Sabato 24 ottobre alle ore 16.45 alla
civica biblioteca di via XX settembre 80 a Calcinato il poeta Mario Pietro Zani
presenterà il suo libro «Tre pahagi de rehörehhciù», silloge di liriche
dialettali traducibile con «Tre atti di
resurrezione» (casa editrice Marco Serra Tarantola, 160 pagine, 14 euro) .
56 anni, originario di
Lumezzane, l´autore insegna lingua e letteratura inglese al liceo scientifico
Moretti. La sua poetica è alimentata da un articolato lavoro di ricerca
storico-semantica. Zani è infatti un vero e proprio cultore della parlata del
suo paese natale, della quale è da sempre studioso serio, prestigioso e
conosciuto ben al di là dei confini della nostra provincia.
I tre atti singoli nella vicenda della redenzione rivisitano la storia biblica
di Abramo e Isacco, l´episodio di Gesù nell´orto degli ulivi e la cena di
Emmaus. Rappresentano ciascuno una prova, il passaggio dalla porta stretta per
cui bisogna farsi piccoli, tre momenti intensi e densi di grande spiritualità, scritti
in un particolarissimo «dialetto triumplino (e oltre)», con traduzione
rigorosamente curata a fronte. Si tratta di una formula davvero riuscita che
facilita l´approccio all´opera del lettore e nello stesso tempo diventa
strumento di divulgazione del dialetto valgobbino.
Corredato da un segnalibro contenente la
legenda dei complessi simboli ortografici e precise indicazioni fonetiche sulla
pronuncia di vocali e consonanti, il volume riporta sulla scena una delle più
articolate e originali voci in vernacolo.
mercoledì 21 ottobre 2015
martedì 20 ottobre 2015
Il Comitato Cittadini scrive al ministro Delrio
Gentilissimo ministro Graziano Delrio,
questa lettera è rivolta a lei poiché la questione investe il suo ministero. Abbiamo ritenuto doveroso spedire la stessa informativa anche al Ministro dell'Ambiente che, con le controdeduzione poste sul sito a fine marzo 2015 di fatto ha risposto alle numerose osservazioni presentate sull'opera Tav Brescia-Verona confermando a quanto pare la validità di una Via varata 12 anni fa su cartografie addirittura superate. Mi presento: sono Laura Corsini, madre di due figli ai quali ho tentato di passare quei valori morali, civili e cristiani che mi appartengono e che ritengo siano fondamentali per essere cittadini del mondo. Ho insegnato loro il rispetto negli altri inteso anche e soprattutto delle opinioni altrui ma il sangue bresciano che scorre in me, mi ha obbligato a precisare loro che quando qualcuno «non merita rispetto» è corretto comunicare il proprio dissenso. E purtroppo nella vita quotidiana troppo spesso rilevo, con profonda amarezza, atteggiamenti irrispettosi soprattutto di chi non prende decisioni e delega ad altri le proprie responsabilità e di chi non avendo competenze professionali per rivestire ruoli e mansioni, sia a livello pubblico sia privato, provocano con le loro incapacità danni gravi venendo meno a quel principio sancito anche nella legislazione italiana, l'agire come un "buon padre di famiglia". Ebbene carissimo ministro le qualità sopra non dovrebbero certo mancare in coloro che amministrano il bene comune: i politici. Per questo oggi rivolgo a lei, anche se ministro delle Infrastrutture da poco, la delusione più profonda verso chi l'ha preceduta che non ha saputo gestire questo «incarico» nell'interesse degli italiani ma solo per esclusivo uso personale e di pochi altri. Le cronache di questi mesi e la trasmissione Report di Rai 3 del 3 maggio 2015 ci hanno ben informato sulla questione. Lei è il nostro presente e proprio nella certezza della sua responsabilità politica a nome mio e dei cittadini che rappresento siamo a sottoporre alla sua attenzione la nostra più totale contrarietà alla costruzione del Tav Brescia-Verona, infrastruttura che dovrebbe essere approvato a breve dal Cipe nonostante il progetto sia inutile, costoso e cosa molto più grave se avviato «nominato» nelle intercettazioni in mano alla procura di Firenze proprio sulle indagini collegate al «sistema Incalza». Il nostro paese, Calcinato, si trova vicinissimo a quella zona nominata la nuova terra dei fuochi legalizzata, riconosciuta pochi mesi fa a livello nazionale, dove da anni i comitati locali denunciano situazioni negative del territorio sia per inquinamento sia per malattie importanti che troppo spesso sono sinonimi di "una terra malsana" che non potrà che peggiorare con l'arrivo del Tav. Le perplessità sul progetto non sono solo ipotesi di cittadini arrabbiati ma il risultato di anni d'informazioni sull'argomento, di confronto con esperti in materia e d'indicazioni pervenute dagli enti interessati al progetto. La Regione Lombardia, per esempio, nella delibera numero X/3055 del 23 gennaio 2015 pur esprimendosi a favore dell'opera nonostante notevole consumo di suolo agricolo - andando, di fatto, contro un'altra delibera presa dalla stessa giunta lombarda ovvero lo stop alla cementificazione-, elenca una serie di condizioni in risposta alle criticità e mancanze che il progetto e Via evidenziano soprattutto il non rispetto delle condizioni di sostenibilità e accessibilità economica del Tav Brescia Verona. Anche la Provincia di Brescia, alla quale abbiamo scritto come cittadini, ha evidenziato notevoli perplessità sul progetto sulla base di costi eccessivi per treni che non fermeranno né a Brescia né a Desenzano, nè a al Garda (terzo polo turistico italiano) ma assurdità per assurdità la stazione è prevista a Montichiari, con la creazione di uno «shunt» costosissimo e un interconnessione con la ferrovia storica, proprio nel bel mezzo di discariche (Montichiari ha circa una ventina di siti di smaltimento di rifiuti nel territorio). I passeggeri arriveranno a Montichiari trovandosi di fronte una discarica denominata «Montiriam», dove oggi non vi sono collegamenti di nessun tipo con Brescia e il resto della provincia. Le chiedo se questo è progettazione qualificata, logica e parsimoniosa? Quindi altro consumo di aree agricole anche pregiate, come i vigneti del Lugana e varie aziende produttrici di alimenti Dop per un'altra opera in terra bresciana dopo Tav Treviglio-Brescia, la Corda molle (dove le ricordo non sono ancora stati pagati gli espropriati) la BreBeMi inaugurata proprio dal signor Matteo Renzi il quale dichiarava l'unicità e l'importanza dell'opera, capitali privati per un necessario sviluppo lombardo. L'autostrada è costantemente vuota e oggi nessun gestore di autogrill e compagnie petrolifere ha investito sul tratto Brescia - Milano. Questo risponde all'utilità dell'opera. E i politici dove sono? Purtroppo negli anni abbiamo avuto modo di sentirne tanti sull'argomento ma troppi male informati, anche quelli del suo partito. Ministri e assessori che continuano a definire il Tav «un'opera strategica» ingannando i cittadini poiché quando una grande infrastruttura interesserà il 5% della popolazione, mai recupererà l'investimento effettuato incrementando di fatto ancora il debito pubblico italiano. Anche il Politecnico di Milano e di Torino hanno affermato contrarietà al Tav visto che tutte le linee italiane risultano essere in perdita forse in pareggio la Milano -Bologna. Come mai che nessun documento governativo indica il nome di qualcuno che si assume sul piano tecnico la responsabilità di calcoli qualora fossero inattendibili? Siamo convinti che lei subirà quel «mal lavoro» effettuato dai suoi predecessori (ci riferiamo all'assurdità di una legge obiettivo «criminogena» come dichiarato dallo stesso Raffaele Cantone e da accordi stipulati in precedenza) ma crediamo in qualcuno debba avere il coraggio di cambiare rotta se questa porta alla rovina. Per questo le chiediamo: la non approvazione del «progetto esecutivo» Tav Brescia-Verona voluto solo da chi è legato a quel «sistema Incalza» di cui si sta parlando da tempo e dove il ministro che ha dato l'avvio al procedimento finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, ministro Lupi, risulta dimissionario dall'incarico per motivi legati a quanto sopra. La non approvazione del Tav Brescia-Verona essendo un progetto del 1991 con una Via del 2003 poiché non corrispondente alle necessità economiche, sociali e ambientali attuali. La non approvazione del Tav Brescia-Verona poiché costruito in un terreno con una morfologia che non consentirà mai un alta velocità e che una ristrutturazione adeguata della ferrovia storica potrebbe rispondere a un incremento di domanda almeno per i prossimi 10/15 anni come da studi effettuati. Le ricordiamo che in ambito privato nessuno investirebbe capitale proprio in un progetto obsoleto che non ha rientro almeno dei costi sostenuti poiché in ambito privato chi sbaglia paga di tasca sua. Nel settore pubblico chi si assumerà questa responsabilità se l'opera sarà un altro buco nell'acqua com'è prevedibile? Le chiediamo la non approvazione del Tav perché non diventi complice di inutile consumo di suolo per guadagnare forse 14 minuti fra Milano a Verona a spese di un investimento di capitale pubblico enorme quando treni regionali hanno bisogno di una risposta immediata come richiesto dall'Europa (Europa che non ha mai chiesto all'Italia il Tav). La non approvazione del Brescia-Verona perché non sia complice di un costo «inadeguato» di circa 62 milioni di euro al chilometro per la tratta Brescia Verona quando nel resto del mondo il costo è un decimo: qualcuno si è chiesto il motivo di questa differenza? La non approvazione del Tav Brescia-Verona perché anche Lei non sia complice delle grandi «bugie» dette dai politici prima di lei i quali hanno raccontato ai cittadini italiani, di fatto ingannandoli, che il traffico da gomma sarebbe passato su rotaie quando in Italia le merci mai andranno sul Tav. Lo stesso Amministratore Delegato di Rfi, Elia l'ha dichiarato pubblicamente nella puntata del 3 maggio di Report. La non approvazione del Tav Brescia-Verona perché non sia complice di una legge obiettivo che delega il «general contractor» nel nostro tratto Cepav 2 a pagare chi controllerà il suo lavoro; è veramente ridicolo soltanto fattibile in Italia. I cittadini onesti e rispettosi sono ormai stanchi di questo modo di fare e sono tantissimi. Le priorità degli italiani sono altre come il lavoro, la scuola, la messa in sicurezza di un territorio da un dissesto idro-geologico sempre più visibile e di uno sviluppo efficiente della rete pubblica di trasporto locale per i pendolari. Restiamo in attesa di una sua risposta nel più breve tempo possibile informandola che non ci rassegneremo mai alla distruzione del nostro territorio chiamato Tav. Le comunichiamo che la presente mail sarà inoltrata anche ai giornali locali a conferma del nostro malcontento. Ci piacerebbe moltissimo poter aggiungere che abbiamo ricevuto risposta dal Ministro Delrio per un interessamento reale alla questione poiché prima di essere un politico ha agito da «buon padre di famiglia». Nell'augurarle buon lavoro le porgiamo cordiali saluti.
Laura Corsini COMITATO CITTADINI DI CALCINATO
questa lettera è rivolta a lei poiché la questione investe il suo ministero. Abbiamo ritenuto doveroso spedire la stessa informativa anche al Ministro dell'Ambiente che, con le controdeduzione poste sul sito a fine marzo 2015 di fatto ha risposto alle numerose osservazioni presentate sull'opera Tav Brescia-Verona confermando a quanto pare la validità di una Via varata 12 anni fa su cartografie addirittura superate. Mi presento: sono Laura Corsini, madre di due figli ai quali ho tentato di passare quei valori morali, civili e cristiani che mi appartengono e che ritengo siano fondamentali per essere cittadini del mondo. Ho insegnato loro il rispetto negli altri inteso anche e soprattutto delle opinioni altrui ma il sangue bresciano che scorre in me, mi ha obbligato a precisare loro che quando qualcuno «non merita rispetto» è corretto comunicare il proprio dissenso. E purtroppo nella vita quotidiana troppo spesso rilevo, con profonda amarezza, atteggiamenti irrispettosi soprattutto di chi non prende decisioni e delega ad altri le proprie responsabilità e di chi non avendo competenze professionali per rivestire ruoli e mansioni, sia a livello pubblico sia privato, provocano con le loro incapacità danni gravi venendo meno a quel principio sancito anche nella legislazione italiana, l'agire come un "buon padre di famiglia". Ebbene carissimo ministro le qualità sopra non dovrebbero certo mancare in coloro che amministrano il bene comune: i politici. Per questo oggi rivolgo a lei, anche se ministro delle Infrastrutture da poco, la delusione più profonda verso chi l'ha preceduta che non ha saputo gestire questo «incarico» nell'interesse degli italiani ma solo per esclusivo uso personale e di pochi altri. Le cronache di questi mesi e la trasmissione Report di Rai 3 del 3 maggio 2015 ci hanno ben informato sulla questione. Lei è il nostro presente e proprio nella certezza della sua responsabilità politica a nome mio e dei cittadini che rappresento siamo a sottoporre alla sua attenzione la nostra più totale contrarietà alla costruzione del Tav Brescia-Verona, infrastruttura che dovrebbe essere approvato a breve dal Cipe nonostante il progetto sia inutile, costoso e cosa molto più grave se avviato «nominato» nelle intercettazioni in mano alla procura di Firenze proprio sulle indagini collegate al «sistema Incalza». Il nostro paese, Calcinato, si trova vicinissimo a quella zona nominata la nuova terra dei fuochi legalizzata, riconosciuta pochi mesi fa a livello nazionale, dove da anni i comitati locali denunciano situazioni negative del territorio sia per inquinamento sia per malattie importanti che troppo spesso sono sinonimi di "una terra malsana" che non potrà che peggiorare con l'arrivo del Tav. Le perplessità sul progetto non sono solo ipotesi di cittadini arrabbiati ma il risultato di anni d'informazioni sull'argomento, di confronto con esperti in materia e d'indicazioni pervenute dagli enti interessati al progetto. La Regione Lombardia, per esempio, nella delibera numero X/3055 del 23 gennaio 2015 pur esprimendosi a favore dell'opera nonostante notevole consumo di suolo agricolo - andando, di fatto, contro un'altra delibera presa dalla stessa giunta lombarda ovvero lo stop alla cementificazione-, elenca una serie di condizioni in risposta alle criticità e mancanze che il progetto e Via evidenziano soprattutto il non rispetto delle condizioni di sostenibilità e accessibilità economica del Tav Brescia Verona. Anche la Provincia di Brescia, alla quale abbiamo scritto come cittadini, ha evidenziato notevoli perplessità sul progetto sulla base di costi eccessivi per treni che non fermeranno né a Brescia né a Desenzano, nè a al Garda (terzo polo turistico italiano) ma assurdità per assurdità la stazione è prevista a Montichiari, con la creazione di uno «shunt» costosissimo e un interconnessione con la ferrovia storica, proprio nel bel mezzo di discariche (Montichiari ha circa una ventina di siti di smaltimento di rifiuti nel territorio). I passeggeri arriveranno a Montichiari trovandosi di fronte una discarica denominata «Montiriam», dove oggi non vi sono collegamenti di nessun tipo con Brescia e il resto della provincia. Le chiedo se questo è progettazione qualificata, logica e parsimoniosa? Quindi altro consumo di aree agricole anche pregiate, come i vigneti del Lugana e varie aziende produttrici di alimenti Dop per un'altra opera in terra bresciana dopo Tav Treviglio-Brescia, la Corda molle (dove le ricordo non sono ancora stati pagati gli espropriati) la BreBeMi inaugurata proprio dal signor Matteo Renzi il quale dichiarava l'unicità e l'importanza dell'opera, capitali privati per un necessario sviluppo lombardo. L'autostrada è costantemente vuota e oggi nessun gestore di autogrill e compagnie petrolifere ha investito sul tratto Brescia - Milano. Questo risponde all'utilità dell'opera. E i politici dove sono? Purtroppo negli anni abbiamo avuto modo di sentirne tanti sull'argomento ma troppi male informati, anche quelli del suo partito. Ministri e assessori che continuano a definire il Tav «un'opera strategica» ingannando i cittadini poiché quando una grande infrastruttura interesserà il 5% della popolazione, mai recupererà l'investimento effettuato incrementando di fatto ancora il debito pubblico italiano. Anche il Politecnico di Milano e di Torino hanno affermato contrarietà al Tav visto che tutte le linee italiane risultano essere in perdita forse in pareggio la Milano -Bologna. Come mai che nessun documento governativo indica il nome di qualcuno che si assume sul piano tecnico la responsabilità di calcoli qualora fossero inattendibili? Siamo convinti che lei subirà quel «mal lavoro» effettuato dai suoi predecessori (ci riferiamo all'assurdità di una legge obiettivo «criminogena» come dichiarato dallo stesso Raffaele Cantone e da accordi stipulati in precedenza) ma crediamo in qualcuno debba avere il coraggio di cambiare rotta se questa porta alla rovina. Per questo le chiediamo: la non approvazione del «progetto esecutivo» Tav Brescia-Verona voluto solo da chi è legato a quel «sistema Incalza» di cui si sta parlando da tempo e dove il ministro che ha dato l'avvio al procedimento finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, ministro Lupi, risulta dimissionario dall'incarico per motivi legati a quanto sopra. La non approvazione del Tav Brescia-Verona essendo un progetto del 1991 con una Via del 2003 poiché non corrispondente alle necessità economiche, sociali e ambientali attuali. La non approvazione del Tav Brescia-Verona poiché costruito in un terreno con una morfologia che non consentirà mai un alta velocità e che una ristrutturazione adeguata della ferrovia storica potrebbe rispondere a un incremento di domanda almeno per i prossimi 10/15 anni come da studi effettuati. Le ricordiamo che in ambito privato nessuno investirebbe capitale proprio in un progetto obsoleto che non ha rientro almeno dei costi sostenuti poiché in ambito privato chi sbaglia paga di tasca sua. Nel settore pubblico chi si assumerà questa responsabilità se l'opera sarà un altro buco nell'acqua com'è prevedibile? Le chiediamo la non approvazione del Tav perché non diventi complice di inutile consumo di suolo per guadagnare forse 14 minuti fra Milano a Verona a spese di un investimento di capitale pubblico enorme quando treni regionali hanno bisogno di una risposta immediata come richiesto dall'Europa (Europa che non ha mai chiesto all'Italia il Tav). La non approvazione del Brescia-Verona perché non sia complice di un costo «inadeguato» di circa 62 milioni di euro al chilometro per la tratta Brescia Verona quando nel resto del mondo il costo è un decimo: qualcuno si è chiesto il motivo di questa differenza? La non approvazione del Tav Brescia-Verona perché anche Lei non sia complice delle grandi «bugie» dette dai politici prima di lei i quali hanno raccontato ai cittadini italiani, di fatto ingannandoli, che il traffico da gomma sarebbe passato su rotaie quando in Italia le merci mai andranno sul Tav. Lo stesso Amministratore Delegato di Rfi, Elia l'ha dichiarato pubblicamente nella puntata del 3 maggio di Report. La non approvazione del Tav Brescia-Verona perché non sia complice di una legge obiettivo che delega il «general contractor» nel nostro tratto Cepav 2 a pagare chi controllerà il suo lavoro; è veramente ridicolo soltanto fattibile in Italia. I cittadini onesti e rispettosi sono ormai stanchi di questo modo di fare e sono tantissimi. Le priorità degli italiani sono altre come il lavoro, la scuola, la messa in sicurezza di un territorio da un dissesto idro-geologico sempre più visibile e di uno sviluppo efficiente della rete pubblica di trasporto locale per i pendolari. Restiamo in attesa di una sua risposta nel più breve tempo possibile informandola che non ci rassegneremo mai alla distruzione del nostro territorio chiamato Tav. Le comunichiamo che la presente mail sarà inoltrata anche ai giornali locali a conferma del nostro malcontento. Ci piacerebbe moltissimo poter aggiungere che abbiamo ricevuto risposta dal Ministro Delrio per un interessamento reale alla questione poiché prima di essere un politico ha agito da «buon padre di famiglia». Nell'augurarle buon lavoro le porgiamo cordiali saluti.
Laura Corsini COMITATO CITTADINI DI CALCINATO
lunedì 19 ottobre 2015
domenica 18 ottobre 2015
Il popolo No TAV esige risposte da chi ci governa
Ieri
a Desenzano oltre mille persone sono scese di nuovo in piazza per dire no al
TAV, ribadendone l’inutilità, con tutti i problemi ecologici ed economici incommensurabili
che porterebbe al nostro territorio.
Il tema è molto sentito ora, dopo gli scandali che hanno portato all’arresto del supermanager del Ministero dei trasporti Incalza e alle dimissioni del Ministro alle infrastrutture Lupi. Le notizie delle ultime ore confermano peraltro che i soldi per fare quest’opera non ci sono e che i pochi messi a disposizione sono tolti al servizio sanitario nazionale, al welfare, alle bonifiche e alla prevenzione dal dissesto idrogeologico.
Tutte queste cose le abbiamo dette in tanti e tante, uomini, donne, anziani e bambini, riempiendo le strade e le piazze di Desenzano con cori, striscioni e bandiere.
Davanti al corteo il trattore di un contadino di Calcinatello, ormai divenuto il simbolo della resistenza nonviolenta del mondo del lavoro all’arrivo della nuova linea ferroviaria ad alta velocità. Alla guida, col suo volto sereno e gioviale, uno dei tanti possibili espropriati del TAV ha il sorriso di chi sa che non sarà facile fermare la determinazione sua e di tanti come lui.
Il tema è molto sentito ora, dopo gli scandali che hanno portato all’arresto del supermanager del Ministero dei trasporti Incalza e alle dimissioni del Ministro alle infrastrutture Lupi. Le notizie delle ultime ore confermano peraltro che i soldi per fare quest’opera non ci sono e che i pochi messi a disposizione sono tolti al servizio sanitario nazionale, al welfare, alle bonifiche e alla prevenzione dal dissesto idrogeologico.
Tutte queste cose le abbiamo dette in tanti e tante, uomini, donne, anziani e bambini, riempiendo le strade e le piazze di Desenzano con cori, striscioni e bandiere.
Davanti al corteo il trattore di un contadino di Calcinatello, ormai divenuto il simbolo della resistenza nonviolenta del mondo del lavoro all’arrivo della nuova linea ferroviaria ad alta velocità. Alla guida, col suo volto sereno e gioviale, uno dei tanti possibili espropriati del TAV ha il sorriso di chi sa che non sarà facile fermare la determinazione sua e di tanti come lui.
Tanti
poi anche gli striscioni, gli SpavenTAV e i cartelli che denunciavano lo
sperpero di denaro a discapito di piccole opere utili per il nostro territorio
e per chi lo vive.
E insieme a noi in corteo - oltre alle delegazioni della Val di Susa, del Terzo Valico e del Trentino - anche il Comitato del Parco delle Colline Moreniche, decine di comitati ambientalisti e tante delegazioni da diverse zone della Lombardia. C’erano pure il vicesindaco di Castiglione delle Stiviere e i primi cittadini di Medole, Solferino e Monzambano, che con orgoglio hanno sfilato insieme a noi per difendere i cittadini che rappresentano e il futuro di queste terre.
E insieme a noi in corteo - oltre alle delegazioni della Val di Susa, del Terzo Valico e del Trentino - anche il Comitato del Parco delle Colline Moreniche, decine di comitati ambientalisti e tante delegazioni da diverse zone della Lombardia. C’erano pure il vicesindaco di Castiglione delle Stiviere e i primi cittadini di Medole, Solferino e Monzambano, che con orgoglio hanno sfilato insieme a noi per difendere i cittadini che rappresentano e il futuro di queste terre.
Non
c’erano invece i nostri amministratori, solo il Comitato Cittadini, il Comitato
No TAV di Calcinato e il consigliere comunale di Bene Comune. Sappiano però il Sindaco
e la Giunta municipale di Calcinato che nel territorio che governano vive,
lavora ed agisce una parte di popolazione che quest’opera non la vuole, una parte
che cresce e che continuerà ad organizzarsi per fermarla pacificamente.
Non è più
possibile ignorarla e lasciarla incivilmente senza risposte.
sabato 17 ottobre 2015
venerdì 16 ottobre 2015
Domani manifestazione No Tav a Desenzano
Mentre veleggia verso quota duemila il numero delle
firme raccolte in 15 giorni sul Benaco in calce a una petizione popolare per
chiedere al governo il ritiro del progetto della nuova linea ferroviaria ad
alta velocità sulla tratta Brescia-Verona, il movimento No Tav intensifica la mobilitazione verso la
manifestazione nazionale in programma per domani, sabato 17 ottobre, a Desenzano del Garda,
coinvolgendo la società civile, le associazioni, le aziende e i sindaci dei
Comuni interessati al passaggio della grande opera pubblica ora in fase di
progettazione.
“L'iniziativa - scrivono in una missiva
recapitata questa settimana dai No Tav ai primi cittadini, ai parlamentari
dellla zona e ai responsabili delle varie realtà della società civile e del
mondo economico - vuole sostenere la richiesta del ritiro del progetto Tav e
sostituirlo con interventi di miglioramento della linea esistente. Ci pare che
questa impostazione sia al centro anche di una riflessione delle
amministrazioni locali dei territori coinvolti dal progetto che continuiamo a
ritenere inutile, costoso, devastante per l'ambiente e il bilancio dello
Stato”.
Considerando che ci siano “le condizioni per
una forte pressione sul Governo e sulle Regioni Lombardia e Veneto per farlo
ritirare”, i No Tav incoraggiano una forte partecipazione alla marcia di
Desenzano ritenendo che il suo successo sarebbe “un segnale difficile da
trascurare”.
“La costruzione della
linea ferroviaria ad alta velocità qui arrecherà alla terza località turistica
più frequentata d’Italia, Il lago di Garda, immensi danni” osservano i No Tav.
”Saranno demolite cascine secolari, stalle, cantine, agriturismi,
estirpati pregiati vigneti, la viabilità sarà sconvolta, tagliando i
collegamenti tra il lago e il suo entroterra, e il paesaggio deturpato”.
E si chiedono “Quale panorama verrà offerto
allo sguardo di chi salirà sulla sommità della torre monumentale di San
Martino della Battaglia, quando il cantiere sarà aperto? Quali danni
saranno arrecati al delicato sistema idrico di questa zona dagli scavi in
galleria? Chi vorrà ammirare in futuro il laghetto del Frassino
a Peschiera, lo potrà ancora vedere o sarà stato prosciugato? Il
vicino Santuario sarà ancora meta di pellegrinaggio o le crepe causate dai
lavori lo avranno reso inagibile? Gli agricoltori avranno ancora acqua per
irrigare le colture?”.
Domani la
manifestazione partirà alle ore 14.30 dal Piazzale Einaudi, proprio davanti
alla stazione ferroviaria. Il corteo – poco meno di 5 chilometri – percorrerà le
vie a nord attraversando anche un tratto della ex strada statale 11 per
giungere poi nel centro storico della cittadina e concludersi in Piazza Malvezzi
dove si terrà un momento finale che miscelerà musica, convivialità e interventi
delle diverse realtà partecipanti.
giovedì 15 ottobre 2015
Stasera in biblioteca si sfogliano Cristina Campo, Simone Weil ed Etty Hillesum
«Narrare la bellezza in tempi in cui tutto è perduto» è il titolo della conferenza in programma stasera alle 20.30 nella biblioteca di Calcinato. Annarosa Buttarelli, dell'Università di Verona, proporrà una conversazione sul pensiero di Cristina Campo, Simone Weil ed Etty Hillesum.
sabato 10 ottobre 2015
venerdì 9 ottobre 2015
Come si spendono i soldi dei calcinatesi in tempo di crisi - 7.
Martedì scorso la giunta municipale il Comune di Calcinato
ha stanziato 14 mila 250 euro per finanziare leattività di una nutrita serie
di gruppi e associazioni.
State a sentire. Fra le
associazioni culturali hanno ricevuto aiuti economici non solo il Concerto
d'inverno (duemila) o il Pedibus (250 euro), ma anche la Festa delle Alberelle
(500), la sagra di Sant'Anna (500) e il Presepe vivente (mille e 300). Fra le
associazioni d'arma, che negli scorsi anni hanno disseminato monumenti
autocelebrativi un po' ovunque sul territorio, hanno ricevuto 800 euro i Carabinieri
in congedo, mille gli alpini di Calcinatello (che festeggiano i 40 anni di attività)
e i loro 200 euro ciascuno
gli alpini del capoluogo, i bersaglieri e le associazioni aereonautica,
carristi, e reduci. Altri mille e 200 sono stati versati al Comitato Fiera di
Santa Maria e 400 all'Associazione genitori, mentre per gli organismi di
volontariato che si occupano di cooperazione internazionale mille e 500 euro ciascuno
sono andati all'Aps di Antonio Corsini per lo sviluppo economico dell'Africa, al
Gruppo dei Prati che opera in Guinea Bissau agli Amici delle missioni orsoline
in Brasile e 300 ciascuno al Gruppo di impegno missionario di Esenta di Lonato
e all'associazione Cesar attiva in Sudan.
giovedì 8 ottobre 2015
No Tav: il nostro consigliere invita in piazza il sindaco per la manifestazione del 17
Alla cortese
attenzione
del Sindaco Marika Legati
Calcinato
Il Coordinamento NO TAV Brescia-Verona ha organizzato per il 17 ottobre a
Desenzano del Garda una manifestazione con corteo che partirà da Piazza della
Stazione alle ore 14.30 e arriverà in Piazza del Municipio.
L'iniziativa
intende sostenere la richiesta del ritiro del progetto TAV e sostituirlo con
interventi di potenziamento e riqualificazione della linea esistente.
Mi
pare che, nel quadro della riflessione politica della Amministrazione Comunale
da Lei diretta, sia necessario ribadire che il progetto in discussione è inutile,
costoso, devastante per l'ambiente e il bilancio dello Stato.
Non
starò
qui a ripetere tutte le criticità irrisolte e irrisolvibili di questa
nuova grande opera pubblica, che sono da Lei ben conosciute. Ritengo che
oggi, anche in virtù delle ineludibili
novità di queste ore, ci siano le condizioni per una forte pressione sul
Governo e le Regioni Lombardia e Veneto per farlo ritirare.
La
Sua autorevole presenza, insieme a quella degli altri Sindaci dei territori
interessati, alla manifestazione del 17 ottobre sarebbe un segnale forte e
difficile da trascurare.
In
attesa di una risposta, La saluto cordialmente.
Flavio
Marcolini
mercoledì 7 ottobre 2015
Benvenuti a Calcinato, giovani maliani!
Oggi giungeranno a
Calcinato quattro giovani profughi maliani che verranno accolti in una
struttura parrocchiale.
Ne dà notizia il parroco don Ruggero Zani, il
quale spiega che “verranno ospitati in un edificio di nostra proprietà che si è
liberato quest’estate, in via Don Minzoni 12, vicino alla canonica e confacente
alla bisogna. Nei giorni scorsi abbiamo ultimato la realizzazione degli
allacciamenti e delle opere di tinteggiatura, muratura e impiantistica
elettrica e idrotermosanitaria”.
A Calcinato arrivano attraverso la Caritas
diocesana, organismo in contatto con la Prefettura (che segue l’emergenza
profughi in provincia) e che - informa il parroco - “si assumerà tutte le
incombenze correlate all’accoglienza, dagli aspetti giuridici, burocratici,
igienico-sanitari alla fornitura di generi alimentari e allo svolgimento di
lezioni di italiano durante la permanenza. Questi due ultimi aspetti potranno
essere gestiti in loco in collaborazione con il nostro Centro Mano Fraterna e
con i docenti dell’Istituto comprensivo”.
Anche tutte le spese per i lavori materiali in
corso di svolgimento verranno rimborsate alla Parrocchia dalla Caritas
Diocesana attraverso i fondi messi a disposizione dalle istituzioni competenti.
Il gruppo di quattro africani potrà rimanere
per il tempo necessario alla definizione del loro status da parte della
magistratura, dai 18 ai 24 mesi. Ma già dopo sei mesi saranno abilitati a
cercarsi un lavoro. Nel frattempo un gruppo di sostegno parrocchiale li seguirà
nello svolgimento di piccole attività quotidiane in oratorio e nello sviluppo
di una rete di relazioni in paese.
domenica 4 ottobre 2015
Oggi flash mob a Ponte San Marco
Sono
già centinaia le firme raccolte ieri nelle piazze in calce alla
petizione per chiedere a Renzi il ritiro del progetto della nuova linea
ferroviaria d alta capacità. Dopo le manifestazioni di ieri a Calcinatello e a Calcinato, stamattina la mobilitazione prosegue a Ponte San Marco
con un flash mob in Piazza Rovetta dalle ore 8 alle 12.
sabato 3 ottobre 2015
Nel weekend 3 maniifestazioni No Tav a Calcinato
Stanno giungendo decine di adesioni ogni giorno alla mobilitazione No Tav di oggi e domani.
Stamattina ci trovate con un gazebo a Calcinatello in Piazza Pertini dalle ore 8 alle 12; nel pomeriggio siamo al Piazzale Italmark a Calcinato dalle 14 alle 18. Domenica 4, infine, concluderemo le manifestzioni a Ponte San Marco, con un flash mob in Piazza Rovetta dalle ore 8 alle 12.
Per contatti potete telefonare al 328.6909701 o consultare la pagina
https://www.facebook.com/events/1615719978680914/.
Stamattina ci trovate con un gazebo a Calcinatello in Piazza Pertini dalle ore 8 alle 12; nel pomeriggio siamo al Piazzale Italmark a Calcinato dalle 14 alle 18. Domenica 4, infine, concluderemo le manifestzioni a Ponte San Marco, con un flash mob in Piazza Rovetta dalle ore 8 alle 12.
Per contatti potete telefonare al 328.6909701 o consultare la pagina
https://www.facebook.com/events/1615719978680914/.
venerdì 2 ottobre 2015
Stasera si inaugura a Brescia la Biblioteca del Centro per la nonviolenza
Oggi - genetliaco del Mahatma
Gandhi proclamato dall’Onu Giornata internazionale della nonviolenza - riapre in
via Milano 65 a Brescia la storica Biblioteca del Centro per la nonviolenza, un istituto
specializzato tra i più forniti in tutta Italia sulle tematiche della pace, del
disarmo, dell’ecologia.
Nato nel 1977 per iniziativa
di un gruppo di obiettori di coscienza in servizio civile, il Centro “non solo
raccoglie materiale bibliografico e documentario” come spiega Adriano Moratto,
uno dei volontari, “ma intende soprattutto costituire un gruppo di ricerca e
divulgazione su questi temi”.
”Grazie a una immensa mole di lavoro - osserva
- oggi nella biblioteca è consultabile un patrimonio di oltre 2500 volumi (ma
il numero si va continuamente arricchendo), con gran parte dei testi che hanno
fatto la storia della nonviolenza e dell’antimilitarismo (fra cui l’edizione
originale dell’opera omnia di Gandhi)”: racconta. “E’ inoltre presente un
archivio molto corposo che documenta (con opuscoli, carteggi, volantini, ma
anche filmati, diapositive, materiale fotografico) tutte le attività del
movimento nonviolento, i primi passi in Italia dell’ecologismo, le lotte nel
nostro paese per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio
militare (tra le curiosità c’è il testo dell’arringa che un allora sconosciuto
avvocato Mino Martinazzoli pronunciò nel 1972 in difesa del giovane obiettore
rezzatese Claudio Bedussi), le iniziative contro le installazioni missilistiche
(ricchissimo, ad esempio, è il settore sulle manifestazioni a Comiso),
l’industria bellica, la campagna per l’obiezione fiscale alle spese militari,
gli sforzi per la pace nei Balcani, in Medio Oriente e nel Golfo Persico e
tanto altro ancora”.
Il Centro promuove anche corsi di studio e
approfondimento, convegni e seminari su e con i più importanti divulgatori o
teorici della nonviolenza e anche di queste attività l’archivio conserva le
tracce. “Qui” spiega Moratto “è possibile facilmente consultare una
documentazione consistente su un periodo della storia (anche bresciana) che
continua ancora oggi a far sentire la sua eco”.
“Non bisogna poi dimenticare l’emeroteca”
sottolinea “che conserva una quarantina di collane di riviste italiane e straniere
tuttora in commercio e che risulta difficile trovare altrove, ma anche decine
di testate che hanno fatto la storia dell’antimilitarismo europeo dagli anni
’60 agli anni ’80”.
Venerdì per l’inaugurazione ci sarà una
conferenza di Giorgio Beretta (analista dell’Osservatorio permanente sulle armi
leggere) sul tema “Armi, conflitti e migrazioni: le scelte politiche,
economiche e militari alla base della continua emergenza rifugiati”. Questa
singolare biblioteca resterà poi aperta al pubblico il lunedì e il mercoledì
dalle ore 15alle 18. Per informazioni si può telefonare al n. 030.3229343 o
inviare una e-mail a movimentononviolento.bs@alice.it.
giovedì 1 ottobre 2015
Weekend No Tav a Calcinato
Weekend di
mobilitazione No Tav nel nostro comune, uno dei territori che sarebbero
maggiormente penalizzati dal passaggio della nuova linea ferroviaria. Sabato 3
ottobre saremo con un gazebo a Calcinatello in Piazza Pertini dalle ore 8 alle
12 e nel pomeriggio al Piazzale Italmark a Calcinato dalle 14 alle 18. Domenica
4, infine, concluderemo la mobilitazione a Ponte San Marco, con un flash mob in
Piazza Rovetta dalle ore 8 alle 12. Nel corso delle tre manifestazioni i
cittadini potranno firmare la petizione per chiedere il ritiro definitivo del
progetto. Chi non potrà partecipare può comunque firmare on line al link: https://www.change.org/p/fermiamo-il-progetto-tav-brescia-verona-prima-che-sia-troppo-tardi
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