giovedì 26 febbraio 2009

ESCE L'EXILIO CULTURAL; JULIAN PACHECO CENSURATO A CALCINATO


Da tempo era in programmazione e studio una grande personale del pittore spagnolo Julian Pacheco, che visse a Calcinato tra gli anni sessanta e settanta, in esilio dalla dittatura franchista spagnola. l'Università di Valencia in collaborazione con l'Università cattolica di Brescia avevano intrapreso un percorso comune per dae organicità ad una serie di studi parziali sul contributo artistico ed intellettuale di questo pittore. La mostra si è fatta, ma il nostro paese (dove è conservata la maggior parte del corpus artistico dell'autore) ne è rimasto completamente a margine, per scela della nostra Amministrazione e dell'Assessore alla Cultura. Addirittura la pubblicazione scientifica che ha accompagnato l'esposizione ed il suo iter non ha trovato contibuti calcinatesi. Julian Pacheco: l'esilio culturale, il volume di 94 pagine edito in Italia da Picchi ed Associati, praticamente sconosciuto alla cittadinanza, traduzione del catalogo in spagnolo curato dall'Università Valenciana, ha visto la luce grazie al solo interessamento ed alla sensibilità di Pierangelo Crottogini (che fu sindaco di Calcinato dal 1995 al 2004) e propone, fra l’altro, un inedito del poeta Canzio Bogarelli e saggi di Vincent Sanz i Persiva, Maria de la Soledad Candito Aunion, Josep Lluis Barona Vilar, Josep Martinez Bisbal e Luisito Pellisari, che si soffermano con accenti diversi sull’itinerario umano, artistico e politico del pittore nato a Cuenca nel 1937.

Anche i contatti intrapresi per il gemellaggio con Cuenca (sito riconosciuto e protetto dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità, per la qualità del suo tessuto storico), sono stati deliberatamente interrotti.

Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Madrid, Pacheco fuoriuscì dalla Spagna franchista nel 1963 in seguito alle pesanti persecuzioni per la sua militanza comunista Visse per un periodo a Parigi, dove collaborò con il collettivo artistico Nuova Figurazione (Aillaud, Arroyo, Del Pezzo, Recalcati, Pozzati) . In seguito giunse in Italia e si stabilì con la moglie Anna De Santi a Calcinato dal 1967 al 1976. Nel 1969 gran parte delle sue opere fu acquistata dalle Nahan Galleries di New Orleans e da allora in poi il 50% della sua produzione fu destinato al mercato statunitense. Nel 1972, insieme ad artisti del calibro di Comencini, Antoni Mirò, Floriano De Santi e Rinaldi, fondò il Gruppo Denunzia. Numerose e affollate in quegli anni le sue personali, allestite un po’ in tutte le più importanti città italiane

L'arte di Pacheco si contraddistingue per i suoi muri, quadri che si configurano come pittorici intonaci di case o di recinzioni suburbane, gremiti di scritte dalla calligrafia infantile che dichiarano apertamente la sua protesta contro la dittatura. Arte come contestazione del potere, quindi, non solo politico, ma anche militare ed economico. "De plomo tienen las calaveras" ("Hanno i teschi di piombo") diceva - citando Garcia Lorca - degli uomini del regime che per decenni avevano imprigionato la libertà nel paese iberico. E come teschi di piombo, ricoperti di pennacchi, medaglie e divise, li dipingeva nei quadri. Lungi dall'essere cupi o rabbiosi, i suoi modi figurali assumevano i tratti di una pungente ironia, espressa con le tonalità suggerite dall'iconografia ottica ripresa dalla pubblicità. Proprio questa singolare immediatezza comunicativa costituisce l'elemento chiave della loro fortuna, sia di critica che di pubblico.
L’artista tornò poi in Spagna dopo la morte di Franco, continuando con successo la propria attività pittorica ed esponendo in mostre e musei. Risposatosi con Celia Pardo, di tanto in tanto ritornava nella nostra provincia. Morì il 22 marzo 2000 nella sua Cuenca, a 63 anni, per un male incurabile.

Numerosissime sono le testimonianze in paese del maestro spagnolo (così come in diverse gallerie della città), ma L'Esilio Culturale iniziato in Spagna nel 1963 a causa della sua militanza comunista, pare non essersi ancora concluso. Il compagno Pacheco, o meglio, la sua opera, incontra nella città dove aveva trovato ospitalità l'intolleranza ideologica di una destra ignorante e supponente.

3 commenti:

  1. come posso far quotare delle opere del pittore in mio possesso? Sergio
    pitonjones@hotmail.it

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  2. Sono in possesso di un opera del grande Pacheco come posso fare per la quotazione ?

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  3. Se ci scrivi una mail, possiamo metterti in contatto direttamente con chi lo sa.

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