mercoledì 24 settembre 2014

Venerdì Sarah Menafee è a Brescia


2 commenti:

  1. Giuseppe Spadari24 settembre 2014 12:59

    Di sicuro non mancherò. Ma chi è........

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  2. Nata a Chicago nel 1946, la scrittrice statunitense ha pubblicato versi in diverse raccolte e in numerose riviste, come "The American Review", "Compages", "The Baltimore Sun", "People’s Tribune" e "Legumes".
    Vive a San Francisco dove anima il mondo culturale con la sua libreria, spettacoli e pubblicazioni. Come fondatrice di "Occupy San Francisco" e della "Revolutionary Poets Brigade" è stata protagonista di molte campagne in aiuto dei senzatetto e nel 1991 fu persino arrestata “per aver dato da mangiare ai poveri senza permesso" con il gruppo "Food Not Bomb" ma, dopo sei mesi di campagna pubblica organizzata a suo favore, è stata assolta.
    In particolare venerdì presenterà il suo ultimo libro, "Stella umana" (80 pagine, 12 euro), uscito negli Stati Uniti nel 2005 e appena tradotto da Raffaella Marzano e pubblicato dalle edizioni Multimedia (che già hanno in catalogo altre due sue silllogi, "Il sangue intorno al cuore" e il quaderno "Questa mano peritura").
    “Sarah Menefee – ha detto di lei Jack Hirschman - compone le sue poesie in maniera insolita, offre a se stessa uno spazio vasto come un cielo di notte e poi va, di stella in stella, annota immagini epifaniche, dà loro forma, le fonde insieme e le infonde di un senso di dramma lirico, riversa in esse i suoi sentimenti per le vittime delle infinite guerre del capitalismo e, in particolar modo, per quelli che si trovano senza lavoro e senza casa nelle strade”.
    “C’è sempre metodo nella sua pazzia” osserva Hirschman. “È una poetessa estremamente disciplinata che lavora per ottenere il miglior effetto socialmente drammatico grazie alla sua capacità di montare insieme immagini e stimoli, che le arrivano dal mondo che la circonda, con i ricordi e le situazioni presenti, esprimendo quella tenerezza e compassione che sempre danno dignità all’esistenza umana”.
    Dài, vieni! C'è anche la sua traduttrice Raffaella Marzano.
    Giuseppe Rossetti

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