del pensiero ha bisogno, nell’atto pratico, di una manifestazione concreta e basata quindi sul sentimento e la persuasione, la non-violenza è l’atteggiamento sentimentale e persuasivo di chi è totalmente fuori da ogni conformismo, di chi si è totalmente “liberato” attraverso gli strumenti della ragione e della cultura."

mercoledì 1 novembre 2017

4 novembre: non festa, ma lutto

A 99 anni dalla fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale anche a Calcinato, ricorderemo non la festa, ma il lutto per quello spaventoso massacro che insanguinò l'Europa.
 Come ogni anno pressioni vengono fatte, anche in sedi istituzionali, per infoltire le sempre più scarne presenze alle celebrazioni patriottarde che con riti stantii celebrano la Vittoria. Vittoria di chi? Dei nostri 650mila poveri morti in battaglia? Del milione che tornò a casa mutilato o ferito?
 Chi volle la prima guerra mondiale fu un mascalzone. Chi la festeggia oggi è un ignorante. Ci chiediamo da tempo come mai i libri scolastici disapprovino questa guerra, mentre le istituzioni al contrario la celebrano in piazza. Ci chiediamo per quale oscura ragione il livello di consapevolezza raggiunto dalla cultura venga demolito dalla retorica nazionalista.
 Nel ricordo e nel nome di tutte le vittime, noi riaffermeremo il dovere di opporsi alla guerra e alle uccisioni, il dovere di salvare le vite.
 Per la pace, il disarmo e la nonviolenza, ricordando ancora una volta che vi è una sola umanità.

venerdì 27 ottobre 2017

Un'altra discarica sul confine con Calcinato

Con il decreto numero 13016 del 23 10 2017 Regione Lombardia ha espresso un parere di compatibilità ambientale ai sensi del decreto legislativo 152 del 2006 e della legge regionale 5 del 2010 relativo al progetto di un impianto di smaltimento e recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi da realizzarsi sul territorio comunale di Mazzano (ma vicino al confine con Calcinato) e proposto da Portamb srl.
Non andiamo bene così.

giovedì 26 ottobre 2017

Ciao, Gianni!

Oggi pomeriggio a Ponte San Marco è morto a 77 anni dopo una lunga malattia il nostro compagno Gianni Danieli, figura di rilievo della sinistra cattolica bresciana. 
Qui in paese lo conoscemmo sorpresi e attenti a metà anni '80, quando diffuse una "lettera ai comunisti" mica male per i tempi. Poi lo frequentammo quando dal nulla creò il Comitato per la Pace Giorgio La Pira. Incuriositi dalla sua verve, gli demmo persino una mano in diverse iniziative. Fu dietro suo invito che padre Alex Zanotelli tenne proprio a Calcinato l'ultima conferenza prima di partire per l'esilio keniota (volontario e profetico insieme) dopo la fatwa lanciatagli da Spadolini (allora ministro della difesa) per aver denunciato i traffici di armi e non solo. Un po' bene lo conoscemmo proprio dopo quell'incontro, a casa sua, dove ospitò il missionario comboniano in una convivialità d'altri tempi.  E scoprimmo che, dopo una gioventù in Azione Cattolica nel quartiere di Bottonaga in città, frequentazioni decisive con Ernesto Balducci e David Maria Turoldo lo avevano spinto ad aprire dal '72 all'83 a Bedizzole con la moglie Marta la Comunità  Casa Emmaus.
Poi vennero le battaglie insieme in consiglio comunale. Da allora Gianni non ha mai smesso di dialogare con noi: lo sentivamo vicino nelle nostre attività e fu quindi naturale ritrovarci di nuovo insieme nel 2014 nella lista Bene Comune.
Chi desiderasse conoscere la vita e le idee di questo  cristiano tutto d'un pezzo può leggere il suo libro "Una chiesa... tante chiesuole" (Gam edizioni, 382 pagine, 15 euro), uscito proprio durante quell'ultima campagna elettorale che ci vide ancora una volta riaffermare in letizia i valori della pace, della giustizia e della solidarietà, per tutti e per ciascuno.
 

Sabato a Brescia, per l'accoglienza

Questo blog aderisce alla Marcia dell'Accoglienza, che unisce cittadini, studenti, associazioni, attivisti, richiedenti asilo, rifugiati e altre realtà per difendere e rendere concreti i principi fondamentali della Costituzione, in special modo l'Articolo 2 e l'Articolo 10, e ribadire con forza che l'accoglienza dei migranti e il soccorso in mare sono il fondamento della nostra civiltà e non meritano di essere sporcati con la calunnia e la criminalizzazione.
A fronte di una scorretta informazione mediatica, alle aumentate e preoccupanti aggressioni ai migranti, ai centri di accoglienza e alle istituzioni impegnate nella difesa dei diritti umani, vogliamo stringerci nuovamente come comunità solidale per rivendicare un differente concetto di accoglienza.
✔️ Accogliere
Favorire la creazione di corridoi umanitari accessibili e sicuri, da aprire “per quanti fuggono da guerre e persecuzioni terribili, spesso intrappolati nelle spire di organizzazioni criminali senza scrupoli.” Incoraggiare un’”accoglienza diffusa”, anziché i “grandi assembramenti” che accrescono situazioni di vulnerabilità e di disagio.
✔️ Proteggere
L’esperienza migratoria rende spesso le persone più vulnerabili allo sfruttamento, all’abuso e alla violenza”; chiediamo che vengano tutelati i diritti umani fondamentali in tutto il percorso migratorio, evitando accordi con Paesi non sicuri, auspicando come condizione minima un ritorno a negoziati multilaterali supervisionati dalle Nazioni Unite e garantendo l’accesso ai sistemi di giustizia.
✔️ Promuovere
Proteggere non basta, occorre promuovere lo sviluppo umano integrale di migranti, profughi e rifugiati. Serve un’azione coordinata e previdente di tutte le forze in gioco: dalla comunità politica alla società civile, dalle organizzazioni internazionali alle istituzioni religiose.
✔️ Integrare
L’integrazione è un processo bidirezionale, che comporta diritti e doveri reciproci per chi accoglie e di chi è accolto. Ribadiamo la necessità di concedere un permesso di soggiorno per motivi umanitari a coloro che intraprendono un percorso di integrazione sociale e lavorativo, per contrastare emarginazione, precarietà e illegalità.
• PROGRAMMA DELLA MARCIA •

14:00 – Incontro a Largo Formentone accompagnati dagli Appel e da un gruppi di giocolieri
14:30 – Apertura e saluti
14:45 – Partenza della Marcia da Largo Formentone per arrivare in Piazza Vittoria, passando per Corso Garibaldi e Piazza della Repubblica.
15:30 – Arrivo in Piazza Vittoria e discorso di chiusura
15:45-17:30 – Musica dal vivo con Sunóm che i bala e le danze dei Giravoltati - Balli Folk Brescia.

sabato 21 ottobre 2017

Un altro po' di soldi...

Nei giorni scorsi la giunta municipale di Calcinato ha stanziato 14.635 euro per finanziare le attività di una nutrita serie di gruppi e associazioni. 
Per i contributi agli enti culturali 2mila euro sono andati al Concerto d'Inverno, 500 alla Festa delle Alberelle, 485 alla sagra di Sant'Anna, 250 al Comitato Pedibus e mille e 300 al Presepe vivente. Fra le associazioni d'arma, hanno ricevuto i loro 200 euro ciascuno gli alpini dell'Ana del capoluogo e di Calcinatello, i bersaglieri, i carristi, i carabinieri, i reduci, e gli avieri, mentre ne sono andati 800 ai Carabinieri in congedo. Altri 2 mila e 100 sono stati versati al Comitato Fiera di Santa Maria, 300 al Comitato Salute Ambiente e 400 all'Associazione Genitori.  
La giunta ha assegnato anche i fondi destinati agli organismi di volontariato che si occupano di solidarietà e cooperazione internazionali. Mille e 500 euro ciascuno sono andati all´Aps di Antonio Corsini per lo sviluppo economico dell´Africa e al Gruppo dei Prati, che opera in Guinea Bissau, mentre mille e 800 sono stati devoluti agli Amici delle missioni orsoline in Brasile e 300 al Gruppo di impegno missionario di Esenta di Lonato.

venerdì 20 ottobre 2017

Puzza ai Barconi: una interrogazione al Sindaco

L'insostenibile serie di miasmi e disagi viari che affligge da anni la località Barconi a Calcinatello è di nuovo al centro di una interrogazione a risposta scritta presentata al sindaco di Calcinato Marika Legati dalla nostra infaticabile Tiziana Spreafico, capogruppo consiliare di Bene Comune.
Tiziana torna a segnalare “l'imbarazzante prolungarsi della situazione di grave disagio olfattivo e viario in cui versano a Calcinatello i residenti in località Barconi e dintorni”, richiamando “le reiterate segnalazioni scritte da essi inviate ormai da anni a codesta amministrazione riguardo a tali problematiche”.
Dichiarandosi “preoccupata dalle informazioni pervenute direttamente da essi e indirettamente dai quotidiani, locali e non solo, e dall'intensificarsi dei fenomeni, che nelle ultime settimane sembrano essere diventati insopportabilmente molesti”, chiede al primo cittadino “di conoscere le determinazioni che ha assunto o intende assumere per affrontare una situazione che per noi resta patologica, benché ormai metonimica del nostro territorio comunale a livello provinciale”.

giovedì 19 ottobre 2017

Tav: prove tecniche a Calcinatello

Oggi poco prima dell'una nella campagna di Calcinatello si sono fatti vivi i tecnici di una delle ditte incaricate da Cepav Due di effettuare una serie di rilievi sui terreni destinati ad ospitare i passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona.
In alcuni fondi sono entrati a lavorare indisturbati, ma sulla soglia di altri sono stati fermati dai proprietari, che hanno detto loro con fermezza di non gradire la visita, informandoli che le aree fra l'altro sono sorvegliate dalle telecamere.
E tutto questo mentre la nostra amministrazione comunale tace, ormai da troppo tempo, facendo passare inquietanti delibere di giunta senza consultare nessuno, né la cittadinanza né il consiglio comunale.

mercoledì 18 ottobre 2017

Contro la guerra

Domani sera alle ore 21 alla Casa della Sinistra di via Cassala 34 a Brescia il movimento “Donne e uomini contro la guerra” organizza una assemblea per rilanciare nella nostra provincia la mobilitazione contro gli armamenti e i conflitti in corso sul pianeta.

lunedì 16 ottobre 2017

Latinoamerica

Mercoledì 18 ottobre alle ore 20.30 la civica biblioteca di via XX settembre 80 a Calcinato ospita una serata latinoamericana, dedicata all'Argentina e all'Uruguay. Culture, tradizioni e musiche dei due paesi verranno illustrate da Eduardo Alfredo Gomez (presidente dell'associazione "Amigos de Argentina") e dal musicista Angel Luis Galzerano. L'ingresso è gratuito.



sabato 14 ottobre 2017

Questo blog aderisce alla scorta mediatica a Giulio Regeni, per chiedere verità e giustizia sulla tragica vicenda del rapimento e assassinio del compagno e giornalista friuliano in Egitto fra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 2016.

giovedì 12 ottobre 2017

Il sindaco di Calcinato si rivolge ai cittadini

Non è uno scherzo. Verificate da voi alla pagina http://www.comune.calcinato.bs.it/Articoli/Home-Page/Focus/13-464%5ECOMUNICAZIONE-ALLA-CITTADINANZA.asp che recita testualmente:

COMUNICAZIONE ALLA CITTADINANZA

IL SINDACO

In considerazione delle non corrette pubblicazioni che spesso trovano spazio su stampa e social, si ricorda a ogni cittadino che desidera informarsi, capire, approfondire seriamente qualsiasi tematica ed indirizzo assunto, che l’Amministrazione Comunale ed i dipendenti sono a disposizione attraverso tutti i canali istituzionali presenti.

martedì 10 ottobre 2017

Tav: una interrogazione al sindaco di Calcinato

A Calcinato le polemiche scatenate dalla pubblicazione sul sito web del Comune di una delibera del 26 settembre con la quale la Giunta  ha preso atto all'unanimità dei contenuti del report di un incontro svoltosi in municipio il 4 agosto scorso con i tecnici di ItalFerr e di Cepav Due sui dettagli del progetto, dando “mandato all’assessore delegato Mirco Cinquetti di procedere alla sottoscrizione dello stesso e al successivo inoltro e di rappresentare nelle opportune sedi e di porre in essere ogni atto conseguente e necessario per tal fine”, non si sono placate con il termine della marcia No Tav di sabato scorso, ma sono destinate ad approdare in consiglio comunale.
La nostra Tiziana Spreafico, insieme alla collega Elena Ringhini, ha infatti inviato al sindaco Marika Legati una interrogazione a risposta scritta nella quale, richiamato il provvedimento e considerato il rilevante impatto che avrà il passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità sul nostro territorio, ricordano al primo cittadino “la risoluzione consiliare n. 59 del 26 novembre 2014 che impegnava 'ad attivare tutte le possibili iniziative affinché il progetto possa essere rivalutato dal punto di vista della sostenibilità territoriale, ambientale ed economica dell’investimento, riallacciando con maggiore determinazione le reti tra i Comuni per una più efficace azione di contrasto al progetto così come depositato' e 'porre in essere ogni ulteriore atto conseguente necessario a tal fine anche attraverso la Conferenza dei Capigruppo'”.
Tiziana ed Elena chiedono pertanto al sindaco “le motivazioni per le quali su un tema cruciale per Calcinato la Giunta Municipale abbia inteso procedere senza consultare i Comuni interessati dal passaggio della muova linea ferroviaria ad alta velocità e senza un preliminare e, a nostro avviso, necessario confronto con le forze politiche rappresentate in seno a codesto consiglio comunale”.

lunedì 9 ottobre 2017

Il referendum del 22? Soldi buttati

Il 22 ottobre in Lombardia e in Veneto ci sarà un referendum consultivo per l’autonomia. Questo il testo della domanda che gli elettori troveranno sulla scheda, a cui dovranno rispondere Sì o No. «Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?». Il suddetto referendum non produrrà nessun effetto nell’ordinamento giuridico sia che vinca il Sì o il No. Una consultazione inutile e demagogica. Nell’intenzione dei due presidenti di Regione, Maroni e Zaia, dovrebbe essere una sorta di legittimazione con cui andare a Roma a chiedere maggiore autonomia. Non certo «l’autonomia» delle Ragioni a statuto speciale, come qualcuno vorrebbe far intendere, la cui istituzione necessita di una legge di modifica della Costituzione ai sensi dell’art. 138 della stessa. L’ambito autonomistico è quello previsto dall’art. 116 comma terzo Costituzione, che riguarda competenze determinate, come recita la domanda referendaria. Questo il testo del terzo comma art. 116: «Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata». Detta norma non necessita di alcuna legittimazione popolare, quindi i due amministratori potevano attivare le procedure necessarie per ottenere maggiore autonomia nelle forme previste dal sopraccitato articolo. Il referendum avrà, solo in Lombardia, un costo di circa cinquanta milioni di euro. Soldi pubblici spesi per uno spot elettorale a favore dei due presidenti e della Lega in vista delle scadenze amministrative regionali e nazionali.                                                                  
Stefano Pazzaglia

sabato 7 ottobre 2017

Marcia No Tav: in 500 per le strade di Calcinato

Hanno sfilato in oltre 500 oggi a Calcinato per dire no alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità.
Quasi sette i chilometri percorsi in poco meno di tre ore dal festoso e colorato corteo che ha radunato tutte le anime del variegato movimento No Tav lungo le strade del nostro comune, fra i più colpiti da questa opera pubblica, il cui progetto è stato approvato lo scorso 10 luglio dal Comitato interministeriale per la programmazione economica.
Fra i presenti il nostro consigliere Tiziana Spreafico, il sindaco di Medole Gianbattista Ruzzenenti, padre Giovanni Di Maria, Rettore del Santuario del Frassino, che ha chiesto ancora una volta di “abbandonare il progetto e potenziare piuttosto linea ferroviaria storica”, il consigliere di Provincia Bene Comune, Marco Apostoli, che ha rilevato “una crescita della consapevolezza che battaglie come questa sono condotte per il bene delle nostre comunità”.
Vivace il dibattito dei partecipanti sulla pubblicazione sul sito web del Comune di una delibera del 26 settembre con la quale la giunta municipale ha preso atto all'unanimità dei contenuti del report di un incontro svoltosi in municipio il 4 agosto scorso con i tecnici di ItalFerr e di Cepav Due sui dettagli del progetto, dando “mandato all’assessore delegato Mirco Cinquetti di procedere alla sottoscrizione dello stesso e al successivo inoltro e di rappresentare nelle opportune sedi e di porre in essere ogni atto conseguente e necessario per tal fine”.
Laura Corsini, portavoce del Comitato Cittadini, si è detta “sconcertata per le modalità silenziose con cui si è giunti ancora una volta alla approvazione di documenti di questo tipo, senza il minimo confronto con il territorio, nonostante una risoluzione consiliare del 26 novembre 2014 preveda tutt'altro”.
Il corteo verso le ore 15 si è mosso lunga la ex strada statale 11 in direzione est, creando lievi problemi al traffico automobilistico. All'altezza della rotonda di via Rovadino, davanti al sito della discarica ex Faeco oggetto di ripetuti incendi negli ultimi mesi, sono stati accesi alcuni fumogeni sul ciglio della strada per visualizzarne la presenza.
Lungo la strada diverse abitazioni esponevano messaggi di sostegno ai manifestanti che hanno marciato con solerzia verso il centro del paese, percorrendo XX Settembre fino al municipio. In piazza Aldo Moro Fiorenzo Bertocchi, portavoce del coordinamento No Tav, ha invitato gli amministratori comunali a “lavorare per il bene dei propri concittadini, invece di accettare supinamente quello che viene calato dall'alto”, richiamando “i sindaci al necessità di opporsi a un'opera inutile, dannosa e costosa come il Tav”.
Non si può in alcun modo – ha sottolineato ancora – trattare con ItalFerr e Cepav Due per costruire la propria campagna elettorale”, aggiungendo un auspicio: “il sindaco di Calcinato scenda a spiegarci perché Il Comune ha accettato questo accordo”. Commentando infine la recente bocciatura al Tar dei ricorsi contro il progetto, si è detto “scettico sui pronunciamenti di una giustizia che appare sempre più al servizio dei poteri forti, fermandosi prima di entrare nel merito delle questioni poste dai ricorrenti”.
Dopo aver apposto un manifesto di protesta sulla porta del municipio, il corteo è proseguito in tranquillità per le vie Marconi, Matteotti, Cimitero e Stazione. Un'ultima sosta di qualche minuto sul cavalcavia sulla A4 per visualizzare con gli striscioni la dimostrazione in corso e poi il ritorno in buon ordine al piazzale dell'oratorio di Ponte San Marco, dove la giornata si è conclusa con una festa fra musica e convivialità.

Marcia No Tav: ci siamo!

Diamo il benvenuto ai manifestanti che oggi marceranno per le strade calcinatesi contro le più volte annunciate devastazioni - se ne parla dal lontano 1992 - che porterà la nuova linea ferroviaria ad alta velocità.
Invitiamo tutte le cittadine i cittadini ad unirsi a noi per condividere questo momento di cammino, informazione, consapevolezza e convivialità.
L'appuntamento è alle ore 14 nel piazzale dell'oratorio di Ponte San Marco. Da lì poco dopo il corteo muoverà verso Calcinato e si snoderà lungo le vie Statale, Rovadino, XX Settembre, Marconi, Matteotti, Cimitero e Stazione, per far ritorno infine al piazzale dell'oratorio di Ponte San Marco.

venerdì 6 ottobre 2017

Marcia No Tav: c'è una ragione di più

Sul sito web del Comune di Calcinato è comparsa da qualche giorno una inquietante delibera del 26 settembre (la trovate qui: http://pubblicazioni.saga.it/publishing/DD/docDetail.do?docId=81528&org=calcinato) con la quale la giunta municipale prende atto all'unanimità dei contenuti del report di un incontro svoltosi in municipio il 4 agosto scorso con i tecnici di ItalFerr e di Cepav Due sui dettagli del progetto, dando “mandato all’assessore delegato Mirco Cinquetti di procedere alla sottoscrizione dello stesso e al successivo inoltro e di rappresentare nelle opportune sedi e di porre in essere ogni atto conseguente e necessario per tal fine”.
Sono ben trentatré i dettagliatissimi allegati tecnici illustrativi che svelano minuziosamente l'impatto che avrà il passaggio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità sul nostro territorio.
In barba alla risoluzione consiliare del 26 novembre 2014 (http://lineaindipendente.blogspot.it/2014/11/tav-in-consiglio-passa-la-risoluzione.html): non una riunione con i cittadini, non un consiglio comunale, nemmeno una conferenza dei capigruppo sul tema.
Contro l'assenza di confronto democratico su un tema cruciale per Calcinato, invitiamo ancora una volta tutte e tutti a scendere in piazza sabato per manifestare una indignazione collettiva: la marcia No Tav partirà alle ore 14 dal piazzale dell'oratorio di Ponte San Marco.

giovedì 5 ottobre 2017

Marcia No Tav: perché dobbiamo esserci

Ci opponiamo da 25 anni ai diversi progetti di linea ferroviaria ad alta velocità sulla tratta Brescia-Verona perché, mentre lievitavano via via i costi (siamo giunti a circa 80 milioni di euro al km, contro i 16 nel resto d'Europa per reti simili), hanno avuto tutti una caratteristica comune: il devastante impatto sul territorio calcinatese.
A quanto si sa, Calcinato sarà il comune senz’altro più coinvolto. Da est il Tav arriverà a Calcinatello in località Quattro Vie all’altezza del bivio per la tangenziale, più o meno dove si trova il canile San Rocco. Proseguendo, la linea correrà a fianco dell’autostrada, quindi passerà appena al di là del cavalcavia di via Stazione (interessando anche la fornace vecchia e l’attiguo deposito edile, con possibili conseguenze per il recente quartiere edificato in via Morti Sant’Amos), a fronte del cimitero, e via continuando. 
Infine, in località Cascina Faccendina (nei pressi della chiesetta dei Santi Anna e Gioacchino) inizierà il tunnel (con profondità di almeno 40 metri) che porterà il Tav in galleria sotto Lonato per riemergere dopo Desenzano.
Il progetto definitivo approvato a luglio, fra l'altro, è privo di una valutazione di impatto ambientale aggiornata, del necessario adeguamento alle norme antisismiche attuali, di uno studio sul rapporto fra costi e benefici, di una valutazione della situazione odierna sulla tratta, dove le linee ferroviarie corrono sottoutilizzate da anni.
Anche per questo marceremo per le vie del nostro paese con il variegato movimento No Tav nel pomeriggio di sabato 7 ottobre. Ci vediamo alle ore 14 davanti all'oratorio di Ponte Sa Marco.

mercoledì 4 ottobre 2017

Marcia No Tav: lettera aperta ai sindaci

Alla cortese attenzione di tutti i Sindaci, Assessori e Consiglieri di minoranza e maggioranza dei comuni di Brescia, Rezzato, Rovato, Cazzago, Travagliato, Berlingo, Lograto, Torbole Casaglia, Azzano, Castelmella, Capriano, Flero, San Zeno, Poncarale, Montirone, Ghedi, Castenedolo, Montichiari, Calcinato, Lonato, Mazzano, Pozzolengo, Peschiera, Castelnuovo, Sona, Sommacampagna e Verona.  
 

Brescia, 1 Ottobre 2017  
 

Oggetto: invito alla manifestazione no tav del 07.10.2017 
 

Gentilissimo Sindaco, Il 27/09/2017 alcuni giornali nazionali e locali pubblicano dello studio indipendente effettuato anche dai tecnici che seguono il coordinamento. Lo studio si prefigge l'obiettivo di analizzare i costi e i benefici del progetto TAV Brescia-Padova. Costi e benefici che invece non sono presenti all'interno del progetto depositato da RFI ed in parte approvato dal CIPE lo scorso 10 luglio. 
L'analisi valuta i possibili benefici in termini esclusivamente economici del progetto: si stima un rientro economico di 130 milioni di euro annui per i primi 4 anni, andando poi a calare, a fronte di una spesa di 8 miliardi di euro a preventivo (e le grandi opere speculative purtroppo non rispettano mai i costi preventivati!). 
Soldi pubblici spesi inutilmente in periodo di crisi come quello attuale, ed interamente a carico dei contribuenti. 
Un’opera che da sempre ribadiamo essere inutile e dannosa economicamente oltre che per l'ambiente e il territorio. I sindaci, difensori primari dei territori e della salute dei cittadini che vi abitano, devono essere le prime espressioni di contrarietà perché queste risorse vengano destinate in investimenti davvero prioritari che sappiamo non essere la linea tav Brescia-Verona.
Per questo motivo, vi invitiamo a partecipare insieme agli Assessori e ai consiglieri del vostro comune, alla manifestazione di sabato 7 ottobre 2017 dalle ore 14 sul territorio di Calcinato (uno dei paesi colpiti dal progetto della nuova linea ferroviaria), con ritrovo a Ponte San Marco in prossimità dell’oratorio.
Noi ci saremo per ribadire la contrarietà a quest'opera, E TU? 
 
Cordiali saluti.
Coordinamento dei Comitati No Tav Brescia-Verona 

martedì 3 ottobre 2017

Marcia No Tav: porta anche tu uno SpavenTav!

Sabato 7 ottobre alla marcia No Tav che partirà dal piazzale dell'oratorio di Ponte San Marco alle ore 14 vi chiediamo di portare ciascuno uno SpavenTav di cartone, stoffa o qualsiasi altro materiale, simbolo della difesa della terra e dei raccolti, contro quel mostro mangiatutto del Tav.
Frutto della creatività della disegnatrice Margherita Bettenzana autrice del volume "La leggenda degli Spaventav", questa figura simboleggia la consapevolezza della necessità di fermare il progetto del Tav”.
 “L'idea di usare uno spaventapasseri come simbolo della lotta – spiega la giovane - deriva dall'importanza lavorativa ed economica che caratterizza l'agricoltura in questo territorio, il quale verrà devastato dalla costruzione di quest'opera qualora venisse realizzata. Basti pensare alle coltivazioni pesantemente minacciate dal passaggio di questo treno. Così speriamo, attraverso la costruzione di un semplice simbolo che tutti possono realizzare ed esporre, di mostrare che il territorio  è contrario a quest'opera”.
 
Esporli simbolicamente sulle nostre terre significa visualizzare la tutela dell’agricoltura che dalle nostre parti è ancora una delle attività predominanti.
Qui trovate la leggenda e le istruzioni per costruirne uno:
http://notavbs.org/download/la-leggenda-degli-spaventav
Vi aspettiamo tutti e tutte!

lunedì 2 ottobre 2017

Quale futuro per il Pedibus a Calcinato?

Oggi a Calcinato è ripartito il Pedibus, servizio di trasporto scolastico ecologico ed economico, ormai giunto al nono anno di attività.
Pensiamo che sia anche l’ultimo – osserva amareggiato lo storico coordinatore dell'omonimo Comitato, Roberto Cappiello - se non ci sarà un’ampia e sostenuta partecipazione di nuovi genitori. Infatti lunedì 2 è ripartita solo la linea di Calcinatello, mentre chiudono i battenti per mancanza di un numero sufficiente di iscrizioni di bambini e di genitori accompagnatori, le due linee di Calcinato e quella di Ponte San Marco”. 
Per Cappiello si tratta di “una fine ormai scritta dalla costante riduzione di genitori accompagnatori rispetto al numero di volontari e di genitori che pur non avendo più bambini alle primarie continuavano a dare il loro contributo di tempo prezioso. Ad un certo punto ci è sembrato troppo, un conto è usare il tempo degli altri, altra cosa è abusarne, e il Pedibus è finito per gravare sulle spalle di quei genitori e volontari più sensibili al nostro progetto.
In questi otto anni il Pedibus ha funzionato con cinque linee con una media di 80 accompagnatori che portavano oltre 100 bambini a scuola tutti i giorni. “Una grande opportunità per creare relazioni fra bambini e accompagnatori- secondo Cappiello - tanto che molti ci dicono che gli fa tanto piacere quando incontrano dei bambini per strada che li salutano. Il vero valore del Pedibus sono le relazioni che ancora possono nascere, sono le tante mezz'ore che ciascun genitore riesce a guadagnare per fare qualcosa in più a casa”.
Il Comitato Pedibus – conclude – resta attivo da una parte per dare sostegno a chi desidererà proseguire per far ripartire le linee sospese, dall'altra per sviluppare un nuovo progetto con l’aiuto dell’Associazione Genitori e di altre associazioni: il tempo di ciascun volontario deve essere spendibile in termini di baratto che possa consentire di creare anche una web reputation, con un occhio ai progetti di alternanza scuola-lavoro”.

domenica 1 ottobre 2017

Marcia No Tav: il percorso e le motivazioni

Sabato 7 ottobre sarà dunque Calcinato il teatro della prossima marcia interprovinciale del movimento No Tav, che in uno dei Comuni più interessati dal passaggio dell’Alta Velocità ferroviaria manifesterà in forma itinerante, con partenza alle ore 14 dal piazzale dell’oratorio di Ponte San Marco, in via Don Rovetta, per una passeggiata verso i luoghi che verranno segnati dal passaggio della nuova grande opera pubblica sulla tratta Brescia–Verona: il corteo si snoderà lungo le vie Statale, Rovadino, XX Settembre, Marconi, Matteotti e Stazione, per far ritorno infine al piazzale dell'oratorio.
“Sarà una buona occasione per tornare insieme a protestare contro l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe e la paventata apertura dei cantieri” spiegano i No Tav in una nota.
"L’idea - scrivono - è attraversare uno dei luoghi simbolo della devastazione ambientale bresciana, per denunciare l’enorme peso che discariche e impianti di trattamento dei rifiuti hanno sulle vite delle persone che qua vivono. Una situazione che verrebbe ulteriormente aggravata se i cantieri di quest’inutile opera venissero aperti".
Oltre a questo blog, alla marcia hanno già aderito in paese  il Comitato Cittadini e il gruppo consiliare Bene Comune, che hanno allestito in settembre una serie di iniziative di informazione per lanciare la mobilitazione in vista del 7 ottobre.
A quanto si sa, Calcinato sarà il comune senz’altro più coinvolto quanto a impatto ambientale. Da est la Tav arriverà alla frazione di Calcinatello, in località Quattro Vie all’altezza del bivio per la tangenziale SS11, più o meno dove si trova il canile San Rocco. Proseguendo, la linea correrà a fianco dell’autostrada A4 Milano-Venezia, quindi passerà appena al di là del cavalcavia di via Stazione (interessando anche la fornace vecchia e l’attiguo deposito edile, con possibili conseguenze per il recente quartiere edificato in via Morti Sant’Amos), a fronte del cimitero, e via continuando.
 Infine, in località Cascina Faccendina (nei pressi della chiesetta dei Santi Anna e Gioacchino) inizierà il tunnel (con profondità di almeno 40 metri) che porterà la Tav in galleria sotto Lonato per riemergere dopo Desenzano del Garda.

venerdì 29 settembre 2017

Anche Calcinato per il referendum provinciale sull'acqua

Con l'astensione dei dodici membri del gruppo di maggioranza “Insieme per Calcinato” e il voto favorevole dei cinque consiglieri di minoranza (dei gruppi Bene Comune, Movimento 5 Stelle, "Con te per Calcinato" e “Sangiorgi Sindaco”), nella seduta di giovedì 28 settembre anche il consiglio comunale di Calcinato – seppur in forma del tutto anomala – ha approvato la"adesione alla richiesta di referendum consultivo provinciale in materia di gestione del servizio idrico integrato".
Al centro dell'attenzione di questa istanza c'è la “deliberazione del Consiglio Provinciale n. 38 del 19 ottobre 2015 che ha scelto la forma di gestione del Servizio Idrico Integrato, individuata nel modello della società mista pubblico-privata” con il procedimento per l’affidamento in due fasi: una prima fase con l’istituzione di una società a totale controllo pubblico, con affidamento in house della gestione unificata anche nei Comuni fin qui gestiti in economia o aggregati in via transitoria ai vari gestori esistenti; una seconda fase con l’espletamento della gara per la scelta del socio privato, entro il termine del 31 dicembre 2018”.
Il richiamo ai referendum nazionali del giugno 2011 per la ripubblicizzazione dell'acqua sostiene la richiesta di indire il referendum provinciale con il  quesito: «Volete voi che il gestore unico del servizio idrico integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?».
Con la delibera votata giovedì sera l'amministrazione comunale si impegna pure a “promuovere in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo tale consultazione referendaria, sostenendo le ragioni favorevoli ad un accoglimento del quesito proposto”.
Approvata anche, ma stavolta all'unanimità, una mozione (presentata dal gruppo di maggioranza “Insieme per Calcinato”) che esprime la "condivisione dell’azione di Coldiretti per un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal Ceta".

giovedì 28 settembre 2017

Stasera c'è il consiglio comunale

Giovedì 28 settembre alle ore 20.45 il sindaco Marika Legati ha convocato in municipio a Calcinato una importante seduta del consiglio comunale, che si aprirà con l'esame di due mozioni. La prima, presentata dal gruppo di maggioranza “Insieme per Calcinato” intende esprimere la "condivisione dell’azione di Coldiretti per un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal Ceta", mentre la seconda, sostenuta dai cinque consiglieri di minoranza (oltre a Bene Comune, Movimento 5 Stelle, "Con te per Calcinato" e “Sangiorgi Sindaco”) chiede la "adesione alla richiesta di referendum consultivo provinciale in materia di gestione del servizio idrico integrato", per far decidere ai cittadini bresciani se ripubblicizzare l'acqua o meno.
Nella seconda parte, dopo la comunicazione di un prelevamento dal fondo di riserva, si parlerà di provvedimenti di natura economico-finanziaria. Verrà preso in esame il Documento unico di programmazione 2018/2020, sarà aggiornato il piano di razionalizzazione delle società partecipate dal Comune, ci sarà l'approvazione del bilancio consolidato 2016 e verranno apportate alcune variazioni al bilancio di previsione per l'anno in corso.

mercoledì 27 settembre 2017

Un referendum inutile

A Calcinato stasera alle ore 21 nella sala consiliare del municipio l'amministrazione comunale organizza un incontro dedicato al referendum regionale del 22 ottobre sull'autonomia. 
Con Mario Gorlani (avvocato e professore di Istituzioni di Diritto Pubblico all'Università degli studi di Brescia) e Stefano Bruno Galli (consigliere regionale leghista e professore di Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche all'Università statale di Milano) si confronterà Antonio D'Andrea, ordinario di diritto costituzionale all'Università degli studi di Brescia, il quale illustrerà le ragioni di chi si oppone.
Scondo noi l’unica cosa giusta da fare quel giorno è non andare a votare. Andare alle urne per fare la croce sul No servirebbe solo ad abbassare di un paio di punti percentuali il risultato del plebiscito che il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni ha preparato per lanciare la sua campagna elettorale verso la riconferma al Pirellone.
Da qui al 22 ottobre c’è una sola cosa da fare: spiegare ai citadini che, mentre stanno portando avanti una riforma del sistema sanitario regionale che va sempre di più verso la privatizzazione del settore, Maroni e la Lega sperperano i soldi dei cittadini lombardi per un referendum inutile (tra pubblicità, acquisto dei tablet per il voto elettronico e normali procedure elettorali siamo già a oltre 50 milioni di euro di spesa).

lunedì 25 settembre 2017

Acqua Bene Comune, domani a Calcinato

Sarà Calcinato il trentesimo comune della provincia a chiedere il referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua? Martedì 26 settembre alle ore 20.45 organizziamo una assemblea nella sala civica Morelli in Piazza della Repubblica per preparare una risposta positiva, in vista del consiglio comunale chiamato a pronunciarsi giovedì 28 alla stessa ora in municipio.
Per l'acqua pubblica abbiamo raccolto centinaia di firme, sostenuto e poi vinto i due referendum nazionali del giugno 2011; poi siamo sempre stati in prima linea nelle campagne per chiedere il rispetto della volontà popolare. E nei giorni scorsi la nostra rappresentante Tiziana Spreafico ha apposto la prima firma in calce alla richiesta inviata al sindaco Marika Legati affinché anche a Calcinato il consiglio comunale venga chiamato a pronunciarsi sulla possibile "adesione alla richiesta di referendum consultivo provinciale in materia di gestione del servizio idrico integrato".
Il referendum provinciale propone il quesito: «Volete voi che il gestore unico del servizio idrico integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?».
Informati e partecipa!