giovedì 14 ottobre 2021
Verso la manifestazione antifascista di sabato a Roma
sabato 9 ottobre 2021
Un assalto intollerabile
“La nostra sede nazionale, la sede delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata attaccata nel pomeriggio. Esponenti di Forza Nuova e del movimento no vax hanno vandalizzato l’ingresso di Corso d’Italia. A loro diciamo che abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. Ma a tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte nel rispetto della Costituzione, nata dalla lotta di Liberazione.”
Confederazione Generale Italiana del Lavoro
sabato 2 ottobre 2021
Giornata Onu della nonviolenza: una proposta per le scuole
venerdì 1 ottobre 2021
Oggi a Brescia dalla parte di Mimmo Lucano, per la solidarietà internazionalista
Oggi pomeriggio alle 17.30 partecipiamo al presidio di “Restiamo Umani” in Piazza Duomo a Brescia.
La manifestazione era già stata programmata per ribadire la necessità della lotta contro il razzismo e di una accoglienza solidale dei migranti, ma ora assume un significato ulteriore, in sintonia con la contemporanea mobilitazione nazionale partita da Riace contro la sentenza che ieri ha condannato l’ex sindaco del comune calabrese Mimmo Lucano, fautore di un modello di integrazione interetnica apprezzato in tutto il mondo ma in Italia condannato in primo grado alla pena di 13 anni e 2 mesi di reclusione in quanto colpevole di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa, peculato, concussione, turbativa d’asta, falsità ideologica e abuso d’ufficio.
giovedì 30 settembre 2021
Il Comitato Cittadini sul nuovo deposito abusivo di rifiuti rinvenuto in campagna
mercoledì 29 settembre 2021
Domani sera c'è il consiglio comunale
martedì 28 settembre 2021
Un’altra discarica abusiva a Calcinato
sabato 25 settembre 2021
Geraldina Colotti a Desenzano
Stasera alle ore 18 alla Casa dei Popoli di via Bagatta 7 a Desenzano del Garda la scrittrice e giornalista Geraldina Colotti terrà una conferenza sul tema “Venezuela: gli effetti dell'embargo americano, la continuità della rivoluzione bolivariana da Chavez a Maduro e l’amicizia con Cuba”.
giovedì 23 settembre 2021
Depuratore del Garda: Eco-Rete dice NO
mercoledì 22 settembre 2021
Domenica a Ghedi manifestazione per il disarmo nucleare
martedì 21 settembre 2021
Venerdì 24 marcia per il clima a Brescia
domenica 19 settembre 2021
Papà, Sylvia Plath
non mi vai più, scarpa nera,
in cui per trent'anni ho vissuto
come un piede, povera e bianca,
senza osare respiro o starnuto.
Ho dovuto ucciderti, papà.
Sei morto prima che avessi il tempo -
Pesante come marmo, otre pieno di Dio,
orrida statua con un alluce grigio,
grosso come una foca di Frisco
e la testa nell'Atlantico bizzarro
dove fiotta verde oliva sul blu
nelle acque della bella Nauset.
Pregavo per riaverti, un tempo.
Ach, du.
In lingua tedesca, nel paese polacco
spianato dal rullo compressore
di guerre, guerre, guerre.
Ma il nome del paese è comune.
Il mio amico polacco dice
che ce n'è dozzine.
E così non ho mai saputo
dove piantasti il piede, la radice,
e di parlarti non mi è mai riuscito.
La lingua mi si attaccava al palato,
presa in trappola dal filo spinato.
Ich, ich, ich, ich,
e sempre mi bloccavo lì.
Ogni tedesco mi sembrava te
e la lingua era oscena,
una locomotiva, un treno
che mi portava via ciuff ciuff come un ebreo.
Un ebreo ad Auschwitz, Belsen, Dachau.
Ho cominciato a parlare da ebrea.
Potrei anche esserlo, ebrea.
Le nevi del Tirolo, la birra chiara di Vienna
non sono così genuine e pure.
Con l'ava zingara e la mia strana sorte
e il mio mazzo di tarocchi, le mie carte,
un po' ebrea lo sono forse.
Mi hai sempre fatto paura, tu,
con la tua Luftwaffe, il tuo ostrogoto,
il tuo baffetto ben curato,
l'occhio ariano, così blu.
Uomo-panzer, uomo-panzer, ah tu -
Non Dio, una svastica piuttosto,
così nera che il cielo si arresta.
Tutte le donne amano il fascista,
lo stivale in faccia, il brutale
cuore brutale di un bruto par tuo.
Nella foto che ho di te, papà,
sei ritto davanti alla lavagna.
Invece del piede hai il mento fesso,
ma sei un diavolo lo stesso,
sei sempre l'uomo nero che
azzannò e squarciò in due Il mio cuore rosso.
Ti seppellirono che avevo dieci anni.
A venti cercai di morire
e tornare, tornare, tornare da te.
Anche le ossa potevano bastare.
Ma mi tirarono fuori dal sacco,
e mi rincollarono pezzo su pezzo.
E allora capii cosa fare.
Mi fabbricai un modello di te,
un uomo in nero con un'aria da Meinkampf,
un amante del bastone e del torchio.
E pronunciai il mio sì, il mio sì.
Eccomi dunque alla fine, papà.
Il telefono nero è strappato,
sradicato, le voci non ci strisciano più.
Se ho ucciso un uomo, ho fatto il bis -
Il vampiro che si spacciò per te
e mi succhiò il sangue per un anno,
per sette, se proprio vuoi saperlo, va'!
Torna pure nella fossa, papà.
C'è un palo nel tuo cuoraccio nero
e a quelli del paese non sei mai piaciuto.
Adesso ballano e ti pestano coi piedi.
Che eri tu l'hanno sempre saputo.
Papà, papà, bastardo, è finita.
Sylvia Plath, 12 ottobre 1962

