mercoledì 26 luglio 2017

Migranti: se ne parla stasera a Desenzano

Stasera alle ore 20.30 alla Casa dei Popoli Thomas Sankara di via Bagatta 7 a Desenzano del Garda il Collettivo Gardesano Autonomo organizza una conferenza sulle migrazioni, alla quale interverranno l'avvocato Massimo Gilardoni (portavoce dell'Associazione studi giuridici sull'Immigrazione) e i volontari dell'associazione “Diritti per Tutti” di Brescia.
"Con una nuova legge chiamata Minniti-Orlando - scrivono i promotori in una nota - il governo ha deciso di aprire a Montichiari un centro dove rinchiudere per più di tre mesi e poi spedire fuori dall’Europa gli immigrati senza permesso di soggiorno. Il governo li tratta come ospiti pericolosi, non come persone uguali alle altre. Quando sono irregolari li mette addirittura in carcere, ma sono proprio le leggi a renderli irregolari: la Bossi-Fini toglie il permesso a chi perde il lavoro, mentre la Minniti-Orlando aumenta i rigetti delle domande di asilo, che da anni sono la sola possibilità di regolarizzarsi per chi è arrivato in Italia. Il Centro di detenzione è una minaccia per tutti gli immigrati".
Per il Collettivo "le divisioni tra chi è arrivato anni fa e chi è in Italia da poco, tra immigrati economici e richiedenti asilo, servono solo a indebolire tutti e tutte".

martedì 25 luglio 2017

Stasera pastasciutta antifascista a Lonato

Stasera si rinnova a Lonato del Garda una delle tradizioni più consolidate nel piano padano per il 25 luglio, quella della "pastasciutta antifascista".
Fra il gastronomico e il militante, la manifestazione si svolgerà dalle ore 20 al Circolo Arci di via Fonte del Fabbro 3 e renderà omaggio all'epica impresa della famiglia Cervi che 74 anni fa, a Campegine in provincia di Reggio Emilia, appena si seppe della caduta del regime fascista, organizzò in piazza una gigantesca pastasciutta al burro, servita dai bidoni per il latte, per sfamare il popolo duramente provato dalla dittatura e dalla guerra. Oggi non lo si crederebbe, ma allora si trattava di un pasto di lusso, in tempo di pesanti razionamenti del cibo: il passaparola fu rapido, la cittadinanza accorse in massa e tutti si misero ordinatamente in fila, felici di poter mangiare finalmente un piatto di maccheroni e assaporare con essi anche il senso di piena libertà che pareva riconquistata. Da allora in poi la "pastasciutta in bollore" fu considerato da Alcide Cervi (padre dei sette fratelli assassinati dai fascisti il 28 dicembre 1943 a Reggio Emilia) il "più bel discorso contro il fascismo".
La pastasciutta, come da tradizione, sarà offerta gratuitamente a tutti i partecipanti, mentre per il resto i prezzi saranno assai contenuti. La serata verrà allietata da canti popolari e partigiani proposti dal trio "Canto Mancino". Ci sarà anche la presentazione di una nutrita serie di scritti, documenti lettere e racconti d'epoca, che potranno essere letti da tutte le persone che lo desidereranno. Informazioni e prenotazioni ai numeri 335/6259434 - 328/0347711 - 336/411896 - 345/2160196 - 339/3051811.


lunedì 24 luglio 2017

Il ponte sul Chiese è chiuso al traffico

Da qualche giorno il ponte sul Chiese che collega Calcinato a Calcinatello è chiuso al transito dei veicoli, per consentire lo svolgimento dei lavori di sostituzione della tubatura del gas che interessano il tratto fra l'area della rotonda all'incontro fra le vie Garibaldi, Moriaga e Arnaldo e, appunto, il ponte sul fiume.
In paese e sul web si moltiplicano i commenti, le battute e le lamentele. Giova ricordare che la chiusura è stata disposta per necessità nel periodo di minor impatto sulle esigenze dei cittadini.
Gli effetti del provvedimento per ora non ci sembrano terribili, soprattutto per chi ama da sempre spostarsi senza inquinare: dal ponte si passa agevolmente a piedi o in bicicletta, il traffico in via Santa Maria è molto diminuito, il centro di Calcinatello è senz'altro più vivibile.
Certo, comprendiamo che chi deve spostarsi per lavoro o per urgenze possa subire qualche disagio, non tanto per il senso unico alternato dalle ore 7.30 alle 18.30 su via Arnaldo, dalla intersezione con via Moriaga a quella con via Garibaldi, ma soprattutto per chi era abituato a passare ogni giorno dal ponte. Chi proviene da Calcinatello in via Santa Maria infatti deve svoltare a sinistra su via Cavour e fare il giro di Ponte San Marco per raggiungere Calcinato; analogamente, chi giunge da Calcinato e intende recarsi a Calcinatello percorrendo via Garibaldi deve girare a destra su via Vittorio Emanuele II e passare da Ponte San Marco.
Il tentativo che proponiamo è di prendere queste settimane come piccola occasione per riprendere a camminare all'aria aperta, per riassaporare il piacere di uno sguardo lento al paesaggio e alle persone che incontriamo, per riflettere sul nostro rapporto con la mobilità e i trasporti.

domenica 23 luglio 2017

No Tav: oggi presidio a Campagna di Lonato

Il presidio No Tav oggi si svolgerà a partire dalle ore 17 a Campagna di Lonato, su un'area verde a ridosso del cavalcavia sulla A4,  a poche centinaia di metri dalla zona dove sorgerà uno dei maxicantieri per la ealizzaione dela nuova linea ferroviaria ad alta velocità.
“Abbiamo sottratto questo terreno all'incuria –  afferma Roberto Saleri – piantumando diverse essenze arboree e realizzando numerose attività di informazione e convivialità. Contro chi continua a minacciare la distruzione della nostra terra, noi proponiamo condivisione, partecipazione e  cura. Portate, se volete, attrezzi per giardinaggio, giochi, cibi e bevande. Dalle ore 19 offriremo ai partecipanti una anguriata, momenti musicali e un aperitivo realizzato con i prodotti del Distretto di Economia Solidale del Garda".
Dopo l'estate, per sabato 7 ottobre, si preannuncia un'altra grande mobilitazione, sempre a Campagna di Lonato, di tutti i comitati dei Comuni disseminati sulla tratta Brescia-Verona.

venerdì 21 luglio 2017

No Tav: verso un autunno caldo

Oltre 250 persone hanno partecipato ieri sera nel cortile dell'oratorio di Campagna a Lonato all'assemblea indetta dal movimento No Tav all'indomani della notizia dell'approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo della nuova linea ferroviaria Brescia-Verona.
Coordinata dalla portavoce Marina Beatini, a poche centinaia di metri dall'area dove sorgerà uno dei maxicantieri per l'alta velocità, la fitta serie di interventi ha riproposto tutte le ragioni del no ad un progetto tuttora ricco di problematiche ed enigmi, “dall'inquietante intreccio fra politica e affari che si profila, al modo in cui la linea uscirà dalla città di Brescia, al mistero sulla stazione di San Martino della Battaglia, che non si sa ancora dove e come sorgerà” come ha detto Fiorenzo Bertocchi.
Il prof. Erasmo Venosi ha invece ripercorso le numerose criticità tecniche di un'opera che verrebbe realizzata “con l'irragionevole logica dei lotti costruttivi, che consente i proseguire i lavori fin che sono finanziabili, senza poter assicurare che i singoli tratti possano funzionare”. Venosi ha ricordato la contrarietà al progetto del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha chiesto al Governo un'analisi del rapporto fra costi e benefici, e la revisione delle misure antisismiche previste in quanto non aggiornate, un elemento fondamentale in una zona sismica come il Garda”.
“Sulla tratta Brescia-Verona – ha sottolineato poi – ci sono 49 siti da bonificare, di cui 40 nel Bresciano, fra discariche e fabbriche dismesse, prima di far partire i lavori”. 
Ha poi informato che “sono ora in corso di realizzazione due studi di prefattibilità che riguardano l'uscita da Brescia e la stazione di San Martino e si sta scrivendo il testo della delibera del progetto definitivo da trasmettere alla Corte dei Conti. Ottenuto il via libera, verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e poi si apriranno le procedure propedeutiche all'inizio dei lavori”.
E' toccato poi all'avv. Fausto Scappini fare il punto sul versante giuridico. “A settembre il Consiglio di Stato discuterà la nostra istanza avverso la sentenza del Tar del Lazio che ha respinto il nostro ricorso. Ma anche contro il progetto definitivo sarà ammesso ricorrere. C'è poi un esposto alla Corte dei Conti che ne contesta la legittimità contabile”.  
Denunciando la latitanza delle “amministrazioni comunali che ragionano in termini di opere compensative dei danni subiti dai territori per il passaggio della nuova ferrovia”, Alessandra Zanini ha preannunciato la pubblicazione di “un vademecum per dotare i cittadini espropriandi di tutti gli strumenti pratici necessari” e l'indizione di “una assemblea di tutti questi espropriandi ad inizio autunno per capire come resistere con iniziative di popolo e atti legali. Per questo abbiamo intenzione di coinvolgere il collegio giuridico dei No Tav della Val di Susa, che da 25 anni si oppone alla realizzazione dell'opera”.
Roberto Saleri infine ha invitato tutti domenica 23 luglio alle ore 17 alla manifestazione al presidio No Tav che a Campagna di Lonato sorge su un'area verde a ridosso del cavalcavia sulla A4. “Abbiamo sottratto questo terreno all'incuria – ha dichiarato – piantumando diverse essenze arboree e realizzando numerose attività di informazione e convivialità. Contro chi continua a minacciare la distruzione della nostra terra, noi proponiamo condivisione, partecipazione e  cura. Portate, se volete, attrezzi per giardinaggio, giochi, cibi e bevande. Dalle 19 offriremo ai partecipanti una anguriata, momenti musicali e un aperitivo realizzato con i prodotti del Distretto di Economia Solidale del Garda. E dopo l'estate, sabato 7 ottobre, altra grande mobilitazione interprovinciale qui a Campagna di Lonato di tutti i comitati dei Comuni disseminati sulla tratta Brescia-Verona”.

mercoledì 19 luglio 2017

Lettera aperta a Banca Valsabbina

Vi scriviamo per sottoporre alla vostra attenzione alcune questioni che riguardano la responsabilità sociale d’impresa di Banca Valsabbina relativamente ai finanziamenti alla produzione di sistemi militari ed ai servizi che la Banca concede alle aziende del settore per esportare materiali d’armamento con particolare riferimento alle operazioni bancarie svolte da Banca Valsabbina per conto dell’azienda R.W.M. Italia S.p.A..
La “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento per l’anno 2016”, inviata alle Camere lo scorso 18 aprile dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, nella sezione curata dal Ministero dell’Economia e Finanze (Dipartimento del Tesoro – Direzione V), riporta relativamente alle operazioni per esportazioni definitive di materiali d’armamento svolte da Banca Valsabbina un ammontare complessivo di 262.020.210,90 euro per “Importi segnalati” e di 107.125.423,51 euro per “Importi accessori segnalati” (Tabella AA).
Tali importi rappresentano l’ammontare più consistente per operazioni nel settore da quando nel 2006 Banca Valsabbina è comparsa nella suddetta Relazione per un’operazione bancaria riguardante l’esportazione di materiali militari del valore di 1.782.000 euro svolta per conto della Società Esplosivi Industriali S.p.A. (S.E.I.), azienda con sede in via Industriale 8/D a Ghedi (Brescia), le cui attività e linee produttive del ramo Difesa sono state incorporate nel 2011 dalla R.W.M. Italia S.p.A., società del gruppo tedesco Rheinmetall Defence, che ha sede centrale nella medesima via Industriale 8/D a Ghedi (Brescia) e uno stabilimento in località Matt’è Conti a Domusnovas (Carbonia Iglesias).
Negli anni successivi, Banca Valsabbina ha assunto un numero crescente di operazioni bancarie per
esportazioni di materiali d’armamento italiani. Tutte le operazioni autorizzate alla Banca nel 2011, per un totale di 67.047.638,45 euro, sono riconducibili – in base alle informazioni riportate nella Relazione della Presidenza del Consiglio dei ministri – all’azienda S.E.I. S.p.A.: tra queste compaiono però alcune operazioni che, secondo la Relazione predisposta dal Ministero degli Esteri, sono state autorizzate nel 2011 alla R.W.M. Italia S.p.A. Inoltre, anche successivamente, diverse operazioni per esportazioni e importazioni di materiali militari sono state svolte da Banca Valsabbina per conto dell’azienda R.W.M. Italia S.p.A. Sebbene le recenti Relazioni annuali della Presidenza del Consiglio non riportino più gli “importi autorizzati”  alle aziende e agli istituti di credito6, esse permettono comunque di conoscere gli “importi segnalati” dalle aziende e dagli istituti di credito. In proposito, si rileva un ulteriore e costante incremento degli “importi segnalati” da Banca Valsabbina per operazioni nel settore e soprattutto si evidenzia la peculiare analogia tra gli importi segnalati da R.W.M. Italia S.p.A. e quelli segnalati dalla succursale di Ghedi di Banca Valsabbina per esportazioni di sistemi militari.
In aggiunta, il “Bilancio di Esercizio” relativo all’anno 2016 di R.W.M. Italia S.p.A. riporta tra le
immobilizzazioni finanziarie «l’acquisto a titolo oneroso con fini di durevole permanenza nel portafoglio societario delle azioni della Banca Valsabbina per euro 29.700 avvenuto nel precedente esercizio»: trattandosi dell’unica partecipazione azionaria comunicata nel suddetto Bilancio, tale operazione rappresenta un ulteriore elemento di evidenza dei rapporti economico-finanziari che intercorrono tra R.W.M. Italia S.p.A. e Banca Valsabbina.
Quanto detto permette, innanzitutto, di affermare che Banca Valsabbina ha assunto una serie di operazioni, effettuate negli anni scorsi prima dalla S.E.I. S.p.A. e più recentemente da parte di R.W.M. Italia S.p.A., diventando così uno degli istituti di credito di riferimento della R.W.M. Italia S.p.A. per svolgere operazioni bancarie relative ad incassi e pagamenti per esportazioni e importazioni di materiali d’armamento.
Come noto, da oltre due anni l’azienda R.W.M. Italia S.p.A. è al centro dell’attenzione di un ampio movimentodi associazioni che promuovono il controllo del commercio di armamenti e la tutela dei diritti umani per le esportazioni di bombe aeree, prodotte dall’azienda, all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti. Dal marzo del 2015, infatti, una coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta, senza alcun mandato da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nel conflitto in corso in Yemen con pesanti bombardamenti anche sulle zone abitate da civili, tra cui strutture sanitarie ed educative. Questi bombardamenti, che sono la causa di più della metà delle morti tra i civili del conflitto yemenita, sono stati ripetutamente condannati dal Segretario generale delle Nazioni Unite e sono stati oggetto di una specifica indagine del Gruppo di esperti dell’Onu che lo scorso 27 gennaio ha inviato al Consiglio di Sicurezza un dettagliato rapporto che documenta, tra l’altro, l’impiego di bombe prodotte dalla R.W.M. Italia S.p.A. da parte dell’aeronautica militare saudita per bombardare città e aree abitate da civili in Yemen. Tali bombardamenti sono espressamente vietati dalle convenzioni internazionali e pertanto – come evidenzia il rapporto – «possono costituire crimini di guerra» («may amount to war crimes»).
Il Parlamento europeo, a seguito dell’intervento militare da parte della coalizione a guida saudita, ha votato ad ampia maggioranza tre risoluzioni sulla situazione umanitaria nello Yemen. Nell’ultima risoluzione – votata lo scorso 15 giugno – l’Europarlamento ha ribadito la necessità, «che tutti gli Stati membri dell’Unione applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella Posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio sulle esportazioni di armamenti» ed ha ricordato, a tale riguardo, quanto indicato nella precedente risoluzione del 25 febbraio 2016 attraverso la quale aveva già invitato l’Alta Rappresentante dell’Unione e Vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, «ad avviare un’iniziativa finalizzata all’imposizione da parte dell’Unione europea di un embargo sulle armi nei confronti dell’Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen e del fatto che il continuo rilascio di licenze di vendita di armi all’Arabia Saudita violerebbe la Posizione comune del Consiglio sulle esportazioni di sistemi militari».
Pur a fronte di questa situazione, le autorità italiane14 hanno continuato ad autorizzare l’esportazione di materiali e sistemi bellici alle forze armate della coalizione a guida saudita attive nel conflitto in Yemen e principalmente all’aeronautica militare saudita. In particolare, è proseguito il rilascio delle autorizzazioni all’esportazione di sistemi d’armamento all’azienda R.W.M. Italia S.p.A. che, dall’inizio del conflitto in Yemen, ha visto un crescente incremento di autorizzazioni all’esportazione delle bombe aeree da essa prodotte e destinate principalmente alle forze militari dell’Arabia Saudita.
Per verificare la conformità di queste esportazioni al dettato della legge n. 185 del 9 luglio, la Rete italiana per il Disarmo ha presentato nel gennaio del 2016 un esposto in diverse Procure16. Al momento la materia è al vaglio della Procura di Roma, ma – è bene chiarirlo – questa nostra missiva non concerne né intende sollevare la questione di eventuali illeciti commessi dalle aziende o dagli istituti di credito operativi nel settore, bensì porre all’attenzione la responsabilità sociale d’impresa di Banca Valsabbina.
Banca Valsabbina, infatti, si contraddistingue per essere uno dei pochi istituti di credito italiani a non aver emanato direttive atte a limitare il tipo di servizi che concede alle aziende produttrici ed esportatrici di armamenti. Lo riteniamo un fatto particolarmente grave sia in considerazione dell’accresciuta operatività di Banca Valsabbina nel settore sia, soprattutto, per la tipologia della Banca che – secondo lo Statuto – intende svolgere la propria attività «ispirandosi ai principi del Credito Popolare» (Art. 3).
Per i suddetti motivi, come direttori delle tre riviste promotrici della Campagna di pressione alle “banche armate”, Vi chiediamo di:
1) Assumere l’impegno di definire al più presto un “Codice di responsabilità sociale” che espliciti i
princìpi di responsabilità sociale che Banca Valsabbina si impegna ad attuare ed i servizi bancari che
la Banca intende proseguire, limitare o porre a termine con le aziende produttrici di materiali
d’armamento e di armi comuni, con particolare attenzione ai servizi che intende concedere alle
aziende per l’esportazione di tali prodotti;
2) Rendere note tutte le operazioni che Banca Valsabbina ha svolto dal 2006 specificando, per ogni
singola autorizzazione e segnalazione inviata al Ministero delle Finanze (Dipartimento del Tesoro), il
numero MAE di autorizzazione e il valore monetario della fornitura oggetto della segnalazione;
3) Sospendere da subito, anche a fronte di eventuali penali, tutti i finanziamenti e i servizi disposti da
Banca Valsabbina alla produzione e all’esportazione di materiali militari e di armi comuni verso paesi in conflitto armato ed i cui governi siano responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertate dalle associazioni internazionali accreditate alle Nazioni Unite.
Vi informiamo che, contestualmente a questa missiva, segnaleremo all’opinione pubblica ed in particolare alle associazioni del settore del volontariato, della cooperazione internazionale e della promozione dei diritti umani queste nostre richieste ed inviteremo i correntisti di Banca Valsabbina, a fronte di una mancata risposta, a valutare la possibilità di porre termine ai rapporti con la Banca.
Siamo fiduciosi che Banca Valsabbina che «da oltre cento anni accompagna la crescita e lo sviluppo
economico del territorio bresciano, ponendosi come interlocutore di famiglie, artigiani, piccole attività economiche e PMI» intenda operare secondo rigorosi criteri di responsabilità sociale d’impresa mettendo in atto tutte le disposizioni necessarie affinché lo sviluppo che si propone di favorire sia sostenibile e rispettoso del valore della persona umana per contribuire alla promozione della pace e attuare uno dei princìpi fondamentali espressi nella nostra Costituzione: «L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» (Art. 11).
In attesa di un Vostro cortese riscontro porgiamo
Distinti saluti,
p. Mario Menin (direttore di “Missione Oggi”)
p. Efrem Tresoldi (direttore di “Nigrizia”)
p. Alex Zanotelli (direttore responsabile di “Mosaico di pace”)

martedì 18 luglio 2017

Giovedì 20 c'è un altro consiglio comunale

Giovedì 20  luglio a Calcinato è convocato in municipio il consiglio comunale A partire dalle ore 20.45 fra gli argomenti posti all'ordine del giorno dal sindaco Marika Legati figurano l'esame di una mozione del Movimento 5 Stelle sull'adeguamento dei sistemi di grigliatura degli scarichi d'emergenza al collettore intercomunale, il piano di attuazione della pratica sportiva presentato per il triennio che va fino al 2019 dall'assessore Alberto Bertagna e l'approvazione del nuovo statuto della società controllata Asc per l'adeguamento alle disposizioni del nuovo Testo unico sulle società partecipate, con il relativo regolamento per l'esercizio del controllo analogo.

lunedì 17 luglio 2017

Tav e Unesco sul Garda

Nei giorni scorsi sui giornali si presentava l’idea della domanda, da parte di sindaci ed operatori del turismo, di ottenimento della certificazione di sito Unesco per il Garda bresciano. Tra le motivazioni e le eccellenze da vantare per il riconoscimento si citava l’area del Lavagnone (peraltro in parte già riconosciuta), a sud di Desenzano e Lonato e l’area della Torre di San Martino dela Battaglia. In altra parte del giornale dello stesso giorno era annunciata l’approvazione definitiva da parte del Cipe del progetto della Tav, tratto Bs-Vr. Il tutto con il plauso di sindaci e operatori vari, gli stessi che promuovono la richiesta del sito Unesco. Ora, la cosa risulta quantomeno schizofrenica, per non dire di peggio. Infatti i due progetti sono una contraddizione in termini. Le due località di pregio sopra menzionate infatti sono proprio quelle che saranno  più devastate dal passaggio della Tav, il Lavagnone con l’enorme cantiere principale dell’intera tratta e dallo scavo della galleria di 8 km con durata almeno di 6 anni (previsti in preventivo…), mentre davanti S.Martino verrebbe costruita l’ipotetica “stazione del Garda” con prevedibile stravolgimento dell’intera zona. Per quanto so dei criteri di valutazione dell’Unesco per il riconoscimento dei siti c’e quello del mantenimento dei luoghi destinati con minor intervento possibile di opere umane “moderne” e comunque incompatibili con la storia dei luoghi. Da aggiungere poi la nota cementificazione massiccia degli ultimi anni e il progetto di mega collettore di cui si parla senza valutare soluzioni meno “invasive” per il territorio per il problema fognature, sicuramente da risolvere. Mi auguro che questi criteri vengano rigorosamente rispettati nel nostro caso, negando il riconoscimento in caso di mantenimento di tutti questi progetti. Se così non fosse il riconoscimento Unesco sarebbe ormai una barzelletta e un non rispetto per gli altri siti autenticamente meritevoli e squalificante per lo stesso Unesco che perderebbe di autorevolezza e serietà della sua funzione accettando simili situazioni. Ultima cosa mi appello alle numerose Associazioni Ecologiste e di Tutela del Territorio a ritirare le proprie adesioni alla richiesta di sito Unesco in caso di conferma dei progetti Tav, Pgt comunali “cementiferi”, megadepuratori e assenza di politiche veramente a tutela del territorio e della sostenibilità ambientale.
Danilo Zeni 

domenica 16 luglio 2017

No Tav: assemblea a Campagna di Lonato

I No Tav intensificano la mobilitazione dopo che il 10 luglio il Cipe ha approvato il progetto definitivo della nuova linea ferroviaria Brescia-Verona. Come prima risposta il coordinamento dei comitati che nei comuni disseminati sul tracciato si oppongono alla realizzazione della grande opera pubblica ha promosso un’assemblea pubblica per giovedì 20 luglio alle ore 20.45 all’Oratorio di via Campagna di Sotto 24 a Lonato del Garda, a poche centinaia di metri dall'area dove sorgerà uno dei maxicantieri per i lavori della ferrovia ad alta capacità.
Presentando l'iniziativa alla stampa i No Tav sottolineano "le gravi lacune evidenziate anche in sede Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (in particolare, il non aggiornamento dell’opera alle attuali norme antisismiche); la mancanza di un’analisi costi-benefici che giustifichi l’imponente spesa pubblica e che dimostri se questa opera sarà sostenibile o se, come noi riteniamo e come lo dimostrano quasi tutte le tratte ad alta velocità italiane, produrrà solo un incremento di debito pubblico; la gestione del progetto con i criteri dei lotti costruttivi previsti dalla Legge obiettivo del 2001, definita criminogena dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone".
"Il progetto approvato - per i No Tav - non ha nulla di definitivo: governo e costruttori non sanno ancora come il treno uscirà da Brescia e non sanno ancora come entrerà a Verona".
Per essi "lo stralcio dello shunt di Montichiari e la proposta dell’uscita con quadruplicamento dei binari da Brescia devono prevedere quanto meno una nuova valutazione di impatto ambientale e una rivisitazione dell’intero progetto anche alla luce delle nuove tecnologie che permetterebbero di ammodernare e utilizzare al meglio la già esistente linea ferroviaria".
"L’intenzione di lavorare per lotti costruttivi - secondo i No Tav - non consente una visione d’insieme e lascia le comunità intrappolate da cantieri che dureranno certamente molti più anni del previsto, come sta avvenendo ad esempio per la costruzione della tratta alta velocità al Terzo Valico, spesso salita alle cronache nazionali per le infiltrazioni della criminalità organizzata nei cantieri".
Ad illustrare le posizioni degli ambientalisti venerdì a Campagna di Lonato saranno il prof. Erasmo Venosi e l’avv. Fausto Scappini.

sabato 15 luglio 2017

La difesa nonviolenta arriva in Parlamento

Tre anni fa avevamo raccolto diverse decine di firme  anche a Calcinato. Ora arriva  alla Camera dei Deputati la "proposta di legge per una difesa civile non armata e nonviolenta",  dopo una lunga mobilitazione di oltre 200 gruppi e associazioni in tutta la penisola.
Nella riunione congiunta del 13 luglio delle Commissioni Affari Costituzionali e Difesa della Camera dei Deputati  è stato calendarizzato il dibattito parlamentare sulla proposta di legge n. 3484 per la costituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. I presidenti delle due commissioni, on. Mazziotti di Celso e on. Garofani, ne hanno illustrato i contenuti e le finalità, indicando come relatori l'on. Giulio Marcon e l'on. Giorgio Zanin.
In Italia è raro che in Parlamento si giunga a trattare una proposta di legge avanzata dai cittadini e inoltre non si era mai arrivati ad ottenere una discussione istituzionale di tale livello su questo tema. Il primo passaggio alla Camera dei Deputati costituisce il coronamento di anni di lavoro sui territori delle organizzazioni del servizio civile, del disarmo e della solidarietà.
Inizia ora una nuova fase di mobilitazione per accompagnare il dibattito parlamentare e giungere ad un voto positivo entro il termine della legislatura. La legge in discussione istituisce la promozione dei Corpi Civili di Pace per le missioni all'estero e riconosce la difesa nonviolenta, basata sulla prevenzione dei conflitti, per la tutela dal degrado sociale, culturale e ambientale, assolvendo così al dovere costituzionale di difesa della Patria previsto dall'articolo 52, in ottemperanza al ripudio della guerra sancito dall'articolo 11.
Anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono, la legge organizza la preparazione e l'utilizzo di mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali, per la difesa della dignità della vita, dei beni comuni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali e dal consumo di territorio.
Seguiremo con attenzione il dibattito che si svilupperà nei due rami del Parlamento. Chi a suo tempo firmò la proposta e, più in generale, tutti gli interessati ad approfondire possono scriverci una mail a linea.indipendente@hotmail.it.

venerdì 14 luglio 2017

Area ex Fimo a Ponte San Marco: un'altra asta

Non sappiamo più quante volte sia stato messo al'asta, noi ne abbiamo contate cinque. Stiamo parlando del capannone ex Fimo di Ponte San Marco.
Questa nuova asta pubblica per l’alienazione del sito dismesso, in esecuzione delle deliberazioni del consiglio comunale del 29 marzo nonché della giunta municipale del 20 giugno, torna a riproporre la vendita del fabbricato situato nella zona industriale di Ponte San Marco, in via Commercio, edificio protagonista anni fa di una tortuosa storia di bonifica del deposito di  rifiuti industriali stoccati abusivamente in quel sito. Dislocato su una superficie di 6 mila 710 mq, l’immobile viene ora proposto per l'alienazione a un prezzo a base d’asta  di 366 mila euro. L’appuntamento è per venerdì 4 agosto alle ore 8.30 in municipio a Calcinato, con il metodo delle offerte segrete, da confrontarsi con il prezzo posto appunto a base d’asta. Per prendere parte all’asta gli interessati dovranno far pervenire la propria offerta, in plico sigillato, all’Ufficio protocollo del Comune di Calcinato, in Piazza Aldo Moro 1, entro le ore 12 di giovedì 3 agosto. Ulteriori informazioni si possono acquisire telefonando allo 030.9989225.

mercoledì 12 luglio 2017

No Tav: la risposta al Cipe

Sull’approvazione da parte del CIPE del progetto definitivo della linea AV/AC Brescia – Verona, “Lotto Brescia est - Verona (escluso nodo di Verona)” il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha diramato un comunicato nel quale si legge:
L’inadeguatezza del progetto che il CIPE ha approvato è stata confermata dal parere del 15/12/2016 espresso dall’Assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che ha chiesto al Governo di rivedere il progetto. In particolare, si chiede di rivedere tutte le misure antisismiche previste in quanto NON AGGIORNATE con le normative vigenti e questo è un elemento fondamentale in una zona sismica come quella del Garda se si vuole garantire la sicurezza dei cittadini. E’ stata riproposta anche la censura riguardante la mancata valutazione dell’opzione zero e/o di opzioni alternative dato che, se esse fossero state esaminate (e non lo sono mai state) questo progetto così costoso e così impattante non sarebbe stato approvato. Oltre ad altre censure relative al mancato esperimento della procedura di Valutazione Ambientale Strategica, alla mancata tutela del Laghetto del Frassino ed in generale del patrimonio ambientale, sono stati riproposti anche i vizi riguardanti la seconda reiterazione del vincolo urbanistico, ormai di durata ventennale. L’atto di appello verrà ora depositato in Consiglio di Stato e si attende che il Giudice fissi l’udienza per la discussione dell’appello.
Nonostante tutte le criticità, è prevalsa la logica politica in difesa degli interessi di grosse aziende di Stato quali Fs e Eni con Cepav Due. Nessun rispetto per il parere delle comunità locali, nessun rispetto per un territorio altamente problematico dal punto di vista ambientale,  e nessun rispetto neanche per le poche regole che ormai normano gli iter autorizzativi in materia di Grandi Opere. Nei comunicati usciti sulla stampa, addirittura sembra sia previsto uno studio di fattibilità per la realizzazione di una possibile fermata aggiuntiva sul Garda. Un’alta velocità che diventa sempre più lenta rendendosi conto che le esigenze dei territori sono altre. Un’alta velocità che sembra sempre più inutile cosi come progettata e poco giustificabile. Il progetto della tratta Tav Brescia – Verona  è inaccettabile. Non lo diciamo solo noi che da anni ci battiamo contro questa inutile opera, ma anche alcuni dei più importanti organi tecnici dello Stato. Non solo ci sono grosse lacune dal punto di vista tecnico, ma addirittura si parla di un progetto che non rispetta le norme antisismiche, in un territorio fortemente sismico come quello del Garda e che, solamente il mese scorso, è tornato a tremare. Non ci stupiamo di quanto approvato ieri, in materia di TAV in tutta Italia, a prevalere sono sempre le logiche speculative e privatistiche a discapito di tutto. Aspettando ulteriori particolari che ci permettano di capire meglio con che logica sia avvenuta questa approvazione, ribadiamo il fatto che l’iter autorizzativo non è ancora concluso: manca, ad esempio, il passaggio alla Corte dei Conti per valutare la copertura finanziaria dell’opera. Sottolineiamo che con questa approvazione la nostra battaglia entra in una nuova fase. Non lasceremo ovviamente intentata nessuna strada, ma pensiamo sia necessario rilanciare la mobilitazione popolare: dobbiamo tornare a riempire le strade dei luoghi che abitiamo e viviamo. Non resteremo testimoni dell'ennesima devastazione che vogliono infliggere al nostro territorio, che, lo ricordiamo, vanta la presenza delle più grandi discariche di rifiuti speciali d'Europa, le quali, con drammatica regolarità, continuano a bruciare in circostanze sospette. Non resteremo chiusi in casa, sequestrati dai cantieri di opere inutili e soffocati dai miasmi tossici. Non resteremo passivi e chiederemo, ancora una volta, che i soldi pubblici siano spesi per qualcosa di effettivamente utile al nostro territorio, a partire dalle bonifiche ambientali che da troppo tempo aspettiamo. Qua viviamo e qua resisteremo!                      

martedì 11 luglio 2017

Tav: c'è il sì del Cipe

Quello che temevamo è accaduto. Appendiamo oggi dai giornali che ieri il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha approvato il progetto definitivo della Tav per la tratta Brescia-Verona. 
Dai sei agli otto gli anni di cantiere in programma per la realizzazione dell'opera. Si parla di oltre 2,3 miliardi di euro di finanziamento da parte del Governo e del Cipe.
Il ricorso presentato al Consiglio di Stato da parte di una sessantina di comitati ambientalisti (fra cui due di Calcinatello) resta ora l'ultima possibilità di resistenza giuridica al progetto nel suo complesso.

lunedì 10 luglio 2017

I No Tav ricorrono al Consiglio di Stato

Il movimento No Tav non molla. Dopo la prima sconfitta al Tar del Lazio, presenta ora ricorso al Consiglio di Stato, con richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea.
Nel voluminoso documento (sono circa 130 pagine, chi desidera leggerle può scriverci una mail a linea.indipendente@hotmail.it) l'avvocato Fausto Scappini replica alle motivazioni con cui il Tar aveva respinto il primo ricorso. L'obiettivo resta quello di annullare il decreto ministeriale in ottemperanza al progetto definitivo della tratta Brescia-Verona: se i giudici di Palazzo Spada dovessero accoglerlo, l'operazione Tav su questa tratta dovrebbe fermarsi. 
I No Tav contestano al progetto la violazione della normativa europea sugli appalti, la validità temporale della Valutazione d'Impatto Ambientale (che risale al 2003), violazioni di legge per la mancata valutazione di opzioni alternative, violazioni di norme poste a tutela del patrimonio ambientale, oltre all'annullamento per "plurime violazioni di legge" della reiterazione del vincolo sull'esproprio di aree e immobili interessati dal passaggio della nuova linea ferroviaria.

sabato 1 luglio 2017

Mercoledì 5 c'è il consiglio comunale

Mercoledì 5 luglio approda in consiglio comunale a Calcinato l'interrogazione a risposta scritta presentata dalla capogruppo di Bene Comune, Tiziana Spreafico, sui "disservizi nel recapito degli avvisi Tari (Tassa Rifiuti) in scadenza il 16 giugno”.
Come si ricorderà, molti
cittadini non hanno mai ricevuto l'avviso di pagamento della Tassa Rifiuti,
e quindi Tiziana ha pensato di chiedere lumi  per sapere a chi e con quali costi era stato affidato l'incarico di recapitare per tempo nelle abitazioni i suddetti avvisi, le motivazioni per le quali tale compito è stato largamente disatteso e le determinazioni assunte dal Comune per sanzionare il disservizio con i connessi disagi arrecati all'utenza, soprattutto nelle fasce d'età più anziane.

Fra gli altri argomenti all'ordine del giorno si segnalano il “Regolamento per la disciplina dei criteri e delle modalità per l’accesso e la gestione della Casa Filamore per donne in situazione di fragilità, con carattere di temporaneità, nei locali di proprietà comunale situati in via Carlo Alberto”, l'individuazione degli ambiti di esclusione del territorio comunale dall'applicazione della legge regionale n.7/2017, l'integrazione del Piano per le alienazioni e valorizzazioni immobiliari del Comune, l'approvazione dell'assestamento generale al bilancio di previsione 2017 e l'affidamento al nuovo soggetto preposto alla riscossione nazionale denominato Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) della attività di riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali dell’ente.
L'appuntamento mercoledì è alle ore 20.45.

venerdì 30 giugno 2017

Tornando sui marciapiedi calcinatesi

L'interesse manifestato dall'assessore ai lavori pubblici Nicoletta Maestri ad affrontare il problema dei marciapiedi a Calcinato sollevato dalla giovane Sofia Cavagnini è stato immediato, come si può leggere in questa sua mail:
Ringrazio per la segnalazione, non essendo circostanziato il problema resto a disposizione qualora la giovane cittadina mi voglia incontrare per approfondire.
Grazie e cordiali saluti
La disponibilità del'assessore è stata raccolta dalla giovane, che documenta lo stato dei marciapiedi in centro a Calcinato con una nutrita serie di fotografie e questa lettera:
Come da sua richiesta, le circostanzio il problema, anche se non é così facile in quanto si tratta di un problema esteso che dovrebbe già essere a conoscenza dell'Assessorato del Comune. Senza andare troppo lontano, basta che esca dal municipio e percorra il marciapiede che dalla farmacia porta al bar New Garden, il quale é pieno di buche e cunette. Se vuole, arrivata di fronte al bar, può attraversare la strada e percorrere il
marciapiede che passa di fronte al fiorista Pastori e arrivare fino alla fine della strada: si accorgerà della presenza di una pianta proprio al centro del marciapiede, che ostacola il passaggio ma non solo, il marciapiede dall'altro lato della strada non é dotato di apposite salite e discese per coloro che utilizzano carrozzine o passeggini. Oppure può semplicemente percorrere la strada che gira attorno al Comune in senso orario: noterà la completa assenza di marciapiedi, ma non solo, a lato del Comune sono stati fatti dei parcheggi che arrivano quasi contro il muro e per questo un pedone é costretto ad andare sulla carreggiata per poter passare. Andando verso il supermercato Italmark, a destra della strada é presente la striscia bianca che segnala la zona riservata ai pedoni; peccato che all'interno della stessa siamo stati tracciati dei parcheggi e per questo motivo, anche in questo caso, bisogna passare sulla strada. Ovviamente questi percorsi una persona sana li può percorrere saltando o correndo; il vero problema diventa per un anziano, un disabile o anche una mamma con il passeggino. Questo é un piccolo riferimento alla mia segnalazione. Comunque, le allego qualche foto da me scattata anche se, dal vivo, il problema é più evidente.
Non mi aspetto nessuna risposta scritta ma dei miglioramenti effettivi al problema, non solo per me, ma per  tutta la collettività che ha diritto di usufruire di zone pedonali percorribili in sicurezza. La ringrazio per la  precedente risposta e per la sua pazienza.
Cordiali saluti, Sofia Cavagnini.
Ringraziando entrambe, speriamo anche noi di poter vedere presto questi miglioramenti.

sabato 24 giugno 2017

Il mondo ingiusto l’hanno da raddrizzare i poveri e lo raddrizzeranno solo quando l’avranno giudicato e condannato con mente aperta e sveglia come la può avere solo un povero che è stato a scuola”.
(don Lorenzo Milani, Esperienze pastorali, 1957)

mercoledì 21 giugno 2017

Marciapiedi malmessi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di una giovane concittadina che segnala problematiche da tempo note a chi passeggia in paese, con l'auspicio che chi di dover intervenga con sollecitudine.
Buongiorno, vorrei segnalare qualora non fosse già stato preso in considerazione dal vostro assessorato all'urbanistica, che la condizione della viabilità pedonale, mi riferisco in particolar modo non solo ai marciapiede periferici, ma anche a quelli centrali del nostro comune, versano in pessime condizioni sia di manutenzione che di progettazione. Segnalo che per un disabile, un anziano, passeggini o carrozzelle diventa veramente difficile percorrere in sicurezza i percorsi pedonali riservati. Come dicevo all'inizio, spero che  sia già di vostra conoscenza e mi auguro che faccia parte dei vostri prossimi  interventi migliorativi della situazione.  
Distinti saluti.
Sofia Cavagnini - Calcinato

venerdì 9 giugno 2017

Tassa Rifiuti: scade il 16, ma l'avviso dov'è?

In questi giorni diversi cittadini ci segnalano che non hanno ancora ricevuto l'avviso di pagamento della Tassa Rifiuti, il cui versamento scade venerdì 16 giugno.
Sull'argomento la capogruppo consiliare di Bene Comune, Tiziana Spreafico, in data odierna ha quindi inoltrato al sindaco Marika Legati una interrogazione a risposta scritta.
"Considerato che:buona parte degli intestatari delle utenze non ha ricevuto gli avvisi TARI (Tassa Rifiuti) in scadenza il 16 giugno 2017 - scrive Tiziana -  che una esigua porzione della cittadinanza è solita consultare il sito web del Comune, che solo dal 7 giugno 2017 informa del disservizio e prega gli interessati di 'contattare l'ufficio ASC - Azienda Servizi Comunali -  (tel.  030/9989237 mail tributi@comune.calcinato.bs.it) che provvederà alla ristampa del documento' e che diversi utenti informano che, una volta inviata la mail al recapito suddetto, hanno ricevuto puntuale risposta, ma dal personale del Comune e non dell'ASC, sono gentilmente a chiedere: a chi e con quali costi è stato affidato l'incarico di recapitare per tempo nelle abitazioni i suddetti avvisi; le motivazioni per le quali tale compito è stato largamente disatteso; le determinazioni assunte dal Comune per sanzionare il disservizio con i connessi disagi arrecati all'utenza, soprattutto nelle fasce d'età più anziane; le motivazioni per le quali il sito web del Comune indica come riferimento l'ASC, che però demanda poi al personale del Comune l'incarico di evadere le richieste".

mercoledì 7 giugno 2017

Dote Comune: un posto a Calcinato

 Aderendo al progetto regionale Dote Comune, il Comune di Calcinato ha attivato un tirocinio di dodici mesi a supporto dell'Ufficio Pubblica Istruzione.
L'iniziativa prevede lo svolgimento di un percorso formativo obbligatorio che si suddivide in attività di formazione e ore di tirocinio. Possono partecipare alla selezione cittadini italiani, dei paesi dell'Unione Europea ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, residenti o domiciliati in Regione, in cerca di prima occupazione o disoccupate di età compresa tra i 18 e 35 anni.
La domanda di partecipazione deve pervenire entro giovedì 15 giugno via posta al Comune di Calcinato o può essere consegnata a mano all'Ufficio Servizi Sociali (aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12.30; chiuso di mattina il giovedì, quando però è aperto di pomeriggio dalle ore 16 alle 18). Per informazioni ci si può rivolgere all'Ufficio Pubblica Istruzione al numero 030/9989240.

lunedì 5 giugno 2017

Torna la puzza ai Barconi

Ancora "odori insopportabili" nei giorni scorsi in località Barconi, nella zona a nord del centro abitato di Calcinatello.
"A pochi giorni dall’invio di una prima pec il 31 maggio - scrive la portavoce del Comitato Cittadini Laura Corsini in una mail spedita domenica 4 giugno alle autorità -  in merito a miasmi che stanno provocando nuovamente tensione nella cittadinanza, siamo costretti ad inviare all’attenzione del sindaco di Calcinato e di Arpa (Dipartimento di Brescia) questa nuova lettera".
"Da oltre una settimana - informa - prevalentemente in tarda serata e poi per tutta la notte, vengono percepiti odori nauseabondi nello stesso territorio di Calcinatello, prevalentemente nella via Cavour in zona Barconi, in via  Manzoni e in via Gavardina. Il forte odore acre, e puntiglioso, non consente di restare in giardino o in terrazza, non consente di aprire le finestre (e siamo in estate), ma soprattutto di non è possibile dormire a seguito di una puzza penetrante che entra nelle abitazioni dei residenti".
Sabato sera intorno alle ore 23.30 alcuni cittadini della zona hanno contattato telefonicamente Arpa per segnalare il forte odore.
Dopo che il problema delle emissioni odorigene da tempo avvertite in paese era scoppiato nel 2015 in seguito ad episodi che avevano fortemente allarmato la popolazione, sembra che nella scorsa estate l'ormai cronico fenomeno sia stato tenuto "sotto controllo poiché vi era in atto un monitoraggio odorigeno", come rileva la portavoce del Comitato Cittadini nella sua segnalazione.
Ma ora i miasmi son tornati a farsi sentire, come ai tempi in cui erano finiti nel mirino della campagna “Basta Odori!” promossa capillarmente sul territorio comunale e in facebook dal Comitato Cittadini.
"Cogliamo l’occasione per evidenziare - aggiunge Corsini - che nei mesi scorsi, come già segnalato alla Polizia Locale, è riapparso anche il problema della perdita dei fanghi sulle strade. Non intendiamo passare un'altra estate come le 15 precedenti all’anno 2016 e ci attiveremo con tutte le azioni necessarie per la difesa della possibilità di vivere nelle nostre abitazioni in modo decoroso".

domenica 4 giugno 2017

Servizio civile al Movimento Nonviolento

Per reclutare volontari interessati a svolgere il servizio civile nella storica sede di via Milano 65 a Brescia il Movimento Nonviolento organizza due incontri pubblici di presentazione del progetto “Esperienze di educazione nonviolenta”, che prenderà avvio nel prossimo mese di ottobre.
Il primo appuntamento si terrá giovedì 8 giugno alle ore 18.30 all'oratorio di Santa Maria in Silva in via Sardegna 34, il secondo venerdì 16 alla stessa ora al Caffè Letterario Primo Piano di via Beccaria 10.
Interverranno Adriano Moratto (del cordinamento nazionale dell'associazione) e alcuni giovani che hanno da poco terminato questo tipo di esperienza.
La proposta è rivolta a giovani fra i 18 e i 28 anni interessati a trascorrere un anno lavorando per l'educazione alla pace, il disarmo, la difesa dell'ambiente e la solidarietà internazionale. Gli interessati possono presentare la domanda entro lunedì 26 giugno.  Informazioni ulteriori ai numeri 0303229343 o 3396243617 oppure scrivendo una mail a movimentononviolento.bs@alice.it.

sabato 3 giugno 2017

Verso una calda estate No Tav

Si preannuncia calda dalle nostre parti l'estate No Tav. Il movimento ambientalista oggi a Campagna di Lonato ha dimostrato di voler rafforzare nelle prossime settimane, che dovrebbero essere quelle decisive, il fronte della opposizione alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità.
Fra musica, dibattito e convivialità, la manifestazione si è svolta su un terreno situato nei pressi del sito scelto per l'allestimento di uno dei cantieri dei lavori di  realizzazione della tratta Brescia-Verona di questa grande opera pubblica di cui si discute ormai da 25 anni, in zona e non solo.
A far discutere era stato nei giorni scorsi l'annuncio, da parte dell'amministratore delegato di FS Renato Mazzoncini, dell’avvio dei cantieri nella zona del Garda entro la fine dell'anno, dopo un passaggio al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) a giugno per l’approvazione del progetto esecutivo.
Sulla questione la portavoce No Tav Marina Beatini è netta: "Verificheremo la natura di queste dichiarazioni che si susseguono da diversi anni con cadenza regolare, ma possiamo sicuramente dire che, se ci sarà un’approvazione al Cipe, questa avverrà attraverso pesanti storpiature dell’iter autorizzativo, con un progetto totalmente stravolto rispetto a quello sottoposto a valutazione d'impatto ambientale nell’ormai lontano 2003 e tenendo completamente all’oscuro fino all’ultimo, ancora una volta, le persone che ne saranno direttamente coinvolte".
"Non una parola - osserva - sul parere assolutamente negativo del massimo organo tecnico in materia di infrastrutture, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che chiede che il progetto venga rifatto per adeguarlo alle normative antisismiche recenti prima di un eventuale passaggio al Cipe e che si conduca un’analisi del traffico ferroviario per valutare se effettivamente sia necessaria la realizzazione di questa nuova linea. Non una parola sul fatto che, nell’ultimo Documento di Economia e Finanza approvato dal governo si preveda per 25 opere strategiche, tra cui la Brescia-Verona, un’analisi del rapporto fra costi e benefici da condurre su criteri europei”.
Grande attenzione nel corso della manifestazione è stata dedicata alla cura delle diverse piante che ornano l'area verde, ma anche alla costruzione degli SpavenTav da disseminare nelle campagne dell'entroterra gardesano come atto nonviolento di resistenza creativa. "Li mettiamo nelle terre da difendere per ricordare agli sciacalli che vogliono speculare su di esse che noi non ci arrendiamo” dichiara  Beatini, invitando “tutti e tutte a preparare ed esporre nei propri terreni questi simboli di difesa e tutela del nostro territorio, dove l’agricoltura è ancora una delle attività predominanti”.

martedì 30 maggio 2017

Bedizzole celebra la narrativa di Giorgio Mora

Stasera Bedizzole renderà omaggio al suo scrittore Giorgio Mora con una serata a lui dedicata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco, a partire dalle ore 21 nella sala del Vecchio Mulino di via Garibaldi 14.
57 anni, giornalista di lungo corso (in passato, oltre a collaborare a "Bresciaoggi" è stato fra l'altro una firma di testate quali l' "Avanti!", L'Espresso", "l'Unità" nonché direttore per anni a ReteBrescia), Mora è dotato di uno stile  agile e brioso che ha già evidenziato in tre opere narrative folgoranti come il romanzo di formazione "Pablo, Parigi e Alba" (Sacco, 2009), "Gimme five" (Serra Tarantola, 2010), rievocazione della fraternità fra cinque amici sul Garda nei primi anni Settanta, e "Che Giro quel Giro" (Gam, 2011), ove racconta i tragicomici accadimenti di una inebriante "corsa rosa" in giro per la penisola, inventata di sana pianta.
Martedì lo scrittore presenterà la sua ultima fatica, i "Due racconti" che Arduino Sacco Editore manda in questi giorni in libreria (134 pagine, 12 euro). Il primo si intitola "La sera in cui la boxe diventò leggenda. "Narra di un epico incontro di boxe - dichiara l'autore - e mi è piaciuto scriverlo perché racconta di un match leggendario e di fantasia, con tante belle persone meritevoli di stima. A me ha fatto ridere mentre lo scrivevo e mi ha messo malinconia, stati d'animo che vorrei provocare in chi avrà voglia di leggerlo".
Si tratta di un testo di stringente affabulazione, dal ritmo ininterrotto, per amanti delle tinte forti, per sanguinari veri, ma anche per sognatori disincantati o quanto meno disposti a mettere in conto finali non sono sempre edificanti. A prendersi a pugni ci sono come leoni rabbiosi due pugili sfortunati a cui la vita è stata resa difficile da persone e situazioni disparate. Dimentichino pure i lettori il Norman Mailer della "Sfida": qui sul ring combattono ripresa dopo ripresa due uomini della strada che la carriera ha trasformato per una serata speciale in formidabili eroi della mitologia greca, in un susseguirsi di colpi di scena contraddistinti da una ironia neanche troppo velata.
Il secondo racconto, "Un uomo, suo malgrado", ripropone creativamente la vexata quaestio dell'antinomia fra amore e morte, ambientando una storia sentimentale all'ultimo stadio in una casa di riposo di una provincia che potrebbe essere la nostra. Sesso da urlo, volontà di non darsi per vinti o riluttanti, elogi alla potenza della carne pronta a erigersi sulle macerie di un’esistenza tormentata che le ha viste un po’ tutte; insomma, un'altra storia tragica che ci fa però comprendere come non sia la morte ad avere l'ultima parola.
La lettura scenica di alcuni passi dei due racconti sarà a cura di Marusca Leali.

domenica 21 maggio 2017

La nonviolenza per la riforestazione

Mercoledì 24 maggio alle ore 20.45 nella Sala Civica di  via Santa Maria 28 Calcinatello il Comitato Cittadini, in collaborazione con il coordinamento provinciale di Legambiente, organizza un convegno dedicato alle "tecniche di azione nonviolenta per la riforestazione e rigenerazione del territorio". 
Interverranno don Gabriele  Scalmana (direttore dell'Ufficio Diocesano per la salvaguardia del Creato), Luciano Gerlegni (presidente del circolo di Legambiente a Montichiari), Gabriele  Pellegrini (portavoce di Legambiente Lombardia) e Walter Gorini, guardia ecologica volontaria nella nostra provincia.

martedì 16 maggio 2017

Un manifesto sbilanciato

Domani sera in municipio la maggioranza presenta il bilancio approvato dal consiglio comunale il 29 marzo. Fino a poco tempo fa era buona norma illustrarlo alla cittadinanza prima della approvazione, per raccogliere suggerimenti e proposte; ora si preferisce arrivare alla gente solo a cose fatte, con manifesti aggressivi affissi nelle bacheche dei partiti che sostengono la Giunta.   
Bene Comune non è un partito e non "boccia la persona". Noi non ci stiamo a passare per l'opposizione ideologica e pregiudizievole che dice sempre "no". Quando le proposte della maggioranza ci sono parse condivisibili le abbiamo approvate senza remore: non ci interessa il bene di un parte (che si chiami Forza Italia, Lega Nord, Pd o M5S), non per niente ci chiamiamo Bene Comune.
Oltre a cercare di costruire ponti e non muri fra i diversi gruppi consiliari, facciamo proposte precise (nell'ultimo consiglio comunale, per esempio, è passata all'unanimità la nostra mozione per aprire i locali della stazione ai gruppi di volontariato), lavoriamo pazientemente a fare sintesi delle varie idee in campo o a migliorare le proposte della maggioranza, cerchiamo la collaborazione di tutti.
Quando in consiglio comunale prendiamo la parola per fare richieste scritte e orali, non lo facciamo per polemizzare, ma per chiarire dubbi o approfondire le informazioni che abbiamo.
Il nostro voto contrario è sempre stato manifestato nel pieno rispetto delle persone e del loro ruolo. 
Per quanto riguarda il bilancio comunale, quando ci è stato consentito dalla maggioranza, abbiamo collaborato alla sua analisi in commissione e in consiglio comunale abbiamo spiegato chiaramente perché non potevamo approvarlo.
Non condividiamo il fatto che si applichi l'addizionale Irpef nell'aliquota massima consentita dalla legge (0,8%); è una imposta gravosa per i contribuenti onesti, in particolare i lavoratori dipendenti che hanno in genere salari modesti.
Non abbiamo mai creduto alla necessità della esternalizzazione dei servizi (Asc e Garda Uno) i cui effetti devastanti sono tristemente noti a tutti i cittadini; non approviamo poi le ingenti retribuzioni a sindaco e assessori, né le spese di rappresentanza eccessive in un momento di crisi come questo.
Ci preoccupa inoltre la continua riproposizione di interventi e iniziative da realizzarsi in conto capitale, che in seguito non trovano concretizzazione perché le entrate non sono sufficienti (non si riesce nemmeno a finire il municipio, fermo da anni in condizioni indecorose!).
Infine, vi diamo una informazione, signori della maggioranza:  il consigliere comunale di Bene Comune è una donna, si chiama Tiziana Spreafico.

martedì 9 maggio 2017

Tav Brescia-Verona: butta male...

Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dal Coordinamento No Tav Brescia-Verona insieme ad altri 60 soggetti tra associazioni locali e nazionali, aziende e privati cittadini.
Il ricorso era stato depositato contro diversi provvedimenti:  dal decreto con cui si dava via libera al Cipe per l’approvazione del progetto definitivo e per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, passando per la delibera per l'ennesima reiterazione del vincolo di esproprio presente sulle proprietà interessate a partire dal 2001, fino ad arrivare al decreto che aveva espresso il parere di compatibilità ambientale (chiamato VAS). 
Ora la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità sulla tratta Brescia-Verona sembra più vicina.

sabato 6 maggio 2017

Ampliamento Gedit: il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Comune

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune di Calcinato contro la decisione del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di non sospendere gli effetti del decreto dirigenziale con cui Regione Lombardia il 2 novembre scorso si era pronunciata positivamente sulla compatibilità ambientale dell'ampliamento della discarica di rifiuti non pericolosi della ditta Gedit in via Cavicchione.
Affermando che «l'operazione non presenta pericoli gravi, attuali e concreti», i giudici di Palazzo Spada sostengono che l'«effettivo ampliamento della discarica di rifiuti o il suo eventuale diverso funzionamento dipendono dall'Autorizzazione integrata ambientale», procedura alla quale è demandata una serie di approfondimenti e prescrizioni.
In attesa ora del pronunciamento sul merito da parte del Tar, l'azienda potrebbe - seppur in linea teorica - avviare sin d'ora l'innalzamento della quota delle due vasche presenti nel sito, già colmate, per un ulteriore quantitativo di rifiuti industriali non pericolosi, pari a circa 180 mila metri cubi, e il riempimento di un nuovo bacino con altri 400 mila metri cubi.

venerdì 5 maggio 2017

Due iniziative per ricordare don Milani

Doppio appuntamento per ricordare don Lorenzo Milani a 50 anni dalla morte. Stasera alle ore 20.30 il Centro per la nonviolenza di via Milano 65 a Brescia organizza un incontro pubblico al quale interverrà Edoardo Martinelli, uno degli otto ragazzi della Scuola di Barbiana che parteciparono con il sacerdote fiorentino alla scrittura collettiva della celebre "Lettera a una professoressa", il libro che scatenò una vera e propria rivoluzione nonviolenta nella scuola italiana, portando da un lato a fondamentali innovazioni pedagogiche nei metodi educativi, dall'altro ad una sua radicale riforma approdata alla istituzione degli organi collegiali di partecipazione studentesca nei primi anni '70. 
"La comunità pensante di Barbiana" sarà il titolo della conferenza di Martinelli, da anni responsabile dei progetti-scuola al "Centro di Ricerca e Formazione Don Milani e Scuola di Barbiana” di Vicchio. Attivo nelle scuole in qualità di esperto e autore multimediale, l'educatore ha collaborato con diverse università italiane e straniere.
Domani poi Martinelli parteciperà a Montichiari, al Centro Fiera del Garda in via Brescia 129, al convegno di studi “Educare alla libertà: la rivoluzione nonviolenta della Scuola di Barbiana”. A partire dalle ore 9, dopo i saluti del sindaco Mario Fraccaro, del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia Mario Maviglia e della preside Claudia Covri, offriranno testimonianze diretta su quella singolare esperienza pedagogica don Mario Landi (sacerdote fiorentino che collaborò con il priore negli ultimi anni di vita) e, appunto, gli ex allievi Edoardo Martinelli e Nevio Santini.
Nel pomeriggio a partire dalle ore 15 interverranno don Pierluigi Di Piazza (direttore del Centro Balducci di Zugliano), Raffaele Iosa (già dirigente superiore per i servizi ispettivi del Ministero della pubblica istruzione) e Dimitris Argiropoulos (docente di Pedagogia all’Università Statale di Parma). In serata alle 21 concluderà la manifestazione, al Gardaforum di via Trieste 62, lo spettacolo “I care” del Teatro Laboratorio, per la regia e con la partecipazione di Sergio Mascherpa. L'ingresso è gratuito. 

Ulteriori informazioni suelle due iniziative si possono acquisire telefonando al 328.9683409.

giovedì 4 maggio 2017

Bacheche: si va alla Conferenza capigruppo

A Calcinato il pressing di Bene Comune e delle altre forze di opposizione di fine aprile ha indotto il sindaco Marika Legati a rinviare martedì scorso in consiglio comunale l'esame del “Regolamento per la concessione e l’utilizzo delle bacheche di proprietà comunale da parte dei gruppi consiliari”.
Il primo cittadino ha letto e condiviso l'istanza sottoscritta dai cinque consiglieri di minoranza (con in testa la nostra Tiziana Spreafico) per chiedere appunto il rinvio della discussione e la “convocazione urgente di una Conferenza dei capigruppo” sul tema, “utile a considerare un adeguato ed equilibrato utilizzo, nel rispetto del diritto di divulgazione politica di ciascuna forza politica presente sul territorio”.

Con il consenso unanime del consiglio comunale, sarà quindi un vertice in municipio nei prossimi giorni ad affrontare i nodi di un provvedimento che, in luogo della tradizionale assegnazione a chi ne abbia fatto richiesta, proporrebbe di suddividere equamente le bacheche fra maggioranza e minoranza, prevedendone in tutto 14: 2 e 2 a Calcinatello, 2 e 2 a Ponte San Marco e 3 e 3 nel capoluogo.

mercoledì 3 maggio 2017

Calcinato chiede di usare la stazione di Ponte

Su proposta del capogruppo di Bene Comune, Tiziana Spreafico, ieri sera il consiglio comunale di Calcinato ha approvato all'unanimità la MOZIONE PER L'ACQUISIZIONE IN COMODATO D'USO GRATUITO DELLA STAZIONE FERROVIARIA DI PONTE SAN MARCO. Eccone il testo:

Il consiglio comunale di Calcinato, riunito nella seduta del 2 maggio 2017,
PRESO ATTO
della presenza sul territorio comunale della stazione ferroviaria di Ponte San Marco, disabilitata da molti anni;
che essa costituisce un patrimonio collettivo che può e deve essere al più presto restituito alla fruizione pubblica;
VENUTO A CONOSCENZA
dalla stampa locale della presenza di diverse stazioni ferroviarie della nostra provincia concesse in comodato d’uso gratuito alle amministrazioni comunali e/o ad enti e associazioni;
RITENUTA
questa opportunità una valida soluzione alla cronica carenza di spazi sociali a disposizione dei numerosi enti e associazioni operanti sul territorio;
IMPEGNA
il Sindaco ad avviare una vertenza con la proprietà della stazione medesima al fine di ottenere in comodato d'uso gratuito i locali posti al piano terra e al primo piano, con la prospettiva immediatamente seguente di predisporre un piano di intervento per la riqualificazione degli spazi al fine di metterli a disposizione delle realtà del volontariato sociale secondo modalità di accesso preventivamente concordate.

lunedì 1 maggio 2017

Il Primo Maggio

Pellizza da Volpedo, Il quarto stato,  Pinacoteca di Brera, Milano
Oggi è storicamente la giornata internazionale di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori contro un sistema di sfruttamento, oppressione, ingiustizia, violenza e guerra: il capitalismo.
Il Primo Maggio significa l’unità dei lavoratori contro le divisioni che i padroni e i loro partiti costruiscono per impedire alla classe lavoratrice di alzare la testa.
Il Primo Maggio proclama l’internazionalismo, per porre fine ad ogni sorta di frontiere e costruire la solidarietà e la fratellanza fra i popoli.
Da decenni in Italia è in atto una politica contro le classi lavoratrici e popolari, che ha generalizzato la precarietà e l’insicurezza, cancellato diritti democratici e sociali essenziali, rubato il futuro ai giovani. Nel mondo gli interventi militari hanno prodotto guerre, tragedie infinite e milioni di migranti che, nel tentativo di sfuggire ai conflitti, si rivolgono all’Europa trovando muri e porte sbarrate, respinti ed uccisi da politiche sempre più spietate.
Come  in   un   terribile  passato  oggi   sull’Europa  spira   un   vento  reazionario  e  risorgono  forze neofasciste, che predicano l’odio razzista volendo farci credere che i nostri nemici siano i migranti. Tali forze politiche sono al servizio dei capitalisti, come lo erano i fascisti, per impedire l’unità degli oppressi e la costruzione di un fronte di solidarietà e di lotta comune.
Le direzioni sindacali hanno una gravissima responsabilità per non aver costruito in questi anni un grande movimento di lotta unitario contro gli attacchi della Confindustria e dei vari governi che si sono succeduti nell’opera di distruzione dei diritti del lavoro, di salari adeguati, di una pensione dignitosa, moltiplicando le misure repressive contro tutti coloro che provano a mobilitarsi per la democrazia e la giustizia sociale.  
Per questo invitiamo oggi a celebrare nelle piazze il Primo Maggio come una giornata di lotta, per ricostruire la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori contro lo sfruttamento, le guerre, il fascismo e il razzismo, per l’unità dei lavoratori e degli sfruttati, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e l’intervento pubblico per creare occupazione, la difesa dei diritti democratici e sociali scritti nella Costituzione, la fratellanza coi migranti a cui vanno garantiti il diritto di asilo e l'’apertura di corridoi umanitari.

sabato 29 aprile 2017

Martedì 2 maggio in consiglio comunale si parla di bacheche, Pgt e stazione ferroviaria

Martedì 2 maggio alle ore 20.45 approda in consiglio comunale a Calcinato il “Regolamento comunale per la concessione e l’utilizzo delle bacheche di proprietà comunale da parte dei gruppi consiliari” proposto dal sindaco Marika Legati.
In sostanza, in luogo della tradizionale assegnazione a chi ne abbia fatto richiesta, il regolamento propone di suddividere equamente le bacheche fra maggioranza e minoranza, prevedendone in tutto 14: 2 e 2 a Calcinatello, 2 e 2 a Ponte San Marco e 3 e 3 nel capoluogo.
Già il mattino del 28 aprile sul tavolo del primo cittadino è giunta una istanza sottoscritta dai cinque consiglieri di minoranza (Claudia Rizzi ed Elena Ringhini di Con te per Calcinato, Libero Lorenzoni di M5S, Vania Gobbetto di Sangiorgi Sindaco e Tiziana Spreafico di Bene Comune) per chiedere il rinvio della discussione e la “convocazione urgente di una Conferenza dei capigruppo” sul tema, “utile a considerare un adeguato ed equilibrato utilizzo, nel rispetto del diritto di divulgazione politica di ciascuna forza politica presente sul territorio”.
Poche ore dopo Spreafico ha diffuso in paese una “lettera aperta al sindaco” (il testo integrale è qui: http://lineaindipendente.blogspot.it/2017/04/sulla-bacheca-lettera-aperta-al-sindaco.html) nella quale - ricordando i 40 anni di storia della bacheca del gruppo in via Marconi – spiega che essa “è stata in passato oggetto di attacchi fascisti, vandalismi idioti, incendi di facinorosi, sequestri di manifesti (poi restituiti con tante scuse), ma nessuno ha mai osato porne in discussione l'esistenza, come potrebbe fare ora il Regolamento in esame”. 
In attesa di conoscere la risposta del sindaco Legati e del consiglio comunale, ricordiamo che sul tappeto per martedì ci sono altri due atti proposti da Bene Comune: una “interrogazione a risposta scritta sulla seconda variante al Piano di governo del territorio e una mozione che propone la "acquisizione in comodato d’uso gratuito della stazione ferroviaria di Ponte San Marco". In seguito si discuterà anche del “rendiconto generale della gestione dell'anno 2016” e del “Piano comunale delle cessioni a fini solidaristici”.

venerdì 28 aprile 2017

Sulla bacheca, lettera aperta al Sindaco

Egregio Signor Sindaco.
nei giorni scorsi abbiamo letto e studiato con sconcerto e disappunto il REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE E L’UTILIZZO DELLE BACHECHE DI PROPRIETA’ COMUNALE DA PARTE DEI  GRUPPI CONSILIARI, da Lei proposto all'approvazione della prossima seduta del consiglio comunale martedì 2 maggio 2017.
Per noi la bacheca di via Marconi - la prima richiesta e autorizzata su suolo pubblico a Calcinato nel lontano 1977 (alleghiamo la relativa documentazione) ha un valore politico e affettivo straordinario. Per oltre quattro decenni è stata la voce dei compagni del movimento, sotto varie sigle: Circolo di Unità Proletaria, Lega di cultura Arthur Rimbaud, Gruppo Danilo Dolci, Linea Indipendente e, oggi, Bene Comune. Ha dato il via a numerose mobilitazioni, comunicato notizie che hanno poi fatto la storia della nostra comunità, prestato  addirittura per qualche anno il suo nome a un bimestrale diffusissimo fra gli anni '80 e '90 in paese.

La nostra bacheca è stata in passato oggetto di attacchi fascisti, vandalismi idioti, incendi di facinorosi, sequestri di manifesti (poi restituiti con tante scuse), ma nessuno ha mai osato porne in discussione l'esistenza, come potrebbe fare ora il REGOLAMENTO da Lei presentato. 
E' per questo che è subito partita la mobilitazione per difendere questo spazio autogestito. Noi crediamo che non si possa cancellare un diritto acquisito, peraltro da così tanto tempo, e che, se Lei ritiene necessario procedere a un pur discutibile riordino in materia, lo debba decidere insieme a tutti i soggetti interessati, senza maldestre imposizioni che da un lato contraddirebbero la Sua personale storia amministrativa e dall'altro sarebbero foriere di un possibile futuro disordine qualora cambiassero gli equilibri fra i gruppi consiliari e al loro interno.     
Il collegio giuridico che ci offre la sua consulenza in materia ha richiamato una evidenza prevista dalla legge: a ciascun gruppo consiliare va assegnata una bacheca delle medesime dimensioni,  analogamente a quanto accade non solo in altri Comuni, ma anche nelle Province e nelle Regioni italiane. Da questa certezza del diritto muoviamo per discutere il problema.        
Le chiediamo pertanto gentilmente di convocare quanto prima una Conferenza dei Capigruppo sull'argomento, onde addivenire ad una soluzione di buonsenso, equanime e condivisa.
Certi che non lascerà cadere questa importante occasione di confronto democratico, restiamo a Sua disposizione per ulteriori ragguagli.
Cordialmente.
il capogruppo consiliare 
di Bene Comune

Tiziana Spreafico