lunedì 22 dicembre 2014

"Grandi opere" inutili, dannose e... molto costose

Dalle ultime cronache sulla Brebemi si "scopre" (ma guarda…) l´ennesima truffa ai danni dei contribuenti. La si era propagandata realizzata da "privati" senza oneri per lo Stato, salvo poi quasi da subito chiedere soccorso allo stesso con finanziamenti e decontribuzioni fiscali per compensare le perdite e i costi lievitati di molto oltre i preventivi (anche questa una costante italiana delle opere pubbliche e private). Il pensiero liberista ideale dei nostri politici recita solennemente del rischio d´impresa, se questa sbaglia l´investimento deve (dovrebbe) fallire e basta. Ma qui si chiede sempre l´intervento statale quando va male, secondo il ben noto assunto del privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Oltre a questo si confermano i pareri già espressi a suo tempo sull´inutilità e incongruenza del rapporto costi-benefici di questa opera.
È bene rimarcare ad alta voce queste vicende, perché le stesse dinamiche si stanno prospettando per la TAV, moltiplicate per dieci. Ormai molte autorevoli voci si sono pronunciate con dovizia di particolari sul disastro economico, ambientale e sull´inutilità di questo progetto obsoleto di venti anni e ora anacronistico per congiuntura economica e di prospettiva. Ma ancora la maggior parte di politici locali e nazionali si pronuncia a favore di quest´opera, spacciandola per indispensabile e necessaria, senza mai spiegarne il perché e produrre argomenti contrari alle tesi di inutilità già spiegate. Tra l´altro contemporaneamente si vuole promuovere turismo e immagine della nostra provincia (richieste di siti Unesco, valorizzazione paesaggi e enogastronomia e altro), tutte cose in antitesi con opere devastanti. È necessario che i cittadini tutti si sforzino di reagire all´indifferenza e alla rassegnazione e incalzino i propri partiti e personaggi politici di riferimento (parecchi in Provincia, Regione e Parlamento) in ogni occasione pubblica e privata, chiedendo conto delle loro condotte "pressapochiste" o peggio complici di questi "progetti", e non di meno aderire e partecipare ad ogni iniziativa di contrasto a tutta questa deriva.
Danilo Zeni

5 commenti:

  1. Abbiamo capito che siete NO TAV, non avevamo dubbi. Liberate un po' la mente, su coraggio. Starete meglio.

    RispondiElimina
  2. Giovanni Catalano23 dicembre 2014 21:45

    Complimenti, bel lavoro NoTav!!! alla Stazione Santa Viola di Bologna.

    RispondiElimina
  3. Anche il signor Catalano (che non entra nel merito del post che commenta) ha scambiato una delle tante tag di cui son disseminati i territori urbani per la rivendicazione di un atto criminale?

    RispondiElimina
  4. Giovanni Catalano26 dicembre 2014 16:42

    Voi sigg.di Linea Indipendente ne siete certi? Al massimo saranno compagni che sbagliano. Vero?Certi alberi danno quei frutti.

    RispondiElimina
  5. Catalano, non so che idea si sia fatto di noi leggendo il blog. Sul rapporto fra gli alberi e i frutti, noi stiamo da sempre con Gandhi, che scriveva: "Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c'è tra seme e albero". E' chiaro?

    RispondiElimina